The Poughkeepsie tapes

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Titolo originale: The Poughkeepsie tapes
Anno: 2007
Genere: horror (colore)
Numero commenti presenti: 15

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/08/09 DAL BENEMERITO SCHRAMM
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Schramm 13/08/09 01:03 - 2488 commenti

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Metà last horror movie metà BWP, riesce dove questi falliscono: disturbare e angosciare. Quasi come un Vogel più accorto e depurato dalla sua foga di disgustare per amor di gratuità. Scaltrissimo nel scansare la frusta pesantezza teorica del metacinema che colpevolizza il voyeur e nel giostrarsi tra mito autoctono, leggenda metropolitana e cronaca vera tenendosi sempre in bilico tra puro mockumentary con punte di ragguardevole mimetismo snuff e attinenza a fatti realmente accaduti. Esagera chi parla di fifa blu, ma incute un timore che nemmeno i più scellerati torture porn sanno dispensare.

Brainiac 2/09/09 18:59 - 1083 commenti

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Talmente marci, questi videotape, da instillare ripetutamente il dubbio se sia più morboso l'assillo del serial-killer per le proprie gesta che non il voyerismo dello spettatore. Nelle prime scene l'impianto mockumentary stempera l'atmosfera plumbea, che si fa dannatamente lugubre quando i Vhs scalzano le interviste. Manna dal cielo il finale che diluisce l'abominio, perché con l'avvento della Sindrome di Stoccolma s'accende la metafora che da un senso agli orrori cui ci siamo sottoposti. Dimenticate Saw: questo è cinema per autolesionisti certificati.

Capannelle 8/09/09 14:54 - 3786 commenti

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Non sono un patito dei mockumentary, ma devo dire che questo è fatto bene: gioca bene sull'equilibrio tra finto e verosimile, tra sadismo spinto e spezzoni di killing profiling. Alimenta una credibile cifra di tensione, senza esagerare con scene esplicite, utilizzando bene le interviste agli specialisti per "creare l'evento" e contestualizzare così la torbida vicenda. Solide e appropriate le recitazioni. La versione in lingua inglese non disturba la fruizione.
MEMORABILE: Tra gli specialisti figura anche il "dismemberment expert" con la sua collezione di seghe e trapani: ridicolo involontario o alta specializzazione?

Greymouser 26/03/10 18:10 - 1458 commenti

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Noioso e pretenzioso mockumentary (speriamo che finisca la moda...) che cerca di sconvolgerci basandosi sul presunto ritrovamento di videocassette riproducenti in soggettiva le imprese di un sadico serial-killer. Peccato che all'atto pratico queste riprese siano del tutto improbabili e mostrino situazioni più false di una patacca. Fra l'altro non si capisce perché siano tutte distorte e sgranate: forse un disperato e puerile tentativo di farle sembrare più realistiche. Fallito, ovviamente.

Metuant 7/01/10 22:52 - 455 commenti

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Crudo e disturbante, ma soprattutto per nulla compiaciuto come August Underground e seguiti e questo è un grosso punto a suo favore. Buona l'idea di dedicare un mockumentary a qualcosa di 'tangibile' come un serial killer invece che alle onnipresenti entità di blairiana memoria; un territorio non facile, poiché il rischio di cadere nel ben più volgare snuff era alto, ma in questo caso il risultato è brillante e centra in pieno il bersaglio.
MEMORABILE: La scena dopo i titoli di coda.

Daniela 13/04/10 15:29 - 9849 commenti

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Un altro mockumentary sulle gesta di un serial killer, come Il cameraman e l'assassino ed il meno riuscito Behind the Mask, ma molto diverso da quelli, che offrono allo spettatore/voyeur la ciambella dell'ironia, cui aggrapparsi per restare a galla. Qui si sprofonda nel male che sfugge volutamente ad ogni catalogazione che non sia quella di una raccolta numerata di VHS di cattiva qualità girate da un tizio sconosciuto, pessimo videoamatore ma abile serial killer. Confesso difficoltà di pallinare e, per una volta, valuto soprattutto l'impatto.

