Creepshow

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Creepshow
Anno: 1982
Genere: horror (colore)
Note: Tratto da Stephen King. Episodi: "Father's day" (La festa del papà), "The lonesome death of Jordy Verrill" (la morte solitaria di Jordy Verrill, episodio non presente nell'edizione cinematografica italiana, con Stephen King), "Something to tide you over" (Alta marea), "The crate" (La cassa), "They're creepin up on you" (Strisciano su di te).
Numero commenti presenti: 44
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Tra i tanti fan degli EC Comics di William Gaines (piccoli albi "pulp" che nei primi Anni Cinquanta ebbero in America un discreto successo raccontando brevi storie horror a fumetti) vi furono tra gli altri Stephen King e George Romero i quali, dopo aver fallito nella realizzazione di "Salem's Lot" prima e "L'ombra dello scorpione" poi, decisero di lavorare insieme all'ambizioso progetto di dare una forma cinematografica ai vecchi albi. King scrisse appositamente una decina di episodi che vennero poi ridotti a cinque e di cui Romero si mostrò subito entusiasta. L'idea era quella di portare su grande schermo lo stesso tipo di sensazioni che si avevano leggendo un albo: colori forti e contrastati, cornici e riquadri disegnati che circondano alcune...Leggi tutto immagini, qualche disegno qua e là, addirittura le vignette delle pagine che si animano e le stesse pagine che si sfogliano mostrando la scena successiva: espedienti insoliti che caratterizzano molto il film, assieme ad un umorismo nero mai troppo ricercato e una semplicità narrativa quasi infantile. Il tutto viene reso al meglio soprattutto nel primo episodio, in cui la sperimentazione visiva è più evidente. La storia della vecchia zia che torna sulla tomba del padre ucciso è misera e nel suo complesso si tratta del momento peggiore del film (ravvivato solo dal bel make-up zombesco studiato da Tom Savini), però si intuiscono qui meglio che altrove le idee a tratti geniali utilizzate da Romero. Il secondo episodio (da noi uscito solo in videocassetta, al cinema venne inspiegabilmente eliminato!) vede come protagonista unico nientemeno che Stephen King in persona nei panni di un contadino mezzo scemo che trova in giardino un meteorite contenente un potentissimo fertilizzante. Divertente e ben realizzato, soprattutto per la quantità di piante utilizzate, che si diffondono ovunque. Con il terzo episodio raggiungiamo il culmine: Leslie Nielsen, che si vendica della moglie fedifraga sotterrando lei e l'amante (Ted Danson) in spiaggia, dimostra qui di essere pronto al grande salto nella commedia demenziale: è di un sadismo tremendo, davvero insuperabile; un episodio perfetto fino alla sua conclusione (da horror romeriano puro). Atmosfera eccellente. L'episodio della cassa col mostro nel sottoscala è meno geniale: orrore classico, senza molte sorprese, con un Hal Holbrook che con Adrienne Barbeau è anch'egli sottilmente sadico e spietato. Belli come sempre i colori, il resto langue. Con E.G. Marshall perseguitato dagli scarafaggi (l'unico episodio rimasto in forse per via della sua difficile realizzazione) il film si chiude nel migliore dei modi: un one-man show straordinario, una storia semplicissima ma di grande effetto (chi odia gli scarafaggi farà bene a starne alla larga): le orride blatte escono da ovunque in un crescendo terrificante: sul bianco sparato dell'attico il nero degli scarafaggi produce un'impressione assolutamente ripugnante: un gioiellino. Prologo ed epilogo, col bambino perseguitato dal padre Tom Atkins che gli getta nell'immondizia il fumetto diseducativo (occhio ad uno dei due spazzini: è Tom Savini), sono trascurabili. Un horror diseguale, con due grandi momenti (gli episodi di Nielsen ed E.G. Marshall) e uno spirito infantile che non piacerà a tutti ma rispecchia fedelmente quello dei fumetti "pulp" ai quali dichiaratamente s'ispira.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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G.Godardi 6/03/07 21:41 - 950 commenti

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E' uno dei pochi film tratti da un fumetto che non si limita solo ad esibirne le tematiche. Romero va oltre, va alla struttura interna del fumetto e la innesta al cinema. Le vignette sono ricreate a suon di inquadrature fisse e di una fotografia coloratissima di stampo, appunto, fumettistico. Encomiabile dal punto di vista formale, un po' meno da quello puramente narrativo, risulta infatti un po' troppo lungo. Più che spaventi ci sono tante risate. Ma il ripugnante episodio finale lascia il segno!

Caesars 7/03/07 10:28 - 2672 commenti

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Operazione stravagante quella realizzata da Romero con questo film: più che una pellicola dell'orrore porta un fumetto su grande schermo (lo zio Creepy è parente prossimo del nostro zio Tibia), riuscendo perfettamente nello scopo, anche se non si può certo dire che rientri tra i suoi prodotti più riusciti. Diviso in cinque episodi (perché mai nei nostri cinema quello interpretato da King era stato tagliato?) di diversa caratura, più che generare spaventi si diverte a giocare con lo spettatore.

B. Legnani 29/04/07 01:43 - 4688 commenti

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Un poco sotto quello che è un buon film. L'asso nella manica è rappresentato dalla presenza del grande caratterista E.G. Marshall (il numero 4, ne La parola ai giurati), nell'episodio migliore del film (il resto è abbastanza disuguale). La pellicola non ha particolari veramente truci, conducendo lo spettatore sia verso la tensione sia verso la risata liberatoria.

