LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

LA TERRA DELL'ABBASTANZA non era evidentemente abbastanza: ci voleva più nero, più decisione nell'affondare i dialoghi nel romanesco fino a renderli a tratti incomprensibili (complice la presa diretta), più spietatezza trascinando nell'incubo i bambini... Chi racconta la vicenda dice di farlo continuando il diario di una bambina che l'ha interrotto. Da lì partendo immagina, confonde volutamente ciò che si presume vero con quello che si dice falso perché non è questo che importa. Potrebbe accadere e tanto basta. Siamo a Spinaceto, periferia ovest di Roma, le villette col giardino affiancate e riprese dall'alto;...Leggi tutto perché il campo lungo conta, la distanza diventa l'ottica di chi osserva ma soprattutto di chi in ogni inquadratura comunica l'ansia di stupire ricercando ostinatamente il punto di vista, il taglio che colpisca. Al punto che la forma travolge la sostanza, la ricopre e la deforma, ne altera la percezione nel costante tentativo di creare un'opera omogenea nella sua difformità, cucita da un reticolato di parole che si fanno suoni, talvolta magma indistinguibile (si provino ad ascoltare i commenti dei mariti che spiano, dall'interno della casa, la signora in verde in piedi fuori dalla finestra), sussurri, biascicamenti, rigurgiti romaneschi. Così come si confondono le famiglie, i padri, i figli... che vivono il loro quotidiano con un atteggiamento dipinto come più maturo rispetto a quello dei loro genitori, capaci di quei sentimenti genuini non ancora induriti, caplestati e riadattati agli isterismi quasi sempre ingiustificati, al dibattersi di chi sembra non sapere mai dove sbattere la testa. La netta separazione generazionale diventa quindi estremamente più significativa e anzi l'unica vera distinzione in un flusso di azioni e incontri che procedono a binari separati. Genitori da una parte, figli dall'altra, per nulla emanazioni gli uni degli altri, trascorrono le giornate senza che - prima dell'ultima fase - nulla segnali anormalità che eccedano quella stessa anormalità fattasi norma. La vuotezza descritta in tutta la sua rotondità avrebbe anche la forza di centrare il bersaglio giusto, se non fosse annacquata da una cascata di vezzi registici che certo, quando sono ben realizzati e trovano la loro giustificazione emotiva lasciano i segno, ma nella gran parte dei casi restano estetismi ancor più vuoti del mondo che illustrano. Troncando la sincerità del messaggio e dell'operazione tutta, nascondendo intuizioni notevoli (il rapporto imprevedibile tra alunni e insegnante, mai mostrato direttamente ma fondamentale) in un patchwork che mescola tracce di sesso freddo alla Larry Clark (ma più poetico) a sfoghi non univocamente interpretabili (la piscina bucata), improvvise frenate o rallentamenti che sottraggono godiblità all'opera lasciando che tutto navighi in un limbo asettico, in un'apatia destinata a concretizzarsi nell'inevitabile tragedia. Perché dev'essere chiaro che una vita così non lascia speranze. Sollevando la patina di sofisticato cinema d'autore ciò che resta non sembra poi molto. Recitazione corretta e niente più (buona la direzione dei bimbi), indubbiamente qualche immagine di grande effetto cui manca tuttavia l'incisività in grado di nobilitarla.
Marcel M.J. Davinotti jr.
Chiudi
TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/05/20 DAL BENEMERITO COTOLA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 7/08/20
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Cotola 12/05/20 10:54 - 7564 commenti

I gusti di Cotola

Signore e signori...le favol(acce) della (mala)notte. Eh sì, perché qui di favolistico e rassicurante non c'è proprio nulla. Al loro secondo film, i fratelli D'Innocenzo confermano il loro talento registico e la loro propensione per storie difficili che non lasciano quasi nessuno spazio alla speranza gratuita, all'edulcorato e a valori edificanti inutilmente ottimistici. E così mettono in scena una galleria di mostri, in cui a pagare il prezzo più alto sono i bambini. Bella la sobria regia; notevole la sceneggiatura; grandissima direzione degli attori con degli stratosferici bambini. Gran film!

