La donna del lago

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1965
Genere: thriller (colore)
Note: Tratto dal romanzo omonimo di Giovanni Comisso ispirato ai delitti di Alleghe degli Anni Trenta.
Numero commenti presenti: 31
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Correvano in Italia gli Anni Sessanta, il thriller rappresentava ancora un genere del tutto inesplorato o quasi. Erano gli anni del gotico, dei Bava, dei Freda, dei Pupillo, e girare un giallo significava aderire agli stilemi inglesi ispirati ad Agatha Christie. Luigi Bazzoni e Franco Rossellini provarono con LA DONNA DEL LAGO a uscire dal coro, dirigendo a quattro mani un film ambientato in Italia che prendeva lo spunto da una vicenda realmente accaduta ad Alleghe, località veneta ai piedi del Monte Civetta. L'idea è buona, l'atmosfera fredda e insolita sottolineata da un asettico bianco e nero sembra funzionare e i primi venti minuti riescono a intrigare sufficientemente lo spettatore. La morte di Tilde (Virna Lisi),...Leggi tutto cameriera in un albergo del posto, nasconde troppe zone d'ombra e l'apparente suicidio pare non convincere nessuno. Il più interessato a risolvere il caso è tale Bernard (Peter Baldwin, discreto attore da sempre impegnato in produzioni di casa nostra), scrittore tornato lì proprio nella speranza di ritrovare la splendida Tilde. Alla comparsa di Mario (Philippe Leroy), il figlio dell'albergatore, il mistero si infittisce. Purtroppo per noi però, l’aggrovigliarsi della trama (confusa ulteriormente da inutili flashback) corrisponde anche a una scarsa gestione della sceneggiatura. Baldwin esagera con le espressioni da uomo che riflette su ogni cosa (tanto più che la maggior parte delle volte ci lascia all'estraneo delle sue elucubrazioni permettendo di concentrarci solo sulla sua fronte eternamente corrugata), il film si fa noioso, le musiche classiche, enfatiche di Renzo Rossellini appesantiscono il tutto e si fa strada una prevedibilità non auspicata. Finale a sorpresa, invece, ma mal raccontato. Decisamente datato.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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B. Legnani 31/01/07 00:23 - 4789 commenti

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Essenziale e spiazzante. Ispirato ai famigerati fatti di Alleghe, stupisce per la sua efficacia, non disgiunta da immagini fascinose. Corretto Baldwin, mentre favolosi sono Randone (si resta a bocca aperta anche quando si infila il tovagliolo nel colletto) e la Cortese (una capacità di aderire al personaggio che turba). Virna Lisi è nel suo fulgore. Leroy contenuto ed efficace. Ma quegli interni, quel lungolago, quei piccoli gesti... Che piccola grande perla, questo raffinato film che indaga, quasi alla Simenon, una provincia piena di misteri.

Undying 28/05/07 21:10 - 3839 commenti

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Nel 1965 esce nelle sale questo film particolare, molto intrigante e ben diretto da Luigi Bazzoni (Le Orme) e Franco Rossellini: il suo titolo è La Donna del Lago e vi recita, oltre al bravo Salvo Randone, una strepitosa Virna Lisi, accompagnata da Valentina Cortese (già attrice per Bava nel primo vero giallo italiano, La Ragazza che Sapeva Troppo). Si tratta di un raro e significativo esempio di "alto" cinema del brivido, che meriterebbe la posizione di miglior film del genere del 1965 (anche se all'epoca poche erano le uscite in tema).

Deepred89 28/06/07 12:54 - 3312 commenti

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Raffinato giallo di metà anni 60. Molto buona la sceneggiatura, a tratti davvero intrigante e ben congegnata. Notevole la regia e ottima la fotografia, con un bianco e nero curatissimo. Bravo il protagonista Peter Baldwin, ottimi tutti gli altri attori; un po' datate le musiche. Consigliato.

Il Gobbo 30/06/07 17:50 - 3011 commenti

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Davvero buona, questa trasposizione abbastanza fedele del romanzo di Giovanni Comisso, cui cede inevitabilmente qualcosa in termini di scavo del protagonista (e lì narratore), ma a beneficio della meticolosa, efficacissima resa del contorno, dei personaggi "secondari", di un'atmosfera al contempo familiarmente squallida, e onirica, fuori dal tempo. Più di un'eco di certo cinema francese. Interpretazioni validissime. Insomma, da vedere.