Trivex 6/04/10 20:26 - 1521 commenti

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Non credo sia indirizzato ad impressionare, almeno non solo. Ci sono delle scene forti, mostrate bene, tipo il taglio della gola, ma spesso siamo nel dissimulato (rating R da IMDB). L'atmosfera è scura, ma ho scorto il buio più accuratamente altrove. Forse è il collegamento con la realtà, proposto con normalità di linguaggio e di convenzione. La stampa, la polizia, le famiglie dei coinvolti ed una vittima, raccontano le loro storie. Ma esse sono vicine alle immagini delle morti e delle torture, implacabilmente realistiche nel linguaggio e nella raffigurazione!
MEMORABILE: Il profiler dell'FBI, espone alcuni profili del killer completamenti diversi; la ragazza intervistata nel finale: "Ditemi come volete che risponda..."

Bubobubo 27/12/18 22:49 - 1327 commenti

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Rivestire Vogel di psicologismo si può fare, specie con una confezione del genere: un collage a trecentosessanta gradi che, come in uno speciale documentaristico, mette assieme interviste a ufficiali della polizia e parenti delle vittime, alcuni degli snuff amatoriali del serial killer e altro materiale audiovisivo (i corsi per giovani ispettori). Trama, svolgimento e realizzazione non sono originali (specie per quegli anni, teatro di un'esplosione di hand-held shooting), ma la sensazione di verosimiglianza è forte e alcune idee vincenti.
MEMORABILE: Cheryl costretta a sgozzare una prostituta; L'ultima intervista a Cheryl, la scena più verosimile di tutto il film.

Lupoprezzo 18/04/11 20:07 - 635 commenti

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John Erick Dowdle dirige un mockumentary piuttosto disturbante, che sfrutta abilmente l'inchiesta documentaristica e gli sgranati filmini amatoriali del serial killer, creando un continuo crescendo narrativo e svelando pian piano la psiche fredda e deviata di un implacabile assassino. Sono diverse le scene forti e riuscite, rese ancor più angoscianti dalla scarsa qualità dei video amatoriali. Indubbiamente riuscito.

Mickes2 26/04/11 20:15 - 1668 commenti

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Con grande utilizzo del taglio documentaristico ed una ottima gestione dei tempi e dei modi, il regista imprime al film una forza narrativa e un crescendo di pazzia a cattiveria implacabile. In particolare ci si concentra sulla figura di Cheryl, una ragazza catturata e tenuta in segregazione, torturata e seviziata per ben otto anni. La sua brevissima intervista finale è qualcosa di profondamente toccante. Le sue parole e il suo sguardo ti attraversano, ti scuotono, ti si aggrappano addosso, ti folgorano, all'istante. Questo è un gran pugno nello stomaco.
MEMORABILE: L'intensità e la forza dirompente dei filmini amatoriali.

John Erick Dowdle HA DIRETTO ANCHE...

Herrkinski 1/04/13 03:35 - 5418 commenti

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Quasi subito smascherato, questo mockumentary su un serial killer fittizio non aggiunge molto a quanto detto da film similari; nemmeno l'artifizio di proporre dei videotape sgranati e mal girati con le gesta del killer sortisce grande effetto, essendo espediente già visto in una miriade di film dell'ultimo decennio e non solo. Si spinge poco sul versante grafico (almeno potevano far qualcosa di più feroce) e le interviste puzzano di "fake" lontano un miglio. Sarò io che sono desensibilizzato, ma la gente s'impressiona veramente per poco. Evitabile.

Pinhead80 4/06/13 12:29 - 4038 commenti

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Ovvero come entrare nel delirio mentale di un serial killer attraverso le immagini che ci ha volutamente lasciato. Mano a mano che si svelano i nastri ci assale un senso di angoscia che non lascia più indifferenti. Il taglio dell'opera è quello del mockumentary che, anche se in un primo momento appare come un limite, diventa in seguito il valore aggiunto. Le scene di violenza sono quasi più suggerite che viste, ma basta lo stesso per crearci un senso di disagio interiore che ci accompagna anche oltre il finale. C'è poco da stare tranquilli...
MEMORABILE: L'intervista alla "sopravvissuta".

Stanton78 8/09/13 23:13 - 4 commenti

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Una buona occasione persa. L'idea che sorregge la struttura non è male, ma l'unica attrattiva del film resta la suggestione ovvero l'intuizione di come la storia avrebbe potuto funzionare se raccontata in modo diverso. Si indulge in un eccesso gratuito di sadismo e molte interviste sono così palesemente posticce da ricordare la comicità di falsi documentari come Prendi i soldi e scappa di Woody Allen. A mio avviso perdibile.

