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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Dibattiti politici, polemiche, lunghi ragionamenti sull’opportunità di far uscire un film su Berlusconi proprio alla vigilia delle attesissime elezioni del 9 Aprile, paura dell'effetto Moore (che con FAHRENHEIT 11/9 si dice abbia contribuito alla riconferma di Bush)... Tanto rumore per nulla, come si suol dire. Berlusconi, nel CAIMANO, c'entra solo di striscio. La storia la fanno Silvio Orlando e Margherita Buy, coppia scoppiata con lui, produttore cinematografico da quattro soldi, sull'orlo del collasso finanziario. Certo, il film che ha progettato per salvarsi (propostole dalla sceneggiatrice Jasmine Trinca) è...Leggi tutto ispirato alla vicenda Berlusconi, ma avrebbe anche potuto non esserlo e cambiava poco. Le origini della fortuna del Cavaliere, la sua discesa in campo, i guai con la giustizia li percepiamo attraverso l'immaginazione di Orlando, che mentre legge la sceneggiatura della Trinca si figura il personaggio Berlusconi (interpretato dal quasi sosia Elio De Capitani) muoversi tra aule di tribunale e studi televisivi. E mentre Moretti prova ad aprire gli occhi alla gente in modo un po' ingenuo inserendo In tali scene frasi che suonano come accuse superficiali, la storia vera prosegue soprattutto grazie all'ottima interpretazione di Orlando e della Buy e ai tocchi umoristici di un Moretti che sa far ridere, quando vuole. Ma intanto il film è spezzato in due, slegato: confondere ostinatamente realtà e fiction (il film nel film viene subito identificato dal cast come un film “su Berlusconi”) è operazione ambiziosa e per certi versi ben condotta (tranne nel finale, decisamente posticcio), ma IL CAIMANO non convince del tutto: ha due anime diverse e contrastanti. Moretti compare in due scene: lo chiamano per fare la parte del Caimano.

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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Xamini 27/01/07 21:04 - 1256 commenti

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Presentato come il film su Berlusconi alla vigilia delle elezioni, non ha la stessa forza documentaristica di Fahrenheit 9/11 o di Viva Zapatero! Proprio perché questo è un film; dotato di attori molto bravi (Silvio Orlando e Margherita Buy su tutti), di immagini molto riuscite con una bella prova alla regia di Moretti (che "indossando" i panni di Berlusconi regala ironia) e di una bella storia, in cui l'intensità dei momenti salienti è resa alla perfezione (bellissime le due auto che si sorpassano).

B. Legnani 30/01/07 23:49 - 5552 commenti

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Aberrante prodotto filmico, permeato dalla parte peggiore d'un autore importante, vale a dire il disprezzo verso tutto ciò che è il non-io, e ammorbato da sprezzante considerazione nei confronti del cinema italiano di genere. Giustamente considerato dai saggi di sinistra come uno dei fattori che ha rischiato di far perdere a Prodi elezioni già vinte (2006). Fortunatamente l'adorabile Moretti di Bianca e Caro diario tornerà - da attore - con Caos calmo. Brava e splendida la Buy, il cui fascino aumenta più velocemente dell'età. Orlando fa Orlando. Disastrosa la Trinca, perfino peggio della Dazzi.

Caesars 2/02/07 15:05 - 3809 commenti

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Moretti realizza un film che stenta a trovare un suo equilibrio, diviso com'e tra la storia dei protagonisti (Orlando e la Buy) e la storia nel film (Berlusconi). Ciò nonostante realizza un buon prodotto che fa vivere anche l'atmosfera del cinema di "serie B". Da brividi l'ultima scena con il Berlusconi interpretato da Moretti.

Almayer 26/03/07 13:32 - 169 commenti

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Splendido, potente, chirurgico sul nano e la sua corte di nani e ballerini (noi italioti). Delizioso quando parla di genere. Attori tutti in parte, con comparsate d'eccezione (Virzì, Sorrentino, Mazzacurati, Grimaldi, Montaldo). Un film necessario che non sbraca nell'accusa fine a se stessa, ma la fa pesare con classe, come una spada di Damocle inevitabile. Un film necessario, a mio avviso verrà rivalutato.

