Jojo Rabbit

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Jojo Rabbit
Anno: 2019
Genere: commedia (colore)
Note: Soggetto liberamente tratto dal romanzo del 2004 "Come semi d'autunno" (Caging Skies) della scrittrice neozelandese e belga Christine Leunens.
Numero commenti presenti: 19
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Sulla carta un'idea di partenza che pare avere ancora qualcosa di nuovo da dire su un tema storico tra i più sviscerati di sempre (il nazismo) e che negli ultimi anni sempre più spesso è preso di mira dal desiderio comune di esorcizzarlo scherzandoci sopra per deriderne gli aspetti grotteschi. L'amicizia tra un ragazzino di dieci anni orgogliosamente nazista e una giovane ebrea appena più cresciuta e nascosta in casa dalla madre di lui mette in luce per l'appunto l'assenza di umanità nel pensiero unico hitleriano, indicando la facile associazione dello stesso con le fantasie di un bambino. Jojo (Davis), nella sua prima parte di esistenza da convinto seguace dell'ideologia nazista, arriva infatti a materializzare come amico immaginario nientemeno...Leggi tutto che il Führer (Waititi, ovvero il regista del film!); che lo consiglia, lo istiga a esternare il suo amore per la Germania del Reich e si comporta poco più saggiamente di un bimbo perché, naturalmente, proiezione della mente di questi. Una simpatica trovata che indica il desiderio di porre l'ottica del piccolo protagonista come chiave di lettura primaria: l'innocenza fanciullesca è nel film traviata da concetti abominevoli che non necessitano di spiegarne la complessità, al piccolo ricettore, il quale ne fruisce carpendone l'elementare quintessenza. Sono spunti dalle venature geniali che meritavano uno sviluppo meno convenzionale, perché la sceneggiatura (anch'essa di Waititi, premiata con l'Oscar come miglior adattamento, visto che alla base c'è il romanzo di Christine Leunens) preferisce adagiarsi nel facile favoleggiamento, nella tenera scoperta dell'amore trascurando le potenzialità comicamente dissacranti che avrebbero potuto fare del film un'opera davvero divertente. Perché qui lo spirito umoristico si coglie nei comportamenti paradossali di Jojo (chiamato dagli istruttori al campo di addestramento militare “rabbit” - ovvero coniglio - per la sua codardia), nella situazione che si viene a creare, molto meno nei dialoghi in cui invece si privilegia il progressivo rapporto di forte amicizia e forse persino di amore tra i due ragazzini. Con la fiera madre di Jojo (Johansson) a coltivare un rischioso doppiogiochismo che non sembra aggiungere molto alla vicenda, così come non lo fa il nazista stonato di Sam Rockwell, nota a margine che dà colore assieme alle belle location di una Germania prossima al crollo. Indubbiamente la parte tecnica è eccellente, come dimostra anche l'intelligente scelta delle canzoni che aprono e chiudono il film (rispettivamente "I Want To Hold Your Hand" dei Beatles e "Heroes" di Bowie entrambe nelle loro poco note versioni tedesche), ma è arduo individuare grande profondità nell'approccio scelto da Waititi. L'elementarità nel tratteggio dei personaggi non ne scalfisce la forza anche per merito del buon lavoro degli attori, ma confina il tutto in un laccato prodotto che pare eccessivamente studiato a tavolino, sviluppato per compiacere il grande pubblico rinunciando a uno sfruttamento più coraggioso delle ottime idee di partenza.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/01/20 DAL BENEMERITO IL FERRINI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 8/05/20
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Gabigol 31/01/20 21:47 - 421 commenti

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Gli occhi del bambino come filtro per il mondo circostante; e dall'altra parte la forza della propaganda a corroborare manie di grandezza e pregiudizi. In questo semplice sunto Waititi dirige una storia di formazione nella Germania del '45. Senza stucchevolezza né esondazioni di buoni sentimenti, la vicenda vola sulle ali del dubbio e del non-detto; sul valore della libertà e la presa di coscienza del sé in relazione agli altri. Magnifico il registro da commedia grottesca, capace di aprirsi a sviluppi drammatici di forte impatto.
MEMORABILE: La granata da lanciare; Le prove in piscina; L'amico Adolfo; Le scarpe della madre; Le lettere di Nathan; La carta d'identità; Le case che guardano.

Il ferrini 9/01/20 23:46 - 1764 commenti

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Straordinaria opera satirica, a tratti irresistibilmente divertente, poi commovente e straziante. Siamo nella Germania del '45 ma la guardiamo con gli occhi di un bambino di dieci anni, convintamente nazista, che pian piano vedrà crollare tutte le sue certezze. Micidiale il suo Hitler immaginario e geniali i dialoghi con la ragazzina ebrea. Bravo Rockwell, la sua uscita di scena è memorabile, ma soprattutto la Johansson, madre perfetta. Musiche non filologiche ma bellissime. Gran film.
MEMORABILE: Le case che "guardano" le impiccagioni.

