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TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/03/07 DAL BENEMERITO LELE EMO
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Lele Emo 28/03/07 14:53 - 184 commenti

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Senz'altro molto immerso nella sua epoca, narra la storia di uno studente che, per amore, aderisce alle lotte studentesche della Columbia University. Senza dubbio la pellicola è veritiera e dettagliamente documentaristica, atta a riempire in modo onesto un quadro chiaro di quei momenti caldi del '68 americano. Però il film non decolla mai, non si colloca per genere tendendo a voler incarnare troppi generi (musical, drammatico, etc...) e comunque scende in troppi particolari irrilevanti, così come irrilevante è la colonna sonora. Strano.

G.Godardi 29/03/07 18:23 - 950 commenti

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Hollywood si accorse che il mondo giovanile della contestazione poteva essere un suo pubblico potenziale. Quindi la MGM confeziona questo film che si rivolge alla generazione sessantottina. Il risultato tutto sommato non è male. Rivisto oggi risulta datatissimo specie nella sua confezione, soprattutto per lo smisurato e fastidioso uso dello zoom. Il film comunque ha fatto epoca e Bruce Davison divenne un'icona del genere. La bella scena finale si fa perdonare la natura alimentare del prodotto. Ma la scena cult è la fellatio metaforizzata dalla fotocopiatrice.

Homesick 23/05/08 17:29 - 5737 commenti

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Noto titolo del filone contestatario nato negli USA alla fine dei Sessanta, è tutto costruito sull’alternanza tra proteste giovanili più o meno aggressive e parentesi sentimentali, per concludersi nel violento finale scandito dalle manganellate della polizia. Nella vicenda si segue pure la presa di coscienza rivoluzionaria del protagonista: prima scettico e semplice curioso, poi sempre più coinvolto. Musiche in abbondanza, recitazione e regia mediocri. Easy rider e Electra Glide sono di tutt’altro livello.

Daidae 25/03/09 00:44 - 2989 commenti

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A me non è piaciuto per niente. Già che un film sulla contestazione parta dai "contestati" o presunti tali dice già tutto. La storia poi è la solita, con studenti contestatori, sesso, rock e... altro. Attori sullo scarso, qualche scena divertente come quella della fotocopiatrice. Sul 68 è stato fatto di molto meglio.

Pigro 27/03/09 15:07 - 9046 commenti

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Scene di lotte studentesche negli anni della contestazione del 68 in un campus americano, tra occupazioni, amori giovanili e musica underground. Il film è girato con uno stile che strizza l'occhio al cinema alternativo, ma anche al reportage. La storia del ragazzo che diventa rivoluzionario per amore può rifarsi a luoghi comuni, ma è affascinante e cattura grazie alla freschezza con cui è girata. Memorabile la lunghissima scena finale con la canzone 'Give peace a chance'. Elettrizzante ma demodé...

Rebis 29/08/09 15:51 - 2222 commenti

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L’ipocrisia al fondo di tutta l’operazione – una major, la MGM, che sfrutta commercialmente la tematica dei movimenti giovanili sovversivi e contestativi partoriti nel ‘68 – viene parzialmente riscattata e circoscritta dalle piroette stilistiche di Stuart Hagman che, a forza di montare grandangoli e svolazzi, volteggi e spruzzi d’immagini lisergiche e subliminali, emula una sorta di nouvelle vague espressiva con qualche buon effetto all'occhiello. Il finale accende l’entusiasmo e piazza un discreto pugno nello stomaco, facendo soprassedere a tutti gli stereotipi snocciolati su ribellismo&co.

Fauno 15/01/10 16:19 - 2101 commenti

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Quando dico che gli americani non sono all'altezza... Il tema affrontato meritava ben altro. Non che sia un brocco Bruce Davison, anzi, solo che il tutto si trasforma in un'avventuretta partecipativa di uno studente vogatore di belle speranze che per coltivare una scuffia si va a inserire in questioni che non sono sue e non si vede in lui neanche un excursus di trasformazione culturale, ma solo un correre dietro a una chimera più ideale che reale. Fenomeno frequente in tutte le epoche quello di seguire la fila, ma la musica è più apprezzabile del film.

