I fiumi di porpora

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Les Rivieres Pourpres
Anno: 2000
Genere: thriller (colore)
Numero commenti presenti: 28
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Inatteso aggancio francese al thriller argentiano. Certo, le influenze modaiole del thriller crudo e d’effetto anni Novanta (vedi SEVEN, IL COLLEZIONISTA...) si sentono tutte, ma l'ambientazione, il soggetto particolarmente intricato, il colpevole da ricercare, il movente legato al passato sembrano riecheggiare i fasti dei nostri spaghetti thriller alla COSA AVETE FATTO A SOLANGE?, d'ambientazione egualmente scolastica. Oggi i mezzi sono diversi e i finanziamenti della TV francese e Canal Plus hanno permesso una ricerca d'immagine notevole. Anzi, il punto forte...Leggi tutto del film sono proprio gli ambienti e le luci (purtroppo penalizzati da una fotografia non all'altezza): discese in cordata tra i ghiacciai, cupe stanze di conventi (altro topos tipicamente italiano), tunnel scavati nella neve... Ma nella mente del regista Kassovitz (quello di ASSASSINS) il cinema del nostro Argento è ben presente, con tutta la sua visionarietà e complessità narrativa. Quello che però manca al film è la chiarezza: se fino a un certo punto l'intreccio è lineare e ben sviluppato, verso la conclusione si perde in un totale marasma; e tutte le affascinanti promesse vengono vanificate da un finale semplicistico e irritante, che sacrifica allo spettacolo anche quel minimo di coerenza richiesta da una trama tanto contorta. Ottimi invece i due protagonisti Jean Reno e Vincent Cassel, che conducono indagini parallele destinate ben presto a incrociarsi. Pure costretti ad americanizzarsi con dialoghi spesso insipidi, i due sono comunque attori di rango, lontani da certi stereotipi statunitensi.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Undying 14/06/07 21:21 - 3841 commenti

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Raffinato thriller con ambientazioni da cartolina. Ottime le interpretazioni di Cassel e Jean Reno. Sequenze iniziali, con esami autoptici sui cadaveri, paurosamente simili a quelle poi girate da Argento ne Il Cartaio. Mathieu Kassovitz (Gothika) è un buon regista e riesce a coordinare ottimamente il reparto trucchi, gli interpreti e le maestose scenografie naturali. La violenza, implicita, sfiora tematiche alla Seven, connotandole di un manto "religioso" ancora più intenso. Purpureo.

Galbo 17/12/07 07:31 - 11343 commenti

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Riuscito thriller francese diretto dal bravo M Kassovitz, "I fiumi di porpora" appare particolarmente efficace nella prima parte, dove regia e sceneggiatura riescono a tessere le fila di un mistero attraverso sequenze molto suggestive, complice una riuscita fotografia. Il film diventa più scontato successivamente (specie nella parte finale) ma rimane comunque parecchio al di sopra della media del genere. Molto bravi gli attori, specie Reno e Vincent Cassel.

Cotola 6/05/08 00:38 - 7458 commenti

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Riuscito a metà. Dopo un bel primo tempo, infatti, dalle atmosfere malate ed inquetanti al punto giusto, il film, soprattutto dal punto di vista narrativo, va gradualmente sgretolandosi fino ad arrivare ad un finale talmente ridicolo che verrebbe voglia di prendere a schiaffi gli sceneggiatori che lo hanno scritto ed il regista che lo ha girato. Come accade sempre più spesso lo spettatore viene preso per i fondelli e nessuno sembra accorgene. Anzi in molti hanno gradito. In realtà alcune lacune della sceneggiatura sono vistose ed imperdonabili.

Bruce 18/11/08 11:01 - 1002 commenti

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Grande coppia di protagonisti (Jean Renò e Vincent Cassel) per un bel thriller francese, violento e a tratti anche macabro, che scorre con buon ritmo e tensione crescente, tra i ghiacci e il freddo della Alta Savoia, alla ricerca del misterioso colpevole.