Rambo90 17/01/20 23:00 - 6520 commenti

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Satira molto riuscita, che in qualche modo ricorda quella (più amarognola) di Chaplin, che sa essere sia molto divertente (con scene che fanno ridere di gusto) che cupa e tenebrosa, soprattutto nella seconda parte. La regia di Waititi non brilla per ritmo, ma sa come gestire l'ottimo cast e come rendere bene l'atmosfera di un'epoca, saturandola di battute ma lasciando ben sentire la paura per la follia di un uomo. Bei colori, musiche funzionali. Notevole.

Daniela 19/01/20 11:12 - 9837 commenti

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Un piccolo nazista cresce, impara sulla sua pelle cosa significa essere "diversi", guarda in faccia il diavolo fasullo ed il male reale, scopre il vero carattere del suo amico immaginario Hitler ... Waititi dirige un film ad altezza di bambino, una fiaba di iniziazione che, come accade spesso nelle fiabe classiche, esige il superamento di prove ed il sacrificio di una parte di sé. Tenero, commovente, a tratti spiazzante per la brusca alternanza di toni dal grottesco al drammatico, un gioiello imperfetto da amare per l'originalità, la messa in scena deliziosa, le belle interpretazioni.
MEMORABILE: La sorprendente colonna sonora; Le scarpe bianche e rosse della mamma; Le case costrette a vedere quel che accade nella piazza sottostante

Taxius 26/01/20 21:27 - 1651 commenti

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JoJo è un giovane "fan" di Hitler, al punto che questo gli appare come amico immaginario dispensatore di nazisti consigli; ben presto però il piccolo protagonista scoprirà a sue spese la vera faccia del suo baffuto idolo. Jojo Rabbit è un film sul nazismo visto con gli occhi di un bambino che nella sua innocenza si fa coinvolgere in qualcosa di più grande di lui. Non stiamo parlando di una vera e propria commedia, più che altro di una satira politica capace di far ridere, pensare e straziare il cuore allo stesso tempo. Cinema con la C maiuscola.
MEMORABILE: La colonna sonora; Gli ultimi 30 secondi; Sam Rockwell e la sua divisa; Le case che guardano...

Cotola 1/02/20 10:59 - 7696 commenti

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Notevole gioiellino comico-drammatico che sa dileggiare alla perfezione il nazismo, con particolare riferimento alla creazione del consenso. Nella prima parte ci si diverte parecchio ma si riflette anche; la seconda sposta il piano delle emozioni verso la commozione. Ma non ci sono mai colpi bassi né scene madri costruite a tavolino. Si respirano freschezza e spontaneità. Ottima la colonna sonora e soprattutto il modo di utilizzare i brani che la compongono. Cast di primo livello: istrionico Waititi-Hitler; dolce e splendente Scarlett; sardonico ed emozionante Rockwell; ideale il piccolo Davis.
MEMORABILE: Le scarpe materne.

Hackett 2/02/20 10:29 - 1786 commenti

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Il bravo Taika Waititi conferna il suo talento non solo visivo ma anche di narratore in grado di raccontare qualcosa di tragico (prima i vampiri ora il nazismo) guardandolo attraverso la lente della farsa, riuscendo a ottenere una critica graffiante sulla stupidità nazista ma servendola allo spettatore sotto forma di una tragi-commedia colorata, vissuta con gli occhi di un ragazzino nel suo momento più confuso di crescita. Operazione riuscita.
MEMORABILE: L'inquadratura che porta gli occhi del protagonista, seguendo una farfalla, a scoprire i piedi di alcune persone impiccate.

Medicinema 3/02/20 01:13 - 93 commenti

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Di innegabile bellezza grafica, JoJo Rabbit è forse un tassello che ancora mancava alla filmografia sull'Olocausto: i deliri del fanatismo del Reich vengono filtrati dagli occhi di un bambino (il bravissimo Davis) che gradualmente capirà, da iniziale cieco sostenitore contrapposto alla madre (ruolo incompiuto per Johansson) quale inganno in realtà esso cela. Ed è proprio attraverso i bambini che il film dà i suoi maggiori messaggi, così chiari da non lasciare spazio a dubbi. Ottimi Waititi e Rockwell. Unica pecca: qualche momento di stanca.
MEMORABILE: Il tenerissimo Yorki; "Fanculo, Hitler!".