Undying 30/04/07 18:10 - 3841 commenti

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Creepshow rappresenta un felice esempio di riuscito connubio tra regista (Romero) e scrittore (King). Il film è orientato su un tipo di horror macabro, ma venato da un fondo di ironia che ne esalta le qualità. I racconti sono prettamente in tema con lo stile dei famosi fumetti E.C. Comics anni '50 che, per qualche anno, infestarono le edicole americane facendo la gioia dei giovani adolescenti (tra i quali gli stessi Romero e King). Capolavoro del cinema dell'orrore ad episodi, imprescindibile per ogni amante del genere... Spassoso.
MEMORABILE: "Chi ha detto: più conosco gli uomini più amo le bestie, guardi la prossima storia che s'intitola La Cassa. E ci ripensi... se fa in tempo!"

Puppigallo 5/06/07 17:22 - 4496 commenti

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Il connubio fumetto-realtà cinematografica funziona, a patto che che la storia abbia il giusto peso o che non scivoli troppo nella pagliacciata. E’ proprio per questo motivo che il film parte male col primo episodio, anche se il protagonista fa sorridere. Poi, nel secondo, compare quella faccia da provola di King, che il ritardato lo fa bene, ma non basta. L’episodio con Nielsen è invece ben congegnato e piuttosto cattivo (la vendetta). Come il successivo (la cassa), semplice ma efficace e l’ultimo con gli scarafaggi (schifosamente piacevole).
MEMORABILE: La marea sale e...

Cotola 8/01/08 22:34 - 7453 commenti

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Divertente e gustoso film d'altri tempi che, sulla scorta dei fumetti horror anni cinquanta di Bill Gain, riunisce al suo interno diversi episodi, più o meno riusciti, ricchi di macabra ironia e di un po' di "sano" splatter. La regia di Romero è efficace come al solito mentre la sceneggiatura di Stephen King non sempre è all'altezza delle aspettative. In ogni caso un prodotto molto godibile.

Ciavazzaro 15/04/08 16:28 - 4758 commenti

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Coloratissimo e riuscitissimo omaggio alle mitiche strisce E.C. Comics. Per gli appasionati di quelle meravigliose storie è stra-consigliato. Si comincia con un ottimo episodio zombesco di vendetta con la strepitosa vecchia gloria Carrie Nye e un giovane Ed Harris doppiato da Saverio Morones; il secondo episodio è con Nielsen ingegnoso nel metodo del duplice delitto. Evitabile la parentesi con King, ottimo "La Cassa" con Weaver, Barbeau, Holbrook e Don Keefer e l'ultimo con un strepitoso E.G. Marshall.
MEMORABILE: Il finale dell'ultimo "disgustoso" episodio con gli scarafaggi.

Herrkinski 29/07/08 17:29 - 5023 commenti

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Divertente film a episodi ispirato ai vecchi fumetti horror della EC Comics. La collaborazione tra King e Romero si rivela fruttuosa, dando vita a una pellicola briosa, dai colori accesi e non priva di alcune gustose invenzioni visive. Tra i 5 episodi si segnalano soprattutto quello con Nielsen, assolutamente spietato, quello della cassa, impregnato di un'atmosfera davvero macabra e soprattutto quello degli scarafaggi, veramente ripugnante e d'effetto. Nel complesso un piccolo cult che si lascia vedere più che volentieri.

Hackett 18/08/08 12:13 - 1720 commenti

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Film ad episodi nostalgico della tradizione fumettistica horror. Rivisto ad anni di distanza affascina un po' meno ma resta comunque godibile, soprattutto nell'episodio finale. Deludente l'episodio con protagonista King: non si fatica a credere che fosse stato escluso dalla prima versione circolata in Italia.

Rickblaine 19/11/08 09:46 - 635 commenti

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Racconti horrorifici partoriti da King e girati da Romero. Più buon miscuglio non poteva ritrovarsi. Salsa horror come Romero solo sa far gustare. Quanto sangue e quanta ironia e morale mischiata all'interno di queste vicende... King è bravissimo anche da attore. Forse la sua è la storia più bella.

Enzus79 19/11/08 09:58 - 1755 commenti

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Horror ad episodi che non mi ha attirato più di tanto. Le storie potevano essere meglio, anche se l'episodio "La cassa" mi è abbastanza piaciuto. King (che qui recita alla perfezione la parte del contadino idiota) e Romero potevano fare di più. Bravo anche Leslie Nielsen nella parte del marito vendicativo.

Patrick78 22/01/09 10:11 - 357 commenti

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Conferma che i film ad episodi valgono decisamente poco. Anche Romero non è più Romero in questo insulso insieme di storielle create per ragazzini che leggono Zio Creepy (Tibia per noi italiani); infatti, nonostante un buon cast e i trucchi a dire il vero un po'al risparmio di Savini, il risultato è davvero sconcertante. Commedia, più che horror, infarcita di banalità e situazioni adatte ad un pubblico di adolescenti ed è molto probabilmente questo il target di pubblico della pellicola. L'unica cosa che fa davvero rabbrividire è la lentezza del film.

Daniela 17/02/09 11:43 - 9202 commenti

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Episodi dal valore molte diseguale, con due perle. Confesso di aver visto più volte "Qualcosa per sommergerti", piccolo racconto sulla vendetta di un marito tradito: davvero sadico ma in tono leggero, grazie all'interpretazione divertita di Nielsen. Confesso pure di aver visto una sola volta (che basta ed avanza) "Stanno strisciando su di te", l'ultimo episodio sul maniaco dell'igiene, non perché sia mediocre, anzi è un piccolo capolavoro (terrificante l'immagine finale), però dopo me lo sono pure sognato e non voglio ripetere l'esperienza.
MEMORABILE: Tutti quei cosini neri in tutto quel bianco...