Quanah 1/06/07 12:44 - 15 commenti

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Fare del cinema strumento politico non è sempre scelta vincente. Soprattutto se il film non è di denuncia, ma solo una maccheronica parodia. E il peggio è che questa è la parte migliore del film, che per il resto offre una storia banale e ritrita, decisamente inadeguata ai due attori che la recitano. Se Moretti sia ancora solo un regista non si sa, ma ha prostituito il suo cinema per costruire un film mediocre di propaganda anti-Berlusconi, senza dire proprio niente di nuovo. Anni luce dal Moretti che amavo, ora troppo impegnato nei girotondi.

Blutarsky 17/07/07 17:32 - 360 commenti

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L'impressione è quella di un film confuso in cui le varie anime della storia (il documentario, l'impegno politico, la storia d'amore e il riscatto di Orlando) non si fondono mai a dovere, viaggiando su binari separati. Mai veramente graffiante o "illuminante", divertente solo a tratti, non si capisce molto il senso generale dell'operazione. Pessima prova della Trinca, Orlando fa Orlando, sprecata la Buy. Moretti avrebbe fatto molto meglio a girare "Cataratte"...

Galbo 3/02/08 13:41 - 12419 commenti

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Opera cinematografica non perfetta, ma anche chiaro e schierato manifesto politico, il film è perennemente sospeso tra queste due componenti, tra le quali stenta a trovare un equilibrio compiuto. Il film è anche un omaggio al cinema nella figura del produttore in cerca di finanziamenti e nella storia umana riguardante i rapporti con la sempre amata ex-moglie (una bravissima Margherita Buy). Il film trova in Silvio Orlando un interprete adeguato, cui fa da contraltare un Moretti perfettamente calato nel clone di Berlusconi.

Gugly 21/02/08 19:38 - 1190 commenti

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Film diviso in due (almeno negli intenti). Anzi, alla fine consta di tre anime: la storia di una coppia scoppiata, il sottobosco ed il retro cinematografico (molto divertente ed interessante, con i rimandi ai dietro le quinte e ai film di genere), la sceneggiatura su Berlusconi (che è la parte quantitativamente meno importante). La più brava è la Buy, Orlando fa da par suo, mentre la Trinca non è molto a suo agio. Moretti non è tanto Berlusconi, quanto il luciferino Botero de Il portaborse. Comunque bravissimo.

Brainiac 16/01/09 03:43 - 1083 commenti

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Clamoroso film che trita trent'anni d'Italia e li sputa in faccia allo spettatore. L'universale (la politica, i diritti alle coppie omosessuali, il lavoro, i soldi facili) ed il personale (lo splendido esaurito di Orlando, il divorzio) si mescolano (come nelle migliori canzoni di De Andrè) e delineano un quadro allarmante di un paese in chiaro declino (eh, la rabbia sulle parole del produttore polacco!). L'accusa più grave e toccante è sulle istituzioni, rappresentate dai magistrati presi a bottigliate davanti al tribunale. E purtroppo, sta già accadendo.
MEMORABILE: Il gelato artigianale di Silvio Orlando-Placido che fa i versi; L'assedio ai giudici; Il pezzo mancante del puzzle.

Pigro 29/04/09 10:17 - 9712 commenti

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Produttore in crisi economica e famigliare deve girare un film su Berlusconi. Classica commedia italiana sulla coppia, con tutti i (pochi) pregi e (molti) difetti del caso, con qualche spunto paradossale alla Moretti (come l'interruzione del concerto per parlare con la moglie). Su questo si innesta un tentativo di satira politica, che però è frammentario e poco originale: alla fine il film non riesce a superare il guado tra costume e politica, ed è un peccato perché la lucidità a sprazzi sulle vicende berlusconiane poteva dar vita a ben altro.

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Capannelle 7/05/09 15:18 - 4421 commenti

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Moretti dirige bene mescolando sacro e profano, dolce e amaro, finzione e realtà; Orlando si segnala per una bellissima prova. Il primo tempo è la parte migliore del film, fluida e varia; la seconda diventa ripetitiva e si conclude in modo "afilmico". Fattore Berlusconi: viene trattato con efficace ironia ma, nel merito, approda ai soliti argomenti confezionati apposta per dar fiato a quei soloni stranieri che il regista ritiene ormai gli unici interlocutori possibili.

