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TOLO TOLO

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 17
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 2/1/20 DAL BENEMERITO GALBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 12/1/20
Sulla carta il nuovo progetto di Zalone non sembrava poi così distante dai precedenti: l'occhio sempre puntato sull'attualità, l'obiettivo divertirsi alle spalle dei luoghi comuni attraverso un linguaggio originale a metà strada tra il cafone e il "diversamente acculturato". Invece questa volta le differenze sono sensibili: l'immersione in una realtà comunicata dai media spesso solo superficialmente viene attuata percorrendo "il grande viaggio", quello che dall'Africa subsahariana porta i migranti fino a raggiungere le coste italiane. Rifugiatosi in Kenya per sfuggire ai creditori di Spinazzola (Puglia) dove aveva un sushi-bar, Checco decide dopo non molto che è tempo di emigrare in Liechtenstein (un paradiso fiscale), ma in incognito. Per questo decide di aggregarsi a uno dei tanti gruppi in partenza per l'Europa, convinto che il trasferimento non debba poi essere così complicato. Niente di più sbagliato, come si può immaginare, e quello che seguiamo è in fondo un road-movie africano vissuto con la cristallina ingenuità di chi i pericoli li percepisce solo parzialmente, di chi affronta un viaggio drammatico preoccupandosi innanzitutto di avere con sé la crema per il viso all'acido ialuronico e i vestiti firmati. La forza del personaggio Zalone è intatta, la riconoscibile impronta della sua singolare proposta umoristica anche; è la sceneggiatura a perdere invece qualche colpo di troppo inseguendo l'ambizione di un film meno superficiale che faccia battere la lingua dove il dente duole. Castigat ridendo mores, insomma, secondo l'insegnamento più tradizionale della nostra commedia. Per farlo però Zalone rinuncia all'immediatezza sua tipica, riducendo la propria efficacissima capacità di stimolare la risata. Non mancano comunque le scene divertenti e le gag "facili" solo in apparenza, che rielaborando situazioni abusate giocano abilmente sull'interpretazione zaloniana delle risposte (si vedano le scene in albergo con il sogno erotico Idjaba che ripara in camera di Checco per non cadere in tentazione coll'attraente reporter francese), sul ribaltamento della realtà (la telefonata alle autorità italiane in cui è lui a decidere se il porto assegnato loro va bene o no, lo stupore quando capisce che non è lui a dover pagare i creditori ma l'Italia a dover pagare il riscatto per farlo rimpatriare) o sull'esasperazione di atteggiamenti denunciati più volte come pericolosi dai media di oggi (gli attacchi di “fascismo”, con conseguenti declamazioni stentoree dei discorsi mussoliniani). Le battute azzeccate non mancano insomma, ma sono inserite in un contesto non più costruito esclusivamente per prepararne il campo. Qui c'è una storia da raccontare, puntellata sì da momenti divertenti ma anche da belle riprese dei paesaggi africani, da pause dovute a dialoghi non necessariamente spassosi, da una regia (firmata per la prima volta da Zalone stesso) che non ha più la sicurezza finora dimostrata nella gestione di tempi e ritmi e si perde in lungaggini inutili, con reiterati messaggi volti a un'ampia riflessione sul tema e troppe canzoni (nemmeno riuscite come un tempo). Se un film così l'avessero proposto altri avrebbe probabilmente raccolto consensi maggiori; è il raffronto con precedenti ingombranti e d'indirizzo diverso a penalizzarlo e portare inevitabilmente a soffermarsi sul fatto che le risate e le gag siano in ultima analisi più contenute rispetto al passato. Vero, ma restano comunque in numero maggiore rispetto alla media dei film di argomento analogo, associate qui a invenzioni spesso non banali e se banali (l'attacco di dissenteria in autobus) supportate comunque dall'interpretazione superiore di chi non a caso ha clamorosamente sbriciolato negli anni ogni record d'incasso. E stupisce comunque l'omogeneità del prodotto finito, in Zalone: lo stesso registro viene mantenuto senza mai dare la sensazione di cambiare radicalmente da un minuto all'altro; quello scelto per TOLO TOLO ha toni bassi e da commedia più tradizionale (impossibile non pensare all'influenza di Virzì, in questo), ma conferma le peculiarità di uno stile - nei concetti e in come vengono espressi - che continua a riservare gustose sorprese, pur se qui nascoste tra le pieghe di un soggetto ideato non troppo felicemente.
il DAVINOTTI

