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Titolo originale: The Canal
Anno: 2014
Genere: horror (colore)
Note: Presentato al 32° Torino Film Festival nella sezione After Hours
Numero commenti presenti: 24
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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/11/14 DAL BENEMERITO COTOLA
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Cotola 27/11/14 16:54 - 8056 commenti

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Film horror d'altri tempi, dai sapori antichi e gustosi. Parte bene e prosegue meglio, grazie alla tensione che si mantiene alta ed alla curiosità crescente che coinvolge lo spettatore. Non mancano sane dosi di splatter, così come una buona atmosfera che provoca qualche spavento (alcuni meccanici, altri no) e pure pizzichi di inquietudine. Peccato per un finale abbastanza telefonato ed anche un po' (per certi versi) "truffaldino". Ma resta un bell'esempio di film di genere come ormai, purtroppo, se ne vedono sempre più di rado.

Herrkinski 16/02/15 04:50 - 6079 commenti

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L'equilibrio tra suggestione, follia e ghost-story a sfondo familiare mi ha ricordato a tratti il contemporaneo Babadook, così come alcune cose di Sinister (i super8, l'uso intelligente di inquietanti musiche ambient); in generale questo horror irlandese ricalca schemi già visti. Ma Kavanagh ha stile da vendere, la confezione è di ottimo livello, la costruzione della tensione è eccellente e tiene incollati allo schermo; il tutto è suggellato da un quarto d'ora finale raggelante e da ottime prove attoriali. Gran film e regista da tener d'occhio!
MEMORABILE: Tutto il finale; Il protagonista che spia la moglie fedifraga e ha le visioni nel bagno pubblico.

Ducaspezzi 20/03/15 18:11 - 222 commenti

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Tutti i sudori freddi e caldi del protagonista - divorato da terribili ansie d'infedeltà, mostri della mente, terribili visioni - sembrano alimentare le acque del canale, riversandovisi come il fiume fa nel mare. Ed è un corso d'acqua di inquietudini quello che collega idealmente una dimensione di angosce reali con un piano di metafisico delirio, fino alla loro tragica e disperante compenetrazione. Un film che si lascia seguire con un certo stuzzicante coinvolgimento, che riesce ad ammaliare situazionalmente grazie a regia e attori. Bel finale.

Daniela 23/03/15 08:53 - 10781 commenti

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Una casa teatro nel passato di delitti atroci ed ora infestata da presenze, una famigliola in pericolo, la mente sconvolta del protagonista incapace di distinguere i confini fra realtà ed allucinazione: non è certo l'originalità il pregio di questo horror irlandese ma, se non pretende di rinnovare il genere, lo declina però in modo piuttosto convincente, senza ricorrere a troppi trucchetti meccanici ma riuscendo in alcune sequenze ad instillare inquietudine, suscitare ribrezzo, far scorrere brividi lungo la schiena. Il che è quello che ci si aspetta da un horror classico degno di questo nome.
MEMORABILE: I cessi pubblici, terrificanti soprattutto dal punto di vista igienico; la fuoriuscita dal buco nel muro durante la proiezione; il "parto"

Kinodrop 12/05/15 17:12 - 1995 commenti

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Non si tratta di uno dei tanti horror stracarichi di trucchi e di effetti standard, ma di un serio e coerente racconto di presenze oscure nella realtà di una famiglia apparentemente normale. E' un continuo oscillare tra psicosi e fobie alimentate dal riaffacciarsi di un passato drammatico e cruento. Sceneggiatura, montaggio e fotografia eccellenti al servizio di attori (cosa rara in questo genere) più che credibili. Ottimo anche il sonoro, concausa efficace nei sussulti e nella tensione. Una bella scoperta.
MEMORABILE: I deliri del protagonista; I macabri fotogrammi.

