Birdman o (l'imprevedibile virtù dell'ignoranza)

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Birdman
Anno: 2014
Genere: commedia (colore)
Note: Aka "Birdman (o l'imprevedibile virtù dell'ignoranza). L'opera teatrale messa in scena dal protagonista si ispira ai racconti di Raymond Carver pubblicati nel 1981 nella raccolta “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”.
Numero commenti presenti: 50
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Dopo la parentesi fortemente drammatica di BIUTIFUL Iñárritu torna a mascherare i suoi film con artifici narrativi che rischiano di falsarne il valore. Se però in opere come 21 GRAMMI era ricorso all'esasperata frammentazione spazio temporale, con BIRDMAN procede nella direzione esattamente opposta, utilizzando un unico (o quasi) piano sequenza per l'intero film: un virtuosismo reso possibile dalle tecniche digitali, che coprono gli stacchi dando la reale sensazione che la cinepresa continui a girare senza sosta (e accorciando le fasi notturne con il time-lapse). Un espediente curioso, certo, affascinante, ma che...Leggi tutto rischia di sottrarre l'attenzione da ciò che si racconta. Forse è meglio, vien da dire, perché la storia di questo ex grande attore di blockbuster (Keaton) che per recuperare una propria dignità artistica invece di concedersi a BIRDMAN 4 tenta l'avventura teatrale non è originale né riesce ad evitare di cadere in ovvietà stucchevoli; la salvano gli attori, in particolare il redivivo Edward Norton (finalmente restituito a un ruolo adeguato alle sue capacità) e la magnetica Emma Stone, con un Michael Keaton bravo ma che non incide allo stesso modo. In perenne conflitto con se stesso, perseguitato dalla voce del suo subconscio rappresentato dal supereroe che l'ha portato al successo (Birdman, per l'appunto) e che continua a suggerirgli di abbandonare il teatro per tornare a fare ciò per cui è applaudito, Riggan/Keaton incarna la personalità tipica dell'attore insoddisfatto, ne racconta le ansie e i desideri, le discussioni con chi gli sta intorno. E così, mentre Iñárritu si muove fluido tra gli angusti ambienti del teatro sfruttando gli incroci fisici tra i personaggi per seguirne di diversi, la coralità del progetto prende forma, senza però mai riuscire a convincere del tutto. Due ore son troppe per un'opera in cui l'assenza di stacchi finisce inevitabilmente con l'aggravare il peso specifico di ogni scena. Terminato di apprezzare le mirabilie tecniche e la forza di una colonna sonora che ha nelle rullate di batteria (fin dai titoli di testa) una sua insospettabile quanto piacevole personalità, ciò che resta è una sceneggiatura modesta, con qualche ottimo momento disseminato qua e là ma anche una verbosità che finisce con l'indisporre e un'ultima parte diluita oltre il limite massimo. Un esercizio di stile insomma che rivela la sterilità del cinema di Iñárritu al di fuori degli stratagemmi formali, corretto nella rappresentazione ma anche privo di una vera anima che ne possa davvero elevare il valore. Mal inserita nel contesto la parentesi con la critica spocchiosa, tirato per i capelli l'epilogo. E poi non se ne può davvero più di questi filmati rubati dal videoamatore di passaggio che li mette su youtube ottenendo migliaia di clic in poche ore.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/01/15 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 28/02/15
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Crusow92 22/08/17 20:33 - 19 commenti

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Che Iñárritu sapesse confezionare opere con notevole abilità tecnica non è certo una novità: ne è la prova in questo caso l'espediente (illusorio) dell'unico piano sequenza, la bontà della sceneggiatura e dei personaggi (bravissima la coppia Keaton-Norton). Ma la sostanza? Al di là del conflitto interiore del protagonista (artista e/o celebrità?) e del discorso metacinematografico (Birdman come il Batman di Burton) la sensazione è che l'eccessiva esasperazione della tecnica porti il film a risultare troppo costruito e autoreferenziale.

Galbo 11/02/15 21:28 - 11388 commenti

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Velleità artistiche ed esigenze commerciali, cinema e teatro, verità e finzione. Alejandro Iñárritu dirige un film ricco ed esondante significati, ma leggero come le grandi opere pop, reminiscente di un cinema popolare e nello stesso tempo con la tentazione di rinnegarlo. Tecnicamente superbo, si arricchisce con le prestazioni di un magnifico gruppo di attori, con la sopresa di ritrovare un Michael Keaton in forma smagliante alle prese con una lezione di metacinema. Gli amanti della settima arte ringraziano sentitamente.

Markus 28/02/15 01:37 - 3297 commenti

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Se il film avesse mantenuto la forza del primo tempo avrei speso lodi ma, ahimè, il cancro della mezz'ora di troppo fa capolino anche stavolta e mi fa ingiustamente scordare la prima parte in cui, con una perfezione armonica magistrale, l'occhio di Iñárritu indugia nelle labirintiche quinte di un teatro ma, soprattutto, nella cocuzza di un attore alla ricerca di conferme. Il teatro, come il cinema, deve essere talvolta semplicità, ma quando Keaton inizia a volare, con lui c’è anche il regista. Bisognerebbe tenere i piedi ben saldi a terra...