Renato 14/07/09 14:44 - 1648 commenti

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Un film importante, atteso, persino necessario; dove però non tutto funziona come avevo sperato. Le parti migliori forse sono quelle del film nel film, quel "Caimano" che vorrebbe tanto girare Jasmine Trinca e di cui vediamo qualche spezzone immaginato da Silvio Orlando mentre legge la sceneggiatura. Forse Moretti avrebbe potuto girarlo davvero, senza perdersi in una strana cornice tra produttori in crisi lavorativa ed affettiva, giovani lesbiche ed attori infingardi e puttanieri (l'ottimo Placido). Notevole, in ogni caso.
MEMORABILE: Dario Cantarelli critico gastronomico che impazzisce e viene aggredito a colpi di aragosta.

Tarabas 20/11/09 12:33 - 1878 commenti

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Va tutto a rotoli. Si rivalutano i film trash come "Violenza a Cosenza", si sfasciano i matrimoni, si eleggono cattivi governanti. Ma come dice il personaggio di Moretti, son cose già dette e risapute, chi vuole sapere sa. In effetti, film così son destinati ai già convinti, schierano la mejo ggioventù dde sinistra (Sanguineti, Placido, Mastrandrea). Di una noia senza pari le scene da un matrimonio Orlando-Buy. La Trinca si conferma in cima alla mia lista di attrici insopportabili, con la faccetta contrita di chi sta compiendo un atto eroico. Mah.

Cotola 11/11/09 23:50 - 9087 commenti

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Dopo cinque anni di silenzio, Moretti torna al cinema con un film ben più complesso di quello che potrebbe sembrare. Nella prima parte si scaglia contro la rivalutazione modaiola di un certo tipo di cinema un tempo bistrattato. Nella seconda invece si sofferma sulla figura del “Caimano” ponendosi gli interrogativi di tutti e cercando di rispondervi con soluzioni sceniche e visive divertenti ed interessanti (i soldi che piovono dal cielo) fino ad arrivare ad un notevole finale di sicuro effetto.

Il Dandi 1/04/10 15:38 - 1917 commenti

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Il film nel film, quello su Berlusconi, è esattamente quello che tutti si aspettano di trovare, ma poi si capisce che la sequenza delle banconote degli anni '70 che cadono a pioggia sul cavaliere è considerata visivamente forte solo dalla regista interpretata da Jasmine Trinca, non tanto dal regista Moretti (che punta piuttosto sul finale davanti al tribunale). Il peggio è la protagonista (come personaggio e come attrice), il meglio è il meta-cinema, con un eccezionale Michele Placido che letteralmente "recita" sé stesso.
MEMORABILE: Placido al cellulare, vestito da frate sul set di una fiction su Padre Pio; il finale del "film" davanti al Palazzo di giustizia.

Mtine 13/02/10 15:57 - 224 commenti

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Un film riuscito solo a metà. Bella e profonda la parte iniziale che narra la storia di un produttore che cerca soldi per produrre un film ma soprattutto le scene immaginate da Silvio Orlando sulla sceneggiatura. Il tutto però non è molto coeso, tanto che il finale, per quanto simpatico e "divertentemente morettiano", c'entra poco e niente col resto del film. Bravo Silvio Orlando in una parte che gli calza a pennello, ma dopo la visione il film non mi ha lasciato molto. Forse è colpa della sceneggiatura, che andava bene per tre film diversi.
MEMORABILE: Nanni Moretti che interpreta Belusconi.

Matalo! 24/11/10 12:18 - 1378 commenti

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Moretti sembra usare il cinema come mezzo e lo fa, ma ci si dimentica che è anche un fine. I film sembrano sciatti ma c'è molto lavoro invece. Il Caimano, palesemente un film su Berlusconi ma non solo, che sarebbe stato miserabile, è un film sulla poca sinistra seria che con pochi mezzi DEVE allestire un discorso di opposizione. Lo fa col consueto moralismo un po' acido (il cinema pulp non è solo quello del Caimano) ma anche con capacità di rappresentare ipocrisie realistiche (Placido), grandeur del ripugnante (DeCapitani) e un finale di "genere".
MEMORABILE: Alla fine Moretti/Botero/Berlusca esce come un cattivo da cinema americano.