Herrkinski 7/02/20 03:13 - 5409 commenti

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Discreta variazione su un tema ormai sviscerato ed esorcizzato allo sfinimento, più che nel messaggio (per forza di cose scontato) ha i suoi punti di forza nella messinscena (la Germania nazista sul punto del declino, molto ben ricreata) e in un cast ben scelto in cui spicca il giovane Davis; peccato per l'uscita di scena prematura della Johansson. L'umorismo, tra immaginazione e realtà del protagonista, funziona a corrente alternata; se l'inizio è brillante, si passa poi a una fase quasi soporifera per poi riprendersi parzialmente nel finale.

Ryo 12/02/20 12:24 - 2169 commenti

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Un film drammatico in cui l'ironia fa da padrone. Grandioso il cast, ottime le location e le scenografie. Il regista crea una versione turbolenta e chiassosa di Hitler interpretata con estremo effetto comico ricordando un po' il Chaplin del Grande dittatore. La performance della Johansson è eccezionale (nonostante il tempo limitato per lo schermo) in quanto crea un legame credibilmente caloroso con suo figlio durante i tempi orribili. Il film è un'ingegnosa satira dai dialoghi brillanti, ma non è un film per i non amanti del black-humor.
MEMORABILE: Heil Hitler a ripetizione; Il costume del comandante alla fine; Le facce espressive di Hitler quando incoraggiava Jojo.

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Urraghe 13/02/20 00:56 - 67 commenti

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Le disavventure grottesche del piccolo Johannes da nazista a oppositore sfregiato e cosciente. Ottima fotografia e regia ma Waititi non è Chaplin e si vede. Quello che spiazza è la stravaganza della trama. Si è pronti a parlare di nazismo in un film/fiaba in una pellicola che somiglia più a un fumetto che a un film? Se si crede si possa scherzare sul nazismo è un film godibile, soprattutto nella seconda parte, al contrario è un film insopportabile. Ottime prove di Rockwell, della splendida Johansson e dei due giovani attori McKenzie e Davis.
MEMORABILE: Sucuramente la scena finale.

Paulaster 9/03/20 11:12 - 2919 commenti

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Ragazzino fanatico di Hitler si innamorerà di una ebrea. Partenza di stampo farsesco godibile soprattutto per il ritmo, poi il film con l'entrata della ragazzina si appiattisce (anche se la cosa serve per spiegare le differenze razziali). Con la fine della guerra si torna a far sul serio e certe scene non lasciano indifferenti. Uno stile che richiama Wes Anderson e La vita è bella. Il film ha il pregio, per quanto sia difficile parlare di certi temi, di saper spiegare il nazismo a un giovane pubblico.
MEMORABILE: I corpi appesi; La bomba sparata per sbaglio; La data sbagliata di nascita.

Bubobubo 9/03/20 14:23 - 1327 commenti

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Sprofondare nella retorica a contatto con certi temi è questione di un battito di ciglia, ma questa favola d'iniziazione al crepuscolo della Germania nazista è uno dei pamphlet satirici più divertenti, intelligenti e commoventi degli ultimi tempi. A funzionare non sono solamente le interpretazioni di livello (la preferenza va allo spassosissimo Hitler di Waititi e al complesso personaggio di Rosie-Johansson) ma, soprattutto, il loro ruolo organico in un tutto coerente scritto e diretto con personalità. "What do we do now?".
MEMORABILE: L'apertura del campo estivo; Le finte lettere di Nathan; Ispezione a sorpresa; Le case scrutano le impiccagioni; Il commovente finale boweiano.

Galbo 3/05/20 07:40 - 11520 commenti

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Un bel film per ragazzi che gli adulti troveranno particolarmente piacevole e ricco di messaggi positivi contro guerra, dittatura e discriminazioni. Non si trova (e non si deve cercare) il realismo quanto piuttosto una potente metafora, nonché un racconto di formazione al tempo della guerra; nello stesso tempo un film ricco di spunti divertenti in cui il regista si ritaglia un ruolo spassoso, quello di un dittatore tutto da ridere e pertanto totalmente depotenziato. Ottima la prova del cast, con menzione speciale per il piccolo protagonista.

Caesars 11/05/20 09:58 - 2824 commenti

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Nel complesso riuscito. Contrariamente alle aspettative, la parte meno convincente è quella più "originale" come idea: Hitler come amico immaginario del piccolo protagonista non riesce a incidere più di tanto. Il film funziona molto meglio nel mostrare il progressivo cedimento delle convinzioni di Jojo e del suo amico Yorki. Si alternano momenti più brillanti ad altri più drammatici e toccanti, che risultano oltremodo necessari in un momento di negazionismo storico. Davvero bravo e simpatico il giovanissimo Roman Griffin Davis.
MEMORABILE: Yorki: "Pare che i nostri unici amici siano i giapponesi, che non mi pare siano poi così ariani...".

