Il grande freddo

Media utenti
MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The big chill
Anno: 1983
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 28
Papiro: elettronico
Lo trovi su

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Inutile ricordare ciò che tutti sanno: THE BIG CHILL è stato uno dei film più amati degli Anni 80 e purtroppo ne rispecchia in parte anche la superficialità. Nulla di male, se non fosse che la presunzione con cui Kasdan affronta l'opera ne finisce col sottolineare gli aspetti più ruffiani e anche meno riusciti. L'operazione nostalgia funziona, il gruppo di quarantenni che si ritrova dopo anni in occasione del funerale di uno di loro e si riconfronta alla luce di quanto capitato dopo la "divisione" è un'ottima idea di partenza, il non usare flashback per sterili rievocazioni del tempo andato è una scelta azzeccata, ma mancano i personaggi davvero interessanti; l'aver assemblato un cast di ottimi attori destinati a fare strada ha attutito...Leggi tutto in parte i difetti della sceneggiatura, che però resta di gran lunga meno efficace, ad esempio, rispetto a quella che Kasdan stesso aveva scritto per il suo folgorante esordio dietro la macchina da presa, BRIVIDO CALDO. L'inserimento poi, in luogo di una vera colonna sonora originale, di una compilation di successi Anni 60 e 70 (Creedence Clearwater Revival, Beach Boys, Rolling Stones, Procol Harum, Percy Sledge...) conferma l'impressione di un film studiato a tavolino per piacere ai disillusi di ogni generazione, ironico e intelligentemente "leggero" quanto si vuole ma anche spesso noioso e fitto di scene che sembrerebbero voler dire chissà cosa e invece evaporano come neve al sole. Un lavoro piuttosto sopravvalutato dal punto di vista artistico, che offre anche qualche siparietto di dubbio gusto e si esaurisce in un soggetto minimale, privo di mordente. E' noto come le parti con Kevin Costner (alla sua prima parte importante, è l'amico defunto) siano state del tutto tagliate al montaggio finale: di lui si vede giusto qualche pelo...
Marcel M.J. Davinotti jr.
Chiudi
TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Caesars 10/10/07 14:38 - 2977 commenti

I gusti di Caesars

Non si può negare un certo grado di ruffianeria a questa pellicola. Nonostante questo però bisogna anche riconoscere a Kasdan di aver diretto con mano leggera e, aiutato anche da ottimi attori, di essere riuscito a dipingere un quadro generazionale assai efficace. Buona la colonna sonora piena zeppa di brani intramontabili provenienti dagli anni '70. Un buon film che merita di essere visto.

Galbo 11/10/07 15:33 - 11617 commenti

I gusti di Galbo

Film che in un certo senso si presta al gradimento universale in quanto fa leva su un sentimento che riguarda tutti noi: la nostalgia. La sceneggiatura è pertanto "ammiccante" ed il film scorre piacevolmente anche perché diretto con professionalità da un veterano come Kasdan (valido regista e sceneggiatore) che si avvale di un cast di bravi attori ben amalgamati tra loro tra i quali spiccano Berenger, Kline e la Close.

Il Gobbo 30/11/07 09:10 - 3011 commenti

I gusti di Il Gobbo

Urticante filmetto che darà vita a un vero e proprio filone di variazioni sul canovaccio "raduno di vecchi compagni di studio più o meno falliti con reciproci rancori e conti in sospeso". Qui lo sfondo è l'ennesima pippona sulla "fine del sogno", cioè delle plateali fesserie di una chiassosa minoranza di americani liberal nell'era del Vietnam. Come da profezia di Ionesco, sono diventati (quasi) tutti notai... Cast di rara antipatia, però con bellissima colonna sonora e la migliore interpretazione della carriera di Kevin Costner.

Soga 23/12/08 17:41 - 125 commenti

I gusti di Soga

Un pugno di amici ex-contestatori si ritrovano dopo anni in occasione di un funerale, passano un week-end assieme e fanno un bilancio delle loro vite. Film sulla nostalgia, ma anche sulla solitudine nella nostra società ipocrita e materialista, che assorbe ingenuità e sentimenti, relegati alla purezza adolescenziale, per trasformare gli uomini in ingranaggi del sistema. Splendida la colonna sonora d’epoca. Da vedere.
MEMORABILE: “Tornerò al mio romanzo, scriverò di questi giorni.” “Di cosa stavi scrivendo prima?” “…di giorni perduti.”