Daniela 22/01/15 11:40 - 9411 commenti

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Attore in disarmo, già divo di blockbuster nei panni di un super eroe, vuol riciclarsi professionalmente portando in scena a Broadway una piéce impegnata... Cortocircuito fra realtà e finzione, cultura di massa e d'èlite, mestiere d'attore e professione di critico: questo e molto altro ancora in questo film che sorprende, diverte, spiazza e, se pecca, lo fa per eccesso. Tecnica tanto prodigiosa - un unico falso piano sequenza - da farsi quasi dimenticare, mentre Keaton, nella parte di se stesso, supera se stesso e trova il ruolo della vita.

Myvincent 27/01/15 12:06 - 2556 commenti

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Un unico (falso) piano sequenza racconta un lasso di tempo breve, dove un attore sul viale del tramonto tenta il tutto per riciclarsi con un'opera teatrale. Lui, ex-blockbuster-man, in vivo contatto con se stesso, i suoi limiti, le sue paure (inclusa quella della morte). Sarà anche un'opera concettuale e indubbiamente ben recitata, ma alla fine non emoziona, non ha momenti di calda partecipazione; solo tante pretese intellettualoidi...

Xamini 6/02/15 19:44 - 1013 commenti

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A Broadway (e limitrofi), Iñárritu mette anzitutto in scena il teatro delle virtù. La sua, di abile regista che spazza via completamente la regola dei 180° e costruisce un intero film su un solo (d'accordo, falso) piano sequenza. Quella degli attori, che entrano ed escono dall'occhio della telecamera con la naturalezza propria dei grandi e sono costretti a grandi prove di recitazione. Quella degli autori degli stacchi musicali, che devono seguire il registro e sottolineano magistralmente questo andirivieni tra realtà e finzione. E quella degli sceneggiatori, che mantengono un tono brillante, si concedono al surreale e regalano più di un tocco di classe.
MEMORABILE: Il momento in cui la telecamera riposa, su un esterno o un corridoio. La voce originale del Batman di Keaton. La miscela di surreale, ironico e amaro.

Puppigallo 7/02/15 00:41 - 4510 commenti

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Tragicommedia di un uomo perseguitato dal passato, che se non fosse per l’interpretazione di un Keaton in parte, calato bene nel ruolo, sarebbe solo una delle tante finestre sul mondo del teatro, fatto di eccessi, di forti contrasti, di personalità strabordanti, fastidiose, o semplicemente insicure…e chi più ne ha più ne metta nella fiera del finto originale, più tendente al cliché (l'egocentrico, la problematica, l'incompleta smaniosa di prole...) e al logorroico (la scelta dell’accompagnamento sonoro). Tanto fumo verbale (anche forzatamente sopra le righe) e poco arrosto (il contenuto).
MEMORABILE: Keaton sul tetto sa cosa fare (sarebbe stata la giusta conclusione, ma invece la pellicola continua); No facebook o twitter, non esisti (è trito).

Kinodrop 7/02/15 16:39 - 1505 commenti

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Trama che mescola realismo e fantasie fumettistiche, velleità filosofiche e sentimenti standard, tra teatro e teatralità. La tecnica, anche se notevole (ma niente di nuovo) non contribuisce ad amalgamare e a dare una scossa emotiva alla storia, una specie di girandola virtuosistica eccessiva per l'argomento. Keaton bravo e sopra le righe, Norton in una parte che scompiglia ma non porta poi a niente, Stone in un ruolo ormai abusato. Che dire poi della voce/coscienza fuori campo e del pennuto alter-ego? Si rimane più perplessi che convinti.
MEMORABILE: Le improvvisazioni di batteria come colonna sonora portante; I camei di musica classica; La scenografia e il backstage del teatro di Broadway.

Cotola 8/02/15 10:46 - 7530 commenti

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Non dice nulla di nuovo, ma lo dice benissimo. Mescolamenti tra realtà e finzione; vero e falso; cinema e teatro; satira sulla critica; il potere dei social network e tanto altro. Forse il vero neo del film è proprio quello di mettere troppa carne al fuoco e di rimanere nella parte finale, almeno per certi versi, irrisolto. Per il resto il film avvince, convince e diverte. E ciò anche al di là della tecnica virtuosistica (un unico piano di sequenza col trucco) resa però più agevole dall'uso del digitale. Attori in grande spolvero con Keaton che prenota l'oscar.
MEMORABILE: La critica a Keaton: "Tu non sei un attore: sei una celebrità. Mettitelo in testa"

Manrico 9/02/15 11:36 - 80 commenti

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Del film di Iñárritu piacciono il soggetto (alla fine più profondo e stimolante di quanto non emerga), la serrata sceneggiatura, la prestazione degli attori, la splendida scelta di usare un forte contrappunto ritmico affidato alla batteria. Il falso piano sequenza funziona bene nella prima parte e comunque dentro lo spazio teatrale, ma alla lunga risulta fine a se stesso. Convince poco il finale, le forzature contro la critica e il non aver lavorato in sottrazione su alcune cose "supereroiche", ma complessivamente ci si diverte.
MEMORABILE: L'erezione di Edward Norton in scena; La scazzottata tra i due attori.

