Wolf Creek

Media utenti
MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Wolf creek
Anno: 2005
Genere: thriller (colore)
Numero commenti presenti: 38
Papiro: cartaceo
APPROFONDIMENTI: L'HORROR DEL 2000

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Clicca qui per leggere il papiro di Marcel M.J. Davinotti Jr.
TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Undying 24/03/07 01:26 - 3840 commenti

I gusti di Undying

Il tema è quello: un serial killer sadico per natura. Le premesse sono le solite: tratto da un fatto (forse) realmente accaduto. Ma la messa in scena è grandiosa (grazie anche ai fantastici paesaggi australiani), il regista conosce il meccanismo della tensione e spinge molto (ma con stile) sul pedale della violenza. Gli interpreti sono professionali e rendono credibile ogni attimo dell'angosciante vicenda: che riesce persino a favoleggiare (per pochi secondi) sulla questione extraterrestre.

Puppigallo 20/05/07 22:37 - 4508 commenti

I gusti di Puppigallo

Ormai c’è una certa saturazione da serial killers e psicopatici. Se un filone tira, i film del genere si moltiplicano. Questo comunque non è certo uno dei peggiori. La vastità del territorio contribuirà infatti (soprattutto nella seconda metà) a creare la giusta tensione e a dare la sensazione, a chi guarda, della situazione da dispersi senza speranza. Purtroppo, nella prima parte il film proprio non decolla, risultando anche piuttosto noioso e banale. Ma da quando comparirà, si inizierà a respirare un’aria piacevolmente malsana. Non male.
MEMORABILE: Il ragazzo parla di extraterrestri. Una delle ragazze lo lascia finire e dice: "Ti cola qualcosa dalla bocca... Ah no, sono le tue stronzate".

Cinevision 28/05/07 12:57 - 72 commenti

I gusti di Cinevision

La storia è presto detta: un maniaco si aggira per Wolf Creek, affascinante luogo disperso negli infiniti spazi australiani e un gruppo di ragazzi (due ragazze e un ragazzo) si recano lì per passare un weekend ma il maniaco è in agguato... Detta così potrebbe sembrare una boiata invece, grazie alle ottime interpretazioni, alle atmosfere particolarmente inquiteanti e ad alcune scene davvero cattive, è senza dubbio uno dei migliori slasher degli ultimi anni. Notevole Kessie Morassi.

Magnetti 29/05/07 01:39 - 1103 commenti

I gusti di Magnetti

Ci sono due elementi che rendono valido questo film: i paesaggi australiani (il cui fascino sinistro è ben sfruttato dal protagonista) e la chiave ironica in cui si può vedere il tutto con il serial killer che fa il verso al Mitch di Mister Crocodile Dundee. Poi c'è la violenza, che, quasi un tutt'uno con i maestosi paesaggi, avvolge i protagonisti, inesorabilmente. Violenza gratuita, ma si sa: i serial killer hanno quel difettuccio. Tremenda la scena del coltello nella schiena della ragazza.

Homesick 30/06/07 09:31 - 5737 commenti

I gusti di Homesick

A parte il fascino del paesaggio australiano e un fugace ammiccamento al conterraneo Picnic a Hanging Rock (gli orologi fermi), si tratta di un film derivativo e noioso, che ricorre ad una massiccia dose di violenza (comunque nettamente inferiore rispetto a quella presente in tanti thriller-horror nostrani degli anni '70) per ovviare ad una sceneggiatura ridicola e incapace di riservare neppure un attimo di tensione o un bel colpo di scena. Recitazione imbarazzante.

Lercio 2/07/07 16:27 - 232 commenti

I gusti di Lercio

Film interessante per due cose: gli scenari contornati dalla quasi assenza di suoni e la sequenza del "tiro a segno" con tanto di fischio dei proiettili. Per il resto non è nulla più di uno slasher nemmeno troppo ben sceneggiato che parte dal sovvertimento della figura inaugurata da Crocodile Dundee, ossia del buon selvaggio, citazioni filosofiche delle ultime parole totalmente casuali. Si possono trovare più chiavi di lettura: dell'uomo solo contro se stesso ecc., ma il film è quello che è...