Spectra 9/12/07 13:34 - 84 commenti

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Franco Rossellini e Luigi Bazzoni ci regalano, a mio parere, un piccolo capolavoro. Rivisto di recente in dvd, ho apprezzato ulteriormente lo spendido bianco e nero e la regia molto curata. Le atmosfere rarefatte, scarne e fredde, creano ottimamente intorno al film quell'alone di mistero che circonda tutta la storia. Ottimo il cast. Da vedere assolutamente, per gli appasionati di gialli.

Mark 8/05/08 20:48 - 264 commenti

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Altro giallo made in Italy dimenticato. Un film stupendo, sublime nei suoi chiaroscuri che rievocano moltissimo il cinema espressionista tedesco. La trama non è complessa, ma il ritmo è impeccabile; inoltre la qualità delle tecniche di ripresa, quasi poetiche, ne rendono avvincente la rivelazione.

Hackett 13/07/08 12:58 - 1748 commenti

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Notevole giallo girato con un gusto noir ed una visione a volte onirica che ben rende l'inquetudine del protagonista. La voce fuori campo è molto efficace e anche la fotografia, così datata, aiuta a dare al tutto un alone ancora più allucinato. Partendo da un fatto di cronaca agghiacciante, anche se un po' stravolto, la pellicola mantiene le promesse fino in fondo. Da riscoprire assolutamente. Buono il cast.

Trivex 14/09/08 16:34 - 1508 commenti

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Sono nato ed ancora oggi trascorro molti fine settimana sul Lago Maggiore: adoro l'atmosfera triste che si può avvertire in inverno passeggiando sulle sponde deserte che conducono allo specchio d'acqua, ove purtroppo alcune volte persone infelici decidono di terminare ingloriosamente la propria esistenza. Scusate, ma questo è quanto sentivo di esprimere rispetto a questa pellicola, che mi ha affascinato e conquistato, così gelida e violenta, ma calda ed emozionante come la vita degli uomini e delle donne, che vale sempre la pena di essere vissuta.

Rebis 30/01/09 20:45 - 2088 commenti

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Lo spazio d’evasione – la provincia lacustre – che s’infesta di presagi, indizi, morbosità e dolore, sfalda e precipita l’idealità intatta del protagonista, imbottigliandolo in un’allegoria spettrale che ne amplifica l'ottundimento emotivo, ragione e motore della sua fuga. Raffinatissima regia di Bazzoni e Rossellini, capaci di produrre soluzioni visive d’avanguardia che restituiscono la rarefatta tessitura del sogno. Non memorabile il racconto, ma strepitoso il cast: efficace Baldwin, sornione e mefistofelico Randone, invasata e perturbante Valentina Cortese. Glaciale.

G.enriquez 23/02/09 13:30 - 121 commenti

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Un'occasione sprecata. Altro non si può dire di questo lavoro, tanto ricercato a livello scenografico e narrativo quanto sciatto a livello di soggetto. Flashback e sogni del protagonista, poi, sono davvero inutili all'economia del racconto e sanno tanto di riempitivo ed il colpo di scena finale è deludente e pieno di irritanti spiegazioni a posteriori. Peccato.

Ciavazzaro 24/02/09 16:34 - 4766 commenti

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Bel giallo Anni Sessanta, con un'atmosfera magica e molto morbosa, e con un ottimo cast. La Lisi che appare nei flashback è radiosa. Eccellente Valentina Cortese, ottimo Randone e bravo pure Baldwin. L'atmosfera, grazie anche al bianco e nero, è splendida, l'ambientazione dell'hotel e del lago sono molto azzeccate, così come lo spiegone finale. Magico.

Ronax 12/07/09 01:21 - 921 commenti

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Rossellini e Bazzoni tralasciano l’aderenza ai fatti realmente avvenuti e puntano sul giallo psicologico dai risvolti onirici, ben sorretti da un rarefatto bianco e nero di Leonida Barboni. La trama è piuttosto ingarbugliata e la soluzione un po' posticcia, ma ciò che cattura è il clima disfatto e decadente che avvolge l’intera vicenda con evidenti richiami al romanzo crepuscolare e d’appendice. Agli ottimi Randone, Cortese, Leroy e Baldwin si affianca in flashback una splendida e sfuggente Virna Lisi, angelica e demoniaca nello stesso tempo.

