Animali notturni

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Nocturnal Animals
Anno: 2016
Genere: thriller (colore)
Regia: Tom Ford
Note: Soggetto dal romanzo "Tony and Susan" dello scrittore americano Austin Wright, pubblicato nel 1993.
Numero commenti presenti: 38
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

La chiave di tutto sta naturalmente nella metafora alla base del film: le pagine scritte del romanzo traggono linfa dal profondo risentimento e dalle debolezze di chi è stato lasciato dalla ragazza idealizzata sentitasi imprevedibilmente attrarre dalle proprie origini "borghesi" sulle prime tanto avversate. La sensazione più immediata, a dire il vero, è che lo spunto e l'intera impostazione di NOCTURNAL ANIMALS siano solo il pretesto per la sontuosa messa in scena di Tom Ford, palesemente interessato a sperimentare le potenzialità di coinvolgimento emotivo del cinema fin dai titoli di testa, in cui le grasse e flaccide nudità delle "modelle" d'una galleria d'arte sono riprese al ralenti in provocatorie danze caricaturali; le modelle sono...Leggi tutto parti di un allestimento che Susan (Adams) sta esibendo quando riceve per posta una copia del prossimo romanzo di Tony (Gyllenhaal), il suo ex marito la cui presenza si materializza immediatamente nella visualizzazione del narrato che Susan legge con profonda partecipazione: è la storia di Tony che, mentre guida in auto sulla Statale con moglie e figlia, viene affiancato di notte dalle auto minacciose di teppisti che lo fanno uscire di strada e lo conducono nel deserto lì nei pressi (siamo in Texas). Moglie e figlia, perse subito di vista, verranno ritrovate morte nella zona il giorno dopo dallo sceriffo (Shannon), al quale Tony ha raccontato del tragico incontro. Un forte desiderio di vendetta (ma non solo) muove le azioni successive di Tony, che pur non perdendo quasi mai la calma si figura di ritrovare i killer per vederli sbattere in cella o ucciderli. Frammentato da flashback che parallelamente alla visualizzazione del romanzo raccontano dei primi incontri tra Susan e Tony e della voglia di lei di staccarsi dai consigli di una madre che la sognava sposata con un suo "pari" ("perché prima o dopo arriverai a pensarla come me, stanne certa", le fa capire), il film procede infilandosi tra le pieghe della doppia storia andando gradualmente a illuminare i tanti punti di contatto che sveleranno la metafora. Un aggancio al modo di raccontare moderno, che frantuma la normale linea temporale per accattivare l'interesse dello spettatore, ansioso di riordinare il tutto per guadagnarsi la (giusta) soluzione. Ford abbonda con i primi e i primissimi piani, approfitta della grazia e del valore dei tre protagonisti per ispessire la vicenda, che comunque fa perno sul parallelismo sempre più inquietante tra il contenuto del romanzo e il rapporto logorato tra Susan e Tony. Certo, se slegato dal contesto in cui opera, il romanzo in sé rivelerebbe grave inconsistenza, ma poiché il rimpallo tra le due parti è l'unica vera base che sostiene il film (compresa la conclusione sottolineata dal battito del cuore amplificato)... Confezione di prim'ordine, costruzione stimolante, quasi due ore di ottimo coinvolgimento.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/11/16 DAL BENEMERITO XAMINI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 28/11/16
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Rebis 29/11/16 13:48 - 2088 commenti

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Il potere delle immagini non sta in quello che raccontano, ma in ciò che nascondono. Tom Ford intesse una trama in cui il piano finzionale - il romanzo letto dalla protagonista e riprodotto in immagini - ha una carica di verità che scuote quello del reale, decifrando l'implicito, estrovertendo il non dichiarato: il limbo di forme traslucide in cui è congelato il presente si riapre al passato insoluto, si squarcia nell'ambiguità morale. Revenge movie misogino e subliminale, traduce l'inusitata eleganza formale, la recitazione trattenuta e implosa, in apnea emotiva. Notevole Michael Shannon.