Belfagor 23/05/09 15:33 - 2621 commenti

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Film che trova i suoi punti di forza nelle interpretazioni dei due protagonisti (bravo come sempre Reno e Cassel dà il meglio quando è tenuto un po' sotto le righe) e nelle ambientazioni spettacolari e goticheggianti: il porpora assume tonalità fosche, livide, contribuendo non poco a creare l'atmosfera giusta per un intricato complotto. Solo nel finale la qualità diminuisce, un difetto di molti thriller. Niente male, però.

Magnetti 20/09/09 14:05 - 1103 commenti

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Film inquietante sul tema dell'eugenetica. Un intrigo thriller con immagini molto forti (i cadaveri) e una spettacolare ambientazione nelle alpi francesi. Molto bravi e affiatati Reno e Cassel. La vicenda risulta intrigante anche se in alcuni punti un pò confusa per la serie "quanto più si incasina tanto più si getta fumo negli occhi dello spettatore". Un thriller godibile quindi, da non perdere che, pur concorrendo sullo stesso terreno dei block buster americani (per budget, attori etc etc), ne costituisce una piacevole variante.

Piero68 1/10/10 09:09 - 2754 commenti

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Scontato thriller di fattura francese in perfetto stile Twin Peaks. Ad un prima parte tutto sommato interessante si va a contrapporre una seconda davvero molto modesta per sceneggiatura e soluzioni narrative. Nemmeno i mostri sacri d'Oltralpe, Reno e Cassel, riescono a riequilibrare le sorti del film nonostante l'evidente impegno profuso. Inoltre, un montaggio a livello quasi dilettantistico, riesce a rovinare persino quelle poche scene di azione presenti nella pellicola. Non basta l'ottima fotografia per far dire che questo film sia riuscito.

Lythops 11/04/11 09:03 - 972 commenti

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Per la prima parte del film, per non parlare dei 15 minuti iniziali da guardare a bocca aperta, ci si convince di assistere alla proiezione di un gran film: Kassovitz gira con interessanti movimenti di macchina, sa mantenere la tensione anche con la complicità delle ottime musiche di Coulais e ottimi effetti. Purtroppo, nella seconda parte, vediamo il film cadere nella banalità più disarmante, fuori controllo. Peccato: "I fiumi di porpora" sarebbe stata una bellissima, interessante opera incompiuta, se ci si fosse fermati al primo tempo.

Daniela 1/08/11 13:19 - 9221 commenti

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Due poliziotti di diversa provenienza indagano su casi - un omicidio di particolare efferatezza e la profanazione della tomba di una bambina morta molti anni prima - misteriosamente legati l'un l'altro. Molto fumo e poco arrosto in questo thriller di bella ambientazione (i paesaggi innevati delle Alpi francesi), molto stuzzicante all'inizio, ma deludente sia nello svolgimento che soprattutto nell'epilogo, con una risoluzione del caso poco convincente. Da lodare comunque le prove convincenti di Reno e Cassel, che avrebbero meritato un film migliore.

Ishiwara 13/08/11 22:12 - 214 commenti

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Finchè l'indagine dei due protagonisti procede parallelamente il film promette bene ed è decisamente interessante. Dopo il casuale incontro qualcosa si perde e la storia comincia a sfilacciarsi. Il finale poi è decisamente pessimo e di un contrasto stridente con le ottime premesse. Reno e Cassel si comportano egregiamente e l'ambientazione rimane suggestiva per tutto il tempo. Peccato per la sceneggiatura che perde tutte le idee buone lungo il tragitto. Consola sapere che Besson nel scrivere il secondo episodio farà molto peggio? Purtoppo no.

Saintgifts 2/12/11 10:03 - 4098 commenti

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Dal romanzo di Jean-Christophe Grangé, che ha collaborato con il regista, alla sceneggiatura. Girato e interpretato molto bene, dove anche Vincent Cassel appare finalmente simpatico. La regia offre fin dall'inizio anche allo spettatore molti indizi per cui, oltre a seguire con interesse immagini molto belle in una location alpino-invernale, si possono fare congetture assieme ad un tenebroso Reno, indagando sull'intricata vicenda. Ci sono assonanze con altri lavori del genere, ma anche i film d'amore si assomigliano; saper coinvolgere fa la differenza.