Schramm 12/08/15 13:09 - 2603 commenti

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Wow, un'altra ghost-story che sembra paranormale ma babadook babadook babadook... è normale! O no? Gli è che nell'ultima casa a sinister, all'angolo tra Poughkeepsie e un certo reparto, il protagonista si ritrova per le mani reels di arcaici crime-scenes avvenuti, guardanpo'!, a casa sua. E con lui non discerniamo più il vero dal falso, se i fantasmi sono quelli della mente o del video. Ring any bells? Magari a Kavanagh si può dare una bella tirata d'orecchi per l'abuso spudorato dei più frusti cliché e per l'impersonalità di fondo, non fosse che sa riscattarsi con una lussuosa mise en scene.

Lattepiù 16/08/15 13:28 - 208 commenti

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Il protagonista ha una faccia da cane bastonato perenne. Si può capirlo: prima scopre di essere cornificato allegramente dalla moglie; poi che il canale presso casa sarebbe sede di inquietanti presenze e teatro di agghiaccianti fatti di sangue passati. Ormai i film che si muovono al confine tra i fantasmi effettivi e i fantasmi della psiche fanno genere a sé. Questo assomiglia a un mucchio di altri film, spesso migliori e non sfrutta a dovere lo spunto dei filmati d’epoca. Ma almeno non annoia e la parte finale è bella marcia e visionaria.
MEMORABILE: L’allucinazione (?) del protagonista collassato nel lurido cesso pubblico; Il parto putrescente.

Deepred89 23/10/15 12:35 - 3408 commenti

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Idee tutte più o meno già viste altrove (Sinister e Eyer Wide Shut senza uscire dal primo quarto d'ora) e un colpo di scena finale che risulterà tale solo per chi è totalmente a digiuno del genere. Tolti tali sassolini dalla scarpa, non si può non osservare come il thriller di Kavanagh funzioni a meraviglia, senza un solo attimo di tregua, cupo e misterioso senza scadere nella gratuità, ben interpretato e girato con grande professionalità, abile nel valorizzare gli ambienti e mai stucchevole nei suoi tocchi horror.

Rebis 10/03/16 11:19 - 2149 commenti

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Insomma, l'aveva fatto De Palma con Alfred Hitchcock, ora lo fa Kavanagh con l'intero corpo dell'haunted movie (Suspense, Amityville, The Ring, Sinister, i riferimenti più espliciti): campionare stilemi, scene madri, topoi fondativi per generare nuove emozioni attorno a forme riconoscibili. Neoclassicismo postmoderno? All'incirca. Stile? Non molto. Rimane, fuori dai momenti indiscutibilmente terrifici, un cinema che giustifica la sua ragion d'essere attraverso istanze teoriche e metafilmiche; ma la narrazione non sostiene il primo piano, e il film si dissolve come affiora il nulla del racconto.

Pesten 22/07/17 11:59 - 665 commenti

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C'è molto dei suoi coetanei in questo film, con storia classica e abusata (di recente), che riesce a conservare un minimo di personalità per via della provenienza (Irlanda). Gli attori non sono proprio il massimo, tra espressioni simili dal primo all'ultimo minuto o da caratterizzazioni che ti fanno capire le cose prima che accadano, ma probabilmente soffrono una scenografia e un soggetto che fa acqua in parecchi punti. Riuscito, ma tenere l'attenzione fissa sullo schermo non è sempre facile.

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Galbo 6/09/17 07:42 - 11702 commenti

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Horror di genere che si muove tra case infestate, visioni di morte e deliri persecutori. Il protagonista sprofonda sempre di più nella paranoia, ben resa dall'ottimo protagonista Rupert Evans e il regista fa crescere abilmente e progressivamente la tensione, con un bel contrasto tra le immagini di quiete domestica e quelle efferate derivanti dai deliri del personaggio principale, con buoni effetti visivi. Nulla di nuovo ma un film che ben realizzato che centra il bersaglio.

Hackett 18/02/18 17:12 - 1807 commenti

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Buon horror irlandese che, se da un lato sfrutta immagini e situazioni derivative di parecchi capolavori del genere (da Shining a The ring, passando in maniera più leggera per Session 9) per il resto ci regala una vicenda di paura, gelosia e pazzia molto terrena, ancorata al paesaggio desolato di una provincia irlandese appena visibile, ma che appare squallida e lontana dalle immagini da cartolina. Ben orchestrato.

