Non violentate Jennifer

Media utenti
MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Day Of The Woman
Anno: 1978
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "I spit on your grave". Ha avuto un sequel nel 2019: "I Spit on Your Grave: Deja Vu".
Numero commenti presenti: 36
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Sono passati sei anni da quando Wes Craven attualizzò LA FONTANA DELLA VERGINE di Bergman inaugurando con L'ULTIMA CASA A SINISTRA il filone del rape & revenge moderno, in cui a una violenza sessuale subita corrisponde una vendetta altrettanto efferata. I SPIT ON YOUR GRAVE (ma originariamente il titolo era DAY OF THE WOMAN) sposta ancora più oltre i limiti del genere diventando presto l'opera più cruda in assoluto sull'argomento. E' difficile persino vedere un film, dietro questo feroce "apologo" sullo stupro: non c'è alcuna colonna sonora, i tempi sono dilatati, i dialoghi ridotti al minimo indispensabile,...Leggi tutto la messa in scena è a dir poco essenziale e il montaggio (opera di Meir Zarchi che si è occupato in pratica di quasi tutto, dalla storia alla produzione fino alla regia) non concede nulla alla spettacolarizzazione, con la cinepresa spesso fissa a inquadrare la follia. Nella campagna americana Jennifer (Camille Keaton, nipote di Buster), scrittrice in cerca d'ispirazione, viene violentata brutalmente da quattro rozzi villici che la riprendono e stuprano per ben due volte (facendosela a turno) prima di lasciarla libera. Riavutasi, Jennifer si vendicherà con vigore fingendo inizialmente di aver apprezzato il "servizio" per poi scatenarsi impiccando, evirando e trucidando a colpi d'ascia e di elica di motoscafo i suoi torturatori. Un approccio quasi documentaristico, freddo e spietato, è la forza principale di un film d'ambientazione naturalista, immerso nel verde dei laghi e dei boschi. La pace lacustre, il silenzio enfatizzato dall'assenza di musiche, fanno da perfetto contraltare alla ferocia messa in scena. Un film che resta indelebile nella memoria, non bello ma "realista".
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Giapo 26/04/07 13:51 - 232 commenti

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Sull’onda de L’ultima casa a sinistra esce questo film di un realismo quasi deodatiano. La trama è semplice: una ragazza violentata decide di vendicarsi. Storia debole, banale, la cui inconsistenza ha però l’effetto di amplificare la sensazione di insensata efferatezza commessa dai protagonisti del film. Una storia morbosa realizzata con attenzione quasi documentaristica (l’assenza totale di musica è angosciante) che si ricorda per almeno un paio di sequenze tanto cruente quanto spettacolari.
MEMORABILE: La scena della vasca da bagno, con la protagonista che ne assapora il gusto cullandosi a ritmo di una dolce melodia, unico contributo musicale al film.

Undying 3/07/07 20:43 - 3841 commenti

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Feroce, disgustoso (parliamo di una pellicola del 1978, circolata in Italia nel 1984) e strano film, questo diretto (l’unico, a parte l’insolito action Don't Mess with My Sister del 1985) da Meir Zarchi, in diverse nazioni bandito al pubblico. Da noi è stato rinominato con un titolo proibitivo (NON...), come era prassi dell'epoca. Distrutto dalle critiche del tempo e considerato al limite dell’accettabile, I Spit on Your Grave, pur privilegiando climax ed atmosfere morbose, affronta tutta una serie di questioni piuttosto profonde e sempre attuali.

Deepred89 19/06/07 11:58 - 3268 commenti

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Film non troppo sanguinoso ma piuttosto violento. La trama è semplicissima e fin troppo lineare: in alcuni punti si nota una certa mancanza di idee. Buona la regia (alcune inquadrature mi hanno ricordato il primo Venerdì 13, che tra l'altro ha la stessa ambientazione) e discreta la fotografia. Peccato solo che iniziata la vendetta la violenza cali col passare degli omicidi. Non male gli attori (cosa strana per un film di questo tipo) e quasi inesistenti le musiche.