Buiomega71 16/02/12 00:32 - 2231 commenti

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Inizia con cadaveri argentiani divorati dalle larve, prosegue con panoramiche dall'alto alla Shining, si sente l'odore di Phenomena per le location, si cita Fulci con la suora che vive nell'oscurità e ci sono cadaveri appesi come nel Silenzio degli innocenti. Kassovitz sa girare come pochi (la scena del ponte verrà ripresa poi in Gothika), attenua al massimo la violenza e il sangue e vive di atmosfere e angoscia. Un simile plot ci sarà pure in Anatomy, ma qui conta l'abilità registica. Gran finale depalmiano sulle cime innevate. Gelido e oscuro.
MEMORABILE: Lo scontro fisico di Cassel nella palestra nazi, puro Kassovitz da banlieue; I pitbull nelle gabbie; Gli occhi di vetro enucleati; Il cadavere all'inizio.

Nando 18/02/12 07:10 - 3458 commenti

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Thriller torbido che presenta una prima parte accattivante in cui tra esami autoptici, paesaggi montani e la diffidenza iniziale che sorge tra due investigatori sembra condurre al meglio, tuttavia nella seconda parte il plot narrativo implode scadendo lievemente nel religioso banale. Nonostante tutto si segue con interesse vista anche la valida interpretazione dei due protagonisti.

Hackett 15/10/12 18:10 - 1721 commenti

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Kassovitz è abile con la macchina da presa e questo buon thriller tratto da un best seller di Grangé ne è un'ulteriore prova. La trama, dal principio un po' confusa, si dipana sotto lo sguardo indagatore del regista francese che segue i due granitici ed azzeccati protagonisti con occhio a tratti argentiano.
MEMORABILE: La corsa di Cassel sull'innevata pista d'atletica; Il finale sulla neve.

Tarabas 20/10/12 21:35 - 1687 commenti

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In un paesino di montagna si scopre il cadavere di un uomo barbaramente torturato. Da Parigi arriva un esperto investigatore, che fa (strana) coppia con un problematico collega. Sullo sfondo, un'inquietante istituto universitario. Mezz'ora interessante, mezz'ora rumorosa, mezz'ora irritante. Il film accumula elementi che poi regista e autori non sanno come chiudere. Confezione patinata (con un po' di kungfu, figuriamoci), cast sprecato, un finale che è un insulto all'intelligenza e che garantirebbe l'espulsione dai corsi per sceneggiatori di tutto il regno.

Nancy 24/03/13 15:44 - 774 commenti

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Un ottimo thriller con due eccellenti attori (anche se Cassel dà sempre quel tocco in più...) diretto da un regista, Kassowitz, che sa assolutamente il fatto suo; fa un sapiente uso della macchina da presa, indubbiamente memore della lezione argentiana anche se da Argento non eredita la stessa composizione estetica del quadro e l'uso dei colori. La trama e l'ambientazione ricordano molto quelli del Nome della rosa. Un buon film che adempie al suo compito di interessare lo spettatore, anche se il finale risulta un po' inferiore alle aspettative.

Ford 11/08/13 21:19 - 582 commenti

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Un giallo che vive grazie alle ambientazioni austere, alle attese infinite e alle improvvise ripartenze, con due ottimi attori che sopperiscono all'ego strabordante del regista che ubriaca ogni spostamento dei personaggi di musica, carrelli e grandangoli. L'intreccio regge alla grande fino a metà per poi accellerare inspiegabilmente fino al disastroso, quasi incomprensibile finale; e dato che in un giallo la soluzione è quasi tutto, si ha un po' l'idea di aver buttato via un'ora e mezza.

Didda23 5/07/13 10:40 - 2282 commenti

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Risultano evidenti, sin da subito, gli echi argentiani soprattutto per quanto concerne la regia (in questo caso Kassovitz dimostra di saper girare alla grandissima) e l'utlizzo della colonna dal sapore retrò. La sceneggiatura parte a bomba e tiene con il fiato sospeso fino all'incontro tra Reno e Cassel. Poi, insipegabilmente, qualcosa si incrina drasticamente e lo scioglimento dei nodi narrativi non soddisfa come dovrebbe. Rimane l'egregia prova del duo protagonista e la costruzione di qualche sequenza.

Disorder 13/09/13 10:41 - 1408 commenti

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L'unico problema di questo film è un eccessivo manierismo di regia, difetto che non mi sarei mai aspettato da uno come Kassovitz. Per il resto ci sono elementi notevoli quali una trama intrigante (anche se non proprio originalissima) e due interpreti di grande classe e capacità quali Reno e Cassel. Belle anche le location, che ricordano un po' quelle di Phenomena. Insomma, è un film fatto bene ma in cui tutto gira fin troppo alla perfezione, senza pecche ma anche senza guizzi di originalità.

Tomastich 23/10/13 16:39 - 1216 commenti

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Si può parlare di un thriller dalle grandi prospettive che finisce in modo troppo caciarone e poco realistico (la mega valanga... e non solo). Dispiace molto, perché la tensione che si viene a creare attorno a quell'università innevata è davvero tanta. Forse anche la scelta di Reno e Cassel non giova molto ad accrescere le possibilità "cult" di questo thriller, che comunque si fa apprezzare per alcune scelte estetiche non da buttare.

Rambo90 20/01/15 02:28 - 6317 commenti

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Il punto di forza di questo film è essenzialmente la regia: Kassovitz riesce a rendere dinamiche le scene con piano sequenza molto fluidi, senza abusare con gli stacchi del montaggio e utilizzando inquadrature di una certa originalità. Reno e Cassel sono una bella coppia di sbirri e insieme funzionano. Meglio la prima parte della seconda, dove emergono alcune debolezze della trama (come il tremendo colpo di scena pre-valanga) e si esagera con momenti action inutili (il combattimento tra Cassel e gli Skin). Buono.

Minitina80 8/06/15 16:16 - 2304 commenti

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Mistero, verità nascoste, complottismo e reminiscenze naziste sono i punti focali di una trama articolata e complessa, ma comunque ben strutturata che calamita l’attenzione e stimola la curiosità in un crescendo vorticoso. Suggestivi i paesaggi montani della cittadina immersa in un’atmosfera ovattata e innevata che nasconde un terribile segreto. Peccato che il finale non sia all’altezza e smarrisca quell’aurea di magnetismo che le conferiva un certo spessore.

Nicola81 21/10/15 17:24 - 1925 commenti

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Il finale esagerato e macchinoso abbassa un po' il livello di questo thriller che, specialmente nella prima parte, riesce invece a catturare lo spettatore grazie alla suggestiva ambientazione montana, una tensione costante e un intreccio complesso e suggestivo. Finché non decide di americaneggiare, la regia di Kassovitz è una gioia per gli amanti dei thriller italiani anni '70. Ottima la coppia protagonista: se Reno è una garanzia, Cassel in veste positiva e simpatica è una sorpresa. Brava anche la Fares. Gradito il cammeo della Sanda.

Almicione 11/10/16 01:51 - 765 commenti

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Né stravolgente né deludente thriller ambientato sulle Alpi francesi, in una biblioteca-monastero e con un'ambientazione intrigante che si potrebbe trovare in un romanzo di Eco. La storia ha i suoi lati positivi (sebbene il restare senza fiato sarà dovuto solamente alle alte altitudini) e lo stesso può dirsi per la regia di un Kassovitz ispirato; ma in generale la pellicola manca di quella coesione che caratterizza i grandi film. Cassel è (anche qui) esagerato e il gioco di non informarlo stufa persino lo spettatore. Inappropriate le arti marziali.

