Rain man - L'uomo della pioggia

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Un Dustin Hoffman straordinario, che da solo varrebbe il prezzo del biglietto e che si guadagna uno strameritato Oscar, non è l'unico motivo per vedere RAIN MAN. Si rischierebbero di trascurare un Tom Cruise ai massimi livelli e una regia di Barry Levinson (anche lui premiato con l'Oscar) eccellente. E dire che a dirigere il film erano stati chiamati, prima, Martin Brest, Steven Spielberg e Sidney Pollack... Invece Levinson se ne esce con una classe insospettabile, riuscendo a cambiare registro con estrema disinvoltura: dalla commedia con implicazioni quasi comiche al dramma, toccando felicemente le corde del sentimento e commovendo in più occasioni. Un ottimo lavoro di insieme quindi, che cede forse solo nell'ultima parte, quando una sintesi...Leggi tutto maggiore (si superano le due ore) avrebbe giovato alla scorrevolezza, data la minore incisività della sceneggiatura (altro Oscar). Levinson è riuscito mirabilmente a compenetrare le esigenze “di cassetta” con un'idea di cinema più completa riuscendo nel difficile tentativo di soddisfare critica e pubblico con un tocco leggero, senza scivolare mai nell'autoriale velleitario scavando troppo in profondità né offrendo un prodotto superficiale esageratamente ruffiano. Il personaggio di Raymond (Hoffman), autistico con una particolare predilezione per i numeri e dotato di una memoria prodigiosa, è qualcosa di veramente nuovo per il cinema, soprattutto per come Hoffman riesce a dargli spessore regalandogli un realismo strabiliante. Buona anche la prestazione della nostra Valeria Golino (è la fidanzata di Charlie/Cruise) e del resto del cast. Hollywood al suo meglio.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Galbo 27/11/07 19:58 - 11415 commenti

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Decisamente uno dei film più sopravvalutati degli anni 80, Rain Man fa suo l'assioma secondo cui film che vedono protagonisti soggetti con handicap psichici o fisici finiscono per funzionare (quasi) invariabilmente al botteghino. Così questo film di Levinson, che prevede un'interpretazione gigionesca e formalmente impeccabile di Dustin Hoffman affiancato da Tom Cruise (all'epoca una bella presenza e poco altro) è opera ruffiana e pretenziosa al punto da diventare irritante.

Undying 30/11/07 20:09 - 3840 commenti

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Una storia toccante, ispirata dal dramma di chi, per sfortuna/destino/natura è toccato dall'inspiegabile "guasto" mentale. L'autistico Raymond Babbitt (un eccezionale Dustin Hoffman) smuove tenerezza e compassione, facendo confluire la rabbia in direzione delle ingiustizie che piombano sulle nostre vite (misteriosamente senza ragione logica). L'abilità matematica (Raymond conta in pochi secondi quandi stuzzicadenti sono contenuti all'interno di un contenitore) è sinonimo di genio, innestato su un cervello malato. Commovente.

Puppigallo 29/11/07 12:58 - 4513 commenti

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Perchè si ricorda questo film? Principalmente, per l’interpretazione di Hoffman (autistico nato). E in effetti, è lui che dà un senso al tutto, relegando il resto (Cruise compreso) a poco più di un contorno, anche se il buon Tom se la cava dignitosamente. La narrazione è semplice (si scava appena nella psiche dei personaggi), ma piuttosto efficace; e si arriva all’epilogo senza avvertire troppa pesantezza. I protagonisti, all’inizio, sembrano percorrere due strade parallele che mai si incontreranno, ma su pellicola tutto è possibile. Peccato per la fastidiosa voce nasale della Golino.
MEMORABILE: Hoffman che balla con la Golino. I suoi soliloqui. "Sono un ottimo guidatore".

Capannelle 23/03/08 10:02 - 3730 commenti

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Grande prova di Dustin Hoffman nella parte dell'autistico e un buon Tom Cruise che lo accompagna in un tragitto dove sarà lui ad imparare piuttosto che l'altro. Un film dove la trama passa in secondo piano e si possono perdonare dei peccati di ruffianeria. Rivedendolo perde un po' di appeal.

Lovejoy 29/06/08 13:31 - 1824 commenti

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Pellicola decisamente sopravvalutata. La storia non è granche e Levinson alla regia vi mette del suo con un ritmo decisamente basso, ma grazie ad un Dustin Hoffman da Oscar la pellicola si lascia vedere. È infatti merito esclusivo del grande attore americano se il film non affonda nelle secche pericolose della noia. Il resto del cast, a partire da un Tom Cruise come suo solito rigido come un grissino passando per una Golino fuori parte, è imbarazzante. In poche parole, vale sopratutto per Hoffman.

Pigro 28/01/09 10:30 - 7815 commenti

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Viaggio di un giovane di successo con il fratello autistico: sulla strada il primo scopre qualcosa di più di una persona che non aveva mai considerato prima per ciò che era. Dunque, ancora un viaggio rivelatore dei sentimenti e creatore di relazioni più vere e di maturazione. Un lavoro carino, capace di divertire (non certo di far pensare) grazie all'abilità di costruzione di una storia piacevole con tutti i crismi del blockbuster. Il film vale soprattutto per l'istrionico Dustin Hoffman, mentre Cruise è dimenticabile.

Ciavazzaro 21/02/09 17:36 - 4763 commenti

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Discreto. Dustin Hoffman offre una convinta interpretazione nel ruolo di un autistico (si ricorda molto bene la scena in cui obbliga i bambini di una casa a vedere un altro programma rispetto a quello che vogliono loro). Tom Cruise come al solito non recita. Buona anche la regia. Da vedere.

Cangaceiro 29/05/09 14:57 - 982 commenti

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Dustin Hoffman è Rain Man. Anche sforzandomi non riesco a immaginare nessun altro in grado di interpretare questo personaggio con una fedeltà e un'autenticità rarissime. Un protagonista favoloso dunque ben inserito in una storia di eredità, fratellanza e diversità funzionale, schietta e mai patetica. Cruise fa da contraltare in modo egregio dimostrandosi molto aderente al ruolo del manager stressato sull'orlo della bancarotta. La Golino sembra capitata lì per caso. Funambolico il doppiaggio di Amendola, finale strappalacrime (in senso positivo).
MEMORABILE: "Sono un ottimo guidatore". "Chi è che gioca in prima base? ". Come è stato il bacio?: "Umido! "

Renato 29/05/09 16:00 - 1579 commenti

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Niente di meglio che impersonare un uomo affetto da un grave handicap (un autistico, nello specifico) per portarsi a casa un bell'Oscar, avrà pensato il pur ottimo Dustin Hoffman. Detto, fatto. Intendiamoci, il film non è disprezzabile, ma si muove comunque all'interno dei tipici canoni del "film-con-portatore-di-handicap": inoltre, Cruise e la Golino sono davvero impresentabili.

Scarlett 30/05/09 14:45 - 307 commenti

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Impossibile in questa pellicola non rendere merito all'interpretazione del grande Dustin Hoffman, che si cala nella parte con un realismo senza eguali. Benchè Tom Cruise offra solo un contorno di bella presenza ed il resto del cast si adeguano a questo ruolo di secondo piano, il film riesce bene e coinvolge fino alla fine.

Tomslick 22/11/09 12:56 - 205 commenti

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Classica (cristallina) produzione hollywoodiana ruffianella e piaciona, ma che grazie ad un'ottima confezione si lascia guardare che è un piacere. Storia classica, on the road, dove gli affetti vincono sulle cose materiali e dal finale consolatorio (ma senza esagerare). Nonostante ci siano tutti i cliché per far sì che il film venga presto dimenticato, una grande regia, un grandissimo Dustin Hoffman, un più che discreto Tom Cruise, belle ambientazioni, alcune ottime scene, buoni dialoghi fanno invece succedere il contrario. Sempre piacevole.
MEMORABILE: "Chi gioca in prima base?"

Stefania 28/02/10 05:39 - 1600 commenti

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Esiste, specie dalle parti di Hollywood, una mistica dell'handicap, un'idealizzazione di questa diversità. Ma questo non è solo un film sull'handicap: è anche un road movie, e anche un buddy movie, un film sull'amicizia tra uomini. Per fortuna, Raymond non è mai reso forzatamente simpatico, o amabile: è Charlie che arriva ad accettare di poter voler bene a qualcuno che non capisce, e che forse non vuole neppure bene a lui. Difendo l'interpretazione di Cruise, ci vuole bravura a fare la spalla, ci vuole forse più tecnica che a "fare i numeri".

Vanadio 18/07/10 22:27 - 105 commenti

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Più che la trama risaltano le interpretazioni: Tom Cruise è un (credibile) odioso affarista che "traffica" in Lamborghini ed eredita 3 milioni di dollari più un fratello autistico dalle doti a dir poco prodigiose. Dustin Hoffman è grandissimo nella sua miglio prova d'attore, specie con il doppiaggio eccelso di Ferruccio Amendola. La bella Valeria Golino si autodoppia con risultati discutibili (stranamente è meglio in inglese) ma tutto sommato se la cava dignitosamente. Pezzo unico da collezione.
MEMORABILE: "Raymond, ti sto sfruttando?! Ti sfrutto, Raymond?!" "Sì." "Piantala! Sta rispondendo a una domanda che gli ho fatto mezz'ora prima!"

Stubby 30/07/10 09:38 - 1147 commenti

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Grande interpretazione di Dustin Hoffman. stop. Tutto qui, basta e avanza. Sinceramente mi sembra molto sopravvalutata come pellicola; i passaggi migliori sono i magheggi di Hoffman con i numeri, ma per il resto non ci vedo un granché: Tom Cruise fa il suo compitino diligentemente mettendoci il suo bel faccino, ma per il resto che ha di buono 'sto film?

Mcfly87 4/09/10 00:08 - 75 commenti

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Se non fosse per la magistrale interpretazione di Dustin Hoffman, incredibilmente a suo agio nei panni dell'idiota sapiente, di questo film si sarebbe salvato ben poco. Superato l'effetto sorpresa dell'incontro tra i due fratelli (Cruise in versione bella presenza e niente più) il ritmo cala decisamente. Ci pensa Hoffman a tenere in piedi la baracca ma, alla lunga, anche la ripetitività del suo personaggio finisce per stancare. Finale ruffiano come ruffiana è stata la scelta del soggetto.

Enzus79 5/10/10 16:22 - 1822 commenti

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Quando le major di Hollywood vogliono fare le cose per bene ecco cosa ne esce: un mezzo capolavoro diretto, forse, da uno dei registi più sopravvalutati in USA. Hoffman e Cruise sono una coppia perfetta e la storia non cade mai nel buonismo più spietato. Bella la colonna sonora di Zimmer.

Paruzzo 16/01/11 22:40 - 140 commenti

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Film discreto ma forse troppo sopravvalutato, troppo carico di buonismo hollywoodiano. Il punto di forza del film di Levinson è sicuramente la superba interpretazione di Dustin Hoffman nei panni dell'autistico fratello di Tom Cruise, che non se la cava altrettanto bene. Meglio sorvolare su Valeria Golino. Guardabile, nulla di più.

Cotola 27/03/11 22:51 - 7546 commenti

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Va bene, il film è un po’ una furbata (specie nel raffigurare gli autistici che non sono tutti così "amabili" e "tranquilli") e parla più alla pancia che alla testa dello spettatore. Tuttavia lo fa, a mio avviso, senza scorrettezze e senza tirare calci in faccia a chi lo vede, riuscendo anzi in modo piuttosto sobrio a coinvolgere. Inoltre ho trovato grandiosa, e per nulla manieristica, l’interpretazione di Hoffman. Che poi agli oscar vinca sempre chi interpreta questo tipo di personaggi è un altro discorso. Lo ritengo un buon film.

Mickes2 16/05/11 17:06 - 1668 commenti

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Barry Levinson con una buona dose di ruffianeria, confeziona questo film che ha nella sceneggiatura e nella memorabile interpretazione di Dustin Hoffman i suoi punti chiave. Il rapporto tra fratelli funziona e questa piccola epopea dai toni drammatici, malinconici, ma anche divertenti, trova un suo riscontro anche se abbondantemente buonista. Bellissime le musiche di Hans Zimmer che accompagnano tutto il film. La Golino è inguardabile e la sua doppiatrice è del tutto inascoltabile!

Siregon 21/08/11 22:00 - 353 commenti

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Insopportabile polpettone targato Levinson con il solito inespressivo Cruise e un Hoffman calato nella parte come raramente accade. Senza dubbio uno dei film più sopravvalutati di sempre, banale e furbo nei suoi canoni hollywoodiani da Oscar. La storia presenta pochi spunti, noiosa e prevedibile. Inascoltabile come al solito Valeria Golino che in italiano doppia se stessa. Confezione di tutto rispetto nel reparto tecnico.

Ale nkf 22/08/11 17:05 - 803 commenti

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Levinson dirige una buonissima pellicola americana. Un giovane Tom Cruise riceve una cospicua eredità e insieme ad essa un fratello (Dustin Hoffman) con problemi di autismo col quale cercherà di sbancare i casinò. La sceneggiatura è abbastanza buona, ma il film deve il suo grande successo ad un Hoffman al top e caratterizzato benissimo. Invece Tom Cruise non è decisamente all'altezza di Hoffman, ma non è male. Insomma, del buonismo di troppo c'è, ma viene abbondantemente compensato dalla bravura del cast.

Markus 2/08/12 10:13 - 3305 commenti

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Polpettone che attinge al patetismo ostentando sì alla drammatica realtà dei ritardati mentali, ma in maniera furbamente edulcorata. Levinson gira con mani sicure sfruttando il buon soggetto e le potenzialità di Hoffman e Cruise nel loro momento migliore. A dispetto del mio magro giudizio, però, non posso non tener conto che un certo tipo di cinema hollywoodiano impegnato e scaltro oggi latita e allora aveva dato buoni frutti che ancora rimangono (a prescindere dalla mia avversità).

Piero68 25/01/13 14:22 - 2765 commenti

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8 nomination con 4 Oscar portati a casa oltre ad altri innumerevoli premi è il bottino di questo capolavoro di Levinson che ha, purtroppo, nella Golino il suo vero e forse unico punto debole. Persino peggiore nella versione italiana visto che, nonostante la voce sgradevole, non è doppiata. Ovviamente superlativa la prova di Hoffman. il cui personaggio è ispirato ad una persona reale, tale Kim Peek. Bene anche Cruise che nonostante la giovane età di allora riesce a confrontarsi egregiamente con il suo ruolo. Ottima anche la fotografia.

Belfagor 26/02/13 12:47 - 2624 commenti

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Meno ruffiano rispetto ad altri film hollywoodiani sul tema delle disabilità, deve il proprio successo principalmente alle due performance dei protagonisti. Hoffman evita di gigioneggiare mentre Cruise fornisce un'interpretazione abbastanza credibile di chi si trova ad osservare e convivere con un handicap dall'esterno. Cliché e buonismo fanno capolino in più di un'occasione, ma nel complesso la pellicola è dignitosa.

Daniela 3/06/13 13:13 - 9493 commenti

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Barry Levinson centra il suo maggior successo commerciale affidandosi ad un binomio quasi infallibile: un attore straordinario nel ruolo di un personaggio mentalmente ritardato ma dotato di eccezionali capacità nmemoniche. Commozione garantita, Oscar pure, ma il risultato è tutt'altro che ineccepibile. La "conversione" del cinico Cruise convince assai poco, i personaggi di contorno sono mal definiti (Golino terribile), le tappe dell'on the road risultano scontate. Certo la prova di Hoffman vale da sola il prezzo del biglietto, ma il film è troppo articifioso per commuovere davvero.

Saintgifts 27/01/14 03:15 - 4098 commenti

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Si comincia per soldi e si finisce col sentimento. Con quel testamento il padre fa forse la cosa migliore della sua vita: rimette assieme i due figli (completamente diversi tra loro) e quello con l'handicap, senza volerlo, finisce per insegnare un sacco di cose all'altro, come senza volere scatta foto, fantastico reportage del più bel viaggio della sua vita. La Buick, le strade secondarie e i motel ci riportano a un'America anni '50, valore aggiunto a un film nobilitato dall'interpretazione di Hoffman, ma dove non sfigura nessuno.

Vitgar 20/07/14 17:51 - 586 commenti

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Non mi aveva convinto a suo tempo, mi ha convinto ancora meno adesso. La trama è tutto sommato debole e lo svolgimento del racconto consiste in sostanza in un "coast to coast" lungo le interminabili strade americane e relative avventure vissute da due fratelli (di cui uno autistico). Un po' mieloso, sembra scritto per evidenziare le innegabili qualità di Dustin Hoffman. Tom Cruise sembra un bambino col broncio.

Rambo90 15/09/14 23:49 - 6382 commenti

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Un film toccante, soprattutto grazie alla performance misurata e realistica di Hoffman, probabilmente nel ruolo migliore della sua vita. Anche Cruise è bravo e i loro duetti sono il vero sale della pellicola, al di là di una sceneggiatura che, pur buona, affastella una serie di luoghi comuni. Molti i momenti diventati memorabili, dalla lezione di ballo alla crisi in aeroporto. Tutto sommato è una storia molto semplice, ma realizzata benissimo.

Almicione 2/11/14 01:47 - 765 commenti

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L'essenza degli anni ottanta, impersonificata da un imprenditore tutto affari e niente emozioni, viene sconvolta dalla scoperta dell'esistenza di un fratello autistico e dalla somma annessa. Personalmente ho trovato particolarmente fastidiosa la pellicola, così come le altre di questo genere, complice anche il fatto che detesto gli anni ottanta e quindi gli ambienti, i vestiti, la colonna sonora e persino le capigliature del film. Il grande Hoffman campeggia sui biasimevoli Cruise e Golino. Buon soggetto, non altrettanto lo sviluppo.

Didda23 3/01/15 15:04 - 2288 commenti

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Opera celebre e celebrata (anche più dei meriti effettivi) quella di Levinson, che poggia quasi unicamente sulle prove brillanti dei due protagonisti Cruise e Hoffman. Il primo è sostanzialmente perfetto nei panni dell'arrogantello che vuole arricchirsi in ogni modo e il secondo nel delineare con credibilità un essere umano affetto da autismo. Nonostante l'eccessiva retorica e il messaggio sostanzialmente troppo buonista, l'opera si segue con piacere grazie alla regia svelta è spogliata del regista. Con il passare degli anni è diventato un classico.

Zio bacco 16/01/15 22:30 - 240 commenti

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Gran successo degli anni '80. Strepitoso Hoffman, che nei panni di un autistico segna una delle migliori prove. Rivedibili invece le altre recitazioni. Cruise se la cavicchia, ma l'improbabile ravvedimento del suo personaggio non è credibile e fa scadere nel convenzionalismo l'intera storia. Scarsa la Golino, peraltro non ben doppiata. La sensazione è che la trama sia più stiracchiata di quanto non sembri e manchi del tutto una minima introspezione dei personaggi. Buon film, ma si riduce a un road movie piuttosto furbo, ma senza reali sussulti.

Lythops 27/01/16 11:51 - 975 commenti

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A guardare il film sembra che, prima di scriverlo, gli aceneggiatori abbiano modellato tutto su Dustin Hoffman, interprete perfetto in ogni dettaglio dell'autistico Raymond. Il problema di chi affiancargli viene risolto con Cruise, chiamato a interpretare senza fatica il fratello fighetto che, dopo troppo tempo, recupera una sua sensibilità umana. Il resto è studio su come commuovere e far immedesimare lo spettatore nella vicenda, avvalendosi anche di musiche intonate al tema. Americanata in cui il semplicismo sentimentale abbonda. Epidermico.

Ultimo 16/05/16 16:30 - 1367 commenti

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A vedere il film mi viene da pensare che Tom Cruise sia stato molto sfortunato a interpretare una delle parti più convincenti della sua carriera trovandosi accanto un Dustin Hoffman semplicemente straordinario e in grado di relegarlo a semplice comprimario (che in realtà non è). Il film scorre bene nella prima mentre si dilunga troppo poi; ma, ripeto, Hoffman nei panni dell'autistico vale, da solo, il prezzo del biglietto. Solida la regia. A parte Cruise, pessimi gli altri intepreti (la Golino, tanto per fare un esempio).
MEMORABILE: La scena all'aeroporto.

Lou 30/08/16 23:36 - 972 commenti

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Un successo di critica e pubblico il film di Levinson, che ha il merito di trattare il dramma dell’autismo in una commedia discreta e a suo modo brillante. Molto del successo della pellicola è dovuto certamente a Dustin Hoffman, che interpreta in modo convincente e commuovente il difficile personaggio di Raymond nelle manifestazioni tipiche della patologia: grandi capacità mnemoniche e intellettive, difficoltà nella comunicazione e nelle relazioni, atteggiamenti ripetitivi e ossessivi. Cruise e la Golino non lasciano il segno.

Parsifal68 9/11/16 09:28 - 607 commenti

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Al di là dei meriti di uno straordinario Dustin Hoffman e nonostante l'enorme successo al botteghino, il film è un'operazione cinicamente furba per commuovere il pubblico che finì per immedesimarsi nel protagonista affetto da una malattia dissociativa, fino ad allora semi-sconosciuta. A fianco del grande Dustin, un Tom Cruise bravino ma non certo impeccabile e una Golino imbarazzante (che si è anche doppiata nella versione italiana). Irritante nel finale inverosimile.

Alex75 14/11/16 09:33 - 680 commenti

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Levinson presenta, con qualche forzatura ma senza pietismi, una vicenda in cui il confronto con un fratello disabile diventa un’occasione di maturazione. Gran parte della buona reputazione del film poggia sull’interpretazione di Hoffman, impeccabile e sentita, in un ruolo difficile. Per il resto, poco da segnalare: Cruise, nella sua modestia, è una spalla adeguata, mentre la Golino sconta una scelta di doppiaggio piuttosto discutibile.
MEMORABILE: "Chi è che gioca in prima base?"; "Sono un ottimo guidatore".

Magi94 10/11/17 17:48 - 687 commenti

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Assumendo che il successo e la pioggia di Oscar sono ampiamente esagerati, assumendo pure che siamo in un film hollywoodiano che parla di una persona con un handicap e quindi ci dovremo sorbire un po' di stucchevolezze del genere, rimane comunque un buon film con una storia ben scritta e dei momenti divertenti. Dustin Hoffman perfetto nella parte, Tom Cruise e Valeria Golino fanno più bella presenza che altro.

Il Dandi 23/12/17 15:21 - 1812 commenti

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Premiato da un enorme successo e da un'interpretazione fortemente iconica, Rain man è in realtà un film pesantemente ruffiano, al punto da far passare sotto silenzio l'assurdità che Hoffman sia fratello Cruise e di far incassare colpi bassi come la rievocazione dell'episodio che dà il titolo al film. Il genio autistico finirà invariabilmente per convertire il cinico furbetto, ma alla lunga la vicenda diventa ripetitiva e prevedibile, diluita in una struttura on the road da manuale. Non più che corretto.
MEMORABILE: "Sono un ottimo guidatore".

