Appuntamento con l'assassino

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: L'agression
Anno: 1975
Genere: thriller (colore)
Numero commenti presenti: 18
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Un film schizofrenico almeno quanto i suoi protagonisti, che punta a sovvertire le regole tradizionali del thriller confluendo in un finale quasi parodistico, per quanto sorprende, e che mescola più influenze per accelerare in coda senza un vero perché. Si comincia con un duello autombolistico dal sapore spielberghiano: la sfida non è però lanciata da un autotreno ma da tre motociclisti, che braccano Paul Varlin (Trintignant), sua moglie e la figlioletta: si avvicinano, superano e risuperano l'auto, fanno gestacci, provocano finché riescono a far uscire i tre poveretti di strada. Paul viene preso a calci e pugni, sua moglie fa la stessa fine, poi il buio: quando l'uomo riprende i sensi è...Leggi tutto notte, lei e la figlia morte. La polizia giunta lì lo interroga, lui non sa cosa dire. Non sa come arrivare agli assassini: avevano il casco, nessun segno di riconoscimento... Si cerca di aiutare l'uomo, lo si convoca per un confronto, ma come sperare di ritrovare i responsabili, con così pochi elementi a disposizione? E allora Paul si consola con la cognata (Deneuve), beve e cerca in qualche modo di farsi giustizia come può. Pirès ha le idee piuttosto chiare: confonde le acque, i generi... se ne frega di ogni elaborazione del lutto e fa reagire il protagonista come non ti aspetti, così come pure la cognata ti sorprende: comportamenti inattesi e personaggi la cui presenza inizialmente sembra ingiustificatamente ingombrante (il gestore del locale sulla strada interpretato da Brasseur). Il tutto però sembra fin troppo artificiosamente sopra le righe; persino il giudice istruttore cui dà il volto Milena Vukotic non si sottrae alla regola e in fin dei conti regia e cast lavorano nella stessa direzione fino al catastrofico finale, in cui tutto va all'ammasso. L'interesse in direzione della soluzione attraverso un percorso logico di raccolta di indizi e di sviluppo progressivo del'indagine viene accantonato per favorire (come in fondo quasi sempre capita col cinema francese) lo scavo psicologico dei caratteri, con l'immancabile spazio dedicato al sesso e qualche capezzolo che spunta fuori gratuito (compreso quello della Deneuve). Trintignant è una volta di più l'emblema dell'uomo tormentato e combattuto, mai certo di comportarsi nel modo più consono, il nostro Franco Fabrizi si ritaglia un piccolo ruolo da "mediatore" nel finale. La regia però fa poco per rendere davvero coinvolgente il film, che sembra partire per la tangente quasi subito senza un perché, come non si capisse dove voglia andare a parare divertendosi nel finale a stupire con un'idea che pare inventata lì per lì tanto per chiudere in modo diverso, ricercatamente sgangherato. Uno dei tanti particolari che fa pensare a una similexploitation d'autore artificiosa, costruita artatamente per far gridare al film “diverso”. Lo è anche, ma infischiandosene della logica e rimescolando troppi ingredienti diversi senza preoccuparsi di sposarli coerentemente. Più un'occasione sprecata che un brutto film. Piccola parte per un giovanissimo Auteuil, non accreditato: si becca uno schiaffo in faccia in una scena sullo sfondo durante un'accesa discussione sul maschilismo.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/06/08 DAL BENEMERITO MASCHERATO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 8/11/18
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Mascherato 13/06/08 12:40 - 583 commenti

I gusti di Mascherato

Non c'è bisogno di dilungarsi più di tanto: Appuntamento con l'assassino è un gran bel giallo, girato con perizia e con un cast di tutto rispetto. E basta! Per abbandonarvi alla visione di un film, avete bisogno di un auteur dietro la m.d.p.? di una weltanschauung da condividere? di un approccio metacinematografico? di qualche altro cerebralismo? Allora lasciate perdere. Nel caso in cui, invece, doveste decidere di vederlo, vi sfido a scoprire il colpevole prima della conclusione.

Ellerre 28/07/09 17:29 - 89 commenti

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Bel giallo costruito su un ottimo soggetto tratto dal romanzo di John Buell "The Shrewsdale Exit" (1972). Il quadro è di una Francia rurale che fa da sfondo al tragico susseguirsi dei fatti e, al margine, il coinvolgimento sentimentale tra Paul (Trintignant) e la cognata Sarah (Deneuve) alla ricerca della verità. Anche le scene più prolisse, tipiche nel lessico cinematografico francese, non arrecano alcun disturbo alla visione. Finale a sorpresa. Altamente raccomandato.

Stefania 16/01/10 16:33 - 1600 commenti

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Bel film giallo, senza facilonerie e senza tempi morti, malinconico e amaro. La ricerca della verità e della giustizia conduce il protagonista in fondo a un vicolo cieco, ma il finale è sorprendente. Una storia coinvolgente, e un cast ammirevole. Buono.