Xamini 17/11/16 23:30 - 1000 commenti

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Inizia con un pugno in faccia allo spettatore, momento antitetico alla bellezza, questo thriller più di psiche che di sostanza. Di ciccia, a eccezione dei minuti iniziali, ne ha in effetti poca: trama minimale, revenge movie condotto su due linee narrative parallele, in cui pian piano vengono a galla i puntelli della vicenda. Dubito possa lasciare qualcosa su questo piano; ha molta più chance, invece, di andare a colpire quello emotivo, quello che va oltre la logica di fondo e che regista e due protagonisti riescono a stuzzicare molto bene.

Taxius 29/11/16 15:39 - 1643 commenti

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Thriller molto elegante costruito su un doppio piano narrativo perché alla storia principale, che non è altro che il racconto di un libro intitolato "animali notturni", si aggiunge la storia della lettrice di questo libro (Amy Adams). Già dai titoli di testa (piuttosto sconvolgenti) si capisce dove voglia parare il regista; la prima metà è tutta ambientata di notte ed è un frullato di tensione, ansia e violenza mentre la seconda cala un minimo in quanto si focalizza più sull'indagine. Il punto forte è sicuramente la fotografia.

Kinodrop 21/11/16 17:36 - 1454 commenti

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La lettura della bozza di un romanzo scritto dall’ex marito scatena in Susan un meccanismo di rivalutazione della figura di lui e di revisione della propria immagine. Ford insistendo troppo sulla versione soggettiva e sul transfert della protagonista, toglie all’insieme veridicità psicologica rendendo incomprensibile la "vendetta" e perplesso lo spettatore. Stereotipi e luoghi comuni assortiti (compresa una spruzzata di western) non contribuiscono certo a migliorarne la fruizione, anche se si apprezza la cura estetica (che vale mezzo pallino in più).
MEMORABILE: Le grassone nei titoli di testa; La violenza e il rapimento; Lo sceriffo giustiziere.

Pinhead80 21/11/16 18:49 - 3879 commenti

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Passato e presente si spiegano nella trama di un racconto violento che tracima impotenza e rabbia, metafora di un rapporto sentimentalmente sbilanciato che opprime e devasta. Nella notte tutto ciò che sembra essere pura fantasia diventa la realtà che fa male e che affonda i suoi artigli nelle pieghe della carne. Abbiamo la nuda essenza dell'amore seduttrice e ingannevole pronto a spezzarti il cuore ogni volta. Bravissimo Tom Ford a mostrarci questi passaggi trasformando la sceneggiatura non originale in un piccolo capolavoro.
MEMORABILE: Gli spiazzanti titoli di testa.

Rambo90 22/11/16 01:53 - 6316 commenti

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Dramma (più che thriller) dalla partenza intrigante ma che piano piano perde forza quando si realizza che la storia è in realtà molto banale, travestita con una struttura a più linee narrative per nascondere una sceneggiatura dalla prevedibilità disarmante. Peccato, perché la regia è buona e il cast in gran forma, tanto da non far pesare un ritmo quasi letargico. Bella anche la fotografia, ma è la sostanza a mancare e quando questa non c'è poco può fare la confezione. Per certi versi simile (al migliore) The words.

Lucius 23/11/16 21:02 - 2819 commenti

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Seconda regia, conferma di un talento cinematografico degno di nota. Un film bellissimo la cui trama fa collimare gli animali notturni, codardi disperati che trovano coraggio solo nell'oscurità, con il buio dell'anima, quella della protagonista alle prese col suo passato di coppia. Un thriller teso, elegante e pervaso dalla fotografia che sigla (ormai lo sappiamo) le opere di Ford. Sceneggiatura straordinaria perché è nella sensibilità delle piccole cose che forse è racchiuso il senso della vita. Unforgettable.

Tomastich 22/11/16 14:05 - 1216 commenti

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Gemma thriller (non il capolavoro che in tanti incensano) multistrato e multinarrativa. Eccellente il lavoro di Tom Ford in bilico tra Refn, DePalma, Lynch ma che si indirizza poi da tutt'altra parte. Il cast, in pienissima forma e grazie, si meriterebbe nomination a iosa nei prossimi GG e Academy. Bravi tutti.

