Il medaglione insanguinato - Film (1975)

Il medaglione insanguinato
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MMJ Davinotti jr
Anno: 1975
Genere: horror (colore)
Note: Aka "Perché?", "Night child", "La bambina e il suo diavolo".
Papiro: elettronico
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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Dopo il successo dell'ESORCISTA iniziarono a proliferare in Italia i film demoniaci che, riallacciandosi alle tradizioni gotiche dei Sessanta, generarono curiosi ibridi spesso di bassa qualità. Massimo Dallamano, se non altro, ha dalla sua una certa dignità registica che gli permette di mantenere il suo film a un discreto livello professionale condividendo col coevo PROFONDO ROSSO l'idea della villa col disegno da scrostare e anticipando LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO per la trovata del quadro maledetto, toccando i sensi della nostra suggestione con...Leggi tutto questo dipinto Settecentesco "stregato". Notevole l'ambientazione a Spoleto, in Umbria, fotografata con quei toni bluastri che troviamo in altri film di Dallamano (LA POLIZIA CHIEDE AIUTO) e affascinanti le musiche di Stelvio Cipriani. Tuttavia la sceneggiatura non pare seguire un senso del tutto logico limitandosi ad accostare le sequenze col solo intento di terrorizzarci; e ci riuscirebbe anche, se sapesse puntare maggiormente sul volto inquietante e ambiguo della piccola Nicoletta Elmi (La Linda Blair italiana, come vedremo anche in PROFONDO ROSSO). Invece Dallamano sbaglia e lascia troppo spazio al bolso Richard Johnson, la cui storia d'amore con Joanna Cassidy (futura replicante in BLADE RUNNER) non offre alcuno spunto d'interesse. Meglio faranno, in un contesto molto simile, Gregory Peck e Lee Remick, che ne IL PRESAGIO si ritroveranno anch'essi a fare i conti con un bimbo poco raccomandabile autore, come qui, dell'omicidio della sua tata. Buone alcune atmosfere gotiche, a conferma di un regista comunque al di sopra della media del genere, ma si sente che manca una vera storia. Niente sangue per un horror discretamente originale ma solo "abbozzato".
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Giapo 23/03/07 16:23 - 242 commenti

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Thriller del soprannaturale abbastanza banalotto e prevedibile ma decisamente apprezzabile sotto l’aspetto visivo: la regia di Dallamano è elegante e la fotografia, unitamente alle suggestive scenografie, conferiscono un indubbio fascino a questa storia del mistero. Privo di violenza esplicita, il racconto si sviluppa sobriamente in modo ben congegnato riuscendo a mantenere un intrigante alone di mistero fino alla fine.

Undying 26/03/07 00:38 - 3812 commenti

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La piccola Nicoletta Elmi, in questo periodo, venne presa come modello per rappresentare, sullo schermo, l'ideale "bambina diabolica", e Dallamano sa sfruttare questa immagine con grazia e con finezza visiva (le sfumature cromatiche della pellicola conferiscono un look pittorico d'insieme). Richard Johnson ha lo stesso "maledetto" aspetto (e abbigliamento con "spolverino") del coevo Chi Sei?. Nel complesso la storia non regge, ma gli occhi traggono piacere dalla (sublime e crepuscolare) visione.

Uomoocchio 27/03/07 10:31 - 42 commenti

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il miglior esorcistico italiano. Dallamano era un grande, e questo è, insieme a Solange il suo film più bello. Uno dei meriti del nostro bis era quello di mostrare anche la "cinegenìa" di un'Italia fuori dall'asse Milano-Roma e qui l'ambientazione è una Spoleto insolitamente lugubre.

Deepred89 17/04/07 20:12 - 3550 commenti

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Ingiustamente svenduta come horror esorcistico, una splendida e sinistra storia di gelosie e crudeltà, passioni represse e paranoie. Toni sussurrati e ritmi ipnotici bilanciati da un’atmosfera da urlo, tra una Spoleto evocativa e crepuscolare, una fotografia densa e atmosferica, una regia raffinata ma incisiva e, infine, una OST eccellente, malinconica, archetipico capo d’opera della discografia di Cipriani. Sulla posticcia epigrafe finale possiamo benissimo chiudere un occhio. Film della vita per Nicoletta Elmi e capolavoro di Dallamano.
MEMORABILE: L’entrata a Spoleto con "Emily’s Studio" (versione pop) in sottofondo.

