Io speriamo che me la cavo

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1992
Genere: commedia (colore)
Note: In USA uscito come "Ciao, professore!".
Numero commenti presenti: 34
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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Il Gobbo 20/10/07 13:41 - 3011 commenti

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Operazione mediocre ma non ignobile, a differenza dell'osceno libercolo da cui è tratto, il cui "autore", anziché insegnare a quei poveretti a parlare e a scrivere nella lingua del loro Paese, preferì speculare turpemente, giocando sul "colore locale" (lo "scarfoglismo" di cui parlava Flaiano?). Qui ovviamente non c'è - o c'è sceneggiato, quindi servito un po' meglio - il campionario di sconcezze, ma una commediola agrodolce e tutto sommato garbata, con un Villaggio che si impegna e con qualche riuscita caratterizzazione.

Redeyes 23/06/08 16:46 - 2164 commenti

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Film Wertmulleriano che della regista non ha nemmeno l'apparenza. Titolo che, nonostante sia la trasposizione di un caso letterario che ben evidenzia cosa s'intenda per "lèggere in Italia", finisce per non esser abominevole. Villaggio riesce a staccarsi la maschera dal volto e recita discretamente. La storia che ne segue è leggera, con piccolissimi spunti di riflessione ma, ad ogni modo, godibile nella sua semplicità. Perderselo non sarebbe un dramma, ma non lo è neppure darci un occhio!

Galbo 26/06/08 07:31 - 11452 commenti

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Da uno strepitoso (quanto eccessivo) successo letterario di Marcello D'Orta, un film di Lina Wertmuller che per l'occasione rinuncia quasi totalmente agli elementi personali del suo cinema, per mettersi al servizio della pagina scritta, affidandosi ad un Paolo Villaggio che preme il pedale del sentimentalismo e della tenerezza, accantonando l'aspetto più caustico e perfido della sua comicità. Il risultato è una commedia innocua, a tratti divertente, ma che per lo più scorre senza lasciare traccia.

Cangaceiro 30/07/08 19:23 - 982 commenti

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È l'ultimo film degno di tale nome della Wertmuller. Il motivo di maggiore interesse è vedere Villaggio alle prese con questo personaggio per lui inusuale, ma piuttosto simile al suo essere persona. Paolo zittisce tutti fornendo una prova convincente e smentendo chi ormai lo aveva bollato come caricatura di se stesso dimostrandosi attore con la A maiuscola. Molto bravi e carini tutti i bambini (tra cui Spillo del telefono azzurro) mentre è poco verosimile la rappresentazione di Corzano, descritto alla stregua della più fetida favela sudamericana.

G.Godardi 4/11/09 19:34 - 950 commenti

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Furbetta operazione tratta da un istant book di successo, il quale trova subito il proprio sbocco cinematografico grazie a quella vecchia volpe di Ippolito. Al di là di tutto, il film funziona, Villaggio è bravissimo e finalmente dimostra, a coloro che non lo sapevano, che è un ottimo attore; la Wertmuller (su commissione, ovviamente) confeziona il tutto con garbo e mestiere. I piccoli napoletani fanno il resto. Si ride e ci si commuove, sapendo in fondo di essere stati un po' truffati anche noi con un doppio mattone. Ma lo si sopporta volentieri, stavolta.

Ciavazzaro 6/11/09 11:47 - 4766 commenti

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Non troppo riuscito a mio avviso. Anche Paolo Villaggio (almeno a me) non risulta troppo convincente e i bambini sono insopportabili. Il cast secondario non aiuta molto e la regia della Wertmuller è svogliata. A mio avviso si può anche evitare.

Sibenik 1/02/10 00:23 - 90 commenti

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Film accettabile con un Villaggio digeribile e credibile nel ruolo del maestro alla guida di una manica di bambini molesti. Molto lontana dalla celeberrima opera omonima, la pellicola non affonda mai il colpo anche quando ve ne sarebbero le condizioni, rimanendo più spunto per le riflessioni superficiali dell'italiano medio che opera di denuncia sulle disagiate condizioni di certe aree del napoletano. Passabile.
MEMORABILE: Il ceffone di Villaggio al bambino arrogante non è male, sarei saltato anch'io nello schermo a prenderlo a calci da quanto è strafottente.