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Galbo 2/1/20 20:40 - 11053 commenti

Dopo il fallimento del suo sushi bar, Checco trova lavoro in Africa ma è costretto al rientro in patria in compagnia di un gruppo di migranti. Per il suo debutto da regista, Zalone sceglie la stretta attualità in una storia che parla di migrazione e razzismo. Meno efficace che in altre occasioni dal punto di vista della comicità pura, l’attore mette con efficacia alla berlina i nostri connazionali e il sistematico sfruttamento della migrazione (oltre alla falsa carità di alcuni occidentali) adottando l’approccio politicamente scorretto.
I gusti di Galbo (commedia - drammatico)

Puppigallo 4/1/20 0:26 - 4378 commenti

Le intenzioni potevano essere buone, ma il risultato è piuttosto avvilente. Zalone, qui anche regista, propone al pubblico una sorta di satira educativa, spesso da quattro soldi, che oltre a non far ridere (al massimo si sorride, ma sporadicamente), è quasi imbarazzante nella sua elementarità. Utilizzare l’ignoranza del protagonista per evidenziare luoghi comuni sul razzismo e assurdi comportamenti dei cosiddetti Paesi evoluti era giusto. Ma se il risultato è questo (seconda parte buttata lì), è evidente che un regista più maturo e una sceneggiatura dovevano accompagnarsi al messaggio.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Gli anziani, che girano intorno al tavolo ruotante con le mini portate; L'africano gli prende la crema viso e lui "Non hai la cultura per apprezzarla".
I gusti di Puppigallo (Comico - Fantascienza - Horror)

Markus 12/1/20 12:16 - 3017 commenti

Quattro anni per partorire l'opera quinta di Zalone, con la scelta d'inserire la comicità all'interno di un dramma. Operazione alla Benigni con il suo La vita è bella, che fu l'apice del suo successo ma... anche la sua fine artistica. Zalone interrompe il rapporto con Nunziante in virtù di una co-sceneggiatura con Virzì fatta di "personaggi" contraddittori, analisi sociologiche e cercando di far riflettere il pubblico sul tema dell'immigrazione sacrificando la risata. Qualche critico sarà contento, ma l'arte di far ridere andrebbe coltivata.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

124c 6/1/20 1:26 - 2726 commenti

A Checco chiudono il ristorante giapponese, in Puglia, così scappa in Africa, dove scopre la difficile vita degli abitanti costretti a emigrare in paesi stranieri come l'Italia a causa delle razzie dei soldati. Laddove le commedie africane con Fabio Fazio e Giobbe Covatta falliscono, Checco Zalone trionfa con la sua simpatia e le sue canzoni (fra cui spicca la hit alla Celentano "Immigrato"); peccato che si rida poco di pancia e si sterzi, a un certo punto, sul road movie alla Gabriele Salvatores (e ciò non è sempre cosa positiva).
I gusti di 124c (Commedia - Fantastico - Poliziesco)

Nando 5/1/20 10:08 - 3370 commenti

Zalone si cimenta anche nella regia in questa pellicola indubbiamente scorretta ma finalizzata a smascherare determinate situazioni e comportamenti italici e non solo. Si ride meno e si riflette maggiormente, ma l'ironia permea comunque tutta la narrazione. Finale, nonostante l'esilarante "cicogna strabica", lievemente deludente e seconda parte migliore della prima. Nel complesso valido, nonostante il cast di contorno sia leggerino.
I gusti di Nando (Commedia - Horror - Poliziesco)

