Cane di paglia

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Straw dogs
Anno: 1971
Genere: drammatico (colore)
Note: Tratto dal romanzo "The Siege of Trencher's Farm" di Gordon M. Williams.
Numero commenti presenti: 44
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

(BABY VINTAGE COLLECTION) Lui (Dustin Hoffman) e lei (Susan George), sposati, ritornano al paese di lei, nelle campagne dell'Inghilterra orientale, per cercare pace e tranquillità. Vi trovano invece una popolazione ostile, che nella donna provocante che gira spesso a seno scoperto o quasi vedono un diretto invito al sesso. È il solito film di Sam Peckinpah, da molti esaltato per il finale iperviolento (montato in maniera allucinante ma a ben vedere anche fastidiosa) ma che manca, soprattutto nella prima parte, di un ritmo accettabile. La sceneggiatura è piatta così come la storia (tratta dal romanzo di Gordon Williams “The Siege of Trencher’s Farm”) e si ha la sensazione di un film che in fin...Leggi tutto dei conti dice poco o nulla. Non c'è tensione, non c’è coinvolgimento e Dustin Hoffman è un protagonista fin troppo misurato. Quando finalmente la spirale di violenza cresce fino ad esplodere è troppo tardi e oltretutto pare inserita giustapposta per sfruttare le note qualità di Peckinpah nel girare le scene d'azione violenta. O forse è vero il contrario: la storia è stata scelta proprio in funzione del finale e si notano i limiti del regista nell'affrontare il resto del film. Certamente, per l'epoca (siamo nel 1971), simili scene di violenza dovevano essere un bel pugno nello stomaco (c'è anche una lunga scena di stupro), oggi fanno quasi sorridere. Voleva essere un film teso, intelligente, proteso verso la prevedibile metafora della comunità umana ferma ancora alla “legge del più forte”, ne è uscito solo un moscio apologo che la crudezza del finale, degna di una vera e propria guerriglia urbana, con i protagonisti assediati in casa da un gruppo di semicontadini inglesi esagitati, non può salvare in nessun modo. Certo, è evidente una certa professionalità e la confezione è di lusso, ma non basta.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Deepred89 4/08/07 13:55 - 3312 commenti

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Più che un revenge-movie, un vero e proprio inno alla razionalità, col protagonista che incassa, incassa e anche quando Darwin chiama nessun colpo va sprecato, mentre la George non appena cede agli istinti si becca il contrappasso. Il sentimento di odio verso le “bestie” viene instillato lentamente nello spettatore fino a traboccargli nelle viscere, con regia e montaggio che diventano sempre più caotici col salire dell'adrenalina. Contenuto apollineo, forma dionisiaca, e se cambiate l'ordine dei termini vi apparirà Arancia meccanica. Capolavoro.
MEMORABILE: “Questa è casa mia, è parte di me e non permetterò nessuna violenza a ciò che è mio.”

Capannelle 4/12/07 12:43 - 3747 commenti

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Buon film. Con un crescendo di emozioni che travolge la pacifica comunità inglese dove va in ritiro spirituale una coppia. Suggestiva la conoscenza, che diventerà lotta, tra lui (Dustin Hoffman) e alcuni trogloditi locali (e la loro mentalità tipicamente paesana) anche se il personaggio del professore mansueto è troppo caricaturizzato, così come il suo rapporto con la moglie. Dopo la violenza (che passa sotto silenzio!), cambia tutto. In sintesi, le logiche di fondo meritano ma lo sviluppo del film era perfezionabile.

Undying 6/12/07 20:27 - 3839 commenti

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Notevolissima incursione di Sam Peckinpah nel dramma a forti tinte (la chiusa, con furiosa ed inattesa vendetta, ha del memorabile) supportata dalla più che convincente immedesimazione nel ruolo da parte del grande Dustin Hoffman. A suo modo può essere considerato -previa eccezione de La fontana della Vergine (1960) - un precursore (d'alto rango) del "rape & revenge", che raggiungerà picchi di cinismo estremi in L'ultima casa a sinistra (Wes Craven, 1975) e Non violentate Jennifer (Meir Zarchi, 1978). Finale ferocissimo, per l'epoca del girato.

Lovejoy 18/12/07 23:37 - 1824 commenti

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Uno dei classici di Peckinpah. Tratto da un romanzo inglese, è violento come pochi altri del periodo. La violenza scoppia nel finale, con l'assalto alla casa del protagonista e con questi che reagirà, dopo aver sopportato in silenzio, in maniera feroce, animale. Sam Peckinpah costruisce un'opera forte, con una prima parte tesa, dura, con una scena di stupro memorabile e una seconda, sopratutto quella finale, da antologia. Gran lavoro di montaggio e eccellenti Hoffman, la George e Warner.
MEMORABILE: Sumner viene allontanato dalla casa e alcuni dei suoi vicini gli stuprano, a turno, la moglie; L'assedio finale e il finale vero e proprio.

Cotola 23/01/08 00:32 - 7634 commenti

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Straordinario e controverso film in cui Peckinpah tratta il tema a lui più caro: la violenza come sintesi di tutti i rapporti umani. Qui, infatti, essa esplode in un uomo normale e pacifico e lo fa in tutta la sua potenza e follia raggiungendo livelli di efferatezza notevoli ma comunque mai gratuiti. Incredibile il “filosofico” e caotico montaggio che si “riferisce al caos morale e materiale che domina le persone”. Assolutamente da vedere.

Pigro 25/12/08 13:58 - 7924 commenti

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Studioso si trasferisce in un villaggio dove la moglie è violentata dagli abitanti del luogo. Due ore ben realizzate di tensione psicologica in crescendo, farcita di violenza. Ma l'esaltazione della violenza (sia pure come legittima difesa), la contrapposizione tra il civilizzato colto e i rozzi e vigliacchi contadini, l'idea del territorio da difendere: tutto questo rischia di trascendere la cornice filmica per diventare discutibile paradigma etico di un comportamento naturale. Ottimo Hoffman. Ambiguo e spietato.

Patrick78 15/01/09 16:37 - 357 commenti

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L'uomo comune in un contesto rurale e selvaggio. Solo Peckinpah poteva mettere in immagini uno dei più bei film d'assedio della storia del cinema. Dustin Hoffman impersona alla perfezione un pacifico matematico americano che in balia degli eventi si trasformerà in una macchina di morte. Sublime lezione del grande Sam che carica lo spettatore con una tensione che sfocerà in un massacro talmente reale da risultare quasi poetico. Ambigua e bravissima come mai più lo è stata Susan George. Alzi la mano chi di noi non si comporterebbe come Hoffman/David.
MEMORABILE: Il grammofono acceso a tutto volume.

Daniela 6/08/09 08:07 - 9664 commenti

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Discusso e discutibile nell'assunto, misogino, inevitabilmente datato nella rappresentazione della violenza (ne è passato di sangue sotto i ponti), possiede tuttavia uno spessore raro in gran parte degli epigoni, dovuto sia all'abilità del regista di costituire lentamente la tensione, sia all'interpretazione sfumata di Hoffman, mite intellettuale che si trasforma in belva per la difesa del suo territorio, a dimostrazione dell'immutabilità dell'animo umano sotto la vernice della civilizzazione. Importante più che bello.
MEMORABILE: Nella landa deserta, di notte, seduto accanto al matto del paese che non conosce la strada, Hoffman sorride

Cangaceiro 7/07/09 12:38 - 982 commenti

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Il grande Peckinpah prosegue la sua analisi/riproposizione della violenza. Stavolta lo fa spostandosi in Gran Bretagna ed è proprio la descrizione dell'inospitale, chiusa e fredda campagna inglese il fiore all'occhiello del film. La prima parte è tutta di studio e potrebbe risultare noiosa, ma è propedeutica al bagno di sangue finale (quasi straordinaria l'ultima mezz'ora), pronto ad esplodere come una bomba ad orologeria. Hoffman bravissimo, ha un'aderenza perfetta al personaggio. Immancabile l'uso dei tipici ralenti del regista. Davvero tosto!

Brainiac 11/07/09 16:30 - 1083 commenti

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Di sicuro in una delle mie vite passate non sono mai stato una guardia di bastione, perché adoro gli assedi. Che si tratti di zombi o di serial killer psicotici per me non fa differenza: mi piacciono tutti quei film in cui uno o più personaggi vengono accerchiati e messi alle strette da una pressante minaccia. Questa di Peckinpah è una pietra miliare del genere, perché al violentissimo tour de force finale accoppia un crescendo di umilianti oltraggi dei retrivi locali contro il pacifico Dustin Hoffman che creano discreta angustia nello spettatore.

Caesars 13/07/09 16:19 - 2772 commenti

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Non certo tra le migliori opere del grande regista americano, ma pur sempre un Peckinpah movie. Ottima la prova di Dustin Hoffman, timido professorino che subisce tutto in totale silenzio ma che alla fine si trasforma letteralmente e farà valere le sue regole. Il film, che all'epoca fu molto osteggiato dalla critica ufficiale perché considerato di "destra", ha un crescendo di tensione e di violenza che tiene ben desta l'attenzione dello spettatore. Sicuramente la sufficienza se la porta a casa.

