Pranzo alle otto

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Titolo originale: Dinner at eight
Anno: 1933
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "pranzo alle 8". Soggetto tratto dall'omonima commedia teatrale di Edna Ferber e George S. Kaufman andata in scena per la prima volta a Broadway nel 1932.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/09/11 DAL BENEMERITO GIùAN
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Giùan 14/09/11 10:12 - 3182 commenti

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Indifferente al declino fisico ed economico del marito, moglie di un armatore decide di organizzare la cena mondana del titolo. Cukor in stato di grazia creativa (l'anno prima girava A che prezzo Hollywood) costruisce sotto le apparenze di una commedia vanesia il ritratto spietato di una società delle convenienze, rosa dall'inquietudine del post-depressione ma ostinata nel mostrar sicurezza e agiatezza. Testo teatrale rimaneggiato, tra gli altri, dal Mankiewicz di Citizen Kane, cast da stropicciarsi: Harlow eccelsa, John Barrymore autobiografico mette brividi seri.
MEMORABILE: Lo sguardo di Barrymore quando viene appellato "Grande profilo", il soprannome col quale era effettivamente noto.

Capannelle 5/04/12 09:35 - 3806 commenti

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Una commedia sofisticata che volge presto verso una deriva amara, con alcune sottotrame al vetriolo. Perchè le vite dei protagonisti rivelano una disillusione e uno scoramento che non risparmiano nessuno. Fu un successo di Cukor ma personalmente mi è parso troppo verboso e inconcludente nella prima parte. Va anche detto che per essere una pellicola del 1933 aveva un piglio non comune e che la varietà dei personaggi proposti è interessante. Ma non tutti funzionano a dovere.

Cotola 4/11/12 18:07 - 7749 commenti

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Gran bella commedia che passa dai toni prevalentemente leggeri della prima parte a quelli sempre più amari e cattivi della seconda. Il carattere dei personaggi è intuibile sin dalle prime battute, ma col passare dei minuti viene fuori tutto il loro egoismo, la loro pochezza, la loro vanità ed ipocrisia. Cukor analizza e mette in luce con grande lucidità ed acume le miserie umane, di cui questo variegato campionario di umanità è l’incarnazione. Alla fine non è possibile salvarne completamente nessuno né umanamente, né moralmente, né eticamente. Bravissimi gli attori. Una perla.

Daniela 23/01/21 20:54 - 9975 commenti

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La moglie di un armatore in crisi invita ad un pranzo di gala in onore di un paio di aristocratici inglese vari ospiti tra cui un speculatore senza scrupoli, una vecchia attrice eccentrica, un attore alcolizzato in rovina...  Commedia condita di tragedia, formidabile nel raccontare la grande crisi attraverso personaggi tutti ben caratterizzati, alcuni dei quali rivelano risvolti di umanità inizialmente insospettabili che stemperano l'acidità dell'affresco. La derivazione teatrale non pesa grazie alla regia dinamica e alle prove di un cast superlativo. Capolavoro.
MEMORABILE: John Barrymore interpreta praticamente se stesso nel ruolo dell'attore che abusa dell'alcool e questo aumenta il senso di pietà nei suoi confronti.

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