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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Edgar Wright tritura generi diversi in un parallelo costante tra la Londra attuale e quella di metà Sessanta: passa dal dramma della prima parte, in cui la giovane Eloise (McKenzie) giunge nella capitale inglese dalla Cornovaglia carica di speranze sognando di diventare una creatrice di moda, a una dimensione da sogno che si fa presto incubo horror, poi rivisto in chiave thriller per dare un parvenza di filo conduttore al tutto. Un'operazione bizzarra come quasi sempre capita con Wright, innervata da una colonna sonora fondamentale che connota fortemente il film confermando quanto le musiche siano componente inscindibile nel lavoro del regista; qui si fanno accompagnamento cardine per completare un viaggio nel tempo singolare, calato...Leggi tutto in una dimensione onirica in cui si inseriscono deliri immaginifici. Evidente l'intenzione di colpire attraverso forti richiami al cinema dell'orrore (gli zombi) permanendo tuttavia saldamente nel perimetro del cinema di qualità. Tra ricostruzioni storiche d'effetto, costumi e scenografie di livello si innesta il mistero legato alla figura di Sandie (Taylor-Joy), sexy bionda che rappresenta lo smaliziato doppio di Eloise, la sua incarnazione Anni Sessanta avvicinata dall'uomo (Smith) che poi la guiderà nel suo peregrinare tra le strade illuminate dai neon e i locali dove la giovane ha intenzione di farsi conoscere. Un transfert vero e proprio, quello di Eloise: rifugiatasi in un monolocale in affitto da un'anziana signora (Rigg) dopo essere fuggita dallo studentato dove veniva presa in giro dalle compagne più scafate, appena chiude gli occhi si ritrova proiettata nel suo coloratissimo incubo privato nel quale è Sandie, forse quello che lei amava diventare, sicuramente una ragazza dotata di spirito d'iniziativa e ansia di sfondare. Quella che però sembra sulle prime un'esperienza eccitante, progressivamente si trasforma in qualcosa di drammaticamente inquietante, un sogno tremendo dai molteplici riferimenti argentiani (tanti i richiami al cinema del nostro regista, omaggiato definitivamente con una ripresa smaccata del logo di INFERNO utilizzato sull'insegna del locale dove si svolge il party di Halloween) in cui si materializzano visioni terrifiche, coltelli e inquietanti figure senza volto. Sono sequenze fuori dall'ordinario, cariche di sangue e violenza, realizzate utilizzando tecniche ed espedienti da horror puro, che Wright gestisce lasciando andare la mano; indirizzano con chiarezza un film votato a colpire superficialmente piuttosto che ad analizzare le sfumature caratteriali della protagonista. La compenetrazione armonica di diverse matrici di genere contribuisce però a donare insolita eleganza all'operazione, a fornire visionarie suggestioni che permettano di sorvolare sull'inconsistenza complessiva dell'opera. Delle due protagoniste meglio la più genuina MacKenzie della Taylor-Joy, appiattita nel ruolo della femme fatale maledetta. La ricchezza della messa in scena, la magnificenza del sonoro e l'impatto della Londra d'epoca fanno quasi tutto; di certo molto di più dell'avventura ordinaria della giovane di campagna alle prese con le asprezze della vita di città comprensive dei difficili rapporti con le altre allieve della scuola di moda (anche in questo l'influenza argentiana si fa sentire). Terence Stamp percorre il film come un cupo fantasma premonitore in attesa del colpo di scena conclusivo.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/09/21 DAL BENEMERITO XAMINI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 7/11/21
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Xamini 5/09/21 17:38 - 1093 commenti

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Difficile da categorizzare, il lavoro di Wright parte come un dramma, lustrando qua e là gli occhi con soluzioni stilistiche che rimandano a Moulin rouge! e poi deraglia completamente andando ad abbracciare altre ambizioni e perdendosi un po' in stilemi di tutt'altro genere. Sino all'ultima mezzora (che arriva a farsi insopportabile), la regia si assesta su livelli decisamente alti, alternando soluzioni raffinate a immagini deliziose che richiamano la Soho del Sixties. Il volto pulito della McKenzie si alterna alle movenze della Taylor-Joy, qui alla sua definitiva consacrazione.
MEMORABILE: L'intro; La prima notte nella stanza e in Soho.