Nancy 26/11/16 17:16 - 772 commenti

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Il film promette molto più di quanto dà: le due trame risultano allineate ma mai perfettamente sincronizzate a dare lo slancio che ci vorrebbe alla trama, che penzola sempre tra la noia e l'attimo d'azione (che pure non soddisfa fino in fondo). Ford si ispira alle fascinazioni thriller dei Coen e ci mette uno stile personale, fatto tutto di primi piani freddi e anti-emozionali, come quello della protagonista nel finale. Bravissimi la Adams e Gyllenhaal, che riescono da soli a esprimere molto più di quanto facciano le sole immagini.

Myvincent 28/11/16 08:14 - 2520 commenti

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Non basta avere tanti soldi per confezionare un film, né chiamare attori capaci e di grido per colpire nel segno: ne è la prova l'ennesimo "prodotto" di Tom Ford, patinato, curato e vestito come si trattasse di una sfilata di alta moda. La narrazione si sviluppa su tre piani, cioè il passato, il presente e l'immaginario di un libro in programmazione. Insufficiente per colpire dentro ed emozionare con sincero intento. In controtendenza la performance di Michael Shannon nei panni dello sceriffo.

Puppigallo 28/11/16 10:54 - 4494 commenti

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Quello che si dice un buon film. Regia pulita, concetto piuttosto chiaro (diventare chi non si vorrebbe mai; essere un debole solo perchè si è sensibili e creativi; i pro e i contro si sprecano), attori in parte (nota di merito per lo sceriffo) e un giusto finale, supportato e quasi anticipato dallo svolgimento della narrazione (autore-protagonista intraprendono un percorso letterario e reale che si fonderà; emblematica l'ultima scena). Non fa certo del ritmo il suo punto di forza, ma visto il genere di pellicola, è un male minore. P.S. Meglio comunque evitare di cercare un vincitore.
MEMORABILE: "Riempirò le pareti con le tele di un nuovo artista, così penseranno che siamo all'avanguardia e non in bancarotta"; Il ritrovamento "Stanno...bene?".

Ryo 1/12/16 01:13 - 2169 commenti

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Scioccante è la parola più appropriata per questo film. Principalmente per la trama del romanzo raccontato per immagini, quindi una sorta di film nel film, che diventa, alla fine, più interessante del film stesso. La forza narrativa è capace di colpire duro lo spettatore grazie alla forza di un'eccellente fotografia, di composizioni sceniche molto accurate e di interpretazioni eccezionali del cast. L'alone di mistero presente in vari momenti aggiunge poi un qualcosa di affascinante.
MEMORABILE: Il ritrovamento di madre e figlia sul divano rosso; La vendetta finale; L'app per monitorare il bambino.

Capannelle 2/12/16 22:15 - 3699 commenti

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Ford conferma le sue qualità destrutturando un thriller su diversi piani e raccontandolo col suo stile fatto di pochi movimenti di macchina, dettagli studiati, fotografia particolare ma non patinata, protagonisti messi sotto la lente. Gli incastri e gli strabismi narrativi tornano e non era facile. C'è qualche forzatura logica ma il regista dimostra di saper organizzare atmosfere e attori da par suo. Peccato solo che Gyllenhall non offra la gran performance che potrebbe; gli ho preferito infatti sia Shannon che Taylor-Johnson.

Lou 11/12/16 11:22 - 940 commenti

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Già dai titoli di testa si intuisce che non si assisterà a un film ordinario, e infatti la seconda regia di Tom Ford si rivela molto personale, con una struttura narrativa originale e sofisticata. Vengono abilmente mescolati diversi piani temporali in un fluido alternarsi della vita reale con quella letteraria, la seconda metafora provocatoria e catartica della prima. Col procedere della visione si comprende il raffinato e sconvolgente meccanismo di vendetta, suggellato da un finale perfetto.

