Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Introdotto dalle dolcissime note della lenta “Suicide is Painless” di Johnny Mandel (scritta assieme a Mike Altman, figlio del regista e presto trasformatasi in un successo da classifica) si apre MASH, sigla per Mobile Army Surgical Hospital (ospedale chirurgico da campo, in poche parole), frettolosamente definito satira antimilitarista poiché uscito durante il Vietnam, in realtà costruito con gli stessi intenti dissacratori che in Italia Bonvi e le sue “Sturmtruppen” stavano da poco sperimentando. Solo goliardia fine a se stessa insomma, supportata però dalla grande classe registica di Robert Altman e da un cast eccezionale: Donald Sutherland (è Occhio di Falco, forse il più tremendo del gruppo), Elliott Gould (lanciato proprio...Leggi tutto da Altman), Tom Skerritt (divenuto poi famoso grazie al successo di film come ALIEN e TOP GUN), Sally Kellerman (è Bollore, infermiera tutta d'un pezzo destinata a finire vittima dei peggiori scherzi) e molti altri (quasi tutti all’esordio su grande schermo). Bisogna dire che il film tuttavia fatica seriamente a decollare e per tutta la prima parte ci si imbatte in ben pochi momenti divertenti. E’ solo dopo almeno un'ora che si comincia a familiarizzare con i personaggi e a condividerne lo spirito, perché l'umorismo di Altman è grossolano solo a prima vista, mentre il suo modo di riprendere è piuttosto inusuale. Ci si diverte ad ascoltare gli stralunati bollettini annunciati dalla voce impersonale di un megafono da campo (che ci accompagnerà fino alla conclusione e oltre, arrivando a declamare solennemente titolo del film e attori impegnati), a seguire le tecniche utilizzate da Sutherland e soci per dissuadere un amico dal suicidarsi per poi lasciarsi andare alle gioie della partita finale di football americano (definito arbitrariamente rugby dai nostri doppiatori), girata con montaggio convulso e tecniche di ripresa all'avanguardia.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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Dusso 2/02/07 08:15 - 1548 commenti

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Un film che dimostra tutti i suoi 36 anni. Capisco che all'epoca sia stata una commedia innovativa, ma visto oggi è un film altalenante: fa ridere ancora ma non come poteva farlo all'epoca. Ottima la scena della partita di rugby, pessimo il dvd sia sul lato visivo che su quello audio.

B. Legnani 19/02/07 00:35 - 5232 commenti

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Film di culto, ma dal successo sproporzionato rispetto al contenuto (anche se visto nei primi Anni Settanta). Certo: le scene divertenti ci sono, il secondo tempo riscatta una prima parte col freno a mano tirato, ma è indiscutibile che ci si aspettasse tutti molto di più.

Sadako 16/03/07 21:55 - 177 commenti

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Tratto dal libro omonimo, scritto da Richard Hooker e pubblicato durante la guerra del Vietnam, è una critica feroce alla grande macchina della guerra americana. Il film, molto caotico rispetto al romanzo, raccoglie gli episodi migliori dello stesso, riuscendo a caratterizzare i personaggi principali e le assurde situazioni dell'ospedale da campo più folle della Corea. Il successo fu tale che ne venne tratta una serie tv, durata ben 11 anni, meglio strutturata ma anche più all'acqua di rose.

Caesars 10/10/07 14:44 - 3391 commenti

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Grandissimo successo commerciale che portò anche alla realizzazione di una lunga serie televisiva. Forse non è il capolavoro che molti acclamano ma è comunque un film divertente e ben realizzato che, come spesso succedeva negli Anni Settanta, è anche critico nei confronti dell'intervento bellico degli USA in Vietnam. Molto gustose le interpretazioni (soprattutto quelle di Gould e Sutherland). Da conoscere.

Galbo 23/10/07 07:21 - 11904 commenti

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Film che è stato probabilmente sopravvalutato rispetto al suo valore, M.A.S.H. ha avuto il merito di portare la risata dissacratoria in un luogo impensabile: la guerra di Corea. La storia dei medici cialtroni che animano l'ospedale da campo dell'esercito americano serve al regista come feroce parabola dissacratoria dello spirito militarista (tema peraltro sempre attuale negli Stati Uniti). Il limite del film è quello di non avere una vera e propria sceneggiatura ma essere piuttosto costituito da frammenti comici più o meno coerentenente legati.