Il ferrini 6/1/20 18:47 - 1546 commenti

Idea che ricalca pedissequamente Mollo tutto (imprenditore indebitato che scappa in Africa e incontra un bambino col quale affronta il viaggio di ritorno) senza possederne la stessa freschezza e tanto meno la simpatia del protagonista. Particolarmente kitsch gli inserti musicali e infantile la maggior parte delle situazioni. Personaggi di contorno senza alcuna profondità, utili solo a imbeccare l'ennesima (brutta) battuta di Medici che ormai recita se stesso da dieci anni. Si salvano il buffo cameo di Vendola e gli esterni nel deserto. Scarso.
I gusti di Il ferrini (Commedia - Thriller)

Ultimo 7/1/20 19:48 - 1275 commenti

Non un brutto film, ma inferiore ai precedenti. L'intenzione di trattare il delicato problema dei migranti con ironia riesce solo in parte, con Zalone che costruisce un personaggio senza dubbio simpatico ma a tratti troppo caricaturale. Se poi pensiamo al deludente cast di contorno non possiamo che fermarci ai due pallini canonici. Seconda parte parecchio impegnativa e forse troppo pretenziosa.
I gusti di Ultimo (Commedia - Giallo - Thriller)

Gabrius79 3/1/20 16:55 - 1134 commenti

Stavolta Zalone prende anche le redini della regia e confeziona un film sempre all’insegna del politicamente scorretto ma con meno risate e più momenti destinati a far riflettere sul problema del razzismo e dell’emigrazione. Insomma, cerca di battere dove il dente duole mettendo alla berlina la stretta attualità. Il risultato finale è piuttosto piacevole, seppur sciupato da un finale buttato là. Piacevoli i camei di Nicola Di Bari e Barbara Bouchet.
I gusti di Gabrius79 (Comico - Commedia - Drammatico)

Bubobubo 6/1/20 22:27 - 928 commenti

In un mondo in cui hanno sola dignità di parola il bianco e il nero, ecco un film intelligentemente orchestrato sui grigi: un'astuta trappola che è, in primo luogo, figlia prediletta della nobile leggerezza calviniana. Le risate di pancia sono pochine (ma esilarante è l'autoironico cameo di Vendola), la riflessione "politica" a tratti facilona, ma chi riesce a sdrammatizzare temi così seri e complessi merita un plauso a prescindere. Un consiglio per il prossimo: più attenzione al lato tecnico (specialmente al montaggio) e qualche minuto in più.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: I camei di Barbara Bouchet e Nichi Vendola; Finale metacinematografico con strimpellata.
I gusti di Bubobubo (Drammatico - Horror - Thriller)

Lou 16/1/20 18:21 - 857 commenti

Ennesimo successo di Zalone, che attira le masse che vogliono ridere alle quali riesce a strappare qualche sorriso mentre somministra pillole di realismo: noi europei pieni di soldi e di problemi futili, l'Africa in guerra e povera, dove le persone si mettono in gioco in modo totale. I film drammatici e i documentari non li vuole vedere più nessuno, quindi ben venga Checco con la sua comicità di denuncia, perché il cinema serve anche per riflettere. E questo film qualche utile pensiero riesce a produrlo.
I gusti di Lou (Avventura - Azione - Drammatico)

Ira72 4/1/20 20:33 - 821 commenti

È la fine del buonismo. Del cinema ruffiano che punta sul pietismo. Perché in questa pellicola il punto forte è la satira che fa riflettere, strappando un sorriso amaro talvolta e sane risate, altre. Sia ben chiaro: non è la comicità sguaiata dalle risate a bocca aperta alle quali Checco ci aveva abituati. È un film più sottile e più intimo. Con qualche incursione kitsch che però, nell’insieme, non stona. 3 pallini per la prova attoriale corale e per il modo in cui viene affrontato il tema così delicato dell’immigrazione, 2 per alcune banalità evitabili.
I gusti di Ira72 (Documentario - Horror - Thriller)