Nick franc 30/10/21 11:02 - 204 commenti

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Edgard Wright questa volta spiazza tutti: rifugge lo spirito parodistico/scanzonato delle opere precedenti girando un thriller/horror teso e claustrofobico, che rimanda alle discese negli inferi polanskiane, collocando la vicenda in una Londra anni '60 al contempo seducente e ingannevole. Il regista si supera dal punto di vista tecnico, confezionando un film in cui fotografia, montaggio e musiche formano un connubio ai limiti della perfezione. Difficile rimanere indifferenti davanti agli incubi notturni di Eloise (una straordinaria McKenzie), efficace il colpo di scena finale.
MEMORABILE: La festa di Halloween; La sequenza in biblioteca; Eloise che assiste per transfer alle vicende di Sandie; La fuga di Eloise tra i fantasmi.

Deepred89 5/11/21 19:12 - 3458 commenti

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Potente e sovraccarico caleidoscopio di temi (non sempre adeguatamente sviluppati), generi e influenze, che frulla L'inquilino del terzo piano col primo Nightmare e Midnight in Paris, il tutto in mezzo a cromatismi esasperati alla Suspiria, rievocazioni kitsch degli anni Sessanta e splendidi movimenti di macchina. Spesso a rischio stucchevolezza (terribile il belloccio dei flashback) e inconsistenza (troppe scene di ballo inutili), il film riesce a ricompattarsi nella notevole svolta esplicativa degli ultimi minuti, seppur edulcorata da qualche effetto speciale di troppo.
MEMORABILE: La prima notte londinese da incubo con la coinquilina rum & cocaina: quasi si preferiscono i fantasmi; La rivelazione, ben suggerita dalla regia.

Didda23 9/11/21 09:09 - 2343 commenti

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Rispetto ad opere passate, nelle quali Wright sapeva fondere a meraviglia forma e contenuto, in quest'ultima la sceneggiatura non è all'altezza della vibrante regia, che regala momenti indimenticabili (soprattutto nella fascinosa ricostruzione della swinging London). Forse un po' troppo derivativo per emozionare (le influenze argentiane sono evidenti, sia in talune scelte fotografiche sia per quanto riguarda elementi della storia) fino in fondo, ma esaltante nella scelta dei pezzi (la versione di Cilla Black del capolavoro bindiano "Il mio mondo"). Buono, senza gridare al miracolo.
MEMORABILE: La prima notte a base di alcol e droghe; Il ballo fra Jack (Matt Smith) e Sandie (Anya Taylor-Joy) dal vago sentore tarantiniano; Il finale.

Il ferrini 16/11/21 18:15 - 1930 commenti

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Da Bava a Polanski passando per il primo Argento, Wright dosa con sapienza suggestioni visive e uditive, esplorando magnificamente epoche lontane e diverse come le due protagoniste. Gara di bravura fra la timida McKenzie e la sfrontata Anya Taylor-Joy, supportate da un mirabile cast secondario, su tutti un inquietante Terence Stamp. Fotografia scintillante, perfetti i costumi, semplici ma incredibilmente efficaci le invenzioni visive (gli uomini senza volto) e colonna sonora a dir poco straordinaria. Grande cinema.

Lupus73 22/11/21 12:44 - 1098 commenti

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Giovane campagnola inglese va a Londra per studiare moda, ma finisce in un affittacamere con un passato cruento ed inizia a fare sogni ad avere visioni degli anni '60. Ghost story a tutti gli effetti ma con alcune dinamiche tipiche del thriller (il colpo di scena a 100' ad esempio). La notevole durata è giustificata dalla sceneggiatura articolata (e interessante anche per dinamiche secondarie) e dalla pregevolissima scelta di rievocare "in toto" lo spettro nostalgico dei favolosi anni '60, con tutti gli elementi che lo richiedono, OST inclusa. Sopra la media della comune ghost story.
MEMORABILE: La festa di Halloween e la visione che rivela il fattaccio proprio nella famigerata notte delle anime.

