Million dollar baby

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Clint Eastwood manager e gestore di una palestra che si mette ad allenare una donna pugile (Hilary Swank)? Possibile, anche se sulla carta riesce difficile da credere. Ma la bravura di Eastwood regista sta anche qui, nel saper infondere il massimo realismo a una storia che di pecche ne ha. Con la forza di chi ha calcato per anni i set dei migliori film di genere, Eastwood raggiunge definitivamente quella classicità da tutti riconosciutagli, trasforma la sua Rocky in gonnella in un’eroina a tutto tondo ed evita con scaltrezza la trappola sempre incombente del melodramma strappalacrime fine a se stesso. Ritaglia su misura per Morgan Freeman il ruolo del narratore saggio e dalla battuta pronta, trova per sé un personaggio di rara profondità...Leggi tutto interpretandolo divinamente: Frankie va a messa ogni giorno da 23 anni, per espiare chissà quale colpa; tormenta il prete con domande senza risposta sull'Immacolata Concezione e la Santa Trinità, prova a non farsi travolgere dalla grinta della sua ostinata allieva senza riuscirci, la segue come un'ombra e la sospinge. Le tante scene sul ring non saranno perfette ma rendono maledettamente bene l'idea e il dietro le quinte è descritto sinteticamente, rigorosamente, con l'asciuttezza necessaria. Nel finale si calca un po' troppo la mano, è vero, ma gli attori sono talmente bravi da farcelo dimenticare. Splendida la fotografia tutta chiaroscuri di Tom Stern, adeguata la colonna sonora firmata dallo stesso Eastwood. Un'opera “sentita”, che ha giustamente trionfato agli Oscar superando il poco consistente AVIATOR di Scorsese.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Stubby 6/03/07 19:03 - 1147 commenti

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Eastwood sfodera un altro ottimo film andando a pescare il jolly nel mondo della boxe, che ha già portato tanta fortuna al cinema hollywoodiano. Stavolta però il pugile protagonista è una donna (Swank) e Eastwood ritaglia per sè il ruolo dell'allenatore. Ancora una volta al suo fianco il sempreverde Morgan Freeman. Molto bello, riflessivo e coinvolgente ma anche velato da atmosfere cariche di malinconia. Finale amaro.

Puppigallo 9/03/07 08:48 - 4553 commenti

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Preparatevi, perchè questo film sarà come sostenere in prima persona un match di pugilato. C’è una giusta fase di studio (l’ambiente, i personaggi, alcuni sgradevoli, altri saggi come Freeman, i loro problemi quotidiani). Poi, con grande stile, si entra nel vivo (l’allenamento serio, il rapporto quasi padre-figlia tra i protagonisti, le piccole confidenze). E quando meno te l’aspetti (proprio come sul ring) ti arriva la legnata devastante che ti mette al tappeto. Caro Clint, sei un grande!

Magnetti 9/03/07 15:26 - 1103 commenti

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Clint Eastwood è un regista che sembra infischiarsene delle regole del cinema americano. La sua personale visione della realtà e delle vicende umane viene trasposta nei suoi film al 100%. Riesce così, nonostante l'avversione delle case cinematografiche a cui l'aveva proposto, a sfornare questo capolavoro di emozioni, dai ritmi perfetti e con ottime interpretazioni (su tutti Morgan Freeman e l'incredibilmente brava Hilary Swank). Eccezionale capolavoro, certo duro, ma che fa riflettere.

Caesars 19/07/07 12:06 - 2829 commenti

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Eastwood si sta imponendo sempre di più come uno dei migliori registi di Hollywood. Questa volta ci racconta una storia vista altre volte (ma sempre al maschile): una persona che con la forza di volontà riesce ad arrivare al vertice nel pugilato; poi però la svolta tragica. La bravura di Eastwood si evidenzia proprio nel riuscire a raccontare la storia rimanendo entro binari sobri, non eccedendo nell'epico (prima parte) né nel melodramma (parte finale). Non un capolavoro ma un film solido come dovrebbero essercene di più. Consigliato.

Capannelle 9/12/07 18:27 - 3787 commenti

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Un film duro ma bello, con momenti dolci e amari di forte intensità. Eastwoood rinuncia ad ogni facile scorciatoia, lavora ai fianchi lo spettatore che magari si aspetta un film alla Rocky e ci porta a riflettere su temi generalmente non semplici con garbo. I personaggi della tenace Swank e del burbero allenatore sono resi con bravura e polarizzano su di sè, giustamente, l'essenza del film. La colonna sonora riesce a farci commuovere con poche, semplici note.

