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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Il caso Moro rappresenta un po' per l'Italia quello che in America è stato l’omicidio di Kennedy: un assassinio che ancora oggi presenta molte zone d'ombra legate probabilmente a interventi paragovernativi. Provate a pensare a cosa succederebbe se d'improvviso saltasse fuori anche per noi un filmato alla Zapruder, che riprendesse in diretta l'agguato di via Fani. È quello che hanno immaginato gli autori del film di Renzo Martinelli, che parte dal rinvenimento di un Super8 che mostra proprio questo, regalato a un giudice in pensione (Donald Sutherland) da un personaggio misterioso che si proclama essere il passeggero (brigatista) della fantomatica Honda vista in via Fani appena prima del momento fatidico. Una scoperta incredibile che conseguentemente...Leggi tutto offre nuove ipotesi facendo riaprire in segreto il caso. Sutherland, con l'aiuto di Stefania Rocca e Giancarlo Giannini, segue nuove tracce e arriva a mettere in luce le mille volte sospettate ingerenza dei servizi segreti, di Gladio e della P2 in quello che resterà il sequestro per eccellenza. Nessuno spazio per la politica, quanto piuttosto per la ricostruzione movimentata dell'agguato (seguendo quelle che sono le regole del cinema d'azione moderno), per gli indizi raccolti e le considerazioni che sorgono spontanee ricordandoci quante falsità sono state dette da ogni direzione sul caso. Un thriller in piena regola, insomma, con qualche grossolana divagazione nel privato (un difetto che fu in parte anche dello strepitoso JFK) e una sentita interpretazione di Donald Sutherland. L'attendibilità delle nuove ipotesi è tutta da stabilire, ma porta se non altro a conclusioni precise e inquietanti. Aldo Moro appare quasi sullo sfondo, un semplice ingranaggio di un meccanismo gigantesco. La caccia al fatidico memoriale è ancora aperta...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Dusso 8/06/07 18:27 - 1533 commenti

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Va sempre lodata l'intenzione (specie se in buona fede) di fare dei film di inchiesta; questo film di Martinelli, pure con tutti i difetti che gli si possono trovare (il personaggio di Giannini...), racconta partendo da un fatto di cronaca reale (l'omicio di Moro) un thriller che non è poi male su cui si può poi discutere circa veridicità dei fatti che si raccontano. Il film non è male e regge più che bene fino all ultima mezzora finale (molto stanca). Comuque ripeto, ben vengano film di questo tipo.

Galbo 9/03/08 19:56 - 11343 commenti

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Film meritorio nelle intenzioni che mescola realtà (il sequestro Moro) e finzione (alcune interpretazioni molto personali e azzardate della vicenda) per dare luogo ad uno strano ibrido indubbiamente ben fatto (girato con molta professionalità e con alcune sequenze ben realizzate) ma che tradisce una certa ambiguità del messaggio di fondo, dovuta ad una mancata (certamente volutamente) chiara intepretazione della vicenda. Discreto il cast.

Redeyes 1/03/08 12:49 - 2130 commenti

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Un film di denuncia. Un film che non pesa ma scivola e fa incupire, in particolar modo, per la plausibilità, triste, dei fatti come narrati. Forse non digeribile per tutti, forse non reale per molti, forse tendenzioso per altri, forse creduto vangelo per altri ancora. Gli attori recitano molto bene, il regista non si fa prendere la mano e dirige senza orpelli né virtuosismi ma privilegiando la storia in sè e per sè!

Gugly 2/03/08 19:10 - 1013 commenti

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Il film, abbastanza curato quasi come un blockbuster americano (c'è anche il doppiatore doc di Sutherland) va preso proprio nei limiti di cui sopra, altrimenti in quanto a verosimiglianza e intento di denuncia siamo abbastanza messi male. Bravo Sutherland, superflua la Rocca, su Giannini caliamo un velo pietoso (peccato perché è bravo). Ma perché l'ambientazione senese?

Renato 3/06/10 10:59 - 1533 commenti

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Lasciando perdere per un attimo il migliaio di difetti che il film accumula in modo sfrontato, posso almeno dire che la tesi del film è interessante, e molti dei fatti che Martinelli sottolinea meritavano senz'altro di essere portati al centro dell'attenzione. Fuori dalle buone intenzioni però ci sono molte cose davvero folli, troppe banalità, un protagonista fuori ruolo (Sutherland), la Rocca chissà perché doppiata da Eleonora De Angelis, troppe spiegazioni, il barman più vecchio del mondo (Leroy) ecc.ecc.