Pinhead80 16/06/09 14:37 - 3884 commenti

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Si tratta di un buon film che scorre piavevolmente per tutta la sua durata. Anche l'idea di mischiare animazione e "reale" è decisamente suggestiva. L'episodio meglio riuscito, tra quelli proposti dal film, risulta essere quello intitolato "la cassa", che tiene alta la suspence nello spettatore fino alla fine. Buone le interpretazioni di Leslie Nilsen (stavolta nella parte del cattivo) e di Stephen King (Jordy Verrill).
MEMORABILE: "Maledetti scarafaggi... si infilano dappertutto..."

Funesto 27/12/09 13:15 - 525 commenti

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Celebre horror a episodi. Le storie narrate sono elementari, ingenue e scontate, ma intrattengono e sono ben recitate: ci sono la romeriana Barbeau (un po' malsfruttata), Marshall (perfetto nel ruolo del riccone igienista) e il mitico Nielsen. Questi gli episodi: "Father's day" è il più infantile (mediocre), "The death of Jordy Verrille" il meno orrorifico (strano, c'è King!), il romantico "Something to tide you over" il più pauroso, "The crate" il più splatter e "They're creeping over you" il più originale. Che dire, di horror ce n'è in tutte le salse! ***.
MEMORABILE: Il terzo e l'ultimo: i migliori.

Inseminoid 28/12/09 23:16 - 32 commenti

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Che belli i film ad episodi, dove se uno non ti piace ne arriva subito un altro. Qui siamo in pieni Anni Ottanta, il clima è mediamente perverso. I migliori episodi sono "La cassa" quelllo degli adulteri, mentre gli altri due (Bedelia e gli scarafaggi) sono parentesi riuscite ma meno sostanziose. L'episodio, che si trova solo nella versione home video, con Stephen King e il meteorite, è ridicolo, nel senso che è un po' grullo. Non memorabile ma unico nel suo genere, con due seguiti. Ma è davvero Romero il regista? Nel senso buono...
MEMORABILE: "Bedelia, è la festa del papà, voglio la mia torta, la tortaaa... Bedelia..."

124c 4/06/10 12:11 - 2762 commenti

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Pietra miliare del cinema horror degli anni '80, "Creepshow" è un film composto da cinque episodi, ispirati ai fumetti della EC dello zia Tibia (o Creepy). Attori del calibro di Leslie Nielsen, Ted Danson, Adrienne Barbeau ed Ed Harris li interpretano con convinzione ed auto-ironia, diretti, con mano felice, da George Romero. Persino Stephen King si cimenta come attore, in un episodio (Jordi Verrill). Il film è divertente e dissacrate. La palma di miglior episodio se lo giocano quello di Nielsen e quello degli scarafaggi. Superbo.
MEMORABILE: La versione originale è priva dei commenti dello zio Creepy. Leo Gullotta, voce dello zio, serve per abbassare i limiti d'età al film.

Manowar79 17/06/10 00:52 - 309 commenti

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Una decisiva svolta al format dell'horror a episodi: se fino ad allora (vedi le produzioni Amicus) il modello letterario era l' "antologia di racconti", Creepshow segna la sterzata verso un immaginario fumettistico non lontano dai netti colori delle copertine degli Iron Maiden. L'episodio "Jordy Verrill", con il suo clima claustrofobico, mostra la devozione di King verso l'inquietante fantascienza lovecraftiana, stesso dicasi per il mostruoso "La cassa". Memorabile il segmento finale, crudele destino di un maniaco dell'igiene.
MEMORABILE: Finalmente, il mitico Zio Tibia ottiene una visibilità planetaria: come dimenticare, quindi, i suoi perfidi interludi?

Metuant 10/09/10 10:09 - 454 commenti

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Ottimo esempio di horror a episodi di stampo tipicamente "kinghiano", dato che la maggior parte delle storie brevi del maestro ricordano per impostazione quelle del noto fumetto dal quale è tratto questo film. Dopo un primo episodio non memorabile e uno discreto con lo stesso King protagonista, si prosegue con un trittico di episodi molto ben fatti, nei quali spiccano le figure di Leslie Nielsen e Hal Holbrook in due notevoli ruoli. L'episodio di contorno è trascurabile, anche se carino.
MEMORABILE: L'episodio degli scarafaggi.

Mdmaster 9/09/10 08:50 - 802 commenti

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Film a episodi non perfetto ma che dimostra cosa possono tirar fuori due geni dell'horror quando si uniscono. Non tutti gli episodi funzionano, spesso vengono portati avanti dalla qualità indiscutibile degli attori (Hal Holbrook e Leslie Nielsen su tutti). "Something to Tide You Over" e "The Crate" sono i momenti più riusciti, carino anche "Jordy Verrill". L'idea del format fumettoso era simpatica ma si rivela inutile ai fini del film. Colonna sonora curata e discreti effettacci di Tom Savini. Ah, e per una volta, ottimo doppiaggio.

Fabbiu 28/12/10 23:54 - 1930 commenti

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Proprio come leggere quei vecchi fumetti horror: polpettoni splatter con maxi make-up zombeschi, storie horror dotate del fascino dell'ironia e del non prendersi mai sul serio mantenendo sempre nel modo di narrazione, l'idea di un colpo di scena horror disgustoso ma allo stesso tempo divertente. Graficamente interessante, tra vignette e sfondi colorati... insomma ha un fascino quasi "pulp" con una aria troppo giovanile che tuttavia non guasta, anzi rende l'insieme piacevole. Buoni tutti gli episodi, buono l'intro, splendido l'episodio di Nielsen maniaco.