Matalo! 9/02/15 14:36 - 1368 commenti

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Fluido, fluente, a rischio sforbiciate (che male non farebbero); agilissimo nel muoversi per tutto il perimetro di un teatro, coaudiuvato dal magnifico drumming di Antonio Sanchez. Non così altmaniano come molti dicono. Alcune bestialità: la figura troppo stereotipata della critica (ingiustizia), i troppi finali. Ma anche eccellenti interpretazioni, controllo quasi totale (durata a parte) dello script, alcune (non tutte) notazioni sull'attualità, media e vita d'artista piuttosto azzeccate. Carver c'entra poco o nulla. Talvolta lo spettacolo sovrasta. Interessante.
MEMORABILE: Lo score del grande batterista Antonio Sanchez, perfettamente in linea con i sussulti della narrazione.

Capannelle 9/02/15 16:19 - 3723 commenti

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Film particolare, ambizioso nella tecnica di ripresa che però non aggiunge nulla al sale della storia (anzi, acuisce quel senso di insofferenza che certi dialoghi provocano). Si riflette sui rapporti tra l'attore e il suo pubblico, su fama e passione, sulla modernità in salsa social; non mancano battute gustose, specie quelle che citano altri attori o lo stesso passato di Keaton. Buona la performance del cast; è un film che può raccogliere lodi ma nel mio caso mi ha fatto piacere arrivare alla fine.

Dfranco74 17/02/15 15:34 - 10 commenti

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Penso potrà essere per distacco il migliore film del 2015. Birdman sta a Keaton come The wrestler sta a Rourke. Il 3^ Birdman come il 3^ Batman mai girato. Geniale nel montaggio, “spara” contro tutti: attori falsi, critici etichettatori (giratelo voi un film se siete così capaci), pubblico ignorante. La sua maschera in ospedale ricorda quella dell’uomo volatile e si sente così tornato all’apice dopo aver finalmente ritrovato la fama, gli affetti della famiglia, la credibilità; ma a questo punto cosa gli resta ancora da fare?
MEMORABILE: Il dialogo con la giornalista del New York Times.

Rambo90 12/02/15 00:53 - 6347 commenti

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Interamente poggiato sull'ottima performance di Michael Keaton, in una delle sue prove migliori, con splendidi alti e bassi recitativi e bei duetti con un altrettanto bravo Norton. Oltre ai dialoghi spesso effervescenti e al cast in stato di grazia la trama offre poco altro, ovvero il solito attore un tempo famoso e ora in disgrazia che cerca a tutti i costi di affrancarsi dal ruolo di supereroe che è stato sua croce e sua delizia. Buona la regia, con un finto piano sequenza davvero ineccepibile. Un po' lungo l'inevitabile finale.

124c 16/02/15 17:29 - 2772 commenti

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Commedia nera con trovate geniali, tipo lo sdoppiamento di personalità e la scena del volo del protagonista, Micheal Keaton, sulla città. Girato in piano sequenza dietro le quinte di un teatro di Broadway mentre si prova un dramma anni '50, il film ci restituisce un Micheal Keaton in forma e fin troppo assante negli anni zero. La scelta è azzecata, perché solo un ex-Batman come Michael Keaton poteva impersonare un attore in crisi, famoso un tempo per aver interpretato un supereroe. Bravi Edward Norton, Emma Stone e Naomi Watts.

Vat69 16/02/15 01:46 - 17 commenti

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Un film teatrale. Non perché la trama giri intorno a uno spettacolo teatrale, né per una regia virtuosa che fa del piano sequenza con camera a mano (ah! il digitale...) la cifra stilistica di tutto il film, neanche per ambientazione dietro le quinte di un teatro di Broadway. Il cinema vuole nascondere quel sottile filo che separa la realtà di vita dalla realtà cinematografica, mentre qui Inarritu lo espone, come a teatro si è consapevoli del girarsi degli attori in scena. Tecnicamente superbo, attori ispiratissimi.
MEMORABILE: Ogni momento di Edward Norton.

Dupea 4/03/15 03:40 - 28 commenti

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Non ho mai capito l'utilità dei pianosequenza nei film, figuriamoci se giustifico un'intera pellicola girata secondo questa tecnica artificiosa e autocelebrativa, quasi onanistica. Non approvai Hitchcock a suo tempo, non approvo certo Iñárritu ora. Detto questo, un film che riflette sulla vita e sull'arte, temi non troppo nuovi, ma trattati in maniera coinvolgente (sarà anche merito del pianosequenza?) e personale (aiuta sicuramente il biografismo dell'attore principale). Molto corporali gli uomini, bellissime le donne. Notevoli tutti!
MEMORABILE: La mappina di Keaton in piena faccia alla saccente critica.