Bruce 5/03/10 16:26 - 1006 commenti

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Un giallo ricco di stile, fascino e mistero, come quell'immobile paesino sul lago, un vero labirinto di immagini, sogni e suoni che intrigano e nel quale ci si perde. È lento ma mai noioso e la fotografia in bianco e nero, per una volta, è un pregio. Virna Lisi è di una bellezza che emoziona, ma sono bravi tutti i protagonisti. Una piccola, lucente, perla del nostro cinema, purtroppo quasi dimenticata.

Fauno 26/01/11 15:51 - 1936 commenti

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Davvero peso in senso positivo, recitato e ambientato strabene e devo dire che, pur se in bianco e nero, di suspense me ne ha data non poca. Di Randone non mi meraviglio, ma anche attori secondari, come il fotografo, riescono a suggestionare. Più che far paura il film, a un certo punto la tensione cresce nello spettatore perché diviene consapevole di andare contro una soluzione macabra, che ha causato molta sofferenza e si capisce immediatamente che non si salverà nessuno, ed è duro dover capire e accettare che c'è solo da stabilire chi è il più pazzo...
MEMORABILE: La foto, il padre di Tilde nella catapecchia, l'ecatombe finale...

Homesick 18/10/11 18:06 - 5737 commenti

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Limbale, etereo. I terribili segreti della provincia omertosa e sinistra si dischiudono nell’elegante nitore della fotografia, denudati dal paesaggio ovattato e malinconico proprio di una località turistica (qui lacustre) in bassa stagione. I fatti salienti del romanzo di Comisso, ispirato ai delitti di Alleghe, ci sono tutti, a cominciare dalle supposizioni e premonizioni dell’io narrante, alter ego dello scrittore Sergio Saviane che contribuì a risolvere tali casi. Di prim’ordine gli interpreti: assorto e stanco Baldwin, sottili Randone e Leroy, inquieta la Cortese, plastica la Lisi.
MEMORABILE: Flashbacks, incubi, allucinazioni e presagi del protagonista, efficacemente inseriti nella storia dallo straniante montaggio di Nino Baragli.

Giùan 25/06/12 22:06 - 3052 commenti

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Sullo spunto follemente concreto dei fatti di Alleghe (raccontati da Comisso e ricostruiti da Saviane), è il primo dei rarefatti gialli sui generis di Bazzoni (e Franco Rossellini). Il film, girato su orme Resnaisiane, descrive le nere giornate di un intellettuale la cui malata ennui viene a deflagrare a contatto con un contesto patologico, per la cui comprensione non possiede alcuna coordinata. Recitato con asciutta enfasi (impagabile Randone, ma tutti trovan la loro giusta misura), possiede un ipnotico vigore che ne attutisce pure le velleità letterarie.
MEMORABILE: Ogni singolo moto facciale di Randone; Il "gobbo" parlante Anchisi; Le premure di Valentina; Il b/n di Leonida Barboni che illumina il lungolago.

Jdelarge 30/04/13 02:02 - 886 commenti

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Il primo film di Bazzoni è un giallo con notevoli elementi presi in prestito dal genere noir (i flashback, la voce narrante e il contrasto tra bianco e nero). Il punto di forza della pellicola è senza dubbio la fotografia, davvero molto suggestiva, soprattutto nelle inquadrature sul lago. Il ritmo è piuttosto lento, ma allo stesso tempo in grado di creare la giusta suspense. Purtroppo, però, la trama si regge su un finale piuttosto scontato e decisamente deludente, soprattutto per il modo in cui si giunge alla risoluzione del mistero.

Lucius 13/09/13 19:34 - 2819 commenti

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Stile, fascino (non solo quello dell'eterea Virna Lisi) e una location lacustre le principali caratteristiche di questo giallo incorniciato in un bianco e nero ardesia. L'atmosfera del film è tangibile dai primi fotogrammi, lo svolgimento lento ma capace di catturare con imprevedivili svolte. Un noir perduto del cinema italiano ricco di suggestioni, non solo visive. Impercettibile e misterioso.

