eXistenZ

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: existenz
Anno: 1999
Genere: fantascienza (colore)
Numero commenti presenti: 34
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ecco un esempio di quanto un film, anche di fantascienza, pur non essendo affatto originale possa lasciare comunque pienamente soddisfatti. La principale chiave di lettura sta nel titolo: si scrive eXistenZ ma si legge existence, esistenza. La fantascienza è ancora una volta scelta per coprire un discorso metafisico (esattamente come fu per il CONTACT di Zemeckis) sull'ingannevolezza del reale. Cronenberg quindi, che già sul tema ha costruito gran film come INSEPARABILI, M. BUTTERFLY o IL PASTO NUDO si riallaccia al suo...Leggi tutto capolavoro VIDEODROME girandone quasi un remake (anche a livello di effetti speciali), sostituendo il mondo della televisione con quello, in tremenda espansione, dei videogiochi. Nel frattempo ci sono stati ATTO DI FORZA, NIRVANA, STRANGE DAYS ed altri, ma non fa nulla se ci si chiama Cronenberg, perché il cinema dell'autore canadese è distante anni luce dalla massificazione e dalla spettacolarizzazione dei prodotti simili. La scelta delle location, delle luci, dei personaggi, della fotografia cupa, di effetti speciali strabilianti nel concetto più che nella forma, sono tratti distintivi di un autore con la A maiuscola, incapace di concedersi alla faciloneria imperante oggi a Hollywood. E pensiamo al finale, per una volta aperto, sì, ma giustificatamente; perché Cronenberg, per coerenza, non poteva dare una risposta certa all'ultima domanda. Più che cinema è filosofia in celluloide, ricoperta da un impianto fantascientifico di prima qualità. Cos'è eXistenZ? È un nuovo videogioco iper-interattivo nel quale il protagonista entra perdendo a più riprese il senso della realtà, confondendosi tra personaggi fittizi non si sa fino a che punto. Un tema affascinante, che pur se ampiamente battuto dall'ultima generazione di cineasti crea sempre interesse, specie se a condurlo è un grande artista come Cronenberg.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Renato 7/11/07 13:47 - 1557 commenti

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Un film molto complesso ma col grande dono di essere completamente apprezzabile a tutti i livelli... Cronenberg mischia le carte di continuo, lascia che i suoi personaggi perdano i loro punti di riferimento a mano a mano che avanza la storia e l'effetto è lo stesso anche sullo spettatore. Fantascienza lontana anni-luce dai soliti stereotipi, messa in scena sontuosa ed un talento visivo di prim'ordine. Uno dei Cronenberg da tramandare ai posteri, indubbiamente.
MEMORABILE: "Morte al demone Allegra Geller!"

Puppigallo 7/11/07 18:07 - 4509 commenti

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Grande idea (la biotecnologia al servizio dell’Uomo sotto forma di gioco). Vedendo poi lo svolgimento della pellicola, non si può che avere la conferma di quanto contorta e ammirevolmente complessa sia la mente di Cronenberg. La narrazione non è certo fluida, ma la cosa è voluta, anche perchè tutto si basa sulla collisione di due realtà (una mentale e l’altra tangibile) e sul fatto che finiscano per fondersi, o addirittura scambiarsi. Gli attori reggono l’impatto, alcune parti no (quasi banali), rispetto allo splendido cerebrodelirio. Notevole.
MEMORABILE: L'assemblaggio manuale dell'arma con componenti decisamente biologici.

Tetsuo 13/05/08 20:30 - 2 commenti

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Cronenberg (anima e corpo) nel film definitivo dell'incontro-scontro tra uomo e tecnologia. L'idea dei biovideogames è splendida per uno dei capolavori più sottovalutati degli ultimi anni. Jennifer Jason Leigh è strepitosamente la donna cronenberghiana perfetta.

Almayer 6/06/08 11:45 - 169 commenti

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Castone delizioso: Jude Law (e per me basterebbe lui), Jennifer Jason Leigh, Ian Holm, Willem Dafoe, Sarah Polley... e una storia di videogiochi andati a male che sembran presi paro paro da Philip K Dick. Insomma, Cronenberg ci fa vedere come si può fare un bel film di fantascienza, intelligente ed interessante, senza grandi effetti speciali e alla fine spendendo due lire. Assolutamente da vedere.