Belgazzara 25/02/15 14:24 - 20 commenti

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Un film insolito per Iñárritu, diverso dai suoi precedenti. Siamo di fronte a una commedia sofisticata dall'alto profilo tecnico (l'Academy gli assegna 4 premi Oscar fra i quali miglior film) che parte spiazzante - quasi da situation comedy mancata - ingrana strada facendo e forse quadra un po' troppo il cerchio sul finale. Si toccano temi importanti con visione critica e giudizio opportunamente sospeso: la dicotomia fra superbia e fragilità, o quella fra arte e showbiz. Azzeccato e ineccepibile Keaton, ma ancor più taglienti Norton e la Stone.

Lucius 2/03/15 23:44 - 2819 commenti

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Grandissima empatia tra gli attori, un ottimo lavoro di squadra anche se le battute maschiliste (doppiaggio italiano?) e l'opinabile finale lasciano qualche perplessità. Un prodotto che con originalità e sudore guarda al di là delle paillettes del palcoscenico mostrando la passione e il dietro le quinte dell'arte della recitazione, rendendoli tangibili al pubblico abituato a seguire esclusivamente lo spettacolo sul palco. Ma il film è anche altro: è riscatto e tenacia di chi non molla, è fantasy e dramma. Tecnicamente indovinato.

Didda23 3/03/15 09:46 - 2287 commenti

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L'abbandono di Arriaga ha reso il cinema di Iñárritu meno definibile e riconoscibile, ma non per questo meno interessante e stimolante. Birdman tecinicamente è grandioso, con un "finto" pianosequenza davvero pregevole e una direzione magistrale del cast (emozionante il redivivo Norton dopo anni di "silenzio"). Il problema fondamentale - in termini di attenzione e qualità - è la durata, che cozza con l'impostazione teatrale (la quale raramente supera i 100 minuti). La seconda parte, infatti, perde di mordente e non permette al film di raggiungere l'eccellenza.
MEMORABILE: L'incredibile prestazione di Norton; Lo sguardo di Emma Stone; Keaton vs. la critica teatrale.

Ryo 3/03/15 12:20 - 2169 commenti

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Capolavoro brillante e di finissima costruzione. Più o meno la versione cinematografica dell'essenza interiore dell'attore. Qualcuno ci vede una critica al mondo di Broadway e al mondo delle celebrità: niente di tutto ciò. L'analisi profonda del protagonista è solo l'apice dell'enorme spessore che la regia dona a tutti i personaggi. La sceneggiatura, ma soprattutto la regia, catturano da subito lasciando senza fiato lo spettatore, catapultandolo in un insolito realismo ipercoinvolgente. Da Oscar.
MEMORABILE: I lunghissimi piani sequenza; Riggan rimane chiuso fuori seminudo e la sua successiva improvvisazione; L'ultimo sparo.

Lou 3/03/15 18:35 - 960 commenti

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Film notevole, intenso, molto moderno. I tormenti di Riggan sono quelli di tutti gli esseri umani, condizionati dal proprio passato e in lotta contro la mediocrità. Il ritmo è incalzante, scandito dall'ottima musica di sole percussioni. La vicenda si sviluppa in quello che sembra un unico e infinito piano sequenza nei meandri del teatro di Broadway. Oltre ai bravi Keaton e Norton, colpisce Emma Stone col suo sguardo perverso e penetrante.

Bizzu 5/03/15 14:59 - 210 commenti

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Un film interessante, giustamente uno dei più chiaccherati del momento: molte sono le cose degne di nota, ma alla fine rimane l'amaro in bocca, come se ci fosse qualcosa che non era al giusto posto. Ad esempio la critica allo show business è interessante per l'aggiornamento ai tempi moderni, ma "la fa fuori dal vaso" quando si rivolge in maniera arrogante ai critici; oppure Norton è divertente e affascinante sì, ma poi a che pro? Insomma, è un film molto complesso, spesso troppo autoreferenziale, in cui ogni elemento ha in sé pro e contro.

Paulaster 8/03/15 19:51 - 2787 commenti

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L’idea di Iñárritu di cambiare il suo modus registico funziona abilmente nella prima parte, dove si apprezzano al meglio gli scambi (da ricordare Norton, con buone battute) tra gli attori. Girato in ottimi primi piani e passaggi che sbavano solo leggermente, dando spazio a ogni singola interpretazione. Meno efficaci l’approccio digitale e una parte conclusiva senza il botto emotivo. Keaton approfitta del personaggio sfaccettato e anche onesto. Morale all’americana come risultato per chi vuol cogliere un sentimento sognante nella lotta quotidiana.

Belfagor 12/03/15 00:09 - 2623 commenti

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Atto di doppia liberazione: per Keaton, che dimostra di essere un attore validissimo dopo anni trascorsi all'ombra del pipistrello e contro un cinema tutto eroi d'argilla e messe alla berlina. Un lungo (e falso, ma comunque sorprendente) piano sequenza incede implacabilmente, mettendo a nudo nevrosi e narcisismi, senza compiacimento ma con molta arguzia. Comprimari in gran spolvero, specialmente Norton. Senza dubbio uno dei film migliori degli ultimi anni. Se avesse rinunciato a quel minuto finale sarebbe stato un autentico capolavoro.
MEMORABILE: La lite fra Riggan e Mike, quest'ultimo estratto a forza dal lettino abbronzante; Il confronto con la critica al bar.