Buiomega71 17/01/20 00:54 - 2330 commenti

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La sgradevolezza prima di tutto (bambine stuprate e uccise, le riprese amatoriali schifose e distorte, le umiliazioni a cui sono costrette le vittime femminili, che debbano far scoppiare un pallone con il sedere o trasformate in bambole di carne assoggettate di cui cancellarne l'identità, il lurido scantinato dei supplizi), eppoi le interviste sempre più verosimili, i corpi smembrati a ritmo di seghetto, la straziante storia di Cheryl (a cui il film è farloccamente dedicato). Dowdle riesce quasi a farti bere la storia "vera" del serial killer: un punto in più a suo favore.
MEMORABILE: Il moncherino di Cheryl; Le dita alla Fred Krueger; "Schiava"; Rinchiusa nella cassapanca; La maschera da bambola; Le due bambine e i biscotti.

Anthonyvm 23/07/20 15:35 - 2302 commenti

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Uno dei più angoscianti film sulle gesta di un serial killer (fittizio) e uno dei più riusciti esempi di mockumentary in circolazione. Nonostante il realismo abbia un paio di cedimenti di tanto in tanto (specie durante le riprese in soggettiva del maniaco, con un poco credibile effetto videotape da post-produzione), la forza perturbante dell'opera si insinua nello spettatore prima che questi se ne renda conto e lo tortura per l'intera visione. Fra omaggi a Henry, Halloween e ai più recenti captivity-movie à la Saw, Dowdle si assicura un posto di riguardo nel sottogenere. Da vedere.
MEMORABILE: La maschera; La reazione della donna sull'auto del killer; L'aspetto di Cheryl; La spaventosa scena post-credits: "Vivrai se non chiudi gli occhi".
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Mickes2 • 26/04/11 20:16
    Archivista in seconda - 335 interventi
    Con grande utilizzo del taglio documentaristico ed una ottima gestione dei tempi e dei modi, il regista imprime al film una forza narrativa ed un crescendo di pazzia a cattiveria implacabile. In particolare ci si concentra sulla figura di Cheryl, una ragazza catturata e tenuta in segregazione, torturata e seviziata per ben 8 anni. La sua brevissima intervista finale è qualcosa di profondamente toccante...le sue parole e il suo sguardo ti attraversano, ti scuotono, ti si aggrappano addosso, ti folgorano, all'istante. Questo è un pugno nello stomaco…ed anche bello forte… Per quanto mi riguarda siamo ai livelli di A l'intèrieur e Martyrs.
    Ultima modifica: 27/04/11 15:01 da Mickes2
  • Discussione Zender • 26/04/11 20:18
    Consigliere - 43965 interventi
    Benissimo Mickes2, solo che qui i voti si esprimono in pallini. 7 e mezzo da noi non significa nulla...
  • Discussione Mickes2 • 27/04/11 15:03
    Archivista in seconda - 335 interventi
    chiedo venia. Ho modificato :)
  • Discussione Gestarsh99 • 27/04/11 15:29
    Scrivano - 15547 interventi
    Mickes2 ebbe a dire:
    [...]A l'intèrieur e Martyrs.

    Scusa Mickes2, non so se ho ben compreso: A l'intèrieur, Martyrs e The poughkeepsie tapes sono i film più estremi che tu hai visto sino ad ora?

    Specifichiamo ben bene che stiamo parlando di pellicole che si collocano ad un livello medio/andante sul versante dello shock (sia grafico che psicologico).
    Di opere molto più radicali, profonde, stratificate e incompromissorie ve ne sono una miriade. E di qualità ben superiore ai film francofoni di cui sopra.

    Questo solo per dovere di precisione ;)
  • Discussione Buiomega71 • 27/04/11 15:38
    Pianificazione e progetti - 22306 interventi
    Oddio, Gestar, credo sia una cosa soggettiva. Per esempio, in Saloon Kitty , trovai la scena della Kapò che distrugge sotto la suola delle sue scarpe ( oddio Inferno!) la paperetta giocattolo di un bambino, molto disturbante, che non le deviazioni sessuali o le prove di sexual abberration delle ragazze con i "mostri umani". Credo sia una questione di sensibilità individuale.
    Ultima modifica: 27/04/11 15:40 da Buiomega71
  • Discussione Gestarsh99 • 27/04/11 16:02
    Scrivano - 15547 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Oddio, Gestar, credo sia una cosa soggettiva.

