Agente Lemmy Caution, missione Alphaville

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Alphaville, une étrange aventure de Lemmy Caution
Anno: 1965
Genere: poliziesco (bianco e nero)
Numero commenti presenti: 11
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Originariamente il film avrebbe dovuto intitolarsi “Tarzan contro l’IBM” e avrebbe così contenuto già nel titolo l'idea dello scontro tra l'uomo e la macchina, il passato romantico e il futuro cibernetico; scontro che viene visualizzato nel film tra l’agente Lemmy Caution (ha il volto di pietra del butterato Eddie Constantine) e il supercalcolatore Alfa 60 che regola la vita di Alphaville. Lemmy Caution (un personaggio che Constantine aveva già interpretato in altre occasioni) entra in Alphaville per studiarne la struttura e l'organizzazione, fotografando ogni cosa e cercando di farsene spiegare i segreti dalla figlia del Gran Capo. Entrerà in un mondo orwelliano in cui l’ombra del Grande Fratello è minacciosa più che mai, mentre...Leggi tutto il regista Godard prova a renderne lo scientifico misticismo inserendo fotogrammi quasi subliminali di formule fisiche e pittogrammi o facendo parlare una voce meccanica da minacciosi microfoni sparsi un po' ovunque. La figura di Caution, proveniente dai cosiddetti “paesi esterni”, è volutamente vecchio stile, alla Marlowe, proprio per rendere più netti possibile tutti i contrasti col mondo asettico di Alphaville. Girato praticamente solo in interni (per quel poco che si vede Alphaville corrisponde al quartiere della Défense, a Parigi), il film di Godard è datato e lentissimo, un'apologia prevedibile sugli eccessi del tecnicismo e, se forse all'epoca scosse la mente degli appassionati di fantascienza, oggi risulta decisamente superato, come i personaggi che lo animano. Qualche buona trovata c'è, ma in un contesto piuttosto indigesto e interminabile.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Cotola 18/07/08 19:22 - 7549 commenti

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Chi cerca un film di fantascienza tradizionale stia alla larga da questa pellicola. Quel che interessa a Godard non è, infatti, l'intreccio quanto piuttosto l'assunto di base del film che, pur ricorrendo alla metafora, risulta abbastanza chiaro. Condizionamento, dissuasione, normale, logica, poesia, immaginazione: sono queste le parole chiave, in contrasto tra loro, del film. Oggi risulta forse un po' datato, ma certe atmosfere sono ben caratterizzate, il messaggio è tutto sommato ancora attuale e non manca qualche guizzo notevole.
MEMORABILE: Le esecuzioni in piscina e quelle "spiegate" ma non dimostrate nel teatro.

Flazich 19/07/08 23:17 - 658 commenti

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Jean-Luc Godard si cimenta con la fantascienza e lo fa a suo modo. L'agente segreto ideato dallo scrittore britannico Peter Cheyney deve affrontare la minaccia di distruzione che potrebbe arrivare da Alphaville. Godard prende spunto da questo incipit per raccontare la sua visione del futuro dominato dalle macchine e da un controllo ad ogni livello dove sentimenti e emozioni sono banditi. In questo ricorda molto il film di Truffaut Fahrenheit 451. Se per certi versi può sembrare ingenuo (le ambientazioni) i dialoghi sono magnifici e incantano.

Matalo! 20/02/09 09:27 - 1368 commenti

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Abbastanza distrutto all'uscita, scambiato per un tentativo snob di fare un Lemmy Caution intellettuale dopo i film di Borderie, in realtà è un'operazione di rimescolamento di generi alto-basso, pulp-fantascienza-riflessione sull'esistenza. Godard elabora la semantica di rottura del linguaggio iniziata con Fino all'ultimo respiro. Che Godard sia anche snob non ci piove; vero è che in quegli anni un'operazione così era pura... fantascienza! Oltretutto con una densità culturale che oggi si rimpiange.

Pigro 19/06/09 07:04 - 7816 commenti

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Agente ha il compito di distruggere il computer che tiranneggia la città di Alphaville con il divieto dell'amore. Una noia mortale si abbatte su una storia pretenziosamente ambientata in un'altra galassia del futuro (ma solo a parole visto che tutto rimanda al nostro XX secolo) e strutturata come un classico noir. Un film inutilmente fantascientifico, costruito su misura per cinefili, in realtà fatto male e basta. Sembra una parodia e forse lo è: ma anche se così fosse, la noia rimane. Retorico e imbarazzante.

Saintgifts 12/05/10 15:00 - 4098 commenti

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La fotocamera di Lemmy Caution, il quale è ad Alphaville sotto mentite spoglie, è ridicolmente obsoleta e insufficiente per un giornalista, ma a lui, che non ama troppo la supertecnologia, va bene così. Film ambientato in un futuro e in un posto dove la società è dominata da un computer e dove sono state bandite tutte le umane emozioni, specialmente l'amore. Molto notturno e asettico, con un Eddie Constantine dal volto di pietra ma, unico in quel posto, dal cuore caldo. Ottimi dialoghi e buone trovate e i begli occhi di Anna Karina.
MEMORABILE: Lemmy Caution, con le sue umane risposte, riesce a mettere in difficoltà alfa 60, il computer.

