Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

LE LOCATIONLE LOCATION

L'IMPRESSIONE DI MMJ

Parte come una commedia (con qualche ombra latente nel personaggio interpretato da Tognazzi) e si trasforma lentamente e sorprendentemente in un giallo per assumere definitivamente i connotati nell'ultima mezz'ora. Dino Risi, che collabora alla sceneggiatura assieme al duo Benvenuti/De Bernardi e all'autore (Piero Chiara) del romanzo da cui il film è tratto, trova nell'ambientazione (il Lago Maggiore negli Anni Quaranta) e soprattutto in uno straordinario Tognazzi dalle mille sfaccettature due ottime basi di partenza. Che non sfrutta appieno, a dire il vero, perché la regia è meno pimpante del consueto e la durata (siamo sull'ora e cinquanta) è eccessiva per un lavoro che andava probabilmente snellito....Leggi tutto La figura cardine è quella di Temistocle Orimbelli (Tognazzi), reduce dalla guerra in Abissinia e proprietario di una bella villa sul lago in cui vive con la brutta moglie (Gabriella Giacobbe) e la conturbante cognata (Ornella Muti). Si sente solo e trova amicizia in Maffei (Patrick Dewaere), un ragazzo che gira in barca e che nonostante l'aria introversa condivide con Temistocle l'amore per le belle donne e la libertà. L'invadente esuberanza di Tognazzi offusca la recitazione dimessa dal resto del cast (con una Muti inquadrata quasi solo per mostrarne lo sguardo il corpo), ma la stanca ripetitività delle situazioni ha un'impennata solo quando Il film comincia a cambiare registro. Prima poggiava quasi totalmente sulle spalle del protagonista, cui spetta di vivacizzare, attraverso una spiritosaggine innata, i momenti di stanca. In ogni caso un'opera diretta con garbo e misura. La famiglia della moglie fa di cognome Berlusconi (!)
Marcel M.J. Davinotti jr.
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Supervigno 2/05/08 23:04 - 229 commenti

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Ottimo film che tratteggia in modo efficace, grazie anche all'interpretazione di uno straordinario Ugo Tognazzi in una delle parti più laide, meschine, ridicole e insieme tragiche della sua sconfinata carriera, la storia di una famiglia, dei rancori e dei segreti nell'ipocrisia e nel falso perbenismo dell'Italia dell'immediato dopoguerra. Su tutto, aleggia l'atmosfera pesante, umida e soffocante del lago, della vecchia villa padronale, della stanza dell'alto prelato di famiglia che da il titolo alla storia. Da vedere e rivedere.

Il Gobbo 3/05/08 17:23 - 3013 commenti

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Ottima, ennesima trasposizione cinematografica di un romanzo di Chiara (del resto coinvolto nell'operazione), impeccabile nella resa di un clima (meterologico quanto psicologico) sordido, squallido, insinuante. Sensuale e nerissimo, opprimente sotto la patina finto-ilare e grassoccia, con un Tognazzi maestoso in un ruolo di quelli per i quali era impareggiabile a livello mondiale. Cinema medio di eccellente fattura, come non se ne fa più (geremiade troppo ricorrente, lo so, ma che ci posso fare?)
MEMORABILE: "Prevedevo"

B. Legnani 13/06/08 01:39 - 5275 commenti

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Lacustre, discreto. Viene de chiedersi cosa sarebbe il film senza Ugo Tognazzi, che sa dare al protagonista uno spessore (fatto di invadenza, meschinità eccetera) eccezionali. La Giacobbe ricorda la sua Donna Prassede di dieci anni prima. Dewaere e Muti insipidi, ma almeno lei è bella, al punto che quando deve fare espressioni da ferma riesce anche a convincere, ma poi...

Cotola 20/07/08 12:34 - 8443 commenti

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Discreto, ma nulla più, film di Risi che io ho trovato abbastanza insipido, così come ritengo sopravvalutato e non molto originale il romanzo da cui è tratto. La confezione però è di classe e l'ambientazione è abbastanza riuscita. In ogni caso, non il mio Risi prefeirito, che è ben lontano dai suoi capolavori. Monumentale la prova di Tognazzi (senza la quale il film sarebbe men che mediocre), mentre la Muti (sai che novità!) non recita.

Hackett 4/01/09 15:30 - 1836 commenti

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Film abbastanza godibile che però sta tutto sulle spalle del solito, grande, Tognazzi. Il personaggio da lui delineato dà il giusto spessore ad una vicenda di per sé abbastanza prevedibile e non particolarmente interessante. Ad aiutarlo nell'impresa di rendere il tutto intrigante, bellissime location lacustri ed una Muti splendida, anche se abbastanza imbalsamata.

Trivex 9/05/09 17:27 - 1645 commenti

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Quando la Tinca (la barca) approda a Suna di Verbania, il mio cuore si ferma! Si, perché il Tognazzi è appoggiato alla ringhiera del "ring" (inteso come quadrilatero), dove ho passato molti momenti negli anni della mia fanciullezza! Visto che sono nato proprio in quel paese (in una vecchia clinica ormai chiusa) e lì vado ancora quasi ogni fine settimana, riscoprire questo film è stato emozionante. L'ambientazione diventa quindi preponderante e forse interferisce eccessivamente sull'analisi del prodotto, comunque godibilissimo, commedia sexy o giallo che sia!

Renato 29/07/09 12:57 - 1648 commenti

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Buon film di Risi, che pecca forse soltanto in un finale un po' tirato via. La storia fino a lì però procede come un treno, l'ambientazione è perfetta e poi c'è Tognazzi: inutile negare che il film, al 90%, è lui. Il suo laido personaggio è reso in modo sublime, specialmente se confrontato col resto del cast,composto da attori mediocri (Dewaere), incapaci (la Muti) o poco sfruttati (la comparsata di Piero Mazzarella).
MEMORABILE: La filosofia di Tognazzi: "Donna incazzata, mezza ciulata!"

Franz 23/05/10 15:39 - 110 commenti

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Meravigliosa ambientazione lacustre per questo film di stampo letterario. I personaggi sono disegnati molto bene nella sceneggiatura, poi, chiaro, la Muti fa quel che può (cioè poco), invece Tognazzi dà mille sfumature al suo Orimbelli: cinico, viscido, uomo di mondo, piccolo e gretto, istrione, violento, pavido, degenerato, orgoglioso. Commovente la consapevolezza con cui vede stringersi attorno a sé il cerchio delle indagini, il suo malinconico sguardo verso una vita irregolare già passata e un'impossibile felicità futura. Che attore immenso!
MEMORABILE: I racconti delle guerre d'Africa; la filosofia di vita dell'Orimbelli mentre è in barca durante la tempesta con l'amico e due fanciulle; il baule.

Lucius 1/04/10 18:45 - 2968 commenti

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Film molto affascinante per la vicenda che racconta, per le scenografie e soprattutto per i posti meravigliosi in cui è girato. Il lago Maggiore inebria il tutto con la sua atmosfera e la Muti è semplicemente splendida. Tognazzi come attore è bravo ma non è un caratterista, è sempre Tognazzi in ogni film che fa e mi chiedo come sarebbe stato il film se al suo posto ci fosse stato un attore più istrionico. Interessante ma con un ironia fuori luogo.

Stefania 1/11/10 19:54 - 1600 commenti

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Tognazzi fa simpatia e tenerezza dall'inizio; è solo un gattone soriano, vizioso e goloso, mentre la Muti è una pantera nera, morbida ma spietata: si capisce chi avrà la peggio. La storia si incupisce, progressivamente e sapientemente, evolvendosi dalla commedia al dramma, bello il finale, amaramente beffardo, peccato soltanto che ruolo del giovane Marco, personaggio dal cui punto di vista è narrata la vicenda, non sia stato affidato ad un attore di maggiore spessore. Dewaere non era una degna "spalla" per un Tognazzi in così gran forma!

Ornella Muti HA RECITATO ANCHE IN...

Daidae 5/02/11 01:04 - 2968 commenti

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Deludente. Mi aspettavo la solita ottima commedia nera targata Risi, invece si tratta di un film che a conti fatti lascia un po' di amaro in bocca. Gli attori fanno tutto sommato una buona prova: Tognazzi non si discute, Dewaere se la cava, passabile la recitazione della Muti. Si poteva fare di più.

Galbo 21/01/12 07:20 - 11933 commenti

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Di certo non la migliore commedia di Dino Risi, La stanza del vescovo si "regge" su due elementi: l'ottima ambientazione (il lago Maggiore) che viene splendidamente fotografata ed utilizzata al meglio per i fini cinematografici e la prova di Ugo Tognazzi, praticamente perfetto per la parte. Decisamente meno riuscita la sceneggiatura che racconta una storia non particolarmente interessante e con qualche tempo morto.

Lythops 22/01/12 20:00 - 987 commenti

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Posteriore ad Anima persa ma della stessa annata, è un film che, a livello attoriale, si regge unicamente su Ugo Tognazzi e Patrick Dewaere (cui non è richiesta una gran performance). Se in Anima persa la tragedia era nella follia a orologeria, qui a ritorcersi è la solitudine disperata che il protagonista cerca di sfogare nel sesso o, meglio, sul suo miraggio: incapace di sentimenti autentici, finirà per essere la vittima di se stesso. Atroce la Muti, salvi gli altri.
MEMORABILE: La sequenza delle sorelle Puricelli; L'attesa di Tognazzi al molo; L'espressione quando risponde al giudice "Questo lo dice lei".

Lamax61 2/08/12 08:25 - 30 commenti

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Tratto dal racconto di Piero Chiara e stupendamente adattato da Risi. Il lago è il vero protagonista, con la sua acqua ferma, sempre la stessa. Io che sono nativo del paesino in cui si svolge, ho ben presente l'umore di fondo che il regista vuole trasmettere. Tognazzi superlativo - la Muti in splendida forma ma non molto adatta per questo ruolo. Spiace vedere lo stato attuale di Villa Cleofe (Castelli), che all'epoca era stupenda e e in posizione unica.
MEMORABILE: La donna degli altri non esiste... come dice T. M. O. (Temistocle Mario Orimbelli)

Kriminal 29/12/12 21:51 - 48 commenti

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Ottima e fedele trasposizione del celebre romanzo di Piero Chiara, ambientato nel "suo" Lago Maggiore con un Tognazzi al top della forma che porta avanti il film in maniera egregia. Buone le prove del Dewaere e della Giacobbe, un po' acerba la Muti (ma d'altronde era a inizio carriera). A parte la scena di nudo sulla barca, intuibile anche dal romanzo, il film non cade mai nel volgare fino a far emergere la meschinità del protagonista.

Graf 17/09/13 01:54 - 708 commenti

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Un notevole film di Risi. Le meschinità della provincia lombarda cucinati in un gustoso guazzetto in agrodolce. Il piacere di narrare con gusto ironico una storia boccaccesca che si trasforma in giallo e finisce in tragedia; il gusto di descrivere con arguzia e malinconia la placida ma morbosa e stagnante atmosfera del Lago Maggiore che avviluppa e nasconde torbidi segreti e inconfessabili passioni. Risi indovina i toni del racconto e le modulazioni psicologiche dei personaggi e fascia ogni cosa con un acuto e disincantato senso di nostalgia. Scenografia sfarzosa.
MEMORABILE: Ugo Tognazzi è semplicemente gigantesco; Bellissima la fotografia dai colori morbidi e autunnali.

Homesick 4/07/14 16:43 - 5737 commenti

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Buona trasposizione del romanzo di Chiara che Risi, con l’appoggio dello scrittore medesimo, sviluppa nei suoi aspetti licenziosi, sensuali, ambientali – gran risalto al paesaggio lacustre – e gialli. Tognazzi s’impone senza sforzo, restituendo tutta la ripugnanza di Orimbelli, lurido e degenerato macchinatore; gli altri recitano correttamente le parti dell’ingenuo vagabondo Maffei (Deaware), dell’infelice Matilde (Muti), dell’arpia Cleofe (Giacobbe), del compagnone Brighenti (Mazzarella) e del giusto Berlusconi (Turilli). Trovajoli procura musiche adatte ai vari umori della storia.
MEMORABILE: La faccia di Tognazzi mentre contempla i corpi delle due svizzere al sole; il rumore del ramo spezzato mosso dal vento; il suicidio à la Condé.

Vitgar 28/03/17 15:06 - 586 commenti

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Gradevole giallo-rosa sostenuto da un ottimo Ugo Tognazzi come sempre a suo agio nell'interpretare personaggi "particolari". Sceneggiatura agile e scorrevole, non avendo letto il libro ispiratore di Chiara non mi pronuncio sull'aderenza del film al testo scritto. Ottime ambientazioni in un sonnacchioso lago Maggiore. Un po' di commozione rivedere Piero Mazzarella. Poca cosa gli altri del cast.