Il Gobbo 2/07/07 11:43 - 3011 commenti

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Film a suo modo esemplare, per il rigore (volontario, o frutto solo della penuria di svanziche? È il cinema-bis, bellezza!) della messa in scena, che soddisfa i palati di chi cerca (e trova) l'exploitation più spinta, e allo stesso tempo schiva il compiacimento che a volte fa capolino nella rappresentazione di vicende analoghe. Perfetto, in questo senso, anche il casting. Ma 'sto Zarchi che fine ha fatto? Da vedere.

G.Godardi 12/11/07 18:19 - 950 commenti

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Titolo che ormai ha fatto epoca nel genere rape and revenge e uno dei più duri ed insostenibili. Buona messa in scena scabra tesa a valorizzare la natura incontaminata e gli scatti di violenza rabbiosa da ambo le parti. Il regista è molto abile ad introdurci poco a poco nella violenza più esasperata, facendo ripetere lo stupro per ben tre volte, ognuna delle quali sempre più violenta. I dubbi su un sensazionalismo fine a se stesso ci sono, ma sono presto smentiti dalla buona scrittura registica e della rigorosa messa in scena.
MEMORABILE: Alla prima scena di stupro vien da dire: "tutto qui?"... Ma siamo solo all'inizio.

Capannelle 4/12/07 12:57 - 3700 commenti

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Meno strutturato ma ben più esplicito rispetto a Cane di paglia, di cui ricorda la vicenda. Bello il primo manifestarsi dei villici con la barca "eretta", a denotare le loro intenzioni. Dopo le truci violenze il film diventa però poco credibile, specie quando un "simil-Tarcisio" viene investito del ruolo di omicida o nelle fumettistiche gesta di superwoman (eccetto la seconda, con l'ottimo bagno musicato). Morale della storiella, l'uomo macho in branco che diventa coglione e ipocrita da solo. La protagonista è stata moglie del regista.
MEMORABILE: La scarpata al telefono.

Cotola 3/04/08 23:55 - 7449 commenti

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Tipico film appartenente al filone del rape and revenge contenente tutti gli elementi tipici di questo genere. Da un punto di vista tecnico è abbastanza inappuntabile e sicuramente superiore alla media. Per il resto mi sono sempre domandato il motivo del successo di questo tipo di film e se sia necessario mostrare tanta violenza in modo così gratuito.

Trivex 7/04/08 20:54 - 1478 commenti

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Agghiacciante e spudoratamente exploitation, a differenza delle più famose pellicole del genere (con l'eccezione del similmente malato e disturbante The last house on dead end street), attraverso il minimalismo rende appieno quanto ripugnante, odioso e criminale sia lo stupro (in questo caso di gruppo). La prima parte del film non ha bisogno di particolari commenti, mentre la seconda, pur feroce e delirante, non riesce ad oscurare "l'insopportabile" subito in precedenza. Film tecnicamente ben fatto, molti dubbi sul resto.

Herrkinski 14/05/08 15:36 - 5023 commenti

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Secondo me è un buon film. Indubbiamente non per tutti i gusti, data la brutalità di certe sequenze, ma a livello puramente filmico si tratta di un prodotto girato bene, con buoni attori e con ottime location. L'atmosfera mette a disagio per tutta la durata del film, ed è esasperata anche dalla pressochè totale assenza di musiche, che dà un taglio documentaristico alla pellicola. Superiore al prototipo de L'ultima casa a sinistra, un film selvaggiamente malato e disturbante. Da vedere.
MEMORABILE: Jennifer che, come un'amazzone in guerra, si dirige a tutta velocità sul motoscafo verso uno dei suoi assalitori, brandendo un'ascia e urlando.