Cotola 31/08/10 10:32 - 7622 commenti

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Thriller d'oltralpe molto interessante, con una storia che sembra come tante, ma che presenta alcune differenze intriganti rispetto ad altre pellicole del genere. Il ritmo non sempre è serrato ma l'interesse si mantiene vivo. Cast ricco e all'altezza con una Deneuve sensualissima e di fulgida bellezza. La parte finale, con sorpresa, è davvero notevole. Consigliato.

Daidae 5/09/10 14:21 - 2762 commenti

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Uno dei miei gialli preferiti. Davvero complicato e difficile da capire, cast superbo con ottimi attori. Necessita assolutamente di una riedizione in digitale per "passare" alle nuove generazioni un valido prodotto del 70. Sicuramente oltre i 3 pallini meritati il voto finale.

Lucius 18/09/10 01:34 - 2819 commenti

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L'incipit è quello di Duel, ma stavolta non siamo di fronte ad un tir quanto invece ad una banda di incalliti motociclisti che prende di mira una coppia borghese. Un cast di tutto rispetto per un giallo (dalle venature drammatiche) in continuo movimento. La colonna sonora è sul genere dei Goblin e la pellicola ha la sua forza nel finale, con un colpo di scena che sovverte i clichè del giallo. Interessante il risultato finale.

Homesick 9/02/12 17:23 - 5737 commenti

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Il soggetto giallo è svolto in maniera personale con improvvisi cambi di rotta – l’inizio si avvia al rape & revenge, poi subentrano la giustizia privata, una love-story e note contestatarie – e robuste sene d’azione cui prendono parte veri campioni di motociclismo e il glorioso stuntman Remy Julienne, molto attivo anche nei polizieschi di casa nostra. Una risorsa in più è offerta dal valore degli interpreti, in particolar modo il cittadino che si ribella Trintignant e un bizzarro Brasseur armato di registratore e dedito al voyeurismo uditivo .
MEMORABILE: L’auto di Trintignant inseguita dalle moto; Brasseur che fa ascoltare i suoi nastri con le incisioni dei versi degli animali in calore.

Buiomega71 21/08/12 00:19 - 2298 commenti

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Straordinario thriller on the road che mischia umori di rape and revenge, giallo italico, western, poliziesco e anticipa Interceptor (vedi il fulminante e raggelante finale, tra confessioni shock, incidenti stradali e fucili spianati). Finalmente un nero francese che lascia da parte le lentezze e gli snobismi, punta allo stomaco e inietta robuste dosi di adrenalina. Di massimo splendore la Deneuve e viscidissimo Brasseur. Gran finale, che mi ha ricordato Non aprite quella porta. Robusta e tesissima la regia di Pirès, sull'onda dei nostri registi di genere.
MEMORABILE: Lo straordinario inizio, con Trintignant e famiglia sulla Volvo assediati in corsa dai centauri; L'allucinante finale sulla strada con la Fani.

Piero68 11/04/14 08:50 - 2781 commenti

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Revenge-movie a tratti troppo maldestro anche per i cliché dell'epoca. Si fa seguire, questo è innegabile, ma la sceneggiatura è davvero buttata lì quasi per caso e molte scene servono solo da riempitivi. Finale a sorpresa che tanto a sorpresa non è e cast che avrebbe meritato qualcosa in più. Impeccabili invece le scene motociclistiche e gli inseguimenti a folle velocità anche per le stradine di montagna. Ingenuo in alcuni casi troppo cinico in altri. **! è una giusta media.

Manfrin 21/04/14 20:51 - 329 commenti

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Un trio di ottimi interpreti conduce con classe una vicenda a metà tra il giallo e la strano rapporto sentimentale tra il fresco vedovo Trintignant e la cognata, una splendida Deneuve. Poche ma ben girate le acrobatiche scene d'azione e finale invero interessante.

Nicola81 10/02/16 21:53 - 2007 commenti

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L'inizio è promettente, ma poi ci si dilunga troppo a lungo e troppo grossolanamente sul rapporto morboso che si sviluppa tra il protagonista (un Trintignant che non sembra particolarmente affranto, per essere uno cui hanno appena ammazzato moglie e figlia) e l'avvenente cognata (una Deneuve ovviamente bellissima, ma anche lei alle prese con un personaggio infelice). Il finale consente al film di guadagnare la sufficienza, ma resta l'impressione di un'occasione sprecata. Anche la Vukotic giudice in gonnella lascia un pò il tempo che trova.
MEMORABILE: L'incipit; Il confronto all'americana; Il finale.