Lercio 11/12/07 14:29 - 232 commenti

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Un film violento, nel senso che emozionalmente colpisce senza pietà. È davvero disturbante e atroce. Eastwood ci mette di fronte un dramma contrapposto alla gloria, sfiorando elegantemente quello che poi deve diventare un dibattito. L'impensabilità del fato che diventa distruttivo anche nei confronti dell'apparentemente indistruttibile. Il sogno americano fatto a pezzi e un'analisi inestimabile di ciò che rimane.

Lovejoy 21/12/07 17:29 - 1824 commenti

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Un film di una bellezza straziante. Una storia interessante e commovente trasposta sul grande schermo con estrema sapienza dal grande Eastwood. Il dramma di una ragazza che è disposta a tutto pur di coronare il suo sogno, poteva in un primo momento far pensare a chissà cosa. Ma nelle mani di Eastwood non poteva certo finire un soggetto cosi banale, e infatti... Grandissimo cast, con il terzetto Eastwood (Ma l'Oscar no, eh?), Swank e Morgan Freeman su tutti. Splendida colonna sonora.
MEMORABILE: Dunn e il prete; il primo incontro tra Dunn e Maggie; Scraps che pesta a sangue uno dei clienti della palestra; il match fatale; in Ospedale; Finale.

Galbo 23/12/07 11:50 - 11525 commenti

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Ennesima grande prova per uno dei più grandi registi contemporanei. Dopo un film amaro e cupo come Mystic River, Eastwood gira una storia che affronta temi scottanti come l'eutanasia (ma anche il coraggio, la solitudine, il valore dello sport e la condizione della donna) senza il minimo scandalismo e senza toni urlati ma con la forza di immagini e di idee; una sceneggiatura che tratteggia con grazia la storia di personaggi solitari ma con grande forza morale, interpretati da grandi attori. Capolavoro.

Redeyes 10/02/08 14:37 - 2208 commenti

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Film che miscela una grande regia ad un ottimo cast e di conseguenza ad ottime prove recitative. Su tutti un Freeman che ha evitato di scimmiottare se stesso come ormai fa da Seven in poi. La Swank molto efficace e Clint come sempre ottimo. Unica sfortuna del film (almeno per me) è stata l'esser uscito al cinema più o meno contemporaneamente a Mare dentro, che sfiora lo stesso tema ma con una poesia superiore. In MDB si affronta l'eutanasia ponendola come margine di una storia di fame di vittoria nella boxe che è, però, decisamente un deja-vu.

Scarlett 10/07/08 22:02 - 307 commenti

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Splendido esempio di cinema. Una storia che poteva apparire come banale e già esasperata da numerosi tentativi al maschile diventa invece qualcosa a parte, di completamente diverso, emozionante e commovente. Spettacolare la bravura del cast, interpretazione con la "i" maiuscola per la Swank, affiancata dai più talentuosi guru del mestiere. Bello. Senza dover aggiungere altro.

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Rebis 3/09/08 13:10 - 2093 commenti

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Così Eastwood scende dallo schermo e prende a pugni il suo pubblico: induce un sano, galvanizzante risveglio dalla letargica parzialità etica, mediatica, politica, spostando con irruenza l'accento sui valori fondanti, negando ogni trascendenza (il destino offre solo occasioni) e consegnando all'uomo il potere del perdono, dell'orgoglio, del coraggio e del dolore. Con magistrale abilità di raccordo porge la fiaccola da protagonista ora a Maggie, ora a Frank ora alla figlia muta, e il film si dipana come allegoria della forza del non visto, del taciuto, del non conosciuto ardore. Straordinario.

Hackett 5/09/08 08:16 - 1790 commenti

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Un film intenso, visivamente stupendo, che racconta una storia di coraggio, forza e sconfitta. Eastwood balla sulle punte, come un pugile agile e implacabile, delineando un trama toccante che non lascia indifferenti. Grande cinema, fatto di emozioni forti e interpretato da grandi attori.

Renato 13/09/08 16:31 - 1625 commenti

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Un grandissimo film. Diviso in due parti ben distinte, funziona alla perfezione sia nella parte sportiva, più "classica" se vogliamo, che in quella del dopo-incidente. Senza strizzatine d'occhio non richieste né pietismo ingiustificato, riesce a diventare una sontuosa rappresentazione laica della vita di due persone vere. Il personaggio interpretato da Morgan Freeman invece, per quanto funzioni benissimo, a mio avviso è meno approfondito.