B. Legnani 2/10/07 19:35 - 5323 commenti

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Mediocrissimo. Rovinato da un sceneggiatura che per tornare deve ricorrere al soprannaturale e da alcuni dialoghi pazzeschi (l'arrivo nella magione è accompagnato da assurdi commenti negativi sulla stessa - il dialogo sul ritiro del passaporto pare svolto da due persone che o non si capiscono o non si ascoltano). Incomprensibile lo stato di culto che ha per alcuni. Tranquillamente evitabile. Dello stesso regista, Solange, oltre a svolgersi in altra nazione, è di un altro pianeta.

Homesick 8/10/07 11:50 - 5737 commenti

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Esoterico e sinuoso, unisce l'horror demoniaco italiano - sottile, penetrante, allusivo, criptico - con il dramma passionale, che si scatena nell'intenso, triste e tragico finale. La Elmi è bravissima: demonicamente pestifera e nello stesso tempo innocente posseduta; in certe scene (tipo quella del corridoio, dove appare come un fantasma) mette veramente paura. Il punto di forza è l'aspetto visivo: l'ambientazione spoletina, il quadro maledetto, il continuo senso di mistero. Ottimo.
MEMORABILE: La Kedrova che vede il fantasma di Emilia suonare il piano e nascondervi le lettere, come in "Malombra".

Cotola 17/09/08 18:11 - 8507 commenti

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Sulla scia dell'Esorcista, Dallamano confeziona un thriller venato di soprannaturale diretto con buona mano che, pur non essendo particolarmente originale e coinvolgente, si lascia comunque guardare con un certo piacere. Gradevole, soprattutto se le aspettative non sono troppo alte.

Buck 19/09/08 11:14 - 45 commenti

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Trovo Dallamano un grande regista, però in questo film quello che brilla sono solo l'ottima fotografia, gli ambienti (davvero straordinari) e la discreta prova degli attori. Quello che a mio giudizio lascia un po' perprlesso è la storia in sé, che parte bene con un interessante mistero ma che poi si perde e invece di decollare rimane in pista senza partire risultando non originalissima. Sembra un film inconcluso. Poteva essere un grande capolavoro dell'horror all'italiana. Peccato.

Stefania 16/11/08 14:26 - 1600 commenti

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Il fanciullo diabolico fa sempre il suo effetto. Qui, però, non scatta la scintilla: una fanciullina viene deportata da Londra in un triste villone di Spoleto, in compagnia di una governante sospirosa (quel faccino smorto della Stewart), una contessa ammuffita e un papà noioso, grasso e coi capelli unti, che, inspiegabilmente, piace alle ragazze. E il solito dipinto-con oscuri-segreti. La fanciullina sclera e ci mancherebbe. No, non mi riesce prendere il film sul serio: o ci si ride sopra, o si annega nella noia.

Ciavazzaro 3/01/09 12:52 - 4774 commenti

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Ottimo. Dallamano offre una superba regia, con notevoli invenzioni visive e, oltre a un aria malinconica, fornisce al film una buona suspense (grazie all'ambientazione della decrepita villa con l'inquietante dipinto). Bravo Johnson, nota d'onore per la Kedrova con curioso caschetto biondo, inquietante la Elmi, la Stewart! C'e pure Tom Felleghy non accreditato. Finale tragico, ben costruito. Un film del filone demoniaco ma che riesce a essere diverso dagli altri del genere.

Joanna Cassidy HA RECITATO ANCHE IN...

Bruce 20/01/09 10:42 - 1007 commenti

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Su di una trama che per certi versi ricorda il ben più incisivo A Venezia... di Roeg, Dallamano gira nella suggestiva cornice di Spoleto un thriller esoterico tanto affascinante quanto sconclusionato. Vi sono parti di sicuro pregio con valide atmosfere gotiche ed altre che invece rasentano la commedia sentimentale ed equivalgono a battute a vuoto assolutamente da dimenticare. Nicoletta Elmi è la bambina diabolica, non memorabili gli altri interpreti. In conclusione: elegante, ma piuttosto noioso.