Mickes2 14/05/20 00:33 - 1668 commenti

I gusti di Mickes2

Dopo il sincero ma poco riuscito esordio, i fratelli D’Innocenzo rilanciano con questa piccola favolaccia (è il caso di dirlo) allegorica tutta italiana sull’universo genitoriale, le gravità dei suoi errori e le difficoltà nel soppesarli. Un racconto con molti lati in chiaro-scuro dove le assenze e il poco sentimento sovrastano cuore e anima dei bambini, i quali in automatico riflettono su loro stessi le colpe e le responsabilità delle problematiche familiari. A tratti toccante e divertente, ma anche diseguale, con del potenziale inespresso.

Vice 16/05/20 13:41 - 23 commenti

I gusti di Vice

Dopo il sufficiente La terra dell'abbastanza, i fratelli D'Innocenzo creano un'opera che vorrebbe colpire ma non lascia il segno. Regia e fotografia di alto livello (anche se molto distaccate), ma la scrittura è troppo improntata a voler far affiorare una compilation di brutture, senza mai mostrare l'altra faccia della medaglia. I D'Innocenzo mostrano ma non analizzano, alla mera ricerca di un pugno allo stomaco che stufa subito, creano una buona atmosfera raggelante che rimane però spesso in superficie, con personaggi delineati troppo similmente.

Capannelle 17/05/20 12:03 - 3732 commenti

I gusti di Capannelle

Aspro e incalzante nel descrivere una galleria di personaggi che fanno della mediocrità e del disinteresse la regola di vita, influenzandosi a vicenda e trascinando nel gorgo della miseria civile gli incolpevoli figli. Ottimo il cast e soprattutto i bambini, diretti con bravura dai D'Innocenzo. Ambientazioni e sonoro funzionali; la trama all'inizio può apparire autoriale, ma poi è spietata (senza ricorrere a scene esplicite) nel descrivere i comportamenti poco maturi degli adulti contrapponendoli agli sguardi, alle aspettative dei più piccoli.

Zampanò 18/05/20 09:44 - 167 commenti

I gusti di Zampanò

Atmosfere à la Stephen King meno cruento e più pericoloso in un ambiente prettamente americano, perché così il film sarà percepito all'estero. Del resto romanissimi appaiono solo i genitori; i figli sembrano lunari. I D'Innocenzo si svenano nell'accendere lo scuro esistenziale di un ceto meno che medio. Si servono di estetismi allusivi, a volte congrui altre di maniera; scatti che nel precedente La terra dell'abbastanza erano più controllati. Si dimostrano comunque autori maturi, ed è una buona notizia.
MEMORABILE: Elio Germano buca la piscina gonfiabile al chiaro di luna.

Kinodrop 18/05/20 20:22 - 1546 commenti

I gusti di Kinodrop

Una realtà piccolo borghese di gente che vive nel pregiudizio e nell’invidia, facendo della propria frustrazione motivo di malinteso orgoglio che travolge i più sensibili, figli in primis. Un’impostazione ultrarealistica e manichea che, paradossalmente risulta come costruita sull'idea di un pessimismo “epocale” e anche di un moralismo a effetto troppo “chiuso” in una casistica per essere esemplare. Una narrazione per addizione, senza fluidità e costantemente "a tesi", con personaggi ridotti a figure, a tipi, a categorie.

Rambo90 19/05/20 16:06 - 6398 commenti

I gusti di Rambo90

Era lecito aspettarsi di più dopo il premio a Berlino, invece questo insieme di bozzetti amarognoli/spietati sconcerta a tratti senza mai colpire davvero. C'è qualcosa del primo Pasolini ma senza la sua poesia, un po' del grottesco dei Brutti, sporchi e cattivi ma senza mai arriva alla risata liberatoria per gli eccessi. Indubbiamente ben girato e con attori diretti benissimo, ma alla fine tutto resta in superficie. Non male viene da dire, ma non gridiamo al capolavoro.

Bubobubo 20/05/20 17:19 - 1223 commenti

I gusti di Bubobubo

Eccolo, finalmente, il ritratto della Remoria mattioliana: un mondo all'inverso in cui il sommerso si fa carne, il rimosso verità. Anche senza scomodare il Korine di Gummo (pure esplicitamente citato in un paio di scene), il pontino periferico dei fratelli D'Innocenzo è un pullulare verista di freak ipersessualizzati dalla dizione incomprensibile e dal pantagruelico egoismo, di preadolescenti già condannati a una vita d'inferno e di cattivi maestri dalla vendetta facile, oggetti in caduta libera verso un baratro di nulla. Potente.
MEMORABILE: Taglio alla piscina; Ringo al gusto latte; Geremia e Vera; Lezione diabolica sul malatione.

Nando 30/05/20 00:35 - 3486 commenti

I gusti di Nando

Una pellicola indubbiamente sorprendente che miscela melodramma con una ironia straniante, talvolta fastidiosa (nel senso buono) a livello cinematografico. Situazioni, momenti di un gruppo familiare nella periferia sud di Roma narrate in maniera evocativa evidenziando soprattutto i pensieri degli adolescenti, grande merito. Cast impeccabile (in particolare i meno noti, nonostante il grande mestiere di Germano). Finale duro ma è giusto così.

Paulaster 15/06/20 09:56 - 2829 commenti

I gusti di Paulaster

Un ragazzino fabbrica una bomba nella sua cameretta. Sceneggiatura sulla vita di Spinaceto di un gruppo di famiglie in cui regna il nulla assoluto per gli adulti e con i figli come estranei. Quadro sconfortante non nuovo: manca un vero collante alla storia e qualche passaggio è poco chiaro. Discreta regia che o osserva da lontano oppure filma le espressioni intime. Zoppicante la dizione attoriale e la voce fuori campo: sarebbero stati più utili i sottotitoli. Bravi la D'Ambra e Germano (solita garanzia nei contesti romani).
MEMORABILE: Germano che taglia la piscina di plastica; Germano che finge di dormire; Il nome sbagliato all'anagrafe.

Decimamusa 17/06/20 09:36 - 85 commenti

I gusti di Decimamusa

Graffiante apologo del disamore e dell’incomunicabilità in cui si inscena la dannazione dell’esistenza, condannata a un percorso privo di illuminazioni. Per diventare definitivamente fantasmi – tali i bambini, di cui non vengono recepiti gli appelli dolenti o i giovani, vanamente gettati verso un futuro che non può avverarsi – manca solo il gesto autodistruttivo. L’alternativa è al pari inquietante: diventare adulti significa perdersi nell’universo della nevrosi e dell’inconcludenza. Film disturbante, di un’asprezza a volte straniata e irrisolta, ma di indubbia efficacia espressiva.
MEMORABILE: “Sei uguale a me”, grida Amelio al figlio Geremia che fa giravolte con il pick-up.

Piero68 10/07/20 11:12 - 2768 commenti

I gusti di Piero68

Ma perché certo cinema d'autore deve essere sempre così eccessivamente noioso? Ottima regia, ottima fotografia, buono il cast. Si, ma la sceneggiatura? Perché in questi film la sceneggiatura sembra essere diventata solo un inutile orpello che deve cedere il passo ai virtuosismi della mdp fini a se stessi? Scene protratte all'infinito solo per autocompiacimento. Il cinema, prima di tutto, è raccontare una storia e far vivere emozioni. In "Favolacce" questo rimane una cosa estremamente marginale. Male davvero!

Muttl19741 11/07/20 14:47 - 106 commenti

I gusti di Muttl19741

Pellicola piuttosto caotica, non molto ben raccontata, a fronte di un sceneggiatura che aveva delle potenzialità ma che è stata dipanata male. Alcune scene risultano gratuite,  e gratuitamente turpi; sembrano voler riempire la durata del film, film che avrebbe avuto tanto bisogno invece di collante per risultare coeso, quadrato. Invece non va così. Peccato perché la fotografia è buona e alcune scene sono molto ben realizzate tecnicamente. Validi gli attori, a volte i dialoghi sono poco intelligibili.

Enzus79 14/07/20 21:23 - 1828 commenti

I gusti di Enzus79

Sorta di favola nera in cui si mettono in risalto segreti, angosce e dissidi che intercorrono fra genitori e figli di una comunità che vive alla periferia romana. Pellicola abbastanza convincente, da cui però ci si aspettava molto di più. Buona la regia. Discreto il cast, con ovviamente Elio Germano che risulta essere una spanna sopra gli altri. Consigliabile,  dopotutto.

Xamini 15/07/20 00:49 - 1021 commenti

I gusti di Xamini

Le probabili canicole di baustelliana memoria vengono qui impresse su pellicola, assumendo toni tra l'amarezza e il ricordo. Il tempo è sospeso come in Chiamami col tuo nome ma le connotazioni sono di drammatica favola triste. Eccellente la regia: lo si evince sin dall'introduzione ma non cala mai, alternando quadri a colpi di classe, pavoneggiandosi d'estetica. Da Germano in giù, gli attori sono ben diretti e in palla; persino i bambini offrono un'ottima prova. Il difetto? Se il dialetto romano conferisce ai dialoghi l'adeguato realismo, risulta talora difficile alla comprensione.
MEMORABILE: I dettagli estivi della sequenza iniziale; Germano che torna a letto e finge di dormire; il gesto della piscina in notturna.

Pigro 15/07/20 07:31 - 7828 commenti

I gusti di Pigro

L’inadeguatezza dei genitori e l’infelicità dei figli in una microsocietà marginale, specchio deformato di una società incapace di responsabilità nei confronti di sé e dei bambini che “ci guardano”. L’intento è buono, ma la narrazione volutamente trasognata (para-favolistica) si inceppa in una sceneggiatura rarefatta e in una voluttà da cinema d’autore dalla ricercatezza furbetta, che alla fine genera disinteresse (complice anche un’incomprensibile dizione roman-strascicata), a parte qualche inquadratura sfiziosa e rari momenti interessanti.

Fromell 15/07/20 09:41 - 70 commenti

I gusti di Fromell

Non sarà un azzardo raccontare una favola realista? I fratelli D’Innocenzo devono esserselo chiesto più volte durante la preparazione di questo loro secondo lungometraggio, che si distacca dall’esordio per il coraggio di raccontare una storia inusuale per il cinema italiano. Il DNA del film si dipana in duplice traiettoria: le immagini creano un’atmosfera trasognata, mentre la trama esplode in un climax iperrealista, coi personaggi che sembrano delle miniature che si muovono in un plastico scelto per loro da un demiurgo sadico come un bimbo che si diverte a torturare una lucertola.  

Galbo 17/07/20 05:45 - 11424 commenti

I gusti di Galbo

Le favole nerissime dei fratelli D'Innocenzo sono dedicate a famiglie incattivite della periferia romana disumana e verbalmente (e non solo) aggressiva e violenta. I registi dimostrano un talento visivo non indifferente, così come una rilevante capacità di scegliere e dirigere gli attori, con le prove dei bambini nettamente superiori alla media. Dimenticano però la storia, presente solo in flebili tracce e mostrano una notevole tendenza all'autocompiacimento visivo e narrativo. Nel complesso non male, ma inferiore alle attese. 

Harrys 19/07/20 17:25 - 682 commenti

I gusti di Harrys

Inscritto nel paradigma alla ricerca dell'indagine su quell'Italia nascosta, taciuta, per molto versi controversa (Dogman ne è un recente esempio); inflazionata nella quotidianità al di fuori di una metonimica Capalbio, ma mai degnamente rappresentata. Un percorso di notevole valenza nell'asfittico panorama odierno, che traccia un'unione coi Maestri del passato neorealista. Amaro e sferzante, a tratti appare tuttavia didascalico nell'ossessiva ricerca del disagio e nella spasmodica necessità di attenersi a dialoghi tavolta foneticamente incomprensibili persino per un romano.

Giùan 25/07/20 11:58 - 3016 commenti

I gusti di Giùan

Persa la verginità registica, i fratelli D'Innocenzo ne hanno abbastanza di tenere i piedi a terra e prendono a librarsi sospesi nell'aria cinematografica tra il grottesco poetico alla Citti, certe crudezze ferreriane e rimasticazioni per nulla dozzinali di Lanthimos e, udite udite, perfino buñueliane. L'operazione, va detto, non solo è audace ma si mantiene in un dialettico confine, tra velleitarismo e iperrealismo, contradditoriamente produttivo, facendo cadere "in corso d'opera" le remore dello spettatore e indicando una direzione precisa e tangibile. Il cast asseconda partecipe.
MEMORABILE: "Quanto segue è ispirato a una storia vera. La storia vera è ispirata a una storia falsa. La storia falsa non è molto ispirata".

Thedude94 29/07/20 12:33 - 589 commenti

I gusti di Thedude94

I fratelli D'Innocenzo decidono, con questa storia, di andare oltre il normale e realistico racconto di una periferia romana cattiva e crudele; infatti la voce fuori campo mette subito in chiaro le cose e ci lascia consapevoli e coscienti delle brutture della vita che andremo a vedere. Bravissimi tutti i ragazzini del cast, che interpretano parti davvero difficili, così come gli altri membri delle famiglie tra cui spicca un ottimo Germano. Registicamente impeccabile, fotografia intensa e colonna sonora calzante; i registi hanno osato e meritano di essere premiati con la visione.

Pinhead80 29/07/20 17:45 - 3970 commenti

I gusti di Pinhead80

Dopo La terra dell'abbastanza i fratelli D'Innocenzo cambiano completamente registro e ci trasportano in una favola da incubo frutto delle scritture della propria giovinezza. In una qualsiasi periferia romana il divario incolmabile tra adulti e bambini deflagra letteralmente in una lotta fatta di colpi bassi e violenze fisiche e psicologiche inaudite. Nei volti deformati dalle superfici capaci di rimandare questo tipo di immagini, possiamo intuire la natura deviata e proteiforme di un'umanità arida e incattivita dai tempi. Nessuna speranza, nessuna redenzione. Bellissimo e crudele.
MEMORABILE: Germano che si rannicchia da codardo a fianco alla moglie senza avvertirla dell'orribile accaduto.

Nancy 3/08/20 19:39 - 774 commenti

I gusti di Nancy

Un buon affresco di periferia in una Roma sud che potrebbe essere anche l'America, per quanto ne sappiamo - solo dalla parlata si intuisce l'ambientazione - che è un ritratto di due generazioni che si scontrano. Genitori buzurri di provincia che pensano solo a ciò che gli altri pensano di loro in una falsità da buon vicinato generalizzata che sfocia in frustrazione sfogata sui figli, che sono distaccati, superiori, genietti che progettano bombe e hanno tutti dieci in pagella. Spiazzante, nonostante tutto, l'epilogo. Poco funzionale la narrazione di Tortora.
MEMORABILE: Il momento in cui viene cantata "Sara" di Paolo Meneguzzi.

Puppigallo 18/08/20 07:47 - 4515 commenti

I gusti di Puppigallo

Un certo talento registico c’è; e i protagonisti si fondono piuttosto bene con l’ambiente circostante dove il degrado, anche umano, si riflette inevitabilmente sui figli, che finiscono per pagare il prezzo più alto. La pellicola però vive più di momenti; e la stessa, voluta staticità di alcune scene risulta poco naturale e piuttosto forzata (si può sottolineare un fatto anche senza arrivare ai limiti del fermo immagine). Resta comunque singolare e qua e là accattivante (meglio l’amico con figlia coi pidocchi “sti porcari”, del disoccupato cronico). Non male.
MEMORABILE: "Ma ora passiamo alle cose belle… Le pagelline!”; Il figlio sgomma col furgone e il padre, orgoglioso “Sei fio Mio!”; L’ultima lezione del professore.

Caesars Ieri 10:52 - 2728 commenti

I gusti di Caesars

La sensazione predominante davanti a prodotti simile è l'irritazione. Perché fare di tutto per rendere difficile, quando non impossibile, allo spettatore la comprensione di quanto dicono i protagonisti? In aggiunta lo si sfianca con riprese infinite di primi piani sui volti degli attori. La cosa può essere utile per narrare il vuoto esistenziale che avvolge la comunità rappresentata, ma è anche quanto di più anti-cinematografico si possa immaginare. Le cose si fanno più interessanti solo nel nerissimo e disperato finale, ma ci si arriva davvero stremati. Boh...
MEMORABILE: L'ultima lezione del professore di scienze.
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Cotola • 14/05/20 12:22
    Consigliere avanzato - 3634 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Si può visionare legalmente sul sito Cecchi Gori a € 7,99

    https://www.cgentertainment.it/news/favolacceinprimavisioneondemand/


    Sì ed anche su Tim vision, Sky, Infinty, Chili ed altri ancora.

    Un film consigliatissimo, al prezzo di un normale biglietto del cinema. Un bel modo per aiutare un mondo in serissima e profonda difficoltà.

    P.S.