Flazich 15/07/08 15:44 - 658 commenti

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La mutazione della realtà avviene attraverso la realtà virtuale e i nuovi media. Gli strumenti per povervi accedere non possono essere semplicemente composti da metallo o plastica ma devono subire anch'essi un processo di mutazione e quindi siamo di fronte a connettori morbidi, vivi che hano bisogno di essere alimentati. Si assiste a una decostruzione della realtà che avrà come conseguenza la genesi di un mondo nel quale possono esistere pistole di metacarne che sparano denti.

Hackett 17/07/08 00:09 - 1725 commenti

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Discreto film di Cronenberg che, nonostante i mezzi a disposizione e l'argomento a lui congeniale, fa però un mezzo passo falso. La trama risulta una sorta di Videodrome attualizzato all'era delle console, ma il gioco non convince del tutto. Ambientazioni ottime, ritmo avvincente, cast stellare, ma il richiamo costante al suo lavoro precedente rende il film un sottoprodotto, frutto più dell'autocompiacimento che dell'ispirazione. Al conoscitore della filmografia del regista canadese risulterà quindi un po' telefonato e con un finale incompleto.

Galbo 13/11/08 16:27 - 11387 commenti

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Grande merito di Cronenberg in eXistenZ è stato quello di mostrare un lato della fantascienza totalmente inedito ma assolutamente plausibile non tanto nelle immagini (e nelle sconvolgenti intuizioni visive) quanto nella attualissime riflessioni sui rapporti tra uomo e macchina e sull'importanza delle biotecnologie che da concetto astratto diventano (anche troppo !!) materiali. Grandissimo cast.

Enzus79 18/01/09 18:18 - 1800 commenti

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Un grande film con un gran finale (enigmatico). Cronenberg prende spunto dal grande Dick e come lui lascia in sospeso molti interrogativi. L'uomo si fa da cavia per portarsi in un'altra "dimensione", ma non sapendo effettivamente quando il gioco finisce e la realtà rinizia. Applauso a tutto il cast e al regista, che come in tutti gli altri suoi film lascia lo spettatore a bocca aperta.

Capannelle 29/12/08 13:46 - 3721 commenti

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Idea tipica di Cronenberg, sviluppata con intelligenza e rinunciando ad immagini shock: i pochi passaggi forti mantengono la stessa ironia che caratterizza il film. Il limite però, oltre che nell'uso smodato di termini da fumetto (vedi anche l'infatuazione della protagonista verso 'sto membranoso gamepod, sai che goduria...) sta nel continuo ribaltamento del piano reale/virtuale: è descritto meglio che in film analoghi (più lineare) ma ci si aspetta sempre il decollo verso un piano più alto. Leigh brava ma indisponente, Law una sorpresa.

Daniela 29/11/09 18:49 - 9396 commenti

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Se nel '600 Calderon de la Barca scriveva "La vita è sogno", alle soglie del 2000 non può essere altro che un gioco, fattosi carne della nostra carne (il pad è un feto mutante, unito con un cavo/cordone ombellicale ad una porta usb di inequivocabile valenza sessuale), ma invece di ampliare le nostre possibilità (vivere altre vite), ribadisce la schiavitù dei ruoli e, insieme, l'assurdità delle situazioni (perchè uccidere il cameriere cinese? e perchè non farlo?). Alla fine, nessuno sa chi gioca cosa. Cinema organico, disturbante e fecondo
MEMORABILE: La pistola spara/molari, da mettere accanto alla videocassetta viscerale e agli strumenti ginecologici per donne mutanti

Belfagor 1/12/09 09:13 - 2623 commenti

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Un film fuori dagli schemi, ironico e grottesco come pochi. Cronenberg affronta il tema della relazione fra uomo e macchine senza intenti moraleggianti o facili spettacolarismi all'americana e questo è già un punto a favore. La storia è intrigante, la messa in scena modesta ma ricca di invenzioni visive e per una volta il finale non è deludente. Bravi gli attori, soprattutto la Leigh e Dafoe. ***!

Undying 31/07/10 16:01 - 3840 commenti

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Realtà virtuale, ibridazione uomo macchina, apparenza contro sostanza. Cronenberg porta avanti il suo personale discorso sulla fallibilità della percezione umana, qui disturbata dalla connessione con il "game pad", sorta di spinotto usb da inserire nella spina vertebrale umana. Quello che interessa al regista è analizzare, ancora una volta, l'interazione tra uomo e macchina, qui rappresentata dalla tecnologia di ultima generazione offrendo una lucida e - volutamente disturbante - distorsione spazio-temporale (si noti come il procedere del tempo viene scardinato alla base della sincronicità).