Buiomega71 25/03/11 13:12 - 2228 commenti

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Divertissement romeriano lontano anni luce dal suo radicale pessimismo, ma divertente e con vago gusto pop. L'episodio della torta è a dir poco geniale, una diversa rappresentazione del mito romeriano degli zombi. Quello con King è il più debole, troppo comico e un po' idiota. Magnifici gli zombi ricoperti di alghe nel segmento dell'alta marea, così come la creatura scimmiesca nella cassa nel penultimo episodio. L'ultimo, con gli scarafaggi, è romeriano puro: cinico, cattivo e pessimista, con finale schock. Immensi gli sfx di Tom Savini.
MEMORABILE: I morti viventi che appaiono a Leslie Nielsen: "Puoi trattenere il fiato Richard, se non ti fai prendere dal panico"; il plotone di scarafaggi.

Greymouser 2/05/11 09:45 - 1458 commenti

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Un classico assoluto dell'estetica horror, questo lavoro di Romero meriterebbe di uscire dal cono d'ombra causato dai notissimi (e non sempre eccelsi) zombi-movie del regista. Supportato dalle trame narrative di uno Stephen King che stavolta non litiga col cinema, lo svolgimento fumettoso a episodi riserva macabre e riuscite fascinazioni visionarie. Da applausi a scena aperta soprattutto l'episodio degli scarafaggi, che è - anche tecnicamente - un gioiello di regia. Un piccolo monumento del genere.

Lupoprezzo 8/08/12 18:56 - 635 commenti

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Omaggio ai vecchi comics anno 50 e buon esempio di film ad episodi riuscito. L'innesto fumettistico è la cosa più interessante, anche se gli episodi messi in scena con un sottile umorismo non sono tutti memorabili: i prime tre non riservano grosse sorprese (eccezion fatta per un gustoso Ed Harris improbabile ballerino); i migliori sono sicuramente gli ultime tre: di discreta suspense e di ottimo umorismo nero quello della cassa; spietato e sardonico quello con un Nielsen impagabilmente crudele; disgustosamente efficace quello degli scarafaggi.

Vito 26/06/13 18:09 - 638 commenti

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Occorre assolutamente aver letto prima i comics horror della EC per comprendere al meglio l'incredibile lavoro fatto da Romero con il montaggio e l'uso dei colori per rappresentare al cinema quegli albi a fumetti; anche King con la sua sceneggiatura ne cattura perfettamente l'humor macabro e il tema ricorrente della punizione soprannaturale dei malvagi. Zombi acquatici, vegetali ambulanti, mostri rinchiusi in vecchie casse, odiosi miliardari aggrediti da schifosi scarafaggi. I fan dell'horror rimarranno soddisfatti!

Rambo90 15/07/13 16:13 - 6316 commenti

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Forse uno dei migliori esempi di horror a episodi che abbia mai visto: la sceneggiatura di King e la regia di Romero assicurano un crescendo incredibile di terrore misto a umorismo e un ritmo che non langue mai. Dopo i primi due episodi più grotteschi (nel secondo c'è anche una simpatica interpretazione di King in persona), si arriva ai migliori del lotto: il sadismo impersonato da Nielsen e la vendetta di Holbrook sono dei piccoli gioielli, anche per la bella prova del cast. Chiusura con uno strepitoso Marshall assediato dagli scarafaggi.

Viccrowley 5/05/15 00:33 - 803 commenti

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King, Romero, Savini, con il plus dei meravigliosi fumetti EC Comics a far da spunto, ovvero il sogno di ogni horror fan. E l'amalgama non delude, uno scrigno di divertimento e humor nero che rinverdisce la tradizione degli horror a episodi iniettando nuova linfa e farcendo il tutto con un'autorironia non comune. L'episodio cornice è delizioso e serve da collante per cinque storielle macabre a loro modo tutte riuscite e condite dai sempre fantastici sfx saviniani. Tra i cult assoluti dei fondamentali horror anni 80.
MEMORABILE: "Dov'è la mia torta?"

Rebis 6/10/15 09:15 - 2088 commenti

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Corpo apparentemente estraneo nella filmografia di Romero - per la dominante ironica, per lo stile grafico e warholliano che rievoca la sintassi degli E.C. Comics, per la rarefazione delle istanze sociopolitiche care al regista - nasce dallo spirito di rivalsa per il fallimento commerciale di knightriders. Nondimeno, è un'escalation godibilissima che farà la gioia di ogni horror fan, in cui gli script in acido di Stephen King, il caleidoscopio pop di Gornick e gli immaginifici spfx di Tom Savini, inoculano nuova linfa nella misantropia romeriana. Un classico.

Anthonyvm 25/03/18 23:30 - 1777 commenti

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Deliziosa antologia che, con i suoi alti e bassi, garantisce quel divertimento orrorifico che promette sin dal poster e dal titolo. Il primo episodio è banale ma simpatico, esattamente come il secondo (ma l'overactor Stephen King è da applausi); il terzo è già più complesso e ha un uso ottimo della tensione; il quarto è il migliore, una delle più inquietanti e ironiche incursioni nell'animal horror anni '80; anche l'ultimo è ottimo, meravigliosamente giocato su un'idea semplice e funzionale. Cult, ma visto da adulti non avrà lo stesso effetto.
MEMORABILE: Il piano diabolico di Leslie Nielsen; Il mostro scimmiesco rinchiuso nella cassa; La fine del ricco misantropo assediato dagli scarafaggi.

Myvincent 17/10/16 08:19 - 2521 commenti

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Un classico anni '80 e non poteva non essere tale visto il geniale binomio Romero-King. Lo stile brillante e beffardamente horror prevale sulle narrazioni che, peraltro, aumentano in qualità procedendo dal primo al quinto capitolo. In quest'ultimo poi la claustrofobica atmosfera kafkiana le rende un piccolo gioiello cinematografico in senso lato. Due ore che scivolano via lisce come l'olio. Classico imprescindibile.