Jandileida 14/03/15 08:19 - 1253 commenti

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Iñárritu scopre che il mondo può essere raccontato con leggerezza e ci porta a spasso dietro le quinte di uno spettacolo di Broadway, ultima occasione per dimostrare che anche chi veste i panni di un supereroe può essere un vero attore. Camminando sul labile confine tra realtà e finzione, il messicano dà vita a un film ritmato, ironico, divertente, girato in maniera eccellente e molto coinvolgente; fino a quanto Keaton comincia a svolazzare (una deviazione pseudoautroriale, tra Fellini e i Coen, direi priva di significato). Grande prova degli attori.

Taxius 25/03/15 16:43 - 1643 commenti

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Grazie alla tecnica dell'unico piano sequenza il regista messicano è riuscito a trasmettere al pubblico la sensazione di essere all'interno di quel teatro di Broadway, insieme agli attori. Altro punto a favore del film è proprio la scelta del cast, tra i quali spicca un fantastico Micheal Keaton. Birdman vuole essere anche una critica verso quel pubblico che tende a dimenticare troppo presto tutti quegli attori che hanno interpretato supereroi al cinema e che sono rimasti imprigionati in quel personaggio, come è successo allo stesso Keaton.

Redeyes 26/03/15 11:30 - 2144 commenti

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Il metacinema non è di certo l'uovo di Colombo, ma in questa pellicola Iñárritu, pur lontanuccio da passati capolavori di un certo peso, riesce comunque a catturarci con un Norton che non ha la pelliccia ma potrebbe averla e un ex Batman già Birdman, in gran spolvero. Tutto il film galleggia a metà strada tra il grottesco e il drammatico. La capacità tecnica del regista non è una novità, ma qui la si amplifica. Bravo anche il resto del cast. Insomma da vedere.

Deepred89 30/03/15 15:25 - 3283 commenti

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Interessante e stimolante ma al tempo stesso quasi claustrofobico nel suo insistito virtuosismo tecnico, riesce a spiccare il volo grazie a un cast in stato di grazia, con un Keaton in attesa di rilancio che incarna il suo personaggio con una partecipazione quasi commovente. Compiaciuto fino al midollo, ma fascinoso e appagante, per quanto sovraccarico e non sempre all'altezza delle sue ambizioni. Nel complesso un prodotto appagante e neanche troppo convenzionale, meritevole di 3 palle e (come prevedibile) di un po' di premi Oscar.

Saintgifts 12/04/15 10:12 - 4098 commenti

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Non mi è proprio piaciuto. Mi trovo in linea con la critica prevenuta che, guarda caso, frequenta lo stesso bar che Iñárritu ha furbescamente messo nel suo film. Vedo molti omaggi ai nostri migliori registi, o meglio spunti rubati qua e là e fiacche situazioni create per portare avanti a tutti i costi un inarrestabile profluvio di stanchi luoghi comuni sulla società attuale, ma anche di sempre. I virtuosismi tecnici e la bravura attoriale non bastano. Esclamativo per il batterista.

Rebis 5/07/15 11:39 - 2088 commenti

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Un piano sequenza infinito, che è riappropriazione stilistica e autoriale post Arriaga, che fa della regia un coprotagonista onnipresente, occhio rivelatore e ingannatore, complice e vigilante, che pedina, attende i personaggi per coglierli in flagrante, lasciare che riversino se stessi, rubare scarti di realtà indugiando, sorprendendoli fuori dall'autorappresentazione. Opera fluviale, che per intensità attoriale - strepitosi tutti - e ossessiva scansione dei margini di verità nell'universo finzionale, ricorda il miglior cinema di Cassavetes. In assoluto, il capolavoro di Inarritu.

Il ferrini 21/12/15 23:03 - 1686 commenti

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Un bel film, anche se l'idea del piano sequenza unico è venuta prima a Hitchcock, anche se il teatro al cinema è roba da Lars Von Trier, anche se la vecchia star al tramonto è materia di Wilder, anche se, anche se. Sarà che Keaton e Norton sono in forma smagliante, sarà che comunque la sceneggiatura è davvero ben scritta, ma Birdman è un'esperienza da fare, almeno una volta.
MEMORABILE: Il gioco obbligo o verità fra Norton e la Stone.

Mutaforme 10/12/15 11:34 - 392 commenti

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Che fine ha fatto l'attore di Birdman? O forse dovremmo chiederci che fine ha fatto l'attore di Batman? Questo film, infatti, sembra una perfetta autobiografia dell'attore Michael Keaton: un'opera drammatica che porta sullo schermo la decadenza dell'uomo che vive nel ricordo dei fasti che furono. Ben fatto ma non adatto a tutti, a tratti infarcito da dialoghi noiosi.

Jdelarge 26/12/15 00:56 - 874 commenti

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Interessante film di Iñárritu, che concentra la sua attenzione su svariati (forse troppi) argomenti. A spiccare è il rapporto controverso che si instaura nella mente dell'attore, ormai quasi incapace di distinguere la scena (sia cinematografica che teatrale) dalla vita vera. Oltre a questo dualismo vi è una feroce critica all'industria cinematografica, che sembra aver tralasciato l'arte in favore della creazione di troppi personaggi insulsi. Al contempo, però, il piano-sequenza totalizzante rappresenta una sorta di elogio alla settima arte.