Blsabbath 17/02/10 23:32 - 46 commenti

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Tecnicamente Martinelli gira un film molto americano, dall' uso smodato di zoom e grandangolo; la sceneggiatura è tirata per i capelli e le gli attori rasentano la sufficianza. Un film che meriterebbe l'oscar della mediocrità se non fosse per il monologo del giudice Saracini in merito a Yalta e compagnia, una delle più audaci e razionali ricostruzioni politiche mai incluse in una pellicola. Solo per questo, un pallino e mezzo in più.

Ilcassiere 27/04/10 13:24 - 283 commenti

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È un film straordinariamente coraggioso, che offre una chiave di lettura del sequestro Moro e di tutto ciò che gli ruota intorno assolutamente precisa, dettagliata e motivata. Ciò che fanno i protagonisti non conta molto (la storia in sè non è un granchè, a dire la verità), ma sullo sfondo emerge inquietante la tesi del film. Tengo a sottolineare l'avallo della famiglia Moro, con il nipote Luca che canta e suona la chitarra mentre scorrono i titoli di coda e le immagini del nonno Aldo che gioca con Luca bambino.
MEMORABILE: La canzone "Maledetti Voi (Signori del Potere)" cantata da Luca Moro, nipote di Aldo.

Nando 11/05/10 16:02 - 3458 commenti

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Martinelli dà un sua interpretazione di uno degli eventi più tragici del dopoguerra. Personalmente ritengo la sua versione molto vicina alla realtà, d'altronde da anni si parla di coinvolgimenti esterni nel rapimento e successivo assassinio dell'onorevole Moro. La confezione cinematografica è ben curata e gli interpreti si comportano decorosamente.

Piero68 20/05/10 11:47 - 2754 commenti

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Raro film made in Italy di vera denuncia. L'intreccio tra realtà e finzione è ottimamente confezionato e convince pienamente. Personaggi credibili e buone prove di recitazione nonostante le differenze di nazionalità e lingua che in genere, nei film italiani, creano non pochi problemi. Purtroppo non mi risulta abbia vinto nessun premio, Ma si sa: le verità scomode non fanno comodo a nessumo. Figurarsi alle giurie di questi ultimi tempi sempre più politicizzate. Guardate The hurt locker che senza meriti particolari vince 6 Oscar, 6 BAFTA ecc.

Kanon 10/06/10 17:47 - 596 commenti

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Come ricostruzione e creatore di varie ipotesi riguardanti il rapimento di Moro è interessante: sicuramente un film così è sempre utile per essere usato perlomeno come informazione verso chi ne è totalmente estraneo. Come film non mi ha molto catturato. Il fatto di doverlo infarcire di divagazioni inutili solo per fare "fiction" non l'ho digerito per niente. Non arriva a conclusioni, ma si limita ad una telecronaca curata degli avvenimenti. Ma la Rocca era necessaria? E questo pentito che parla sibilando stile Profondo rosso?

Stefania 17/10/10 21:46 - 1600 commenti

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Fa un effetto straniante vedere questa ricostruzione dei retroscena del caso Moro confezionata con estetica da "action movie", in una pellicola che presenta una lettura quasi fantapolitica degli eventi. L'operazione ha una sua coerenza interna (sull'aderenza alla realtà dei fatti, è difficile pronunciarsi), il film ha un suo fascino non certo sottile, ma coinvolgente, e un discreto impatto spettacolare. Peccato per il cast, che non mi è sembrato né ben utilizzato né ben assortito.

Tnex 15/12/10 06:32 - 62 commenti

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Il regista ha confessato da un lato l'ispirazione a JFK e dall'altro un debito verso Rosi, e infatti il film mostra palesemente queste due anime. Con troppe lacune, però. Se la tesi complottista è discretamente documentata, il film non riesce ad appassionare. Bravo Sutherland, un po' meno i comprimari; scenografia un po' troppo esornativa e finale che lascia più interrogativi che risposte. Per chi vuole conoscere questa storia i libri del senatore Flamigni sono sicuramente meglio.

Saintgifts 17/07/11 08:20 - 4098 commenti

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Il film ha due aspetti contradditori ma che evidentemente possono convivere. Il primo, estetico folkloristico, espresso attraverso le belle immagini del Palio di Siena e delle (ormai famose nel mondo) colline toscane e il secondo la vicenda Moro e la sua ipotetica ricostruzione, con tanto di immagini vere della vita del presidente, vittima delle Brigate Rosse, o di chi altro, come si insinua nella pellicola. Colore e luce contro buio e mistero. Immagini computerizzate, contre riprese oltremodo mosse. Attori importanti, ma sotto il loro livello.