Rebis 27/08/07 17:50 - 2088 commenti

I gusti di Rebis

Slasher "en plein air" in cui il mare, il cratere, la volta stellata, le strade puntate a caso contro l'orizzonte, configurano uno spazio panico, annichilente, dove "nessuno puo' sentirti urlare", in cui la rarefazione ambientale dissipa il nesso tra le cose, annienta il senso ultimo della vita stessa. Il villain di turno è pretestuoso. Peccato che lanciato il sasso nell'abisso, McLean nasconda poi la mano indugiando, nel finale, sulle conseguenze. Un peccato veniale?

Mascherato 2/07/08 13:56 - 583 commenti

I gusti di Mascherato

E vabbè basta! Ma che forse negli anni '70 l'unico horror è stato Non aprite quella porta? Lo stesso Hooper ha diretto pure Quel motel vicino alla palude che era carino. Wolf Creek sarà il quinto omaggio (tra autentici e apocrifi) al Texas Chainsaw massacre e francamente non se può più. Peccato perché l'idea di prendere un'icona del cinema aussie (il bifolco tipico dell'ocker movie, stile Mr. Crocodile Dundee) e tramutarla in villain non era male. Ma il repertorio di efferatezze e colpi di scena è da sbadiglio.

Herrkinski 23/07/08 23:23 - 5125 commenti

I gusti di Herrkinski

Affine per tematica e svolgimento ad Alta Tensione, questo slasher-movie moderno punta tutto sulla forza evocativa dei desolati paesaggi dell'entroterra australiano. Per il resto infatti assistiamo alla solita tiritera del serial-killer solitario e completamente sadico coi quattro ragazzotti sprovveduti con l'auto in panne che finiscono nelle grinfie del maniaco; qualche scena trucida d'effetto, fughe varie, sprazzi di humour nero e nulla più. A qualcuno potrà anche bastare, personalmente cerco qualcosa di più anche da questo genere di film.

Patrick78 13/01/09 14:33 - 357 commenti

I gusti di Patrick78

Come si fa un horror? Chiedetelo a Greg Mclean. In questo lungometraggio il regista australiano è riuscito a mostrarci in un'ora e quaranta ciò che una miriade di suoi colleghi non è nemmeno lontanamente riuscita ad immaginare. Il punto di forza del film è senza dubbio la straripante prova del più grande attore australiano della storia del cinema quel John Jarratt che ha dato al suo personaggio quella profondità e credibilità che solo lui poteva garantire. Un mito per una generazione che non solo in questo film ha saputo mostrare il suo talento!
MEMORABILE: L'inseguimento in macchina da parte di Mick.

Daniela 14/01/09 09:40 - 9379 commenti

I gusti di Daniela

Trama banale, ma horror interessante soprattutto per la bellezza del paesaggio, quasi astratto nella sua immensità. Il sadico è una versione incattivita di Crocodile Dundee (espressamente citato) e in un paio di scene fa davvero paura, le vittime in preda al panico si comportano stupidamente (ad un certo punto, a quello gli potevano dare una mazzata decisiva invece di scappare) ma non sono presentate come stupide in partenza, come invece avviene in buona parte degli horror. Discreto, da vedere.

Capannelle 23/03/09 12:24 - 3720 commenti

I gusti di Capannelle

Il racconto horror visto mille volte anche perché gli ingredienti sono i soliti: ragazzi che si perdono, macchina in panne e un villico sadico. Per quest'ultimo ruolo è stato reclutato un dignitosissimo parente di Eli Wallach. Prima parte di pura preparazione dove si apprezzano paesaggi e atmosfera scanzonata da movie on the road. La tensione? Si avverte solo nell'inseguimento finale in macchina, spietato e improntato a Duel.

Belfagor 5/10/09 18:47 - 2623 commenti

I gusti di Belfagor

Mi domando: si sentiva il bisogno di questo film? E per quale motivo? Solo per fare qualche bella ripresa dei paesaggi australiani (che rimangono comunque straordinari)? Oppure perché guardare dei miseri viaggiatori passati al tritacarne fa ormai parte dello Zeitgeist cinematografico? Spero onestamente che la risposta sia la prima. Raramente ho visto un simile esempio di violenza gratuita ed esplicita, che per di più banchetta su un fondo di verità storica (il caso di Ivan Milat). Da evitare come il vaiolo.

