LE LOCATION

I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/10/20 DAL BENEMERITO ANTHONYVM
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Anthonyvm 3/10/20 02:08 - 2116 commenti

I gusti di Anthonyvm

Dopo un intrigante setup, immerso in un clima ambiguo e fosco, fra superstizioni e oscuri fanatismi dalle parti di Avati e Fulci, de Feudis (qui al suo esordio) perde la bussola e s'impantana in una fanghiglia di cliché, lasciando la via del folklore per noiose scorciatoie mainstream. Non dispiacciono le influenze asteriane, ma fra possessioni tardo-friedkiniane (perché non puntare su Rondi?), bambine da salvare in stile James Wan e persino maledizioni dai richiami orientali (i capelli in gola à la The ring), il processo di depersonalizzazione ha la meglio. Finale del tutto insapore.
MEMORABILE: Il rituale nell'incipit; Gli alberi sradicati; Il morso della tarantola; La ragazza posseduta nella grotta; La pustola incisa nel rituale conclusivo.

Ira72 3/10/20 17:12 - 969 commenti

I gusti di Ira72

Aria nostrana, pugliese per l’esattezza, dal clima fortemente fulciano, soprattutto nella prima ora. Un horror ben ambientato in terre dalle profonde e radicate credenze popolari e girato quasi interamente all’interno di una maestosa e decadente villa che diventa quasi protagonista indiscussa degli inquietanti accadimenti. Peccato per gli effetti speciali utilizzati nell’ultima parte, che tolgono quel sapore verace, quasi avatiano, che tanto solleticava il palato. Però. Esordio meritevole ed apprezzabile per de Feudis che va incoraggiato con mezzo pallino in più, anche per il cast.
MEMORABILE: Interessanti anche le foto ai titoli di coda.

Corinne 8/10/20 20:29 - 405 commenti

I gusti di Corinne

Le premesse sono ottime, con quella bella villa decadente ed opprimente e i richiami a un folklore nostrano, a riti misteriosi e terribili segreti di famiglia. Il pensiero va subito ad Avati, a Fulci e in generale ad un certo genere di cinema "all'italiana" mentre invece, puff, all'improvviso si è catapultati in una risoluzione banale e noiosa da horror d'oltreoceano, che fa apparire pretenziosa la cornice e financo i titoli di coda, che sembrano davvero appartenere a un altro film.

Mco 21/10/20 13:52 - 2157 commenti

I gusti di Mco

Storia di pozioni e possessioni, magia e rituali. Nel profondo sud della bella Italia le tarantole possono essere foriere di un veleno ben più potente del consueto. Un frastornato Scamarcio porta seco dolori risalenti, la sua graziosa futura moglie ne segue inconsapevolmente le tracce sino a trovarsi innanzi al Male. De Feudis conferisce all'opera un'aura fascinosa, irradiante l'intera narrazione e ben ispirata dalle musiche di Massimiliano Mechelli. Legami immarcescibili, tramiti di un'invasione nella quotidianità da parte del soprannaturale. Un vero e proprio gioiellino.
MEMORABILE: La rottura degli specchi; Le litanie rituali.

Kinodrop 9/10/20 20:15 - 1591 commenti

I gusti di Kinodrop

L'antefatto antropologico (De Martino) con tanto di fascinazioni e tarantole, porta fuori strada e sembra pretestuoso per un horror che prende poi direzioni totalmente diverse, assecondando cliché più battuti e di facile presa. Apprezzabile senza dubbio l'ambientazione tra la grande villa decadente e gli olivi secolari che la circondano, l'ambiguità di pratiche misteriche e le allusioni a crudeltà "a fin di bene", ma ciò che latita invece è la consequenzialità della narrazione, con un finale "che farebbe pensare a un sequel". Facce giuste, recitazione piuttosto modesta.

Lupus73 23/11/20 12:25 - 680 commenti

I gusti di Lupus73

Niente male questo folk horror italico ambientato in Puglia che può ricordare l'horror di Avati o il Paperino di Fulci. Con notevole enfasi sull'atmosfera del sud Italia la regia impregna ogni scena di superstizione popolare trasportandola sul piano del soprannaturale (forse a volte calcando un po' la mano su SFX e scene alla maniera d'oltreoceano). Il trucco del personaggio di Ada ricorda Regan e Samara ma a livello di contenuti è più forte il rapporto con la Purificata rondiana: il malocchio, i riti popolari, l'attaccamento morboso ad una relazione passata fino alla possessione.
MEMORABILE: Gli elementi dei riti popolari e della superstizione ben resi ed enfatizzati; Il tema della fascinazione (chiarito già nei credits iniziali).
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Kinodrop • 9/10/20 19:41
    Archivista in seconda - 82 interventi
    Ciao Anthonyvm, ho appena visto il film e letto il tuo commento che mi sento di condividere in pieno e in particolare per avere individuato gli antefatti filmici sparsi qua e là (sebbene in tono minore).
    Complimenti e un saluto,
    Kinodrop!
  • Discussione Anthonyvm • 9/10/20 23:48
    Formatore stagisti - 378 interventi
    Kinodrop ebbe a dire:
    Ciao Anthonyvm, ho appena visto il film e letto il tuo commento che mi sento di condividere in pieno e in particolare per avere individuato gli antefatti filmici sparsi qua e là (sebbene in tono minore).
    Complimenti e un saluto,
    Kinodrop!

    Buonasera, Kinodrop! Grazie per la condivisione e per i complimenti. :)
    Ho scritto il commento di getto subito dopo aver visto il film, quindi all'apice della delusione. Le atmosfere della prima parte mi hanno subito rammentato il meglio del "nostro" horror d'autore, ben inserite comunque in un contesto elegantemente internazionale e odierno (ottimi i campi lunghi sulla natura plumbea, commentati tra l'altro da uno score adeguato). E poi, pezzo dopo pezzo, tutte le speranze sono crollate.
    Per quanto si possa riconoscere a de Feudis un buon mestiere e un'evidente cura formale (per certi versi pure meglio dell'Avati de Il signor Diavolo), dubito che siano questi i preamboli per la nascita di una tanto agognata "new wave" horror italiana.
    Certo, si capisce che, per poter competere coi gusti del largo pubblico (il film è stato pure doppiato in altre lingue, Inglese incluso), si debba tener conto di mode e tendenze, ma così facendo si finisce per creare l'ennesimo clone incolore jameswaniano, inevitabilmente destinato al dimenticatoio nel giro di poco tempo.
    Abbiamo un'ottima tradizione alle spalle, ed è chiaro che ultimamente l'autorialità in campo orrorifico ripaga (si vedano giusto Eggers, Aster e la nuova leva di colti spaventatori), quindi perché deviare così spudoratamente sul mainstream da Blumhouse di seconda categoria, per di più dopo aver dimostrato nella prima tranche che i numeri per un'opera raffinata c'erano tutti? È soprattutto questo il motivo per cui non ho potuto che tenermi basso sul pallinaggio.
  • Discussione Kinodrop • 10/10/20 19:10
    Archivista in seconda - 82 interventi
    Ciao Anthonyvm, grazie a te per la risposta che circostanzia ancora meglio il giudizio e il pallinaggio su questo tentativo di horror un po' acerbo e per certi versi velleitario.
    Saluti K.