Capannelle 1/06/09 12:28 - 3877 commenti

I gusti di Capannelle

Un classico degli Anni Ottanta, il cui "spirito" verrà preso a modello in seguito, ma anche un tantino sopravvalutato. Il cast è notevole e Kasdan lo fa girare con mestiere, però non tutti gli intrecci funzionano a dovere e talvolta la sceneggiatura indugia troppo. Da notare che non si viene a sapere nulla di Alex (il suicida) e che il regista decise di eliminarne i pochi fotogrammi (con scorno di Costner che lo impersonava). Colonna sonora ai livelli massimi di ruffianeria. **½

Pigro 30/08/09 08:20 - 8415 commenti

I gusti di Pigro

Alcuni amici si ritrovano dopo molti anni al funerale di un loro compagno di studi. Film generazionale sulle disillusioni della maturità dopo le grandi illusioni dell'adolescenza. Nonostante la bravura degli attori coinvolti, il lavoro stenta a decollare, troppo preso dal gusto lezioso della battuta o della situazione a effetto. Ma soprattutto è la regia che sembra succube del bon ton della commedia, senza averne lo spirito. Colonna sonora bella ma furbamente usata per riempire il vuoto di idee cinematografiche. Noiosetto ma interessante.

Homesick 25/01/10 15:55 - 5737 commenti

I gusti di Homesick

All'interno della cinematografia dedicata al rimpianto per un passato annichilito dal presente - ossia il tramonto delle illusioni e degli impeti giovanili di un gruppo di ex contestatori sessantottini - questo film occupa senz'altro un posto rilevante; ma la rievocazione nostalgica si svuota di pathos a causa di una sceneggiatura verbosa, intricata e statica, che si carica soltanto con le spinte della ricca colonna sonora, peraltro saldo vincolo diegetico tra i personaggi e catalizzatore dei loro ricordi generazionali. Valevole e ben coordinato il team d'interpreti.

Hackett 11/05/10 07:40 - 1801 commenti

I gusti di Hackett

Film culto di Kasdan, autore che in seguito si perderà un po' ma che riuscì con questa pellicola ad ottenere un'enorme attenzione da parte di pubblico e critica. "Il grande freddo" è un film sulla disillusione del'età matura, sull'ipocrisia dell'uomo e sulla fragilità dei suoi ideali. Rivisto a molti anni di distanza appare però un po' vuoto, poco riuscito e forse non troppo sincero. Didascalico in alcuni dialoghi e nell'approfondimento di alcuni personaggi, risulta un po' sopravvalutato, forse grazie al grande cast. Buona colonna sonora.

Giacomovie 10/06/10 19:50 - 1363 commenti

I gusti di Giacomovie

Quanto di meglio si può ottenere da un film di intrattenimento, col limite che solo questo non basta a dare pieno rilievo ad un film. La trama sviluppa un sottile intreccio di situazioni che si vengono a creare tra un gruppo di amici, dalle quali emergono esperienze, desideri, rimpianti e nevrosi; in sostanza la loro vita. Un film di grandi attori ai loro inizi che ha richiesto un certo impegno preparatorio, i cui frutti sono però rimasti sulla carta. Per coincidenza c'è più l'aria gelida del grande freddo che la consistenza del grande film. **!

Stefania 12/06/10 23:20 - 1600 commenti

I gusti di Stefania

I trentenni degli anni ottanta erano i ragazzi degli anni sessanta, epoca in cui, forse più che in ogni altra, i giovani si erano sognati diversi dai loro padri, si erano autoinvestiti della missione di cambiare radicalmente la società. Perciò brucia tanto, il grande freddo del loro disinganno, perciò questa seduta psicanalitica di gruppo è così animata e così malinconica. Un film di dialoghi, principalmente, di dialoghi spesso petulanti, ma significativi anche nella loro inconcludenza. Dall'esaltazione idealistica all'esaltazione nevrotica, con grande classe.

Mary Kay Place HA RECITATO ANCHE IN...

Saintgifts 26/01/11 23:09 - 4098 commenti

I gusti di Saintgifts

Nessuno sa perché Alex si sia suicidato, né lui ha lasciato scritto qualcosa. I suoi vecchi amici dei tempi di studi si ritrovano, dopo quindici anni, per il suo funerale. Restano assieme per un week end ospiti nella casa di uno di loro, dove anche Alex viveva. Tra canzoni famose e sedute conviviali vengono fuori le vite di ognuno, i successi e, soprattutto, gli insuccessi. Sente un po' il peso degli anni e, a distanza, si nota molto la voglia di stupire, montando anche situazioni paradossali. Rimane comunque un buon lavoro con ottimi attori.
MEMORABILE: Colonna sonora farcita di vecchi successi, ma usata eccessivamente e in modo invadente.