Galbo 16/07/09 07:18 - 11454 commenti

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Basato sul discutibile concetto morale dell'"occhio per occhio" e della difesa (a tutti i costi) del proprio territorio, il film di Sam Peckinpah vale sopratutto per la caratterizzazione (abilmente effettuata dalla sceneggiatura) del protagonista, classico uomo qualunque, anzi un tantino banale, che subisce una profonda trasformazione che culmina in un'escalation di violenza. Ottima la regia che riesce a creare un crescendo di tensione anche grazie allaa grande interpretazione di Dustin Hoffman.

Rickblaine 20/07/09 10:46 - 635 commenti

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Ulisse che torna a casa e la vede minacciata da estranei. Questa è la storia di un americano in Inghilterra che, infastidito da chi vuole abusare della sua proprietà per una vendetta senza senso. Il protagonista farà di tutto, quasi per questione di principio, pur di difendere la sua dimora. Pechinpah è un genio e qui lo dimostra. Girato alla perfezione e quindi senza denotare vistosi difetti. Dustin Hoffman è straordinario.
MEMORABILE: Tutta la parte finale.

Herrkinski 24/01/10 23:58 - 5304 commenti

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Peckinpah offre un'altra memorabile riflessione sugli istinti violenti dell'uomo. Quasi un anticipatore di quel che diventerà il vituperato genere Rape & revenge, il film ha una costruzione della tensione a dir poco perfetta; il clima oppressivo si può avvertire fin dalla prima parte, dove oscuri segni premonitori preludono al massacro dell'ultima mezz'ora. C'è un fondo di misoginia (le uniche donne del film fanno una brutta figura), ma nemmeno gli uomini se la passano meglio, incluso il personaggio del bravo Hoffman. Eccellente la George. ****
MEMORABILE: L'uso improprio della tagliola; lo stupro "ambiguo" della George da parte dei villani.

Il Dandi 5/03/10 14:22 - 1855 commenti

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Nonostante l'ambientazione inglese contemporanea, è comunque un western. Lo sceriffo col braccio ingessato (simbolo della legge inferma), il matto del villaggio (la causa per cui il pacifico Hoffman si decide a battersi è oltretutto pessima), il branco (per cui lo stupro sembra una naturale appendice della caccia). Alla fine la superiorità culturale del protagonista (motivo di scherno e di disprezzo, anche da parte dell'infantile moglie) è ciò che gli permette di vincere sul numero e sulla forza bruta. Magistrale l'allucinato montaggio. *****
MEMORABILE: Il doppio stupro ai danni della George, in cui il secondo giunge quasi come una punizione per essersi arresa al primo.

B. Legnani 27/03/10 00:27 - 4791 commenti

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Misogino, visto che le uniche due donne veramente presenti fanno entrambe una pessima figura. Rappresentazione di come i buoni sopportino, sopportino e sopportino, ma quando esplodono... Buon film (giudicato di destra da miopi e cisposi dell'epoca: al di là dell'ovvio fatto che si può fare un buon film di destra, questo è tutt'altra cosa), ma resta lontano dal capolavoro per un'eccessiva lentezza iniziale (per preparare bastava meno tempo: così tedia) e per la troppo calcata caratterizzazione del personaggio principale, che scade troppo da imbelle a imbecille. ***

Bruce 7/06/10 11:02 - 1006 commenti

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Peckinpah domina e controlla la situazione, la costruzione in crescendo della tensione e della tragedia è assolutamente impeccabile e rispetto ad essa il sesso e quel che vi gira intorno hanno un ruolo predominante. Il piccolo professore americano, i suoi ideali e le sue debolezze, andranno inevitabilmente a scontrarsi con i grezzi villani della campagna inglese, dove si è trasferito con la bella ed insoddisfatta moglie. Due mondi opposti ed antitetici. Montaggio concitato. Seminale per la successiva produzione dei tanti rape & revenge.

Trivex 19/07/10 21:22 - 1508 commenti

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Dramma violento, in salsa alcolica, ricco e povero insieme. Davvero strano: momenti elevati si alternano ad inquietanti disagi nella sceneggiatura, con la grande forzatura interna alla motivazione che genera la reazione della doppietta. Ci sono più storie intrecciate, dentro il bel paesaggio con gli ubriaconi fannulloni. Quando il tutto si districa e cerca l'evoluzione, ci si impantana un poco e la storia non esplode completamente. Restano elementi tecnici di tutto rispetto, con una moderata tensione durante la sbornia finale: troppo alcol fa male!

Pinhead80 5/09/10 13:47 - 4008 commenti

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Una coppia si trasferisce in una casa nuova ma, un evento imprevisto, sconvolgerà le loro tranquille esistenze. Un film di vera e propria vendetta, che vede nell'insolito ruolo di vendicatore Dustin Hoffman. Il film è dalla trama semplice e diretta (e questo è senz'altro un pregio) e ben interpretata dai protagonisti. Questo ruolo, insolito per Hoffman, lo consacra come attore in grado di interpretare qualsiasi parte.
MEMORABILE: Tutta la seconda parte del film.

Saintgifts 11/11/10 00:18 - 4098 commenti

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Giudico solo il film, non conoscendo il romanzo. Non è scontato come può sembrare, è zeppo di argomenti sulla natura primordiale dell'essere umano, che qui trovano terreno adatto per riemergere (luogo isolato, donne irrequiete che, più o meno coscientemente provocano, individuo contro il gruppo forte che gioca in casa, ecc.). Anche quello che sembra il più civilizzato, coinvolto a forza, dà tutto il peggio (o il meglio) di sè e ha un sorriso ambiguo, direi di soddisfazione, nel finale, ammettendo di non conoscere la via, nel buio della notte.

Greymouser 6/06/11 15:09 - 1458 commenti

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Un film deliziosamente e potentemente contraddittorio, che nel complesso appare forzato e ideologicamente discutibile, ma che nasconde molto più di quel che sembra. Un rape & revenge anomalo, per l'ambiguità della stessa vittima, e per i reali e più profondi motivi della vendetta feroce che ne segue da parte del mite e occhialuto maritino intellettuale. L'impianto antimanicheo e torbido costruito da Peckinpah rende quest'opera molto più disturbante dei vari Non violentate Jennifer o L'ultima casa a sinistra.

Giacomovie 19/07/11 19:56 - 1355 commenti

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Il titolo italiano al singolare è più efficace di quello originale al plurale, perché rende meglio l'idea di un uomo mite, riservato e razionale che, se provocato, si trasforma in uno spietato assassino. Per gran parte si svolge con ritmo distillato, che aiuta a preparare il terreno per il crescendo di tensione finale, il quale culmina nell'esplosione di una vendicativa furia omicida, astuta e lucida, che viene fatta percepire come quasi opportuna, nel machiavellico senso del fine che giustifica i mezzi. Bene la George come moglie inquieta. ***!

Markvale 13/09/11 11:42 - 143 commenti

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Ancora una volta il grande Peckinpah si addentra nei meandri della violenta natura umana rinunciando però a qualsivoglia dimensione epica ed eroica più adatta al western. Da un certo punto di vista "Cane di paglia" perfeziona gli assunti del genere "rape and revenge". Indubbiamente è la forte carica sessuale di Susan George a far deflagrare una brutalità incontrollata che vedrà opporre la "scientificità" del professorino (Hoffman) alla furia animalesca degli assedianti. La campagna inglese restituisce un senso di desolazione. Perturbante.

Buiomega71 20/10/11 12:47 - 2299 commenti

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Lo zio Sam esce dal suo west selvaggio e sanguigno e realizza uno dei suoi capolavori assoluti, pregno della sua poetica feroce e violenta, esasperata e carnale. Lo squallore del villaggio della terra d'albione fa da contrappunto alla devastante ferocia covata sottopelle da Hoffman, che esploderà nel catartico finale con assedio carpenteriano ante-litteram, tra letali tagliole, acqua bollente e piedi spappolati a fucilate. I villici infoiati, lo scemo del villaggio, la femminilità "odorosa" della George... punti salienti di un capolavoro.
MEMORABILE: David Warner che, inconsapevolmente, uccide una ragazzetta che lo aveva provocato; Lo stupro ambiguo della George; Finale violento con tocchi splatter.

Didda23 30/11/11 15:01 - 2298 commenti

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La lentezza della prima parte tedia non poco lo spettatore che è pure costretto a sopportare dialoghi misogeni e stucchevoli (l'emblema è il gioco sotto le coperte con la battuta "hai trovato la torre bianca?"). L'escalation della violenza arriva repentina, senza nemmeno un minimo di tensione. La tecnica, punto di forza del regista, risulta oltremodo datata e non esaltante (i ralenti, visti con gli occhi dello spettatore moderno, fanno rabbrividire). In quanto a sopravvalutazione la scena dello stupro è pari a quella di Ultimo tango a Parigi. Il fastidioso montaggio, la poca profondità dei personaggi, la poca credibilità di Hoffmann denotano una confusione concettuale di fondo.

Giùan 8/12/11 14:21 - 3056 commenti

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Opera all’apparenza manichea quanto ambigua, sottile ed ancestrale di fronte ad una visione scevra da ipocrisie. Straw dogs, come ogni film "estremo", paga il fio di porci di fronte a situazioni limite, giocoforza sgradevoli. La questione se il gratuito degli epigoni (leggi il proliferar di rape & revenge) sia affar anche dei precursori è importante ma non centrale. C'è tuttavia in questo rognoso apologo la furia iconoclasta della sincerità. Sam monta la maionese fino a farla impazzire e a disorientarci moralmente. Hoffman-George-Vaughan son tre facce dell'Es.
MEMORABILE: "Ho sentito che è un brutto momento per l’America. Ha assistito a qualche episodio... scioperi, rivolte, negri che si ribellano?" "Solo nei film europei".

Homesick 8/12/11 17:28 - 5737 commenti

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Etologico, tribale. Lo stupro non è tanto contro la donna – qui bambola senza cervello, quasi compiaciuta dell’atto subìto – quanto contro il domicilio, proiezione della persona umana; e la risposta all’offesa ad uno dei valori cardine del liberalismo rigurgita gli istinti primordiali della territorialità del maschio, obbedendo alle leggi deterministiche di Hobbes e Lorenz in un joix de massacre purificatore ed irreversibile. L’alta tensione drammatica è acuita dall’enfasi del ralenti, gesti allusivi, prolessi (la gatta, la tagliola) e un montaggio ellittico e frammentato. Omerico Hoffman.
MEMORABILE: «Questa è casa mia! È parte d me! E non permetterò nessuna violenza contro ciò che è mio!»; «Mio Dio... Li ho fatti fuori tutti!».

Fauno 8/12/11 21:46 - 1936 commenti

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Il genio di Sam non salta fuori con la tecnica, quanto con la valutazione antropologica degli istinti più bestiali. A questo proposito più che il cambiamento di Susan durante lo stupro mi ha scioccato più delle altre volte l'adrenalina di Dustin quando perde la consapevolezza di essere nettamente inferiore e decide di non mollare... Questa è pura realtà. In una guerra civile il primo giorno ce la facciamo sotto, ma dopo che ci hanno sterminato famiglia o amici più cari viviamo solo per ammazzare e ci proviamo un gusto indescrivibile...
MEMORABILE: Il piede che scoppia è un unicum inarrivabile...

Jofielias 12/12/11 08:08 - 170 commenti

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Il conflitto tra l'intelligenza e la forza bruta: si parte con la sudditanza del professorino civilizzato, poi, in un sussulto d'orgoglio offeso per tutto il film, il timido Hoffman scatena la sua furia per difendere patria e famiglia, così da ritrovare la dignità perduta agli occhi della moglie. Una prima parte snervante e di notevole forza psicologica, un finale meno efficace dove la metafora evapora nell'action movie. Ma la vicenda riesce a interessare e coinvolgere grazie al soggetto viscerale e nonostante la terribile colonna sonora.

Nancy 29/12/11 01:59 - 774 commenti

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Un film dalla violenza assolutamente non gratuita, bensì ragionata e ben dosata in un climax ascendente che esplode in un finale assolutamente notevole. Peckinpah ci dipinge un personaggio dalle tinte normali e razionali, interpretato da un eccellente Hoffman che si toglie addirittura l'orologio prima di fare l'amore, circondato da altri (in primis la moglie) che all'opposto di lui sembrano dominati da istinti che stentano a tenere a freno e che verranno sbrigliati tutti dopo la prima ora. Una legittima difesa, una catarsi godibilissima. Bello.
MEMORABILE: Il finale!

Werebadger 23/12/12 17:22 - 270 commenti

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Un timido professore di matematica diverrà una belva assetata di sangue, quando sarà costretto a difendere la sua abitazione dai suoi rozzi compaesani. Film che è un saggio sulla natura umana, di come l'uomo sa rendersi peggiore del più feroce animale e di come, anche l'individuo più tranquillo, messo alle strette, possa tirare fuori il lato più feroce di se stesso. Regia e sceneggiatura fantastiche e un protagonista perfettamente caratterizzato. Da vedere assolutamente.
MEMORABILE: La trasformazione di Hoffman: da mite professorino a freddo sterminatore.