Daniela 29/12/16 00:40 - 9197 commenti

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Ricca e infelicemente sposata, una gallerista riceve dal primo marito la bozza di un romanzo che descrive una storia ambientata nelle strade del Texas... F. alterna con abilità due piani temporali intersecandoli con la visualizzazione delle pagine scritte, ed è proprio in quest'ultima, impregnata di sangue e polvere in contrapposizione agli interni asettici in cui si muove la protagonista, che risiede il maggior interesse di un film confezionato alla perfezione ma sin troppo algido e controllato. Nel buon cast spicca Shannon (!), eccellente nel ruolo di un uomo che non ha più nulla da perdere

Saintgifts 12/01/17 20:26 - 4098 commenti

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Osceni balletti di carni sfatte danno il via a due film (come nel romanzo da cui è stato tratto, ci sono due libri): uno è il presente e il passato di Susan, l'altro le immagini del romanzo dell'ex marito, che Susan sta leggendo. Un passato, quello di Susan, che riemerge proprio leggendo il manoscritto dell'ex. Tom Ford dimostra come sia possibile la bivalenza quando si è ispirati. Stilista nella moda e poi regista sceneggiatore in questo suo secondo lavoro, dove predilige il momento vendetta a quello dell'amore. Ottime le interpretazioni.
MEMORABILE: Il finale.

Ira72 23/01/17 14:28 - 917 commenti

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Tom Ford entra ufficialmente nell'olimpo dei miei registi preferiti. Si conferma, infatti, assolutamente unico nel raccontare storie dalle trame già usate in passato. Il suo mondo è carico di fascino, di mistero e di stile non imitabile. Ci sono tre storie, sostanzialmente, che si dipanano in contemporanea, ma il film non è machiavellico: al contrario risucchia prepotentemente l'attenzione dello spettatore infondendo turbamento e spiazzandolo nel finale, altrettanto originale. Ottimi il cast e la ricercatezza dei dettagli. Sublime il rosso ricorrente.

Thedude94 3/02/17 00:34 - 533 commenti

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Clima cupo, colori scuri e tetri, atmosfere intriganti; una donna riceve un manoscritto da parte dell'ex marito, lo inizia a leggere e si vede nel suo volto che qualcosa non va. La storia mescola la realtà della vita della donna con il racconto del libro che scorre. Questo è suggellato da ottime interpretazioni (in primis di Gyllenhall, ingiustamente fuori dalla cinquina Oscar), condite da sfondi di un Texas triste e cupo. Bravi anche Shannon (lui ha una nomination come non protagonista) e Taylor-Johnson. La Adams meravigliosa come sempre.

Homesick 12/02/17 08:25 - 5737 commenti

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Due piani diegetici (un romanzo dentro il film) con rispettive vendette da parte di un uomo-marito giudicato debole. In questa struttura ad incastro solida, tesa, diretta e sigillata da un epilogo senza sconti posto agli antipodi dell'accomodante happy ending del cinema commerciale hollywoodiano, i comprimari Jake Gyllenhaal e Amy Adams sanno esprimere emozioni forti con matura sensibilità; ma a meritare il plauso più grande è uno straordinario Michael Shannon, che con il suo poliziotto ambiguo e tenace sa tirar fuori sguardi fissi e taglienti degni di un giovane Orson Welles.
MEMORABILE: Il tesissimo incontro con la banda di teppisti; l'appuntamento al ristorante.

Redeyes 27/02/17 07:46 - 2130 commenti

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Un quadro recita "Revenge" e poco prima obese cheerleader ballano nude; fra arte e spazzatura scorre il greto di un fiume asciutto. Ford gioca fra l'afa di una notte texana e l'algida esistenza di Susan. Immediato il parallelo fra le due storie, che per quanto niente di nuovo ha la forza di incollarci allo schermo, e, soprattutto, la capacità di farci star male. Nella doppia sfida vince solo la sconfitta. Ottimo il cast, ma su tutti spicca uno Shannon fantastico nel suo emaciato disincanto.
MEMORABILE: Le obese ballerine; I due corpi sul divano rosso; L'attesa al ristorante.