Rufus68 29/07/16 08:55 - 3152 commenti

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Giallo a bassa tensione. La vendetta, che dovrebbe esserne il motore principale, in fondo è quasi marginale; il film vale per certi episodi a latere: la relazione fra Trintignant e la cognata Deneuve (notevole il loro ambiguo gioco di seduzione), le manie del ristoratore (un voyeurista di dialoghi). I due protagonisti principali sono eccezionali (e la Deneuve è bellissima), ma Brasseur vale il prezzo del biglietto.

Gius 1/09/17 17:06 - 40 commenti

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Noir di grande impatto emotivo. Trintignant interpreta un padre di famiglia borghese che si trova improvvisamente coinvolto in una tragedia. Il ritmo del film teso e violento viene portato avanti dall'ossessionante ricerca di verità del protagonista. Una verità che sarà risolta in modo inatteso. Trintignant sembra talune volte imbambolato e tranquillo, ma è un effetto voluto dal regista. Bellissima la divina e sensuale Deneuve. Di grande qualità le scene d'azione con le motociclette realizzate da veri professionisti e da Remi Julienne.
MEMORABILE: L'inseguimento iniziale e quelli successivi con le motociclette; Splendide le Kawasaki 500 e 900.

Beffardo57 4/09/17 17:01 - 262 commenti

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Strano giallo - più che thriller, dati i ritmi blandi - che sembra perdersi per vicende (le schermaglie con la cognata, la rissa nel night) e personaggi collaterali (il voyeur acustico, il viscido proprietario del motosalone), senza sapere bene dove andare a parare. C'è una fulgida Catherine Deneuve e anche la signora Fantozzi nella parte di un mite giudice istruttore. Infiniti inseguimenti, caroselli di moto, fuoristrada improbabili. Alla fine, l'impressione è di un insieme di elementi assai mal assortiti. Dimenticabile in fretta e senza sforzo.

Faggi 7/11/18 14:42 - 1509 commenti

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Giallo presuntuoso di fabbricazione francese, con partecipazioni di attori italiani (sprecati). Molto carente di plausibilità dall'inizio alla fine; ulteriormente inficiato da passaggi e interpretazioni caricaturali (interpretazioni, peraltro, di nomi non qualsiasi: Trintignant, Deneuve, Brasseur). Regia votata a un suo personale santo (un santo al quale è arduo credere). Pre-finale (con scioglimento dell'enigma) che conclama del tutto il tarlo del dubbio. Finale con morale da un soldo bucato. Musica pessima.

Anthonyvm 8/04/19 21:48 - 2131 commenti

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Atipico nel peggiore dei modi questo dramma thriller: parte come un rape & revenge (e anche tosto, con stupro e morte di una donna e una bambina), prosegue per strade autoriali fuori luogo con qualche critica sociale buttata lì (e che nel finale diventa anche fastidiosamente didascalica) miscelandosi a inseguimenti adrenalinici rovinati da musichette ammazza-tensione. La mancanza totale di pathos emotivo e umano toglie verosimiglianza e aliena il coinvolgimento del pubblico. Non sempre non-banale è sinonimo di qualità. Azzeccato il twist finale.
MEMORABILE: Lo schizzatissimo Brasseur; Trintignant ubriaco che importuna una tutto sommato consenziente Deneuve; Il finale a sorpresa.

Keyser3 13/03/20 16:47 - 133 commenti

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Confuso e trascurabile. Mette troppa carne al fuoco mescolando troppi generi, senza peraltro trovare un registro adeguato. Il comportamento dei personaggi lascia poi talora a bocca aperta: il marito che, appena perdute moglie e figlia, ci prova con la cognata, lei che lo respinge con la forza salvo poi ripensarci dopo cinque minuti... Brevissima apparizione per la Fani.
MEMORABILE: I deliri di Brasseur.

Il Dandi 23/10/20 00:15 - 1849 commenti

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Exploitation in piena regola per un ennesimo sotto-Giustiziere della notte la cui connotazione francese è ben resa dall'ambientazione provinciale. Il "rape" è da antologia, con un inizio serrato che non lascia respiro, ma la "revenge" che ne segue è eccessivamente diluita, affidata a personaggi poco empatici (malgrado gli interpreti di eccezione) e pure mal indirizzata, con un finale a sorpresa simile a quello del cugino italiano L'uomo della strada fa giustizia. Pregevole assemblamento di cast, con una Vukotic pre-comica, Fabrizi laido al solito e un giovane Auteuil di passaggio.
MEMORABILE: L'inseguimento iniziale dei moticiclisti.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Amarcord • 5/09/11 17:59
    Disoccupato - 66 interventi
    Da segnalare l'esordio cinematografico di Daniel Auteuil (non accreditato) in una piccola parte: "Si becca uno schiaffo in faccia in una scena sullo sfondo durante un'accesa discussione sul maschilismo" (come dice Marcel MJ Davinotti jr nel papiro):


  • Discussione Buiomega71 • 21/08/12 11:47
    Pianificazione e progetti - 22102 interventi
    L'ESTATE FRANCESE IN NERO

    Finalmente un nero francese che punta dritto allo stomaco, lascia perdere sofismi, snobismi, lentezze e intellettualità, e arriva dritto dritto alle viscere, non molla mai la presa e la tensione regge per tutti i 96 minuti.