Bruce 13/03/09 11:14 - 1001 commenti

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Cinque anni dopo siamo ancora dalle parti de L’ultima casa a sinistra di Wes Craven. La storia e l’ambientazione nelle campagne americane sono più o meno le stesse, qui è però la stessa vittima delle violenze a portare alle estreme conseguenze la vendetta sui propri carnefici. Molto più teso e crudo, senza la minima tregua ma, allo stesso modo, evitabile.

Aal 17/09/09 13:07 - 321 commenti

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Crudo e lineare, praticamente senza colonna sonora e con una calda fotografia a colori, è uno dei pochissimi film realizzati da Meir Zarchi. La violenza è a livelli molto alti ma non c'è mai compiacimento o morbosità. Anche le scene di nudo, che abbondano, sono realizzate funzionalmente alla storia, senza inquadrature maliziose. Il rigore formale della realizzazione lo rende simile ad un documetario su un'allucinante stupro collettivo e la conseguente, non meno allucinante, vendetta. Film amaro che fa ancora male.

Ciavazzaro 4/09/10 22:04 - 4758 commenti

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Interessante rape e revenge. Camille Keaton qui ai suoi livelli più alti (anche in termini di bellezza, nelle scene iniziali) come attrice, veste i panni prima di vittima in un modo davvero realistico e di angelo vendicatore (quasi sempre vestito di bianco) dopo. Evocativa la scena nella vasca da bagno, forse la più forte dell'intero film. Gli uomini di fronte alla furia della vittima diventa carnefice diventano nient'altro che patetiche statuine piangenti, prima di ricevere dovuta punizione. Ottimo.
MEMORABILE: Il calcio in faccia alla povera Camille mentre cerca di telefonare, la scena nella vasca.

Supercruel 1/04/10 21:52 - 498 commenti

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Culto del rape & revenge settantiano, ancora oggi attualissimo per gli argomenti messi in campo e per alcune trovate sceniche davvero indovinate. Il taglio femminista, piuttosto scoperto, non scade mai nel patetico, bensì alcuni dialoghi sono davvero efficaci e taglienti. In qualche momento il ritmo latita, ma l'assenza di colonna sonora musicale e la fantasia con cui sono architettati i momenti più violenti sono elementi che consentono di mantenere un certo qual clima sporco e morboso. Da vedere.

Lucius 10/04/10 01:40 - 2819 commenti

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Un film che ha non pochi punti in comune con Un tranquillo weekend di paura, ma che ha sequenze notevolmente più feroci ed insistite, al punto da farlo risultare disgustoso ed umiliante per le donne, soprattutto per le sequenze dello stupro, terribili proprio perché eccessivamente prolungate. La regia è buona, alcune trovate sono poco credibili e comunque lo reputo ripugnante a tal punto che mi vien da chiedere a chi possa piacere...

Funesto 11/04/10 23:34 - 525 commenti

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Un r. & r. vituperato, spietato e assolutamente realistico: l'assenza di musica, l'uso della cinepresa sempre fissa e la location così incontaminata fanno risaltare terribilmente la crudezza delle violenze ai danni di una verginale Camille Keaton, la quale, a forza di urla ed espressioni disperate, riesce a farci entrare ulteriormente nel vivo della storia. Il rape è esemplare, ma si perdono punti nella vendetta, con i primi due delitti assai trash e un ritmo che va troppo in calando. Il finale al lago, però, non guarda in faccia a nessuno.
MEMORABILE: L'evirazione nella vasca da bagno.

Buck ii 26/09/10 13:17 - 55 commenti

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La vendetta è un piatto che si serve freddo, molto freddo quando quello che accade potrebbe sconvolgere la vita fino a cadere nella pazzia. Niente musica, niente esterni particolari, niente contorni; sono gli accadimenti e le conseguenze di questi che fanno riflettere, dove può arrivare la mente umana quando il corpo si stacca dalla mente, quando si perde il contatto con quello che si può o non si può fare; fa paura sapere che quello che si vede attaraverso lo schermo è una rappresentazione del reale. Piccolo, agghiacciante cult.

