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Puppigallo 6/03/07 18:59 - 4613 commenti

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Già il brontolio che fa il maniaco è ben augurante… e via con lo sgozzamento. Ma è solo l’inizio. Basta vedere dove e come vive il protagonista (uno psicopatico della peggior specie) per avere un’idea di ciò che potrà fare. Film piuttosto marcio. Ogni tanto rallenta (la fotografa), ma quando riparte se ne vedono delle belle. E’ violento (un lungo e cinico strangolamento) e splatter (salta una testa e volano scalpi). Quel poco che dice, lo dice bene. Bel delirio finale. Decisamente buono.

Undying 11/05/07 21:34 - 3828 commenti

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Attenzione al cast: in un piccolo ruolo di infermiera anche Sharon Mitchell, che pur se già attiva nel genere hard, di lì a breve avrebbe incrementato a livelli esponenziali le sue "interpretazioni" (e anche regie!) porno. Curiosità: Daria Nicolodi doveva rivestire i panni di Anna D'Antoni (la ragazza di cui s'invaghisce Frank), ma poiché era impegnata sul set di Inferno di Dario Argento, il suo ruolo è andato a Caroline Munro. Interpretazione decisamente sopra la media di Joe Spinell (anche sceneggiatore della pellicola). Patologico...
MEMORABILE: La testa disintegrata da un fucile a canne mozze (quella dell'effettista Tom Savini) mentre il suo proprietario amoreggia in auto con una ragazza...

Lercio 20/08/07 00:13 - 232 commenti

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Film da vedere lasciandosi trascinare nel mondo del protagonista del film, interpretato da un meraviglioso Joe Spinell. Attraverso i suoi sospiri e la sua angoscia esistenziale vedremo la realtà distorta dalla sua mente malata e le atrocità che mette a segno. Curiosa la presenza di Tom Savini come vittima: gli effetti speciali sono a lui affidati e ricordano moltissimo il classico di Romero Zombi. Film silenzioso, cupo, malsano e che non ha pietà per nessuno, nemmeno per lo spettatore.

Caesars 13/03/08 16:02 - 2975 commenti

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Film che gode dello status di "cult" ma che non mi pare poi così fondamentale nella cinematografia "Horror". Girato con pochi mezzi (ma questo non necessariamente è un male) può comunque vantare una buona interpretazione da parte del protagonista Joe Spinell, che fa "vivere" uno psicopatico in modo molto realistico. Quello che non convince/coinvolge più di tanto è la trama, che scorre lentamente senza farci provare grosse emozioni. Lustig più che per meriti registici va apprezzato per l'attività svolta, nel settore home video, con la sua casa.

Cotola 12/03/08 00:33 - 7871 commenti

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Trattasi per molti di vero e proprio film culto. In realtà è un film piuttosto normale che si distacca dalla media di genere per merito di una regia più sadica e morbosa del previsto e ad un protagonista assolutamente viscido che avrà il suo gran momento nella parte finale della pellicola (che è effettivamente molto forte ed intensa e non si dimentica facilmente). Efficaci i truculentissimi effetti speciali di Tom Savini, che è anche protagonista di un gustoso cameo.

Herrkinski 14/11/08 23:26 - 5777 commenti

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Eccezionale masterpiece di Lustig, regista che ha dato il suo meglio in violentissimi drammi urbani. "Maniac" è una specie di Henry - Portrait Of A Serial Killer ante-litteram, solo più splatter e più delirante. Spinell (già visto in ben 3 episodi di.. "Rocky"!) dà un'interpretazione eccellente e anche la sceneggiatura da lui scritta è efficace, seppur talvolta nebulosa. È un film da vivere più che da capire, violentissimo, cupo, sporco, senza speranza e senza redenzione. Un'istantanea di violenza urbana tutt'ora ineguagliata. Favoloso.
MEMORABILE: La fucilata che "sbriciola" una testa; lo sventramento finale.

Daidae 17/02/09 14:06 - 2848 commenti

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Capolavoro dell'orrore, malsano ma non squallido. Spinell è PERFETTO nel ruolo del maniaco che odia le donne (ma non risparmia neppure gli uomini), con un suo malato perché. Neppure l'amore di una donna (la stupenda e sobria Caroline Munro) lo rimetterà in riga. Finale delirante. Grandioso Spinell
MEMORABILE: La faccia di Spinell quando si sveglia.

Tomastich 31/08/09 09:08 - 1218 commenti

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Classico horror metropolitano firmato William Lustig: riesce a farti soffrire in silenzio, ti ipnotizza e te lo porti dietro, nella memoria. Non ci sono orpelli registici o cure particolari alle ambientazioni, ma quello è il mondo di Frank Zito, lui non ha bisogno delle gallerie luminose della New York di Andy Warhol, lui vuole solo la morte.

