L'infernale Quinlan

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: A touch of evil
Anno: 1958
Genere: gangster/noir (colore)
Note: Aka "Il tocco del male".
Numero commenti presenti: 31
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Laido, alcolizzato, egocentrico, oppresso dal grasso e da una discutibile concezione personale di legge, Jack Quinlan è il poliziotto sporco per eccellenza, una delle più riuscite caratterizzazione di Orson Welles (e quindi, indirettamente, della storia del cinema). Ritornato a Hollywood dopo la parentesi europea, l'autore di QUARTO POTERE produce un altro magnifico esempio di arte in movimento. A partire dal celeberrimo piano-sequenza che apre il film fino all'ultima inquadratura, TOUCH OF EVIL (ma il titolo italiano è per una volta perfetto) è un noir spietato, messo in scena con una padronanza registica impressionante. La competenza e il gusto con...Leggi tutto i quali Welles utilizza lenti speciali e profondità di campo lascia stupefatti, tanto quanto la sua immedesimazione nel personaggio. Il pur bravo Charlton Heston (è Vargas, l'antagonista “buono” di Quinlan) viene inevitabilmente messo in ombra dall’ingombrante presenza del capitano. Peccato per un soggetto mediocre, palesemente utilizzato da Welles come pretesto, come canovaccio necessario sul quale innestare la furia controllata di Quinlan. Così, quando lui scompare dalla scena, non è entusiasmante seguire gli interventi (brevi, fortunatamente) di Janet Leight a contatto con gli altri personaggi secondari. Non esistono in ogni caso sequanze che non siano profondamente studiate nella loro realizzazione e l'utilizzo costante del piano-sequenza è solo uno dei “marchi di fabbrica” di uno tra i più apprezzati cineasti di sempre. Mancano lo spessore, la forza di QUARTO POTERE e l’esilità di un soggetto minimale non è sempre celata con la dovuta abilità, ma la grandiosità di Quinlan fa comunque impallidire i tanti colleghi che negli anni dovranno inevitabilmente confrontarsi con la sua statura: disonesto ma leale, vero.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Galbo 4/10/07 06:16 - 11424 commenti

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Un bellissimo esempio di cinema noir in cui più che la vicenda è fondamentale l'analisi psicologica dei personaggi. Atmosfera "malata", ambientazione in una tipica città di confine con i suoi loschi traffici illegali; è la storia del rapporto tra un poliziotto dalla dubbia morale ed un funzionario governativo. Il film è tecnicamente straordinario (famoso il piano sequenza iniziale, oltre ad una particolare tecnica delle inquadrature) e si avvale di grandi interpretazioni principali oltre che di memorabili partecipazioni straordinarie.

Capannelle 15/12/07 16:08 - 3732 commenti

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Celebratissimo film di Welles per le tecniche di ripresa, i primi piani "grandagolati" e per il suo originale personaggio, nell'aspetto e nell'anima: l'anima di un tutore della legge che si sostituisce ad essa e ne riscrive i parametri, non per trarne profitto ma intimamente convinto che sia meglio così. Detto ciò, la vicenda è banale, Vargas a parte gli altri personaggi latitano e alcune situazioni sono forzate. Insommma, un grande esercizio di stile ma sarebbe apprezzabile dedicarsi anche al pathos narrativo.
MEMORABILE: Tutti i primi piani del faccione sudato e imperturbabile di Quinlan.

Tomslick 13/04/08 20:50 - 205 commenti

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Uno dei più grandi esempi di cinema per il cinema. Ed essendo uno dei più grandi, non poteva che essere di Orson Welles. Bianco e nero splendido, inquadrature coraggiosissime ed indovinatissime, piani sequenza straordinariamente arditi (soprattutto per i mezzi del tempo), personaggi indimenticabili, atmosfera opprimente, a tratti claustrofobica... C'è insomma praticamente tutto ciò che rende una pellicola tecnicamente immortale. Infatti, ancor oggi, c'è molto di questo film che ispira (e meno male) i cineasti moderni. Caposaldo.

