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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Per rendere possibile la sfida tra due eroi di epoche completamente diverse era necessario scegliere se portare Zorro ai tempi dell'Impero Romano o Maciste a quelli della Spagna di Don Diego de la Vega. Si è optato per la seconda soluzione, sicuramente la meno bizzarra (vedere Zorro alle prese con liberti e gladiatori sarebbe stato troppo!) e si è scritta una sceneggiatura che ruota attorno alla successione al trono di Filippo II. Al titolo di Regina di Nogara pretendono la bella e buona Grazia Maria Spina e la perfida Moira Orfei (aiutata dall’altrettanto spietato Massimo Serato). Il testamento, custodito in un prezioso cofanetto cilindrico, è in viaggio scortato dagli armigeri, ma Moira Orfei (certa che la preferenza...Leggi tutto sia stata accordata alla rivale) incarica Maciste, che si stava esibendo in piazza spezzando catene, di intercettarlo e consegnarlo a lei in segreto. Grazia Maria Spina, sicura che la Orfei stia tramando qualcosa, chiede a Zorro di fare la stessa cosa. La caccia comincia: da una parte Maciste (Alan Steel, il più celebre forzuto del nostro cinema peplum, scelto spesso anche per interpretare Ercole), dall'altra Zorro (Pierre Brice). I due si incontreranno sulla strada dando vita a impossibili duelli combattuti a pugni e spada, prima di finire con l’allearsi e abbattere da soli decine e decine di soldati. A sorpresa, tra i due, a rivelarsi più astuto è Maciste e la sfida verrà combattuta anche con stratagemmi simpatici. La regia di Lenzi è sufficiente dinamica, ma il film resta contenutisticamente povero e ripetitivo. Ottima la cura nei costumi; il che, assieme alla professionalità della troupe, toglie all'opera quella miseria necessaria a trasformarla nel trash-cult che il titolo prometteva.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Fabbiu 27/10/07 11:04 - 1987 commenti

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Gli esordi avventuristici di Lenzi. Dal titolo mi aspettavo un trash molto più potente, invece si dimostra essere un film grazioso per vari motivi; vuoi la cura per i costumi, i combattimenti ben fatti, la marcetta musicale ricorrente molto carina. Insomma, di veramente assurdo c'è solo il fatto che Zorro e Maciste vivano nella stessa epoca. In più occasioni, il film qualche risata la strappa (il terribile coccodrillo di cartone, il ponte levatoio...) ma per il resto il film si lascia seguire con un certo stile; non male poi l'interpretazione di Moira Orfei.

Matalo! 2/08/10 19:59 - 1368 commenti

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Peccato non aver Zorro tra semidei e gladiatori! In realtà la vera cosa trash del film è il titolo. Per fare pari e patta abbiamo messo i due campioni del cinema bis in un imprecisato periodo settecentesco tra intrighi di cortee e malintesi tra due eroi che pensano di stare ambedue dalle parti del giusto. Cinema parrocchiale ai semiminimi con Brice un po' protoDelon. Immortale per bruttezza la scena dell'inossidabile Steel (nomen omen) in lotta con un coccdrillo da uovo di Pasqua.

Homesick 5/09/11 17:30 - 5737 commenti

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Due piccioni con una fava. Fare incontrare Zorro (Brice, doppiato da Cesare Barbetti) e Maciste (Steel, da Glauco Onorato) significa coniugare duelli all’arma bianca e prodezze da peplum originando un fumetto svelto, colorato e gustoso, financo in vena di incursioni in generi limitrofi come il western (l’agguato dei banditi nel canyon) o il grottesco surreale (le maschere carnevalesche). Le due donne antagoniste sono la mora e perfida Orfei e la bionda e buona Spina, tra le quali si pone una carezzevole Rosy Di Leo.
MEMORABILE: Zorro: «Mi hai sorpreso con quell’aria da pachiderma!». E Maciste: «Fatti sotto, infilzagalline!».

Darkknight 28/08/16 15:07 - 353 commenti

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Destinato alla beceraggine, trova invece una strada per la dignità. Il contesto che consente l'incontro tra i due eroi funziona, l'escamotage per metterli in competizione è ben congegnato, il confronto tra i due è ricco di ritmo e colpi di scena. Costumi variopinti e location ben sfruttate danno un tocco di professionalità. E perfino il coccodrillo finto e le scazzottate alla Spencer-Hill trovano il loro perché in questo spirito fanciullesco. Insomma, un film prevedibile ma solido e compatto, senza i buchi e le illogicità di Batman v Superman.

Jdelarge 10/10/19 00:59 - 895 commenti

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Il solito buon prodotto firmato Lenzi, il quale, anche se non dà vita, in questo caso, al suo miglior film, riesce comunque a confezionare una pellicola assolutamente credibile, nonostante l'idea improbabile di mettere in competizione Zorro e Maciste. Degne di nota sono senza dubbio le scenografie, i costumi e l'utilizzo delle luci, che rendono l'atmosfera affascinante. La trama, nella sua semplicità, è coinvolgente, mentre le scene d'azione avrebbero potuto essere più avvincenti. Buon film.

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