Kinodrop 27/11/21 19:32 - 2091 commenti

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Studentessa di moda col mito degli anni '60 prende in affitto una modesta stanza nel quartiere di Soho, nella quale si palesano presenze e allucinazioni che diverranno un vero e proprio incubo. Un esperimento di sovrapposizione di stili, generi ed epoche diverse, con tante citazioni più o meno esplicite per nascondere una storia poco originale e poco coerente nell'approfondimento psicologico. Azzeccata la ricostruzione ambientale e la OST per una narrazione che nel finale straborda un po' in nome della sorpresa a tutti i costi, con una punta di kitsch negli effetti speciali.
MEMORABILE: Il ballo nella notte di Halloween; In biblioteca; La moltiplicazione delle presenze; L'affittacamere; La scelta delle musiche tra passato e presente.

Paulaster 3/12/21 09:57 - 3415 commenti

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Studentessa va a Londra per diventare stilista. Inizio leggero stile Il diavolo veste Prada, cambia registro col tema del doppio. Pochi incastri in cui la regia sapientemente dà sempre l'imbeccata e musiche, ben scelte, che danno sempre una mano. Anche la progressiva deriva lynchana della protagonista diviene pesante solo verso la fine, ma il prefinale è soddisfacente. Chiusura scarsina come la questione della madre suicida. Cromatismi baviani poco originali in un'ambientazione perlopiù anni 60. La MacKenzie è meglio quando è terrorizzata, alla Taylor-Joy basta la presenza.
MEMORABILE: Le coltellate sulla scalinata; L'esordio canoro; I nomi cambiati ad ogni uomo.

Cotola 13/12/21 23:30 - 8190 commenti

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Inizia come un dramma onirico-psicologico, per poi sfociare sempre più in un thriller dal sapore sovrannaturale. Se la storia, non priva di qualche ingenuità, non è del tutto originale, la forma è assolutamente inappuntabile. E l'aspetto visivo è la migliore freccia all'arco di un film che appaga e delizia appieno l'occhio con i suoi cromatismi accesi che ricordano anche il cinema nostrano d'antan di genere. Perfetta la ricostruzione d'epoca. Potente e coinvolgente la colonna sonora. Bravissima la Taylor-Joy. Merita la visione.

Daniela 14/01/22 12:03 - 11076 commenti

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Da una sperduta località della Cornovaglia a Londra, dai giorni nostri alla metà degli anni sessanta: un doppio viaggio, fisico e mentale, per una studentessa di moda che inseguendo i suoi sogni si ritrova intrappolata in un incubo. L'ultima regia di Wright è un thriller/horror sovrannaturale fitto di citazioni a partire da quelle argentiane, scandito da una colonna sonora al solito ben scelta e visivamente ammagliante nell'ambientazione mentre convince meno sul piano narrativo per una serie di smagliature nella trama e qualche personaggio poco centrato. Nel complesso, gradevole. 

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Herrkinski 17/01/22 15:34 - 6277 commenti