Lucius 6/05/10 15:16 - 2819 commenti

I gusti di Lucius

Terribile e riuscito. Un thriller crudele che spaventa lo spettatore, non solo per la leggenda che lo vuole basato su una storia vera, ma per una costruzione meticolosa di immagini e sequenze che creano angoscia e incutono paura. Agghiacciante la sceneggiatura e ottima la realizzazione, i paesaggi suggestivi in stile Twin Peaks servono solo a dare un apparente senso di calma che presto verrà spazzato via dal susseguirsi degli eventi. Terrificante.

Greymouser 7/05/10 17:00 - 1458 commenti

I gusti di Greymouser

Al di là delle solite incongruenze nelle azioni e reazioni dei personaggi, limite ormai tipico di questo genere, "Wolf creek" è un thriller feroce e cinico, che fin dall'inizio scoraggia qualsiasi speranza di aspettarsi un lieto fine. Le ambientazioni maestose aggiungono ulteriore fascino, e la poesia della natura fa da efficace contrasto alla crudeltà disturbante e allo squallore di certa specie di uomini.

Enricottta 14/07/10 20:14 - 507 commenti

I gusti di Enricottta

Se a qualcuno è sembrato un poco specchiarsi nei paesaggi, nei panorami a perdita d'occhio, nell'immensità dei cieli più azzurri del mondo, non ha capito che la natura in Australia è tanta, a volte troppa, ma sempre genuina. All'inzio del film si sente che il ragazzo di Sydney snobba il bifolco del deserto, è un luogo comune che esercita ancora molto fascino in noi occidentali, ma concedetemi la digressione: lì la realtà è che i ragazzi invadono un territorio che non gli appartiene e se la sono cercata!

Galbo 18/09/10 05:52 - 11384 commenti

I gusti di Galbo

Nulla di nuovo sotto il sole: un efferato serial killer prende di mira un gruppo di giovani che viaggiano per le desolate lande australiane; luoghi comuni del cinema horror usati ed abusati a lungo senza che gli autori abbiano una trovata degna di nota se non quella di versare sangue a profusione per accontentare gli amanti dello splatter. Per altro anche le interpretazioni del cast sono piuttosto scadenti. Il vero cinema (anche quello horror) è un’altra cosa.

Satyricon 19/09/10 16:24 - 147 commenti

I gusti di Satyricon

Film dalla sceneggiatura sintetica, bellissima fotografia e lunghi campi di ripresa fanno della prima parte un documentario estetico e noiosissimo e lungo preambolo alla seconda parte in cui risiede tutto il vero film. La storia è basata sul solito cliché che sia vera o inventata, ma diversamente da altri film, risulta molto più crudo e realistico grazie ad una tecnica di ripresa che rende l'immagine sporca priva di patinature. Le scene più violente sono due ma la forza sta nella suspance.

Beyond87 4/09/11 21:26 - 34 commenti

I gusti di Beyond87

Di per sè il film parte da uno script abbastanza scolastico: tre ragazzi in vacanza, una sperduta landa australiana, un sadico assassino abbigliato alla Mr. Dundee. Si capisce subito che il regista non vuole stupire con colpi di scena esagerati ma semplicemente confezionare un horror che poggia su una struttura ben solida, dove la tensione, i ritmi narrativi e il racconto, si fondono in un equilibrio esemplare. Ogni ingrediente è dosato con esattezza, nessuna sbavatura di troppo, niente fronzoli.

Giùan 7/09/11 16:47 - 2987 commenti

I gusti di Giùan

Uno di quei film che per l'incallito cinefilo emanano un fascino insano. Le citazioni son così smaccate che non c'è bisogno di ricordar il cattivo maestro Hooper. Altrettanto capziosa è l'astuta patina selvaggia offerta dai paesaggi del continente nuovo, per non parlar poi della tecnica da videoclip con camera a mano. Eppure è innegabile che l'obiettivo della mdp centra il bersaglio grosso e la narrazione inquieta, avvolge, destabilizza, creando l'universo distinto cui dovrebbe aspirare ogni pellicola. Impera un sarcastico understatement.

Gestarsh99 18/02/12 22:51 - 1322 commenti

I gusti di Gestarsh99

Riadattando parzialmente il classicissimo redneck-horror hooperiano del '74, McLean realizza una delle punte di diamante del nascente torture-porn, prudentemente contestualizzata nell'anno 1999, sia per svicolare il provvidenziale soccorso dei beneamati cellulari sia per richiamare opportunisticamente gli atroci delitti di Ivan Robert Marko Milat, il pluriergastolano killer dei saccopelisti australiani. Un trio di ingenui ragazzi di città, un bifolco maniaco, il massacro e la Natura, come al solito maestosa, iridescente, sconfinata ma anche arida, muta e insensibile agli scempi umani.
MEMORABILE: Gli incolti e abbaglianti panorami naturali dell'Australia del Sud; Il taglio delle dita e l'accoltellamento intra-spinale subiti dalla protagonista.