Guru 20/06/11 20:41 - 348 commenti

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Il ritorno di Moretti in un film che non solo è interessante per la denuncia proposta, ma anche per la incoerente vicenda familiare in cui il protagonista è intimamente coinvolto. In questo menage la Buy ha polso, è determinata nel decretarne la fine ma la perplessità per una "favola" oramai sfumata in fondo distrugge anche lei. L'uomo potente va assolutamente rappresentato ma finisce per divorare coloro che con sacrificio tentano di far masticare il difficile copione al produttore compiacente. Geniale passaggio di metafore e buona fotografia.

Enricottta 20/06/11 18:29 - 506 commenti

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Il cinema autoriale tira un sospiro di sollievo: questo film non lo sfiora nemmeno (scherzo, naturalmente). La cifra stilistica, il taglio sagacemente svogliato, le interpretazioni tutte precise, fanno del "Caimano" un film specchio dei suoi tempi. Senza sbavature il compitino arriva alla fine (col botto). Speriamo bene... si sarà capito?

Daniela 21/06/11 14:16 - 12699 commenti

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Produttore di serie C (Maciste contro Freud) in crisi familiare e professionale si lancia nell'impresa di fare un film su Berlusconi. Fra mille difficoltà, riuscirà a far girare solo una manciata di sequenze, quelle dell'apocalittico finale. Tre in uno: satira sul cinema, commedia sentimentale, denuncia politica. Il risultato è un film disarmonico, talvolta rozzo nel suo risentito sarcasmo, insomma "sbagliato" ma necessario, anzi imprescindibile per comprendere la nostra storia più recente. Moretti mostra il volto torvo dietro il barzellettiere
MEMORABILE: L'immagine finale, con Moretti/Berlusconi che si allontana in macchina, mentre alle sue spalle si alzano le fiamme

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Ghostship 22/06/11 21:37 - 394 commenti

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Un Moretti decisamente e dichiaratamente politico, parte con una sintesi metacinematografica che sfiora l'omaggio al b-movie più delirante e termina con un finale tanto inquitante quanto profetico. Non è piaciuto a tutti, forse proprio perché l'integralismo artistico che porta un vero autore a fare il proprio percorso senza concedersi mai al pubblico, talvolta può non incontrare i gusti degli spettatori.

Rebis 26/06/11 16:08 - 2344 commenti

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Racconta quello che conosci. Il monito si ritorce contro il film che lo enuncia. Moretti descrive il mondo dei B-movies con toni squallidi e fasulli; lo scontro tra cinema di genere e cinema d'autore rimane nella sua testa e il gap produttivo - il film sul Berlusca che non s'ha da fare - è più un escamotage che una sentita dichiarazione. Quando poi si mette in testa di emulare Fellini, è inaffrontabile. La crisi coniugale resta in balìa dell'inverosimile connubio Orlando-Buy. I toni luciferini del finale oggi lascerebbero volentieri il posto ad una virulenta, orrida rapacità.

Piero68 15/11/11 11:08 - 2961 commenti

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Un film sostanzialmente slegato che conferma, ancora una volta a mio parere, quanto Moretti ed Orlando siano sopravvalutati nei loro ruoli. In un Paese che ha per vizio il considerare bello, culturale e intelligente tutto ciò che viene prodotto in alcuni circoli della sinistra, è chiaro che un prodotto come questo passa come cult da consegnare ai posteri. E lo dico da persona non schierata. Del film si ricorda solo il finale, visivamente forte e d'impatto che, fortunatamente, non riuscirà ad essere nemmeno profetico.