Markvale 11/09/11 10:46 - 143 commenti

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Ricalcato sul modello americano del JFK di Stone, ne rappresenta la versione italiane e "poveristica". Lo stile, il linguaggio e perfino certe scene (l'incontro fra Sutherland e Murray Abraham che "rovescia" quello fra Costner e Sutherland del film americano) vengono replicati, mentre la scena dell'inseguimento finale è ripresa da Intrigo internazionale di Hitchcock. Nell'esporre la sua tesi "complottista" sul caso Moro, Martinelli non manca di coraggio e, forse, con qualche soldino in più avrebbe dato vita a un film relamente competitivo.

Gaussiana 20/04/12 21:01 - 121 commenti

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Dispiace per la produzione di questo film che risulta un po' sottotono e vicino alle fiction televisive, nonostante la presenza di attori discreti (forse non proprio al loro meglio). Dispiace perché è giusto dare visibilità alla tesi sposata da Martinelli, vicina alla versione che Franceschini delle BR fornì alla Commissione stragi, al fine di non dimenticare uno degli eventi storici fondamentali del dopoguerra italiano, tuttora avvolto da molti misteri, il caso Moro. Sono convinto che con un simile soggetto si poteva fare di meglio.

Capannelle 4/06/12 09:57 - 3700 commenti

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Apprezzabile come regia e fotografia, disastroso come sceneggiatura, incerto come interpreti. L'alone di complottismo così marcato - sembra che siamo tutti deficienti e che la maestrina Rocca ci introduca al verbo - e la "verve" del trio protagonista sono le tare di un film che come intenti, tecnica e pure equilibrio narrativo non sarebbe poi male. Ma le parole sono troppe, le sfumature poche e i personaggi paiono disegnati coi pennarelli delle mie bimbe.

Ramino 21/08/13 14:06 - 127 commenti

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Girato all'americana in quel di Siena (chissà perché...) sulle teorie del deputato e scrittore Sergio Flamigni, il film ripercorre le tappe del sequestro di Aldo Moro partendo da un super 8 rimasto sconosciuto per molti anni e fatto arrivare tra le mani di un giudice spaesato interpretato da Sutherland. Peccato che a metà film il ritmo lasci un po' a desiderare, così come la scena cardine sul presunto ruolo di Hyperion a Parigi che forse si sarebbe dovuta sviluppare diversamente, benché l'idea di partenza fosse ottima. Comunque da vedere.

Bergelmir 6/04/14 13:42 - 160 commenti

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Discreto thriller-dramma che riprende il caso Moro, lo rinforza con una teoria complottista e lo internazionalizza con riprese geometricamente accattivanti, sullo sfondo di una Siena turistica e bidimensionale. La scena di apertura sul Palio colpisce, l'idea generale è buona come la fotografia, ma ben presto si capisce di essere di fronte all'ennesimo prodotto di intrattenimento dai facili effetti. Attori potenzialmente bravi, ma diretti maluccio, tanto da risultare al limite dell'antipatia.

Lythops 4/04/14 08:44 - 972 commenti

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Dalla difficile catalogazione, ha il merito di porre domande molto serie e di offrire risposte purtroppo plausibili denunciando non "un", ma "il" potere. A questo enorme pregio fa da contrappunto una sceneggiatura che non sempre conferisce all'opera quel ritmo e crescendo che avrebbero potuto renderla emotivamente più incisiva. Giannini immenso come sempre, Sutherland regala una recitazione di alta scuola, Martinelli sembra alla costante ricerca dell'inquadratura e del movimento di macchina che stupisca a tutti i costi. Buono nonostante.

Alex75 5/07/16 13:40 - 667 commenti

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Martinelli fa tesoro della consulenza dell’autorevole Sergio Flamigni nel mettere insieme i pezzi di quello che è l’”affaire” per eccellenza nella storia della Repubblica, pur lasciando aperti tutti gli interrogativi e condannandosi, giocoforza, a un finale inconcludente. Malgrado evitabili cadute di stile e scene madri da fiction televisiva, la regia è piuttosto solida e la prova degli attori complessivamente buona.
MEMORABILE: La carrellata di foto di Aldo Moro, che fanno pensare a Gian Maria Volonté in Todo modo.