Rambo90 21/06/12 23:36 - 6343 commenti

I gusti di Rambo90

Davvero riuscito, anche se prende a prestito scenari (Le colline hanno gli occhi, The hitcher) e in generale storie già viste (Non aprite quella porta, La maschera di cera), il film ha una sua personalissima deriva nella figura del killer, azzeccata come poche altre negli ultimi anni e ben interpretata da Jarratt. Ci sono una buona dose di violenza e di tensione, protagonisti simpatici e un bel montaggio. Notevole.

Redeyes 9/09/13 08:23 - 2142 commenti

I gusti di Redeyes

Come una cartolina animata ti vedi il tuo Wolf Creek. Sotto bellissimi scenari dove la natura sembra farla da padrona si snoda questa storia che ha tutti gli elementi del deja-vù. Sinceramente siamo stufi di gnocchette e bellimbusti palestrati (che poi se ne fanno ben poco dei muscoli) nelle grinfie di schizzati alla Non aprite quella porta. Queste pellicole hanno, senza dubbio, il potere di non nascondere il finale, ma di certo non ne siamo felici!

Maxx g 18/11/13 04:53 - 492 commenti

I gusti di Maxx g

Thriller con pochi attori, musica ridotta all'essenziale, poca luce e molto buio: sono questi gli ingredienti di "Wolf Creek", pellicola diretta da Greg McLean. Come in molti film del genere, sono sempre i campeggiatori o villeggianti che dir si voglia a essere colpiti dal maniaco di turno. Dopo 45' di poco o nulla (inutile la scena dove le due ragazze sono vittime di sguardi e battute dei maniaci di turno) si invoca l'arrivo del terrore vero e proprio. La pellicola ha il pregio di tenere viva la tensione dello spettatore.

Viccrowley 16/05/14 03:02 - 803 commenti

I gusti di Viccrowley

Ancora una volta la natura è al potere, protagonista e al tempo stesso muta spettatrice della malvagità umana. Tre giovincelli si addentrano tra gli immensi spazi australiani per una vacanza che ben presto diverrà un incubo senza scampo. La civiltà rappresentata dai ragazzi si scontra con la cruda follia senza ragione di un redneck cacciatore che ama scuoiare animali e uomini senza distinzione alcuna. Fotografia magnifica e convincenti interpretazioni completano il quadro di un film il cui l'unico limite sta in alcune scelte di sceneggiatura.

Saintgifts 20/08/14 10:57 - 4098 commenti

I gusti di Saintgifts

Fare questo genere di film è senz'altro difficile. Difficile perché il materiale a disposizione non è poi molto. I sentimenti sono ridotti all'osso, gli stati dianimo sono due: terrore e demenza. Rimane la scelta del dove e qui il dove è stato centrato facilmente: McLean è australiano... Devo ammettere che ho il difetto di pretendere nei film comportamenti logici, per questo a volte anche certa comicità mi infastidisce; in questo film ce ne sono ben pochi e si cerca di giustificare il resto dietro il paravento del terrore. Buone le riprese del luogo.

Pumpkh75 30/05/15 22:52 - 1313 commenti

I gusti di Pumpkh75

La ricetta è sicuramente convenzionale, gli ingredienti meno: attori, personaggi, dinamiche e anche regia sono peculiari e riusciti. La vera qualità è però il doppio serial killer: il redneck autoctono, spietato e sarcasticamente sgradevole e un’Australia densa di squarci e paesaggi incantevoli ma foriera di un vuoto e di una desolazione che fanno più paura dei fendenti di John Jarratt. Gli esegeti dello slasher storceranno il naso, ma a mio avviso ha il suo fascino.

Almicione 9/09/15 03:18 - 765 commenti

I gusti di Almicione

Insipida pellicola ambientata nel bello e vasto e desolato outback australiano. L'introduzione alla vicenda vera e propria dura metà film e è quanto mai noiosa, ma quando poi si giunge al dunque la delusione è alta: paura nulla, suspense assente; soltanto una versione non proprio innovativa della strasfruttata tipologia horror che ci viene rifilata dai tempi di Le colline hanno gli occhi. Le componenti tecniche non brillano affatto e il cast è poco più che mediocre. Niente di memorabile e tutto da dimenticare.