    Io su Chili ho avuto problemi, non me l'ha fatto acquistare. Alla fine ho ripiegato su Cecchi Gori.
    Una volta acquistato si hanno 30 giorni per vederlo. Una volta avviata la visione, si hanno due giorni per terminarlo. In quel lasso di tempo lo si può anche rivedere.
  • Discussione Galbo • 14/05/20 13:07
    Gran Burattinaio - 3764 interventi
    Cotola ebbe a dire:
    Didda23 ebbe a dire:
    Si può visionare legalmente sul sito Cecchi Gori a € 7,99

    https://www.cgentertainment.it/news/favolacceinprimavisioneondemand/


    Sì ed anche su Tim vision, Sky, Infinty, Chili ed altri ancora.

    Un film consigliatissimo, al prezzo di un normale biglietto del cinema. Un bel modo per aiutare un mondo in serissima e profonda difficoltà.

    P.S.

    Io su Chili ho avuto problemi, non me l'ha fatto acquistare. Alla fine ho ripiegato su Cecchi Gori.
    Una volta acquistato si hanno 30 giorni per vederlo. Una volta avviata la visione, si hanno due giorni per terminarlo. In quel lasso di tempo lo si può anche rivedere.


    ne usciranno altri con la stessa modalità sul sito miocinema. Sono titoli in prima visioni. Su mymovies.it si possono recuperare altre info...
  • Discussione Daniela • 16/05/20 00:12
    Consigliere massimo - 5229 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Si può visionare legalmente sul sito Cecchi Gori a € 7,99

    https://www.cgentertainment.it/news/favolacceinprimavisioneondemand/


    Mi sembra un prezzo ragionevole, a differenza di quello di altre pellicole proposte con analoghe modalità di fruizione come L'uomo invisibile (Euro 15,99).
  • Discussione Galbo • 16/05/20 07:20
    Gran Burattinaio - 3764 interventi
    @Zender
    dal momento che, vista la situazione attuale dei cinema è a dir poco aleatoria, pensavo si potrebbero mettere in evidenza nella home page del sito i film in prima visione in streaming, tipo questo ad esempio o altri presenti nelle principali piattaforme. Sarebbero evidenziati meglio, a mio parere.....
  • Discussione Zender • 16/05/20 08:14
    Consigliere - 43621 interventi
    Sì, ma differentemente dal cinema, dove esistevano siti che li segnalavano tutti, non ho un sito di riferimento che mi indichi quali siano appena usciti on deman.
  • Discussione Daniela • 16/05/20 10:39
    Consigliere massimo - 5229 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Sì, ma differentemente dal cinema, dove esistevano siti che li segnalavano tutti, non ho un sito di riferimento che mi indichi quali siano appena usciti on deman.

    Ci sono vari siti che hanno un servizio di segnalazione del genere per le novità streaming, però i film di nuova uscita non mi risultano siano differenziati rispetto a quelli già usciti al cinema e riproposti in streaming sulle varie piattaforme, quindi è difficile individuarli a colpo d'occhio.
  • Discussione Zender • 16/05/20 14:14
    Consigliere - 43621 interventi
    E' quello che temevo.
  • Discussione Capannelle • 17/05/20 00:38
    Scrivano - 2506 interventi
    Come dice Cotola, una grande recitazione da parte dei piccoli, cosa non facile specie in Italia. Bravo quindi a chi li ha scovati e a chi li ha diretti. *** pieni.

    PS peccato affidare la voce narrante a Max Tortora, in certi passaggi se magnava le parole.
    Ultima modifica: 17/05/20 11:25 da Capannelle
  • Musiche Bubobubo • 20/05/20 13:03
    Call center Davinotti - 222 interventi
    Interessantissima e inusuale la scelta di ripescare le musiche di "Città Notte" di Egisto Macchi, uno dei dischi migliori di un artista geniale ma ahimè ancora sottoesposto, che vi invito caldamente a riscoprire.

    Qui il disco intero: https://www.youtube.com/watch?v=IcFoV5BOvQs
  • Discussione Bubobubo • 20/05/20 17:21
    Call center Davinotti - 222 interventi
    La dizione in effetti a tratti è un problema, troppo marcata l'inflessione dialettale (almeno per me, polentone). Unica pecca marchiana di un film, a mio avviso, molto buono.