Il ferrini 29/12/18 23:59 - 1902 commenti

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Funziona decisamente bene questo irish horror, creando una crescente tensione che procede di pari passo con la discesa agli inferi del protagonista, sempre più risucchiato dalle sue proiezioni (anche letterali, trattandosi d'un archivista) e ossessioni. Visivamente pesca da Amityville a The ring passando per Dark water, senza aggiungere granché di nuovo ma mescolando con perizia gli ingredienti. Evans è genuinamente paranoico e anche il bambino è davvero perfetto. Ottimo film di genere.

Mco 16/03/19 22:33 - 2216 commenti

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Si cammina tra i parafernali del genere in questi novanta minuti diretti da Kavanagh. Talvolta si sconfina in terreno ghosthouse, talaltra si finisce nei meandri del thriller piscologico, creando un effetto straniante nei confronti dello spettatore, inghiottito da una diegesi perlomeno bislacca. Non mancano il disgusto, come nel caso del tour notturno nei bagni pubblici e più di un salto sulla poltrona. Ma l'impressione è che l'idea di base avrebbe potuto essere sfruttata meglio. Discreta la prova di Evans, bellissima la Hoekstra.
MEMORABILE: L'incubo nel bagno sudicio.

Minitina80 29/11/19 12:25 - 2632 commenti

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Quando un horror riesce a far scorrere un brivido lungo la schiena, allora lo si può definire riuscito. Tutto il resto assume un valore secondario, anche se in questo caso c'è veramente poco da rimproverare. Forse la storia non è granché originale, ma il modo scelto da Kavanagh per raccontarla è tremendamente efficace, per niente banale e facile da mettere in scena. Alcune sequenze sono magnetiche e tengono il fiato sospeso, soprattutto nell'ultima parte. La dimostrazione che si possono affrontare i soliti argomenti senza apparire ripetitivi.
MEMORABILE: Le visioni; La fuoriuscita dal muro; Le allucinazioni; Il parto.

Taxius 20/12/19 10:58 - 1651 commenti

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Un'enorme villa in cui a inizio 900 è avvenuto un efferato femminicidio, inquietanti visioni di morte, un bambino piccolo, una moglie adultera sparita nel nulla e la persecuzione della polizia; questa è la pesante situazione in cui si trova David, un modesto archivista. Bell'horror vecchio stile a metà tra ghost story e thriller, in cui non si capisce se ciò che si vede è allucinazione o realtà. La trama è molto originale e coinvolgente e è un crescendo di follia e violenza in cui lo splatter abbonda. Finale che gela il sangue nelle vene...

Lupus73 17/02/20 20:24 - 1028 commenti

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Film apparentemente non originale riconducibile a influenze Amityville, The ring, Sinister, Shining... opere che però non vengono scimmiottate ma usate in maniera strumentale dal soggetto. Nonostante la prevedibilità del meccanismo principale, la pellicola riesce a essere piuttosto inquietante sia per l'uso del paranormale come influenza mentale, manifestata nelle azioni dell'individuo vivente (come nel film di Kubrick), sia per un sapiente montaggio (e fotografia) che usa in maniera spesso brutale bombardamenti di immagini. Riuscito.
MEMORABILE: Le varie scoperte sul passato sanguinario della casa; Il finale (veramente azzeccato).

Myvincent 31/07/20 07:39 - 2958 commenti

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In un canale come tanti si ritrova il cadavere di una donna, morta a quanto pare accidentalmente, ma si sospetta del marito geloso. Col solito consumato registro continuamente in bilico fra deliri e allucinazioni di natura psichiatrica e "realtà" tutta fantasmagorica a cui sembra credere solo il protagonista, si consuma l'ennesimo horror contemporaneo, il quale, non arriva a concludere nulla di definitivo o a sciogliere i dubbi. Nulla di nuovo sotto questo cielo (nero). Un mondo di sbadigli in più.