Matalo! 5/09/08 15:02 - 1368 commenti

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Uno stile classico, senza tempo. Pulito, asciutto, lineare. Questo cinema così antimoderno trova in Eastwood un autore di grandiosa potenza. Le scene di boxe sono eccellenti. Il rapporto tra lui e Freeman ripropone schermaglie classiche come se fosse la prima volta. La Swank è perfetta. Un film che non dà risposte (Frank comprerà il fast food o si perderà, come disse il prete). Argomenti come la vita, la coscienza, la sconfittsa e la vera vittoria, l'eutanasia. Immerso in una penombra di dubbio, un film che parla delle Cose Importatnti come una parabola.
MEMORABILE: Da quando la Swank va in ospedale sino alla fine del film la pellicola raggiunge altezze vertiginose.

Pigro 12/09/08 09:36 - 8117 commenti

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Lei è sulla trentina ma è tosta e vuole diventare campione di boxe, così convince un vecchio allenatore a seguirla. Eastwood si conferma come il miglior regista Usa di questi anni, capace di raccontare grandi storie con coraggio e intelligenza, senza retorica né luoghi comuni. Bellissimo è questo film che torna con occhi nuovi sul mondo della boxe inteso come specchio del mondo intero. Bellissime le sfumature dei personaggi così come le svolte narrative fino all’intensa commozione dell’ultima parte con lo sconvolgente cambio tematico.

Herrkinski 15/09/08 18:17 - 5424 commenti

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Capolavoro? Ci siamo molto vicini. Se togliamo un certo deja-vù inevitabile, bisogna dire che la vicenda è narrata da Eastwood con una maestria registica encomiabile, che si riconosce nella delicatezza drammatica della seconda parte del film e nel riuscire a farci affezionare ai presonaggi tanto da soffrire con loro. Eastwood si ritaglia un ruolo fondamentale ma senza fronzoli, Freeman recita con la consueta bravura, ma la Swank qui dimostra di aver raggiunto il top a livello attoriale, regalando una performance di rara intensità emotiva.

Bruce 9/12/08 09:59 - 1006 commenti

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Quando si dice un vero pugno nello stomaco. Bellissimo e tragico come pochi altri. Eastwood regista ha oramai definito il proprio stile, duro ed essenziale, ove nulla è inutile. Attori eccellenti per una storia dalla quale è davvero difficile uscire indenni.

Deepred89 18/04/09 13:48 - 3335 commenti

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Forse il miglior film di uno dei migliori registi contemporanei. Eastwood utilizza uno stile classico e senza sbavature, dirige alla perfezione le scene di Boxe e approfondisce al massimo i personaggi, trasformando, negli ultimi minuti, quello che poteva essere un normale film sportivo in qualcosa di molto più ampio. Straordinari tutti gli attori, mai così azzeccata la voce fuori campo. Grande film.

Goblin 6/05/09 11:43 - 11 commenti

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Incredibile come Eastwood ad ogni uscita riesca a migliorare se stesso! Dopo autentiche chicche come Un mondo perfetto, Fino a prova contraria e Mystic river, con questo film il buon vecchio Clint firma secondo me il suo capolavoro, con una storia all'apparenza semplice ma bellissima, dove le prove superlative degli attori corroborano l'innata capacità di Eastwood di dar vita a personaggi veri e profondi. Tutto gira a meraviglia ed il cambio di registro dopo metà film é da autentico ko.

Giapo 9/08/09 14:39 - 234 commenti

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Decisamente emozionante questo lavoro di Clint Eastwood, sceneggiato sapientemente dal premio oscar Paul Haggis, cui bisogna riconoscere anche il merito di toccare degli argomenti delicati e scottanti con estrema sensibilità. Forse alcune caratterizzazioni sono un po’ troppo sopra le righe, ma nel complesso la coppia Haggis/Eastwood ha saputo dar vita a dei personaggi indimenticabili magistralmente interpretati. Film estremamente raffinato, che rimane nel cuore.