Kanon 26/05/10 21:44 - 599 commenti

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Notturno metropolitano in compagnia di questo povero disgraziato psicotico che vive di impulsi omicidi e allucinate visioni. Si discosta dalla media nel tentativo di non limitarsi al puro slasher, ma cercando di far partecipe lo spettatore dei pensieri, le angosce e tutto ciò che frulla nella testa del pazzo. Il buon Spinell ha la faccia giusta e la usa a dovere; lo stesso si può dire di Tom Savini. Un certo Sembello pare ne abbia tratto ispirazione per una canzone divenuta poi piuttosto popolare.

Trivex 14/05/10 19:41 - 1562 commenti

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Disturbante incursione all'interno di una mente malata, disperata ma spudoratamente pericolosa. Lo psicopatico è caratterizzato da una patologia dalle origini classiche, da manuale medico di psichiatria. Il suo delirio è rappresentato attraverso una forma cinematografica micidiale: atmosfera malsana, vittime scelte a caso e tutte donne, l'abituro dell'assassino simile ad un circo che non diverte. I singoli episodi degli omicidi si caratterizzano singolarmente, per tensione, splatter, follia e dolore. Inoltre e non è poco, il film è tecnicamente ottimo.

Tom Savini HA RECITATO ANCHE IN...

Greymouser 16/05/10 12:09 - 1458 commenti

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Singolare slasher-movie caratterizzato e nobilitato da una memorabile interpretazione di Spinell, e da effetti splatter assolutamente al di sopra della media dell'epoca. Lustig sceglie di mostrare gli omicidi in maniera asettica quanto brutale, ma lavora bene anche sull'approfondimento psicologico della mente disturbata e allucinogena del killer. Un prodotto con una sua personalità, senz'altro da considerare con interesse.

Gestarsh99 16/08/10 11:18 - 1385 commenti

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Tra spiagge cineree, sordidi motel e luridi anfratti metropolitani si dipana la storia di un folle assassino che scalpa le sue vittime per agghindare i manichini che conserva nel suo tugurio. In un'atmosfera plumbea e pornografica (Lustig esordì nell'hard) Joe Spinell ci offre un'interpretazione febbrile, quasi patologica e si fatica a credere si tratti solo di finzione. Effetti speciali iper-realistici (Savini al suo meglio), musiche stagnanti e depressive ed un finale inatteso rendono "Maniac" un'anti-parabola sul Male come entità insopprimibile.
MEMORABILE: Tutta la magistrale sequenza girata nella metropolitana: la scena più tesa ed angosciante mai vista. Omaggiata da Aja in Alta tensione (beffardamente).

Burattino 14/10/10 10:00 - 101 commenti

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Da molti celebrato come uno dei migliori serial killer movie di sempre, effettivamente (sopratutto per l'epoca) risulta essere una pellicola innovativa e ben fatta. Un protagonista perfettamente in parte e una deriva visionaria che lo rende molto particolare. Il film più "pesante" di Lustig che in seguito si dedicherà alla trilogia "Maniac cop" scegliendo volontariamente la strada del b-movie.

Aal 13/10/10 08:59 - 322 commenti

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Grande horror urbano che mette in scena il disturbo mentale e la violenza in maniera soggettiva e molto riuscita. Le atmosfere gelide di una New York notturna e un protagonista straordinario (Joe Spinell, anche autore della sceneggiatura) rendono questo film ancora oggi tra i più disturbanti di sempre. Ottimi gli effetti di Tom Savini, presente anche come attore (a cui viene, giustamente, fatto saltare il cervello). Senza speranza e nerissimo. Ottime le musiche, finale geniale.

Buiomega71 15/12/10 00:02 - 2398 commenti

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La morte al lavoro, il marciume più estremo, il laido, il morboso, l'alienazione più desolante, il disagio più insostenibile. Punto di non ritorno della misera e degradante vita quotidiana di un serial killer che non avrà più eguali. Scalpi, teste esplose negli abitacoli delle auto, visioni di morte, necrofori complessi di edipo, marciume che avrà nell'epilogo un'impressionante catarsi di macelleria, macabra poesia e dissezione del corpo. Indimenticabile Joe Spinell che gronda di sudore e laidezza. Resta stampato addosso e non va più via.
MEMORABILE: "Sei stato cattivo Frank"; Lo score ossessivo di Jay Chattaway; Gli scalpi saviniani stile Salò; Mamma riemerge dalla tomba; "E così..."; I manichini.

Funesto 28/12/10 01:51 - 525 commenti

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Straniante e mistico. Non ha molto senso se si bada a ciò che viene mostrato, è un gioco di mini finestre sul passato dello scotennatore che spiegano volutamente in modo incompleto la sua follia (tipo un complesso di Edipo). Spinell quasi nasconde ciò che è anche a sè stesso, non si compiace dei suoi delitti, è una figura interessante. Film malaticcio e feroce, girato in modo squisitamente agitato, con una scena (nei bagni della stazione) tra le più terrorizzanti. Il cast dà una discreta prova corale; così così gli SFX, mediocre il montaggio.
MEMORABILE: La camera della casa del protagonista, lilla, con centinaia di lumini, piena di manichini insanguinati...