Ira72 16/09/19 17:15 - 920 commenti

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Peccatissimo per gli ultimi dieci minuti, che cozzano con tutta la parte restante del film. Un action trash finale, che nulla ci azzecca con le splendide atmosfere torbide, ambigue e trascinanti della quasi intera pellicola, sottraendo - ahimè - credibilità all’insieme. Però. Non si può demolire un lavoro meritevole per un inspiegabile scivolone in coda, fosse anche solo per la coppia ammaliante dei protagonisti opposti, ma non poi così diversi, che sanno catturare l’attenzione. Inizio superlativo, un po’ Argento, un po’ Fincher, un po’ Demme. Comunque originale.

Lupus73 2/01/20 14:38 - 549 commenti

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Un discreto thriller esoterico sulla scia dei film tratti dai romanzi di Dan Brown (Codice Da Vinci, Inferno eccetera). Intelligente l'idea dei due detective che seguono casi differenti ma le cui piste poi si incontrano. Molto suggestiva l'ambientazione della misteriosa accademia ai piedi delle Alpi francesi, un montaggio moderno nella dinamica (le fughe e gli scontri) e una buona cura dell'immagine. La sceneggiatura incuriosisce fino in fondo, il tutto è ben congegnato per poi scivolare via in un finale zoppicante che lascia poca soddisfazione.

Taxius 22/06/20 12:47 - 1643 commenti

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Buon thriller francese che si mette in luce per una bellissima atmosfera cupa, che ricorda molto i gialli italiani anni 70, e per l'ottima regia di Kassovitz. La storia molto articolata e per nulla banale regge a meraviglia fino al colpo di scena finale (non imbarazzante ma  poco ci manca) che rovina in parte un film che altrimenti sarebbe stato perfetto. La coppia protagonista formata da Jean Reno e Vincent Cassel si rivela affiatata ed è forse la cosa migliore del film. Nonostante il finale resta assolutamente una buona pellicola.

Deepred89 31/07/20 00:39 - 3269 commenti

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Thriller francese dalla confezione professionalissima e impeccabile nel coinvolgimento, ma incapace di approfondire adeguatamente la gamma di sospetti attorno ai quali si dipana la vicenda. E così, quando i dubbi dello spettatore sull'identità del colpevole troveranno conferma, un discutibile colpo di scena cercherà di rimescolare le carte ottenendo effetti deleteri. Le scene d'azione non contribuiscono particolarmente alla bella atmosfera montana, ma sono così ben girate che si chiude volentieri un occhio. Azzeccata la coppia di sbirri.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Buiomega71 • 16/02/12 17:33
    Pianificazione e progetti - 21759 interventi
    Zender ebbe a dire:
    I paragoni si fanno sempre e con tutto, te ne devi fare una ragione, Buio :) E' vero che c'è una grande differenza tra carta stampata e celluloide, ma è anche vero che comunque a molti interessa comunque sapere cos'è cambiato dal libro al film anche per capire come hanno agito il regista e lo sceneggiatore. La "riduzione" è parte integrante del processo che porta alla realizzazione del film.

    Inutile dire e ridire che io parlo DAL MIO PUNTO DI VISTA.

    Francamente trovo il solito paragone film/romanzo alquanto obsoleto e inutile.

    Vogliamo mettere i vantaggi che ha un romanzo di 300 pagine ad un film di due ore?

    Sono due mondi lontani anni luce...Fatevene una ragione :)

    Due linee rette che non si incontreranno mai, indi per cui...
    Ultima modifica: 16/02/12 17:34 da Buiomega71
  • Discussione Zender • 16/02/12 19:11
    Consigliere - 43516 interventi
    Come sempre sei libero di pensarla come vuoi, però c'è chi invece lo trova molto stimolante. Fu per questo che ringraziai
  • Discussione Buiomega71 • 16/02/12 19:51
    Pianificazione e progetti - 21759 interventi
    Sarebbe magari più interessante elencare quello che c'è nel libro e stato omesso nel film, o magari viceversa, cosa hanno messo nel film che magari nel libro non c'era.