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Cangaceiro 13/11/09 13:09 - 982 commenti

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Tra tutti gli sport la boxe ha il maggior appeal cinematografico e in questo caso c'è la coraggiosa ascesa a protagonista di una pugile donna. Eastwood ne ha vista di acqua passare sotto i ponti e con personalità si permette un film come questo in cui prende di petto temi come il senso della vita, il destino, la ricerca del riscatto con un deciso dritto in faccia alla fede vista come un debole rifugio consolatorio. Il fattaccio sul ring spacca in due la pellicola in modo quasi devastante. Gli scambi Clint/Freeman fanno riflettere. Magistrale la Swank.
MEMORABILE: Il calvario della Swank dopo il grave infortunio.

Vstringer 12/11/09 23:31 - 349 commenti

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Tragico senza cadere nel melodramma, capace di colpire al cuore senza sfiorare lo stomaco (se non con l'ottusa e ripugnante famiglia della Swank), assai ben girato e splendidamente fotografato, con un trio di attori in stato di grazia: per metà un elegante film di genere che riesce a scansare il deja vu, per metà pacata e asciutta riflessione sulla vita (e la sua fine). Hilary Swank a metà '90 sbarcava il lunario con Beverly Hills 90210: con questa interpretazione entra nell'Olimpo dei grandi.

Gugly 14/11/09 19:14 - 1017 commenti

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Premesso che il mondo della boxe non mi attrae più di tanto, questo film, anche se un tantino lento, coinvolge: il personaggio della Swank è un inno alla volontà tanto caro alla cultura americana, Eastwood è il classico tormentato brusco ma dal cuore d'oro, Freeman è meno grillo parlante del solito. La famiglia di Maggie è la desolante provincia piccolo borghese. L'ultima mezz'ora impone anche riflessioni sull'eutanasia. In definitiva un film ben fatto, ben fotografato ed emozionante senza essere strappalacrime.
MEMORABILE: Il match fatale; Il pestaggio del pugiletto prodromico alla sorte di Maggie.

Jandileida 11/02/10 12:46 - 1287 commenti

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Si comincia a guardare il film pensando di vedere una storia già raccontata più volte e più volte, quella della redenzione tramite lo sport, quella della donna coraggiosa che si fa strada in un mondo molto maschile accompagnata da un allenatore burbero e dal suo aiutante filosofo: anche finendo qui "Millon Dollar baby" sarebbe comunque un gran film, asciutto ed essenziale. E invece Clint ci regala un quasi capolavoro facendo virare elegantemente la storia su un altro piano e parlandoci della vita, della morte, della solitudine e della meschinità.

Greymouser 24/04/10 12:04 - 1458 commenti

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Un film monumentale che sancisce, se ce ne fosse stato ancora bisogno, l'immenso talento autoriale di Clint Eastwood, che qui riesce a trattare una materia incandescente (quando una vita è degna di essere vissuta?) con una misura, una sensibilità, un'assenza totale di retorica che veramente costituiscono una lezione di vita oltre che di cinema. Grandissimi gli attori, a partire proprio dalla recitazione del nostro vecchio leone, icona pietrificata eppure più che mai espressiva. Commovente nel senso più autentico della parola.

Stefania 30/04/10 23:45 - 1600 commenti

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Questione di vita o di morte per Maggie salire sul ring, e per Frankie aiutarla a vincere, questione di vita o di morte per entrambi sottrarsi a un destino di mediocrità, di rinuncia, di rimpianti. E' talmente alta, la posta in gioco, che questo film ha un'intensità quasi insostenibile. Nella seconda parte, sempre di vita o di morte si parla, sempre di rassegnazione o di ribellione, e la sconfitta esistenziale diviene vittoria etica. Dramma asciutto e ombroso, che illumina l'aleatorietà di ogni destino, l'eroismo di ogni scelta.
MEMORABILE: "Se lo farai, ti perderai e non potrai più ritrovarti." "Penso che mi sia già successo."

Gestarsh99 4/09/10 19:19 - 1350 commenti

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Inizia come una secca e lineare parabola di riscatto umano/sociale attraverso lo sport e poi, del tutto inaspettatamente e con inaudita violenza emotiva, si trasforma in una durissima riflessione proprio su uno dei temi etici fondamentali di quest'ultima decade: l'eutanasia. Eastwood dimostra tutto il coraggio dei grandi autori indipendenti, scegliendo una strada difficile, fonte di enormi ed aspri dibattiti, mentre Hilary Swank regala una delle migliori interpretazioni femminili dal 2000 ad oggi. Personalmente il più bel film di quest'ultimo decennio.
MEMORABILE: Il momento improvviso e scioccante in cui la protagonista cade al tappeto, urtando violentemente la nuca contro l'improvvido sgabello funesto.