Didda23 5/11/15 09:10 - 2287 commenti

I gusti di Didda23

Un pastrocchio che ricicla (senza reinterpretare) idee vecchie di trent'anni (i rimandi a Hooper sono innegabili), senza donare quell'aria malsana e putrida che è il punto di forza di opere del genere. Si assiste quindi a un gioco al massacro senza concatenazioni causali e questa mancanza non conferisce uno spessore psicologico ai personaggi. Si punta sulla macelleria più gratuita, senza eleganza o genialità formale. Si salvano la bella ambientazione australiana e qualche momento (la tizia che vede i filmini amatoriali nella telecamera). Filmaccio, inspiegabilmente sopravvalutato.
MEMORABILE: I bifolchi del luogo che provocano il ragazzo.

Taxius 6/02/16 21:28 - 1643 commenti

I gusti di Taxius

La storia è sempre quella, un gruppo di ragazzi che viene rapito e fatto a pezzi dal pazzo di turno; nonostante tutto Wolf Creek è migliore di molti altri slasher in circolazione in quanto è imprevedibile soprattutto nel finale. I soliti cliché dell'horror ci sono tutti e questa è l'unica piccola pecca, ma si può sorvolare. Il vero protagonista è il maniaco, un folle mix tra Mr Crocodile Dundee e Leatherface. Sangue e violenza non mancano. Promosso!

Cotola 23/08/16 02:48 - 7513 commenti

I gusti di Cotola

La vera nota positiva del film è, nella prima parte, l'uso dello splendido paesaggio australiano. Per il resto dopo una fase preparatoria un po' lunghetta con qualche riempitivo evitabile, si assiste ad un thriller abbastanza ordinario che non presenta elementi e guizzi di rilievo. C'è il solito pazzo omicida dal fisico semi indistruttibile, i soliti protagonisti che ogni tanto fanno cose senza senso, un po' di splatter. In ogni caso con un suo perché e con una discreta capacità di usare spazi e di dosare la tensione.

Pinhead80 20/01/17 18:59 - 3945 commenti

I gusti di Pinhead80

Nello sconfinato paradiso/inferno dell'outback australiano un terzetto di sprovveduti si trova a fare i conti con un serial killer solitario che sembra essere uscito direttamente da casa Leatherface. Se si tralascia qualche elemento poco convincente della sceneggiatura si tratta di un film più che sufficiente che va ad arricchire il campionario di efferatezze mostrate al cinema (vedi coltellaccio nella schiena per spezzare la colonna vertebrale e paralizzare) in un contesto paesaggistico unico e di per sé già inquietante.

Minitina80 4/11/17 12:05 - 2336 commenti

I gusti di Minitina80

Difficile trovare un motivo per salvarlo dall’oblio. Ci troviamo di fronte al solito manipolo di ragazzi che si imbattono nel sadico esaltato che vive emarginato dalla civiltà. Lo sfondo in questa occasione è dato dalle lande desertiche dell’Australia, le quali hanno sicuramente un impatto visivo non indifferente ma che nell’ambito di un horror assumono un ruolo alquanto relativo. Nessuno degli attori resterà impresso negli annali per le sue performance, compreso il cattivo di turno, di scarsa presenza scenica e dal dubbio carisma.

Kinodrop 2/12/19 20:32 - 1496 commenti

I gusti di Kinodrop

La trama non presenta particolari novità, anzi è volutamente un concentrato di horror-thriller precedenti; il punto di forza è dato dalla gradualità con cui gli eventi assumono il carattere sempre più inquietante e ansiogeno che si sposa bene con la maestosità dei grandi spazi australiani. I malcapitati di turno dovranno vedersela con un rustico cacciatore dall'aspetto accattivante ma... Il buon ritmo, la curata fotografia e la straordinaria prova attoriale di Jarratt fanno perdonare qualche faciloneria di troppo. Resta la crudeltà ruspante di Mick.
MEMORABILE: L'incontro vicino al cratere; La citazione ironica di Mr. Crocodile; L'accoltellamento lombare.