Maxx g 10/1/20 17:27 - 447 commenti

Prima regia di Luca Medici dopo quattro film da attore. E' sicuramente un prodotto più maturo rispetto agli altri e riesce a evitare i soliti, triti, luoghi comuni sull'argomento immigrazione. Questa volta non ci sono gli innumerevoli strafalcioni linguistici che tanto hanno fatto divertire il pubblico nei precedenti quattro lavori dell'artista pugliese. Viene lasciato insomma molto spazio alla riflessione, senza trascurare qualche sorriso. Peccato che "Tolo Tolo" frani negli ultimi dieci minuti, con quel finale buttato là.
I gusti di Maxx g (Comico - Horror - Western)

Mtine 5/1/20 9:45 - 223 commenti

Zalone tenta di cambiare registro, collabora con Virzì e realizza un film su tematiche attuali, che però presto si rivela diseguale nei contenuti e a tratti imbarazzante. Che dire delle continue battute sulle tasse e la burocrazia, che stridono con un soggetto che parla di migrazioni e guerra? O di scene che vorrebbero essere satiriche, come i numeri (trash) musicali o i posticci riferimenti a Mussolini, che mal si sposano con un film che entra molto poco nel vivo del dibattito politico? Zalone punta al cielo, ma con troppi bassi e pochi alti.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il cursus honorum del compaesano di Zalone; Il cameo di Vendola; "Grazie Haftar".
I gusti di Mtine (Comico - Giallo - Thriller)

Gordon 5/1/20 12:58 - 126 commenti

Buon film che tratta con ironia un tema spinoso come l'immigrazione e che esalta così lo spirito dissacrante - in primo luogo verso l'italiano medio - di Zalone. In tutto il film si ride di gusto, anche grazie a buoni comprimari che si adattano bene al ruolo. Peccato invece per una sceneggiatura che, dopo un inizio stuzzicante, si riduce nella seconda parte a un assemblaggio di scenette, pur divertenti, senza uno sviluppo unitario. Gradevole la regia di Zalone, per la prima volta a dirigere.
I gusti di Gordon (Commedia - Giallo - Poliziesco)

Legnanino 6/1/20 20:54 - 16 commenti

Dopo quattro film di grandissimo successo, Checco Zalone scarseggia di idee nuove e pensa bene di inserire un elemento dell'attualità italiana come l'emigrazione dall'Africa. Il problema è che lo spettatore cerca il divertimento, come negli altri film di Zalone e questo divertimento stavolta non lo trova, perché la pellicola strappa forse due risate. Delusione.
I gusti di Legnanino (Azione - Gangster - Poliziesco)

Tonios 6/1/20 5:42 - 16 commenti

Un Checco Zalone assai lontano da come l’abbiamo conosciuto dieci anni fa: la pellicola altro non è che un rimasuglio di uno stile oramai scontato e ripetitivo, peraltro appesantito da un tema largamente abusato che non fa più divertire nessuno (se non chi è alla ricerca di un significato sarcastico). Si è alla disperata ricerca di un punto di decollo che non arriva mai, a cominciare da un incipit abbozzato alla meno peggio fino ad arrivare al finale d’ispirazione vagamente nichettiana.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Gli audio tratti dai discorsi di Benito Mussolini.
I gusti di Tonios (Comico - Commedia - Poliziesco)

Carlitos 14/1/20 14:54 - 11 commenti

Deludente ultimo risultato di Zalone. Il personaggio con le sue battute è troppo forzato, tanto che a un certo punto lo spettatore si stanca di ascoltarlo. Medici abbandona il suo tipo di comicità per fare un film quasi da denuncia sociale (si vedano le ultime scene), ma fallisce miseramente. Giusto due o tre scene si lasciano guardare. Presenti anche alcuni buchi nella sceneggiatura, zeppa di personaggi inutili inseriti giusto per dare "una valenza" al cast.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il delirante cartoon finale.
I gusti di Carlitos (Comico - Erotico - Horror)