Paruzzo 31/08/10 23:20 - 140 commenti

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Dopo Gli spietati nel 1992 e Mystic river nel 2003, Eastwood torna l'anno successivo con un dramma sportivo straordinariamente toccante: la storia di una ragazza, praticamente una donna, che punta ad uscire dalla sua misera vita attraverso l'amore per il pugilato, allenata da un manager interpretato proprio da Eastwood, che confeziona un ruolo su misura per se stesso. Il tema dell'eutanasia è affrontato senza polemica, ma con lo stile che contraddistingue il regista.
MEMORABILE: Chiunque al mondo può perdere un incontro.

Mdmaster 6/10/10 22:34 - 802 commenti

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Eastwood si dimostra ancora una volta abilissimo dietro la m.d.p. e regista coraggioso, probabilmente di più che come attore. Una pellicola dolorosa, sentita, animata da forti chiaroscuri e percorsa da una stupenda interpretazione della Swank che, per ora, non è riuscita certo a mantenere quanto di buono aveva fatto vedere qui. Giustissima anche la scelta di Morgan Freeman come comprimario, assolutamente essenziale. Trionfò, giustamente, agli oscar e rimane uno dei migliori lavori di Clint.

Pinhead80 17/11/10 13:03 - 4038 commenti

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Altro gran film di Clint Eastwood che continua a migliorarsi alla regia film dopo film. La rappresentazione del dolore che raggiunge la pellicola, supera la soglia di sopportazione per qualità e intensità. L'incontro tra Eastwood e la Swank, nonchè l'evoluzione del loro rapporto sino alla conclusione, lasciano lo spettatore affascinati e allo stesso tempo con la sensazione che una parte di loro abbia provato le emozioni dei protagonisti in qualche ambito della propria vita. Intenso e commovente.

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Ilcassiere 3/12/10 14:53 - 283 commenti

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Il grande Clint con questo film ci ha regalato una serata speciale, un paio d'ore che fanno emozionare, commuovere e riflettere. Qualche eccesso forse poteva essere smussato (la scorrettezza dell'avversaria o la famiglia di lei, ad esempio) ma per il resto è un vero capolavoro, impreziosito dalle magnifiche interpretazioni di Freeman, della Swank e dello stesso Eastwood. Ci vuole una gran forza per affrontare la vita senza scappare vigliaccamente, forza che il prete ovviamente non ha ma che non manca ad un vecchio pugile coraggioso.

Lupoprezzo 21/04/11 17:57 - 635 commenti

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La boxe come metafora della vita. Una piccola favola dal respiro classico sul riscatto e sulla volontà, interpretata alla grandissima da Hilary Swank mentre Eastwood si ritaglia il ruolo di un uomo tormentato dalla colpa e dalla mancanza di perdono. L'ultima parte vira bruscamente, addentrandosi coraggiosamente in un tema spinoso come quello dell'eutanasia, senza esasperazioni, riuscendo ad evitare di annegare nel patetico. Sono questi i film che ti fanno amare la settima arte.

Xamini 5/09/11 02:09 - 1036 commenti

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Nonostante un doppiaggio che mi ha infastidito parecchio (in particolare la voce di Clint), tocca ancora una volta riconoscere la bravura dello stesso Eastwood nell'infarcire di realismo questa Rocky al femminile. Un po' a dimostrare che può raccontare anche fiabe ma rimangono sempre pugni in pieno stomaco. A completare il quadro ecco un'ottima prova del terzetto di protagonisti e la miglior fotografia possibile per questa storia.

.luke. 6/04/12 00:21 - 89 commenti

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Ennesimo successo di Clint Eastwood, che firma uno dei suoi lavori migliori sia davanti che dietro la macchina da presa. Oltre a Eastwood sono comunque straordinari anche Morgan Freeman e Hilary Swank. Ottima la sceneggiatura di Haggis e anche grazie a lui il film tratta un tema delicato come l'eutanasia senza alcuna vena polemica e senza toni retorici, ma anzi è caratterizzato da un perfetto stile minimalista.
MEMORABILE: Non voglio altri allenatori, capo. Io voglio lei.

Gaussiana 7/05/12 21:36 - 121 commenti

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Sono tra i fortunati che non sapevano della svolta del film. Questo penso sia un bene perché mi ha lasciato apprezzare per l'ennesima volta il cinema di Eastwood nel suo affrontare qualsiasi argomento con i suoi occhi, con la sua forma narrativa scevra di giudizi, barocchismi, che non insegue la mitizzazione o la divinizzazione di un personaggio; in tal modo posso apprezzare lo stile quieto e profondo di questo grande regista (ma di certo non dimentico il suo passato da attore), che senza mai raggiungere livelli sublimi non scende mai nel banale.