Daidae 12/03/19 16:55 - 2728 commenti

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Osservando la parte tecnica, più che politica, si può dire che Martinelli qui mostri una certa abilità dietro la macchina da presa: il suo stile può ricordare i migliori film italiani del periodo d'oro 70-80. Si aggiungano stupendi paesaggi toscani, un'ottima fotografia ben lontana dalle scadenti produzioni tipiche di quegli anni, un eccellente cast (Sutherland, Murray Abraham, Giannini) e una tensione alta per tutto il film. Impeccabile!

Markus 1/07/19 08:34 - 3254 commenti

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L'opera di Renzo Martinelli riesce a esplicare con un certo anticipo sui tempi il dramma di Aldo Moro come con molta probabilità è andata, mettendo quindi in discussione le inverosimili versioni fornite dai brigatisti (prese allora sciaguratamente per buone). Tra finzione e realtà romanzata il film riesce a essere suadente sotto il profilo storico; decisamente meno, invece, nel riuscire a catturare l'attenzione dello spettatore, in quanto l'andamento lento induce alla sonnolenza.

Sircharles 2/08/19 12:34 - 85 commenti

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Un'opera che acquisisce spessore col trascorrere degli anni. La ricostruzione del caso Moro qui proposta appare infatti più plausibile oggi rispetto all'epoca dell'uscita del film, alla luce delle nuove ipotesi avanzate da illustri storici e insigni studiosi di questa vicenda nonché di tutta la parabola terroristica italiana. Non ci sono ritmi serrati ma neanche tempi morti: si aggiungono costantemente dettagli che tengono vivo il pathos e non mancano colpi di scena. Sutherland saggio, Giannini inquietante, Rocca brillante: tutti al top.

Zender 30/08/19 07:32 - 277 commenti

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Full immersion nei misteri del caso Moro, nascosti tra le tele della cupa ragnatela che avviluppa l'Italia dal 1978. Immaginando il ritrovamento d'un video sconvolgente dell'agguato di via Fani ripreso dall'alto, Martinelli affida a Sutherland il ruolo di Virgilio per guidarci alla scoperta dei mille interrogativi irrisolti, rileggendo e reinterpretando. Bandisce l'azione sostituendola con la camera a mano, soppesa le parole e fallisce solo nel dare forma tradizionale a un documentario in maschera che fatica a farsi riconoscere come film ma che intriga e avvince.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Vito • 22/03/16 17:41
    Fotocopista - 91 interventi
    Allora,ti dico secondo me come è andata,basandomi sui fatti conosciuti da tutti.Le Br volevano veramente evitare il Compromesso storico e quindi colpire l'artefice principale dell'avvicinamento tra DC e PCI cioè Aldo Moro.Lo Stato e i vari esponenti della DC si sono limitati a non intervenire,perchè sfruttando la situazione si sarebbero liberati di un avversario scomodo.
    Ma al fatto che le Br fossero infiltrate o cose simili non ci ho mai creduto.Puro complottismo.
  • Discussione Zender • 22/03/16 17:52
    Consigliere - 43512 interventi
    E' sempre da capire fino a che livello esistesse l'infiltrazione. Il disegno loro nel caso di Moro era ovviamente quello che tu dici e sul quale non credo esistano dubbi di sorta, però non si può escludere affatto a parer mio che esistessero infiltrati e che i servizi sapessero molto più di quanto dicessero. Dovrei però rivedere il film ripeto, perché non lo ricordo. In ogni caso mi aveva affascinato la teoria, a prescindere dalla sua alta o bassa aderenza alla realtà.
    Ultima modifica: 22/03/16 18:04 da Zender
  • Discussione Fauno • 23/03/16 00:09
    Compilatore d’emergenza - 2528 interventi
    Più che altro Vito stai attento ad usare bene i termini, perché una guerra civile forse l'abbiamo avuto nell'immaginario collettivo.

    L'unico abbozzo ci fu a Bologna con i fatti di Marzo nel '77, dopo l'omicidio di Pier Francesco Lorusso, che era leader di Autonomia Operaia, che come tanti altri movimenti agiva alla luce del sole, mentre le BR agivano in una strettissima clandestinità, non andavano certo a tirare le molotov, anzi, la loro pericolosità era proprio nell'avere obiettivi ben precisi ed erano veramente convinti di liberare il popolo dall'oppressione e dallo sfruttamento del capitalismo, specie nell'espressione delle multinazionali. Allora gli ideali c'erano, indipendentemente dal colore delle fazioni. E' anche per quello che gli anni '70 son stati un decennio meraviglioso e irripetibile, pur con tanto sangue...