Cotola 16/03/10 23:48 - 7626 commenti

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Da un libro nauseante non poteva che uscirne fuori una pellicola di tal genere. Piena dei luoghi comuni più biechi e folcloristici sulla “napoletanità”, cerca in maniera terribilmente furbesca e ruffiana di “conquistare” il cuore dello spettatore attraverso le sventure di un gruppo di ragazzini. Trasuda volgarità e qualunquismo da tutti i pori.

Mtine 11/04/10 16:03 - 224 commenti

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Il film alla fine si basa sugli attori bambini, molto bravi e veramente simpatici. Poi c'è un insipido Paolo Villaggio, completamente fuori luogo e pessimo come attore, la solita sceneggiatura strappalacrime piena di buoni sentimenti e scontatissima, che poteva esserci risparmiata, e una regìa piuttosto piatta. Per non parlare della scena finale, dove viene inserita "What a wonderful word" di Armstrong, funzionale soltanto a far scoppiare in lacrime i più sensibili. Insomma, come già avevo detto, il film si basa sui suoi attori bambini.

Vanadio 29/04/10 00:06 - 105 commenti

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Visto per l'ultima volta parecchi anni fa; interessante spaccato della realtà scolastica napoletana della Wertmüller (che per una volta propone un titolo dalla lunghezza accettabile). Paolo Villaggio, per grazia divina, vuole e riesce a mettere nell'armadio Fracchia/Fantozzi e si cala a piombo in un ruolo che gli si confà: peccato sia rimasto un caso isolato.

124c 22/03/11 11:28 - 2778 commenti

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Film di Lina Wertmuller con un Paolo Villaggio barbuto che fa l'insegnate elementare. Ai divertenti e coloriti temi, che fanno parte del libro che dà il titolo al film (portato anche in scena a teatro da Ferruccio Amendola e da alcuni bambini), si passa alla difficile vita di Napoli, con i suoi pro e i suoi contro. Paolo Villaggio, smessi i panni di Fantozzi, se la "cava", aiutato dai bravi attori Paolo Bonacelli e Isa Danieli. Forse, si eccede un po' nel buonismo (troppe volte si sente la canzone di Louis Armstrong), ma può andare.

Mdmaster 23/03/11 11:24 - 802 commenti

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Curioso vedere Villaggio in un ruolo diverso dal solito e ancora più strabiliante notare che se la cava anche piuttosto bene. Il resto lo fanno i simpatici bimbi partenopei, veri protagonisti di una commediola della Lina decisamente senza pretese, con qualche giusta frecciata alle ingiustizie del sud ma che non vanno mai troppo in profondità. Il libro di D'Orta è usato come mero pretesto e non c'è una gran storia dietro, però ci si diverte e commuove, in un raro esempio di riuscita commedia all'italiana moderna.
MEMORABILE: "Na tuccat' è rusulia!"; "Lei è il dottor...?" "Nicolella, per servirla!"

Nando 23/03/11 11:13 - 3496 commenti

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Ispirato dal simpatico quanto ipocritamente furbo libro di Dell'Orta, il film narra le vicende di questi bimbi partenopei e risulta totalmente una macchietta, durante la quale sorridere ma soprattutto indignarsi di fronte ad un'Italia in cui regna l'ignoranza. Villaggio non aggiunge nulla alla narrazione, anzi risulta troppo bonario per me che l'ho sempre visto ironico e cinico.

Max92 31/07/11 23:32 - 104 commenti

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La Wertmüller rielabora in modo originale e personale il best-seller di Marcello D'Orta, indovinando molte trovate ma incespicando in inaccettabili cadute di tono (per quanto bellissima, "What a wonderful world" cantata da Louis Armstrong c'entra con la vicenda come i cavoli a merenda). Villaggio, Bonacelli, la Danieli e la quasi centenaria Ester Carloni sono inarrivabili, ma i bambini non sono da meno (Esposito e Pantaleo su tutti). Graffiante e commovente, è una pellicola mai compresa sino in fondo, che merita sicuramente una visione.
MEMORABILE: Vincenzino: "E mio padre dice sempre: ma che cazzo ce 'stamo a fare in sto paese 'e merda? (in riferimento a Corzano)".