Rebis 10/09/08 19:04 - 2193 commenti

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Certo, la guerra inquadrata dall’interno di un ospedale da campo dell’esercito americano, dove i chirurghi si ritagliano uno spazio di sopravvivenza nella tragedia generale “aprendosi il cammino tra le risate e il sangue” ha un potenziale demistificatorio travolgente: è al Vietnam che pensa Altman mentre assembla gag e goliardia con un ritmo che fa la pariglia al disordine esistenziale in atto, ma la satira è tirata per le lunghe e spesso si sbanda fuori dai binari dell’ilarità. Godibile se ne si intercetta e accoglie lo spirito anarcoide, ma sopravvalutato rispetto ad altri esiti dell'autore.
MEMORABILE: Il suicidio inscenato come l'Ultima Cena e la Resurrezione; i messaggi deliranti della radio al megafono.

Pigro 13/03/09 09:34 - 8870 commenti

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Avventure farsesche di tre ufficiali medici in un ospedale da campo durante la guerra in Corea. Una beffarda satira antimilitarista a suon di risate che si prendono gioco di un esercito scombiccherato e indisciplinato: la guerra è una buffonata a cui si toglie ogni valore eroico o politico. Ma il film è ambiguo: se si distrugge il filone militarista alla "arrivano i nostri", si rischia anche di inaugurare la guerra come divertente passeggiata tra farse goliardiche e allegre scopate. La serie tv generata da questo film ne è una triste riprova.

Daniela 9/04/09 14:11 - 11649 commenti

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Lo ricordavo graffiante satira antimilitarista, l'ho trovato ad una più recente visione più che altro animato da uno spirito goliardico genericamente anti-autoritario, peraltro depotenziato da una messa in burletta delle gerarchie (i superiori sono accondiscendenti oppure stupidi). In fondo, per quanto amabili buffoni, Occhio di falco e soci fanno bene il loro mestiere, che è quello di ricucire corpi di soldati - corpi senza volti, nomi, storie - e non sembrano toccati davvero da quello che accade loro intorno.
MEMORABILE: Gli annunci dell'altoparlante del campo, fra l'assurdo e il demenziale (in particolare l'ultimo).

Saintgifts 11/05/09 16:39 - 4098 commenti

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Fatto venticinque anni prima questo film sarebbe stato di tutt'altro tenore. Quello che non è cambiato è che comunque, tra battute scherzi e palpeggiamenti più o meno profondi, i chirurghi fanno il loro dovere a rimediare ai buchi sulla carne che la guerra procura, perciò, al di là della satira, un po' vecchiotta, il messaggio rimane valido. E poi era in atto la guerra in Vietnam ed era obbligo contestare. Se lo si vede con un'ottica diversa: il film risulta tragico, ci sono solo fango e povertà di mezzi per un esercito considerato super organizzato.

Nando 6/12/10 00:33 - 3654 commenti

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Pellicola antimilitarista ambientata durante la guerra di Corea, in cui in un ospedale da campo americano un gruppo di goliardi medici si cimenta in scherzi e boutade varie. C'è satira ed ironia ma al tempo stesso si osserva una narrazione spezzettata che genera quell'inutile partita di football. Apprezzabile per il periodo.

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Paruzzo 5/12/10 23:19 - 140 commenti

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Satira antimilitarista, che oggi fa sorridere più che ridere. Il film risente dei suoi 40 anni, ma tutto sommato riesce ancora a farsi apprezzare, anche per una serie di personaggi ben ideati e un paio di trovate divertenti. Bel film di Altman, ma non un capolavoro.

Homesick 27/02/11 18:24 - 5737 commenti

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Il meglio di Altman deve ancora venire. Sarà perché sono trascorsi più di quarant’anni e gli artigli da satira si sono smussati, sarà per la struttura esageratamente disordinata e frammentaria e i troppi personaggi fuori fuoco, ma la farsa antimilitarista negli anni della guerra del Vietnam scade a piatta goliardia da caserma, solo a tratti rivitalizzata da trovate spiritose (gli annunci dal megafono, la partita a football americano) e inserti di marca intellettuale (l’Ultima Cena, mutuata da Viridiana). Si è indotti spesso a spalancare la bocca: ma anziché ridere, purtroppo si sbadiglia.
MEMORABILE: L’ultimo annuncio del megafono, che recita i titoli di coda.

Mickes2 5/07/11 15:48 - 1669 commenti

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Partendo da un incipit folgorante, Altman racconta con toni beffardi e dissacratori gli orrori di una guerra che di beffardo non ha nulla. Contrappone la ribellione nei confronti delle autorità, alle battute ed alle simpatiche schermaglie amorose tra infermiere e soldati. Dramma e commedia, sangue e risate vanno all'unisono. L'infermiera "hot lips" è il simbolo di tutto ciò con le sue esilaranti sfuriate. Trovate simpatiche ed irriverenti (l'ultima cena, gli annunci al megafono...), peccato per la sceneggiatura, piuttosto ridondante.
MEMORABILE: L'incipit.