    Ma personalmente trovo infantile la frase "Era meglio il libro", davvero, non la posso più sentire nè leggere.
  • Discussione Didda23 • 16/02/12 22:05
    Comunicazione esterna - 5712 interventi
    Mi lamento di Calvagna, ma caspita anche tu Zender sai fare delle cose iper trash.

    @Buio
    Per una volta sono completamente d'accordo con te.
  • Discussione Gugly • 16/02/12 23:39
    Segretario - 4678 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Come sempre sei libero di pensarla come vuoi, però c'è chi invece lo trova molto stimolante. Fu per questo che ringraziai



    Eccomi :-)


    Adesso non ho il tempo di elencare tutto quello che è stato omesso del libro: la storia di due sorelle, un folle esperimento, una quieta pazzia, un investigatore sensibile e la sua storia...

    to be continued
  • Discussione Zender • 17/02/12 08:48
    Consigliere - 43516 interventi
    Buio, mi sa che dovrai leggerla molte altre volte, a meno che tu decida di non leggere più nulla su film che sono tratti da libri. Il primo confronto che si fa per un film tratto da un libro (specie se famoso) è inevitabilmente col libro (se chi scrive l'ha letto). Di solito comunque assieme al "era meglio il libro" viene anche spiegato il perché, cosa il film omette e cosa enfatizza. Così funziona, da sempre, la cosa.
  • Discussione Buiomega71 • 17/02/12 10:36
    Pianificazione e progetti - 21759 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Buio, mi sa che dovrai leggerla molte altre volte, a meno che tu decida di non leggere più nulla su film che sono tratti da libri. Il primo confronto che si fa per un film tratto da un libro (specie se famoso) è inevitabilmente col libro (se chi scrive l'ha letto). Di solito comunque assieme al "era meglio il libro" viene anche spiegato il perché, cosa il film omette e cosa enfatizza. Così funziona, da sempre, la cosa.

    E ripeto, secondo me un confronto che non può reggere, due pianeti all'oposto, con il vantaggio che con la carta stampata si può fare quello che si vuole, con le immagini no. E da riflettere...
  • Discussione Caesars • 17/02/12 10:44
    Scrivano - 10501 interventi
    certo Buio, cinema e letteratura sono 2 pianeti diversi, però se un film è tratto da un libro, il confronto diventa inevitabile. Così come diventa inevitabile in quei casi in cui un libro nasce dalla sceneggiatura di un film. Confrontare l'origine con quanto deriva da essa a me viene naturale, poi ovviamente, bisogna tener conto che una è un'opera cinematografica e l'altra no. Un esempio di trasposizione cinematografica ben superiore (a mio giudizio) all'opera letteraria originale è "Carrie" di De Palma. Poi spesso e volentieri al cinema bisogna sfrondare un sacco di cose, per cui il film può risultare "inferiore" alle pagine scritte, ma ciò non toglie che anche con questi limiti si possano avere prodotti buoni se non ottimi.
  • Discussione Buiomega71 • 17/02/12 10:50
    Pianificazione e progetti - 21759 interventi
    Inutile fare confronti con due stili di racconto completamente diversi, non può esserci paragone, quindi-per me-il confronto non regge.

    Ergo: e inutile e lascia il tempo che trova.
  • Discussione Nicola81 • 7/11/16 16:13
    Formatore stagisti - 522 interventi
    Raramente mi capita di leggere un libro dopo aver visto il film che vi è stato tratto (in genere accade il contrario). Stavolta è successo, lettura terminata oggi ed è stata una gran bella lettura. Naturalmente la trama del libro è più complessa, affronta in maniera più approfondita argomenti che ne film vengono appena accennati. Ci sono anche più personaggi, più omicidi e il finale è assai meno edulcorato e per certi versi anche meno rocambolesco. Comunque, tenuto conto che tagliare (e pure parecchio) era inevitabile, direi che ne è stata fatta una buona riduzione. Diciamo che se al film ho assegnato tre pallini, il libro ne meriterebbe quattro.