Enzus79 17/06/11 10:43 - 2011 commenti

I gusti di Enzus79

Il funerale di un amico suicidatosi riunisce ex compagni di college. Dialoghi molto impegnativi portano un po' alla noia, anche se ci sono molte scene toccanti. Il finale ingenuo comunque non toglie niente a questo buon film: Kasdan difficilmente si ripeterà.

Luchi78 27/06/11 17:33 - 1521 commenti

I gusti di Luchi78

Film dal quale Arcand prenderà spunto per i suoi futuri successi cinematografici, i quali però saranno nettamente superiori al lavoro di Kasdan. Alla fine del film sembra di aver assistito a qualcosa di piuttosto incompiuto, dove la nostalgia e il rimorso hanno spinto i protagonisti a prendere decisioni strane, a volte completamente inverosimili. Non un giudizio completamente negativo, ma sicuramente manca la brillantezza nei dialoghi e nelle situazioni che necessitava un film del genere.

.luke. 15/03/12 18:30 - 89 commenti

I gusti di .luke.

Il suicidio di un amico e il conseguente funerale sono l'occasione per un gruppo di sessantottini di rivedersi a distanza di anni dalle contestazioni giovanili, tirando le somme delle loro vite e riscoprendo vecchie amicizie. Trampolino di lancio per diversi attori; il punto forte del film sono gli efficaci dialoghi e i ritratti psicologici dei diversi protagonisti. Commedia graffiante e divertente.
MEMORABILE: Chi avrebbe detto che noi avremmo fatto i soldi, noi contestatori?

Giùan 14/05/12 13:50 - 3303 commenti

I gusti di Giùan

Studiato, per molti versi astuto ritratto generazionale, The big chill è diventato a torto o a ragione titolo sintomatico di quel cinema del riflusso (o della regressione sarebbe meglio dire?) che ha occupato gli schermi a cavallo dei decenni '70-'80. Scritto "troppo" bene dai coniugi Kasdan, interpretato ancora meglio da un ensemble che raramente si è visto al cinema, è una impeccabile macchina filmica catalizzatrice di emozioni "intelletuali". Nel gioco delle personali empatie che il "prodotto" per sua natura suscita, mi spertico per Hurt e Meg Tilly.
MEMORABILE: L'incipit sulle note di I Heard It through the Grapevine; Lo sparecchiamento tavola al ritmo di "Ain't Too Proud To Beg".

Fauno 7/03/13 13:06 - 1998 commenti

I gusti di Fauno

Da studente idealista quale ero allorchè lo vidi mi piacque non poco, ma ora che lavoro da 20 anni mi ha solo nauseato. Non capirò mai chi si butta a capofitto nell'impresa, fa soldi a palate, si tira su la famigliola, salvo poi farsi venire delle ridicole crisi d'identità da curare con sbornie, fiutatine, ritorni di fiamma, fino a farci scappare perfino l'opera buona dello sperm-leasing (compiuta fra l'altro dall'unico che si salvava)! A parte la musica è da lasciar perdere; le scelte comportano delle rinunce.
MEMORABILE: I corteggiamenti grossolani di Michael (Goldblum); Il giusto risentimento di Karen verso Sam.

Disorder 15/11/13 10:49 - 1414 commenti

I gusti di Disorder

Forse il film più sopravvalutato del decennio. Una pellicola che tenta di affrontare temi importanti e "generazionali" come il '68 e il Vietnam fallendo però su tutti i fronti. Colpa dei personaggi (sette ex-radical-chic in crisi d'identità), oltre che di una sceneggiatura inutilmente verbosa e inconsistente. Non aiuta la regia lenta e convenzionale. A posteriori si sente il peso che deve aver avuto sulle pellicole successive, specie nell'uso delle musiche (qui comunque spesso invadenti), ma di per sé è davvero poca cosa.

Liv 27/12/13 10:41 - 237 commenti

I gusti di Liv

Ben confezionato, ben recitato, ha tutti i pregi che un film italiano difficilmente avrebbe avuto. Credo che fosse un tema difficile su cui costruire un film. I personaggi sono ben delineati da una squadra di interpreti di prim'ordine. Le scene sono un po' lunghe, spesso inconcludenti, banali, dove l'ironia di fondo si stempera. Forse il montaggio avrebbe potuto essere più energico. A noi italiani riesce un po' artificioso, troppo "americano". Si noterà che fra le canzoni del bel tempo andato sono state evitate quelle straniere (tipo Beatles).
MEMORABILE: Alla mesta cena del gruppo. (Nick) "Io so cosa avrebbe detto Alex."... "Che c'è di dolce?" (Chloe) "Hah!"