Giùan 11/06/12 19:15 - 3802 commenti

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Parafrasando il tema d'apertura ("Suicide is painless") diremmo che la satira non è mai indolore. Nel caso di un sincero "alternativo" come Altman poi, poco abituato a piaggerie e captatio benevolentiae (come dimostra il "rifiuto" del film da parte di chi lo scrisse, Ring Lardner jr.) il concetto va estremizzato e "spiegato". La portata dell'ironia di Mash si misura infatti nella distanza tra atrocità del rappresentato, frivolezza dei personaggi e straniamento dello spettatore. Non vi è gratificazione che non sia meschina in questo film scostante e datato.
MEMORABILE: Le lattine di birra nella cassetta sotto il nome "Human blood".

Metuant 22/04/14 20:49 - 455 commenti

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Spesso sottovalutata, eppure eccellente prova di Altman in chiave farsesca ma senza mai scadere nell'assurdo o nel volgare, a riprova di come certi temi delicati si possano trattare in modi come questo, senza sbavature. La trama è niente più che una serie di sottotrame, ma anche per questo il film risulta divertente e mai noioso o pesante, strappando più volte risate e facendo nel contempo riflettere sull'assurdità della guerra in sè. Ottimo anche il cast: non uno fuori parte.
MEMORABILE: I surreali annunci al megafono; L'ultima cena; La partita di football.

Rullo 6/05/14 00:41 - 388 commenti

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Una commedia dai tempi quanto più dilatati (molte le gag, poche quelle memorabili), che mette in scena la stravagante vita da campo di un plotone di medici americani nella guerra in Corea. Lo snodo narrativo è fine a se stesso, nel senso che è solo uno spezzone di vita di questi soldati, ma è proprio questa le peculiarità del film, che viene a capo in un finale sopra le righe e soddisfacente. Ottimi gli attori e solida la regia.

Hackett 18/09/14 08:00 - 1833 commenti

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La lucida follia della guerra esorcizzata dalle gag e dagli scherzi di uno strampalato ospedale militare americano in Corea. La guerra convenzionale è lasciata fuori, ma il suo risultato di sangue e morte passa per le mani di questo gruppo di eccentrici personaggi che per sopravvivere usa le risate. Divertente e ironico, strampalato e geniale, uno dei migliori Altman. La scena dell'Ultima Cena è memorabile.

Almicione 13/10/14 02:05 - 765 commenti

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Altman spezza la tensione creata dalla miriade di film di guerra prodotti a partire dagli anni '50 con una commedia che nonostante gli anni continua a essere soprendentemente divertente. La pellicola è composta da scene-sketch girate in un ospedale militare statunitense dove la guerra non sembra arrivare o, meglio, non sembra influenzare l'animo del personale, sempre pronto a combinare scherzi e a mantenere in vita l'umorismo americano. La caratterizzazione dei personaggi è lodevole e Sutherland e Gould sono una coppia straordinaria.
MEMORABILE: L'ultima cena.

124c 15/10/14 14:46 - 2834 commenti

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Forse il film degli anni '70 più rappresentativo di Robert Altman: merito dei protagonisti e dell'ambientazione. Elliot Gould e Donald Sutherland, nei panni di due medici da campo americani, che militano durante la guerra di Corea, danno vita a simpatici e ironici siparietti, sopratutto quando stuzzicano le infermiere Sally Kellerman e Jo Ann Pflug. I momenti seri non mancano, ma è sopratutto la commedia politicamente scorretta a imperare. Indimenticabili la partita di football e la sigla iniziale, con gli elicotteri che portano i feriti.

Beffardo57 27/01/18 22:39 - 262 commenti

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Capostipite di una interminabile serie televisiva, è una satira dei film bellicisti e di propaganda, che mette in scena un demenziale ospedale militare da campo dove la drammaticità delle situazioni è esorcizzata con dissolvente umorismo, neanche troppo sotterraneamente nichilista. In sostanza si tratta di una sequela di gag, alcune delle quali ferocemente spassose (vedi quella del maggiore bigotto), altre meno riuscite. Il ritmo, come sempre in Altman, latita; in particolare, la sequenza dell'incontro di rugby avrebbe meritato ampi tagli.