Markus 5/01/12 15:13 - 3331 commenti

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Sulla scia del successo dell'omonimo libro, la Wertmüller si consegna al testo e alla bieca mercé del cinema-consumistico (ma nella pellicola c'è anche un po' la moda di quel periodo di fare del neorealismo Anni Novanta). Villaggio si prende un po' troppo sul serio e perciò è stucchevole; i bambini, invece, sono naturalmente spontanei ma abbozzati e pensati più per assecondare le esigenze commerciali di un altezzoso e impellicciato pubblico settentrionale, infarcito di stereotipi sui "guagliuncelli" napoletani.

B. Legnani 29/01/12 21:16 - 4787 commenti

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Film anomalo, a partire dal fatto che c'entra pochissimo col libro cui è (molto lateralmente) ispirato e che è difficile attribuirlo a un genere definito. Il film parte a stento e si chiude male, ma nella parte centrale azzecca qualche colpo, per merito di un composto Paolo Villaggio e di nugolo di ragazzini che in alcun casi funziona bene e in tutti gli altri raggiunge largamente la sopportabilità. C'è Ester Carloni, mancata poi nel 1998 a centoun'anni! L'unica scena in cui la Wertmüller non riesce a frenarsi è quella dell'arresto. Vale **
MEMORABILE: Il sacrosanto schiaffo.

Disorder 27/08/12 10:38 - 1410 commenti

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Tanti anni prima di Benvenuti al Sud, qualcuno aveva già provato ad affrontare il tema dell'emigrazione "al contrario" dal nord al meridione. E curiosamente i due film si perdono nello stesso difetto, ovvero l'eccessivo uso di stereotipi e luoghi comuni (tanto sul nord che sul sud). Eppure, vuoi per la bravura del protagonista, vuoi perché i bambini sono davvero simpatici, il film decolla e si impone, a mio parere, come una delle migliori pellicole del Villaggio extra-Fantozziano. Niente male!

Piero68 24/09/12 09:26 - 2782 commenti

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Dal libro speculazione di D'Orta un film che, fortunatamente, una volta sceneggiato ha da spartire col libro solo il titolo. Bravo Villaggio, a riprova che gli attori comici in vesti drammatiche sono anche più convincenti degli altri. Ma il vero centro dell'attenzione sono i bambini, ottimi davvero ad impersonare lo spirito partenopeo oltre che a saper esprimere appieno il disagio che si respira. Buon contorno della Danieli e di Bonacelli. Finale ruffiano e scontato ma di sicuro effetto.

Pinhead80 31/03/13 19:57 - 4005 commenti

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Un insegnante ligure finisce per sbaglio in un paesino campano, dove si confronterà con una realtà per lui inusuale. Il film di per sé è molto divertente, anche se sono evidenziati all'eccesso alcuni stereotipi. I bambini trasmettono allegria e gioia di vivere grazie alla loro spontaneità e questo è il miglior pregio, per un film che rischia spesso di essere troppo banale. Il linguaggio del film è quello usato dai bambini e fa tenerezza perché riesce a raccontare in maniera innocente realtà difficili e dure da accettare.
MEMORABILE: L'anacoluto che dà il titolo al film.

Elsolina 15/04/15 17:22 - 41 commenti

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Villaggio si spoglia dei panni del ragionier Fantozzi per interpretare "o' professor", come viene definito dai bambini della scuola elementare di Corzano, provincia di Napoli, in cui viene mandato a insegnare per errore. Una città che imparerà presto a conoscere per il degrado, la criminalità e l'incuria in cui i bambini crescono. Un film che fa parte dell'infanzia di ogni piccolo partenopeo (tratto dall'omonimo libro del maestro Marcello D'Orta) ispirato, purtroppo, a una triste realtà.
MEMORABILE: "A me mi piace solo l'Italia. Anzi solo metà, perchè io quelli del nord li schifo e li odio perchè ci trattano come le bestie".