Homesick 21/01/11 11:34 - 5737 commenti

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Il delitto nei sotterranei della metropolitana, orchestrato con abile gioco dialternanza tra silenzi e musiche, è un riuscito esercizio thrilling; al di là di questo, Lustig si delizia calcando la mano sulla violenza gratuita condita dallo splatter procurato dall’espertissimo Savini e sul clima malsano che avvolge l'habitat di un omicida dedito a folli monologhi - rivelatori di traumi infantili e angherie materne à la Psyco - e a macabri rituali di sangue con vittime scalpate e manichini feticcio. La scena della tomba ha chiare ascendenze nel Carrie di De Palma. Putrido.

Lupoprezzo 25/02/11 16:45 - 635 commenti

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Sorprendente slasher diretto da un William Lustig in piena forma e reduce da esperienze nel campo dell'hardcore. Il vero punto di forza della pellicola resta la magistrale interpretazione di Joe Spinnell (che su questa operazione deve aver messo veramente il cuore): il suo Frank Zito è un fulgido esempio di "psychokiller" disperato. Il finale onirico, visionario è pura estasi. Cameo "esplosivo" per Tom Savini. Da rivalutare!

Mickes2 27/12/11 01:32 - 1668 commenti

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Atmosfere sordide e repellenti, contesto desolante e opprimente. Disagio esistenziale e mentale che proviene da traumi infantili quali violenze e abbandono. Il serial killer di William Lustig non disdegna approcci da gentiluomo, ma nell'incubo e nel delirio ci ricade e puntualmente. Grondante di sgradevolezze più o meno gratuite, il ritratto che ne deriva è di quelli spietati e dolenti al tempo stesso. Joe Spinell ci mette anima e corpo, occhi ed espressioni sono quelli giusti. Bellissimi gli effetti squisitamente sanguinari di Tom Savini.
MEMORABILE: Il delirante e onirico finale; La faccia indemoniata di Joe Spinell.

Kekkomereq 23/01/12 21:41 - 359 commenti

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Gli omicidi ben orchestrati e la psicologia controversa del protagonista aggiungono punti a Maniac, vero cult del weird. Il protagonista Joe Spinell recita in maniera talmente verosimile che in alcune parti lo si può quasi scambiare per un vero maniaco. La sua storia è tragica al punto che, dopo un po', si finisce con l'affezionarsi, a questo efferato criminale.

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Pinhead80 9/03/12 00:34 - 4089 commenti

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È veramente difficile riuscire a non essere folgorati dall'interpretazione da "maniac" di Joe Spinell, che buca lo schermo praticamente in ogni scena: interpreta alla perfezione le gesta di un serial killer di donne che, nel suo personale delirio, trucida, scalpa e uccide senza alcuna pietà. Molte le scene che rimangono impresse nella memoria (su tutte la scena nel bagno della metro). Un film essenziale, per i cultori del genere.

Von Leppe 10/05/12 14:26 - 1093 commenti

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Povero Frank, vittima delle sue stesse vittime. Una vita solitaria con i propri fantasmi, le voci e i traumi dell'infanzia; alla fine si prova un senso di disagio. Queste senzazioni malsane lo elevano dai vari maniaci che imperversavano in quegli anni, rendendo partecipe lo spettatore dei deliri e la sofferenza del protagonista. Pieno di scene splatter, alcune ottime come nel gran finale. L'atmosfera è greve in una New York grigia. Malgrado sia scarno, come film è ammirevole.

Ciavazzaro 30/06/12 21:31 - 4769 commenti

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Con uno dei temi musicali più inquietanti del genere e l'ottima interpretazione dello psicotico Joe Spinell, inquietante e marcio (quando va a letto con i suoi adorati manichini), il film risulta essere un degno rappresentante del genere slasher. Bellissima la Munro, da antologia la scena in metropolitana (quanto a suspense ed orrore forse la migliore del genere). Cito anche la musica durante il servizio fotografico e l'aggressione alla ragazza in casa sua. Bellissimo il finale onirico. Merita.
MEMORABILE: Il sangue di Savini in faccia alla ragazza in auto; Spinell a letto con le sue creature.

Didda23 10/07/12 09:54 - 2317 commenti

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Artigianale, sporco nel profondo dell'anima e perverso all'inverosimile, Maniac è un'opera necessaria e fondamentale che colpisce duramente e senza sconti sotto la cintola. Spinell è talmente tagliato per il ruolo che potrebbe essere la conferma empirica dei pensieri lombrosiani. Lustig, in gran spolvero, gira come se fosse un Dio una vagonata di scene che difficilmente si dimenticheranno. Geniali gli effetti speciali di sua maestà Tom Savini. Il finale fa perdere il sonno. Straordinario.