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Ne è passata di acqua sotto il London Bridge dai tempi dell'esordio di Wright, oggi chiaramente regista di livello che si permette un'opera ambiziosa, forse fin troppo; spettacolare nella messinscena, con una "swinging London" ricostruita lussuosamente, una fotografia con cromatismi ricercati e momenti vicini al musical, stordisce nella prima parte "onirica" per poi inserire man mano elementi thriller e soprannaturali che invece risultano un po' pacchiani (le scene in CGI). Lodevoli la particolarità dell'operazione e la confezione ma è un lavoro emicranico e dalla durata eccessiva.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Il ferrini • 9/11/21 19:39
    Segretario - 85 interventi
    Che meraviglia. Non perdetevi questo film, e parlo ovviamente di andarlo a vedere in sala, perché qualsiasi altra fruizione secondo me ne sminuisce la gigantesca portata visiva ma soprattutto la memorabile esperienza uditiva. Edgar Wright ha già dimostrato il proprio talento in vari ambiti ma qui riesce veramente a superarsi, frullando suggestioni polanskiane (ma c'è anche tanto Hitchcock e perfino Bava) con una struttura narrativa semplice eppure carica di tensione dal primo all'ultimo minuto di proiezione. Nel film si seguono due storie, quella della giovane e impacciata Thomasin McKenzie e quella della sfrontata e imprevedibile Anya Taylor-Joy, eppure il flusso delle emozioni è unico, continuo, le due donne così incredibilmente diverse si fondono, come ben presto avviene fra la realtà e il sogno. Tu, spettatore, ne vieni travolto, grazie soprattutto all'uso magistrale e vertiginoso delle musiche, che non rappresentano un semplice tappeto sonoro ma sono parte integrante nel film, spesso perfino protagoniste. Questo film è un meccanismo pressoché perfetto, che ti sbatte addosso la Londra di due epoche lontane fra loro (gli anni '60 e oggi) con la stessa  minuziosa perizia, sovrapponendole, attorcigliandole intorno ai personaggi esattamente come fa con te che lo stai guardando, e alla fine inevitabilmente ti inghiotte, ti trascina in un incubo che senti sempre più tuo ad ogni fotogramma. E quando credi d'aver capito tutto, d'aver ricostruito la vicenda, Wright piazza un ultimo colpo di scena geniale, quasi impossibile da prevedere, stupendoti per l'ennesima volta. Questo è davvero grande cinema, qualcuno dirà derivativo e sicuramente lo è, ma il risultato va ben oltre la somma degli ingredienti usati. Probabilmente il miglior film che ho visto quest'anno, e ne ho visti parecchi. 
  • Discussione Dusso • 10/11/21 09:14
    Portaborse - 1665 interventi
    Io vorrei andare a vederlo peccato che nelle due multisale della mia città da domani lo tolgano e anche i cinema limitrofi pare che lo abbiano già tolto sempre da domani 
  • Discussione Didda23 • 10/11/21 14:28
    Comunicazione esterna - 5767 interventi
    Per certi versi è il suo film più maturo, visivamente eccezionale ( visto in un cinema all'avanguardia in italia per qualità) ma narrativamente non mi ha fatto impazzire, nonostante un finale degno di nota e difficilmente prevedebile. Convengo con te per l'uso delle musiche ( ma in questo non è certo una novità - indimenticabile la scena con Don't stop me now ne L'alba dei morti dementi-). Per me non è stato nemmeno un problema il fatto che fosse derivativo (oltre a quello che hai sottolineato, aggiungerei come minimo Argento e Craven), ma è la mancanza di un qualcosa (che non ti saprei nemmeno definire) che non mi ha permesso di mettere un voto altissimo.
    Comunque estendo e rilancio il tuo invito, va sicuramente visto (meglio se al cinema)
  • Discussione Rebis • 11/11/21 10:00
    Contatti col mondo - 4326 interventi
    Visto ieri mi è piaciuto molto, anche se nel finale avrei gradito qualche effettone in meno e un tono più dark.

    Quanto al genere per me è un horror tout court, e fa pure paura. E' la storia di una medium che vede spiriti dannati oppure ho frainteso? Tutti i film omaggiati per altro sono horror...
    Ultima modifica: 11/11/21 10:49 da Rebis
  • Discussione Capannelle • 20/11/21 18:44
    Scrivano - 2721 interventi
    D'accordo con Xamini: ad un primo tempo florido e coinvolgente segue una seconda parte che tenta svolte ardite e parzialmente traballanti. Tra 2,5 e 3.
    Ultima modifica: 20/11/21 18:45 da Capannelle