Rocchiola 18/07/19 10:23 - 864 commenti

I gusti di Rocchiola

Ennesimo epigono dei survival-slasher con la variante paesaggisticamente suggestiva dell’outback australiano. Per un’ora non succede nulla, tanto che si ha il sospetto di essere di fronte a un documentario del National Geographic; poi una mezz’ora di violenza ed efferatezze gratuite prive della benché minima suspense o progressione narrativa. Dimenticata la funzione primaria dell’horror, cioè quella di generare un genuino e liberatorio senso di paura e tensione, cosa resta? L’ispirazione a fatti realmente accaduti è del tutto pretestuosa. Fiacco.
MEMORABILE: Il risveglio dei tre turisti nell'officina di Jarratt adibita a sala di tortura.

Jena 17/10/19 18:37 - 1189 commenti

I gusti di Jena

Esordio di McLean più che buono. Prima sua arma vincente sono gli splendidi paesaggi dell'outback australiano, filmati in maniera ottima. E' vero che la prima parte del film con i teen che entrano nel deserto è un po' lunga, ma dà una sottile inquietudine penetrare dentro un mondo alieno in cui è appostato il "predatore". Seconda arma vincente è Jarratt, psicotico a metà strada tra Crocodile Dundee e Freddy Krueger (battutine comprese), anche se il personaggio non è del tutto sviluppato. Per il resto alto livello di gore e non molte novità.
MEMORABILE: I racconti di Jarratt attorno al fuoco; La tortura della tipa appesa al palo; "Questo è un coltello..."

Anthonyvm 20/10/19 16:00 - 1922 commenti

I gusti di Anthonyvm

Risposta australiana all'horror backwoods degli USA. L'andazzo non è dissimile dai modelli (Non aprite quella porta in primis), con qualche contaminazione dell'allora in auge torture porn à la Hostel, ma McLean punta saggiamente, almeno nella prima parte, sull'atmosfera e sul sottile dualismo di bellezza e minaccia che gli splendidi paesaggi evocano. La seconda tranche cade un po' nel convenzionale, fra sevizie e cliché (il ritrovamento dei video delle vittime), stonando col singolare clima sospeso dell'inizio. Comunque buono. Perfetto Jarratt.
MEMORABILE: Colloquio intorno al fuoco fra i ragazzi e Jarratt; La rottura della spina dorsale; Jarratt s'improvvisa cecchino; Il ragazzo crocifisso si "schioda".

Fedeerra 16/05/20 02:56 - 422 commenti

I gusti di Fedeerra

Un horror triste e malinconico, privo di qualsivoglia ironia, gioca con lo spazio e col tempo, indugia sui fatti e sulle psicologie per poi affondare di netto il coltello nelle piaghe. Gli orizzonti non sono soltanto accessori d’arredo ma servono per amplificare il senso di isolamento dei protagonisti. Villain entrato di diritto fra i più inquietanti del cinema horror degli anni 2000. Soundtrack raffinata.
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Undying • 7/05/10 18:27
    Scrivano - 7630 interventi
    Rebis ebbe a dire:


    SPOILER con il ritorno del ragazzo superstite alla civiltà, se non erro...FINE



    Sì, malridotto pur se vivo: ma a che prezzo...

    Ho trovato agghiacciante, invece,
    SPOILER
    la protagonista tenuta sotto mirino e uccisa all'ultimo momento con il killer impunito e ancora in libertà
    FINE SPOILER

    Tra i due elementi narrativi (e conclusivi) predomina il versante macabro...

    Ma capisco cosa intendi...
    Scusa se mi sono permesso di chiederti chiarimenti.
    Ultima modifica: 7/05/10 18:29 da Undying
  • Discussione Vawe • 7/05/10 19:13
    Galoppino - 94 interventi
    Un bel film, probabilmente per la sua semplicità, così schietta come lo è il movente del killer.
    Orrore puro che dilaga in una zona naturale e solitaria e la contamina.
    Riguardo il finale a me non dispiacque.

    Il regista ha optato per una scelta meno convenzionale rispetto ad altri suoi colleghi:



    SPOILER


    l'unico superstite è quello che si credeva inizialmente morto e che, alla fine, si è guadagnato meno la salvezza rispetto alle sue compagne di viaggio. Questo è innegabile.


