Cortesie per gli ospiti

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/10/07 DAL BENEMERITO SUPERVIGNO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 29/12/12
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Il Gobbo 24/10/07 19:16 - 3011 commenti

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Ciofecone patinatissimo (di patinato anni '80, del resto minacciato fin dai titoli che annunciano "abiti di Giorgio Armani"), co-prodotto da Rizzoli e dal Berlusca, reso ancor più pesante dalle estenuate, onnipresenti musiche di Badalamenti, e da una regia didascalica e senza nerbo. I dialoghi (di Pinter) tengono luogo delle torture che nel libro pare vengano inflitte ai protagonisti, solo che qui i torturati siamo noi. E sull'uso e abuso di Venezia come location ci vorrebbe una legge. Penale.

Supervigno 22/10/07 23:11 - 229 commenti

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Polpettone barocco tratto da un bel libro di Ian McEwan, perde per strada la morbosità e le perversioni che rendono attraente il libro e si smarrisce tra musiche (Badalamenti) invadenti e scenografie affascinanti ma estenuanti. I quattro interpreti sono bravi, Everett è davvero bellissimo, ma il film non scorre, si trascina tra dialoghi forzati e immagini patinate di Venezia fino ad arrivare all'evento finale, che peraltro si intuiva sin dalle prime scene. Deludente.

Galbo 26/03/10 05:42 - 11382 commenti

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Tratto dal romanzo di Ian McEwan, è un sceneggiato da Harold Pinter. Ambientato in una Venezia cupa ed autunnale, è un film di grande eleganza formale ma estremamente freddo e scarsamente capace di emozionare lo spettatore. Anche i protagonisti, sebbene di indubbia bravura, non forniscono una prova convincente e non sollevano il film dalla mediocrità.

Stefania 31/03/11 14:16 - 1600 commenti

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Altra luna di fiele, luna nerissima che sembra candida perché velata da una nuvola di cortesie: prima piacevoli, poi soffocanti, poi... Una coppia irretisce ed annienta un'altra coppia, è un thriller con finale horror, meno cerebrale e tagliente del romanzo, più banalmente estetizzante, ma l'adattamento è puntuale: i personaggi mantengono la loro indecifrabilità di temibili sfingi, e la violenza sotterranea che caratterizza il loro rapporto resta misteriosa nelle cause ma ineluttabile nel decorso, come una malattia fatale. Lagunare e decadente.
MEMORABILE: Lo strano appartamento di Robert e Caroline... Helen Mirren in un ruolo quantomeno insolito per lei!

Saintgifts 2/08/16 18:09 - 4098 commenti

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Ho letto da qualche parte che il romanzo di Ian McEwan da cui è stato tratto questo film può essere accostato a "Doppio sogno" di Arthur Schnitzler, (da cui Stanley Kubrick nel 1999 ricavò Eyes Wide Shut). Sono d'accordo, anche se il lavoro di Paul Schrader (sceneggiato da Pinter) crea in modo diverso le torbide atmosfere che accomunano i due lavori. Pure se non specificata nel romanzo la città dove si svolge, la storia può essere solo Venezia, veramente complice innocente di "eleganti" perversioni umane. Bravi i quattro protagonisti.

Maxx g 12/02/17 23:33 - 492 commenti

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Torbido noir tratto da un romanzo, "Cortesie per gli ospiti" intriga per le atmosfere surreali, nonostante la staticità di Everett e della Richardson. La Miller appare fuori parte mentre Walken è una presenza inquietante quanto basta. La trama potrebbe avere mille potenzialità ma risolve ben poco, lasciando allo spettatore un disagio e un vago senso di indefinito. Si può anche perdere.
MEMORABILE: I (semi)nudi della Richardson.

Daniela 10/07/17 15:17 - 9376 commenti

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Nel romanzo di McEwan, il nome della città non è esplicitato, ma solo Venezia, nel suo aspetto più morbido e decadente, poteva ospitare una storia di morbosa sensualità come quella che Schrader traspone in modo elegante, pur senza riuscire a trasmetterne tutte le sfumature. Fondamentale il quartetto attoriale: Everett giovane semidio inconsapevole della propria bellezza, Walken insinuante ed ipnotico come un cobra, Mirren fine ed ambigua nel ruolo della moglie masochista, Richardson presenza leggiadra dai riflessi preraffaelliti.

Beffardo57 24/08/19 14:38 - 262 commenti

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Gli ingredienti giusti c'erano: come base un romanzo intrigante, un regista abile, uno sceneggiatore di lusso (Pinter), attori di prima scelta, una location un po' abusata (Venezia), dalla cui fascinosa fatiscenza però si può sempre cavare qualcosa. Malgrado le premesse, il soufflé si affloscia e resta solo un'operina estenuata ed estetizzante, vagamente ipnogena malgrado il tema: il Mostro nascosto in Laguna e la sua Signora morbosa complice non riescono a essere spaventosi né particolarmente interessanti. E anche le vittime non brillano.
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