Nancy 23/06/14 01:06 - 774 commenti

I gusti di Nancy

Bellissimo film corale, che vede un gruppo di amici riunito dopo anni dal suicidio di uno di loro: dal dramma iniziale il film vira sempre più verso la commedia inserendo lo spettatore nelle vite dei protagonisti, tutti quarantenni più o meno in carriera, con un passato da sessantottini rivoluzionari. Faranno i conti con gli spettri del passato e con quelli del presente: una sceneggiatura coinvolgente che risente solo di qualche faccia un po' poco evidente (soprattutto quelle femminili). Grande Goldblum, grande soundtrack. Piacevolissimo.

Redeyes 28/03/15 08:44 - 2261 commenti

I gusti di Redeyes

E' vero, il film appare per certi versi un po' qualunquista, nel senso che dice quello che esattamente ti aspetti farà. Una generazione di contestatori che ormai del periodo vuol solo avere la convinzione che loro ci credessero davvero, perché gli atti altro hanno detto. Il funerale è lo spunto per una rimpatriata dove ciascuno vuol dimostrare qualcosa, dal padrone di casa (ricchissimo) all'attore senza stuntman, al giornalista fallito che avrebbe buone idee, tuttavia. Il cast funziona benissimo e, salvo qualche banalità, la sceneggiatura pure.

Lawrence Kasdan HA DIRETTO ANCHE...

Pinhead80 27/08/15 10:48 - 4091 commenti

I gusti di Pinhead80

Il funerale di un vecchio amico diventa l'occasione per incontrarsi dopo tanti anni e per tirare le somme della propria esistenza ricordando ciò che era e parlando di ciò che sarebbe potuto essere. Il grande freddo è proprio la distanza che si è venuta a creare tra passato e presente, ed è un classico generazionale. Il cast è composto da attori che segneranno la storia del cinema. Bravo Kasdan a metterli insieme e a raccontarci una storia che non diventa mai banale.

Lou 13/01/16 14:40 - 1036 commenti

I gusti di Lou

Sarà anche stata un’abile azione commerciale - che ha voluto raccontare un classico ritrovo di ex compagni di scuola (e di ribellione giovanile negli anni della contestazione) facendo leva su temi universali quali la nostalgia e la disillusione e avvalendosi di un gruppo di ottimi attori e della migliore musica anni settanta - ma resta il fatto che il successo è meritato: il film è ben fatto, divertente e coinvolgente, con un sottofondo amaro che lascia il segno.

Paulaster 20/05/16 12:36 - 3158 commenti

I gusti di Paulaster

Come in un weekend ci si possa scrollare di dosso i ricordi degli anni 60 e lasciare nell'aria solo le vecchie canzoncine del periodo. Sebbene in qualche circostanza sembri più una rimpatriata giocosa e ci si dimentichi del suicida, i dialoghi sono efficaci, improntati a cinismo e schiettezza (la prima parte e l'ultimo discorso sono i momenti più indovinati). Come prove tutti danno un contributo (Berenger sorpresa e Hurt irritante), anche se ci si chiede a che serve il personaggio della Tilly. Buona l'idea di non far apparire mai il viso del defunto.
MEMORABILE: L'umorismo di Goldblum.

Daniela 14/06/16 09:41 - 10351 commenti

I gusti di Daniela

Un gruppo di amici di gioventù si ritrova dopo molti anni in occasione del funerale di uno di loro, morto suicida. Paradigmatico fin dal titolo, un film che fa leva su un sentimento tanto comune come la nostalgia per il tempo dei sogni e delle illusioni. Sceneggiatore prima ancora che regista, K. riesce a caratterizzare già dal prologo i vari personaggi, concentrandosi poi soprattutto sui dialoghi. Il risultato è forse anche troppo oliato, ma il rischio di una certa artificiosità è attenuato dalla grande prova corale del cast. Colonna sonora da brividi per chi ama il soul anni '60.
MEMORABILE: La vestizione nel prologo, sulle note di "I Heard It through the Grapevine" di Marvin Gaye

Pessoa 21/07/17 06:47 - 1522 commenti

I gusti di Pessoa

Film generazionale di Kasdan che fin dall'uscita si guadagnò la fama di piccolo cult che il tempo ha provveduto a ridimensionare. La sceneggiatura, scritta in punta di penna, alterna professionalmente situazioni leggere e drammatiche senza dare però il giusto peso ai momenti chiave della vicenda, creando qualche pausa. Anche perché i caratteri troppo legati alla cultura americana non riescono mai a dare ai drammi personali una portata universale. Molto in forma il prestigioso cast. Riuscito, ma personalmente preferisco il film analogo di Verdone.