Deepred89 27/08/15 17:16 - 3311 commenti

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Una periferia napoletana da quarto mondo in cui tutto è stereotipo dà l'occasione a Paolo Villaggio per riscattarsi dopo anni di fantozzate (con ovvie eccezioni) offrendo una prova di un'umanità che colpisce. E' grazie a lui se il film, pur nei suoi luoghi comuni, riesce a sedurre, coadiuvato da un gruppo di piccole macchiette partenopee che mettono sempre espressioni o battute giuste al momento giusto. L'estetica volutamente grezza (primi piani rozzi alla Pasolini per far neo-neorealismo?) non soffoca il tocco leggiadro e il film funziona.

Parsifal68 22/02/16 09:21 - 607 commenti

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Da un libricino piccolo piccolo, un film mediocre ricco di luoghi comuni e, per giunta, rappresentati in maniera becera. Villaggio da solo non può salvare la baracca; c'è lungo tutto il film la sensazione sgradevole di vedere qualcosa che aggravi oltre modo una realtà difficile come quella di Napoli, con situazioni al limite del parossismo (la scena dei toponi sul letto della bambina). Rivoltante esempio di cinema che, da buon napoletano, consiglio assolutamente di buttare.

Dengus 22/02/16 20:32 - 349 commenti

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Un maestro genovese per errore si ritrova trasferito in una stereotipata provincia campana. Sin dall'inizio viene marcato il divario tra il nord e il sud, soprattutto a livello scolastico, dove il maestro Villaggio si ritrova ad avere a che fare con colleghi troppo permissivi e lascivi, bidelli che vendono la carta igienica e alunni che si atteggiano da piccoli Tony Montana. Un più che buon prodotto ben confezionato, con un ottimo Villaggio diverso dal cliché fantozziano, che palesa le sue ottime doti. Spontanei e simpatici i piccoli protagonisti.
MEMORABILE: Il maestro Sperelli che va a prendere gli alunni per il paese; Il finale con "What a wonderful world".

Almicione 18/06/16 17:48 - 765 commenti

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La Wertmüller sforna un film per niente stupido, che ha il pregio di analizzare il grave stato in cui versava il sud (non così diverso da quello odierno) con tratti documentaristici, senza annullare quella leggerezza propria della commedia. Villaggio si mostra pacioccone e adorabile, mentre i bambini, che spesso sono odiosi e banali nelle pellicole, qui non si rivelano tali, facendo sorridere più di una volta lo spettatore. Simpatico il finale ed esemplari le battute fra il maestro e gli adulti. Non una grande pellicola, ma è comunque piacevole.
MEMORABILE: La foto di Cossiga sul muro dell'aula, involontariamente ridicola.

Il ferrini 15/09/16 10:27 - 1734 commenti

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Bravi i bambini, particolarmente simpatico Mario Bianco (quello che nel film mangia sempre cornetti e che di mestiere adesso li fa davvero, a Torino). Discreto Villaggio ma senza virtuosismi, sempre piacevole Paolo Bonacelli (l'avvocato di Johnny Stecchino), poco credibile il bidello, Gigio Morra. Per il resto la trama è inconsistente, la regia abbastanza incolore e si esagera un bel po' con gli stereotipi, o almeno lo spero. Anzi: io speriamo che sia solo un film.
MEMORABILE: Villaggio che va a prelevare i bambini che lavorano per portarli a scuola.

Herrkinski 25/03/17 23:33 - 5297 commenti

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Tra i vari film del (parziale) rilancio novantiano in chiave autoriale di Villaggio si segnala questa trasposizione dal noto libro omonimo, invero abbastanza adattata allo stile da commedia "sociale" di stampo televisivo, non fosse per una fotografia di buon livello che lascia intravedere begli scorci del Sud Italia (non è tutto girato a Napoli). Se Villaggio in veste semi-seria tutto sommato convince e i piccoli attori a tratti divertono, è difficile scrollarsi di dosso la sensazione di un film carico di cliché e invero poco avvincente.

Rambo90 3/07/17 16:12 - 6438 commenti

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Commedia agrodolce, ben diretta dalla Wertmuller, che mette in evidenza il disagio di una provincia inventata (ma tipica) del napoletano con i suoi pregi e i suoi difetti. Bravissimi i bambini protagonisti, spontanei e simpatici, ma ancor più valore aggiunto è l'interpretazione sentita e naturale di Paolo Villaggio, lontano dalla comicità fantozziana ed estremamente umano. Notevole.

