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TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/10/18 DAL BENEMERITO GALBO
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Galbo 11/10/18 05:53 - 11448 commenti

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Resoconto dei tragici eventi terroristici avvenuti tra Oslo e l’isola di Utoya nel luglio del 2011. Non nuovo a film ispirati a recenti fatti di cronaca, il regista Paul Greengrass utilizza per la narrazione un approccio quasi documentaristico raccontando gli avvenimenti, senza indugiare sul lato spettacolare degli stessi. La prima parte, ambientata sull’isola è efficacissima, ma altrettanto “potente” dal punto di vista narrativo il racconto anche processuale della sofferenza dei sopravvissuti e dell’elaborazione del lutto.

Capannelle 1/11/18 18:05 - 3742 commenti

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Già autore di prove interessanti e in possesso di uno stile abbastanza personale, qui Greengrass non azzecca granché: dagli attori di stampo televisivo alla scelta di allungare il brodo su 220 minuti, con parti noiose come la riabilitazione di uno dei sopravvissuti o il ping pong tra attentatore e avvocato. Utile come ripasso di questa follia e apprezzabile che non ecceda nella facile drammatizzazione, ma il racconto sa di prevedibile e di ordinario.

Taxius 25/08/19 12:04 - 1651 commenti

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Triste storia vera incentrata sulla strage avvenuta sull'isola di Utoya, vicino a Oslo, dove un pazzo criminale con un fucile in mano fece una strage di ragazzini. Il film comincia con la tensione a mille, con la preparazione e poi l'attuazione della strage per poi incentrarsi sul processo del criminale e sulle conseguenze fisiche e psicologiche di uno dei sopravvissuti. Film interessante che però paga l'eccessiva lunghezza finendo per stancare e snervare lo spettatore compromettendo così il risultato finale di tutta l'opera.

Anthonyvm 4/04/20 23:52 - 2125 commenti

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Ricostruzione asciutta, ai limiti del documentaristico, di uno degli eventi più sconvolgenti che l'Europa ricordi. L'attacco a Oslo e la strage vera e propria occupano una minima parte del (lunghissimo) metraggio, poiché il vero focus risiede nella riabilitazione di uno dei sopravvissuti e nel processo all'omicida. Due ore e venti sono troppe e i continui passaggi fra drammi familiari (non sempre interessanti) ed esposizioni di lucida follia (intense ma mai gratuite) alla lunga stancano. Un film comunque tecnicamente curato: merita una visione.
MEMORABILE: L'agghiacciante sparatoria sull'isola: si patisce davvero insieme alle giovani vittime; Le operazioni al cervello; La testimonianza del protagonista.
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