Galbo 26/03/17 09:13 - 11343 commenti

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Thriller sentimentale che utilizza un buon espediente narrativo: la storia letta dalla protagonista (e scritta dall'ex marito di lei) diventa la "leva" di un sentimento di rivalsa che destruttura il rapporto amoroso e l'istituzione matrimoniale. Popolato da personaggi duri, arrivisti e cultori del materialismo economico e sentimentali, fa precipitare il sogno americano in una sorta di pozzo nero senza possibilità di redenzione. Bravissimi attori e una regia impeccabile che conferma il valore dell'autore. Da vedere.

Gippal 27/03/17 15:16 - 82 commenti

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Due vite, intrecciatesi e poi slegatesi, si raccontano in diverso modo. Alla potenza della prima, romanzata, crudele e sanguinante, segue parallelamente l'altra. Quella di Susan non è una storia fatta di crimini ma di profonda delusione e insoddisfazione. Quando la trappola scatta, è facile lasciarsi scorticare dai rovi, internamente (forse per sempre). Diversi livelli narrativi che creano una sensazione comune: l'abbandono, talvolta feroce e ingiusto, talvolta giusto e meritato.

Hackett 3/04/17 09:54 - 1720 commenti

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Thriller sospeso tra un'atmosfera rarefatta (quella che parla della lettrice del romanzo) e un'altra più cupa e inquietante, quasi lynchiana, che descrive il racconto oggetto del romanzo tra crudeltà e disperazione. Estrema cura nella resa formale con particolare attenzione a fotografia e scenografia, che rendono il film un raffinato notturno hollywoodiano. La storia rimane sospesa nel finale, attenuando il carattere quasi onirico di un racconto singolare.

Paulaster 28/04/17 10:41 - 2723 commenti

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Ex marito manda un romanzo alla moglie e si apre un dualismo narrativo. Thriller ansiogeno all'inizio che sembra collegato alla realtà e invece non è così. Prosegue con scavo psicologico di lei depressa e rimandi alla sua freddezza artistica (la parte migliore). Alla fine lei è come sua madre (con pentimento tardivo) e lui dopo ben 19 anni riesce solo a tirarle un bidone (avrà avuto un bel tarlo, non c’è che dire). Una vendetta sui generis coi tempi perfetti, in cui si apprezza la magrezza di un disilluso Shannon. Scarso doppiaggio per la Adams.
MEMORABILE: Il toro pieno di frecce.

Giùan 9/05/17 12:16 - 2924 commenti

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Autore-personaggio pubblico, Tom Ford è regista di un cinema che mette a disagio forse più il critico che lo spettatore. Qui fa un passo avanti rispetto a Single man, con un'opera stratificata, la cui complessa lettura però rischia più volte di impoverirsi sotto il peso di una messa in scena sempre troppo irreprensibile e programmatica nonostante (o forse proprio a causa del) la sua conclamata "altezza". Avvolgente senza mai penetrare più che in superficie, "accessorio" ma di quegli accessori che fan la differenza. Perfetta Adams, convincente Shannon.

Didda23 16/05/17 11:27 - 2282 commenti

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Lo stilista Tom Ford, dopo l'ottimo debutto, non si conferma con questa pellicola che mischia non troppo bene presente e immaginato (quest'ultimo interessante nella prima parte, pessimo e ripetitivo nella seconda, nonostante la prova di Sheen). Questa ricerca sterile d'autorialità, con un finale di rara preganza, genera più fastidio che soddisfazione, perché Ford dal punto di vista tecnico ha un approccio interessante e talune inquadrature mostrano una sensibilità registica rara. E' proprio la sceneggiatura un disastro totale, come la prova della Adams.
MEMORABILE: Il personaggio di Taylor- Johnson.

Rocchiola 29/05/17 11:12 - 854 commenti

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A parte l'irriverente inizio con le majorettes obese, il resto del film è piuttosto pigro anche quando si avventura in un deserto californiano da survival horror. Lo stilista Ford è sicuramente stiloso ma non geniale e il promettente sottofondo thriller si fa via via sempre più noioso. E poi a chi frega delle pene d'amore di una ricca, affermata e spocchiosa gallerista. Insomma, l'espediente del libro nel film serve solo a mettere in scena le solite romanticherie alto-borghesi. Un film che fa esclamare "Ridateci i vari Peckinpah, Siegel, Wilder".
MEMORABILE: L'iniziale mostra con le majorettes obese; L'incidente notturno nel deserto; Il finale, ma in senso negativo: molto deludente.