Lythops 11/04/15 10:07 - 975 commenti

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L'ira dell'uomo pacifico esplode tardivamente, ma ha conseguenze molto più gravi del normale. Peckinpah confeziona un prodotto di assoluto riguardo andando a scavare nella personalità di David, matematico pacifista (notare le caratteristiche) che si ritrova a fare i conti e a reagire con una realtà, una mentalità rozza e malsana dalla quale dovrà difendersi pena il soccombere. Una volta innescato il meccanismo di difesa emergeranno tutte le repressioni sepolte. Nessun giudizio morale, ma la descrizione di un evento. Grande tecnica narrativa.

Vito 29/06/16 02:37 - 665 commenti

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Accusato ai tempi di fascismo e misoginia, è in realtà un film sul rapporto tra uomo e donna e una riflessione sulla società civile, che in un attimo può regredire in tribale. Ritornano tutti i temi tipici del western: la vendetta, l'assedio, il protagonista solitario contro una banda di brutti ceffi. Ottimo Hoffman nei panni del mite professore che subisce ogni tipo di angheria e provocazione per esplodere nel finale pregno di violenza e rabbia nichilista.

Alex75 15/01/16 09:29 - 689 commenti

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Apologo per certi versi insuperato (grazie soprattutto all’attenta orchestrazione “in crescendo” della tensione) sull’”ira dei miti”. La visione di Peckinpah è misogina, politicamente scorretta ed eticamente discutibile (insomma, da “Far West”), eppure al tempo stesso sostenuta con forza, senza indulgere in violenze gratuite; si finisce per provare empatia per il protagonista (e l’intepretazione di Hoffman aiuta), anche se fa emergere quel lato oscuro che tutti cerchiamo di nascondere.
MEMORABILE: Tutta la seconda parte.

Rocchiola 4/03/16 10:00 - 879 commenti

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Peckinpah abbandona per la prima volta il western e ci offre un magistrale thriller sulle conseguenza che la violenza esercita sul comportamento umano usando un montaggio frammentato che simboleggia il caos morale dei personaggi. Ad una prima parte di approfondimento psicologico segue una seconda di azione violenta in anticipo sui tempi. Involontario precursore e miglior esempio tuttora insuperato di "Rape & revenge". Hoffman razionale genio del massacro ma la vera rivelazione è Susan George carnosa ed eccitante. Un plauso anche a Warner.
MEMORABILE: "Si vede tanta violenza in America? Solo nei film europei"; "In nessun altro regno c'è stato tanto spargimento di sangue come in quello di Cristo".

Paulaster 9/06/16 09:37 - 2871 commenti

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Da un inizio che sembra un trattato di diversità culturali (il professore e il muratore, l'americano e l'inglese, la bella e il laureato), il tutto torna a essere primitivo e comune nel prosieguo. Violenza genera violenza anche per un'arbitrarietà di fondo (chi difende la casa, la famiglia o l’onore) che fa diventare tutti uguali. Tensione che ricorda a tratti Polanski, nota per l'ubriacone col naso finto che sembra un drugo. Piccole scosse di tensione come i topi e la tagliola che danno l'idea di un'efferatezza senza tempo.
MEMORABILE: Lo stupro misto al piacere.

Hackett 18/06/16 09:31 - 1748 commenti

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Il riscatto dei deboli, dei miti e degli oppressi. Sembra questo il cardine di un film crudo, nel quale la rabbia per l'ingiustizia monta come il senso di impotenza del bravo Dustin Hoffman, che tace e subisce ma poi esplode in una resa dei conti finale, fisica, simbolica e liberatoria. Film solido da regista solido. Piccolo cult da vedere e rivedere.

Minitina80 1/07/17 22:54 - 2408 commenti

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Peckinpah dimostra di essere pietra focaia in un pagliaio e prosegue imperterrito la riflessione personale iniziata nel western, trasportandola in epoca più recente, non curante dei vespai che possono scatenarsi. Non si accontenta di provocare ricorrendo alla violenza gratuita e sceglie di essere esplicito e sfrontato in dialoghi fulminanti dietro i quali non si cela mai una filosofia spiccia. La morale è lasciata allo spettatore, non fornendo egli giudizi definitivi, ma mettendoli di fronte a sfaccettature dell’animo umano spesso dimenticate.
MEMORABILE: L’assedio.

Berto88fi 12/07/18 12:04 - 200 commenti

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Sale piano piano, anche per lo spettatore, l'odio verso i villani, che trasformerà in una bestia feroce il mite professor Sumner. Si percepisce l'ottimo lavoro di regia, che calca la mano progressivamente aumentando angoscia e tensione fino al tragico epilogo, un po' forzato per quanto riguarda il fattore scatenante, ma crudo e spietato. Ottimo Hoffman e brava l'ambigua e sexy George.
MEMORABILE: L'uso della tagliola.

