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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Passato il tempo dei miracoli, Siani torna in sala con un personaggio che più terra-terra non si può: Martino vive in Svizzera alla spalle della sorella (Dell'Anna), che lavora come domestica alle dipendenze del signor Gioia (Abatantuono), noto ovunque perché in grado di restituire chissà come il sorriso ai suoi facoltosi clienti. "Dà la felicità a chi è ricco? E che ci vuole? Lo faccio anch'io", chiosa Martino, che un lavoro nemmeno lo cerca ("tanto dopo mi licenziano"). Così occupa il divano a far nulla con un cappelletto di lana in testa e si dispera quando la sorella ha un incidente in auto...Leggi tutto dal quale esce sciancata, con una gamba accorciata di 3 cm. Per pareggiarla nuovamente servono 20.000 euro ("E se invece di allungarla accorciassimo l'altra?" chiede lui spiazzando il medico). Assunto da Gioia al posto della sorella infortunata, alla partenza del principale lo sostituisce rispondendo truffaldinamente al telefono e diventando così "Mister Felicità". In questo modo conosce Arianna Crof (Cucci), campionessa di pattinaggio e incidentalmente figlia di Gioia stesso, ritiratasi dalle scene dopo una comica caduta durante una gara sul ghiaccio. Dovrà tirarle su il morale e riportarla sulla pista. Il Siani regista è ancora lui, capace di valorizzare con la sua simpatia scene mediocri e di agghiacciare allo stesso tempo con battute terribili (lo starnuto, il navigatore satellitare "suggeritore", il pappagallo parlante). Così il film, che ha una prima parte scoppiettante, ricca di momenti azzeccati e oggettivamente divertenti e che sembrava promettere finalmente bene, inciampa poi in una seconda di rara melensaggine, tirata via e lontanissima da ogni credibilità nella costruzione del rapporto tra la coppia protagonista. Molto meglio le fasi in cui compaiono i comprimari. Senza dover citare l'ovvio Abatantuono, che comunque col suo carisma rimette di forza in piedi scenette insulse (geniale la dieta dell'ananas), anche la figura del fisioterapista attratto dalla sorella, Procolo (Gugliucci), ha begli scambi con Siani. Non manca qualche sequenza slapstick girata efficacemente (il lancio violento delle noci alla festa di gala, ripreso però da quello analogo in cui lo stesso Siani sparava inavvertitamente sassi dal tosaerba in LA PEGGIOR SETTIMANA DELLA MIA VITA) e benché lo spettro di Troisi aleggi ancora pesantemente, la comicità più disimpegnata del nostro in molti frangenti premia comunque liberando la risata. Peccato non essere riusciti a mantenere alto il livello dell'insieme, perché le splendide location montane in Svizzera e l'assistenza di un gigante in potenza come Abatantuono (in un ruolo importante ma senza che gli si siano forniti i presupposti per potersi esprimere al meglio) potevano aggiungere molto. Certo più di una Signoris costretta a una monotona parte di madre preoccupata e moglie rancorosa... Il finale è in salita e si risolve davvero male, con un'esibizione scontata che precede una coda tirata via come poche. Dopo il deludente SI ACCETTANO MIRACOLI un parziale ritorno in sella sugli standard del PRINCIPE ABUSIVO, con la sensazione che se ben sfruttato da un copione e una regia validi Siani potrebbe fare assai bene: i tempi comici li ha, la simpatia lo aiuta, il personaggio funziona.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/01/17 DAL DAVINOTTI
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Thedude94 5/01/17 11:39 - 723 commenti

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Sicuramente il miglior Siani regista, questo; mette in scena un personaggio depresso, scansafatiche e che vive alle spalle della sorella (una Dell'Anna molto sexy). Ma quando inizierà la sua carriera di mr. Felicità cambierà tutto in meglio o quasi. La prima parte è la più divertente, ricca di comicità e di nuovi sketch che diventeranno tormentoni (in particolare l'incontro con i camorristi scommettitori). Nella seconda il film si perde un po', ma la presenza di un ottimo cast e di un Abatantuono buona spalla lo rendono non pessimo.

Markus 5/01/17 11:58 - 3427 commenti

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Non c'è due senza tre. Terza regia per Siani, che dopo lo scoppiettante inizio de Il principe abusivo e l'inciampo di Si accettano miracoli, riprende in mano le redini di una facile risata per una vicenda sentimentale/comica che fa il verso a Pieraccioni: con lui (Siani) scansafatiche ma dalla battuta facile e lei (Cucci) graziosa pattinatrice con crisetta da risolvere con... amore. In grande spolvero l'icona Diego Abatantuono nella parte di una specie di psicologo sagace e brillante (a lui la miglior battuta del film). Un valore aggiunto.
MEMORABILE: Abatantuono: "Faccio la dieta dell'ananas", lei: "E che dieta è?" e Abatatuono: "Mangio tutto tranne l'ananas".

Rambo90 11/01/17 23:26 - 6815 commenti

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Alla terza prova, Siani autore non cambia: sceneggiatura dai passaggi orridi, battute che non vanno da nessuna parte, regia scolastica con punte trash. La prima parte scorre meglio, con qualche simpatica battutina e un Abatantuono in gran forma. Poi ci si perde nel romanticismo, con il protagonista che scimmiotta Troisi non avendone la verve né la vena malinconica. La Cucci è bella e bravina, ma quello che c'è di buono annega nel dilettantismo della scrittura. Finale da brividi. Evitabile.

Gabrius79 12/01/17 12:02 - 1268 commenti

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Dopo il non azzeccatissimo Si accettano miracoli Siani ci riprova con una storiella tutto sommato godibile che nella prima parte risulta essere piuttosto brillante, con gag e tormentoni azzeccati (merito pure di un Abatantuono in gran spolvero); nella seconda il ritmo langue un po' e alcune situazioni (a parte qualche scena slapstick) risultano stucchevoli. Siani se vuole sa interpretare bene i suoi ruoli ma deve dimenticarsi di tentare di somigliare il più possibile a Massimo Troisi.

Galbo 9/05/17 05:41 - 11673 commenti

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Discreto cabarettista, Alessandro Siani non convince al cinema nemmeno in questa terza prova da regista. Simpatica la figura del motivatore, molto debole la storia che gli viene costruita intorno; fragilissima la love story, inevitabile ma "giocata" male, con le cartoline svizzere a fare da sottofondo statico e mal valorizzato. Nemmeno Diego Abatantuono viene impiegato come il talento dell'attore meriterebbe, per non parlare della Signoris totalmente sprecata. Meno che mediocre.

Didda23 12/02/18 09:54 - 2320 commenti

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NOn è che mi aspettassi più di tanto, visto che Siani non l'ho mai apprezzato fino in fondo né come attore né tantomeno come regista, ma il risultato è perfino peggiore di ogni aspettativa. Favoletta moderna di una banalità sconcertante, con inondazione finale di miele ai limiti del sopportabili. Le battute non vanno mai pienamente a segno e l'unico che riesce a salvare la pellicola dalla votazione minima è Abatantuono, artefice dei migliori micromomenti dell'opera. Regia piatta e anonima che rispecchia l'intera operazione.
MEMORABILE: Il filmato dell'incidente; In negativo: l'atroce incontro con i malviventi.

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