Metuant 2/08/12 23:23 - 455 commenti

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Lurido, malsano, disturbante e molto, molto crudo. Altro non si può dire di questo film, diventato in seguito un cult del genere. D'accordo, non è un capolavoro e i difetti a voler ben guardare sono parecchi, ma non serve che sia perfetto per diventare un prodotto valido nel suo filone. Il suo maggor punto di forza è proprio l'interpretazione di Spinell, che rivela un'inquietante follia di fondo anche nelle scene in cui appare normale. Splendida la Munro, anche se appare relativamente poco.
MEMORABILE: I monologhi del protagonista che sono in realtà dialoghi con la madre morta; La mostruosa allucinazione finale.

Giùan 16/10/12 22:16 - 3296 commenti

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Il capolavoro di Bill Lustig e senza dubbio uno degli assoluti cult cinematografici dei '70-'80, capace di rielaborare con originale autorevolezza discendenze Psychiane e abusati stilemi sui serial killer, calandoli nelle oscure profondità della metropoli contemporanea. L'esperienza nell'hard del regista newyorkese si rivela propedeutica allo stile livido e macilento del film, oltre ad assecondare e filtrare il one man show di uno Spinell spaventosamente under influence del suo personaggio. Ispirato fratello (de)genere di Scorsese, Ferrara e Friedkin.
MEMORABILE: Gli ansimi di Spinell; L'incontro con la Montone nel Motel; Spinell in borghese; L'allucinazione con gli sfx di Savini, degno del Fuller di Shock corridor.

Capannelle 12/06/13 10:45 - 3875 commenti

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Uno Spinell pienamente a suo agio e un climax malsano al 100% donano alla pellicola quel che di speciale che compensa la sua prevedibilità di fondo. Con la polizia tenuta fuori campo ci si concentra su un pazzoide atipico che sa muoversi anche sui set di moda ma che, quando viene posseduto e comincia a rantolare, non ce n'è per nessuno. Chiedere conferma al buon Tom Savini che se ne va... fuori di testa. Notevole.
MEMORABILE: Gli occhi allucinati di Frank Zito e i suoi rantolii.

Fauno 6/11/13 11:35 - 1997 commenti

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Non è un 110 e lode solo per il suo genere, perché se guardiamo la scena del parcheggio notturno siamo di fronte a un "unicum" nel cinema di tutti i tempi! Come anche per vedere un passaggio devastante come l'incubo finale con l'animazione dei manichini si è dovuto aspettare vanamente ben più di 20 anni... Se prende spunto da altri film e ne dà anche, qui l'impatto è decuplicato ogni volta, tanto che neppure i monologhi di Zito modulano il livello del film, che non cala proprio mai. Standing ovation. Ogni altro film esce nero al confronto...

Jdelarge 13/11/13 11:35 - 904 commenti

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Film innovativo e congegnato in maniera davvero intelligente, a partire dagli ambienti, squallidi e sporchi, come l'aspetto e l'anima del maniaco protagonista, interpretato da un ottimo Joe Spinell. Il livello della pellicola, però, si eleva grazie alla regia, in grado di far vivere allo spettatore la vita del folle killer, quasi come se fosse la sua ombra, in grado anche di leggergli nel pensiero. La sceneggiatura è basilare e ridotta all'osso, ma il film regge alla grande.
MEMORABILE: L'allucinazione finale.

Lucius 28/12/13 12:26 - 2913 commenti

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Fermo restando che il film presenta alcune situazioni inverosimili (una su tutte l'avvenente fotografa che fa entrare in casa un perfetto sconosciuto, per nulla attraente, finendo pure col cenarci insieme) bisogna riconoscere al regista una certa padronanza dei mezzi. La pellicola è infatti tecnicamente lodevole e ricca di suspense. Gli omicidi sono messi in scena con rigore stilistico e la psicologia del maniaco appare approfondita quanto basta per incutere paura. Caroline Munro, ex Bond girl, dimostra di essere anche brava. Inquietante.

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Matalo! 3/03/15 09:47 - 1368 commenti

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Piccolo cult di qualche merito, forse di fama esagerata ma con all'attivo alcune carte: Spinell perfetto, l'audio che amplifica sospiri, mugugni, orgasmi virtuali, risa e urla (la scena alla metro è da manuale). Il clima è quello di Taxi driver ma siamo in uno pseudo horror che ha il torto di accennare in alcune parti (quella con la Munro) e di debordare in altre (la madre che esce dalla tomba). Comunque sia una ventata di malsanità autentica. Spinell ha delle espressioni folli che sono destinate alla posterità; pensando che era emofiliaco il film fa pensare...
MEMORABILE: Zito si pulisce la guancia dopo esser stato baciato da Anna; La scena in metropolitana.

Minitina80 8/03/15 09:18 - 2556 commenti

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Il maniaco di Lustig merita un posto d’onore al fianco dei tanti colleghi più blasonati. L'approfondimento psicologico del personaggio è condotto in maniera sapiente; senza mai giudicarlo, a volte è carnefice, altre vittima, ma comunque cinico e assai morboso e talmente realistico da portarci a sospettare del nostro vicino di casa. il finale polanskiano con i manichini è tutto da vedere, mentre il comparto gore di Savini getta benzina su un fuoco già ardente.