Luchi78 16/10/12 10:50 - 1521 commenti

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Moretti fonde la capacità di realizzare una commedia/dramma sentimentale, con dei protagonisti importanti e bravi come Orlando e la Buy, con l'impegno politico non solo antiberlusconiano, ma sociale e di forte attualità. Le due storie viaggiano su binari completamente separati, ma la bravura del regista sta nella capacità di averle raccontate portandole sullo stesso livello d'interesse per lo spettatore: la realizzazione di un film e la fine di una relazione coniugale, entrambe sofferte e non volute. Nota stonata: Jasmine Trinca.

Homesick 22/08/13 17:18 - 5737 commenti

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Retorico nella sua propaganda dell’antiberlusconismo più stolido e vacuo - messo in bocca alla recitazione dilettantesca della Trinca, insopportabile pasionaria e madre single e lesbica - non è meno deprimente nell’abbracciare un’idea di fatto sdegnosa e plebea del cinema di genere, né nell’aprire patetiche parentesi sulla rovina professionale e coniugale del tapino Orlando: tre addendi diversi che si sommano per dare zero. Il Moretti cineasta autentico salta fuori nei pochi guizzi paradossali e stralunati che ancora concede e in un nerbuto epilogo da vecchio film politico-civile.
MEMORABILE: Moretti in auto; la telefonata di Placido; i titoli degli pseudofilms, da “Cataratte” a “Maciste contro Freud”; l'assalto al tribunale.

Atellano 5/04/14 21:59 - 3 commenti

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Non è un film comizio ma un film d’amore. a) amore per il cinema. Un classico movie-movie con tante citazioni: da Effetto notte di Truffaut, a Roma di Fellini, dalle tante autocitazioni morettiane a Tarantino passando per Luc Besson e Lucio Fulci. b) Amore per i figl: il rapporto tra il protagonista e i due bambini è trattato con grande levità. c) Amore finito: le meschinerie di un amore finito sono narrate con grande proprietà d) Amore civile, e qui c’entra Berlusconi che è nello stesso tempo fondamentale, ma anche marginale.
MEMORABILE: Il finale, dove c’è un inquietante e tragico Berlusconi tra le fiamme delle molotov.

Vitgar 30/07/14 10:54 - 586 commenti

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La dolorosa fine di un amore, immersa nell'Italia berlusconiana e nelle contraddizioni di un'epoca che sta raggiungendo livelli morali sempre più discutibili. La difficoltà di fare cinema di un certo tipo, a favore de "Il ritorno di Cristoforo Colombo". Ottimi Orlando e la Buy, simpatico Placido che interpreta l'attore stufo di fare l'attore. Moretti non è uno sprovveduto e rende bene quello che vuol rappresentare; inquietante la maschera del suo volto quando lascia il tribunale in macchina e dietro si vedono le fiamme.

Toporosso 24/04/15 17:32 - 77 commenti

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Commedia dal retrogusto decisamente amaro in cui la realizzazione di un film su un uomo politico diventa, per Moretti, la chiave per esprimere il proprio pensiero sul cinema, sulla fine di un legame, sul rapporto con i figli. Ben interpretata da un buon cast con camei prestigiosi, la pellicola fa riflettere e, come spesso accade nel cinema morettiano, il frutto della riflessione non può essere che il pessimismo, per il presente e per il futuro. Un film da vedere ed eventualmente da contestare.

Alex75 28/08/15 09:22 - 884 commenti

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Film che mantiene solo in parte quel che promette: la crisi coniugale occupa troppo spazio e appare a tratti stucchevole e risaputa, malgrado i due protagonisti collaudati, mentre la riflessione sul cinema “di genere” appare fine a se stessa e un po’ superficiale. La denuncia politica, pur non dicendo nulla di nuovo e malgrado la pessima e sciatta Trinca, è la parte migliore, grazie al colpo d’ala finale di Moretti, che lascia qualche rimpianto per quello che si sarebbe potuto vedere.
MEMORABILE: I titoli di coda del “film nel film”; L’apparizione di Michele Placido; Orlando fa a pezzi il maglione della Buy; Il finale.