Parsifal68 8/11/16 10:24 - 607 commenti

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Gustoso film horror a episodi, tutti conditi da una forte vena grottesca e da humour nero come la pece. George Romero e Stephen King formano una coppia formidabile, e hanno abbastanza libertà nel confezionare un film intelligente che prima ti spaventa, poi allenta la tensione fino a farti sorridere con dei finali comici fino al paradosso. Miglior episodio "Alta marea", gli altri comunque discreti.

Giùan 17/01/17 11:29 - 2926 commenti

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Divertissement intrigante più dal punto di vista filologico (in tal senso l'operazione è condotta da Romero e King con partecipata serietà) che non della qualità cinematografica. Così, se la cornice visiva è ben "inquadrata", omaggiando i fumetti horror del secondo dopoguerra tanto cari allo scrittore del Maine, altalenanti risultano i singoli episodi. Molto buone le tranche con Nielsen (cornuto e zombizzato) e la Barbeau (bisbetica moglie del prof universitario); simpatico il finale "insetticida"; modesti i primi due frammenti (fastidioso il bifolco di King).

Jena 26/02/17 14:10 - 1168 commenti

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Grande Romero! In combutta con Stephen King abbandona la atmosfere cupe della sua geniale trilogia zombesca e cambia completamente registro. Ci regala così un divertentissimo film che è un sentito omaggio ai comics horror degli anni 50 e che a tutt'oggi è la più riuscita trasposizione di quel tipo di fumettistica su grande schermo. Leggero, coloratissimo, ha creato un genere (quello dei "Tales of the Crypt" per capirci). Tutti divertenti gli episodi ma l'ultimo è grandioso. Ottimo cast in cui spicca un malvagio Nielsen (!); c'è pure King!
MEMORABILE: Il bambino malvagio che parla con lo zio Creepy; La torta dello zombi; gli scarafaggi; Tutti gli ottimi effetti speciali di Tom Savini.

Rufus68 21/04/17 11:39 - 3049 commenti

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Fra i meriti c'è la riscoperta dell'horror a episodi. Peccato che la cornice e le prime due storie siano degli scherzetti; convince quella con Nielsen, ci si abbassa nuovamente col mostro nella cassa, si risale decisamente, al di là della facile metafora, con l'uomo degli scarafaggi che vanta la dignità di cortometraggio a sé stante. Il film, però, appare invecchiato e certe trovate sono più compiacimenti da fumettari che affondi grotteschi.

Magi94 15/07/17 14:38 - 656 commenti

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Divertentissimo film a episodi dalla trama più o meno sciocca, senza molte pretese ma piacevole da guardare. "La festa del papà" è quello più grottesco e bambinesco ma dal finale esilarante (***). Il secondo episodio con King è un po' piatto ma ha un suo perché (**!). "Alta marea" porta in gioco ottimi elementi ma non riesce a sfruttarli con un ritmo adeguato (**!). "La cassa" è divertente, con un'idea di partenza molto bella e buoni personaggi (***!). L'ultimo episodio è forse l'unico vero e proprio horror: geniale e sinceramente ripugnante (***!).

Pesten 18/10/17 08:20 - 632 commenti

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Probabilmente il migliore esempio di horror a episodi. L'unione tra Romero e King genera un risultato estremamente convincente per gli amanti del genere e riesce a trasportare su schermo tutte le caratteristiche delle strisce a fumetti omaggiate operando la scelta giusta in tutti i dettagli. Dalla storia lampo a quella più lunga, da quella più lenta a quella con azione serrata, da quella scanzonata a quella terrificante è un tripudio di grandiosità.
MEMORABILE: Gli effetti speciali di Tom Savini; Le interpretazioni di King e Nielsen.

Piero68 19/10/17 11:01 - 2754 commenti

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Insomma. Da un Romero alla regia e un King alla sceneggiatura era lecito aspettarsi qualcosa in più. Non che il prodotto sia malvagio, ma è ovvio che scegliere di dividerlo in episodi (cinque poi, che son tanti) fa perdere smalto al giudizio generale. Un buon cast comunque al servizio della pellicola e un sottofondo di houmor nero che non guasta. Personalmente preferisco gli ultimi due, a parer mio gli unici che davvero horror a tutto tondo. Inutile forse il secondo, anche se è quello interpretato da King. Forzatamente comico il primo.
MEMORABILE: La rappresentazione di Creepy, molto simile a Eddy, la mascotte mostro degli Iron Maiden.

Rigoletto 16/12/18 11:51 - 1497 commenti

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Buon vecchio horror anni '80 nel quale gli episodi, pur dalla qualità non sempre eccelsa, formano un film compatto. I segmenti migliori (quelli con Nielsen, Holbrook e Marshall) sono dei veri gioiellini verso i quali non sarebbe stato sciocco un ripensamento in chiave più estesa. Ogni cosa, però, conserva il suo lato fumettistico con i continui interventi dello "Zio Tibia", il macabro narratore che apre e chiude gli episodi, lasciandoci uno sgangherato sorriso.

Caveman 17/12/18 16:41 - 163 commenti

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Ottimo film a episodi. Del resto Romero, King e i fumetti della EC Comics difficilmente potevano portare a un lavoro mediocre. Ci troviamo di fronte forse al miglior horror antologico della storia. Cinque storie differenti tra loro (King ha anche un ruolo d'attore) ma tutte dannatamente accattivanti. Regia di Romero che regala guizzi e ansia (l’episodio con gli scarafaggi), attori tutti in palla (Nielsen credibile in un ruolo non facile). Non ci si può lamentare; anzi, ad averne oggi di film così!

Minitina80 13/04/19 16:30 - 2300 commenti

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Il binomio killer Romero/King riesce nell’intento di tributare vecchi fumetti horror di stampo classico per mezzo di storie capaci di stare in piedi da sole, malgrado il minutaggio ridotto. Grottesco, cinico e con sfumature di una terribile ironia che ben si calano nei singoli episodi, nessuno dei quali insufficiente o deplorevole. Gli elementi di un certo tipo di horror ci sono tutti e sono valorizzati dalle buone scelte di Gornick alla fotografia, dal sapore vagamente pop. Tra i film a episodi, sicuramente uno di quelli con un senso compiuto.
MEMORABILE: Gli scarafaggi che escono dal signor Pratt.

Von Leppe 15/01/20 19:26 - 1018 commenti

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Film che si ispira ai fumetti horror ed è ottima l'idea di inserire tra una storia e l'altra scene a cartoni animati. Gli episodi sono tutti buoni. I primi due sono i più umoristici, mentre il terzo e il quarto forse i più affascinanti: in uno si può ammirare Leslie Nielsen attuare la sua vendetta nei confronti della moglie e del suo amante e nell'altro Adrienne Barbeau nel ruolo di una moglie insopportabile; in entrambi i casi ci sono risvolti orrorifici notevoli. Il quinto frammento invece parla di scarafaggi e riesce veramente a disgustare.

Taxius 25/01/20 12:59 - 1643 commenti

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Nel suo genere, ovvero nel mondo degli horror a episodi, Creepshow rappresenta uno dei livelli più alti in assoluto. Gli episodi sono cinque e come spesso capita la qualità è variabile. I primi due non sono male, ma sono i più deboli, mentre gli altri tre sono davvero notevoli: il terzo con protagonista un malefico Leslie Nielsen punta sul sadico, mentre il quarto sullo splatter e il quinto sulla claustrofobia e il disgusto (il frullato di scarafaggi è assai schifoso). L'accoppiata Romero-King funziona che è una meraviglia.

Noodles 31/01/20 23:25 - 805 commenti

I gusti di Noodles

L'episodio di Leslie Nielsen e l'ultimo, quello degli scarafaggi, sono due perle. È un vero peccato che prima di arrivare a questi ci si debba sorbire altri tre episodi lentissimi e noiosi, nonché un prologo e un epilogo totalmente inutili. Scritto da Stephen King (qui anche attore), può dirsi riuscito solo a metà. Lo splatter c'è, ma manca tutto il resto, perché si è dato più spazio all'aspetto grottesco. Adatto ai teenager, per gli altri potrebbe rivelarsi una delusione.

Siska80 22/05/20 10:25 - 503 commenti

I gusti di Siska80

Ben riuscito il connubio tra lo stile registico inconfondibile di Romero e la creatività narrativa di King, sulla scia de Le cinque chiavi del terrore. Il primo episodio è macabramente grottesco; il secondo genialmente kafkiano; il terzo (con un Nielsen nell'insolito ruolo serio dello psicopatico) particolarmente crudele; il quarto è pregno di humor nero; il quinto è traumatizzante, per stomaci forti. Buoni il cast e la fotografia del fido Michael Gornick.
MEMORABILE: I sogni catartici a occhi aperti di Henry.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Buiomega71 • 18/12/14 19:50
    Pianificazione e progetti - 21749 interventi
    Mi sono riletto , in questi giorni, alcuni fumetti dell'orrore che posseggo (i tre volumi editi da Mondadori Mezzanotte con Zio Tibia, Le spiacevoli notti di Zio Tibia, Zio Tibia colpisce ancora, più le riviste a fumetti di Zombi e Creepy che acquistai da ragazzino a cavallo del 1984/85)

    Rispolverandoli con nostalgia, mi accorgo che alcuni episodi erano davvero straordinari (dei piccoli film disegnati) e che le tavole dei disegnatori (Tom Sutton, Martin Salvador, Reed Crandall, Ramon Torres, Ernie Colon, John Severin, Martin Martinez, Fred Carillo) erano delle e vere proprie opere d'arte

    Tra i miei preferiti:

    L'autostoppista di Martin Martinez , Junior di Fred Carillo, Jenifer di Bernie Wrightson (rivisitato poi da Dario Argento nell'episodio dei "Masters of horror"), I Nimatoidi di Adolfo Abellan, La donna ideale di Fred Carillo, La Cosa di Tom Sutton (nulla a che vedere con il film di Carpenter), Clienti difficili di Tom Sutton, Che bravi ragazzi! di Martin Salvador, Culto! di Martin Salvador, Carne inquieta di Vincente Alcazar, Berenice di Jerry Gradenetti, Il gatto tagliagole di Ernie Colon, Faccia da Clown di Fred Carillo, L'inquilino di Mike Zeck, Routine di Martin Salvador, Fog di Carmine Infantino (nulla a che vedere con il film di Carpenter), La stirpe di Caino di Al Williamson, Il 3 e 14 è in orario di Billy Gaham, Il collezionista di Guttemberg Mondiero

    Curioso, poi, come Silver Cinema (disegnato non benissimo da Isidro Mones e anche piuttosto bruttarello come storia) sia praticamente quasi uguale a The Meateater-Il mostro del palcoscenico di Derek Savage (ma non essendoci la data sulle tavole, non sò se viene prima il film di Savage o il fumetto di Mones)
    Ultima modifica: 19/12/14 09:58 da Buiomega71
  • Discussione Raremirko • 18/12/14 23:24
    Addetto riparazione hardware - 3449 interventi
    Grazie buio per nomi e titoli, che segno subito.
  • Discussione Zender • 19/12/14 08:13
    Consigliere - 43514 interventi
    Tienteli stretti Caesars! Non sapevo fossi appassionato di fumetti horror. Io sarei curioso di sapere le differenze coi film. Ad esempio l'autostoppista è l'episodio di creepshow 2?
  • Discussione Caesars • 19/12/14 08:57
    Scrivano - 10475 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Tienteli stretti Caesars! Non sapevo fossi appassionato di fumetti horror. Io sarei curioso di sapere le differenze coi film. Ad esempio l'autostoppista è l'episodio di creepshow 2?