Minitina80 10/04/18 15:54 - 2364 commenti

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Pluridecorata commedia che vive dell’interpretazione di Hoffman nel ruolo di un autistico con alte capacità intellettive. L’obiettivo di sensibilizzare l’attenzione verso le persone con disabilità è affrontato facendo leva su una retorica abbastanza semplice e una storiella il cui esito appare prevedibile ogni minuto che passa. Esornativa la Golino la cui scelta di doppiarsi da sola proprio non funziona. Non è il capolavoro che tutti dicono, avendo di memorabile solo Hoffman.

Paulaster 20/05/19 11:31 - 2815 commenti

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Yuppie scoprirà di avere un fratello alla morte del padre. Voglia di soldi facili e riavvicinamento tra i singoli nonostante la malattia. Sceneggiatura che riesce a mantenersi equilibrata nel dualismo "sanitario" tra un encomiabile Hoffman e uno spazientito Cruise. Il risveglio morale forse è un filo ruffiano ma almeno non scade nel pietismo o nel melodrammatico. Felice intuizione la gita a Las Vegas al casinò. Golino che non sfigura come breve spalla.
MEMORABILE: Le regine di carte al blackjack; Il bacio umido; I 246 stuzzicadenti.

Smoker85 4/02/20 17:24 - 393 commenti

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Film da guardare con attenzione per apprezzare la grandiosa prestazione di Dustin Hoffman, pluripremiato per la sua prova, che giganteggia a fianco di un Cruise non al meglio sebbene già affermato al botteghino. Positiva e misurata la prova della Golino. La trama ha il pregio di non scadere nel favolistico e nel buonismo, sebbene si avverta qualche punta di eccessiva pateticità. Nel complesso un buon film, sebbene non eccelso. Un plauso anche ad Amendola per l'edizione italiana.
MEMORABILE: Le leggendarie e pluricitate scene al casinò.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Cangaceiro • 29/05/09 15:03
    Call center Davinotti - 742 interventi
    In un intervista rilasciata a Beppe Severgnini in occasione del suo 70esimo compleanno Hoffman ha confidato che fu difficilissimo entrare nella parte dell'autistico.
    Dopo un paio di settimane di lavorazione andò dal regista chiedendogli di abbandonare il set, pregandolo di trovarsi un altro attore perchè lui non se la sentiva di continuare.
    Levinson convinse Dustin a non rinunciare e i risultati oggi sono sotto gli occhi di tutti...
  • Curiosità Ciavazzaro • 24/07/09 12:11
    Scrivano - 5602 interventi
    Hoffman voleva Bill Murray nel ruolo di Charlie.
  • Homevideo Gestarsh99 • 1/03/11 00:58
    Scrivano - 14701 interventi
    Disponibile in Blu-Ray Disc dal 16/03/2011 per Metro Goldwyn Mayer.
  • Musiche Ciavazzaro • 15/04/11 21:23
    Scrivano - 5602 interventi
    Soundtrack:

    http://www.youtube.com/watch?v=9sLpjApt-Uk
  • Curiosità Maxspur • 27/02/12 21:55
    Galoppino - 206 interventi
    Primo ed unico film ad avere subito una censura specifica ed esclusivamente in volo. La battuta di Raymond/Hoffmann che spiega come solo la Qantas, tra le linee aeree, non abbia mai avuto incidenti è stata tagliata in tutte le versioni destinate a essere proiettate sugli aerei. Eccetto, ovviamente, su quelli della compagnia australiana Qantas.

    fonte: "Ciak".
  • Musiche Lucius • 12/03/12 11:35
    Scrivano - 8319 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, il 45 giri originale. Soundtrack impagabile di Hans Zimmer:

    Ultima modifica: 12/03/12 14:17 da Zender
  • Musiche Samuel1979 • 11/04/20 22:55
    Call center Davinotti - 2946 interventi
    Nella scena in cui Charlie Babbitt (Cruise), insegna a ballare al fratello Raymond (Hoffman), viene trasmesso il brano "At last" di Etta James