    Attenzione però, il mio, più che un discorso di qualità (che naturalmente un suo peso ce l'ha), era un riferimento al "grado di estremismo" sia grafico che psicologico di cui godono le varie pellicole.
    Senza contare poi che ogni film va rapportato alla sua epoca di realizzazione.
    Tanto per farti un esempio: l'impatto che ebbe a fine anni '70 un film come Cannibal Holocaust o che ebbe a metà dello stesso decennio un'opera come Salò, ad oggi, dico ad oggi non l'ho più rivisto in nessun torture, slasher, Haneke o Vogel che sia
    (parlando ad ampio raggio).



    Buiomega71 ebbe a dire:
    Per esempio, in Saloon Kitty , trovai la scena della Kapò che distrugge sotto la suola delle sue scarpe ( oddio Inferno!) la paperetta giocattolo di un bambino[...]

    Scena citata/omaggiata un paio di anni dopo nel berrutiano
    Suor omicidi, con la giunonica e cattivissima tossicomane di clausura Ekberg che calpesta senza pietà la dentiera di una povera degente ottuagenaria ;)
  • Discussione Mickes2 • 28/04/11 13:54
    Archivista in seconda - 335 interventi
    Gestarsch88 ebbe a dire:
    Mickes2 ebbe a dire:
    [...]A l'intèrieur e Martyrs.

    Scusa Mickes2, non so se ho ben compreso: A l'intèrieur, Martyrs e The poughkeepsie tapes sono i film più estremi che tu hai visto sino ad ora?

    Specifichiamo ben bene che stiamo parlando di pellicole che si collocano ad un livello medio/andante sul versante dello shock (sia grafico che psicologico).
    Di opere molto più radicali, profonde, stratificate e incompromissorie ve ne sono una miriade. E di qualità ben superiore ai film francofoni di cui sopra.

    Questo solo per dovere di precisione ;)


    Non metto in dubbio che ci siano pellicole molto più crude e disturbanti di Martyrs e A l'interieur ;) non a caso ho scritto per quanto mi riguarda:)

    Adoro il genere horror, ma non apprezzo appieno questa branchia. Però cerco di essere il più onnivoro possibile, e nello specifico, sono incuriosito anche da Schramm (che vedrò molto presto) :)
  • Discussione Gestarsh99 • 28/04/11 15:17
    Scrivano - 15547 interventi
    Mickes2 ebbe a dire:
    [...]sono incuriosito anche da Schramm (che vedrò molto presto) :)

    Ottima scelta!
    Adesso iniziamo a ragionare :D

    P.S.: Ad una prima visione Schramm potrebbe risultarti un po' indigesto e pesantuccio ma ti assicuro che il film di Buttgereit ha una sua maturazione "subcosciente" a scoppio ritardato e pian piano il segno lo lascia sicuramente (e pure profondo).
  • Discussione Mickes2 • 29/04/11 11:11
    Archivista in seconda - 335 interventi
    Gestarsch88 ebbe a dire:
    Mickes2 ebbe a dire:
    [...]sono incuriosito anche da Schramm (che vedrò molto presto) :)

    Ottima scelta!
    Adesso iniziamo a ragionare :D

    P.S.: Ad una prima visione Schramm potrebbe risultarti un po' indigesto e pesantuccio ma ti assicuro che il film di Buttgereit ha una sua maturazione "subcosciente" a scoppio ritardato e pian piano il segno lo lascia sicuramente (e pure profondo).


    hehe :D
    ho letto i commenti su Schramm e mi hanno davvero incuriosito, anche perchè è palpabile il valore della pellicola per quanto riguarda la sua profondità..è una cosa che ho percepito dai commenti :)

    ero interessato anche a Tsukamoto
    Ultima modifica: 29/04/11 11:12 da Mickes2
  • Discussione Buiomega71 • 17/01/20 10:56
    Pianificazione e progetti - 22306 interventi
    Ciò che l'occhio non vede-L'introspezione della visione.

    La sgradevolezza prima di tutto (anche , e soprattutto, nelle riprese amatoriali, distorte e schifose del serial killer), dove il tanto abusato stile "mockumentary" è usato da Dowdle con intelligenza e impressionante iperrealismo , lasciandoti addosso una malsana amalgama di fastidio e degrado.