Bullseye2 18/04/15 01:52 - 104 commenti

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New York 1980 uguale inferno metropolitano. Un mostro, che potrebbe anche avere una vita normale, porta avanti la sua sfrenata follia omicida. Sudicio, cinereo, sporco, pornografico, senza speranza, un'istantanea del Male e dei nuovi mostri delle metropoli. Film culto dall'alone maledetto che sembra sputato dagli Inferi. Lustig non si ripeterà mai più a questi livelli. Grande Joe Spinell, meritevole di carriera migliore. Agghiaccianti alcune similitudini con le future gesta del Mostro di Firenze e il fatto che alcuni dei sospetti abbiano visto il film...

Myvincent 26/10/15 08:16 - 2836 commenti

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Squallide storie di un maniaco misogino che adesca povere vittime e raccoglie improbabili manichini "viventi" nella propria lurida tana. La storia è famelica e affonda nei meandri della follia omicida più devastante, ma la resa finale è sin troppo scarna, specie nei dialoghi pressoché inesistenti. Così il film arriva al suo epilogo senza quel dinamismo che ci si aspetterebbe.

Fulcanelli 27/10/15 16:05 - 135 commenti

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La mise en scène del maniaco per antonomasia. Uno slasher sporco, deragliato, con una fotografia in pieno stile B-movie anni 80. Convincente nelle idee e nei contenuti, supportato da un Joe Spinell particolarmente ispirato nel ruolo. Incredibilmente buono il doppiaggio in italiano soprattutto nel monologo finale, in cui acquista la sua massima forza di delirante infantilismo. Non un capolavoro ma da vedere assolutamente almeno una volta.

Namib 31/05/16 18:16 - 7 commenti

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Dovrebbe essere (o sembrare) una tautologia, ma questo film dell'orrore comunica una paura reale e persino una strana "compassione an-empatica" con il protagonista. Ho letto che Joe Spinell avrebbe voluto dirigerne un sequel che però, essendo (pare) "al di là di tutto", non trovò mai un produttore.

Faggi 27/08/16 18:54 - 1515 commenti

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Divertente e ben fatto (gli si perdona qualche esile sbavatura formale), ha tutti i crismi del cult. È una specie di pedinamento con la mdp nella mente malata del protagonista, la cui interpretazione è restituita coi fiocchi. Ottime la musica e la sonorizzazione in generale (mugolii, rantoli, lamenti, ecc). L'ambientazione e gli orpelli di scena sono vere golosità. Tensione nervosa con la giusta messa a fuoco. Finale eccellente (ciliegina sulla torta del delirio).
MEMORABILE: Il finale con i manichini che prendono vita.

Siregon 2/10/16 21:25 - 353 commenti

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Ormai un classico dell'horror, il film di Lustig è un viaggio nella psiche di un serial killer che terrorizza New York, qui metropoli sporca e degradata, fotografata tra hotel di quart'ordine e spettrali stazioni della metropolitana che riportano a I guerrieri della notte. Punto di forza sono la straordinaria interpretazione di Spinell e gli ottimi effetti di Savini, realistici e innovativi. Magistrali alcune sequenze (l'attacco in metropolitana, la spiaggia). Capolavoro la OST di Chattaway. Cede nel finale e nelle scene con la splendida Munro.

Ira72 25/12/16 21:52 - 1045 commenti

I gusti di Ira72

Slasher e splatter senza diventare una boiata per teenager. Non è impresa semplice, come non è così scontato produrre un film originale avendo tra le mani un soggetto, nel genere, abusato (maniaco, reduce da trauma infantile, che rivede la mamma cattiva nelle donne che incontra). La chiave di volta è come viene raccontata la mente perversa di un bravissimo Joe Spinell: questi ci trascina nelle sue paranoie sanguinolente, nei suoi monologhi schizoidi, nei suoi mugugni viscerali fino a risucchiarci in un finale onirico e delirante.

Rufus68 3/11/17 07:58 - 3367 commenti

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Morboso e quasi respingente nella sua disadorna malsania. Il film in sé risulta ordinario, ma Joe Spinell è perfetto: la sua esistenza grama, senza avvenimenti degni di nota, stritolata da turbe infantili che lo portano a recitare monologhi incongrui rispetto alla propria apparenza di uomo di mezza età, sfatto e pesto, esalta ancor di più l'atmosfera immobile, di morte. Solo McNaughton col suo Henry saprà restituire alla follia omicida del killer seriale lo squallore della quotidianità, priva d'ogni fascino o esaltazione estetizzante.