Modo 14/08/12 23:38 - 826 commenti

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Godard ci racconta un mondo privo di coscienza dove la "macchina", guidata dallo scienziato Von Brown tiene sotto controllo la popolazione privandola di emozioni. Pronta a distruggere gli altri mondi non allineati. Di effetti speciali naturalmente non se ne parla, ma un bel gioco di luci e ombre rende l'ambiente a tratti futuristico. Alphaville la negazione dell'amore, delle sensazioni, dove chi solo ne parla viene giustiziato in una piscina! L'agente Lemmy cerchera di fermare tutto ciò. Anna karina splendida come sempre. Non male anche se pesantino.

Giùan 22/01/13 22:14 - 3010 commenti

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Il pirotecnico eclettismo del Godard anni ’60 si esercita stavolta sul film fanta-avventuroso, accostando col suo caratteristico sincretismo il lemma di Caution-Costantine e le discendenze orwelliane che allora connotavano il genere sci-fi. E’ dal confronto con analoghe operazioni (Losey, Petri per citar due esempi) che emerge la qualità di un film capace di opporre allo scorrere del tempo una stordente messe di citazioni, deviazioni, alterazioni (cinematografiche e non solo). Pervaso ancora da un gusto del divertissement lontano da ogni spocchia.
MEMORABILE: La trasfigurazione iperreale della Parigi anni ’60: sinistra e angosciante; Il ventilatore-Nosferatu; Costantine che trattiene la valigetta sprezzante.

Enzus79 13/01/15 15:37 - 1822 commenti

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Trama che spazia fra il noir e la fantascienza distopica. Film lento ma che paradossalmente non mi ha annoiato. Scene memorabili ce ne sono davvero poche, ma è l'insieme che coinvolge e convince. Bravo Constantine nel ruolo del finto giornalista. Colonna sonora che rimanda un po' ad Alfred Hitchcock.

Lythops 20/03/15 09:04 - 975 commenti

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In tempi non sospetti già c'era chi pensava come, in un futuro non troppo lontano vista la teoria dell'ambientazione, tutto fosse controllato, giudicato e gestito da un computer. Forse per questo tutta la storia è fotografata in un bianco e nero televisivo, con un Constantine truce cui la sceneggiatura affida dialoghi forse un po' troppo hard boiled. La controparte, Anna Karina, muove gli occhioni dappertutto, ma la curiosità della e nella visione è notevole; inutili i tagli, per lo più innocenti e anaerotici femminili, della versione italiana.

Buiomega71 16/11/16 22:06 - 2279 commenti

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La quintessenza del Godard pensiero, ovvero: noia incontrastata, sperimentalismo che dà sui nervi, spizzichi di noir vecchi come il cucco, snobismo intellettualoide che aumenta il senso di fastidio e irrita per quasi tutta la visione. Di buono la bellezza folgorante della Karina, la fotografia di un livido e metallico bianco e nero di Raoul Coutard e alcune trovate (tipo la stanza delle seduttrici poi ripresa ne La fuga di Logan). Per il resto un loffio pamphlet pseudofantascentifico narcolettico, freddo, che non trasmette nessuna emozione. Vuoto a rendere.
MEMORABILE: Il primo incontro tra Costantine e la "seduttrice" della Karina; Alpha 60 che toglie le emozioni proprio come il film.

Ronax 12/06/20 01:15 - 912 commenti

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Il titolo non inganni: non siamo, se non molto alla lontana, dalle parti dello spionistico, ma in quelle della fantascienza sociologica orwelliana mediata dal citazionismo snob di Godard e tutta immersa nel clima dell'epoca. Datatissimo nei suoi assunti e nei fumosi dialoghi intellettualistici, il film acquista vitalità solo grazie all'interpretazione di Eddie Constantine nel ruolo del rude Lemmy Caution, capace di mettere in crisi con le sue risposte troppo umane i meccanismi del potentissimo Alpha 60.  Si vedono volentieri la Karina e il'attore feticcio franchiano Howard Vernon. 
MEMORABILE: Le esecuzioni in piscina.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Cotola • 1/03/10 00:05
    Consigliere avanzato - 3630 interventi
    Ottima occasione per vedere questo godardiano
    fantascientifico.

    Cinema Massimo Torino:

    Sabato 13 marzo ore 18,30
    Domenica 14 marzo ore 20,30
    Sabato 20 marzo ore 16,30
  • Homevideo Didda23 • 30/06/14 09:53
    Comunicazione esterna - 5719 interventi
    Dal 27/08/2014 in dvd per la Raro video:

    http://www.amazon.it/Agente-Lemmy-Caution-Missione-Alphaville/dp/B00KUDT620/ref=sr_1_119?s=dvd&ie=UTF8&qid=1404114711&sr=1-119
  • Homevideo Xtron • 12/09/14 15:45
    Servizio caffè - 1831 interventi
    Ecco il dvd MUSTANG / CECCHI GORI / RAROVIDEO

    Audio italiano e francese
    Sottotitoli in italiano
    Formato video Fullscreen
    Durata 1h34m54s
    Extra Materiali di lavorazione del film in formato .pdf, trailer, intervista a charles bitsch, "ritorno ad alphaville" di mario martone, differenza tra sceneggiatura e girato, booklet di 12 pagine

    Un'immagine dal dvd (si trova al min. 63:01)

    Ultima modifica: 12/09/14 17:52 da Zender