Guru 8/07/12 20:04 - 348 commenti

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Una storia commovente che si intreccia nella dura realtà del box. Protagonista una ragazza piena di sogni e di amore per se stessa e per gli altri. Risvolti amari che Eastwood ha saputo immortalare, anche a riflettori spenti, all'interno di un mondo difficile e prettamente maschile dove la caparbietà e la prevalenza fisica sono indispensabile e determinanti! Ottima regia e notevoli interpretazioni.

Trivex 10/07/12 09:38 - 1522 commenti

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Film che trasforma una storia non originale, in un avvincente spaccato culturale americano: diventare grandi partendo da zero. Lo stile del regista e l'enorme caratura professionale degli attori si fondono perfettamente e trasportano lo spettatore nella palestra, a tifare per la campionessa del sorriso. E la donna è l'unica a sorridere, perché gli uomini scontano l'amarezza della solitudine e la prospettiva del dolore, avvertendo la minaccia e cercando in tutti i modi di neutralizzarla. La scelta finale è sbagliata (ma è solo una mia modesta opinione).

Piero68 6/05/13 09:09 - 2793 commenti

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Ancora una volta Eastwood omaggia se stesso con un film asciutto, diretto, senza fronzoli e privo di dialoghi inutili e retorici. La grandezza di Eastwood non sta solo nel saper girare ma soprattutto nello spessore che riesce a dare ai suoi personaggi, vestendoli di una dignità che va oltre ogni immaginazione sia che ci si trovi in punto di morte sia a esibire la propria povertà con dei calzini bucati. Anche nei momenti più drammatici non c'è spazio per le lacrime. Grande Swank, grande Freeman e grandissimo cinema.
MEMORABILE: Maggie prova a suicidarsi amputandosi la lingua a morsi.

Delpiero89 22/06/13 13:14 - 263 commenti

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Giù il cappello per uno dei tanti capolavori di Clint Eastwood. Storia intensa, prove attoriali da storia del cinema (brava la Swank ma il duo Eastwood- Freeman è pressochè perfetto), ottima colonna sonora. In questi ultimi due decenni nessun regista ci ha raccontato meglio la vita e l'uomo, del vecchio Clint. Chapeau.

Modo 17/07/13 23:07 - 839 commenti

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Un lungo brivido che inizia dallo sguardo timido della meravigliosa Swank alle prese coi primi pugni e che non termina dopo i titoli di coda. La delicatezza e l'armonia della protagonista fa da contrappasso allo sport più duro e crudele finché il tutto si spezza nel finale. Clint ci regala un capolavoro. Ottimo Freeman come comprimario. Straordinario.

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Daniela 18/07/13 09:54 - 9854 commenti

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La fortuna cinematografica della boxe è inversamente proporzionale alla sua bellezza come sport, avendo fornito il soggetto a tanti film interessanti e non pochi capolavori. L'opera di E. si aggiunge autorevolmente all'elenco, con una variante femminile che però non mi pare incidere più di tanto rispetto al tradizionale racconto del perdente nato che si fa strada verso il successo a forza di pugni sul ring. Più emozionante la parte successiva all'incidente, in cui si affronta il dramma dell'eutanasia con delicatezza e pudore. Superbo il cast.

Cotola 21/07/13 10:43 - 7707 commenti

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Di film sulla boxe e di storie come questa (pur con qualche variante) è pieno il mondo (non solo quello del cinema). Eppure la grandezza di Eastwood sta proprio nel rendere grande una pellicola che nelle mani di altri sarebbe stata al più dignitosa. Così è difficile non appassionarsi ed empatizzare con i personaggi. Nella seconda parte poi ci si emoziona tanto, nonostante Clint non cerchi mai il ricatto ai danni dello spettatore. Immensa la prova della Swank, bene il resto del cast. Pretestuose le polemiche sul finale bollato come pro-eutanasia. Robusto esempio di grande cinema "classico".