Rambo90 23/08/15 23:39 - 7707 commenti

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Un bellissimo film di Moretti che riesce a intrattenere come nessuna sua opera ha mai fatto unendo più temi: c'è il dramma del produttore in fallimento, la sua crisi personale con la moglie, la denuncia sociale (con tanto di preveggenza) riguardante la figura di Berlusconi. Ogni tanto si sorride ma sotto sotto ci si rattrista per il destino del protagonista, interpretato da un fantastico Silvio Orlando. Brave anche la Buy e la Trinca, divertentissimo Placido. Bella colonna sonora, ottima sceneggiatura.

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Paulaster 13/10/16 10:12 - 4459 commenti

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Moretti si toglie il sassolino dalla scarpa e finalmente chiede dove Berlusconi ha preso i soldi e scaglia moniti bombaroli contro la sua Sinistra. Oltre ciò il film politico non regge e la Trinca risulta acerba. Nel mezzo si cambia registro e la crisi esistenziale di Orlando (non nuovo al ruolo) è il momento più riuscito e sincero. Brevi ironie su un vecchio modo di fare cinema lasciano il sorriso ma non si amalgamano col tema complesso del film. Lo stesso Moretti nelle veci del protagonista non calza per nulla.
MEMORABILE: Mocassini assassini.

Thedude94 31/01/17 23:55 - 1104 commenti

I gusti di Thedude94

A metà tra un metafilm e la storia di un produttore cinematografico mezzo fallito, disperato e con poche cartucce a disposizione, Moretti realizza un'opera ra la satira e il reale. Buona fotografia, ottimo Orlando e una dolce Jasmine Trinca, regista esordiente con una figlia a carico; qualche difetto lo si può trovare nel racconto non lineare e nei momenti in cui Moretti ci allontana dalla reale aspirazione della trama del film, che non pare essere relativa prevalentemente all'allora presidente del Consiglio. Poco coraggioso.

Il ferrini 29/10/17 00:41 - 2375 commenti

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Se ti aspetti un film sul magnate di Arcore ne rimarrai deluso; questo non è un film su Berlusconi in sé ma sul Berlusconi in te. Orlando se la cava egregiamente, la Trinca meno, la Buy fa la Buy, Moretti invece si autocita: i "mocassini assassini" son senz'altro quelli di Bianca, il protagonista è perseguitato dai critici come in Sogni d'oro e nel finale (da brividi) non si può non riconoscere in Moretti il Botero de Il portaborse. Forse il tutto manca un po' di coesione, ma questo è un tratto distintivo del regista.

Ryo 11/11/17 02:29 - 2169 commenti

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Primo film di Nanni Moretti da non protagonista. Silvio Orlando regala un'enorme prova attoriale raggiungendo un'interpretazione magnifica. Grazie anche alla bravissima Margherita Buy e all'apporto dell'ottima caratterizzazione del bislacco personaggio di Michele Placido, il film riesce a decollare e a essere godibile. Argomento molto scottante ai tempi; vederlo adesso desta solo sollievo per la consapevolezza di esserselo lasciati alle spalle.
MEMORABILE: L'attacco di gelosia di Silvio; Cristoforo Colombo.

Gabrius79 8/09/23 09:29 - 1429 commenti

I gusti di Gabrius79

Moretti torna alla carica sul berlusconismo e lo fa con un film non del tutto riuscito ma che comunque riesce a centrare alcuni bersagli grazie anche alla bravura di Orlando e della Buy, mentre la Trinca appare ancora un po' acerba. Non mancano momenti di satira e ironia, così come non manca la retorica che attraversa buona parte della pellicola. Il Moretti attore si vede poco e lascia un discreto segno.

Gabigol 21/04/24 23:08 - 588 commenti

I gusti di Gabigol

Molti livelli narrativi per un film di genere che cerca di raccontare una realtà pubblica (la produzione filmica in Italia), una dimensione privata (il disfacimento coniugale della coppia Orlandi-Buy) e la riflessione metacinematografica su Berlusconi, marginale ma centrale per l'economia del narrato. Buona direzione del cast e regia solida per un film non sempre organico e a fuoco, ma sospinto da una vera urgenza del raccontare: il finale, in tal senso, raccogliendo l'eredità dei film noir resta inquietante mimesi del berlusconismo più profondo. Il film, oggi, vale più di ieri.
MEMORABILE: Matrimonio maoista; L'episodio delle aragoste; I soldi dal cielo; La chiamata di Placido; "Siete un popolo a metà tra orrore e folclore"; Il finale.
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  • Discussione Rebis • 26/06/11 16:14
    Compilatore d’emergenza - 4423 interventi
    Alla luce dei fatti odierni bisognerebbe forse rivedere un pò le nostre posizioni in merito al finale del film... ma forse è meglio aspettare la fine del mandato visto che stiamo parlando di uno spaventoso Highlander...