Mascherato 11/06/08 15:21 - 583 commenti

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"Era uno sporco poliziotto, ma a suo modo era un grand'uomo". La battuta della chiromante Tanya (un cameo di Marlene Dietrich) dice tutto su Quinlan, ma anche su Welles e sulla galleria di personaggi da lui interpretati nei suoi film. Un po'(molto)geni un po' cialtroni, un po'(molto)artisti un po' mistificatori, comunque "enormi" nel bene e nel male. Il male, appunto. Quinlan lo combatte facendolo a sua volta. Aperto dal pianosequenza più famoso della storia del cinema, il film fu massacrato dai produttori, come tutto Welles dopo Quarto potere.

B. Legnani 26/06/08 00:05 - 4751 commenti

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L'appassionato cinefilo, ma non esperto (=io) va in difficoltà nel vedere un decretato capolavoro e nel non trovarlo tale. Grandissime cose, con la presenza di Welles che fa sparire tutto il resto, ma discutibile tutta la parte nel motel e dialoghi talora un po' irreali. Tolto Baccarini (che nella nuova edizione doppia Welles), il resto del nuovo doppiaggio mi pare non all'altezza. C'è Ray Collins, noto tenente Tragg...
MEMORABILE: Il piano sequenza d'apertura.

Puppigallo 8/06/09 12:25 - 4515 commenti

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Infernale, carogna e bastardo da competizione. Welles disegna e interpreta un personaggio completamente negativo, senza un barlume di umanità, di rimorso, o di coscienza. E' lui l'arma vincente di questa cupa pellicola dove, per assurdo, quasi tutti sembrano remare con lo spregevole panciuto, senza farsi troppe domande. Bravo anche Heston, il cui personaggio ha il "torto" di essere onesto e messicano. La Dietrich sembra una bambola di porcellana, mentre la Leigh fa il suo attorico dovere. La banda di giovani scagnozzi è un po' troppo caricaturale, ma il risultato è comunque notevole.
MEMORABILE: Quinlan: "Mia moglie...l'hanno strangolata con una corda. Lavorava in una corderia; ce n'era tanta a portata di mano"; Grandi, che si atteggia a boss.

Belfagor 14/06/09 15:05 - 2625 commenti

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Una volta tanto il titolo italiano non ha sbagliato: Quinlan è infernale, proprio come l'essenza di questo film, un bianco e nero carico di grigi come l'anima del poliziotto in questione, inquadrature azzardate e di grande effetto, sequenze claustrofobiche e quasi allucinanti, personaggi complessi e tormentati. Il cittadino Kane ha colpito ancora. Indimenticabile il cameo di Marlene Dietrich, sorprendentemente corvina.
MEMORABILE: La sequenza d'apertura e l'omicidio di Grandi.

Saintgifts 8/10/09 22:30 - 4098 commenti

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Un noir che più nero non si può. Atmosfere e inquadrature atte ad inquietare, se non bastasse a riempire lo schermo Quinlan-Welles. Alla fine della visione viene voglia di farsi una doccia, tanto ci si sente imbrattati dal liquame dove cessa di vivere il capitano, sporco nello sporco, uno sporco in bianco nero in una scenografia perfetta dove non si sa mai dove si è (America o Messico)? Una bella lezione di cinema che pesca anche nel passato di questa arte e anticipa il futuro. Credo che anche Hitchcock ci abbia pescato per il suo Psyco. Grande.

Rambo90 17/06/10 02:19 - 6402 commenti

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Capolavoro assoluto del cinema. Ancora una volta Welles dirige magistralmente e con molte innovazioni (il lungo piano sequenza iniziale) una storia noir che tiene incollati allo schermo. Ottima la sua interpretazione di Quinlan, poliziotto dai metodi spicci e poco ortodossi, appesantito da un'eccessiva obesità e pronto a tutto pur di essere dalla parte della ragione. Bravissimo anche Heston e notevole la partecipazione di Marlene Dietrich. Stupendo.

Matalo! 19/06/10 02:08 - 1368 commenti

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Il male, la faccia laida e affascinante, una concezione della legge (e della vita) ambigua ma che rasenta la verità, contrapposta all'uomo di legge che vacilla. Personaggio enorme, fisicamente e letterariamente, Quinlan è un non plus ultra dell'arte wellsiana per un film maltrattato, marchiato e deformato (il crimine sul piano sequenza iniziale...) ambientato in una terra di mezzo cloaca di tutte le eccentricità. Uno dei capolavori di Welles, riflessione sul demoniaco e sulla sconfitta immerso in una notte nera senza fine.
MEMORABILE: Welles non credeva che Heston fosse un messicano attendibile. La Dietrich.