Il Dandi 5/09/13 02:53 - 1899 commenti

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Un film potente come i pugni che lo costellano, una parabola di ascesa e caduta (senza trionfalismi nella prima né ruffianate nella seconda), in cui lo sguardo di Eastwood (qui particolarmente commosso e partecipe) ci accompagna gradualmente, saggiamente, tenendoci per mano fino a un finale che, senza urla né ricatti, ci interroga lucidamente su uno dei temi più eticamente controversi della nostra epoca (la scelta di assecondare o meno una richiesta di eutanasia). Classico da subito.
MEMORABILE: Il 110° incontro di Freeman e l'ultimo della Swank.

Smoker85 2/05/14 22:48 - 402 commenti

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Nei film della sua piena maturità di autore, oltre che di attore, Eastwood riesce sempre a catturare l'attenzione dello spettatore, con trame che inizialmente possono apparire prevedibili ma che - man mano che la storia si porta avanti - assumono direzioni inaspettate. Le tematiche che qui vengono prese in considerazione sono molto delicate e complesse, dalle questioni etiche di fine vita alla ricerca della fede. È appena il caso di ribadire la bravura dei due attori che dividono la scena col regista, Freeman e la eccellente Swank. Struggente.

Nancy 15/07/14 16:46 - 774 commenti

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Eastwood ancora una volta si fa promotore dei nuovi valori buoni; stavolta è il riscatto di una donna che fa a pugni col mondo degli uomini e per niente metaforicamente. Certo non si azzarda troppo, la sceneggiatura è ricamata con finale strappalacrime, per il personaggio principale si va a trovare la Swank già pluripremiata per un ruolo tutto sommato simile (Boys don't cry), regia perfetta e algida come sempre... Tuttavia il film riesce a coinvolgere molto lo spettatore e il ritmo incalzante non fa percepire la lunga durata.

Ultimo 24/07/14 11:21 - 1410 commenti

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Fantastica interpretazione di Hilary Swank nei panni di una trentenne che sogna di diventare una campionessa di pugilato, accompagnata da un grande maestro quale è Clint Eastwood. Il film conferma (se mai fosse necessario) le straordinarie doti di Eastwood regista, oltre che di attore con alle spalle 60 anni di attività. Si resta a guardarlo fino all'ultimo. Bravo anche Freeman nella parte dell'amico di una vita. Quasi un capolavoro.

Almicione 19/01/15 01:34 - 765 commenti

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La storia di un allenatore ferito (dalla figlia, dal suo pupillo) e una ragazza tutto coraggio, sacrificio e voglia di vincere. Eastwood – che ormai si muove meglio dietro che davanti alla m.d.p. – filma una pregevole pellicola che vede il suo punto di forza nell'ascesa della ragazza e nella caratterizzazione dei personaggi; piuttosto spenta, invece, l'ultima mezz'ora. Da riconoscere il merito di aver saputo trattare temi complicati sulla società e sulla vita senza cadere in stereotipi e banalita, come farà invece in Gran Torino. Freeman e Swank!

Paulaster 21/01/15 09:54 - 2931 commenti

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Più che un racconto di boxe è un viaggio nei sentimenti che ci attraversano, tra sogni, speranze e ricerca di confessione. I vecchietti ampliano la forbice del talento dando prova di matura esperienza. Eastwood esplora il sottobosco modesto delle palestre tra luci in penombra e pause a rallentare. Magari le vicende con gli altri pugili e l'aspetto familiare allargano il respiro, ma stonano con l'impronta globale. Meglio la seconda parte con visuale laica coraggiosa ma che sottende un fardello di pentimento.

Saintgifts 16/02/15 16:41 - 4098 commenti

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Difficile trovare un elemento portante del film, tante sono le tematiche affrontate. Sono anche tante e diverse le emozioni che si provano durante la visione. Eastwood porta in tante direzioni, per ognuna delle quali c'è un contorno che fa capire di quante sfaccettature è composta una vicenda, dalle più scontate a quelle più profonde, a partire dalla vita privata del protagonista stesso. La mentalità e la visione del mondo è sempre quella per Eastwood, strettamente legata al suo Paese e questo è forse l'unico limite al pur ottimo lavoro.

Rigoletto 23/04/15 15:36 - 1624 commenti

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Un capolavoro commovente targato Clint Eastwood, qui abilissimo nel trattare un tema spinoso. Il film è chiaramente diviso in due parti: la prima costruita sulla parte sportiva, nella seconda subentra il dramma e si scoprono dolore e rapporti umani inaspettati; e il rude allenatore scopre di avere ben più di un semplice affetto per quella pugilessa, costretta a lottare per la vita e contro la famiglia "malaffare". L'abbondante minutaggio non disturba affatto ma è parte integrante di un lavoro che sfiora di fatto la perfezione.