Myvincent 30/09/13 19:02 - 2605 commenti

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Un giallo di provincia in piena regola, con morti "per bene", pettegolezzi, vicende nascoste, vizi privati che ruotano attorno a un albergo demodé e in un periodo dell'anno "fuori stagione". Niente artifizi né arzigogolamenti, solo un intreccio da sbrogliare pazientemente alla luce del sole. Grande Valentina Cortese; breve ma ben utilizzato lo spazio riservato a Virna Lisi.

Pumpkh75 20/11/14 21:18 - 1337 commenti

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Raffinato, quasi sospeso, non si nutre di spaventi e delitti quanto di volti e ombre, di vento e acqua. Ci si perde nei corridoi e negli specchi, nelle espressioni di Randone, nella raffigurazioni di un lago placido e orizzontale solo in superficie. Fondamentale la scelta della voce fuori campo e poi il bianco e nero, a vederlo oggi, è fonte di fascino o di distacco: qui siamo chiaramente nel primo caso. Non si può non vederlo.

Saintgifts 26/12/14 09:14 - 4098 commenti

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Le intenzioni, in parte anche realizzate, di creare più che un thriller un vero e proprio noir, ci sono tutte. Gli elementi positivi sono: il cast, veramente azzeccato, l'ambientazione (più gli esterni che gli interni) ripresa in particolari che aumentano il senso di inquietitudine, poi la fotografia. Meno centrato il commento sonoro, comunque efficace, ma è soprattutto la sceneggiatura a non cogliere nel segno. Avrebbe dovuto essere molto più lineare, magari anche a discapito del velo di mistero imposto, ma più seguibile e godibile.

Rufus68 13/09/16 23:39 - 3153 commenti

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Il vero gotico italiano vive nella provincia. I fantasmi del passato, la colpa, la follia, l'ambientazione desolata, la natura (onnipresente colonna sonora) sono ingredienti specifici del genere e nel film si ritrovano naturalmente, senza forzature o ansie derivative (presenti, invece, nel gotico italiano codificato da critici e ammiratori). Anche il versante giallo convince: si dipana lentamente, rivelandosi con razionalità, sino all'epilogo, screziato anch'esso dal mistero. Eccellente il cast.

Nicola81 23/09/16 09:46 - 2009 commenti

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Prima che la stagione d'oro del giallo italiano iniziasse ufficialmente, poteva capitare di imbattersi in belle sorprese come questo raffinato e suggestivo film ispirato ai delitti di Alleghe. La sceneggiatura non mantiene tutto ciò che promette (la soluzione è buttata un po' lì...), ma a renderlo un gioiellino sono la malinconica e autunnale ambientazione lacustre, il clima di mistero che si annida nella piccola e torbida provincia italiana, l'eleganza della regia e la splendida fotografia. Randone e la Cortese i migliori del cast.
MEMORABILE: Tutta la prima parte; I dialoghi tra Baldwin e il fotografo; I flashback con la Lisi (bellissima); L'amaro finale.

Daniela 15/05/17 12:52 - 9653 commenti

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In una piccola località lacustre avvolta dalla bruma invernale, uno scrittore straniero cerca di scoprire cosa si cela dietro lo strano suicidio di una cameriera da lui conosciuta tempo prima... Strano, affascinante thriller, avvolto in un'atmosfera onirica e morbosa che sfuma i contorni, così come la febbre di cui soffre il protagonista, circondato da personaggi ambigui. Assai suggestiva la fotografia nel suo spaziare fra i contrasti estremi e la morbidezza di toni, efficace il cast con Lisi stupendo ricordo biondo, Cortese smarrita, Randone di minacciosa bonomia.
MEMORABILE: Il personaggio del gobbo, virgilio riluttante

Ira72 18/01/18 14:58 - 971 commenti

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Un film tragico, ispirato a reali fatti di cronaca (nerissima) in quel di Alleghe negli anni '30. La pellicola è permeata da un certo fascino e da una classe che solleva il destino di un film sostanzialmente lento e prolisso (seppure breve), con una sceneggiatura mielosa che sembra di vent'anni prima. Atmosfere cupe e inquietanti, scandite da una colonna sonora invadente e talvolta fastidiosa. Il grande protagonista è Baldwin, gli altri personaggi sono poco approfonditi e sembrano più delle comparse. Almeno a Virna Lisi si poteva lasciare più spazio.