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Anthonyvm 19/02/18 22:43 - 2731 commenti

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Capolavoro di Lustig, nonché uno dei più crudi ed efficaci ritratti cinematografici di un serial killer. Il senso di sporcizia, di male (a livello fisico e mentale), di impossibilità di redenzione, trasuda da ogni inquadratura. Frank è un uomo in grado di farsi piacere, è spigliato, ma nella propria intimità è un mostro sanguinario costretto a uccidere, vittima a sua volte della propria follia. Lo splatter è brutale ed estremamente funzionale alla storia (eccetto la scena con Tom Savini, quella è un po' fuori tema). Stupendo.

Gmriccard 7/05/18 19:56 - 119 commenti

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Imperdibile film per chiunque ami il thriller. Ottima interpretazione del protagonista, mi sarei aspettato però minore bonomia da parte della Munro. Lo accoglie in casa senza conoscerlo, lo accompagna a incontrare la madre fuori "orario visite": ma l'hai visto in faccia? Era infine sperabile un supplemento di diligenza da parte dei poliziotti. Ottimi gli effetti speciali (e sono passati quasi quarant'anni!).
MEMORABILE: Il rantolo ossessivo di Spinell.

Fedeerra 27/05/18 22:26 - 626 commenti

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Quello che più colpisce di questo violentissimo film è il pessimismo esistenziale del protagonista; un pessimismo che nega fin da subito ogni possibilità di fuga o riscatto e che ci fa immergere nei meandri di una psiche masticata dal buio. Inquietante Joe Spinell, figura drammatica dal respiro inquietante. Fotografia suburbana di grande impatto visivo.

Bubobubo 27/10/18 16:40 - 1446 commenti

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Il male dalle fattezze banali e dalle motivazioni imperscrutabili (un trauma infantile? Forse è solo un tentativo di autoassoluzione psicologica). Giocando su quest'ambiguità, Lustig firma uno slasher praticamente perfetto - nei toni, nelle ambientazioni, nello spessore grafico (agghiaccianti lo scalpo della prostituta e il cruento omicidio dell'infermiera nei bagni della metropolitana), nell'iperrealismo di una distorta quotidianità (che sfocia nel tanto celebrato e a ragione, finale). Ancora oggi imperdibile.

Jena 8/12/18 16:47 - 1308 commenti

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Lustig firma il suo capolavoro e mai più si muoverà a questi livelli. Il merito principale va però a un Joe Spinnell da antologia nell'interpretazione della vita, perfetto nel delineare un maniaco obeso, ansante, sudaticcio, ossessionato ma anche tenero e fragile. Lustig è bravissimo nel filmare una città notturna sporca e marcia anche se non raggiunge i livelli friedkiani di Cruising. Effetti speciali ottimi di Savini (scalpi, teste che esplodono...). Assurda la parte con una Munro puramente esornativa. Imparagonabile col remake.
MEMORABILE: I deliranti monologhi di Frank; Il primo scalpo alla prostituta; La testa di Savini che esplode; La celeberrima scena "romeriana" dei manichini.

Gabigol 22/02/19 13:42 - 427 commenti

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Fama da cult meritata. Lustig gira con partecipazione morbosa la vita di un serial killer - soprattutto nella sfera privata - in presa a complessi d'Edipo mai risolti: la frattura che si viene a creare tra la tranquilla apparenza in pubblico e l'esercizio della psicopatia nel privato (o durante la notte) è qualcosa di destabilizzante. Il terrore viscerale nasce proprio da questo contrasto; e poi, se non bastasse, abbiamo un sudaticcio Spinell ad amplificare la solitudine malsana e irrisolvibile in un contesto cittadino. Finale agghiacciante.
MEMORABILE: I rantoli di Spinell; I manichini in casa; Tutta la parte della metropolitana (momento migliore del film); Il finale.

Markus 4/10/19 15:46 - 3410 commenti

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Storia di un serial killer attraverso i suoi pensieri di morte. Ci sono perversione, vizio, feticismo, poesia e forse anche arte, in questo film di William Lustig; che dona allo spettatore una vicenda malsana fatta di tensione vecchio stampo, ma anche di pulsioni di un malato di mente (lo splendido Joe Spinell, perfetto per il ruolo) che, senza necessità di tante spiegazioni, colpisce l'animo della spettatore. La vicenda insegue il vecchio canovaccio degli omicidi più o meno diversificarti fino alla soluzione finale. A suo modo un "cult".

Enzus79 5/01/21 23:21 - 2008 commenti

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Quel che si ouò definire un buon horror. Un piccolo cult che, pur avendo poco di originale, è apprezzabile principalmente per più di un motivo: gli effetti speciali di Tom Savini, la performance interpretativa di Joe Spinell (qui anche sceneggiatore e produttore) nel ruolo di un killer spietato, la regia di William Lustig e il finale da horror puro. A suo modo indimenticabile.