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Paulaster 6/09/18 12:37 - 3699 commenti

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Vita da ospedale da campo in Corea. La guerra vista da dietro le quinte: il nemico non si vede, non si spara un colpo e i feriti non si lamentano. La goliardia per esorcizzare le operazioni chirurgiche e cercare un minimo sollazzo a 7000 miglia da casa. Antimilitarista ma con un sottofondo di patriottismo per “i ragazzi” impegnati al fronte. La trasferta in Giappone e la partita a football allungano il discorso. Buona ricostruzione ambientale e morbide musiche. Trio protagonista ben selezionato.
MEMORABILE: L’ultima cena di Cassiodoro; Bollore; Radar; Gli effetti dell’iniezione in campo; Il monticello per giocare a golf; I titoli di coda a voce.

Rufus68 1/10/19 22:09 - 3589 commenti

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Ancora una volta Altman usa un genere (in tal caso la farsa antimilitarista) per parlare d'altro: la decadenza dell'America e dell'uomo occidentale. A sorprendere non sono le battute goliardiche o la satira delle stellette (che funzionano a tratti), ma la cacofonia di una società sorpresa sul baratro: dialoghi smozzicati, altoparlanti che rimandano insulsaggini deliranti o canzoncine incongrue, caos nelle gerarchie, ipocrisie: il mondo è un campo sanitario imbelle di un'umanità a pezzi come i soldati che arrivano insanguinati dal fronte.

Enzus79 7/03/22 23:11 - 2343 commenti

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Tratto dall'omonimo romanzo. Sorta di farsa sulla guerra. Antimilitarista, anticonvenzionale, demenziale e surreale, che seppur datato rimane interessante. Le scene con i medici che operano rasentano il cruento. Forse un po' troppo lungo: la durata di quasi due ore appare eccessiva. Consigliabile vederlo in lingua originale. Premiata la sceneggiatura con l'Oscar.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Galbo • 11/12/13 20:20
    Consigliere massimo - 3920 interventi
    Purtroppo non ho visto Comma 22, devo recuperarlo
  • Discussione Buiomega71 • 11/12/13 20:21
    Pianificazione e progetti - 24141 interventi
    Galbo ebbe a dire:
    Purtroppo non ho visto Comma 22, devo recuperarlo

    Consigliato! Sicuro che ti piacerà...
  • Musiche Lucius • 12/01/15 09:49
    Scrivano - 8844 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, il 45 giri originale francese:

    Ultima modifica: 12/01/15 14:17 da Zender
  • Discussione Ruber • 16/06/19 11:29
    Contratto a progetto - 9147 interventi
    Mi sono sempre chiesto se era meglio il film o la serie che ne derivò?
  • Discussione Buiomega71 • 17/06/19 12:41
    Pianificazione e progetti - 24141 interventi
    Ruber ebbe a dire:
    Mi sono sempre chiesto se era meglio il film o la serie che ne derivò?

    Non saprei risponderti, visto che non amo il film e nemmeno la serie TV che ne derivava
  • Discussione Mco • 17/06/19 12:50
    Scrivano - 9936 interventi
    Ruber ebbe a dire:
    Mi sono sempre chiesto se era meglio il film o la serie che ne derivò?

    A mio modesto avviso la serie è un piccolo cult.
  • Discussione Gestarsh99 • 17/06/19 13:58
    Vice capo scrivano - 20695 interventi
    Ruber ebbe a dire:
    Mi sono sempre chiesto se era meglio il film o la serie che ne derivò?

    Bah, sinceramente non son mai impazzito né per il film né per la serie televisiva (almeno per quei pochi episodi che ho potuto seguire).

    Il Morandini lo adora, il Mereghetti segue quasi a ruota; per me invece quello proposto da Altman è un genere di comicità farsesca con troppi anni sul groppone, relegato al tempo e al contesto socio-politico-culturale in cui l'opera fu concepita.
  • Musiche Caesars • 21/05/20 12:18
    Scrivano - 15755 interventi
    Il testo della celeberrima "Suicide Is Painless", canzone che accompagna i titoli di testa della pellicola, è di Mike Altman, figlio di Robert, che all'epoca aveva solo 15 anni.
  • Curiosità Lucius • 23/11/21 00:28
    Scrivano - 8844 interventi
    Direttamente dall'Archivio cartaceo Lucius, un altro flano d'epoca del film:

    [img size=350]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images58/mash.jpg[/img]
  • Homevideo Buiomega71 • 25/11/21 12:37
    Pianificazione e progetti - 24141 interventi
    In dvd per A &R Productions, disponibile dal 10/12/2021