Capannelle 7/06/20 20:49 - 3782 commenti

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Tentativo tanto simpatico quanto poco riuscito di rielaborare la storia del nazismo e delle sue implicazioni con la mente di un bambino di 10 anni.  Waititi cerca di smontare e smitizzare alcuni tratti dell'ideologia ariana ma procedendo col racconto confonde più piani narrativi senza giungere a risultati epici. Quando ci sono Rockwell e la Johansson la scena si riempie (anche drammaticamente), funzionano alcune comparse ma capita anche che i due giovani protagonisti vengano lasciati alla deriva. Insomma, il tasso di irriverenza e genialità non è quello che pareva dalle lodi raccolte.
MEMORABILE: Le scarpe

Redeyes 28/08/20 07:44 - 2204 commenti

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Jojo fiero del suo essere nazista passa le giornate a confabulare con un immaginario (stordito) Hitler mentre la guerra sembra volgere al termine. L'occhio del regista è costantemente puntato sui giovani interpreti che non deludono affatto, coadiuvati dalla mamma, l'istruttore ed il Führer appunto. Si potrebbe storcere il naso sui primi due ma, per quanto a tratti forzati nel tratteggio, riescono entrambi ad alleggerire il percorso del piccolo Jojo alla scoperta delle follie del nazismo. Musiche fantastiche e bella fotografia.
MEMORABILE: Heroes; L'amico cicciottello; Hitler che offre ripetutamente le sigarette.

Giùan 30/10/20 09:38 - 3131 commenti

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Pur all'interno di un affatto inedito percorso cinematografico, teso a ironizzare e finalizzato (anche) al recupero della memoria storica delle atrocità nazi (da Vogliamo vivere! a La vita è bella passando per Non toccate le vecchiette), la pellicola di Waititi centra sostanzialmente il suo bersaglio sul piano del puro divertimento quanto su quello della riflessione. Destabilizzanti tuttavia (in senso negativo) una certa mancata stringatezza e la poca amalgama dei registri (vedasi la difficoltà a gestire il potenziale di Adolf amico immaginario). Trascinante il piccolo Griffin Davis.
MEMORABILE: I duetti tra Jojo e l'amichetto Yorki; Sam Rockwell e i suoi "scagnozzi"; La visita della Gestapo.

Jandileida 7/11/20 17:16 - 1287 commenti

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Bildungsroman ai tempi dello sfacelo del nazismo e dell'assedio di Berlino. Il giovane Jojo veste la divisa della Hitlerjeugend e ha come amico immaginario Adolf  in persona (interpretato dal regista e forse la parte più incongruente del film) ma scoprirà presto il dolce e l'amaro della vita. Waititi gioca la carta, invero già utilizzata, della satira dell' "insatirabile" e lo fa non senza una certa intelligenza riuscendo a tenersi ben in equilibrio tra la lacrima facile, la risata gratuita e il grottesco eccessivo, imprimendo anche un buon ritmo. Griffin Davis da sballo.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Cotola • 10/02/20 02:47
    Consigliere avanzato - 3653 interventi
    Oscar 2020 a Taika Waititi per la miglior sceneggiatura non originale.
  • Discussione Bubobubo • 9/03/20 14:24
    Capo call center Davinotti - 235 interventi
    Che bellissima sorpresa. Una delle satire più intelligenti e delicate viste negli ultimi anni. Il finale con Bowie mi ha quasi commosso.
  • Discussione Caesars • 11/05/20 09:45
    Scrivano - 11693 interventi
    Bubobubo ebbe a dire:
    Che bellissima sorpresa. Una delle satire più intelligenti e delicate viste negli ultimi anni. Il finale con Bowie mi ha quasi commosso.

    Anche a me la canzone di Bowie, in tedesco, ha suscitato lo stesso effetto.
  • Discussione Caesars • 11/05/20 10:26
    Scrivano - 11693 interventi
    Nel film, oltre al bravissimo interprete principale Roman, compaiono anche i suoi reali fratelli minori: i gemelli Gilby Griffin Davis e Hardy Griffin Davis
  • Homevideo Caesars • 11/05/20 12:16
    Scrivano - 11693 interventi
    Bluray e dvd in uscita a giugno. Il 10 secondo Dvdstore, il 30 secondo Amazon.
  • Discussione Caesars • 11/05/20 14:26
    Scrivano - 11693 interventi
    Nel film, che peraltro mi è piaciuto molto, c'è un'incongruenza. Quando Sam Rockwell controlla il documento d'identità che gli ha dato Elsa, le chiede che età aveva nella foto. Lei gli risponde 3 anni fa, 14 anni. Quindi la ragazzina avrebbe dovuto avere 17 anni. Ma quando le chiede la data di nascita lei gli risponde 1 Maggio 1929. Ma il film si svolge nel 1945 quindi di anni avrebbe dovuto avere 16.