Il Dandi 18/08/19 14:26 - 1853 commenti

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Sottovalutata opera prima di Bazzoni che dai fatti di Alleghe trae un film che coniuga tòpoi del noir americano classico (la voce off) e di quello francese più moderno (le sequenze oniriche). La fotografia in B/N esalta le fredde location e il carrozzone di volti grotteschi (Randone, Anchisi, Balbo, la Cortese) che potrebbero appartenere ai migliori Germi e Petri. Si capisce che una così sordida storia di provincia sbattuta in faccia all'Italia del boom non abbia incontrato il favore del pubblico, ma l'oblio successivo è davvero immeritato.
MEMORABILE: La fotografia di Virna Lisi; Il finale sul lago.

Rambo90 25/10/19 17:28 - 6442 commenti

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Bel giallo dalla riuscita atmosfera plumbea, con un bianco e nero elegante che molto contribuisce al senso di straniamento della storia. La sceneggiatura ha un finale abbastanza prevedibile ma si snoda bene, facendo qui e là eco a Hitchcock (come le musiche fanno eco a Herrmann) e costruendo la tensione necessaria a non distrarsi mai. Baldwin ha la giusta faccia, ma particolarmente azzeccato è il trio familiare Randone-Cortese-Leroy. Buono.

Faggi 22/12/19 17:16 - 1509 commenti

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Figurazione a velature oniriche, narrazione come da sogno lucido, febbricitante, smaltato di giallo, con apparizioni fantasmatiche. La voce narrante (del protagonista) restituisce una cadenza da intricato noir. Nostalgie, tormenti e dubbi, languori e melanconia, supposizioni paranoiche; intuizioni di qualche orrore nascosto, strisciante. La temperatura enigmatica è su valori notevoli; il termometro concettuale registra un'insinuante caccia psichica - in bianco e nero algido - commentata dalle suadenti vaghezze della bella colonna sonora.

Donarfio 5/04/20 17:42 - 38 commenti

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Godibile giallo ambientato in un paesino lacustre indefinito. Film molto apprezzato tra gli addetti ai lavori per la presenza del sottovalutato Bazzoni in regia, "La donna del lago" (titolo ambiguo giacché le donne in questione sono tre) si sviluppa però su ritmi blandi e unicamente attorno a un Baldwin non esattamente tagliato per una simile centralità. Bene la fotografia e l'andamento della storia, che avrebbe comunque meritato un finale piu articolato. Utilizzo della Lisi un po' sprecato.
MEMORABILE: La partenza dal paese che coincide, emotivamente, con l'arrivo.

Anthonyvm 3/10/20 02:28 - 2140 commenti

I gusti di Anthonyvm

Notevolissimo giallo dai tocchi hitchockiani che fa di ossessione e inquietudine i suoi punti cardine. Assai più che il plot (il mistero in sé è tutt'altro che insondabile e la rivelazione è piuttosto frettolosa), colpisce l'atmosfera sospesa dell’opera, fra malinconica decadenza, segreti inconfessabili, omertà sofferta, un senso incombente e indefinito di minaccia, in un concentrato di personaggi ambigui e suggestioni gotiche che ricorda i futuri lavori avatiani. Bellissimo il clima onirico che influenzerà Argento (le camminate fra i corridoi à la Profondo rosso). Fotografia ottima.
MEMORABILE: Le soggettive attraverso i corridoi bui fino alla stanza con la Lisi; Il vecchio nella capanna; La silhouette di Leroy che si staglia sulla finestra.