Mdmaster 14/10/10 09:06 - 802 commenti

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Nonostante un pedigree critico non proprio dei migliori, Ti sputo sulla tomba (tradotto così sarebbe stato esilarante) è silenzioso, realistico, netto e senza spettacolarizzazioni o drammatizzazioni. Una vicenda di violenza e di vendetta tremenda, senza davvero nient'altro; c'è poco da aggiungere se non che Camille Keaton si rivela brava e il resto del cast un po' meno. Rimane ancora un underground di culto per pochi adepti, ma a ragione: non sempre si chiede al cinema di mostrarci un realismo così nero e crudele.

Corinne 14/02/11 19:19 - 400 commenti

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La fama di questo film, assurto a piccolo cult del genere, è quello che ne rovina l'effetto shock. Si sa fin dall'inizio che ci sarà il "rape" e si aspetta il "revenge": nessuna sorpresa. Visto senza averne mai sentito parlare potrebbe rimanere ben più impresso. Ciò non toglie che riesca ad agghiacciare per lo stile scarno e crudo. Poco verosimile la vendetta (soprattutto nella parte finale) a meno di non assistervi con un approccio più viscerale.

Giùan 5/05/11 10:12 - 2926 commenti

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Sorta di Cane di paglia senza il protagonista maschile e complicazioni/divagazioni di carattere intellettuale (non fosse che anche qui Jennifer è un aspirante romanziera). I spit on your grave lascia interdetti come tutti quei prodotti in cui il confine tra condanna e una certa compiaciuta morbosità nel mostrare è decisamente labile. La contrapposizione tra la provincia gretta e l'"estranea" cittadina che istiga con la propria disinibita carnalità è risibile. Odiosa poi la figura dello scemo del villaggio. Camille Keaton ineffabile bellezza.
MEMORABILE: L'impiccagione dello scemo del villaggio, l'evirazione del benzinaio in the bathroom.

Homesick 2/06/11 16:50 - 5737 commenti

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Uno dei vademecum del rape & revenge. L’ossuta sceneggiatura scricchiola, ma è mero accessorio di stupri multipli ripetuti e della conseguente vendetta, entrambi messi a punto con estrema cura tecnica per rendere tanto parossistici e disturbanti i primi quanto doverosa e liberatoria la seconda: tempi lunghi, assenza di colonna sonora – eccetto rari interventi diegetici di un’armonica a bocca e uno della “Manon Lescaut” pucciniana -, ambientazione essenziale e la Keaton che, disinvolta nel passaggio da vittima ad angelo sterminatore, conquista il ruolo della sua vita.
MEMORABILE: Vestita a lutto, la Keaton entra in chiesa, chiede perdono a Dio e si prepara per la vendetta; la castrazione nella vasca; il finale nel fiume.

Luchi78 15/11/11 16:43 - 1521 commenti

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Quintessenza del rape & revenge, brutale fino al fastidio nei confronti di ciò che si sta guardando, senza un filo di musica per distorcere le sensazioni. La Keaton è bravissima nel suo difficile ruolo, passando dalla sofferenza alla crudeltà come se niente fosse. Da guardare pronti al peggio.

Belfagor 11/09/12 18:53 - 2621 commenti

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Questo rape & revenge non ha pressoché nulla al proprio attivo (la regia è inesperta, le riprese dozzinali, la recitazione risibile con l'eccezione della Keaton protagonista) tranne una lunga controversia relativa alla brutalità con cui viene affrontato il tema centrale, ovvero lo stupro. Una controversia che mi pare del tutto campata per aria, in quanto non scorgo implicazioni sociologiche di alcun genere. La violenza su cui si basa la storia è sottomessa alla sexploitation più becera, come dimostra una seconda parte iperbolica e irreale.