Piero68 15/04/19 16:15 - 2832 commenti

I gusti di Piero68

Cult generazionale fin troppo ruffiano, visto che Kasdan, anche sceneggiatore, blinda il successo del film affidandosi a un sentimento cui nessuno riesce a essere indifferente: la nostalgia e la perduta gioventù. Detto questo, se non fosse per la magnifica colonna sonora e per i dialoghi più che azzeccati, sarebbe di una pesantezza incredibile. E invece, nonostante la lentezza e, per certi aspetti, la pochezza della sceneggiatura, il film ti cattura. Grazie anche al magnifico cast di future stelle cui Kasdan ricorrerà spesso.
MEMORABILE: La Williams che, alla fine del funerale, suona il brano dei Rolling Stones con l'organo della chiesa e mentre sfuma inizia il brano originale.

Noodles 25/03/20 23:04 - 1121 commenti

I gusti di Noodles

Lawrence Kasdan trasporta gli ideali del 1968, il Vietnam e la musica sixty negli anni '80. Protagonista un gruppo di trentacinquenni che si incontrano per il funerale di un loro amico. Le idee, i sogni e le persone sono cambiate. Forse un po' troppo verboso e con poca azione, è comunque uno splendido ritratto generazionale, convincente ed efficace. Tutti i personaggi sono descritti dettagliatamente nelle loro convinzioni e delusioni. Ottimo tutto il cast e la colonna sonora. Da vedere.

Il Dandi 23/08/20 10:51 - 1917 commenti

I gusti di Il Dandi

L'assortimento corale (quasi tutti al loro primo ruolo importante) e una colonna sonora pressoché incessante (tanto ruffiana da sfociare nel ricatto emotivo) contribuiscono, forse ancor più del tema - poi imitatissimo - della reunion degli ex-compagni persi di vista, a farne il film "generazionale" par excellence. Ma dopo un inizio promettente si ristagna presto in chiacchiere improbabili e la malinconia latente fa capolino giusto un paio di volte senza graffiare come dovrebbe. Meno profondo di quanto si vorrebbe e troppo targettizzato per dire qualcosa alle generazioni successive.
MEMORABILE: La canzone dei Rolling Stones al funerale; La sigla del telefilm con Berenger (ispirata a Magnum P.I.); La droga nascosta nel parafango della Porsche.
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Hackett • 11/06/09 15:31
    Segretario - 531 interventi
    Il corpo dell'amico morto, visibile in pochissimi dettagli durante la preparazione della salma, è di Kevin Costner. Kevin sarebbe dovuto apparire in alcune scene di flashback poi eliminate in fase di montaggio. L'amico Kasdan risarcirà in seguito Costner assegnandogli una parte in Silverado.
  • Musiche Columbo • 20/06/11 18:38
    Magazziniere - 1102 interventi
    Colonna sonora da revival:



    http://www.imdb.com/title/tt0085244/soundtrack
  • Musiche Samuel1979 • 21/10/12 17:35
    Call center Davinotti - 3191 interventi
    Fa parte della colonna sonora il brano "Good Lovin'" eseguito dal gruppo The Rascals

    Per chi lo volesse ascoltare : http://www.youtube.com/watch?v=Oy625sZAHN8
  • Curiosità Samuel1979 • 16/12/12 18:58
    Call center Davinotti - 3191 interventi
    In una sequenza mentre i protagonisti assistono ad una partita di Football Americano, (NFL), viene inquadrata la leggenda Bo Schembechler coach dei Michigan Wolverines.
  • Curiosità Zender • 1/09/17 14:40
    Consigliere - 44574 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film:

  • Discussione Piero68 • 15/04/19 16:21
    Contatti col mondo - 237 interventi
    Per la cronaca la parte di Alex, che avrebbe dovuto comparire in un paio di flashback, era affidata a Kevin Costner.

    Poi, in fase di post-produzione, fu deciso di non farlo mai comparire. Così, con la max inkazzatura di Costner, le pochissime scene in cui avrebbe dovuto comparire furono eliminate dal montaggio.

    C'è da sottolineare che Costner, Hurt, Goldblum e, su tutti, Kline, erano gli attori feticcio di Kasdan. Attori cui si affiderà sempre nei film a venire dopo The big chill
    Ultima modifica: 15/04/19 16:21 da Piero68
  • Discussione Zender • 15/04/19 17:11
    Consigliere - 44574 interventi
    Sì, è scritto nella prima curiosità sul film :)