Cotola 20/09/10 20:46 - 7564 commenti

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Come trasformare un romanzetto da quattro soldi in un film monumentale: naturalmente per farlo occorre chiamarsi Orson Welles. L'immenso, qui anche di fatto, regista riesce, infatti, a nobilitare una storiellina a tratti di rara cretinaggine, grazie ad una regia prodigiosa che si mostra tale sin dall'apertura che è uno dei piani di sequenza più famosi della storia del cinema. Poi c' è il mastodontico (in tutti i sensi) personaggio di Quinlan e l'indimenticabile incontro con la Dietrich-cartomante.(Storia del) cinema allo stato puro.

Deepred89 21/09/10 22:27 - 3293 commenti

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Dal punto di vista tecnico è tra le cose migliori mai fatte da Welles, al livello di Quarto potere per intenderci. Il barocchismo del film appena citato è portato alle estreme conseguenze da un grandangolo reso ancora più marcato dal formato panoramico, e da ambientazioni ed atmosfera che più noir non si potrebbe. Altro elemento positivo è Welles, uno straordinario attore che impersona uno straordinario personaggio. Peccato solo per una sceneggiatura ingarbugliata e non troppo emozionante. Comunque un notevole film.

Mdmaster 24/10/10 01:46 - 802 commenti

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Effettivamente il titolo italiano, che non conoscevo, c'ha preso. Una sporca vicenda di corruzione e d'innocenza distrutta, trascinata sulle luride spalle di un Welles che si trasforma in maniera quasi incredibile in Quinlan e da un cast assolutamente di livello (la Dietrich...). Fumoso, sporco e un esempio mirabile di come un noir non è solo storia, visto che questa è proprio il punto debole della pellicola. Ma possiamo lamentarci? No, anche perché l'Infernale Quinlan è il male: ripugnante e irresistibile. Esattamente come il film.
MEMORABILE: La coraggiosa sequenza del rapimento della Leigh; il leggendario piano sequenza che apre le danze.

Pigro 5/04/11 22:03 - 7834 commenti

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Come trasformare una squallida storia in epica pura: un luogo di frontiera che diventa la soglia ambigua tra bene e male, un plot che da classico noir si trasforma in viaggio visionario oltre le tenebre (apertura e chiusura in piena notte, non a caso), personaggi che si dibattono in un limbo morale sul quale giganteggia Quinlan, laido e al tempo stesso eroico (uno strepitoso Welles). Incalzante nella narrazione e nelle riprese (mozzafiato il piano-sequenza dell'inizio, ma anche dell'interrogatorio in casa): un film virtuosistico e ipnotico.

Nancy 30/11/11 01:28 - 774 commenti

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La trama esile del film è soppiantata della perfezione della sua realizzazione e dalla presenza, scenica e psicologica, di Quinlan, interpretato da Mr. Welles in persona. Non c'è un secondo di pausa, il ritmo serrato e le curatissime fotografia e scenografia (notevoli gli impianti ambiente-personaggio, vedasi le scene, peraltro molto coraggiose, della Leigh rapita nel motel e la celeberrima sequenza finale) rendono il film piacevole e seguibilissimo dall'inizio alla fine. Bellissima la Dietrich in uno dei suoi ultimi ruoli.
MEMORABILE: "Era uno sporco poliziotto, ma a suo modo era un grand'uomo!"

Homesick 21/02/12 17:50 - 5737 commenti

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Dallo scarno soggetto poliziesco Welles trae un’acuta riflessione sull’ambiguità del potere dietro il paravento della legge, affidandosi ad una tecnica mirabile in piani sequenza ed inquadrature sbilenche e ad un forte realismo nelle ambientazioni (lugubri bassifondi e squallidi motel frequentati da tossici e teppisti) e nella violenza esplicita (l’aggressione alla Leigh e lo strangolamento di Tamiroff). Lercio, badiale, dispotico, prevaricatore e razzista, Hank Quinlan è l’emblema di tutti gli sbirri corrotti, nonchè il villain par excellence della lunga galleria dei personaggi di Welles.
MEMORABILE: Il piano sequenza iniziale; l’aggressione alla Leigh; l’orrorifico volto di Tamiroff morto che spaventa la Leigh; il confronto finale.