Fauno 16/11/09 16:09 - 2101 commenti

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Interessante e per lunghi tratti piacevole. Azzeccato il simbolismo del dipinto con leggenda annessa. Limiti: molti degli ingredienti del pentolone sono comuni ad altri film dove vengono sviluppati più a fondo. Provate a indovinare i film di Crispino, Argento e Bava, che trattano rispettivamente Spoleto, una tela disincrostata e una maledizione che si impersona in un adolescente. Anche troppo facile.
MEMORABILE: Nicoletta Elmi che fuma è impagabile. La mazza da cricket e la voce finale in sottofondo.

Capannelle 1/03/10 12:56 - 4131 commenti

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Vicino alle tematiche dellamaniane, offre la sua abilità nell'intrecciare sentimento e mistero (coadiuvato da Cipriani alle musiche) e qualche bella sequenza (il dipinto, la vecchia nel castello, la mano in fiamme), ma è anche tirato via in alcuni momenti topici e nello scontato finale. Diciamo che nel maneggiare materiale di ispirazione demoniaca (e venendo influenzato dal recente esorcista) il regista si è un po' perso per strada. Quasi che dovesse finire il lavoro in fretta. **

Lucius 8/10/10 21:12 - 2979 commenti

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Tra i molti che hanno imitati Argento, Dallamano ci riesce benissimo realizzando un'ottima pellicola che ha molte analogie con Profondo rosso. Tra Spoleto e Londra un film capace di spaventare per le atmosfere e la storia che racconta. Un dipinto "satanico" al centro della labirintica sceneggiatura per un film con interpreti convincenti. Splendido.

Trivex 12/12/11 14:24 - 1654 commenti

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Spoleto è bellissima e anche questo film non scherza. Il gusto estetico è evidente: nel borgo, nella villa, sul ponte e ovunque. La storia non esalta ma è più che passabile, comunque classica con merito. Gli attori agiscono bene e la piccola Nicoletta a volte pare pure minacciosa e cattiva: per il sorriso beffardo e maligno e per lo sgomento dei suoi urli notturni. Ci starebbero i tre e mezzo, ma alla fine mezzo se lo perde per il finale trovato banale e troppo improbabile, anche per questa storia di fantasia. Buone musiche (a tutti).

Didda23 11/05/12 23:15 - 2372 commenti

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Soffre di un andamento fin troppo altalenante: l'inizio è intrigant,e poi piano piano l'opera si perde in insulse lungaggini (che creano solo tedio) per poi riprendersi nel magnifico finale. Eccezionale la scelte delle location e l'ottima fotografia di Franco Delli Colli (sublimata dal restauro fatto nel 2005). Certe sequenze sono stilistacamente formidabili; purtroppo ce ne sono troppo poche... Da applausi la Elmi.

Giùan 29/05/12 12:00 - 3901 commenti

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Rispetto alla verosimiglianza di Solange, qui Dallamano si muove nel minato territorio cinematografico del mistero, addentrandosi perfino nel luciferino. La sua credibiità registica tuttavia gli permette di attraversare il cerchio di fuoco con morbida visionarietà e claustrofobica resa degli spazi. Spoleto ancora si palesa set artistico filmicamente lussureggiante. Alcuni snodi tirati via ma c'è un atmosfera baviana che intriga e suggestiona. Johnson recita come un funzionario BBC ma l'anziana Kedrova e la piccola Elmi han la malia. Jo Cassidy attizza!
MEMORABILE: Le visioni di Emily della madre morta tra le fiamme; L'assassinio della tata; La Kedrova che "vede" la bimba al piano; La musica di Cipriani.

G.enriquez 29/07/12 14:09 - 121 commenti

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Non era facile conferire a questa pellicola una direzione unitaria, considerato che la sceneggiatura è un vero e proprio mix di tutti i generi toccati dal fantastico fino a quel momento (era il 1975). Si va dunque dal gotico degli anni '60 (l'ambientazione spoletina) agli sprazzi di violenza alla Fulci (la morte della colf), al thriller di Dario Argento (la villa e il quadro maledetto) e infine si giunge all'horror demoniaco lanciato da Friedkin due anni prima. Ma Dallamano, da grande cineasta qual'è stato, ha vinto questa difficile scommessa.