    Curioso errore di Zender, che cita me invece di Buio a proposito dei fumetti di Zio Tibia. Curioso perchè anch'io da ragazzino avevo i fumetti in questione (sicuramente Mezzanotte con zio Tibia e, le spiacevoli notti con zio Tibia) anche se da secoli non li posseggo più
  • Discussione Buiomega71 • 19/12/14 09:53
    Pianificazione e progetti - 21749 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Tienteli stretti Caesars! Non sapevo fossi appassionato di fumetti horror. Io sarei curioso di sapere le differenze coi film. Ad esempio l'autostoppista è l'episodio di creepshow 2?

    No, Zendy, nessuna correlazione con "L'autostoppista" di Creepshow 2. Quello del fumetto (splendidamente illustrato da Martin Martinez) narra di un putrescente cadavere vivente che fà a brani i ragazzi che lo tirano sù in macchina nelle strade notturne della provincia americana. Due poliziotti investigano, e scoprono che "l'autostoppista" è generato dalla rabbia e dalla ribellione dei giovani stessi, e avrà la sua apoteosi durante un concerto rock...
    Ultima modifica: 19/12/14 09:57 da Buiomega71
  • Discussione Zender • 19/12/14 10:03
    Consigliere - 43514 interventi
    No, Zendy, nessuna correlazione con "L'autostoppista" di Creepshow 2. Quello del fumetto (splendidamente illustrato da Martin Martinez) narra di un putrescente cadavere vivente che fà a brani i ragazzi che lo tirano sù in macchina nelle strade notturne della provincia americana. Due poliziotti investigano, e scoprono che "l'autostoppista" è generato dalla rabbia e dalla ribellione dei giovani stessi, e avrà la sua apoteosi durante un concerto rock...
    Eh son costretto ad aprire tutto col telefonino perché col minipc non mi va il tasto rispondi, così non vedo na mazza e scambio un avatar con l'altro. È una tortura xaminica che non mi abbandona mai: ogni tresferta un problema diverso. Grazie Buio, quindi nessuna relazione, peccato
  • Curiosità Schramm • 29/08/17 13:48
    Risorse umane - 6703 interventi
    * Mentre era impegnato nelle scene che lo riguardavano, Leslie Nielsen nascondeva nella tasca della giacca un simulatore acustico di peti che azionava sia durante le prove che poco prima che Romero annunciasse “Azione!”, facendo sbellicare Danson e il resto della crew, e mandando a monte le riprese.

    * La figlia di Danson era sul set durante le riprese della scena in cui Henry torna sotto forma di zombie acquatico. Cercò in tutti i modi di evitarla per evitare di traumatizzarla, ma nonostante i tentativi fu lei stessa ad avvicinarglisi e salutarlo con uno sbarazzino “Oh, sei tu! Ciao pà!”

    * L’acquisto degli scarafaggi rappresentò la spesa maggiore del film. Ciascun esemplare costava 50 cents; ne vennero usati più di 250 mila, per un totale di 125 mila dollari spesi in blatte.

    * Durante una pausa dale riprese, Stephen King portò suo figlio al McDonalds truccato con falsi graffi, tagli ed escoriazioni per fare uno scherzo. Che riuscì fin troppo: pensando a un caso di violenza su minore, la cameriera chiamò la polizia quando lo vide.

    * Nell’incipit Atkins rimprovera al figlio di leggere ciarpame; il ragazzo gli risponde che non è peggio delle riviste porno che tiene nascoste. King ha iniziato la propria carriera scrivendo brevi racconti horror per riviste porno.

    * In Father's Day, il padre di Zia Bedelia torna in vita dopo che il whiskey viene accidentalmente versato nella sua tomba. In gaelico, whiskey significa Sorgente di vita, e vi è un tracciabile nesso con La veglia di Finnegan di Joyce, dove un operaio edile cade da una scala rompendosi il cranio, per poi risorgere quando qualcuno versa whiskey sulle sue spoglie durante la veglia. Questa storia è a sua volta basata su una vecchia ballata popolare di Dublino.

    * Stephen King ebbe reazioni allergiche al make-up che dovette indossare durante la trasformazione di Jordy Verill. Dovette contrastarle a suon di iniezioni e terapia farmacologica per portare a termine il lavoro.

    * La crew era la stessa di Sleepaway Camp, stando a Jonathan Tiersten (l’attore che vi interpretò Ricky).

    * Per interpretare Jordy, a King fu suggerito di comportarsi come Willy il Coyote, scimmiottando le smorfie e le reazioni che ha poco prima di precipitare di colpo nei crepacci.

    * La maggior parte dei vermi del cadavere di Father’s day sono Rice Krispies frammisti a una piccola parte di vere larve.

    * Sul set Stephen King aveva sempre con sé una miniatura-giocattolo di Greedo di Guerre stellari come talismano beneaugurale.

    * Nello script originale di King, l’episodio finale aveva luogo in un lussuoso attico moquettato. Dato che avrebbe permesso agli scarafaggi di mimetizzarsi e nascondersi fin troppo bene, rendendo complesse le riprese ai limiti dell’impossibile, Romero optò per un disadorno ambiente “ospedaliero”. È anche per questo che nella versione originale, il monomaniacale igienismo di Pratt emerge a tutto tondo: nei monologhi non ce l’ha tanto con gli scarafaggi, ma con i germi.