Ducaspezzi 28/10/12 02:12 - 222 commenti

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Quella cruda realisticità perseguita con l'assenza di musiche, con la muta e stupenda natura quasi languidamente complice - prima dei carnefici e poi della vittima - e con la regia laconica come i personaggi, che nulla addiziona a quel che fa freddamente vedere, funziona nella prima parte, quella del "rape". Che quindi è quella più risolta e scioccante. Dopo, l'inattendibilità occhieggia e l'insistenza su quei crismi inizia a stonare. La Keaton funziona per tutta la durata, prima angosciandoci per la sua sorte, poi deliziandoci.
MEMORABILE: "E' così dolce che quasi fa male". Sì, certo, come no!; La vigliaccheria a tutto campo del branco, verso la donna e verso il suo componente più scemo.

Fauno 26/12/12 18:12 - 1906 commenti

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Ci sono ben due omicidi che non sono molto credibili, ma il ritmo, specie nella parte finale, è davvero esilarante, anche perchè ce ne vuole prima di lavare col sangue un torto così reiterato... Certo meglio della Keaton nel ruolo non potevano davvero trovare, anche per il fisico che sembra un giunco, la pettinatura e lo sguardo quasi da dea che alla fine si rivela una decisiva arma a doppio taglio. Gli aggressori sono i soliti bambocci a doppia vita o nullafacenti; mi ha fatto ridere l'orgoglio della moglie del benzinaio... Ottimo!
MEMORABILE: Quando Jennifer getta la pistola dopo averlo fatto spogliare...

Maxx g 24/09/13 03:45 - 491 commenti

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Inquietante è inquietante. Una ragazza viene violentata da alcuni ragazzi e si vendica in modo barbaro e brutale. Dialoghi e personaggi ridotti all'osso e colonna sonora quasi assente. La fotografia è valida ma il tessuto narrativo risulta piuttosto prevedibile. A mio avviso il plot poteva essere sfruttato decisamente meglio.

Giacomovie 3/12/13 14:40 - 1341 commenti

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Per il tema esposto corre il rischio di essere ingiustamente etichettato come “spazzatura”. Il modo in cui mostra la violenza carnale e fisica è crudo ed esplicito, la protagonista Camille Keaton nel recitare il ruolo è stata eroica. Per metà estremamente prevedibile, riesce a compensare la linearità dello sviluppo con l’inaspettato modo spietato di consumare la propria vendetta. Apprezzabili sia la direzione che la cura dell’immagine. Da sottolineare una scena clou: quella della vasca, che non ha niente da invidiare a quella di Psyco, anzi… ***

Matalo! 4/12/14 16:08 - 1368 commenti

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Rape & revenge, croce e delizia. Interessante fenomeno cinematografico dai risultati discutibili. Siamo lontani dalla feroce etologia del grande Cane di paglia. Eppure, pur nella sua modestia, il film di Zarchi esibisce alcuni stilemi interessanti. Intanto non c'è il moralismo di film coevi (Craven, Lado). La vicenda si dipana secca, quasi in media res, senza lungaggini e retorica. La Keaton è un paradigma ben scelto. La gang di balordi risente del film di Craven, specie Tabor. Però non è altro che una storia asciutta con discreta regia e ottimi tempi lunghi.
MEMORABILE: Tabor muore dissanguato e nell'altra stanza la Keaton ascolta un album di lirica.

Faggi 8/02/16 16:37 - 1486 commenti

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Perla seventies di buon rigore formale; prima parte realistica e brutale, seconda antirealistica e visionaria. Stuprata (e quasi uccisa), la protagonista (eccezionale) non si rivolge alla polizia ma va in chiesa e si vota alla vendetta; da questo momento è assistita o posseduta da un angelo punitore, che ha metodi tutti suoi. Bella ambientazione, colori dominanti il verde (natura) e il rosso (sangue), simbolismi azzeccati (gli abiti di lei, la barca impennata, la musica nelle sole due volte in cui si sente).