Pumpkh75 18/05/21 15:09 - 1402 commenti

I gusti di Pumpkh75

Lustig trasporta lo squallore del porno da quattro soldi sotto l’architrave dello slasher, dirige come un cecchino indifferente e spietato, ci sozza le vesti e lo spirito rappresentando lucidamente il fondo della follia umana. Non c’è polizia, non c’è resistenza né redenzione, c’è solo l’osceno ed eccezionale Joe Spinell che, complice la Munro novella Caronte viandante e stroboscopica, ricopre con il sangue e fa svanire nel nulla Willi Cicci e Tony Gasco. Indimenticabili e iconici sia scalpi che manichini. Se ne è così attratti da distogliere lo sguardo.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Schramm • 30/10/18 00:27
    Controllo di gestione - 6839 interventi
    peraltro a una certa compaiono anche estratti del giornale dello spettacolo, con tenute dei film e pacchetti di film comprendenti titoli assolutamente mai sentiti né distribuiti.

    sono andato a vedermi il trailer italiano, tra i pochi d'epoca recuperati e disponibili sul tubo in italiano, per verificare il dubbio dell'autore sulla presenza del cutter e degli scalpi nella seconda metà, a sua detta importante per stabilire se fosse stato intercettato dal mostro di firenze in uno dei frequentissimi passaggi tv. non compaiono né vi sono immagini che ne lascino presupporre l'uso. in compenso a fine trailer campeggia la dicitura "distibuzione eurocopfilms", la casa defunta prima che venisse distribuito a firenze.

    l'articolone mi è personalmente stato utile per comprendere finalmente nella sua interezza cosa viene detto da frank nei suoi soliloqui, cosa che andava parzialmente persa nella non proprio cristallina traccia audio della vhs multivision. e mi ha ridestato anche la voglia di rivederlo originale.
    Ultima modifica: 30/10/18 00:29 da Schramm
  • Discussione Buiomega71 • 30/10/18 05:39
    Pianificazione e progetti - 22750 interventi
    Cosa vuol dire " parzialmente persa/e non proprio cristallina nell ' edizione della Multivision?"

    L ' avrò visto 37 volte su quella VHS ( film che conosco a memoria in ogni singola battuta e inquadratura) l' audio è ottimale , così come il doppiaggio di Oreste Lionello ( per che ama vedersi i film doppiati come il sottoscritto), legato a doppio filo con la figura di Frank, per me imprescindibile
    Ultima modifica: 30/10/18 08:04 da Buiomega71
  • Discussione Schramm • 30/10/18 15:42
    Controllo di gestione - 6839 interventi
    vuol dire quel che già scrivevo pagine/anni addietro nel corso di un nostro scambio di battute in merito, da te peraltro avvallato con un "ma è proprio questo il suo bello! (...) audio sporco". (vedi pagina 12)

    e ne ribadisco la sporcizia. posso concordare che contribuisce al complessivo senso di marciume, ma l'audio della vhs è così ovattato e monodimensionale che pur avendolo rivisto ben oltre le volte tue, non ci ho mai capito un acca, mi arrivava sempre una frase si e due no, anche cuffie all'orecchio. o di una frase, solo metà. tanto più che a udirlo ieri sul tubo da un pc scalucco vecchio di 15 anni la differenza è lampante.

    che poi voglia testarne l'interpretazione originale, con buona pace del lavoro svolto da lionello, non deve farti sentire piccato.
  • Discussione Buiomega71 • 30/10/18 17:27
    Pianificazione e progetti - 22750 interventi
    Per me te lo puoi vedere anche in aramaico, ci mancherebbe, non è problema mio

    Personalmente mai avuto difficoltà con l' audio della VHS, anzi...

    Conosco i dialoghi a memoria, senza perdere un h ( cheppoi son striminziti già di loro)

    Finché è l' immagine ( comunque zozza che ne amplifica la dimensione snuff), ma l' audio è bello diretto, così come il comparto sonoro chattawayano

    Cheppoi i discorsi " io l' ho visto più volte di te, tie' tie'" mi fanno pensare che il " piccato" sia qualcun' altro ;)
    Ultima modifica: 30/10/18 18:29 da Buiomega71
  • Discussione Schramm • 30/10/18 22:27
    Controllo di gestione - 6839 interventi
    a pg 12 dicevi tutt'altro, comunque no, il numero di visioni non mira a un agone podistico, è giusto per dirti che pur avendolo visto innumerevoli volte, una delle quali anche in una sala con ottimo impianto, il difetto di quello che tu stesso hai definito audio sporco c'è sempre stato, particolarmente ravvisabile nei passaggi soliloquiali, che ho appunto finalmente udito chiaramente solo ieri dal trailer. che per altro, tornando allo scritto che ne parla, non ho mai visto nelle strisce anica delle tv autoctone di allora neanche una volta.
  • Discussione Buiomega71 • 30/10/18 22:40
    Pianificazione e progetti - 22750 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    ma l'audio della vhs è così ovattato e monodimensionale che pur avendolo rivisto ben oltre le volte tue, non ci ho mai capito un acca, mi arrivava sempre una frase si e due no, anche cuffie all'orecchio. o di una frase, solo metà

    E un conto dire "audio sporco", ma quello che affermi quì sopra non corrisponde a verità, perchè come lo scrivi sembra che la vhs abbia un audio che si sente una volta non e l'altra pure, questo lo posso confermare con assoluta certezza, perchè la vhs Multivision che posseggo (e di visioni ne ha passate) si sente perfettamente , sia come monologhi deliranti zitiani sia come OST chattawayana

    A meno che non sia la tua vhs che difetta nell'audio, allora è un altro paio di maniche.