Enzus79 29/02/12 19:52 - 1830 commenti

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Noir d'altri tempi con un grandissimo Orson Welles che interpreta un personaggio come Quinlan, che ha pochi rivali in questo campo. Un poliziotto cinico, infame e senza pietà ma che comunque ispira un po' di simpatia. Belle le musiche di Henry Mancini.

Daniela 6/09/12 16:47 - 9534 commenti

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Se ci fosse una top-ten delle sequenze e non solo dei film, non c'è dubbio che il piano sequenza che apre A touch of evil conquisterebbe facilmente una delle prime posizioni. Il resto del film non è tutto alla stessa altezza, a causa di uno script piuttosto confuso e di un protagonista un pò legnoso, ma la realizzazione tecnica, l'atmosfera cupa e pessimistica esaltata dalla splendida fotografia, alcuni personaggi indimenticabili (il poliziotto grasso e corrotto, la chiromante) me fanno comunque un capolavoro, prezioso per quanto imperfetto.
MEMORABILE: Il piano sequenza iniziale, talmente emozionante che talvolta me lo guardo come fosse un mini-film a se stante

Mickes2 25/08/13 13:13 - 1668 commenti

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Tra i più stupefacenti noir della storia del cinema: denso, ombroso, violento; un omicidio dà il via a un’indagine che da caccia all’uomo si trasforma in un vero e proprio circolo vizioso. Due personalità agli antipodi - il diligente Vargas e il dispotico Quinlan - in uno scontro per il potere e la giustizia tra immoralità e integrità, ambiguità e trasparenza. La notte nei bassifondi come il nero dell’animo, fra bene e male. Tecnica e gusto per l’inquadratura debordanti. Gigantesco Welles, adatto Heston, Dietrich il fascino in persona.
MEMORABILE: Il superbo pianosequenza iniziale; Lo strangolamento.

Nicola81 22/08/14 14:58 - 1981 commenti

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L'indagine su un omicidio diventa il pretesto per mettere a confronto due diversi modi di intendere la giustizia. Un noir fondamentale, in cui i virtuosismi registici prevalgono sulla narrazione, ma che si fa apprezzare anche per un ritmo e un cinismo insoliti per l'epoca, oltre che per le ottime interpretazioni da parte di tutti (peccato solo per la macchietta del guardiano del motel). Da molti considerato un titolo minore nella filmografia di Welles: sarà anche vero, ma ce ne fossero di film minori così...
MEMORABILE: Il superbo piano sequenza iniziale; Il cammeo della Dietrich; Il rapimento della Leigh; L'omicidio di Grandi; Il finale.

Rigoletto 21/11/14 17:25 - 1607 commenti

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Decisamente un noir fatto con tutti i crismi. Teso, cattivo, difficile da prevedere. E poi.... Orson Welles: ammiro molto Charlton Heston ma tutto il film vive persino sui semplici sospiri di Quinlan. Una capacità incredibile di fare terra bruciata intorno a sé. Welles cura regia e sceneggiatura e l'aria che si respira malsana, stantia. Qualcosa di marcio (non solo in Danimarca) si trova lungo il confine tra Messico e States; e ha questo di notevole: la sensazione di promiscuità fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Un capolavoro.

Fauno 23/07/15 15:22 - 1929 commenti

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Dopo due mie nitide stroncature, Welles si riqualifica alla grande, interpretando e proponendo un personaggio di una praticità infinita e di un idealismo pari a zero. Vargas sarà più umano o simpatico, ma che voglia di avere un Quinlan quando nella realtà di tutti i giorni tanti criminali, anche colti sul fatto, si evitano una giusta condanna solo per un vizio di forma o per un cavillo procedurale... Per di più l'aspetto fumettistico è meno marcato, tanto che si sorvola sulla credibilità di certe scene, vista anche la rivalità fra polizie di frontiera.
MEMORABILE: Zio Grandi che perde il parrucchino; Quinlan che dimentica due volte il bastone; I soliloqui del portiere notturno (lui è proprio una vignetta ottima!)