Marcolino1 13/12/16 19:02 - 500 commenti

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La logica vile del branco, col burattinaio che muove le pedine dei complici, qui è descritta alla perfezione e pure lo sdoppiamento della Keaton, non tanto per il simbolico abbigliamento (bianco-purezza violata e nero-morte e vendetta) ma per il cambiamento comportamentale che la rende nel secondo tempo del film totalmente diversa dal primo, divenendo fatalmente seduttiva; grazie a queste doti smaschera la stupidità immensa dei carnefici misogini. L'ambientazione boschiva e isolata ricorda il primo film di Craven, anche per la crudeltà efferata.

Anthonyvm 12/03/18 20:50 - 1774 commenti

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Insieme a L'ultima casa a sinistra il punto più alto del sottogenere exploitativo rape/revenge: violento e cattivo come i prodotti di questo tipo devono essere, misogino ma con l'alibi della vendetta che dovrebbe in qualche modo redimerlo (e in parte lo fa), grezzo nella realizzazione, freddo e quasi documentaristico nella mostrare le varie atrocità. La parte relativa allo stupro è lunga e agghiacciante, mentre la vendetta è quasi sbrigativa (eccetto l'evirazione, davvero dolorosissima). Con un climax finale migliore sarebbe un capolavoro.
MEMORABILE: Jennifer evira uno dei suoi aguzzini, lo chiude a chiave e ascolta impassibile le sue grida agonizzanti, coperte da un brano di musica classica.

Kinodrop 2/07/17 18:47 - 1456 commenti

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Niente di non già visto e di non prevedibile in questo caso di rape & revenge, dalle location alla tipologia "umana" che agisce in branco alla ragazza (tutta sola) vittima facile e predestinata. La prima parte legata alla violenza e allo stupro ha una sua crudezza e colpisce, ma la metamorfosi della protagonista in vendicatrice sanguinaria è quantomai schematica e affrettata e cancella quel poco di pathos accumulatosi in precedenza. Si salva la Keaton, ma i quattro bifolchi sono quanto di più dilettantesco si possa immaginare. Improbabile e datatissimo.
MEMORABILE: La vendetta in motoscafo.

Ira72 4/07/17 15:34 - 919 commenti

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Poveri, ripugnanti individui. Come si annoiano nel paesino, senza più nessuna donna isolata da violentare vigliaccamente! "Nei Marines si dice ricognizione!" sentenzia uno dei balordi. Peccato che non ci sia nessun cadavere a tranquillizzarli. Perché Jennifer ha sete di vendetta e non si può non tifare per lei, peraltro bellissima. Buona la scelta cromatica (lei in nero, all'interno della Chiesa bianca, i rossi e i verdi, sgranati, a contrasto). Semplice, ma efficace nei vari messaggi che Zarchi lancia molto violentemente. Film forte e non per tutti.

Rufus68 23/07/17 14:31 - 3049 commenti

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Classificabile alla voce "stupro e vendetta autarchica" (cioè realizzata dalla vittima stessa) un filmino più curioso che riuscito. L'arietta settantina c'è tutta, la Keaton è graziosa e pura la combriccola di aguzzini si diporta discretamente: a non convincere, a parte alcune grosse ingenuità (la ragazza che issa un tizio di ottanta chili), è il piattume della regia e l'accelerazione sbrigativa degli eventi, quasi si volesse concludere in fretta ciò che si era iniziato con buon piglio. In odore di cult (cioè un film di cui si amano i difetti).

Fedeerra 12/09/17 05:24 - 404 commenti

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Zarchi, quasi involontariamente, filma un crudele e diretto apologo sul femminismo americano, evitando accuratamente i classici approcci teorici di genere e concentrandosi sui fatti e le azioni dei protagonisti. Un encomio allo spirito e al corpo della sua protagonista, sorta di Artemisia vendicatrice che ha il volto diafano e incisivo della straordinaria Keaton. Un exploitation magnifico, dalla fotografia limpida e solare, che contrasta perfettamente con la sporcizia, il sadismo e la crudeltà degli eventi. Ma come diceva il grande Douglas Sirk: "tra arte e spazzatura c'è poca differenza".

Fromell 20/07/18 08:50 - 58 commenti

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Il “rape and revenge” più che un genere è una sinossi. Nella definizione c’è già tutto il film. Quindi cosa ci dobbiamo aspettare se non scoprire quanta violenza deve sopportare una donna prima di vendicarsi contro i suoi aggressori? Scarna la trama, scarna pure la messa in scena. Film talmente crudo da fare a meno della colonna sonora. Il ritmo, quando c’è, è scandito dai colpi di bacino degli stupratori; per il resto, a parte qualche buona trovata durante la vendetta, molta noia.

Bullseye2 5/04/20 01:42 - 89 commenti

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Oltre a essere il migliore esponente di un genere tanto ambiguo quanto deprecato come il rape and revenge, questo "Non violentate Jennifer" (titolo italiano davvero sciocco) è anche il film femminista definitivo, un vero urlo di dolore contro il patriarcato e il suo concetto di vis grata puellae: la donna vista come mero oggetto sessuale del quale abusare. Qui violenza chiama violenza e non ci sono sconti... Eccellenti gli attori e la messinscena povera ma tristemente reale. L'assenza di musica rende il tutto ancora più insostenibile.
MEMORABILE: La brutalità insostenibile degli stupri.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Ciavazzaro • 18/04/17 02:33
    Vice capo scrivano - 5596 interventi
    Ciao Fauno, vedendo questa versione su youtube, penso sia questa la scena che tu hai visto al cinema, con full frontal della Keaton di fronte allo specchio:
    https://www.youtube.com/watch?v=mBpF1wCF1Ls
    al minuto 1'24'16

    Mentre invece in questa versione, la scena non mostra l'inquadratura delle parti intime:
    https://www.youtube.com/watch?v=RjSt3ItPDfE

    Poi non sono esperto di formati quindi non so dire se i due hanno un formato video diverso e per questo in uno la scena non si vede completamente.

    Per i tagli, copio da Italia Taglia:
    previo taglio delle seguenti scen: II parte: particolari della scena di stupro; II parte: altri particolari dello stesso stupro. La parte interessata accetta i tagli e gli stessi vengono effettuati per complessivi m. 8,40 e repertati.
  • Discussione Fauno • 18/04/17 13:33
    Compilatore d’emergenza - 2528 interventi
    Per risponderti con la correttezza abituale bisogna che veda tutti e due i finali dei film e che torni alle scene iniziali. Dammi un paio di giorni ;-)
  • Musiche Schramm • 27/05/18 16:31
    Risorse umane - 6703 interventi
    La scelta di non inserire uno score originale non fu programmatica: semplicemente, dopo numerosi tentativi e proposte, Zarchi non trovò alcuno score che si sposasse adeguatamente al narrato e al montato. Gli unici commenti che non trovava stridenti furono l'assolo di armonica a bocca e l'aria di Puccini.

    (Fonte: Imdb)
  • Curiosità Schramm • 27/05/18 16:41
    Risorse umane - 6703 interventi
    * Ai quattro protagonisti maschili è stato chiesto di apparire integralmente nudi nel film, per mostrarsi solidali con Camille Keaton che appare nuda nel film per buona parte di esso.

    * Un membro della crew ha abbandonato le riprese durante la seconda scena di stupro. Non tollerava più altra violenza. Anche la truccatrice ha abbandonato le riprese verso metà lavorazione: in gioventù subì uno stupro di gruppo dalle modalità simili a quelle mostrate nel film e non sopportava più di riviverlo attraverso il set.

    * Contiene il più lungo stupro di gruppo dell’intera storia del cinema, dell’approssimativa durata di 25 minuti.

    * L'assassino ti siede accanto verrà girato pochi anni dopo nelle medesime locations.

    * Non sapendo come e dove tagliare, la MPAA, dopo diversi appelli, ha direttamente rifiutato il visto al film. Il film è risciuto a ottenerlo dopo che il regista ha rimosso dalla pellicola ogni riferimento allo stupro anale.

