L'uomo, l'orgoglio, la vendetta

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Anno: 1967
Genere: spaghetti western (colore)
Note: Aka "L'uomo l'orgoglio e la vendetta", aka "Il vendicatore".
Numero commenti presenti: 7

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 20/04/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO
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Il Gobbo 4/07/08 09:27 - 3011 commenti

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Epitome dello pseudo (meta?)-western: la storia è quella della Carmen di Merimée, poi musicata da Bizet: "amour fou" di un ufficiale (Franco Nero) per una fatalona ingannevole (Tina Aumont al suo massimo), regolarmente ambientata in Spagna. Il "trucco" di Bazzoni è di girarlo come uno spaghetti (fotografia, atmosfere, locations - del resto coincidenti con quelle "giuste"), specie nella seconda parte (nella quale entra in scena un cattivissimo Kinski), giocata più sugli esterni. Visivamente molto bello, da vedere.

Matalo! 7/07/08 16:29 - 1368 commenti

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Non è un western solo perché è tratto da un romanzo francese ambientato in Spagna. Ma è uno spaghetti western al 100% fottuto dalle intenzioni "alte" dell'origine. Ma quando appare la faccia di Guido Lollobrigida siamo nel mondo della colt nostrana. Bellissima fotografia, poco memorabile sviluppo della storia, Tina Aumont così bella da svenire. Ambedue i protagonisti vengono da un film di Brass.

Homesick 3/10/08 19:23 - 5737 commenti

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Melodramma ispirato alla "Carmen", trasferito in un contesto pseudo-western. La vena autoriale di Bazzoni è avvertibile nei flashbacks e nella ricercata fotografia (già ammirata nell'ottimo La donna del lago e poi riproposta ne Le orme). Nero è l'ingenuo Josè, intontito, travolto e dilaniato fino alla morte dalla bellezza tzigana e puttana della Aumont; il violentissimo rivale è interpretato con consueta furia pazzoide da Kinski. Non è del tutto riuscito, ma conferma Bazzoni come regista sui generis.

Jdelarge 14/05/14 19:35 - 850 commenti

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Dramma travestito da spaghetti western (soprattutto nella seconda metà); il risultato è senz'altro originale e di qualità, complice un regista come Bazzoni che riesce sempre a elevare sopra la media i suoi film grazie a un'ottima cura della fotografia e delle inquadrature. Il film segue alla lettera il titolo e può essere diviso in tre parti delle quali la seconda è sicuramente la più riuscita, anche (e soprattutto) grazie all'entrata in scena del grande Kinski, il cattivo per eccellenza. Molto bravi anche Nero e la Aumont.

Pinhead80 27/07/16 12:09 - 3891 commenti

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Questa volta l'amour fou investe il nostro Franco Nero alle prese con una zingara ammaliatrice che lo priverà di ogni cosa raggirandolo continuamente. A tutti gli effetti si può considerare un bel spaghetti western con tutti i crismi del caso, ambientazione spagnola compresa. La storia è costruita tanto bene da farci penare per il protagonista, per quanto lo si vede sentimentalmente prostrato. Kinski poi ci mette la solita vena pulsante di follia che non guasta mai. Da riscoprire.

Myvincent 15/12/16 17:47 - 2524 commenti

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Il film non è una grande opera, ma contiene comunque quel tanto di artigianale e professionale da renderlo attraente e fruibile. In breve, una bellissima quanto fedifraga gitana manderà allo sbaraglio un gruppo di uomini, fra i quali un promettente brigadiere che per lei finirà fra le fila di scafati assassini. I begli occhi di Tina Aumont trovano un degno specchio in quelli azzurri di Franco Nero.

Giùan 14/07/20 09:46 - 2930 commenti

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Stravagante non-western di Bazzoni, prende le mosse dalla "Carmen" di Mérimée (vien da pensar però anche al Capriccio spagnolo di Sternberg tratto da "La donna e il burattino"), trasponendola in ambientazione rocciosa e desertica. L'operazione, come sempre nel rado cinema del regista parmense, non è affatto banale ed emana un indubbio fascino figurativo, ma al fondo non convince. Lo script di Suso Cecchi D'Amico è fin troppo raffinato coi suoi richiami all'eterno femminino e la Aumont, bellissima, non ha spalle recitative per reggere il personaggio. Meglio l'imbambolato Nero.
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