Greymouser 9/05/10 11:48 - 1458 commenti

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Altro caposaldo e capodopera del personale percorso mutageno di Cronenberg, "Existenz" traduce tutte le allegorie della carne sul piano videoludico, mostrando quello che potrebbe aspettarci in uno dei tanti futuri alternativi. Molto legato concettualmente a Videodrome (e, in qualche modo, anche al Pasto nudo) il film ci mette in una condizione di continuo straniamento, e diventa difficile aggrapparsi ai canoni rassicuranti e definiti di una presunta realtà oggettiva. Immaginifico e insidioso.

Merzbow 10/06/10 19:46 - 1 commenti

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Grandissimo film di Cronenberg, un vero classico col suo argomento preferito, la compenetrazione uomo-macchina+sesso carne/macchina+la realtà come percepita dall'uomo. Gemello di Videodrome (altro apice), è l'ultimo del regista nel suo stile tipico, un po' "trasandato" (ma ricercatissimo, ovviamente) nelle scenografie. Grandi interpreti e grande gioia per occhi orecchi e palato. Credo sia considerato minore nella filmografia del regista, ma da è vedere assolutamente.
MEMORABILE: Siamo ancora nel gioco?!!

Trivex 15/06/10 21:19 - 1490 commenti

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La ricerca, la sperimentazione e le visioni, non mancano nel curriculum del regista. L'innovazione scientifica, paratecnologica e iperludica, è qui. Non è facile seguire la realtà della pellicola, infatti la realtà è stupefacente, ma non è reale. C'è confusione e stimolo, nell'osservare la comunicazione stravolta, lontana nel futuro, ma forse non così impossibile. Il gioco oggi è già complesso, segue percorsi inimmaginabili fino al recente passato, forse quindi il prossimo step sarà ancora più stupefacente: abbiamo visto il possibile/improbabile futuro.

Ghostship 31/08/10 20:11 - 394 commenti

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Cronenberg fornisce la sua personalissima versione del mondo virtuale, non rinunciando in alcun modo a raccontare "la carne". In questo tripudio organico si inserisce fluida l'azione, che si muove su due piani paralleli senza che lo spettatore possa riuscire a cogliere la realtà, se non nel finale. Appassionante come un videogioco, ma con una profondità che supera di gran lunga lo strumento di cui si serve.

Pigro 8/01/11 08:19 - 7789 commenti

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Sessione di prova per un nuovo game: Cronenberg si confronta con il classico tema del gioco (e quindi del gioco nel gioco, del gioco come realtà, ecc) arricchendolo della sua consueta ossessione del corpo alterato (bioporte, pod organici, ecc). Premessa interessante, sviluppo caotico e arbitrario (con la scusa che il gioco in questione lo è), dialoghi scialbi, finale facile facile. Si salvano gli spunti visivi legati alle biotecnologie, nonché la costruzione interna delle varie scene, sicuramente ben girate. Ma per il resto: a che pro?

Homesick 30/05/11 17:45 - 5737 commenti

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Da sempre oggetto delle tesi di Cronenberg, la simbiosi uomo-macchina e la stratificazione e compenetrazione tra molteplici livelli di realtà (virtuale e non) assumono la forma più accessibile e ludica di un videogioco a scatole cinesi dall’effetto spiazzante (la pistola sparadenti, il rettile bicefalo, la vischiosa consistenza del game-pod) che non termina neppure dopo l’ultima battuta. La tecnologia acquisisce materialità sino a conquistare vita propria. Tremendamente sensuale la Jason Leigh: la sua Allegra Geller è tra le pochissime icone prodotte dal cinema negli ultimi vent’anni.
MEMORABILE: «Ditemi la verità. Siamo ancora nel gioco?».

Zutnas 13/06/11 22:37 - 85 commenti

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Le realtà artificiali e l'impossibilità di stabilire oltre una certa soglia cosa sia vero e cosa no è argomento ampiamente sfruttato da altri film, ma le visioni che ci regala eXistenZ (le ambientazioni, i dispositivi organici, gli inqueitanti personaggi che popolano la storia) sono uniche e geniali, in un thriller confusionario e sempre ricco di tensione.

Herrkinski 21/06/11 02:24 - 5135 commenti

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Ultimo vero esponente della poetica cronenberghiana, prima del (relativo) cambio di stile. Il film mantiene tutti i tratti salienti dei migliori lavori del regista canadese (su tutti Videodrome), ma si proietta in un ulteriore futuro, creando una pungente satira della realtà virtuale e dei videogiochi sempre più realistici. Tra mutazioni uomo-macchina morbose, annullamento tra realtà ed immaginazione, creazioni biomeccaniche impressionanti, un altro centro per il regista. Strepitosa la prova del cast, ottime le scenografie, notevoli gli SPFX.
MEMORABILE: "Ditemi la verità: siamo ancora nel gioco?"