Paulaster 25/09/15 09:47 - 2831 commenti

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In un noir più parlato che a suon di pallottole si distingue la regìa, che stringe molto sui personaggi per farci entrare nella loro psicologia: impeccabili anche i piani sequenza, i primi piani e i giochi di ombre sui muri. Sceneggiatura scostante e faticosa che promette più intrigo ma che si risolve sfruttando una Dietrich ipnotica. Bravo anche Welles ed efficace presenza di Heston, anche se i doppiaggi lasciano a desiderare.

Jdelarge 22/11/15 17:44 - 881 commenti

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Welles fa suo il genere noir dando vita a un film frenetico in cui alla base della vicenda, come in quasi tutta la sua filmografia, vi è il tema del doppio: Quinlan è un poliziotto immorale, mentre Vargas è l'emblema della correttezza; tuttavia questa differenza non è così netta perché la psicologia dei personaggi offre allo spettatore svariate informazioni. Nel film sembra molto importante anche la figura femminile, che nel caso di Quinlan rappresenta una grave perdita, mentre per Vargas una preziosa (ma un po' trascurata) conquista.

Il ferrini 27/12/16 22:50 - 1704 commenti

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Oscuro noir del quale non si può che restare affascinati, soprattutto per la bellezza estetica delle inquadrature, per i pindarici movimenti di macchina e non ultima l'eccelsa fotografia. Una vera gioia per gli occhi, dunque, combinata a grandi prove attoriali (Welles su tutti) al servizio di una sceneggiatura imperfetta ma comunque interessante, soprattutto per la caratterizzazione di Quinlan. Forse un po'allarmante la percezione della marijuana ma parliamo di un film del '58. Bella la Leigh. Nel complesso un gran bel film.
MEMORABILE: Il risveglio della Leigh nell'autostello.

Minitina80 14/12/17 19:00 - 2368 commenti

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Discreto noir partorito da una mente brillante quale Orson Welles, carismatico e capace di imporre nei suoi lavori uno stile registico personale e facilmente riconoscibile. È forse quest’ultimo aspetto a lasciare maggiormente il segno in quanto sul piano narrativo ci si confronta con un copione negli standard del genere. Emergono quindi i tecnicismi, la fotografia e le buone interpretazioni degli attori, nessuno dei quali sotto la sufficienza. Peccato per il nuovo doppiaggio italiano, che si dimostra drammaticamente inadeguato.

Jandileida 24/11/18 09:13 - 1261 commenti

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I primi 5 minuti riconciliano con il cinema, con gli anni persi a vedere milioni di minuti di Vite smeralde: un sontuoso piano sequenza in cui Orson mette subito in chiaro chi comanda. Di lì in poi sarà tutto un susseguirsi di virtuosismi tecnici da brodo di giuggiole. La storia invece è quella solita del noir americano anni '50: per chi scrive il genere non è il massimo della vita. Infatti anche qui si inseguono personaggi un po'scontati e situazioni poco sorprendenti su cui però spicca l'infernale detective del titolo interpretato, voilà, da Welles.

Xamini 29/11/18 00:59 - 1021 commenti

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Come si fa a non partire dalla tecnica: Welles regala un'inquadratura più deliziosa dell'altra, giocando con le linee prospettiche e imprimendo un carattere malato al suo noir. Il piano sequenza iniziale è da brividi così come la fotografia, mentre, se visto oggi, deve pagare i suoi anni in termini di verosimiglianza di qualche scena che potrebbe far sorridere lo spettatore moderno. I suoi personaggi sono ben disegnati ma sopra a tutti si staglia Quinlan/Welles, ombroso, malato, nero. Non v'è dubbio che si tratti di un grande esempio di cinema.