Rigoletto 17/08/18 11:22 - 1622 commenti

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Un grande film passa anche attraverso l'abilità di saper rimanere a galla persino quando stenta a decollare. In questo caso la lentezza, la piattezza della prima parte sarebbero un freno, se non si sentisse nell'aria un'emotività pronta a esplodere. Un film che attinge ai bassi istinti primordiali (il forte che oppressa il debole, il branco contro il disgraziato) e che può rivendicarne uno vecchio come il mondo: la difesa del territorio - anche se solo fra quattro mura. Un cast eccellente guidato da Peckinpah verso un finale da brividi.
MEMORABILE: La grande prova di David Warner.

Noodles 14/01/19 23:20 - 956 commenti

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Dopo un inizio piuttosto lento e noioso, il film esplode improvvisamente in un crescendo rossiniano di violenza e tensione. Il primo piano del topo che corre e il piede che esplode sono due delle tantissime trovate di cui il film è costellato. Montaggio schizofrenico e straordinario. Coppia di protagonisti straordinari e ottimi anche i comprimari, così bravi da farsi odiare. Il tema dell'uomo tranquillo che dà di matto non è nuovo, ma qui è veramente roba sopraffina.
MEMORABILE: In nessun altro regno c'è stato tanto spargimento di sangue come in quello di Cristo…

Bubobubo 9/11/18 22:55 - 1231 commenti

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Scomposizione in primitivi semantici dei costrutti culturali di uomo, famiglia, onore, casa: cosa li accomuna e perché e in virtù di cosa un'entità diviene definibile come tale? Chi sta dentro brama per uscire, chi è fuori spinge per entrare: i confini tra luogo fisico e metafora mentale si annullano del tutto nel nome della disperata - e violenta - autodifesa. A qualcuno piace misogino: ma l'occhio appena meno ideologizzato non farebbe fatica ad accorgersi che nel mirino finiscono l'umanità intera e i suoi stupidi suppellettili in pezzi.
MEMORABILE: Le fucilate, che squarciano tessuti e lacerano organi.

Floppy175 12/11/18 15:35 - 1 commenti

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Susan George in una delle più erotiche visioni di tutti i tempi al cinema, Sam Peckinpah in stato di grazia, Dustin Hoffman perfetto nella parte. Il crescere della tensione porta all'esplosione di violenza finale in maniera ineluttabile e l'ambientazione nella tranquilla campagna inglese contrasta in modo sublime. Mai fidarsi dei professori di letteratura!

Daraen4 2/11/20 12:23 - 56 commenti

I gusti di Daraen4

Film ambiguo e non del tutto inquadrabile di Sam Peckinpah, giocato sul sentimento di gelosia e sul suo climax. Pellicola che utilizza la tensione per applicarla a situazioni indirette rispetto al fulcro della storia, al fine di risolverla nell'ascesa ritmica della lunghissima sequenza finale e che sfrutta il montaggio per accrescerla, usando per alcuni versi un montaggio intellettuale alla Ejzenstejn. Trama semplice. La forma aderisce al contenuto e lo arricchisce. Interessante.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Zender • 4/03/16 16:59
    Consigliere - 43748 interventi
    Ottimo, sapere qual è la versione italiana migliore è sempre utilissimo! Come per Black Christmas (averlo saputo prima...)
  • Homevideo Socrate • 16/06/16 16:48
    Disoccupato - 21 interventi
    Anche la versione passata ieri su Rai Movie era purtroppo quella cut.
  • Homevideo Caesars • 16/06/16 17:04
    Scrivano - 11352 interventi
    Socrate ebbe a dire:
    Anche la versione passata ieri su Rai Movie era purtroppo quella cut.

    Si, ma "Cane di paglia" è V.M.18, quindi la versione uncut non può essere trasmessa in tv.
  • Homevideo Socrate • 17/06/16 00:10
    Disoccupato - 21 interventi
    Caesars ebbe a dire:
    Socrate ebbe a dire:
    Anche la versione passata ieri su Rai Movie era purtroppo quella cut.

    Si, ma "Cane di paglia" è V.M.18, quindi la versione uncut non può essere trasmessa in tv.

    Immaginavo, grazie.
  • Discussione Alex75 • 8/07/16 17:43
    Call center Davinotti - 628 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:


    Magari, forse, per i neofiti Cane di paglia e il film meno appropiato per avvicinarsi a questo immenso regista.