Zutnas 4/01/16 20:21 - 85 commenti

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Grande regia per un film che in un unico piano-sequenza ci porta dietro le quinte di un teatro di Broadway dove ci aggiriamo con notevoli movimenti di camera per seguire un attore che cerca di dimostrare la sua abilità cercando di andare oltre il suo personaggio simbolo. Fonde realtà e immaginazione accompagnate da una colonna sonora di assoli di batteria, anche se verso la fine perde qualche colpo, nel ritmo e nella storia (forse perché mette in ballo troppi temi). Ottimi dialoghi.

Rufus68 6/01/16 18:00 - 3090 commenti

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Privo di asperità, di dolore, di aspetti comici, di qualsivoglia profondità, Birdman è una commedia fintamente cinica e assolutamente rassicurante (persino su Hollywood) che esaurisce se stessa nella semplice visione. Non c'è doppio fondo, insomma; una eco, un rimando, un messaggio, un non detto. Tecnicamente ben diretto ma furbo, furbissimo e perciò artisticamente caduco. E la furbizia insincera va rigettata con durezza, da subito.

Enzus79 4/03/16 15:26 - 1802 commenti

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Sembra un film scritto e diretto da John Cassavetes (vedi La sera della prima), in cui i dialoghi si susseguono uno dietro l'altro non facendoti comunque perdere il filo logico della trama. Michael Keaton non è mai stato così in forma (meritava l'Oscar). Decisamente notevole, e ultimamente film di questo tipo se ne vedono pochi.

Piero68 29/02/16 10:03 - 2760 commenti

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Pioggia di nomination e 4 Oscar per questo film davvero ambizioso di Iñárritu e che in parte non delude le aspettative. Grande regia con sfoggio di tecniche di ripresa davvero da urlo, grandissima recitazione di Keaton e Norton, dialoghi incredibili, ma...? Peccato che Iñárritu dopo aver irretito lo spettatore con artifizi tecnici lo faccia poi cadere in un lungo torpore da cui si riprenderà solo verso la fine. Troppi i tempi morti e vuoti e tante le scene francamente inutili (quasi tutte quelle della Stone, per esempio). Anche la batteria dopo un po' stanca...

Hanon 2/03/16 00:21 - 27 commenti

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In un unico (al di là di qualche artificio tecnico) piano sequenza Iñárritu condensa un'enorme quantità di temi: dalla differenza tra realtà e finzione alla decadenza di un attore troppo legato a un solo personaggio di successo, dal confronto tra cinema e teatro alla centralità dei social network. La parte finale non è all'altezza del resto del film che si avvale di un Michael Keaton monumentale in un ruolo semi-autobiografico. Il resto del cast non sfigura.

Nando 4/03/16 08:23 - 3477 commenti

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Iñárritu non è mai un regista banale e anche in questa pellicola dimostra la sua genialità e il suo grande estro. Le vicende di un attore in disarmo fra riflessioni, visioni e un finale di totale redenzione. Superbo Keaton che spazia da reazioni isteriche a mirabili corse in mutande; il resto del cast non delude, anzi. L'accompagnamento con la batteria è un'altra ottima trovata.

Giùan 1/04/16 09:06 - 2993 commenti

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E di nuovo non ci siamo con Iñárritu. Dopo le recrudescenze di rozza sincerità melò di Biutiful, il regista messicano riapproda alla tonitruante infingardaggine delle ultime collaborazioni con Arriaga, declinata stavolta non su discutibili stralci "realisti" ma su un discorso metalinguistico di indubbia contemporaneità, su cui tuttavia imbastisce, col solito turgore estetico, un bignamino filosofico-cinematografico perdente su una linea che da Cassavetes a Truffaut, passando per Wenders e Fassbinder, ha conosciuto ben altro spessore. Con le ali pesanti!
MEMORABILE: Ed Norton in versione villain teatrale; La bellezza cupa di Emma Stone.

Ugopiazza 28/11/16 16:18 - 118 commenti

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Ad ogni cinefilo capita almeno una volta nella vita di incrociare un film che rappresenti pienamente i proprio ideali di cinema e vita. Questo è il mio caso. Riggan Thomson siamo tutti noi: una particella infinitesimale che vaga nell'universo che deve fare quotidianamente i conti col suo bisogno di rinnovata affermazione, ma sarà tutt'altro che facile per lui riconquistare la fiducia del suo pubblico, dei suoi detrattori e - non ultimo - della sua famiglia. Qualsiasi commento a freddo sull'operato di Iñárritu e Keaton può solo apparire riduttivo.
MEMORABILE: L'anteprima; Il rotolo con i trattini; Il racconto delle meduse; "I look like a turkey with leukemia!"; "And billions of flies eat shit every day!"