Bizzu 4/06/14 12:55 - 210 commenti

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Interessante e intrigante non tanto per la sceneggiatura (e relativo colpo di spugna finale che giustifica qualsiasi errore), quanto per la miriade di intuizioni e visioni cronenberghiane. Qui c è tutto quello che può far contenti i fan del regista e gli amanti della fantascienza più allucinata e visionaria (fra l'altro con una spruzzatina di splatter ben realizzato).
MEMORABILE: Lo "speciale" al ristorante; Le varie sezionature del pod; La "porta" sulla schiena.

Lythops 8/11/15 11:58 - 972 commenti

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Le tracce, o residui, dei film precedenti di Cronenberg ci sono tutte in questo eXistenZ, compresa la sensualità quasi innata che riescono sempre a trasmettere le sue attrici e l'ipnotismo delle atmosfere. Il film è un documento sull'abdicazione della volontà, sulla ricerca inutile e folle, sulle connessioni di un tempo che cambia disperastamente in peggio e in cui a emergere sono solo le psicodipendenze. Lavoro interessante, particolare, forse non per tutti, positivo per gli interrogativi che propone (ma si sa che giocare troppo fa male).

Didda23 22/03/16 10:51 - 2287 commenti

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Il tema della realtù virtuale e del conseguente spiazzamento dello spettatore, incerto sul decretare ciò che è reale da ciò che non lo è, è declinato assecondando le manie cronenberghiane per la mutazione corporale. Il risultato finale appassiona vuoi per le gustose trovate (le bio-porte, la pistola fatta con le ossa), vuoi per il ritmo narrativo che non cede mai, complice l'esigua durata. Decisamente in parte la coppia Law-Leigh. A posteriori un film importante che funge da spartiacque nella carriera del regista canadese.
MEMORABILE: I proiettili a forma di dente.

Il ferrini 22/04/16 22:22 - 1685 commenti

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Buon lavoro di Cronenberg, basato su un'idea folle e visionaria in cui si muove con estrema naturalezza la Jason Leigh, anche qui (come accadrà a Red Rock) condannata a morte. A salvarla - o a tentare di farlo - uno spaurito Jude Law, che la faccia dell'eroe proprio non ce l'ha, mentre Dafoe quella del cattivo ce l'avrebbe eccome, ma si ritrova confinato in un ruolo piuttosto marginale. L'avvicendarsi di realtà e finzione su vari livelli, con il conseguente smarrimento dei protagonisti, è qualcosa a cui Nolan attingerà a piene mani.

Minitina80 11/12/16 09:18 - 2336 commenti

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Un'inestricabile matassa multidimensionale in cui virtuale e realtà si mescolano senza che nessuno spieghi la differenza. Forse l’intento di Cronenberg è proprio quello: non spiegare per stimolare riflessioni su quanto la finzione influenzi l’io cosciente dell’essere umano. Lo stile è inconfondibile non risparmiando i dettagli e il sangue e quello che in Videodrome era il principale agente distorsore della realtà adesso viene sostituito dal videogioco. Impossibile non menzionare le interpretazioni di Law e della Leigh, veramente eccezionali.

Thedude94 7/12/17 23:15 - 563 commenti

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Dopo morte a Videodrome, ecco morte alla realtà virtuale e ai videogiochi; Cronenberg, di nuovo, riesce a spaventare e a far riflettere sul realismo e sulla finzione. Una buona regia, collegata a una bella idea di sceneggiatura, con videogioco nel videogioco ed effetti speciali e visivi ottimi. Bravissimi i due protagonisti in coppia, Jude Law e la Leigh, che sembrano davvero affiatati. I colpi di scena si susseguono fino a un finale perfetto e convincente, che chiude il cerchio della critica e della morte.

Pinhead80 23/12/17 18:45 - 3948 commenti

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Vedendo quest'opera si capisce il genio artistico e visionario di Cronenberg, capace di percepire e di trasformare in un incubo il pericolo del virtuale di sostituirsi al reale. Tolti tutti i punti di riferimento spazio-temporali, allo spettatore non resta che immergersi anima e carne nei meandri di un gioco perverso e allucinato che frantuma ogni cellula vivente per trasformarla in una massa informe che ubbidisce solo a logiche estemporanee.