    Io mi sono accostato a Peckinpah proprio grazie a questo film (di cui mi avevano incuriosito le tematiche e le discussioni che aveva suscitato).
    A tutt'oggi, tra i film che ho visto di questo regista (non molti, per la verità), è il mio preferito.
  • Homevideo Digital • 1/05/19 10:07
    Segretario - 3060 interventi
    Dvd Sinister disponibile dal 13/06/2019.
  • Homevideo Rocchiola • 30/06/19 17:42
    Call center Davinotti - 1157 interventi
    Socrate ebbe a dire:
    Caesars ebbe a dire:
    Socrate ebbe a dire:
    Anche la versione passata ieri su Rai Movie era purtroppo quella cut.

    Si, ma "Cane di paglia" è V.M.18, quindi la versione uncut non può essere trasmessa in tv.

    Immaginavo, grazie.


    Il divieto è stato comunque derubricato ai 14 anni in data 30.11.1985 come indicato sul retro copertina del DVD DNC versione integrale.
  • Homevideo Rocchiola • 30/06/19 17:59
    Call center Davinotti - 1157 interventi
    Alla ricerca di un'edizione perfetta ho acquistato per la terza volta il DVD di questo classico, anche perché la nuova edizione Sinister uscita da pochi giorni recava in copertina oltre alla scritta "Special edition" anche la dicitura "Restaurato in HD". Quindi ho pensato che per porre rimedio alla scadente edizione del 2015 avessero deciso di porre rimedio attingendo direttamente la master in HD del 40° anniversario. Ed invece ancora una delusione ed ho anche speso 15 euro. Il film in questa nuova versione sempre integrale (dura qualche secondo in meno delle DNC ma mi pare non ci siano tagli) è pulito e risulta quasi esente da macchie e puntinature (anche se qualcosina è rimasto), ma è ancor più scuro e saturo nei colori di quello del 2015. Ciò fa perdere molti dettagli che rimangono ammantati nell'oscurità generale. Insomma forse restaurato ma sa davvero poco di HD.

    Inoltre l'edizione DNC aveva anche l'audio rielaborato in 5.1 mentre qui c'è solo un dual mono. La DNC resta la versione più vicina al bluray uscito sul mercato internazionale con un video più chiaro e naturale nella colorazione. Certo il dettaglio è discreto ma non eccezionale ed in qualche passaggio ci sono alcune macchiette e puntinature, ma nel complesso vista anche l'età del prodotto uscito nel 2005 resta come già detto la migliore edizione italiana. La Sinister questa volta ha doppiamente toppato !!!
    Qui di seguito risporto il collegamento al sito Dvdbeaver per confrontare gli screenshots delle edizioni estere.
    http://www.dvdbeaver.com/film6/blu-ray_reviews_76/straw_dogs_blu-ray.htm
    Per capirci il DVD della DNC si avvicina come chiarezza e colore al bluray della MGM o Criterion, mentre l'ultimo DVD della Sinister ricorda il bluray della FreMantle e credo proprio abbiano utilizzato quel master.
    Che dire attendiamo a questo punto attendiamo un bluray ma sarà dura !!!!
    Ultima modifica: 16/11/20 11:14 da Rocchiola
  • Homevideo Rocchiola • 30/06/19 18:01
    Call center Davinotti - 1157 interventi
    Tra l'altro il mio DVD della DNC ha incominciato a fare qualche capriccio così ne ho comprata un copia di riserva su Amazon cercano di non spendere tantissimo visto che questa edizione è ormai fuori catalogo da molto tempo e si sta esaurendo anche su Internet.
  • Homevideo Rocchiola • 16/11/20 11:11
    Call center Davinotti - 1157 interventi
    Rivisto il DVD della DNC edizione integrale su nuovo schermo ambilight da 55 pollici. Benché si tratti di un’edizione piuttosto datata devo dire che mi ha stupito. Rispetto ad altri prodotti più blasonati ed anche in HD le immagini reggono piuttosto bene le grandi dimensioni perdendo poco o nulla rispetto a schermi più piccoli. Confermo che a livello di contrasto e colorazioni è la miglior versione disponibile sul mercato italiano, nonché la più vicina al BD americano della Criterion. Le immagini sono piuttosto nitide anche se un pò morbide a livello di definizione e purtroppo non sono state restaurate presentando piccole macchie e graffiature. Tali difetti sono più evidenti in alcune sequenze mentre altre appaiono decisamente pulite e sgombre da segni di danneggiamento. Nelle scene notturne i neri potevano essere più profondi e contrastati ma nel complesso si tratta di una buona visione
    Ultima modifica: 16/11/20 14:35 da Zender