Jena 19/09/17 17:18 - 1194 commenti

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Non ne ho capito tanto il senso ma come diceva David Lynch non è necessario che i film ne abbia uno preciso, bisogna lasciare a chi guarda la personale interpretazione. Qui è meglio lasciarsi trascinare da un film divertente, brioso che prende tante direzioni e che ognuno può leggere nel senso che vuole (per me, ad esempio, che non possiamo essere diversi da quello che siamo, Birdman nel caso di Keaton). Esagerati però tutti quegli Oscar e forse l'unico da dare (non dato) è alla grande performance di un Keaton mai così bravo e vero.
MEMORABILE: Le scene con Birdman anche con voce off; Il volo (immaginario?) tra i palazzi.

Rocchiola 24/04/18 15:19 - 865 commenti

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Un regista alla ricerca della legittimazione autoriale, degli attori da Oscar impegnati solo a dimostrare chi è il più bravo e un uso-abuso del piano sequenza (che nell’era del digitale non è nemmeno più un virtuosismo degno d’applauso) concorrono alla creazione di un esercizio intellettuale e spocchioso. Forse l’unico a salvarsi è Keaton in un ruolo autobiografico grazie al parallelismo tra finzione e realtà Birdman-Batman, ma anche lui dopo questo rilancio autoriale è tornato a lavorare nel genere supereroico. Sopravvalutato e irritante.
MEMORABILE: "Questo posto è orribile, puzza di palle sudate"; "La mia salute è durata più dei miei soldi"; La distruzione del camerino nello scontro con Birdman.

Gabigol 13/08/18 12:17 - 417 commenti

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Il cinema e il teatro come finestre che affacciano sulla mediocrità altrui per parlare a essa e celare la propria agli occhi dei più. È imperante l'insoddisfazione su più livelli - professionale, personale, virtuale, mediatica - e risulta ancora più allarmante l'incomunicabilità che persiste quando cala il sipario. Iñárritu, indubbiamente narcisista e autocelebrativo, conduce con mano ferma un claustrofobico (ovviamente falso) piano sequenza per rinverdire la forza delle storie che narrano di noi. E ci sconfiggono quando terminano.

Bubobubo 4/11/18 15:58 - 1199 commenti

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Un ambizioso scatolone formale che - nel pervicace slancio di annullamento di confini tra realtà e finzione, confondendo e intrecciando i piani della rappresentazione, facendo scavalcare il cinema dal teatro per poi frangerne vistosamente la quarta parete - finisce per incartarsi e avvilupparsi su sé stesso. Non irrisolto come altri Iñárritu, ma geniale solo a sprazzi (le furiose liti sul set, l'astratta soundtrack percussionistica di Antonio Sánchez) e incapace di mostrare coesione. Il finale è l'unica cosa oggettivamente brutta.

Pigro 20/02/19 09:56 - 7794 commenti

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Sopportare come un alter ego il supereroe superficiale che gli altri vedono nel tuo aspetto pubblico, ma sentirsi un uomo vero e profondo, e infine scoprirsi soltanto uno dei tanti wrestler che arrancano nel finto mondo di una città-teatro. La parabola dell’attore di blockbuster che tenta il salto nella grande Arte è una critica alla società dello spettacolo ma soprattutto un affondo esistenziale. Concettualmente ricco e denso, cinematograficamente eccellente, con raffinati piani sequenza, improvvisi squarci visionari e un grande Keaton.

Aco 13/03/20 12:22 - 52 commenti

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Il film tratta un tema universale: sopravvivere alla fine della propria fama e accettare l’idea di tirare avanti conducendo una vita mediocre. Straordinaria recitazione da parte del protagonista, Riggan Thomson, un uomo di mezza età e a metà strada tra la gloria passata e uno squallido presente, tra la realtà e il sogno, tra la follia e la ragione. In molti punti i due mondi si confondono – lui sta sognando o Birdman esiste davvero? - fino a una conclusione commovente. Meravigliosa interpretazione quella di Emma Stone nella parte della problematica figlia di Riggan.

Lupus73 14/05/20 15:42 - 602 commenti

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L'ex interprete del supereroe Birdman, ormai in decadenza, abbandona il mondo dei blockbuster per darsi al teatro d'impegno. Un magnifico Michael Keaton in un ruolo metacinematografico dal sapore praticamente autobiografico (Batman?). Molta ironia, al limite del grottesco e molta critica della "critica del cinema" (quella più pre-concettuosa e parruccona, per intenderci) e del mondo stesso del cinema che sempre più spesso esula dall'arte per ragioni di commercio. Brillante anche Edward Norton (il giovane attore spavaldo). Oscar meritati.
MEMORABILE: Keaton che si infervora nel bar con la giornalista; Il dialogo con la figlia sui social e altro; La voce di Birdman che parla nella mente di Keaton.

Noodles 9/08/20 16:32 - 851 commenti

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Altro grande pezzo di bravura di Iñárritu, regista sempre interessante e in bilico tra fantastico e dramma. È un film ricco di significati e di momenti bellissimi, con ottimi dialoghi e una buona sceneggiatura incentrata fondamentalmente sulla figura del protagonista, sulla sua figura di artista sofferente e sul mondo dell'arte in generale. Va dato grande merito a Michael Keaton di aver recitato perfettamente una parte indimenticabile. Film tecnicamente splendido. Narrativamente qua e là si perde ma resta un lavoro da vedere assolutamente. Vincitore di quattro Oscar. Meritati.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Didda23 • 22/01/15 19:00
    Comunicazione esterna - 5717 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    .


    Anche l'ultimo Eastwood è stato disponibile in contemporanea, ma questo non gli ha impedito la corsa al box office.
    Ci sarebbero tanti discorsi da fare, dal cambiamento in atto della fruizione dei film (qualunque sia il giudizio che se ne dà, è un dato di fatto), al piacere che si può ricavare dall'ascolto delle voci originali, soprattutto quando il film in questione viene segnalato per la presenza di grandi prestazioni, ma sarebbero davvero "tanti discorsi".


    Quello che dici è oggettivamente falso. American Sniper è stato disponibile in streaming minimo 5 giorni dopo l'uscita in sala o forse di più ed in qualità scadente (è uscito in release ridotta negli usa e L'italia è stato il primo paese al mondo che lo ha proiettato). Quindi non ha quasi minimamente risentito delle vie traverse.

    Fincher si (30 commenti sul davinotti sono un dato che dice molto...), perchè il film era disponibile in bluray prima che uscisse in sala (in america è uscito questa estate).

    Big Eyes è un film che ha incassato pochissimo eppure in giro leggo di una vagonata di persone che lo hanno visto... Chissà perchè.

    Ripeto che ci sia gente che li guardi gratuitamente e per via traverse non mi dà fastidio (tanto nel 90 % dei casi la qualità audio/video è bassissima) in generale, un filino di più quando i film non sono ancora usciti in sala.

    Però visto che le vie traverse le controllo praticamente tutti i giorni non mi capacito di come si possa fare un giudizio "oggettivo" quando la qualità del font non permette di farlo (soprattutto video presi da cam/screener/webdl).

    Poi non ho nulla contro di te, ci mancherebbe, sei una adorabile persona. Il mio è un discorso in generale.
  • Discussione Didda23 • 7/02/15 04:35
    Comunicazione esterna - 5717 interventi
    Al cinema
  • Discussione Matalo! • 9/02/15 14:43
    Call center Davinotti - 620 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Al cinema

    Sì, al cinema. Film come questo (a prescindere da alcune mie riserve) han senso solo al cinema. Altrimenti il piano sequenza (inutile ripetere che è falso, chissenefrega)diventa una biscia a coonfronto di un boa constrictor. Vorrei segnalare la magnifica performance di Antonio Sanchez nel soudtrack (sono un batterista, occhei)
    Ultima modifica: 9/02/15 14:44 da Matalo!
  • Discussione Galbo • 11/02/15 19:38
    Gran Burattinaio - 3755 interventi
    Dopo avere visto il film credo che Keaton abbia quasi l'Oscar in tasca....
  • Discussione Cotola • 11/02/15 19:44
    Consigliere avanzato - 3629 interventi
    Sì: infatti i bookmakers quasi non lo quotano più.
    La vittoria di Keaton è data a 1,05 quindi quasi alla pari.
  • Discussione Daniela • 11/02/15 21:07
    Consigliere massimo - 5144 interventi
    Galbo ebbe a dire:
    Dopo avere visto il film credo che Keaton abbia quasi l'Oscar in tasca....

    In originale è straordinario, spero che abbiano fatto un buon lavoro di doppiaggio, vorrei rivederlo sul grande schermo questa estate :o)
  • Discussione Galbo • 11/02/15 21:08
    Gran Burattinaio - 3755 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    Galbo ebbe a dire:
    Dopo avere visto il film credo che Keaton abbia quasi l'Oscar in tasca....

    In originale è straordinario, spero che abbiano fatto un buon lavoro di doppiaggio, vorrei rivederlo sul grande schermo questa estate :o)


    io l'ho visto doppiato e non è male, comunque di sicuro prenderò il BR per vederlo in lingua originale, per me è un gran film
  • Discussione Cotola • 11/02/15 22:51
    Consigliere avanzato - 3629 interventi
    Concordo con Galbo: bel lavoro di doppiaggio per Keaton ma anche per gli altri attori.

    Comunque è probabile che prima o poi lo rivedrò in originale per gustarmi meglio la prova di Keaton. Avrei già voluto farlo (a Torino c'è un cinema che lo proietta in versione originale con sub) ma sono andato al cinema con un amico che preferiva vederlo
    doppiato e così l'ho visto in italiano.
  • Curiosità Galbo • 23/02/15 05:46
    Gran Burattinaio - 3755 interventi
    Il film vince l'Oscar per film, regia, sceneggiatura originale e fotografia
  • Discussione Markus • 4/03/15 11:50
    Scrivano - 4789 interventi
    Matalo! ebbe a dire:
    Didda23 ebbe a dire:
    Al cinema

    Film come questo (a prescindere da alcune mie riserve) han senso solo al cinema. Altrimenti il piano sequenza (inutile ripetere che è falso, chissenefrega)


    Anche se da un certo punto in poi (nel secondo tempo, verso la fine) il regista smette di usarlo e ritorna ai canonici stacchi tra una scena e l'altra.