Piero68 4/01/18 14:25 - 2758 commenti

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Uscito dopo appena due anni dal Nirvana di Salvatores, Existenz ne approfondisce alcuni spunti e concede variazioni sul tema. In realtà il film è una sorta di scatole cinesi che non vedono mai fine. E anche se alcune trovate sono veramente geniali è dura stare dietro alla trama che, probabilmente, viene un po' trascurata per favorire alcuni effetti. Ma Cronenberg è Cronenberg e bisogna prendere il pacchetto intero quando si vede un suo film. Resta comunque un prodotto che stupisce e che risulta ben fatto, anche grazie a un buon cast.
MEMORABILE: La composizione dell'arma "biologica" sparadenti.

Magi94 10/01/18 13:34 - 679 commenti

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La narrazione dei film di Cronenberg non è adatta al mio palato e questo film ne è un'ulteriore prova, senza nulla togliere al valore dell'opera. Se lo spunto e l'intento sono infatti entrambi interessanti, le svolte di trama macchinose (con la scusa che il gioco sia fatto così) rendono tutta la parte centrale piuttosto ostica da seguire, quasi fine a se stessa per mostrare le varie mutazioni organiche che popolano il film. Per fortuna si arriva a un finale che, se forse rimane un po' scontato, è anche certamente riuscito.

Deepred89 2/03/18 13:54 - 3282 commenti

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Un'idea di base eccellente per un film imperfetto ma assolutamente seminale, che pone le basi per tutti i giochi a scatole cinesi onirici o virtuali successivi. Qualche dubbio sul fatto che le gustose e viscerali invenzioni fanta-splatter siano funzionali a un contesto tanto astratto (ma di certo lo sono alla poetica del regista), qualche altro dubbio sull'efficacia nelle narrazioni interne agli universi videoludici (resta la sensazione che non siano state sfruttate al massimo delle loro potenzialità), ma il film resta originale e stimolante.

Taxius 2/07/19 12:06 - 1643 commenti

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La mescolanza tra carne e macchina è il marchio di fabbrica di Cronenberg e come tutti i suoi capolavori precedenti, anche questo Existenz non delude. La trama ricorda quella del successivo Inception di Nolan e il principio è infatti lo stesso, solo che in questo caso non si parla di sogni ma di realtà virtuale e videogames. Il sistema a matrioska è davvero affascinante e inquietante perché non si sa mai se quello che si vede è realtà o finzione. Film profetico sulla dipendenza umana a questi aggeggi tecnologici. Bellissimo!

Bubobubo 3/08/19 23:51 - 1199 commenti

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Piace quasi di più la prima volta che lo si vede, soprattutto per il ritmo della storia e per il buon parco attoriale. Successive visioni ridimensionano un po' l'entusiasmo: il Cronenberg che affronta il giro di boa del nuovo millennio è un regista che sceglie di sintetizzare, nella forma più iconica possibile, una serie di temi a lui cari, adottando per l'occasione una prospettiva futuristica a tratti farraginosa. Qualche buco logico non inficia il buon sviluppo del soggetto, che gode perdipiù di un bel finale aperto.

Rufus68 22/01/20 23:06 - 3086 commenti

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Alla riflessione sulla futura intercambiabilità fra organico e inorganico (la bio-porta), tipica del suo stile, Cronenberg aggiunge quella sulla sempre più labile differenza tra illusione digitale e realtà. Uno spunto di prim'ordine, ma gestito sino a generare confusione (troppo numerosi gli ammicchi) e sovrabbondanza di citazioni. Ciò che resta è l'atmosfera da finis terrae, d'un apocalissi in cui i ruoli della creazione e del sogno artificiale invadono il quotidiano (e viceversa) distruggendosi a vicenda: una prefigurazione esatta dell'oggi.

Paulaster 3/08/20 10:24 - 2783 commenti

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Ideatrice di giochi virtuali viene ferita. Il tema del duplice livello gioco-realtà stenta nella prima parte, prosegue truculento e alla fine dà il meglio. Ultimo segmento notevole negli incastri, rende credibile una storia avveniristica di vendette e prodotti industriali. La Jason Leigh ha scarso carisma e Law migliora man mano. Buona fantasia per la scelta delle armi usate e nel creare un clima più leggero (anche se si parla di divertimenti dagli interessi milionari).
MEMORABILE: La bioporta; L'animaletto a due teste; I commenti a gioco finito.
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