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Giacomovie 4/07/15 09:33 - 1357 commenti

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Una caratteristica peculiare di Eastwood è la sobrietà dello sviluppo narrativo, che non gli preclude il creare un crescente coinvolgimento. Lo fa con un abile procedimento induttivo, ricavando un ambito generale di emotività ben collegando tra loro mini situazioni singolarmente autonome. In tal modo si avvicina lentamente alla sensibilità dello spettatore, ma poi vi si addentra profondamente intrappolandolo in una morsa di tensione emotiva (commovente e toccante) che si annoda a spirale e dalla quale è difficile sfuggire.

Parsifal68 18/11/15 13:30 - 607 commenti

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La testardaggine di una giovane pugile, la brava Hilary Swank, nel perseguire il proprio obiettivo e la lungimiranza di un vecchio allenatore nel credere in lei sono alla base di una storia che procede spedita come un treno con la precisione recitativa e con i tempi perfetti che il grande Eastwood imprime al racconto. Il finale arriva come uno dei tanti pugni tirati nel film, inaspettato, violento e doloroso. Quattro meritatissimi premi Oscar lo rendono imperdibile, da vedere assolutamente.

Magi94 10/11/17 17:33 - 724 commenti

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Non c'è che dire: Eastwood sa fare il suo lavoro e si riallaccia con maestria al cinema classico americano grazie a una regia soffusa ma allo stesso tempo efficace. Cast meraviglioso a partire dallo stesso Eastwood, sceneggiatura lineare che nel finale porta a una tema scottante come l'eutanasia ma senza forzare lo spettatore. Se devo trovare un limite direi la caratterizzazione dei personaggi, un po' troppo "buonista" e schematica, come spesso accade nei film sportivi. Ottimo lavoro comunque.

Minitina80 1/08/18 16:51 - 2460 commenti

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Come possa uno sport monocorde come il pugilato prestarsi a storie in grado di raggiungere una tale profondità resta un mistero. Eastwood è bravo a tessere attorno agli allenamenti e agli incontri un buon costrutto fatto di personaggi e situazioni di fronte alle quali è difficile rimanere impassibili. Sembra tutto sostenibile, almeno fino a quando la boxe scompare lasciando spazio a un dramma dall’impatto devastante, descritto senza cercare il pietismo facile. Non c’è molto di rilevante che gli si può contestare, viste le cime raggiunte.

Ryo 27/03/20 10:35 - 2169 commenti

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Inizia con un po' di umorismo da commedia, poi migliora e diventa un film d'azione sportivo concludendosi come una storia deprimente. Film adorabile, ma gli ultimi 20-25 minuti potrebbero spiazzare per il cambio di rotta improvviso. Hilary Swank offre una prestazione eccezionale diventando l'anima dello spettacolo. Eastwood e Freeman buoni come al solito, senza eccellere. Baruchel nei panni di Danger è impeccabile.

Camibella 24/11/20 20:28 - 218 commenti

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Una pugile caparbia conquista un disincantato allenatore che la porta al successo fino al tragico, commovente e inaspettato finale. Quando Eastwood dirige difficilmente perde un colpo. Quando poi nei suoi film vi recita memorabilmente circondandosi di due straordinari attori come Freeman e la Swank allora siamo di fronte a un autentico capolavoro. E nel trattare temi delicati come l'eutanasia lo fa con una dolcezza che contrasta con il suo viso scolpito nel ghiaccio. Vincitore di quattro meritatissimi Oscar.
MEMORABILE: "Mo cuishle" sussurrato da Frankie a Maggie.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Ciavazzaro • 3/10/09 10:43
    Scrivano - 5618 interventi
    Ashely Judd fu considerata per il ruolo di Maggie.

    Fonte:Imdb
  • Curiosità Cangaceiro • 13/11/09 15:14
    Call center Davinotti - 742 interventi
    Michele Kalamera, storica voce italiana di Clint Eastwood, dovette interrompere causa un lutto familiare il suo lavoro di doppiaggio e venne così sostituito in corso d'opera da Adalberto Maria Merli.
    FONTE WIKIPEDIA.
  • Discussione Gugly • 13/11/09 16:26
    Segretario - 4674 interventi
    Eastwood anche a 80 anni ha il suo perchè :p
  • Discussione Gestarsh99 • 12/12/10 01:50
    Scrivano - 15558 interventi
    Il TRAILER ORIGINALE