La calda vita

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Anno: 1964
Genere: drammatico (colore)
Note: Soggetto liberamente tratto dal romanzo omonimo di Pier Antonio Quarantotti Gambini con cambio dell'ambientazione da Trieste alla Sardegna.
Numero commenti presenti: 8

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 10/05/08 DAL BENEMERITO HOMESICK
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Homesick 10/05/08 08:36 - 5737 commenti

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Dramma sentimentale diretto da Vancini sulla base dell’omonimo romanzo di Quarantotti Gambini. La Spaak – in un ruolo per lei classico - è la ragazzina scaltra e crudele, che seduce e provoca i suoi coetanei per poi darsi al solito quarantenne: le conseguenze sono tragiche. Discreto ritratto della gioventù italiana del boom, incerta tra materialismo e sentimenti puri; l’atmosfera sensuale e rarefatta e l’ambientazione isolana risentono dell’ Antonioni de L’avventura. Buone prove degli attori, specie Ferzetti e Capucci.

Pigro 16/07/11 15:08 - 7910 commenti

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La ragazza va nell’isola deserta con due spasimanti coetanei, ma poi se la fa con un adulto. Se si eccettuano la bellezza del mare di Capo Carbonara e la generosità degli attori, rimane ben poco: il tentativo di rappresentare uno spaccato della gioventù disinibita d’oggi si stempera nella sostanziale riduzione ai canoni del dramma sentimentale. Anche la buona idea del luogo di confine come soglia di passaggio alla maturità rimane a mezza strada. E poi il motivetto musicale usato come fondino per qualsiasi tipo di scena è proprio insopportabile.

Stefania 3/07/12 23:02 - 1600 commenti

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Inizia come un fotoromanzo a tinte accese, si incupisce in melodramma rusticano, sfocia in un epilogo sentimental-crepuscolare, settembrino. Simile, come tematica, a I dolci inganni, esce perdente dal confronto: dall'allusione all'illustrazione, dall'assorto monologo alla chiacchiera da (piano) bar. Insopportabili le entranti musichette, nonché la canzone "Non è niente", canticchiata dalla Spaak che, in compenso, è quella che recita meglio.
MEMORABILE: Ferzetti che impartisce lezioni di vita a destra e a manca; la Spaak che si scopre un ciuffetto di capelli bianchi dopo lo spavento del pescecane!

Lucius 4/03/15 21:50 - 2819 commenti

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La sceneggiatura è quantomeno stuzzicante, ma le aspettative vengono in parte disattese da una Spaak troppo per bene per apparire anticonformista, troppo compita perfino nelle sue nudità. Resta un progetto coraggioso per gli anni sessanta e probabilmente a quei tempi non si poteva realmente andare oltre. La Sardegna in compenso ci illumina coi suoi orizzonti, il mare, il sole e un'estate di tanto tempo fa. L'irrequietezza di un'adolescente che serpeggia fra ormoni maschili e un triangolo che culminerà in dramma nel valido finale.

Daniela 3/12/17 16:31 - 9640 commenti

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Ancora una volta la fanciulla in fiore Spaak, ninfa scaltra e sottilmente crudele dietro l'apparente innocenza, attizza le voglie di un maschio maturo. A farne le spese qui sono due coetanei che l'avevano portata in gita su un isolotto semi deserto sperando ciascuno di ottenerne i favori... Regista sensibile, Vancini si trova a dirigere una storia troppo esile e abusata, a cui neppure la svolta drammatica riesce ad infondere maggiore profondità. Film non brutto, discretamente interpretato, ma di scarso interesse.

Rufus68 16/06/18 20:40 - 3152 commenti

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La coppia di giovani protagonisti maschili, scialba e anonima (ma anche la Spaak è a livelli trascurabili), fa naufragare la prima parte. L'entrata in scena di Ferzetti spariglia le carte drammaturgiche (e attoriali) suscitando un nuovo interesse per gli sviluppi psicologici del quartetto in scena, almeno sino alla svolta tragica. Quest'ultima, però, pare chiudere tale breve parentesi: il finale, pur di buona lega, appare prolisso e pregno di ordinario sentimentalismo. Deludente.

Faggi 29/06/18 16:32 - 1508 commenti

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Non brutto ma tormentato da difetti che saltano agli occhi e all'udito, minandone la poeticità, che altrimenti poteva essere non solo più avvolgente ma anche più sottile, essenziale, capace di temperatura emotiva e psichica alta. Se la tecnica è indiscutibile, lo stile non si palesa con compiutezza: incertezze, didascalismo, logorrea che attanaglia la protagonista nella parte centrale, musica inappropriata. La sospensione e il non detto gli avrebbero giovato. Il finale, poi, sembra forzato nel suo aspirare a tutti i costi a delle conclusioni.

Buiomega71 21/08/20 00:54 - 2297 commenti

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Terribile fotoromanzo dove regnano sovrane noia e banalità. Personaggi indisponenti (a partire dai due ragazzi, per arrivare a una Spaak quasi odiosa, fino alle ridicole sparate filosofiche di Ferzetti in vacanza), un finale pomposo da melodrammone alla Harmony, regia totalmente anonima di Vancini (addirittura i riverberi western negli interni della capanna), musica tronfia e insopportabile, storiella di inconsistente inutilità e la Spaak che gira con la frezza bianca che manco la Langenkamp in Nightmare 3. Nel disastro generale si salvano solo le meravigliose location sarde.
MEMORABILE: L'attacco del risibile squaletto; Parte la fiocinata pre-Nove ospiti per un delitto; La Spaak che mette i piedini in faccia allo stoccafisso Fredy.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Dusso • 11/01/11 00:13
    Segretario - 1621 interventi
    Ottimo il master del dvd RHV,integrale e nel formato corretto 2:35:1
    audio in mono(italiano,inglese,francese)
    Molto deludenti a mio avviso gli extra!
    All' interno della custodia del dvd una recensione d'epoca tratta dal Resto del Carlino
  • Homevideo Xtron • 6/03/13 20:47
    Servizio caffè - 1833 interventi
    Il dvd RHV purtroppo però è letterbox

    L'immagine è al minuto 41:56

    Ultima modifica: 7/03/13 08:01 da Zender
  • Musiche Lucius • 29/04/18 10:30
    Scrivano - 8308 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, il 45 giri originale:



    Ultima modifica: 29/04/18 11:43 da Zender
  • Discussione Buiomega71 • 21/08/20 10:45
    Pianificazione e progetti - 22100 interventi
    Rassegna estiva: Italian Graffiti d'agosto 

    Terribile fotoromanzetto da latte alle ginocchia, con tre ragazzetti di rara antipatia (pure la Spaak risulta mal sfruttata e odiosa nel ruolo della sciaquetta frivola e civettuola) su di un'isola deserta con capannina, che passano il tempo a farsi gli scherzoni e a rimuginare sulle pene d'amore (vada per Perrin, ma l'altro è proprio inguardabile) per contendersi le grazie della Spaak che fa la maliziosetta ruffiana per tutto il film. Poi arriva il maturo Ferzetti in vacanza, che dispensa consigli da uomo vissuto e filosofeggia in maniera ridicola e insopportabile.

    Vancini guarda a certo cinema di Antonioni (L'avventura) e di Salce (La voglia matta), ma le esce un pastrocchio noioso, narcolettico e invecchiato malissimo, zeppo di dialoghi inutili e di situazioni banali (la solita manfrina sulla ragazzetta contesa che perderà la verginità tra le braccia del fascinoso quarantenne), soffermandosi sulle grazie della Spaak mentre prende il sole o nuota nuda (da sculto la sequenza dell'imbarcazione con a bordo i pescatori infoiati), o che, in maniera assai goffa, indossa tute da meccanico bianche e palandrane da pescatore.

    E se la misera storiella ruota intorno al nulla assoluto, Vancini non riesce proprio a imprimere uno stile personale, scimiottando Antonioni (non possedendone affatto la profondità) e Salce (non avendone nemmeno un briciolo di cinismo) senza averne il talento, con riverberi western negli interni della capanna, snervanti giri in motoscafo, la Spaak che si sbraccia su di un atollo e un terrificante finalone romanticheggiante da romanzetto Harmony all'aeroporto.

    Battute e battutine sceme, la Spaak che gira per quasi tutto il film con la frezza bianca che manco la Langenkamp di Nightmare 3, dovuta al risibile attacco di un'innocuo squaletto dalle dimensioni di una trota, o che passa il tempo a fare l'ochetta e a mettere i piedini in faccia al povero Perrin, mentre i due coetanei immaturi se la litigano (c'è pure una fiocinata che parte pre Nove ospiti per un delitto), e tra i due litiganti il terzo gode (Ferzetti di indigesta e fastidiosa ampollosità), per poi sfociare nel dramma , con il suicidio di uno dei due giovani spasimanti, di cui frega una beata mazza da tanto sono indisponenti.

    Peccato, perchè l'inizio alla festicciola notturna, fuori dal locale, con Daniele Vargas e la Halina Zalewska che si prende uno sberlone dal suo fidanzato sembrava promettere bene, ma che, poi, si arena quasi subito nel tedio e nel futile, sfociando nella noia abissale come il mare che circonda l'isolotto, dove non succede praticamente niente per tutta la durata della pellicola.

    Tronfia e pachidermica la colonna sonora di Rustichelli (che sembrano quelle melodie da polpettone anni 50) e, peccato mortale, non si sente nemmeno una canzonetta italiana dell'epoca (che avrebbe ravvivato il tedio e la monotonia imperante), se non la Spaak che canticchia una canzoncina ai limiti dell'inascoltabile. Per tacere sui nomi dei personaggi (Sergia? Fredi?).

    Sequenza esilarante (da vedere e rivedere) il momento in cui, sul motoscafo, Perrin ammolla a Ferzetti, per rabbia e gelosia, un pugnetto da signorina sul collo che non le fa nemmeno il solletico.

    Grandissima perla di saggezza del sior Ferzetti che non fa una grinza: "Da giovane avevo un amico che rubava in casa dei suoi, è diventato il miglior medico della città" (sic!).


    Non rimane praticamente niente in mano, se non le splendide location sarde. Un pò troppo poco però.


    Uno dei peggiori film dell'epoca del boom.






    Ultima modifica: 21/08/20 19:15 da Buiomega71
  • Discussione B. Legnani • 21/08/20 11:27
    Consigliere - 13999 interventi
    Halina Zalewska era molto bella. Sorella della Galleani.
  • Discussione Buiomega71 • 21/08/20 11:29
    Pianificazione e progetti - 22100 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Halina Zalewska era molto bella. Sorella della Galleani.

    Sì, effettivamente una bella donna (quì è la sorella della Spaak), sua è infatti l'unica scena salvabile del film, quella appena all'inizio, dove si prende uno schiaffone dal fidanzato geloso. Ma poi ci penserà Vargas a rimediare...