    * Il titolo finale che nell’uscita del 1980 ha predominato sugli altri aka (Day of the Woman, I Hate Your Guts e The Rape and Revenge of Jennifer Hill) non piaceva affatto al regista, ma contribuì largamente alle controversie che lo portarono al successo. Al giorno d’oggi Zarchi insiste che l’aka e il sottotitolo "AKA Day of the Woman" che appaiono su tutti i poster e le copertine delle uscite in dvd siano posticci.

    * La casa dove ha luogo lo stupro era di proprietà di Nouri Haviv, miglior amico di Zarchi e direttore della fotografia del film. Il regista fece visita al collega mentre stava stilando lo script, e la location gli ispirò la rimanente stesura.

    * Tutti gli attori sono stati gli stunt di se stessi. La produzione non poteva permettersi di stipendiare veri stuntman.

    * L’attivista femminista Julie Bindel è stata l’headliner dei picchetti subiti dal film quando uscì nel Regno Unito. Ha poi ritrattato le accuse mossegli e le prese di posizione punitive di allora, considerandolo oggi il film femminista per eccellenza.

    * Meir Zarchi ha steso la sceneggiatura in 4 mesi, perlupiù mentre si stava recando al lavoro o sul tragitto di ritorno.

    * Il personaggio di Matthew si ispirò a un ragazzo con ritardi mentali che lavorava nel palazzo del regista.

    * Secondo alcune speculazioni la modella di spalle che stringe il coltello usata per il poster sarebbe Demi Moore.

    * Il padre della ragazza che Zarchi ha non solo soccorso durante lo stupro di cui fu testimone, portando all’arresto del colpevole (e che fu l’input ispirativo del film, vedi curiosità soprastanti), offrì al regista una cospicua ricompensa, ma Zarchi declinò l’offerta.

    * Una frase di lancio della locandina annunciava, "questa donna ha mutilato, fatto a pezzi, macellato e bruciato cinque uomini rendendoli irriconoscibili”. Nel film si vendica di quattro uomini, nessuno di questi viene dato alle fiamme. Nel remake del 2010 verrà aggiunto un quinto carnefice.

    (Fonte: Imdb)
  • Discussione Noncha17 • 7/03/19 15:15
    Magazziniere - 1077 interventi
    "A distanza di 40 anni e all'età di 82 anni suonati, Meir Zarchi torna dietro alla macchina da presa per girare il sequel del suo film cult I Spit On Your Grave (1978)."


    Questo è il poster di DejaVu, in uscita quest'anno:




    Fonte > Horror.it
    Ultima modifica: 7/03/19 15:17 da Noncha17
  • Discussione Schramm • 7/03/19 16:13
    Risorse umane - 6703 interventi
    c'è proprio rimasto sotto, non riesce a fare nient'altro. manco romero con gli zombi... :D
  • Discussione Herrkinski • 7/03/19 16:21
    Scrivano - 2291 interventi
    Ne avevo sentito parlare ma pensavo che il progetto si fosse arenato. Curiosissimo, anche se ho molta paura che sia un super low-budget girato in digitale...
  • Discussione Raremirko • 8/03/19 23:39
    Addetto riparazione hardware - 3449 interventi
    Ma di sequel il film ne ha avuti già molti...
  • Discussione Herrkinski • 9/03/19 16:13
    Scrivano - 2291 interventi
    Raremirko ebbe a dire:
    Ma di sequel il film ne ha avuti già molti...
    In realtà uno era il remake e gli altri due seguiti/spin-off del remake.
  • Discussione Raremirko • 10/03/19 20:02
    Addetto riparazione hardware - 3449 interventi
    Herrkinski ebbe a dire:
    Raremirko ebbe a dire:
    Ma di sequel il film ne ha avuti già molti...
    In realtà uno era il remake e gli altri due seguiti/spin-off del remake.



    Nei quali comunque Zarchi mise sempre mano.