    * Il fumetto che appare nel film, le tavole animate che aprono e chiudono gli episodi e il poster, furono disegnati e colorati da Jack Kamen, uno degli artisti dell’ E.C. Comics.

    * È il solo film di Romero ad aver aperto come numero uno al box office di fine settimana.

    * Romero adattò anche La metà oscura. Il film è interpretato dalla moglie di Ed Harris, Amy Madigan. Harris figure poco dopo anche in Cose preziose come Sceriffo Alan Pangborn, un personaggio già originariamente apparso ne La metà oscura.

    * Viveca Lindfors chiese a Romero di improvvisare il monologo sulla tomba. Per farlo, rievocò la tormentata relazione col proprio padre e sfogò la rabbia per il suo ex marito George Tabori.

    * Contrariamente a quanto Richard dice in Father's Day, Nathan Grantham non morì a 184 anni: secondo i numeri romani sul suo obelisco nacque nel 1878 e morì nel 1972 a 94 anni.

    * La Warner Brothers sperimentò un’inusuale strategia promozionale per l’uscita del film. Anziché farlo uscire nella redditizia piena stagione estiva, lo distribuì a macchia di leopardo in diverse sale di Boston per un periodo di prova di 4 settimane attorno al luglio del 1982. Considerato l’ottimo incasso, la Warner lo ritirò e prepare un’uscita su vasta scala per il novembre dello stesso anno. La loro idea fu che un così bizzarro horror con la classificazione R andasse programmato il più possibile attorno ad Halloween, ma al contempo temevano che una prima il 30 ottobre avrebbe floppato, vista la competizione col terzo Halloween. La Warner vaticinò che un Halloween senza Myers sarebbe sparito rapidamente dalle sale, spianando il campo a Creepshow, cosa che effettivamente accadde, garantendo al film notevoli incassi.

    * Quando la creatura fa a pezzi la cassa dal fondo marino, avremmo dovuto vedere riemersi anche i resti di Wilma. La scena venne tagliata al montaggio.

    * La domestica di Father's Day è Mrs.Danvers. È il medesimo nome della malevola domestica di Rebecca - La prima moglie.

    * È uno di almeno 5 film che tra la fine dei 70 e quella degli 80 vedono uno dei personaggi sepolti a eccezione della testa: gli altri sono stati Scott Glenn in L'ultima sfida il cui personaggio sta ben 5 giorni in quelle condizioni e si sfama con insetti di passaggio catturati con la lingua: alcune comparse in Caligola (nella scena della ghigliottina rotante, curiosamente assente dalla versione integrale di 156’); Bryan Brown nel Simpatico truffatore, e David Bowie in Furyo.

    * Le lettere che formano il titolo negli opening credits vengono, tra altre, dalle frasi "Brian Hall of Ann Arbor, Mich." e "David Graves of Spruce, Maryland". Spruce è il nome da nubile della moglie di King, Tabitha. David Graves è il nome del cognato di King (sposato con la sorella di Tabitha, Catherine). David Graves visse in Maryland fino alla propria morte nel 2000. Graves significa curiosamente anche lapidi.

    * Il film trasmesso nella tv di Jordy è È nata una stella.

    * Hal Holbrook, Tom Atkins e Adrienne Barbeau recitarono precedentemente assieme in Fog, sebbene in separate scene. La Barbeau era all’epoca ancora sposata con John Carpenter, che avrebbe di lì a poco adattato da King Christine - La macchina infernale

    * La creatura nella cassa fu il primo lavoro interamente animatronico di animatronic Savini. Passò oltre un’ora e mezzo al telefono con Rob Bottin per avere dritte su come costruirlo.

    * Fritz Weaver e Don Keefer, assieme in The Crate, sono entrambi reduci della serie Ai confini della realtà: Keefer nell’episodio It's a Good Life, Weaver in The Obsolete Man e Third From The Sun. Jon Lormer (Nathan Grantham in "Father's Day") appearve in quattro episodi: Execution, Dust, The Last Rites of Jeff Myrtlebank, e Jess-Belle.

    * Quando il padre schiaffeggia il figlio, possiamo notare che Joe King si schiaffeggia da solo con la sua mano sinistra in slow motion. Questo vecchio espediente tecnico venne adottato da Romero per mitigare le preoccupazioni di Stephen King.

    * Questa è la staffetta lungo tutto il film del portacenere che in Father's Day ha un ruolo determinante: in The Lonesome Death of Jordy Verrill – vicino al fondo cassa del Dipartimento delle Meteore. 3 - Something to Tide You Over – sul comodino vicino al letto di Richard. 4 - The Crate: nella scrivania quando Henry scrive a Wilma. 5 - They're Creeping Up On You – il porta sapone sulla destra di Upson Pratt quando si sta lavando le mani. 6 la storia di raccordo – nella scrivania di Billy quando colpisce per la prima volta il feticcio voodoo.

    (Fonti: Imdb)
  • Discussione Caveman • 17/01/20 13:55
    Pulizia ai piani - 278 interventi
    Il miglior horror ad episodi della storia.
  • Discussione Von Leppe • 17/01/20 15:35
    Call center Davinotti - 942 interventi
    Caveman ebbe a dire:
    Il miglior horror ad episodi della storia.
    Sicuramente bello, ma Amicus, Bava, Corman non sono stati da meno, anzi...
  • Discussione Caveman • 17/01/20 15:41
    Pulizia ai piani - 278 interventi
    Von Leppe ebbe a dire:
    Caveman ebbe a dire:
    Il miglior horror ad episodi della storia.
    Sicuramente bello, ma Amicus, Bava, Corman non sono stati da meno, anzi...


    Creepshow, con tutti e 5 gli episodi, per me non si batte.