Von Leppe 11/10/12 17:31 - 1160 commenti

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Thriller demoniaco alquanto originale per la possessione dai toni sentimentali e melodrammatici, che sembrano esagerati nei desideri della bambina proprio per riuscire nel loro intento. Cornice autunnale tra le colline umbre e le vecchie vie di Spoleto. Incentrato anche sull'arte, su un antico dipinto, offre temi e atmosfere interessanti. Bravi interpreti (Nicoletta Elmi si presta molto, è credibile senza trucco e artifici), ottima fotografia, colonna sonora che fa la sua parte riuscendo a creare la giusta atmosfera malinconica.

Maik271 13/02/13 14:27 - 436 commenti

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Londra e Spoleto fanno da cornice a questa pellicola di Dallamano caratterizzata da un buon soggetto e ottime musiche di Cipriani. Viene così confezionata una pellicola di ottima fattura, con un buon ritmo, che mantiene alto l'interesse. Tutto il cast dà il meglio di sè, la Elmi è perfetta per il ruolo, bene anche la Kedrova nella parte della contessa sensitiva. Finale risolutore con frase di Papa Paolo VI molto toccante.

Massimo Dallamano HA DIRETTO ANCHE...

Caesars 22/03/13 09:20 - 3480 commenti

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Dallamano si cimenta col demoniaco, prendendo però decisamente le distanze dalla pellicola di Friedkin uscita non molto tempo prima. Quello che convince della pellicola è l'ambientazione a Spoleto, purtroppo invece la sceneggiatura fa parecchia acqua e non sa bene che direzione prendere, non riuscendo così a tenere desta la tensione che invece vorrebbe generare. Peccato perchè l'inizio è abbastanza intrigante e l'idea del quadro maledetto anticipa il capolavoro di Avati. Discreti gli interpreti. **!

Myvincent 21/03/13 12:36 - 3366 commenti

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Mediamente noioso, anticipa Profondo rosso per alcune tematiche, ma non riesce veramente a terrorizzare a causa soprattutto di una trama scarna e banale che si trascina sino in fondo, diluendosi in un racconto sfiancante e senza guizzi narrativi. Buona l'ambientazione degli esterni e degli interni, attraente la figura di Joanna Cassidy. Ma non basta...

Rebis 28/06/13 12:19 - 2219 commenti

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Tarda incursione nel gotico di Dallamano che ne rispetta l'andamento ondivago, l'azione indeterminata e la centralità scenografica delle architetture paesane. Ma il sovrannaturale veleggia per tutta la pellicola senza mai ormeggiare. Col senno di poi, pare un omaggio alla perturbante innocenza di Nicoletta Elmi. Il languido score di Cipriani, le raffinate luci di Delli Colli creano un'atmosfera struggente e singolare. Finale ardito - con implicazioni incestuose e pedofile - tarpato da un eccesso di retorica (il titolo in sovrimpressione, le parole di Paolo VI). Affascinante ma poco avvincente.

Nicola81 16/07/13 23:01 - 2527 commenti

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Uno di quegli horror girati sulla scia de L'esorcista. Non ha la potenza del film di Friedkin, ma nemmeno i plateali (e talvolta disgustosi) eccessi. Qui contano molto di più il fascino dell'ambientazione umbra, l'atmosfera di tensione crescente e l'eleganza della confezione (belle la fotografia di Franco Delli Colli e le musiche di Cipriani). Dallamano si conferma regista versatile e capace; peccato che scivoli in un finale deludente e anche pretenzioso nel suo citare papa Paolo IV. La Elmi inquietante come si conviene; molto bella la Cassidy.
MEMORABILE: Le visioni di Emily; La morte della governante.

Dusso 2/02/16 10:53 - 1548 commenti

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Il problema principale è che la vicenda e quindi il soggetto sono molto deboli, ma si apprezzano la regia, la fotografia, le location e le splendide musiche che donano al film una grande cornice. Il cast ha il suo punto di forza nella Elmi (che è bravissima) e nella ottima intepretazione della Kedrova; degli altri qualcuno è un po' sottotono. Direi che si potevano evitare i maldestri effetti speciali sulle cadute della Ghia e della Galli...

Claudius 9/01/16 20:58 - 518 commenti

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Elegantissimo horror soprannaturale che oltre a contare su di un buon cast ha dalla sua una storia intrigante che, pur strizzando l'occhio a un certo film di Friedkin, riesce a staccarsene per gli originali tocchi decadenti e romantici (c'è anche un discreto tocco sentimentale). Allo stesso tempo il film riesce bene nell'intento di far paura (la scena del corridoio e il finale). Da collezione.
MEMORABILE: Le visioni della Elmi.

Rufus68 9/04/17 22:24 - 3608 commenti

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Horror di buona fattura, lineare, sobrio, scorrevole e non privo di una certa eleganza (l'ambientazione umbra, i riferimenti artistici), comune a certo filone fantastico italiano degli irripetibili Settanta. Interessante la commistione tra il canone diabolico e una scoperta, ma non fastidiosa, lettura psicoanalitica. La Streghetta Nazionale, capelli rossi e occhi cerulei, si diporta con disinvoltura; Johnson apporta l'afflato borghese buono a far risaltare l'aspetto sovrannaturale.

Fedeerra 24/08/17 04:43 - 790 commenti

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Un possession movie atipico, che trae il suo maggior fascino dalle atmosfere lugubri e decadenti di una Spoleto spettrale e onirica. La Elmi che fa la ragazzina posseduta é straordinaria, le sue crisi isteriche sono davvero potenti. Inchini per la bella fotografia curata da Franco Delli Colli e la malinconica colonna sonora di Stelvio Cipriani. Una fiaba nera da (ri)scoprire.

Minitina80 14/05/18 06:57 - 2758 commenti

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Nato sulla scia del filone demoniaco, si distingue per un approccio piuttosto raffinato e inusuale, rinunciando a spingere nell’immediato. Resta per più di un’ora abbastanza ondivago, dando l’impressione di non sapere quale direzione prendere e di non voler calcare la mano. Qualche spunto interessante non manca e forse si poteva sviluppare con maggiore convinzione e incisività, anche perché i vicoli e le ville umbre danno un tocco personale e unico. Il motivo di Cipriani è anche bello, ma l’uso che ne fa Dallamano lo rende presto nauseabondo.

Alexpi94 3/07/18 03:36 - 186 commenti

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Eccellente dramma-horror diretto con mano sapiente dal bravo Dallamano e interpretato in maniera (veramente) egregia dall'ottimo cast: molto bene Johnson e in parte la Elmi, ma il personaggio che mi colpisce maggiormente è quello dell'oscura contessa Cappelli interpretata magistralmente dalla bravissima Lila Kedrova. Regia ottima (e dal grande impatto visivo), bellissima fotografia e malinconiche musiche di Cipriani innalzano ancor di più il livello dell'opera. Si rasenta la perfezione!
MEMORABILE: Lo struggente monologo finale.

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Gmriccard 14/07/18 12:52 - 121 commenti

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Metto le mani avanti: l'horror non è tra i miei generi prediletti. Detto questo il film è forse troppo antiquato per poter solleticare il pathos dello spettatore odierno e Dallamano dimostrerà di essere un regista di prim'ordine con il genere poliziesco-drammatico. In più la Elmi mi ha da sempre indisposto come intellettuale dei ragazzi della 3°C, ora la scopro irritante anche nelle interpretazioni giovanili. Questa si chiama coerenza...
MEMORABILE: Il pugnale dell'angelo: mi sono chiesto per tutto il film da che parte fosse il manico e come si dovesse impugnare...

Bubobubo 8/01/21 18:08 - 1774 commenti

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Quando il demoniaco entra a gamba tesa nel cinema di genere italiano si può star certi che da qualche parte figura un rimosso eccedente: è naturalmente il caso di questo Dallamano minore, cui tuttavia non bastano l'iconica fisionomia di Nicoletta Elmi e gli sparsi riverberi argentiani dello script per firmare una pellicola al livello dei suoi grandi classici d'inizio decennio. Due i difetti sostanziali: una certa sciatteria nella scrittura dei personaggi secondari (indeterminata la figura della contessa Cappelli-Kedrova) e un finale circolare ma piuttosto telefonato. Mediano.

Sardonicus 27/09/22 22:41 - 12 commenti

I gusti di Sardonicus

Manierato, calligrafico e didascalico. Dallamano qui toppa alla grande, indeciso sul taglio da apportare alla storia, che dall'incipit all'epilogo, come in una centrifuga impazzita, sforna via via accenti figurativo-pittorici con ambientazioni davvero suggestive a contorni tragicomici esoterico-demoniaci del tutto involontari. Piatto e noioso, con attori quasi del tutto fuori registro. Si salvano solo scenografie e fotografia. Infine menzione speciale alle splendide musiche di Stelvio Cipriani, anche se eccessivamente onnipresenti.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Didda23 • 22/03/13 16:22
    Gestione sicurezza - 5780 interventi
    Invece è così godurioso segare i papiri! Grande caesars
  • Musiche Lucius • 6/12/15 11:20
    Scrivano - 8992 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, il 45 giri originale:

    Ultima modifica: 6/12/15 13:15 da Zender
  • Musiche Zender • 6/12/15 13:16
    Pianificazione e progetti - 46427 interventi
    Notevole questa. Bello anche vedere che il 45 usava il titolo alternativo.
  • Musiche Lucius • 6/12/15 13:25
    Scrivano - 8992 interventi
    Anche la locandina se per questo.L'ho recuperata.
  • Musiche Zender • 6/12/15 17:31
    Pianificazione e progetti - 46427 interventi
    Beh di locandine ne saranno esistite sia con l'uno che con l'altro titolo, voglio dire. Come ripeto sempre non esiste praticamente mai un'unica locandina per un film. Una è quella che si vede qui a sinistra, per dire, e ha il titolo IL MEDAGLIONE INSANGUINATO.
  • Discussione Buiomega71 • 10/01/16 13:25
    Pianificazione e progetti - 24416 interventi
    Claudius ebbe a dire
    Buio, non so dove cercarti, comunque tra i tuoi flanetti hai quello de Il medaglione insanguinato di Dallamano?l'ho visto ieri sera e ne sono rimasto conquistato/terrorizzato come non mai

    No, Claudius, mi spiace, che io sappia il flanetto di Tv Sorrisi e canzoni del nero dallamaniano non e mai stato pubblicato dalla rivista

    Ma non hai la mia email?
    Ultima modifica: 10/01/16 13:25 da Buiomega71
  • Discussione Claudius • 10/01/16 13:33
    Servizio caffè - 208 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Claudius ebbe a dire
    Buio, non so dove cercarti, comunque tra i tuoi flanetti hai quello de Il medaglione insanguinato di Dallamano?l'ho visto ieri sera e ne sono rimasto conquistato/terrorizzato come non mai

    No, Claudius, mi spiace, che io sappia il flanetto di Tv Sorrisi e canzoni del nero dallamaniano non e mai stato pubblicato dalla rivista

    Ma non hai la mia email?


    Non l'avevo salvata forse!in rubrica non spunta, controllo meglio.
    Quanto al film mi è piaciuto veramente!siamo dalle parti di Audrey Rose e del Presagio più che dell'Esorcista (per il quale personalmente non impazzisco)
    Ultima modifica: 10/01/16 13:36 da Claudius
  • Discussione Dusso • 2/02/16 10:41
    Archivista in seconda - 1697 interventi
    Il film l'ho rivisto credo dopo 8-10 anni ma lo ricordavo molto più di altri che ho visto in anni più recenti. Il mio giudizio (due pallini e mezzo) che mi appresto a scrivere è lo stesso pensiero che avevo quando lo avevo visto all'epoca
    Ultima modifica: 2/02/16 15:09 da Zender
  • Discussione B. Legnani • 2/02/16 11:07
    Consigliere - 14726 interventi
    Dusso ebbe a dire:
    Il film l'ho rivisto credo dopo 8-10 anni ma lo ricordavo molto più di altri che ho visto in anni più recenti. Il mio giudizio (due pallini e mezzo) che mi appresto a scrivere è lo stesso pensiero che avevo quando lo avevo visto all'epoca

    Prima o poi gli darò una seconda opportunità, visto che non mi è piaciuto per nulla.
    Ultima modifica: 2/02/16 15:09 da Zender
  • Curiosità Allan • 31/10/18 12:58
    Disoccupato - 1226 interventi
    Come dichiara Antonello Geleng, fu lui a realizzare il dipinto del film.
    (Nocturno 190, ott. 2018).
    Qui sotto un fotogramma dai titoli di coda del film: