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TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/09/07 DAL BENEMERITO B. LEGNANI
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B. Legnani 12/09/07 22:01 - 4725 commenti

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Delusione. Non perché l'idea non sia buona: anzi, è eccellente. Il fatto è che, una volta messe le carte in tavola, la passione che alberga in Tognazzi comincia ad interessarci sempre di meno, anche perché il film pare fermarsi in una situazione di stallo che gli impedisce un vero decollo. Non fondamentale.
MEMORABILE: Si parla di Mussolini. E la Spaak: "Chi? Il padre del pianista?".

Homesick 7/10/07 17:14 - 5737 commenti

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Inizio più che promettente, con uno strepitoso Tognazzi. Poi la storia è tirata fin troppo per le lunghe, con continue insistenze sull'ingenuità del quarantenne che si fa umiliare dalla canaglieria e dal lolitismo della Spaak e dei suoi amici giovani, chiassosi e vuoti. Solo la presenza di Tognazzi innalza la qualità complessiva e rende il film meritevole di almeno una visione.

Caesars 19/02/08 09:28 - 2698 commenti

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Non male, ma sicuramente non imperdibile. Deve molto all'interpretazione di Ugo Tognazzi che da sola merita la visione del film. Il difetto maggiore risiede nella staticità della trama: tutto continua a girare intorno alla stessa situazione per un'ora e mezza, concludendosi nel più ovvio dei modi. Comunque, rispetto alla media dei prodotti che oggigiorno sfodera l'industria cinematografica italiana, siamo sicuramente ad un livello più elevato.

Sunchaser 29/09/08 14:14 - 127 commenti

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Dopo il successo de Il Federale, torna il quartetto Salce-Tognazzi-Castellano-Pipolo (regista, attore e sceneggiatori) con una commedia garbata, basata sul conflitto tra due diverse generazioni e con un tema difficile da affrontare: l'amore di un quarantenne per un sedicenne. Tognazzi per la prima esibisce quella malinconia che diventerà la sua peculiarità, mentre la regia di Salce va avanti tra continue cadute di ritmo. Figlia dello sceneggiatore Charles, Catherine Spaak è molto brava nella parte della ragazzina.
MEMORABILE: Mai mettere una donna sul piano sentimentale: sempre su quello verticale!

Ianrufus 13/06/09 15:42 - 139 commenti

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Bisogna tenere ben presente l'anno in cui uscì per capire il successo di questo film, a partire dal titolo così azzeccato. Poi la storia gira un po' su se stessa ma Tognazzi è straordinario (vedere le sue espressioni convinte dopo il taglio dei baffi) e quello della Spaak era un nome in grado da solo di muovere pubblico e dunque soldi di produttori. Garko pre-Sartana fa il suo dovere mentre il biondo Stelvio Rosi è doppiato da un sempre efficace Lionello. Visto oggi, forse Salce ha fatto di meglio, ma se ben contestualizzato rimane un film fondamentale.

R.f.e. 22/08/09 10:55 - 817 commenti

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Salce cerca di essere cattivissimo e ipocritamente moralista come il Kubrick di Lolita, ma la cosa gli riesce solo per un attimo. Delle insicurezze del Salce maturo, "nun ce ne potrebbe fregà de meno" e quanto all'abusato tema del conflitto fra generazioni, del "patetico" quarantenne che viene umiliato dalla Spaak e dai suoi decerebrati amichetti, beh, oggi ci fa solo ridere. Ai giorni nostri, vediamo sia uomini più grandi con ragazze più giovani, sia donne mature con ragazzini: una vicenda del genere non ci fa più né caldo né freddo.

Galbo 26/08/09 07:16 - 11390 commenti

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Tra le migliori regie di Luciano Salce, è principalmente un ritratto di un quarantenne arrogante e del suo rapporto con esponenti di una generazione più giovane, in un film che delinea bene le caratteristiche del personaggio. Ben si cala Ugo Tognazzi nei panni del protagonista, cui fa da contraltare la seducente Catherine Spaak.

Daniela 11/02/10 16:19 - 9414 commenti

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Commedia di costume piuttosto riuscita quanto al disegno dei caratteri, per merito di un Tognazzi in gran spolvero, ma che, nell'affrontare il tema del confronto generazionale, oltre a mancare di ritmo sbaglia anche il bersaglio: se il borghese di mezza età risulta infatti patetico nei suoi goffi tentativi per apparire giovane ed anticonformista agli occhi della sedicenne per cui si è preso una sbandata, molto più deprecabili risultano proprio i ragazzi amici di lei, tutti stronzi e/o stupidi, oltre che ignoranti come capre.

Piero68 22/06/10 12:05 - 2760 commenti

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Commedia di costume datata ma che riesce ad essere ancora attualissima. Conflitto generazionale, vuoto ideologico e culturale di alcuni giovani, frivolezza dei comportamenti, tutti temi "imperituri" con i quali ci si confronta ormai da svariate generazioni. Peccato che ad una ottima idea di base non segua una prova altrettanto buona. La sceneggiatura, alla lunga, prima stanca, causa ripetitività delle situazioni, poi svanisce completamente arenando la storia in maniera pietosa. Tognazzi predica nel deserto e la Spaak calca troppo la mano.

Roger 21/02/12 20:21 - 143 commenti

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I giovani saranno anche incoerenti, stupidi, scrocconi, ma servono a meraviglia per portare allo scoperto e ridicolizzare i difetti di Antonio: cinico, arido, calcolatore, presuntuoso, ottuso e conservatore. Fa perfino pena quando nel confronto scopre che tutto ciò che funziona nel suo ruolo di ingegnere qui fallisce miseramente... Nello scontro generazionale (ancora bonario) si intravedono i primi segnali di contestazione che da lì a pochi anni avverrà con ben altri toni e argomentazioni.
MEMORABILE: All'indirizzo dei giovani scavezzacollo Antonio lancia il ridicolo neologismo "Teddy Boys!" e la terribile minaccia: "Ah, ma io scrivo a Zaccagnini!".

Motorship 19/02/13 17:47 - 567 commenti

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Bella commedia del grande Luciano Salce, che tratta con ironia e analisi il tema del conflitto generazionale. Il film, che a tanti può sembrare solo una semplice storiella di un quarantenne che si innamora di un'adolescente (ma siamo nel '62!) è invece un'attenta fotografia sulla contrapposizione tra giovani e persone mature, che poi non sono tanto meglio dei giovani indolenti e volgari (infatti qui il maturo in questione è cinico, freddo e anche ridicolo). Ottimo Ugo Tognazzi, ma la giovanissima e seducente Spaak non gli è da meno.

Neapolis 4/03/13 18:42 - 175 commenti

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Salce affronta con questo film il tema del conflitto generazionale tra un quarantenne ingegnere e un gruppo di giovani che, siamo nel 1962, appaiono completamente disimpegnati e disinibiti. Questo suscita un interesse man mano sempre più morboso nell'industriale fino a farlo cadere completamente nel ridicolo. All'epoca la differenza di età era veramente vista come un tabù in una storia d'amore e il pregio del film sta proprio nell'aver affrontato questa tematica. Tognazzi è superlativo.

Il Gobbo 15/05/13 12:31 - 3011 commenti

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Coevo e parallelo al Sorpasso, come quello attraversato da una vena malinconica e amara, certo inferiore ma perfetto e puntualissimo come "time capsule". Con la Spaak all'apice del suo fascino lolitesco e insostituibile nella parte, e un Tognazzi ricco di sfumature, funzionano anche, nella loro aderenza ai personaggi, i ragazzotti-bene. Piccolo ruolo per Carlo Pes, eccellente chitarrista, membro dei Marc 4 coi quali ha suonato in innumerevoli colonne sonore.

Saintgifts 26/09/14 01:57 - 4098 commenti

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L'ingegnere (più vecchio dei suoi trentanove anni) e la sua fiammante spider escono piuttosto malconci da un'avventura sentimentale senza sbocchi che non siano il ridicolo. Film che risulta datatissimo, non per l'argomento (che non ha età) ma per come è stato realizzato, in modo semiserio, senza riuscire a percorrere con decisione né la vena drammatica né quella della commedia. La compagine meno credibile è proprio quella dei giovani, che risultano più fasulli dell'adulto (che adulto non è) in una fotografia poco veritiera di un'epoca.

Pessoa 1/10/14 22:54 - 1160 commenti

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Bella commedia di Salce che rivisita l'eterno personaggio della lolita dove questa volta il ruolo di Hubert è impersonato alla grande da Tognazzi, che riesce a ricavare da una storia piuttosto datata un personaggio senza tempo. Fra gli attori bravi anche Salce attore e la Spaak; il resto si dimentica piuttosto in fretta. Il film, come la storia d'amore, risulta più ineressante all'inizio che durante la sua evoluzione. Una storia che, purtroppo, conosciamo a memoria. Visione consigliata.

Vitgar 18/11/14 14:23 - 586 commenti

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Buona commedia, con Tognazzi che ben rende la figura di un quarantenne che non vuole crescere. Le vicende che vive con un gruppo di teenager in vacanza al mare manderebbero in crisi esistenziale chiunque ma non l'Ing. Berlinghieri (Tognazzi), invaghito della capricciosa Francesca (Spaak). Il racconto rallenta un po' troppo in certe situazioni e in alcuni particolari. Comunque consigliabile, anche nell'ottica del "come eravamo".

Gabrius79 19/11/14 12:01 - 1193 commenti

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Un bravissimo Ugo Tognazzi e una ammaliante e seducente Catherine Spaak sono i protagonisti di questo bel film diretto con mano felice da Luciano Salce. Si ride amaro sulle vicende di questo quarantenne innamorato di una ragazzina e Tognazzi da consumato attore rende bene il suo personaggio. Un giovane Jimmy Fontana appare nel gruppo dei ragazzi caciaroni.

Rambo90 13/10/16 18:30 - 6347 commenti

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Tognazzi mattatore di un film che ripercorre il classico stile della commedia italiana inizio anni sessanta, con 40enne in sbandata per una deliziosa e giovanissima Spaak. La sceneggiatura ha qualche momento di stanca, ma la regia di Salce è abile e la bravura del protagonista tiene desta l'attenzione. Non si ride molto, ma si sorride spesso (anche se amaro). Lo scontro generazionale è oggi datato, ma si guarda come specchio di una realtà che sembra davvero lontana. Buono.

Paulaster 10/05/18 10:38 - 2789 commenti

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Ingegnere borghese trova sulla sua strada un gruppo di giovani. Conflitto generazionale figlio dell'epoca (gli sberleffi, la censura sessuale, la pernacchia) in cui Tognazzi si cala bene nella centrifuga amorosa. Regia che prende spunti felliniani nel finale e da Truffaut nella minipista, non la butta sull'amaro e cerca di dare la sua interpretazione del mondo dei ventenni. La Spaak sa essere leggera senza cadere nella stupidità o nell'ammiccamento sessuale.
MEMORABILE: Il probiviro dell'Aci; La sfilata a petti nudi; La canzone della Spaak; Gli indiani in spiaggia.

Rufus68 28/05/18 22:44 - 3090 commenti

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Con un unico mezzo espressivo (il contrasto tra la falsa sicumera dell'adulto e la grazia vitale e imprendibile di una ragazza in fiore) Salce ricapitola l'Italia del boom inoltrandosi, poi, nell'analisi (universale) sulla decadenza fisica e sull'irripetibilità della giovinezza. La languida colonna sonora e l'autunno incipiente accentuano tale atmosfera, sottile, sull'ineluttabilità del tempo perduto. Grandioso Tognazzi, sinolo di disperazione e ridicolo, che chiama la sua Francesca vestito da indiano. Meravigliosa la Spaak.

Schramm 7/08/19 16:33 - 2414 commenti

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Prima della tragedia di un uomo ridicolo, la commedia di un uomo patetico. Per Tognazzi, conservatore già in crisi di mezza età ad anni 39, il gap culturale è scandalo nel suo stretto etimo di inciampo. Prima di darsi arie, il lemma "sedere" lo indigna; prima di dispensar bischerate, le subisce dall'odiata gioventù. Come ogni figlio non cresciuto/nato anziano di un'era spenta, fan lateralmente sorridere i gangli anacronistici che lo sfibrano, e il vivere a rimorchio di Nabokov; ma tra esprit pre-vanziniano, Spaak loliteggiante, brezza malinconica e figurativismo d'assalto, lo accendiamo.

Myvincent 17/01/20 08:04 - 2558 commenti

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Come ambientazione sembra un Sapore di mare ante litteram, con un quarantenne industriale che si lascia sedurre (e quindi abbandonare) da una combriccola di giovani scapestrati fra cui Francesca, una sedicenne dalle continue risatine in canna. Trattasi di una tragi-commedia un po' buttata lì e che non va veramente a fondo, ma per lo meno col "solito" Ugo Tognazzi, straordinaria maschera di uomo arrivato eppure eternamente insoddisfatto.

Il Dandi 31/01/20 20:03 - 1782 commenti

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Film non perfetto, ma dal paradigma superiore ai suoi meriti reali: le vicenda dell'ingegnere Tognazzi che si invaghisce della lolita Spaak (lasciandosi umiliare da lei e dai suoi amici) cala subito le carte e finisce ben presto per soffrire di una certa ripetitività e prevedibilità di situazioni (la "prova costume", la proposta di matrimonio, lo scherzo al cimitero). Resta tuttavia il fascino di un film cattivo, che appartenendo a una labile epoca di passaggio fotografa il conflitto generazionale in maniera lontana dagli stereotipi di oggi.
MEMORABILE: "Sassi" di Gino Paoli, strappata alle sue radici esistenzialiste per fare da tappezzeria al rito del ballo del mattone di una comitiva di sciocchini.

Gmriccard 25/02/20 17:37 - 116 commenti

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La regia e la fotografia sono ottime, le interpretazioni spesso buone, le ambientazioni e le tematiche (che ispireranno discendenze quali esemplificativamente La calda vita e L'estate) centrate, eppure la trama si impunta, trascinandosi senza decollare. Tognazzi, molto efficace nelle parti di commedia, soccombe particolarmente nei frangenti drammatici e il suo personaggio talvolta non riscuote neppure commiserazione. La sceneggiatura e gli esiti del film avrebbero potuto essere migliori se fossero prima stati spiegati alcuni prodromi.
MEMORABILE: Il cammeo di Salce.

Rocchiola 8/05/20 20:07 - 865 commenti

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In viaggio sulla sua spider, industriale milanese di mezza età boriosamente sicuro di sé si unisce a un gruppo di ragazzi per un week-end al mare. Alcune avventure e qualche umiliazione di troppo lo cambieranno. Una commedia on the road sul confronto generazionale negli anni del boom. Quasi un anticipatore del Sorpasso, anche se manca un personaggio memorabile come Bruno Cortona. Misurata e sobria la prova di Tognazzi, mentre la Spaak perfeziona la sua immagine di Lolita italiana.
MEMORABILE: “Mai mettere la donna sul piano sentimentale, sempre sul piano orizzontale”; Il cameo di Salce; Tognazzi abbandonato in riva al mare.

Buiomega71 7/08/20 01:02 - 2268 commenti

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Gli sketch a flashback (o le fantasie a occhi aperti di Tognazzi, che anticipano quelle di un episodio di Creepshow) sono di un surreal/grottesco delizioso e lasciano emergere il miglior Salce (quella della Spaak moglie/bambina con un che di pedofilo), come la pre-fantozziana sequenza di Tognazzi con mutandoni ascellari che si tuffa in mare. Il resto è una cinica, aspra e cattivissima (la capatina al cimitero, la dichiarazione di matrimonio) presa di (in)coscienza generazionale. Finale sulla spiaggia uggiosa e desolata quasi ferreriano e malinconico. Si sghignazza assai amaramente.
MEMORABILE: Il lento sulle note di "Sassi" di Gino Paoli; Lo strip della procace ragazza cinese; Il biondino con la fissa per i discorsi di Hitler; Al cimitero.

Keyser3 30/08/20 22:38 - 117 commenti

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Un'altra commedia estiva sulla strada, in quel 1962: qui, rispetto al capolavoro di Risi, non siamo a Ferragosto, bensì al crepuscolo della stagione. Il livello qualitativo è alto, grazie a Tognazzi e alla Spaak, che replica e accentua il suo personaggio "lolitesco"; peccato solo per una certa ripetitività di fondo, quella dei continui tiri mancini che il povero Berlingheri è costretto a subire dai giovinastri. Su "Sassi" di Gino Paoli si sogna davvero mentre il finale, dal sapore parecchio amaro, è suggellato dalle note malinconiche di "Un filo".
MEMORABILE: La sequenza al kartodromo con Salce: "Non è mica Berlingheri, quello lì...".
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 21/09/14 18:28
    Consigliere - 43516 interventi
    Ah capito, allora attendiamo risposta. Non so se si riferisse a Diciottenni al sole... In ogni caso fai più attenzione a dove scrivi, Squash.

    Altra cosa Squash: dopo la punteggiatura metti sempre lo spazio. Ogni tanto lo fai (come qui sopra, che dopo i due punti di voglia matta hai messo lo spazio, dopo le virgole no. Fallo sempre.
    Ultima modifica: 21/09/14 18:29 da Zender
  • Discussione Graf • 21/09/14 18:45
    Call center Davinotti - 902 interventi
    La voglia matta e Diciottenni al sole sono film della stessa casa di produzione: la DDL. Probabilmente questo è il motivo del cast analogo.
    Il primo film ha il visto censura datato marzo 1962 mentre il secondo è datato luglio 1962.
    Diciottenni al sole è stato quindi girato successivamente all'altro.
    Dati ANICA.
    Ultima modifica: 22/09/14 01:04 da Graf
  • Discussione Squash • 21/09/14 23:13
    Galoppino - 198 interventi
    Graf ebbe a dire:
    La voglia matta e Diciottenni al sole sono film della stessa casa di produzione: la DDL. Probabilmente questo è il motivo del cast analogo.
    Il primo film ha il visto censura datato marzo 1962 mentre il secondo datato luglio 1962.
    Diciottenni al sole è stato quindi girato successivamente all'altro.
    Dati ANICA.



    Infatti Graf, la bella e raffinata Spaak nel documentario "L'uomo dalla bocca storta" racconta di come all'aeroporto di Nizza incontrò Luciano Salce per proporle di fare la voglia matta e sul set incontro il suo futuro ragazzo e poi marito Fabrizio Capucci,all'epoca poteva succedere, con gli attori di oggi invece una prima attrice avrebbe scelto un Gianni Garko o addirittura un Tognazzi.
    Ultima modifica: 21/09/14 23:59 da Squash
  • Discussione Squash • 21/09/14 23:48
    Galoppino - 198 interventi
    Anche Luciano Salce fece una conquista e sposò Diletta D'Andrea che recita nel film e col quale ebbe il figlio Emanuele. Otto anni dopo la D'Andrea sposerà Vittorio Gassman.
  • Discussione B. Legnani • 22/09/14 00:27
    Consigliere - 13837 interventi
    Squash ebbe a dire:
    Anche Luciano Salce fece una conquista e sposò Diletta D'Andrea che recita nel film e col quale ebbe il figlio Emanuele. Otto anni dopo la D'Andrea sposerà Vittorio Gassman.

    Come già detto, NON si parla sul DAVINOTTI della vita privata degli attori.
    Non ti sei accorto che Zender ti cancella i post di tale tipo, come quello da te scritto su Estella Blain in Totòtruffa?
  • Curiosità Lucius • 15/04/19 00:20
    Scrivano - 8321 interventi
    Direttamente dall'archivio cartaceo Lucius, il flano originale del film:

  • Homevideo Rocchiola • 8/05/20 20:10
    Call center Davinotti - 1135 interventi
    Il divieto ai 14 anni è confermato da varie fonti ma sul DVD non vi sono tagli. Forse nei passaggi televisivi che a dire il vero sono sempre stati pochini, hanno eliminato qualcosa per trasmetterlo negli orari di punta.
  • Homevideo Rocchiola • 8/05/20 20:18
    Call center Davinotti - 1135 interventi
    Il DVD Medusa per quanto di buon livello è ormai da tempo fuori catalogo ed ha preso quotazioni piuttosto elevate. Consiglieri pertanto il DVD francese SNC serie Les maitres italiens (quello con la copertina arancione per intenderci) come sempre di ottimo livello e decisamente meno costoso. L'immagine rimasterizzata appare molto simile a quella dell'edizione Medusa con video panoramico 2.35 decisamente pulito anche se non molto incisivo. Il bianco-nero poteva essere più contrastato e il dettaglio più marcato. In ogni caso i livello è più che discreto. L'audio italiano mono d'origine è mediamente potente e chiaro. Il film è visibile senza sottotitoli.
  • Discussione Buiomega71 • 7/08/20 10:45
    Pianificazione e progetti - 21924 interventi
    Rassegna estiva: Italian Graffiti d'agosto 

    Visto oggi conserva ancora intatta la sua cattiveria e il suo cinismo (il finale, malinconico e aspro, con Tognazzi che si risveglia, conciato grottescamente come un capo indiano, sulla spiaggia uggiosa con i nuvoli all'orizzonte, è un pezzo di cinema amarissimo), dove Salce non risparmia frecciate velenose sulla gioventù superficiale e frivola, e nemmeno sul personaggio patetico del quarantenne di Tognazzi, costantemente umiliato e deriso dal gruppo di teddy boys, impegolato nella "sotto cotta" per la vacua lolita della Spaak (che si conferma una delle attrici dell'epoca più dotate).

    Il miglior Salce salta fuori negli sketch nei ricordi di Tognazzi (o nei suoi sogni ad occhi aperti, come succederà in un episodio di Creepshow), con alcune gag al vetriolo che vanno subito a segno (Tognazzi che si immagina la Spaak moglie/bambina che gioca con la palla nel suo studio, con un chè di stridente pedofilo, la manata sul culetto del vestito da sera bianco da parte dell'uomo del carbone, la surreale scenetta di guerra con il soldato inglese abbattutto sull'albero) o nelle patetiche e ridicole scenette di Tognazzi che vuole fare il "vissuto" agli occhi dei ragazzi, come tuffarsi in mare con i mutandoni ascellari pre fantozziani (così come le sfighe del povero Tognazzi: la scopa acchiappaladri pre Classe 1984, la multa della polizia-anzi, di multe ne prende due- l'auto impantanata nella sabbia, l'acqua piovana della grondaia che le cade in testa, quando si arrabbia perchè non riesce bene a raccontare la, pessima, barzelletta sulla marmellata dove non ride praticamente nessuno, il quasi annegamento in mare, la sbarra del letto che le rimane in mano, l'incontro con il petulante Salce, in salsa veneta, alla pista di go-kart, la sua spider mezza distrutta)

    Un nugolo di giovinastri perdigiorno (qualcuno con la passione per i discorsi di Hitler) che pomiciano e fanno scherzi terribili (quella della dichiarazione d'amore con sonore risate e sberleffi e la capatina al cimitero sono cattivissime), una casetta sul mare teatro delle tristi umiliazioni in cui Tognazzi pare, tristemente, stare al gioco solo per infatuazione di una scemetta, fino alla chiusa on the road di infinito squallore, dove l'estate stà finendo così come quella scintilla effimera, per tornare  ad una vita monotona, grigia e pianificata.

    La regia di Salce regala perle intensissime (il lento sulle tristi note di Sassi di Gino Paoli, una specie di rito pagano quasi pre Wicker man sulla spiaggia, tra fiaccole, danze tribali, e inquieti girotondi, il twist della Spaak, lo strip sensuale della provocante ragazza cinese, la zuffa tra Tognazzi e un palestrato Garko, le continue provocazioni sessuali e maliziose di una Spaak cretinetta e consapevole del suo fascino proibito da sedicenne- Tognazzi, per giustificarsi, tira in ballo le culture africane sulle mogli minorenni-la Spaak che scrive, sul parabrezza della macchina di Tognazzi, sdraiata sul cofano, PERDONAMI con il rossetto, nell'ennesima ruffianata per illudere il fesso ingegnere e tirarlo per il naso ancora per un pò.)

    Bagliori quasi ferreriani (la casetta sul mare, il finale impietoso sulla spiaggia deserta) e humor nero che , pian piano, diventa una funerea ballata sulla perdita dell'innocenza e sulla gioventù perduta.

    Il Vanzina di Sapore di mare viene da quì, e lo terrà bene a mente Clint Eastwood per il suo Breezy.

    Un manifesto crudele sulla fatua "peggio" gioventù degli anni del boom (non che sia cambiato poi molto, in realtà) e Tognazzi, zimbello (in)consapevole, forse in uno dei suoi ruoli migliori.

    E Salce, se la ride cinicamente sotto i baffi.

    Cinema vitale, travolgente, nostalgico e perfidamente aspro.

    Cultissimo quando Tognazzi, per cercare di scacciare la passione per la Spaak, quando la vede nel costumino bianco che risalta le sue forme se ne esce , pensieroso con " Guarda com'è secca, le si vedono le costole".
    Ultima modifica: 7/08/20 13:23 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 7/08/20 11:04
    Pianificazione e progetti - 21924 interventi
    Buono il dvd francese edito dalla SNC (collana Les maitres italiens, con il titolo Elle est terrible).

    Custodia digipak.

    Formato: 2.35:1

    Audio: italiano

    Sottotitoli (REMOVIBILI): francese e francese per non udenti.

    Come extra: intervento (di 30 minuti) del critico francese Jean A. Gill che analizza il film di Salce (solo in francese).

    All'epoca uscì con il divieto ai 16 anni (non ai 14). La frase incriminata "coscia solida" è presente nel dvd in questione.

    Durata effettiva: 1h, 44m e 21s

    Immagine al minuto 1.20.33. Francesca (Catherine Spaak) sul cofano dell'Alfa di Antonio (Ugo Tognazzi) , in un'ennesima ruffianata per farsi perdonare.

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images53/PDVD-136.jpg[/img]
    Ultima modifica: 7/08/20 14:44 da Zender