Cotola 5/08/17 10:57 - 7447 commenti

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Elegantissima pellicola in cui albergano in perfetto equilibrio un'anima thriller ed una drammatica. Contenuti e storie non saranno originilassimi, ma il modo di trattarli e di narrarle è impeccabile e quindi si resta coinvolti dalle vicende. E se all'inizio sembra ci sia una totale scissione tra "realtà" e "finzione", man mano che si procede e sempre più verso la fine (l'epilogo ne è una conferma) si capisce che c'è un ricongiungimento, che sono due facce della stessa medaglia. Buono il cast con Shannon che primeggia su tutti mentre Gyllenhaal è quello meno convincente.
MEMORABILE: La mostra d'arte iniziale; Il viaggio notturno lungo le strade deserte; L'appuntamento finale.

Jdelarge 13/10/17 14:47 - 847 commenti

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La vita romanzata più reale della vita stessa, la metafora (se non addirittura l'allegoria) come chiave di volta, ma anche come arma in grado di ferire inesorabilmente. Buon film di Tom Ford supportato da un cast in grande forma e dalle tanto belle quanto herrmanniane musiche di Abel Korzeniowski. Un piccolo difetto è rappresentato dal modo un po' superficiale di mettere in mostra il rapporto conflittuale tra vita borghese e vita d'artista che è, comunque, propedeutico allo sviluppo della trama.

Manrico 12/06/18 11:37 - 80 commenti

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Al secondo film di Ford si possono attribuire alcuni meriti, ma anche alcune rilevanti perplessità. Se l'eleganza delle inquadrature e l'asciuttezza di alcuni nodi narrativi rientrano decisamente tra i primi, convince poco in fondo l'articolazione dell'idea del doppio piano narrativo, con quello "reale" che sgocciola prevedibilità e quello "libresco" che attualizza "per interposta persona" il Cane di paglia di Peckinpah. Se Michael Shannon è bravo assai, delude un Gyllenhaal in versione piagnona alla "Nicolas Cage". Sopravvalutato.

Bubobubo 15/09/18 11:40 - 1183 commenti

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Con la scusa dell'intreccio dei piani temporali e fattuali (comunque ordinato e sempre al servizio della narrazione) Ford dirige de facto due film in uno: le vicende personali e professionali di un'algida e altolocata gallerista si intersecano con la messa in scena di un thriller westernato dagli accenti revenge, vagamente coeniano nel tratteggio dei personaggi principali. Sostanzialmente riuscito il passaggio dall'uno all'altro. Un po' stucchevoli i flashback che sostanziano il legame della protagonista con lo scrittore. Finale coerente.
MEMORABILE: Il confronto conclusivo fra Tony e Ray: l'aborto; Il finale.

Magi94 22/01/19 22:57 - 656 commenti

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Film che lascia piuttosto confusi, indecisi se valutare il tutto come una sciocchezza o no. Questo margine di indecisione, dovuto a un certo morboso interesse per il "racconto del racconto" (che è praticamente un film d'explotation in stile anni '70) salva l'opera da una bocciatura completa, ma certo non basta per farne un buon film. Tra svolte prevedibilissime, risvolti psicologici patinati e spezzoni noiosi, rimane di interessante solo lo stupore e la curiosità per l'andazzo assurdo della pellicola. Non aiuta la fotografia televisiva.

Anthonyvm 24/01/19 23:44 - 1771 commenti

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Parte come un dramma psicologico arty (si pensi alla carrellata di donne grasse e nude all'inizio), poi, a sorpresa, ci si ritrova di fronte a un film nel film, evocato dalla lettura di un romanzo. A intricare ulteriormente il plot ci pensano i flashback della protagonista che fanno pian piano chiarezza sul suo rapporto con lo scrittore ed ex-marito. Ognuna di queste parti riesce a essere a suo modo interessante, fra un glaciale presente, un crudissimo racconto e un doloroso passato. Davvero ottimo Gyllenhaal. Bello, ma il finale delude un po'.
MEMORABILE: La mostra artistica che accompagna i titoli di testa, fra donne nude laide in bella vista; Le sevizie subite dalla famiglia all'interno del romanzo.