    PS: Comunque concordo con Buono sulla non riuscita del film...
    Ultima modifica: 26/06/11 16:15 da Rebis
  • Musiche Samuel1979 • 8/01/13 23:32
    Addetto riparazione hardware - 4220 interventi
    Bellissimo anche il brano di Damien Rice "The blower´s daughter".
  • Discussione Raremirko • 26/06/13 20:49
    Call center Davinotti - 3862 interventi
    Come ho letto pochi giorni fa sul quotidiano gratuito Leggo, a quanto pare Moretti ci azzeccò; nel film il regista difatti da al Berlusca 7 anni di pena con esclusione perpetua dai pubblici poteri.

    Marò, magggia premmonittriceeee!!!!
  • Discussione Rebis • 27/06/13 12:46
    Compilatore d’emergenza - 4423 interventi
    A me il film non è piaciuto (ho trovato dilettantesco il modo in cui affronta il "cinema di serie B" e il ritratto del protagonista come genio del male è un po' tirato), ma non c'è dubbio che Moretti sia ormai diventato la Cassandra del cinema italiano :)
  • Discussione Zender • 27/06/13 17:17
    Capo scrivano - 47891 interventi
    Beh, è uno che indubbiamente sa leggere bene la situazione politica e non solo, visto anche Habemus papam.
  • Discussione Fedemelis • 27/06/13 17:34
    Fotocopista - 2140 interventi
    Se mi permettete la battuta...

    Se fossi il foglio di Moretti non mi piacerebbe molto questa cosa...
  • Discussione Zender • 27/06/13 19:34
    Capo scrivano - 47891 interventi
    Il foglio su cui scrive intendi... Meglio che non correggi va :) E' la battuta che gira oggi, non molto alegra a dire il vero...
  • Discussione Rebis • 27/06/13 22:17
    Compilatore d’emergenza - 4423 interventi
    Fedemelis ebbe a dire:
    Se mi permettete la battuta...

    Se fossi il figlio di Moretti non mi piacerebbe molto questa cosa...


    :)
  • Curiosità Samuel1979 • 31/08/13 13:38
    Addetto riparazione hardware - 4220 interventi
    Al minuto 24:00, i figli di Orlando assistono al film di animazione "La città incantata" di Miyazaki
  • Discussione Alex75 • 9/02/16 09:36
    Call center Davinotti - 709 interventi
    Nel complesso ho trovato questo film piuttosto deludente, anche se, per il fatto di averlo visto per la prima volta nel 2013, mi hanno colpito le analogie tra il processo che si vede nel film e quello reale, che aveva avuto luogo da pochi mesi; il finale ha una forza profetica che è la vera ragion d’essere del film. Una tale “preveggenza” (o capacità di analisi) l’avevo vista in "Palombella rossa": a distanza di un quarto di secolo, i problemi di identità della sinistra – tema dominante di quel film - sono tuttora irrisolti, se non addirittura aumentati in complessità.
    Tornando al "Caimano", ritengo che alla crisi della coppia Orlando-Buy si potesse riservare molto meno tempo (anche se mi è rimasta impressa la scena in cui Orlando - dopo essersi sfogato su indumenti e suppellettili dell'ex moglie - mangia la pizza nello squallido appartamento del residence; con una sola inquadratura Moretti è riuscito a rappresentare nella sua essenza una condizione comune a molti mariti – e padri – separati), così come ho trovato abbastanza inutili e stucchevoli le schermaglie della “famiglia arcobaleno” della Trinca. Non mi è piaciuta nemmeno la parte relativa al “cinema di genere”, che Moretti sembra liquidare come un mondo cialtronesco, il cui recupero sarebbe solo una moda insulsa.