Il Dandi 8/04/10 15:23 - 1917 commenti

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Okay, il rock non era rivoluzionario, era capitalista, i Beatles erano drogati che si fregiavano di un titolo nobiliare e se i Rolling Stones andavano a qualche manifestazione era solo per incontrarci ragazze di mentalità "aperta". Le contraddizioni del "movimento" erano un tema del movimento stesso già allora e non c'era da aspettare la distanza storica delle nostre esegesi per accorgersi che un film come questo viene dalla MGM. Invece proprio per questo la storia di questo studentello è paradigmatica e giustamente cult. Finale commovente.
MEMORABILE: L'alba su San Francisco sulle note di Crosby Stills Nash & Young.

Mdmaster 6/09/10 12:19 - 802 commenti

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Bravo studente (oggi diremmo nerd) diventa un ribelle, più per amore che per caso. Lui stesso non sa bene cosa credere e se sia giusto, ma andrà avanti fino alla fine. E così il film segue, mettendo insieme scene da semi videoclip (con Neil Young sia solista che con CSN& y) a momenti di lotta civile. Avrebbe potuto sicuramente essere meglio, ma ha una sua ingenuità che cattura e che lo rende più romantico di altri titoli simili e superiori, dell'epoca.
MEMORABILE: San Francisco all'alba con Helpess in sottofondo.

Nando 11/04/12 21:47 - 3693 commenti

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Una pellicola sulla pseudo rivoluzione sessantottina in cui si cerca l'aspetto goliardico inframezzato dalle proteste solite. Cast poco conosciuto ma tendente al discreto. Certo l'indagine sociologica del periodo è appena abbozzata e lo spirito sembra quello di realizzare un qualcosa di leggero come appunto appare.

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Pinhead80 27/06/19 01:10 - 4377 commenti

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Gli anni della contestazione americana vista dagli occhi degli studenti che lottavano per ideali veri e concreti fa bene alla salute. Lungi dal poter essere definito un film di facile assimilazione (molto lento e politico), va però annoverato tra quelli che possono portare a credere che ci sia stato veramente un momento nella storia in cui i giovani avevano in mano la possibilità di cambiare le cose. Il film descrive questo e molto altro e lo fa bene.

Daniela 28/12/19 10:17 - 11847 commenti

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Studente si avvicina agli ambienti dei contestatori come pretesto per conoscere ragazze, ma poi, insieme all'amore, arriva anche l'impegno convinto... Titolo che sembrerebbe famoso al di là dei suoi meriti, che sono quelli di un ritratto fra il tenero e lo scanzonato di una relazione giovanile più che uno spaccato della contestazione di quegli anni, se non fosse per i dieci minuti finali di brutale repressione poliziesca che conservano il loro impatto a mezzo secolo di distanza. Una sequenza che eleva il film, facendolo inserire nel novero dei titoli sessantottini da ricordare.

Caesars 7/01/21 10:55 - 3489 commenti

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Film tanto celebre quanto poco risolto a livello formale. Per più di un'ora assistiamo allo spaesato girovagare del protagonista dentro e fuori le mura di un campus universitario occupato. La cosa non sarebbe neanche sbagliata, se non fosse per le scelte registiche che, abusando di zoom e inquadrature sbilenche, rendono piuttosto pesante la visione. Le cose cambiano nell'ultimo spezzone di pellicola, quando i toni diventano improvvisamente "seri" e assistiamo alla brutale carica della polizia; qui anche la mano registica diventa più salda e riesce a donare pathos alle scene finali.

Reeves 1/11/21 12:50 - 1250 commenti

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All'epoca tutti impazzivano per il film, soprattutto gli studenti che militavano nel movimento studentesco e che si riconoscevano in quel gruppo di ragazzi spensierati che decide di affrontare un nemico cattivo e potente pur di cercare di costruire un mondo migliore. Oggi sente un po' il peso degli anni, ma funziona ancora. Peccato però che gli attori siano davvero poco credibili (troppe mossette).
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  • Discussione Reeves • 1/11/21 12:51
    Call center Davinotti - 476 interventi
    Nel suo recente volume I film che hanno fatto gli italiani (edizioni Utet), Giovanni De Luna lo cita come uno dei grandi film sessantottini.