Smoker85 2/08/17 23:04 - 393 commenti

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Forse la più famosa pellicola in cui Villaggio dismette le sue due maschere di maggior successo (Fracchia e Fantozzi) e viene chiamato a interpretare un ruolo sospeso tra dramma e umorismo meno volgare, al netto del turpiloquio presente in buona parte del film. Ogni tanto sembra che il Ragioniere desideri uscir fuori dal corpo del maestro Sperelli, ma tale brama non viene mai appagata. Il risultato è un film gradevole, emozionante, magari con qualche eccesso di miele. Efficace il cast di contorno, su tutti Bonacelli, la Carloni e la Danieli.
MEMORABILE: Lo schiaffo a Raffaele; I duetti con Mazzullo e zia Esterina; L'aggressione alla suora.

Rigoletto 20/04/18 18:54 - 1621 commenti

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Maestro elementare ligure finisce in Campania per un banale errore burocratico; l'impatto sarà notevole e la differenza fra due mondi che diffidano reciprocamente verrà fuori in maniera evidente. Un Villaggio serio, pacato, misurato, capace di rispondere ai suoi detrattori con una prova completa. Migliori in campo i bambini, capaci di vivere e far vivere condizioni di vita nelle quali ogni cosa è difficile e preziosa. Finale velato di un'aura apocalittica.

Tarabas 31/12/18 19:26 - 1720 commenti

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Onesto tentativo di fare un film difficile, con una dozzina di bambini quasi sempre in scena a dire la loro su tutto, con parole prese dai temi di una classe elementare napoletana, resi famosi dall’omonimo libro. E in effetti i ragazzini recitano come se leggessero, mentre Villaggio “controcanta” con molta partecipazione, dando un quid di autenticità a un personaggio ad alto rischio santino. La difficoltà sale considerando il contesto di disagio sociale, reso in modo un po’ sbrigativo. Arduo andare oltre i **, con tutto il rispetto.

Noodles 13/04/20 16:18 - 951 commenti

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Pur essendo zeppo di luoghi comuni a volte anche fastidiosi e pur utilizzando un tema abusato come l'incontro nord-sud, il film risulta molto piacevole e racconta in maniera abbastanza diretta la realtà dei luoghi in cui la storia è ambientata. La pellicola mostra inoltre ancora una volta il grande valore attoriale di Paolo Villaggio, che va oltre i ruoli per cui lo si conosce principalmente. Simpatici i bambini. La mano di Lina Wertmüller si sente. Buon film.

Minitina80 22/04/20 23:34 - 2400 commenti

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Per chi non conosce la realtà descritta nel film è difficile capire quanto ci sia di cinematografico e quanto no. Senza dubbio il problema scolastico generato da una situazione di disagio sociale non appartiene soltanto a determinati contesti. Tuttavia, al netto dei messaggi e della morale, si tratta pur sempre di una commedia che punta molto ai buoni sentimenti, non pretendendo di andare troppo oltre. Il risultato è comunque gradevole e fa piacere vedere Villaggio in un ruolo diverso, circondato da bambini senza dubbio simpatici.

Ultimo 27/08/20 12:04 - 1384 commenti

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Una commedia niente male, che affronta con leggerezza il problema dell'istruzione di alcuni giovani scolari. A cambiare le cose arriva il maestro Paolo Villaggio, che avrà non pochi problemi di ambientamento. Il film scorre senza problemi, grazie soprattutto alla bravura del protagonista e all'impegno dei giovani attori (su tutti Ciro Esposito, il più teppista del gruppo). Non un capolavoro, ma un film riuscito che si riguarda con piacere.
MEMORABILE: La gita alla Reggia di Caserta; Le lezioni del maestro Sperelli.