Schramm 1/01/20 17:47 - 2412 commenti

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La scrittura quale traumaturgico e al contempo vindice tentativo di photoshoppare il reale e di farne nudo ventum textilem biografico del recettore, scompigliandogli sensi ricordi percezioni certezze. Un'idea di omofagia intrauterina creativa ad alto potenziale di spiazzamento logico, resa però troppo adamantina laddove lo scettro dell'ambiguità dovrebbe bastonare e che perde l'equilibrio narrativo sulla poco tesa corda di una cesura che oblitera quasi esclusivamente la parte romanzesca trascurando quella "reale". A farne le spese è la forza/coerenza drammaturgica, riscattata dal solo Shannon.

Minitina80 23/02/20 11:46 - 2296 commenti

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L’originalità della struttura narrativa è l’elemento peculiare che attira l’attenzione, concedendosi tutto il tempo necessario per far capire dove vuole andare a parare. Si avvale di una produzione importante che aumenta la portata della messa in scena, nascondendo dietro l’etichetta del thriller un qualcosa di diverso, per certi versi anche spiazzante. Le aspettative crescono durante la visione e in parte vengono disattese per l’ampio spazio lasciato alla trasposizione del romanzo, metafora evidente di un concetto preciso.

Enzus79 1/05/20 23:18 - 1754 commenti

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Thriller davvero notevole. Tre storie si intrecciano in questo film davvero ricco di suspense e diretto e scritto spesso superbamente. Il reale si contrappone al romanzato e l'amore perduto alla vendetta. Peccato per i ritmi un po' bassi e per alcuni momenti che potevano anche non essere inseriti nella storia. Amy Adams da applausi. Colonna sonora discreta.

Noodles 14/07/20 23:39 - 804 commenti

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Film sceneggiato perfettamente. La trama non perde un colpo ed è avvincente, il ritmo è sempre alto e le tre storie sono intrecciate alla perfezione. È ottimo anche l'apporto degli attori, molto buone la fotografia, le location e la semplice colonna sonora. Non disturba qualche difetto di montaggio, incastrato nell'atmosfera onirica della pellicola. Peccato che il regista Tom Ford preferisca la sua carriera da stilista, perché i film li sa fare e oggigiorno lavori così intensi e coinvolgenti se ne vedono sempre meno. Assolutamente da vedere. 

Nicola81 20/07/20 12:10 - 1924 commenti

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Un thriller molto particolare, ma meritevole di visione. Susan (una splendida Amy Adams) è turbata dalla lettura del romanzo del suo ex marito al punto da riflettere non solo su quell'amore che lei stessa ha fatto naufragare, ma anche su un presente carico di dubbi. Lo spettatore ne condivide emozioni e ansie (le ragioni magari non sempre…), auspicando un lieto fine che non può arrivare; eppure, se non ci si ferma alla prima impressione, ci si rende conto che l'epilogo scelto è il più giusto possibile, e che può preludere a un nuovo inizio. Per tutti e due. Ottimo anche Shannon.
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  • Discussione Raremirko • 28/11/18 00:30
    Addetto riparazione hardware - 3449 interventi
    Sullo stesso piano di A single man, direi.

    Forma e stile molto curata (e ci mancherebbe, vista la natura di Ford), ipermega cast (tutti in stato di grazia per altro, ma forse Shannon sceriffo batte tutti), qualche momento di ansiogeno puro thriller (l'agguato in superstrada).

    Convince molto la parte per così dire immaginaria, un pò meno quella che si svolge nel reale, che pare quasi messa lì tanto per; finale suggestivo, comunque.

    Magari una maggior durata avrebbe aiutato; comunque Tom Ford, che adoro, è un signor regista.