    Riguardo a questo film ci credo in parte, ma se non hai ancora visto Il caso Moro, vedilo e fermati sul particolare di via Gradoli e alla ricerca invece del corpo dello statista in un lago, poi dimmi cosa ne pensi. E addirittura il fatto che Aldo Moro voleva fornire i fascicoli con le prove sulla strategia della tensione e guarda caso le Br non l'han preso in considerazione e poi vedi se non ti viene il sospetto di infiltrazione anche lì...è un'ottima sfida, Vito.
  • Discussione Vito • 23/03/16 01:15
    Fotocopista - 91 interventi
    Però anche tu Fauno.Prima affermi che i brigatisti erano veramente convinti di liberare il popolo dall'oppressione e dallo sfruttamento del capitalismo e delle multinazionali.Poi avanzi il sospetto dell'infiltrazione,di via Gradoli etc. contraddicendo quindi l'affermazione precedente.O l'uno o l'altro insomma...
  • Discussione Fauno • 23/03/16 13:13
    Compilatore d’emergenza - 2528 interventi
    Ma è ovvio...I militanti eran convinti, ma come fai a combattere un movimento e/o a sfruttarlo a seconda dell'opportunità dettata dalla necessità in quella frazione di tempo? Ovviamente infiltrandolo. Altrimenti tutto funzionerebbe come il Risiko, ma sappiam benissimo che non è così. Io al massimo credo che non sia stato Moretti la pedina principale per l'infiltrazione. Tutto quello che succede è pilotato, ma se anche si scoprisse la mente difficilmente si verrebbe mai a capo del perché dei piani strategici. E'un terzo occhio al quale ci si può solo avvicinare. Soprattutto vediti Mark colpisce ancora. Forse è ancora più indicativo de Il caso Moro. Se dico che in Italia abbiamo dei registi straordinari una ragione c'è.
  • Discussione Vito • 23/03/16 14:37
    Fotocopista - 91 interventi
    Io continuo a pensare che semplicemente la DC si limitò a non intervenire,lasciò fare ai brigatisti.Purtroppo Moro dava fastidio sia a destra che a sinistra.I brigatisti volevano colpire l'artefice del Compromesso storico ma non capivano(certo è facile parlare col senno di poi,trovarsi all'epoca in quella situazione è ben diverso) che uccidendo Moro facevano il gioco della corrente di partito a lui avversa.Questo semplicemente,senza nessun complotto o infiltrazione.
  • Discussione Vito • 23/03/16 15:00
    Fotocopista - 91 interventi
    Comunque Il caso Moro è un filmone! :)
  • Discussione Alex75 • 17/11/16 17:33
    Call center Davinotti - 604 interventi
    Vito ebbe a dire:
    Allora,ti dico secondo me come è andata,basandomi sui fatti conosciuti da tutti.Le Br volevano veramente evitare il Compromesso storico e quindi colpire l'artefice principale dell'avvicinamento tra DC e PCI cioè Aldo Moro.Lo Stato e i vari esponenti della DC si sono limitati a non intervenire,perchè sfruttando la situazione si sarebbero liberati di un avversario scomodo.
    Ma al fatto che le Br fossero infiltrate o cose simili non ci ho mai creduto.Puro complottismo.


    Sono giunto anch'io a conclusioni simili, dopo varie letture sull'argomento; però l'oggettivo interesse comune al fallimento del Compromesso storico, condiviso da BR, settori dello Stato e della DC e anche potenze estere non rende del tutto campata in aria l'ipotesi di manovre dietro le quinte ad alti livelli o di infiltrazioni; peraltro, esponenti di spicco delle BR come Franceschini hanno escluso che vari personaggi indicati come infiltrati lo fossero (per esempio, certi comportamenti anomali di Moretti sono stati ricondotti al suo carattere). Sul caso Moro si è detto di tutto e il contrario di tutto, è (e resterà) un ginepraio con molte zone d'ombra.
  • Homevideo Daidae • 12/03/19 16:58
    Contratto a progetto - 865 interventi
    È uscito in DVD per Mustang Entertainment
  • Discussione Daidae • 12/03/19 20:50
    Contratto a progetto - 865 interventi
    L'attore Nicola Di Pinto, qui nella parte dell'antiquario era presente anche nel cast de "Il caso Moro" di Giuseppe Ferrara.