Pessoa 19/10/20 18:41 - 1234 commenti

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La Wertmüller torna a parlare di Sud attraverso la penna di Marcello D'Orta, maestro elementare autore di un bestseller molto sui generis. Probabilmente le esigenze di produzione hanno frenato la mano della regista lucana che ci rende una periferia napoletana piuttosto stereotipata, in cui i blandi tentativi di critica sociale si perdono nei meandri del "volemose bene". Buona la prova di Villaggio e del resto del cast, con un compassato Bonacelli e una schiera di bambini abbastanza credibili. Belle le ambientazioni pugliesi, che danno veridicità al racconto. Guardabile e niente più.
MEMORABILE: Il tentato furto del furgoncino; Il dialogo fra il maestro e Raffaele nel finale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione B. Legnani • 2/11/20 11:11
    Consigliere - 14006 interventi
    Gestarsh99 ebbe a dire:
    Non so con certezza se la copia provenga dal dvd americano,
    ma sul tubo circola una versione con audio e credits italiani intitolata Ciao, professore!:


    Nessun mistero. E' il titolo USA https://www.imdb.com/title/tt0107225/releaseinfo?ref_=tt_dt_dt#akas
    Ultima modifica: 2/11/20 11:12 da B. Legnani
  • Discussione Gestarsh99 • 2/11/20 12:06
    Scrivano - 15084 interventi
    Che il titolo fosse quello americano non era affatto un mistero (altrimenti perché avrei parlato di "dvd americano"?).

    Dal momenti che titolo, audio e credits del master sono italiani, volevo sapere da Zender se fosse giusto inserire
    Ciao, professore! come titolo alternativo nelle note.
  • Discussione Zender • 2/11/20 14:29
    Consigliere - 43743 interventi
    Possiamo anche metterlo, visto che qualcuno potrebbe credere sia un aka italiano.
  • Discussione Caesars • 2/11/20 16:03
    Scrivano - 11318 interventi
    Però mi pare che Gestharsh99 parli di crediti in italiano, nella copia da lui visionata col titolo "Ciao professore!", quindi sembrerebbe, che oltre che titolo USA, si tratti anche di AKA italiano...
    Ultima modifica: 2/11/20 16:04 da Caesars
  • Discussione Zender • 2/11/20 16:19
    Consigliere - 43743 interventi
    Secondo me hanno sovrapposto il titolo Usa a un master italiano o qualcosa del genere...
  • Discussione Caesars • 2/11/20 16:28
    Scrivano - 11318 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Secondo me hanno sovrapposto il titolo Usa a un master italiano o qualcosa del genere...

    Possibile...
    Allora, se non sorgono altre evidenze che sia anche aka italiano, la nota va bene così com'è 
  • Discussione B. Legnani • 2/11/20 16:51
    Consigliere - 14006 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Secondo me hanno sovrapposto il titolo Usa a un master italiano o qualcosa del genere...

    Quasi certamente. Caso tutt'altro che unico. Per questo dicevo "nessun mistero".
    Ultima modifica: 2/11/20 16:51 da B. Legnani
  • Discussione B. Legnani • 2/11/20 16:52
    Consigliere - 14006 interventi
    Caesars ebbe a dire:
    Zender ebbe a dire:
    Secondo me hanno sovrapposto il titolo Usa a un master italiano o qualcosa del genere...

    Possibile...
    Allora, se non sorgono altre evidenze che sia anche aka italiano, la nota va bene così com'è 
    Mi pare perfetta.

  • Discussione Gestarsh99 • 2/11/20 19:17
    Scrivano - 15084 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Possiamo anche metterlo, visto che qualcuno potrebbe credere sia un aka italiano.

    Grazie per l'inserimento :)
  • Discussione Fedemelis • Ieri 21:37
    Fotocopista - 1793 interventi
    Fedemelis ebbe a dire:
    Gestarsh99 ebbe a dire:
    Non so con certezza se la copia provenga dal dvd americano, ma sul tubo circola una versione con audio e credits italiani intitolata Ciao, professore!:

    Ho notato anche io la cosa, qui il confronto tra la versione intera di You tube e quella del DVD (con credits finali in italiano). La scritta è presente anche in uno spezzone su YT, con il logo della RAI.



    Qui sotto il titolo finale:



    Nel DVD ci sono alcune scene tagliate, non presenti nella versione di YT. Una di queste scene è reperibile su YT con il logo RAI, che quindi ha mandato la versione DVD.Non si capisce quindi che versione sia quella tagliata presente su YT.
    Ultima modifica: Oggi 08:40 da Zender