Bubobubo 9/12/20 16:09 - 1537 commenti

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Giovane archivista della cineteca, geloso della bellissima moglie di cui sospetta (fondatamente) un tradimento, viene sconvolto dalla visione di un vecchio filmato della polizia in cui si documenta l'orrendo omicidio di un'intera famiglia nella sua attuale residenza...Come vada a finire la vicenda è chiarissimo entro il primo quarto d'ora, grazie a una curiosa citazione allo Strade perdute lynchiano (il party); e non confonde poi granché le acque il gioco delle tre carte che il regista applica alacremente per i 70' successivi. Discreta la costruzione della tensione psicologica.
MEMORABILE: Apparizione al bagno pubblico; C'è qualcosa nella stanza d'albergo?

Voloerrand 9/05/21 23:03 - 23 commenti

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Praticamente è stato detto tutto nel genere horror, e forse è lo stesso per ogni espressione umana (dopo circa 200.000 anni...), difficile vederci grosse similitudini con film citati e noti più che in altri film (magari Fractured & Dream house si) e anzi, il veloce precipizio nel delirio e nelle atmosfere da casa posseduta, rivisitazione moderna di una Hill house più cittadina ma altrettanto stagnante, rendono quest'opera abbastanza godibile e di buon livello. E' vero c'è un pozzo e c'è una figura femminile molto in stile The ring, ma c'è anche uno tocco di thriller niente male.

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Anthonyvm 6/06/21 15:50 - 3130 commenti

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Senza raccontare niente di innovativo (case dal passato oscuro in stile Amityville horror, filmini di famiglie uccise tipo Sinister con spettri à la The ring annessi, signore vestite di scuro fra The woman in black e Suspense), l'irlandese Kavanagh confeziona un dignitoso thriller psicologico, giocato (un po' convenzionalmente ma con intelligenza) sull'ambiguità che circonda l'elemento sovrannaturale. Il terzo atto rivela forse troppo, quasi a voler dare un'interpretazione univoca degli eventi, ma si riprende nel cupo finale. Notevole la performance da protagonista di Rupert Evans.
MEMORABILE: Il filmato dagli archivi della polizia; I flashback sanguinari; Il corpo nel canale; Lo spettro esce dalla proiezione del film; Il parto del fantasma.

Nicola81 5/07/21 18:30 - 2215 commenti

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Difficile trovare spunti originali in questo horror/thriller irlandese che in compenso assolve però pienamente il compito che ci si aspetta da una pellicola del genere: crea fin da subito una certa inquietudine che poi sfocia in vera e propria tensione, regalando anche qualche genuino spavento. Il dubbio se quanto vissuto dal protagonista sia reale o frutto di allucinazioni funziona, e il finale non concede sconti, mentre le sequenze più propriamente splatter non aggiungono nulla. Bravo Rupert Evans in un ruolo non facile, la Hoekstra è una bella statuina che ispira scarsa simpatia.

Pumpkh75 8/09/21 14:21 - 1445 commenti

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Intreccio risaputo, è chiaro da subito, eppure non mancano quelle componenti che aiutano a trascurare i tanti déjà vu: l’ottimo Rupert Evans tribolato, l’abiura quasi totale degli jumpscares, la scaltrezza visiva del regista, la bravura nel generare mistero anche laddove tutto sembra chiaro e definito. Si chiude con dieci minuti ancor più tesi ed efficaci ma anche con un educato quesito da porre a Kavanagh: trovata una location inquietante e frondosa e donatole l’onore del titolo, perché non sfruttarla di più? Sagace.

Giùan 18/09/21 10:21 - 3459 commenti

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Piuttosto convenzionale, per quanto non disprezzabile. Girato da Kavanagh con esplicitate intenzioni cinefile (la curiosa ambientazione nella cineteca caratterizzata come un grigio ufficio routinario), il film si configura da subito come l'apnea nell'incubo personale di un piccolo travet (il davvero depressivo Evans, nel quale non si capisce cosa possa aver trovato la lunghissima Hoekstra), il cui delirio fantasmatico capiamo bene fin dall'inizio celare meno immateriali motivazioni. Comunque ben tenuto nel suo mood ossianico e con un bambino da horror che si esprime con naturalezza.
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