Zender 15/11/20 18:11 - 285 commenti

I gusti di Zender

Nel rimettere mano ai misteri di Alleghe, Bazzoni altera i fatti mantenendone vive le suggestioni legate all'ambientazione lacustre e all'obliquità dei protagonisti. Bernard torna per Tilde, la cameriera che scopre suicidatasi, e tra un vento che soffia incessante, ostinati silenzi e lunghe pause, scoperchia gli orrori di montagna interrogando il proprio io; flashback torbidi e ipotesi fantasiose si mescolano a quanto realmente scopre mentre alza la barriera d'incomunicabilità che investe chi guarda. Il superbo bianco e nero scolpisce le forme, la regia rallenta fin quasi alla stasi.
MEMORABILE: I silenti dintorni del lago che sembran popolati da fantasmi; Lo studio della foto forse rivelatrice.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Homesick • 3/10/11 20:30
    Capo scrivano - 1377 interventi
    Ennio Balbo è il commissario:

  • Discussione B. Legnani • 3/10/11 20:39
    Consigliere - 14001 interventi
    Homesick ebbe a dire:
    Ennio Balbo è il commissario:



    Grazie.
  • Discussione B. Legnani • 3/10/11 20:39
    Consigliere - 14001 interventi
    Homesick ebbe a dire:
    Ennio Balbo è il commissario:



    Grazie.
  • Discussione Homesick • 3/10/11 20:44
    Capo scrivano - 1377 interventi
    Direi che è Anchisi. Questa è una sua immagine da MACCHIE SOLARI:



    B. Legnani ebbe a dire:
    Manfrin ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    In VERIFICATE si cita due volte il fotografo. L'attore è Ennio Balbo.

    Però, IMDb dice "Giornalista" e cinematografo.it dice "Medico legale".
    Meglio che prima qualcuno controlli.


    Ennio Balbo è il medico legale,il fotografo mi sfugge ma posto questa immagine,di sicuro lo riconoscerà qualcuno



    Escluderei Duse e Scipioni. Anchisi pure, viste le foto in rete. Resterebbe Laurentini, accreditato solo qui...
    Ultima modifica: 3/10/11 20:46 da Homesick
  • Discussione Manfrin • 10/10/11 17:53
    Servizio caffè - 494 interventi
    Homesick ebbe a dire:
    Direi che è Anchisi. Questa è una sua immagine da MACCHIE SOLARI:



    B. Legnani ebbe a dire:
    Manfrin ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    B. Legnani ebbe a dire:
    In VERIFICATE si cita due volte il fotografo. L'attore è Ennio Balbo.

    Però, IMDb dice "Giornalista" e cinematografo.it dice "Medico legale".
    Meglio che prima qualcuno controlli.


    Ennio Balbo è il medico legale,il fotografo mi sfugge ma posto questa immagine,di sicuro lo riconoscerà qualcuno



    Escluderei Duse e Scipioni. Anchisi pure, viste le foto in rete. Resterebbe Laurentini, accreditato solo qui...

    E' senz'altro lui
  • Homevideo Buiomega71 • 14/05/13 17:10
    Pianificazione e progetti - 22114 interventi
    In dvd per Sinister, disponibile dal 23/07/2013

    http://www.kultvideo.com/DVD/DVD.aspx/aid17628aid-DVD-La-donna-del-lago-23-7-?__lang=it-IT
  • Homevideo Xtron • 19/12/13 12:47
    Servizio caffè - 1834 interventi
    Il dvd Sinister:

    Audio italiano
    No sottotitoli
    Formato video 1.85:1 anamorfico
    Durata 1h21m48s
    Extra featurette "Il mistero del lago"

    Buon lavoro da parte di Sinister, peccato solo per la mancanza dei sottotitoli

    Un'immagine dal dvd (si trova al min. 35:14)

    Ultima modifica: 19/12/13 16:29 da Zender
  • Discussione Caesars • 20/02/14 16:33
    Scrivano - 11328 interventi
    Sul forum di gente di rispetto, un utente molto affidabile (Giorgio Brass, che è autore di featurette per dvd vari) dice che Giannetto De Rossi gli ha confermato che il regista della pellicola è il solo Bazzoni (forse si può mettere nelle note?)
  • Discussione Zender • 20/02/14 18:29
    Consigliere - 43743 interventi
    Mah non lo so, non è che non gli creda, più che altro non so se è da fidarsi della memoria di De Rossi.
  • Curiosità Zender • 30/11/20 18:33
    Consigliere - 43743 interventi
    Tutti i rapporti e le corrispondenze tra il film e quello che realmente accadde ad Alleghe tra il 1933 e il 1960 lo trovate nello SPECIALE DEDICATO, A QUESTA PAGINA.

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images54/alleghe.jpg[/img]