    Non è, Schramm, che hai probelmi con l'udito come leggevo in un post pochi giorni fa?
    Ultima modifica: 30/10/18 22:57 da Buiomega71
  • Discussione Raremirko • 30/10/18 23:15
    Addetto riparazione hardware - 3668 interventi
    Scoperto ora: agli sfx, oltre Savini, collaborò pure, non accreditato, Bottin.
  • Discussione Schramm • 30/10/18 23:42
    Controllo di gestione - 6839 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    E un conto dire "audio sporco", ma quello che affermi quì sopra non corrisponde a verità, perchè come lo scrivi sembra che la vhs abbia un audio che si sente una volta non e l'altra pure, questo lo posso confermare con assoluta certezza, perchè la vhs Multivision che posseggo (e di visioni ne ha passate) si sente perfettamente , sia come monologhi deliranti zitiani sia come OST chattawayana

    A meno che non sia la tua vhs che difetta nell'audio, allora è un altro paio di maniche.

    Non è, Schramm, che hai probelmi con l'udito come leggevo in un post pochi giorni fa?


    guarda che io non ho scritto che va via fisicamente l'audio; scrivo che non si capisce bene/del tutto, non che non si sente; scrivo che è ovattato e monodimensionale, ovvero non è cristallino, ovvero è - come tu stesso dici- sporco (converrai che "sporco" denota una scadente/bassa qualità/pastosità sonora), ed è quanto leva piena comprensibilità ai soliloqui, dove la qualità/pulizia ha il grosso dei cali.

    in definitiva: è la comprensibilità che si perde in parte, per via di un audio poco curato, non il corpo sonoro. avrai anche notato che ho fatto e continuo a fare riferimento solo ai soliloqui, perché sono gli unici passaggi che sfuggono a una comprensibilità netta e totale - ripeto, anche in una videoproiezione supportata da ottimo impianto, per cui il deficit non lo credo imputabile a una mia parziale sordità. che magari anche gioca, dato che sento a un solo orecchio, ma quest'unico mi funziona ancora abbastanza bene, tanto più che ho afferrato i passaggi del trailer da un vecchio portatile senza casse esterne collegate e senza cuffie, ovvero con un supporto assai peggiore di una tv catodica d'antan. non escludo che la mia copia possa essere difettosa, o che l'incontro tra questa eventualmente difettosa e una vecchia tv possa generare risultati sonici infelici, ma mi permetto di dubitarne dato che quella acquistata non è la medesima vhs del primo videonoleggio di molti anni prima, dove ugualmente faticai a capire quei passaggi.

    inviterei chi come noi è in possesso dell'originale vhs multivision a confermare o smentire, a questo punto.
    Ultima modifica: 30/10/18 23:49 da Schramm
  • Homevideo Zender • 31/10/18 17:22
    Consigliere - 44543 interventi
    In arrivo un triplo disco della Blue Underground con bluray restaurato in 4K da un nuovo negativo. Come sempre traccia italiana, sottotitoli escludibili e region free!

    http://www.blue-underground.com/product.php?product=291
  • Discussione Gestarsh99 • 5/04/19 14:27
    Scrivano - 16891 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Schramm ebbe a dire:
    ma l'audio della vhs è così ovattato e monodimensionale che pur avendolo rivisto ben oltre le volte tue, non ci ho mai capito un acca, mi arrivava sempre una frase si e due no, anche cuffie all'orecchio. o di una frase, solo metà

    E un conto dire "audio sporco", ma quello che affermi quì sopra non corrisponde a verità, perchè come lo scrivi sembra che la vhs abbia un audio che si sente una volta non e l'altra pure, questo lo posso confermare con assoluta certezza, perchè la vhs Multivision che posseggo si sente perfettamente...


    Confermo al 100% quanto scritto da Buio; anche la mia vhs Multivision ha un audio ottimale.
    Probabilmente a Schramm sarà capitata per sfortuna una videocassetta fallata o rovinata da ripetute visioni, non trovo altre spiegazioni.

    Colgo l'occasione per dire che quest'anno festeggio il ventennale dal suo acquisto: fu la prima vhs in assoluto che comperai. La ordinai per posta da Carnaby Street, uno di quei giornaletti di merchandising e gadget che vendeva merce varia a stock (soprattutto abbigliamento vintage, spille, toppe e appunto videocassette). Mi arrivò dopo un paio di settimane in un pacco che conteneva anche la prima edizione del 1993 di Guida al cinema splatter (quella della Arnaud).
    Inutile dire che è tutta roba costudita gelosamente (e possessivamente).