    Se l'equazione "serial killer + POV" pareva, sulla carta, l'ennesima trovata per accodarsi ad un (de)genere "finto amatoriale" mischiato con il documentario, in definitiva i video di Poughkeepsie sono un viaggio all'inferno di sola andata, collezione mortifera e necrofora di vhs che vanno oltre il concetto di snuff, nel più putrido luridume del filmare la "morte in diretta" e quello che ne consegue (torture, umiliazioni, prigionia, tattica predatoria, rapimento, uccisioni).

    Al di là dell'altissima atmosfera zozza e disturbante (tutto l'armamentario del provetto serial killer non viene risparmiato: voyeurismo, pedofilia, feticismo-le mutandine di Cheryl-, misoginia, necrofilia, mutilazioni, schiavismo) , Dowdle non infierisce poi tanto sul lato estremo della violenza, ma la suggerisce (lasciandola spesso fuori campo), amplificandone il disagio e l'insopportabilità della (re)visione.

    Il realismo con cui mette in scena le interviste (ai profiler dell'FBI, ai medici legali, ai parenti delle vittime, ai poliziotti, alle stesse vittime sopravvissute, addirittura un'incontro con Ted Bundy) va di pari passo con le imprese "video amatoriali" del serial killer (che penetra nelle case con arguzia e abilità in pieno stile "slasher movie"), mostrando al mondo le sue agghiaccianti imprese criminose (il corpo nudo di una donna decapitata, fatta a pezzi con il seghetto, la testa dell'uomo infilata nel grembo della compagna, che sia nel sedile posteriore di un auto o nelle insostenibili immagini nel suo fetido scantinato, tra donne imprigionate costrette a farle da "schiava", prese a calci, incatenate , sgozzate, in un girone infernale che se la gioca con quello di Megan is missing)

    Le umiliazioni a cui sono costrette le sue vittime (la ragazza seminuda che deve far scoppiare il pallone con il sedere, grottesca pantomima sessual/mortificante, dove Dowdle-o il serial killer-zooma sul suo volto fino a riempire lo schermo), l'annientamento della personalità che sfocia nella sindrome di stoccolma ( a Cheryl fà indossare un'inquietante e spaventosa maschera da bambola, la veste da Biancaneve e la assoggetta al suo volere, riducendola ad una "real doll" senza volontà-a questo proposito esplicativo il suo ritrovamente da parte degli SWAT, chiusa dentro in una cassa, proprio come se fosse una bambola del sesso-infliggendole le peggio afflizioni, trasformandola in una sotto specie di Vulnevia phibesiana o in una Amanda sawniana), fino al ratto, allo stupro e all'uccisione di bambine (la piccola Jennifer Griswold) o all'emblematica sequenza in cui, nel più puro delirio onnipotente-tipico dei serial killer-decide di lasciare andare le due bimbe dei biscotti.

    Alcune sequenze davvero terrificanti (gattonando e avanzando verso la sua ennesima vittima legata, indossando una maschera veneziana e conficcandole nel collo degli aghi fredkruegeriani), i corpi nudi e villipesi delle prostitute gettati nei prati (non dissimili da quelli di Henry pioggia di sangue), e la passione necrofila che alza l'asticella del marciume (si eccita con i corpi delle sue vittime in stato di decomposizione, lo eccitano i vermi: Bundy dixit, la profanazione della tomba di Cheryl).

    Diviso in capitoli, impietoso nel ritrarre il profilo di una mente devastata ( un po' più stonato quando se ne esce dai binari del genere per abbracciare cause sociologiche francamente inutili- vedi l' accusa contro la pena di morte-), con squarci alla Koyaanisqatsi (le nuvole che impazzano nel cielo, riprese in velocità) e una dolorosissima intervista a Cheryl (a cui il film è farloccamente dedicato) con i denti spezzati e quel moncherino che difficilmente lascerà la mia mente.

    Che Dowdle avesse un talento non comune lo avevo già intuito in Quarantena (massacrato dai più, ma per il sottoscritto un remake all' altezza dell' originale), confermato, poi, nel non riuscitissimo Devil, ma se è riuscito a farmi bere la storia documentata di un "vero" serial killer (cheppoi vero non è) e a "prendermi in giro" nonostante di visioni di questo tipo di film io non sia parco, sono solo punti che si aggiungono in suo favore.

    Questa volta l'occhio vede troppo, anche dove non vorrebbe vedere.
    Ultima modifica: 17/01/20 16:28 da Buiomega71