Didda23 17/12/18 14:41 - 2288 commenti

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Un'opera che sconvolge per la modernità della regia (quindi non solo pe l'incredibile piano sequenza iniziale), che offre inquadrature di una ricercatezza e di una finezza fuori dal comune. La sceneggiatura non è all'altezza soprattutto per un corpo centrale che provoca qualche sbadiglio qua e là, mentre gli ultimi venti minuti possiedono una carica emotiva davvero vibrante. Welles giganteggia con un personaggio memorabile e colmo di sfaccettature, meno inquadrabile di quanto possa apparire. Stimolante il messaggio sul senso di giustizia.
MEMORABILE: I metodi borderline di Quinlan; Gli occhi della Dietrich; Il guardiano notturno; La resa dei conti.

Rocchiola 26/04/20 11:49 - 873 commenti

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Forse il più bel poliziesco di tutti i tempi. Con il suo stile inconfondibile, tra grandangoli deformanti e incredibili piani-sequenza, Welles ha trasformato un semplice racconto pulp-noir in una delle più grandi riflessioni sull’eterno conflitto tra bene e male e sul labile confine tra giustizia e crimine. E anche come interprete il suo Quinlan resta uno dei più grandi cattivi poliziotti della storia, fisicamente debordante e titanico nel suo delirio di onnipotenza. Claustrofobico e scurissimo, resta il film più compatto e coinvolgente di Welles.
MEMORABILE: L’iniziale piano-sequenza; Il volto di Vargas strangolato; La pianola della Dietrich.

Smoker85 17/10/20 12:46 - 393 commenti

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Celebre pellicola che mette in campo un Welles gigantesco (tale non certo solo per la stazza del suo capitano) e un ottimo Heston che, però, da "buono" convenzionale viene messo in ombra dall'ambiguo fascino del burbero poliziotto. Scena dopo scena Quinlan mostra un'oscurità sempre maggiore, quasi a voler andare avanti e indietro da un confine non più solo geografico. Bella prova anche della Leigh, di gran classe la partecipazione della Dietrich. Pessimo il ridoppiaggio, meglio la versione con sottotitoli per le scene aggiuntive. Imperdibile.
MEMORABILE: Il primo interrogatorio di Quinlan che ne fa intuire subito i metodi; Il primo incontro con Tanya; Il finale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Undying • 27/09/09 05:07
    Scrivano - 7630 interventi
    Hanno scritto...

    "Il film è delirante, assurdo, stupendo.
    Ma il carattere più originale della storia è dato dalla totale assenza di bontà di tutti i personaggi (eccetto uno).
    Ladri, poliziotti, dinamitardi, doganieri, fruttivendoli, albergatori: un campionario di malebolge.
    Il conformismo e l'odore di cavolo lesso vadano pure alla televisione; noi, assieme a qualche moicano, avremo, per noi, un cinema tutto odoroso di zolfo e cattivismo."

    Enrico Fulchignoni, "Malebolge di Orson Welles", Il cavallo a dondolo, 1970
  • Discussione Fauno • 23/07/15 15:26
    Compilatore d’emergenza - 2536 interventi
    Come potete ben vedere non ho ripicche personali. Qui Welles ha lavorato bene e io gliene ho dato atto. FAUNO.
  • Homevideo Buiomega71 • 21/05/17 17:41
    Pianificazione e progetti - 22028 interventi
    Rieditato in dvd per A&R Productions, disponibile dal 08/06/2017

    https://www.amazon.it/LInfernale-Quinlan-Orson-Welles/dp/B0714FVFX8/ref=sr_1_481?s=dvd&ie=UTF8&qid=1495380719&sr=1-481
  • Homevideo Digital • 22/09/17 22:53
    Segretario - 3038 interventi
    Dvd Sinister (in versione restaurata) disponibile dal 22/11/2017.
  • Homevideo Noncha17 • 22/09/17 23:44
    Magazziniere - 1073 interventi
    Digital ebbe a dire:
    Dvd Sinister (in versione restaurata) disponibile dal 22/11/2017.

    Dopo l'improvvisata versione della A&R, chissà quale ci propineranno loro?!
  • Homevideo Rebis • 23/09/17 01:47
    Gestione sicurezza - 4283 interventi
    Se l'hanno rimasterizzato come I Diabolici se lo possono tenere...
    Ultima modifica: 7/05/19 23:54 da Rebis
  • Discussione Raremirko • 16/11/18 00:19
    Addetto riparazione hardware - 3484 interventi
    Capolavoro senza se e senza ma, dove tutto è veramente perfetto (l'intro piano sequenza verrà omaggiato da Altman ne I protagonisti); sequenze ad un passo dal grottesco (e che fastidio il lancio del vetriolo!), cast perfetto (Heston è davvero bravo nel rolo del messicano, sexyssima la Dietrich, Welles ancora ci regala un'altra grande prova trasformistica).