    Quasi un progenitore di Interceptor (Trintignant , come il Max Rockatansky di Mel Gibson farà nei confronti della gang del Teo Cutter, spara a bruciapelo terribili fucilate ai motociclisti, sulla strada assolata, con moto che vanno a sbattere e centauri che ruzzolano sull'asfalto), per poi rocambolare nello schoccante e allucinato finale (sempre sulla strada) con la Deneuve e la Fani che scappano terrorizzate dall'assassino, prima dell'agghiacciante confessione e dell'ecatombe di incidenti a catena, che mi ha riportato alla mente il finale di Non aprite quella porta.

    Road movie, mischiato a dosi violente di rape and revenge, echi western (il paesino diroccato stile sassi di Matera e Trintignant spietato vendicatore con fucile a pallettoni) spizzichi del nostro thriller e del nostro poliziottesco, dove Pirès gira come il più scafato dei nostri registi di genere (da antologia l'inseguimento adrenalinico tra Trintignant e Deneuve su una Fiat Mirafiori nera e la gang dei motociclisti, da far sbiancare d'invidia Lenzi e Castellari messi insieme), e non ha paura di sporcarsi le mani (il viso della bambina morta avvolto in un sacco di cellophane).

    Morboso, violento, furente e feroce, dove la bestialità umana non ha confini e può nascondersi dentro all'essere più insospettabile. E l'orrore viene naturale, senza motoseghe o maschere, ma un semplice mangianastri a cassette.

    La Deneuve e al massimo del suo splendore (capelli lunghi, poi corti, calze nere con la riga, di culto gli approcci di Trintignant sbronzo e loro due a mollo nel laghetto per tirar fuori la Mirafiori impantanata), Brasseur viscidissimo e repellente, una Leonora Fani sempre ninfetta e tette all'aria, che si apparta in auto con un ambiguo Franco Fabrizi, e poi vittima alla Marilyn Burns sulla strada, in balia dell'assassino, che la prende a sberloni e le strappa i vestiti, o quando cade dalla moto con indosso autoreggenti e zatteroni)

    Straordinario l'inizio puramente on the road, con Trintignant e famiglia sulla Volvo, assediati in corsa dalla ghenga dei motociclisti.

    Ottima la fotografia del nostro Silvano Ippoliti, e la musica ossessiva di Robert Charlebois con sonorità che ricordano quelle composte da Ton Scherpenzeel per Spetters

    ATTENZIONE SPOILER


    Finale tra i più belli che un thriller on the road possa vantare: La Fani sul ciglio della strada in balia dell'assassino che la prende a ceffoni, la Deneuve che fugge, le registrazioni con le urla delle vittime, l'assassino che và in estati sentendoli e delirando, la Fani alla Deneuve :" Scappa, scappa, non da quella parte scema!", poi l'ecatombe di automobili e roulotte, il delirio assoluto del maniaco che implora e cade nel baratro della follia.

    FINE SPOILER

    Da brividi la cena a casa di Brasseur, con registrazioni di versi di animali in calore e foto di donne nude, che mi ha portato alla mente le ispezioni tetragone domiciliari di Jake Gyllenhaal in Zodiac.

    Quando ci si mettono, i cuginetti, possono rivaleggiare con il thrilling americano e italico, senza remora alcuna.

    L'aggresion brilla di luce propria, diamante grezzo davvero più nero del nero.
    Ultima modifica: 21/08/12 13:31 da Buiomega71
  • Discussione Didda23 • 21/08/12 12:03
    Comunicazione esterna - 5731 interventi
    Può puntare alla palma?
  • Discussione Buiomega71 • 21/08/12 12:27
    Pianificazione e progetti - 22102 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Può puntare alla palma?

    Sicuramente...Sì! Lo metto alla pari di Cani arrabbiati e Autostop rosso sangue.

    Grandissimo thriller on the road che sembra più aussie che non francofono.

    Sì, si, sicuramente nella rosa dei tre.
  • Curiosità Buiomega71 • 28/03/14 10:36
    Pianificazione e progetti - 22102 interventi
    Direttamente dall'archivio privato di Buiomega71, il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni (Ciclo:" Brividi Gialli", Giugno 1986) di Appuntamento Con L'Assassino:

  • Curiosità Fauno • 12/07/19 18:18
    Contratto a progetto - 2544 interventi
    Dalla collezione cartacea Fauno, il flano del film: