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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/10/18 DAL BENEMERITO CAPANNELLE
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Capannelle 9/10/18 09:11 - 3779 commenti

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Racconto dalle alte potenzialità non del tutto sfruttate dalla Granik, forse prigioniera dello stile alternativo e intimista che vuole imprimere. Un film caratterizzato da diverse domande latenti, dove per fortuna non ci sono prese di posizione o cattivi codificati e dove le relazioni umane e la conoscenza dell'altro assumono una veste del tutto particolare. Sicuramente nel ruolo i due protagonisti, anche se lo script talvolta li blocca. Interessanti le altre facce del film.

Xamini 22/11/18 11:29 - 1036 commenti

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Non è Into the wild. Il distacco inizia dalla colonna sonora: se là c'è un Eddie Vedder in forma, qui i suoni sono delicati e si lascia per lo più spazio alla natura. Ma i protagonisti sono ancora più selvaggi (e decisamente in parte: viene da pensare che vivano così) e lo script, obiettivamente, un po' vuoto: racconta di un antico dolore che impedisce la stasi ma non viene affatto spiegato. È anche un racconto di formazione, ma molto blando e contiene qualche velata critica alla società occidentale (non certo ai livelli di Captain Fantastic).
MEMORABILE: Il verso e la scena con le api

Galbo 11/02/19 06:34 - 11514 commenti

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Dopo un folgorante esordio, la regista Debra Granik racconta di una coppia (padre e figlia) di soggetti auto emarginati dalla comunità sociale per una grave depressione post bellica dell'uomo e nello stesso tempo parla del viscerale e aspro legame tra individuo e natura. La storia non è particolarmente intrigante e il finale è prevedibile, ma le modalità del racconto sono affascinanti nella loro veridicità, così come appare molto ben illustrato il legame tra i due protagonisti. Notevole la prova della protagonista femminile.

Kinodrop 11/03/19 20:05 - 1667 commenti

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Condizionato da un trauma non detto, Will si autoesclude dalla società insieme alla giovane figlia "Tom", vivendo illegalmente in un parco nazionale vicino Portland; scoperti dalla forestale vengono messi di fronte al dilemma di rientrare o meno nella civiltà. Il tema è affrontato da un angolo visuale dei sentimenti reciproci tra intransigenza e necessità, mentre latita l'indagine delle cause e dei presupposti ideologici. Anche se la sceneggiatura è piuttosto esile con qualche ingenuità buonista, il film si apprezza per la prova della McKenzie.
MEMORABILE: La poco credibile disponibilità della gente in ogni luogo; Le fughe per il bosco; L'ostinatezza di Will e i dubbi di Tom.

Daniela 23/07/19 09:22 - 9820 commenti

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Padre e figlia adolescente vivono nei boschi, nutrendosi di quel che trovano e spostandosi di volta in volta per non essere scoperti. Le motivazioni di questo rifiuto della società da parte dell'uomo vengono lasciate intuire, ma per la ragazzina risulta sempre più difficile condividerle... Granik esplora ancora una volta un rapporto familiare, ma da opposta angolazione: nel film precedente, il padre egoista ed assente era fonte di guai, qui è amorevole ma impone le sue scelte precludendo alla figlia ogni altro rapporto umano. Narrazione delicata e sensibile, sorretta da belle interpretazioni.
MEMORABILE: Il calore dell'alveare, metafora trasparente del bisogno di vivere in una comunità

Thedude94 26/11/20 00:35 - 642 commenti

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Film tutto wild per Debra Granik, la quale attraverso immagini spettacolari delle foreste dell'Oregon ci porta nella vita di una coppia padre/figlia che vive nei boschi da molti anni. Tutto rimane nel silenzio, qualsiasi cosa accade ci viene mostrata con calma, così come calmi esteriormente sembrano essere i due protagonisti, i bravi Foster e McKenzie, che interpretano personaggi molto difficili sotto l'aspetto psicologico. Qualche momento lungo e superfluo di sceneggiatura c'è sicuramente, ma bisogna apprezzare il coraggio di un film molto piccolo e fatto con impegno. Non male.

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