    FINE SPOILER



    Una curiosità: nel film veniva detto che era tratto da una storia vera. Mi pare, però, che ciò non sia documentato ma che sia basato su reali sparizioni locali ma di cui non vi è alcuna testimonianza.
    Ricordo male?
  • Discussione Greymouser • 7/05/10 19:44
    Capo call center Davinotti - 561 interventi
    A me è rimasta sgradevolmente impressa

    SPOILER


    la scena in cui il killer recide il midollo spinale di una delle ragazze.


    FINE SPOILER


    Una delle efferatezze più disturbanti che mi sia capitato di vedere, nonostante l'assenza di sangue ed altri effettacci.
  • Discussione Undying • 7/05/10 19:48
    Scrivano - 7630 interventi
    Vawe ebbe a dire:
    (...)
    Una curiosità: nel film veniva detto che era tratto da una storia vera. Mi pare, però, che ciò non sia documentato ma che sia basato su reali sparizioni locali ma di cui non vi è alcuna testimonianza.
    Ricordo male?


    Secondo me è da intendere in maniera generica: essendo quella zona dell'Australia caratterizzata da un alto tasso di persone scomparse.
    Non credo si possa citare, in relazione al film, un fatto specifico di cronaca nera.
    E questo lo rende ancora più interessante...


    Greymouser ebbe a dire:

    SPOILER


    la scena in cui il killer recide il midollo spinale di una delle ragazze.


    FINE SPOILER


    Una delle efferatezze più disturbanti che mi sia capitato di vedere, nonostante l'assenza di sangue ed altri effettacci.


    Sì, quel momento del film è davvero cinico e spietato.
    Ultima modifica: 7/05/10 19:50 da Undying
  • Discussione Rebis • 7/05/10 20:43
    Comunicazione esterna - 4283 interventi
    ok, ho rivisto rapidamente il finale: in sostanza non mi piace il fatto che prima il killer viene rappresentato come pura emanazione naturale, una foggia per la morte al lavoro, per l'annientamento, e poi non solo viene dato un testimone all'orrore (il superstite) ma il film si chiude pure sulle didascalie che rimandano a presunti fatti reali, come diceva Vawe, insomma prima si lancia alla grande verso un nulla metafisico, spettrale, poi precipita tutto nella cronanca nera, nelle spiegazioni superflue, nel quotidiano... Mi fa l'effetto bolla di sapone!

    Comunque per me rimane un buon film, per carità, avercene... e concordo con Greymouser sulla raccapricciante sequenza del midollo spinale!
  • Discussione Lucius • 12/08/10 19:57
    Scrivano - 8326 interventi
    Sono d'accordo con Fangoria.Gran film di settore.
    Ultima modifica: 19/09/10 13:34 da Lucius
  • Curiosità Lucius • 19/09/10 13:34
    Scrivano - 8326 interventi
    Il film si basa vagamente su due differenti casi di cronaca nera. Il primo vede protagonista Ivan Milat che venne accusato di aver brutalizzato ed ucciso 6 turisti nel New South Wales negli anni '90. Il secondo caso è quello di Bradley John Murdock condannato a 28 anni di carcere per aver aver ucciso un saccoapelista inglese (Peter Falconio) e di aver stuprato la sua ragazza (Joanna Lees) a Barrow Creek nel 2001.Il ministero della Giustizia del Northern Territory chiese ai distributori di ritardare la premiere del film fino a che non si fosse concluso il processo di Bradley John Murdoch, accusato di aver ucciso il saccoapelista inglese Peter Falconio. Il processo iniziò il 17 ottobre 2005.
  • Curiosità Lucius • 6/11/10 18:16
    Scrivano - 8326 interventi
    Il cratere meteorico che si trova davvero nella parte occidentale dell'Australia, si chiama, in realtà Wolfe (con la "e") Creek.
  • Homevideo Columbo • 22/12/10 10:36
    Magazziniere - 1102 interventi


    DATI TECNICI

    Lingue / Formato audio
    Italiano / DTS HD 5.1
    Italiano / Dolby Digital 5.1
    Originale con sottotitoli in Italiano / Dolby Digital 5.1
    Sottotitoli
    Italiano; Italiano per non udenti

    CONTENUTI EXTRA
    Riprese sul set;
    Il make-up e gli effetti del film;
    Interviste al cast e agli attori;
    Trailer e spot.
  • Homevideo Rocchiola • 18/07/19 10:27
    Call center Davinotti - 1133 interventi
    Il bluray della Dolmen tuttora reperibile è un prodotto di ottimo livello. Immagine pulita ed audio molto chiaro anche se non potentissimo.