    Il poliziesco thriller al suo meglio, sia come tenica, che come contenuti.

    Ho visto la versione rimontata da Walter Murch.
  • Homevideo Rocchiola • 26/04/20 11:50
    Call center Davinotti - 1143 interventi
    Da vedere assolutamente nella versione restaurata da Walter Murch nel 1998 in base agli appunti lasciati da Welles in persona, che aggiunge circa un quarto d’ora ripristinando il film per quanto possibile nella forma originariamente prevista dall’autore. Questa versione, della durata di 112 minuti (che su DVD diventano circa 107), è stata pubblicata in DVD dalla Universal nel 2003 con video panoramico adeguatamente ripulito (ma non perfetto perché qualche spuntinatura e macchietta è rimasta) e purtroppo con un nuovo doppiaggio italiano dettato dalle numerose modifiche e aggiunte apportate alla versione cinematografica dell’epoca. L’audio in 2.0 è di buona potenza e chiarezza, ma il nuovo doppiaggio è nettamente inferiore all'originale, con voci di stampo televisivo molto standardizzate e poco caratteristiche.

    Nel frattempo all’estero un po' ovunque è uscito in bluray e così nel giugno 2017 ecco apparire il solito DVD della A&R rimasterizzato in HD che forse utilizza il master di qualche edizione estera in BD. La nota positive dell’edizione A&R è la presenza dell’audio italiano originale con le scene aggiunte sottotitolate, soluzione decisamente migliore del ridoppiaggio. Anche il video ovviamente è stato migliorato togliendo qualsiasi difettto residuo, apparendo così totalmente pulito e anche un po' più definito.

    Ma non è finita qui perché alla fine dello stesso anno è stata annunciata un’edizione in doppio DVD della Sinister con il film rimontato e restaurato nel 1998 in 4K e sul secondo disco la versione cinematografica originale più breve. Stando alle note di copertina la versione che possiamo definire director’s cut presenta oltre all’audio ridoppiato anche quello originario sottotitolato nelle scene aggiuntive. Purtroppo questa edizione è finite subito fuori catalogo tanto che nei negozi della mia zona non si è mai vista ed anche su Internet io non sono mia riuscito a trovarla, anche se pare dalla recensioni che qualcuno abbia avuto la fortuna di acquistarla.

    Inoltre nel web compaiono due edizioni in bluray italiane una della Universal uguale nella copertina al DVD del 2003 e una della Studio 4K effimera etichetta locale, ma anche in questo caso non ho mai trovato disponibili sul mercato tali edizioni. Per quanto riguarda il fantomatico BD Universal credo non sia mai esistito, forse annunciato ma mai uscito, metre quello dello Studio 4K se effettivamente pubblicato ha avuto una tiratura talmente limitata da divenire quasi subito irreperibile. Quindi alla fine, riassumendo il tutto, si può sostenere che l’edizione migliore attualmente disponibile sul mercato italiano è quella della A&R grazie a un video rimasterizzo a dovere e all’audio originale non ridoppiato.
    Ultima modifica: 29/09/20 11:27 da Zender
  • Discussione Rocchiola • 26/04/20 11:56
    Call center Davinotti - 1143 interventi
    Io non sono un grande estimatore di Welles, le sue prime opere per quanto tecnicamente innovative sono molto invecchiate, mentre nella seconda fase della carriera si è lanciato in progetti ambiziosi e spesso falliti, ma questo Quinlan è un grande capolavoro senza se e senza ma !!! Perfetto stilisticamente e narrativamente asciutto nella miglior tradizione poliziesca-noir. Da vedere nella versione lunga restaurata nel 1998 secondo il volere del suo autore.
  • Musiche Rocchiola • 26/04/20 11:58
    Call center Davinotti - 1143 interventi
    Bella e importante anche la colonna sonora di Henry Mancini tra Latina, Jazz e Rock'n'roll.