Alex75 31/03/17 09:33 - 795 commenti

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Pur venendo da un acuto osservatore della provincia italiana come Piero Chiara, la storia è nel complesso farraginosa e poco coinvolgente e si salva dall’oblio grazie alla splendida ambientazione lacustre e soprattutto all’interpretazione di Tognazzi, che conferisce al suo Orimbelli una straordinaria varietà di registri che avrebbe meritato cornice migliore. I giovani comprimari (Dewaere e Muti) sono figurine dallo spessore quasi nullo e pertanto dimenticabili. Un Risi riuscito a metà.
MEMORABILE: "In certi particolari momenti la "tinca" mi fa piangere... Mi commuove... Anche le tette, eh! Il culo invece mi fa ridere!"

Daniela 7/09/17 21:45 - 11775 commenti

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Sull'onda del successo letterario del romanzo di Chiara, successo al botteghino per questa trasposizione, condita con qualche prurito erotico. Film con alcuni pregi, come la bella resa morbida dell'ambientazione lacustre, ma penalizzato da una sceneggiatura ondivaga e da una regia non particolarmente ispirata. Quanto al cast, molto in parte la Giacobbe, piuttosto spaesato Dewaere, decorativa e poco altro Muti, ma l'asso nella manica è ovviamente Tognazzi, perfetto nei panni di un donnaiolo invadente di mezz'età, succube della ricca moglie bisbetica, che vorrebbe portarsi a letto la cognata.

Dino Risi HA DIRETTO ANCHE...

Il ferrini 3/10/17 23:08 - 1988 commenti

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Film diseguale: dopo un primo tempo da commedia brillante, a tratti perfino scollacciata (ci sono anche nudi integrali ma - ahimé - non della Muti), nella seconda parte vira decisamente verso il noir. La vicenda si tinge di trame gialle, la vitalità divertente e divertita di Tognazzi si trasforma in una psicosi cupa e violenta. Belle le location e accurata la ricostruzione di costumi e arredo del dopoguerra. Spassoso, col senno di adesso, che il personaggio castrato (letteralmente) si chiami Berlusconi. La storia però non è irresistibile.

Matalo! 31/01/18 08:16 - 1371 commenti

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Ok, Tognazzi in excelsis, almeno il primo tempo; la riflessione sulla tinca resterà nei secoli. Ma il film è di quelli pigri di un regista pigro dal glorioso passato. E così la messinscena, che si appoggia sulle melanconie dei laghi lombardi e non sa tenere alte le corde del dramma; al punto che, senza dubbio, il film vale il costo al mercato di una tinca. Indimenticabili gli occhi della Muti, all'epoca presenza costante del nostro cinema, muta bambola in grado di funzionare solo per lo sguardo altero e la bellezza incommensurabile. Deludente.
MEMORABILE: "Come siamo deboli".

Victorvega 19/02/18 16:47 - 467 commenti

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Si presenta molto fedele al libro omonimo (lo stesso Chiara ha contribuito alla sceneggiatura). Rispetto al testo, se le differenze formali sono limitate (diverso è il rapporto tra io narrante/Maffei e Matilde) da un punto di vista sostanziale si trova spinto molto più dal lato dell'Orimbelli, considerata anche che la personalità debordante di Tognazzi si prende la storia praticamente sulle spalle. Preferibile la prima metà (commedia) rispetto alla seconda (giallo). Il finale è troppo affrettato ma nel complesso è un buonissimo film.

Rocchiola 11/04/18 11:13 - 937 commenti

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I film diretti da Risi nella seconda metà degli anni 70, da Profumo di donna fino a Fantasma d'amore, sono tutti buoni e da rivalutare; compreso questo giallo a sfondo erotico dalla placida e nebbiosa atmosfera lacustre. Tognazzi spicca nella parte di un malinconico sporcaccione in cui sono riflesse molte delle sue manie erotico-culinarie. Dei comprimari piuttosto scialbi (compresa una Muti che oltretutto si spoglia poco) e qualche volgarità di troppo ne limitano il valore rispetto al bel romanzo di Piero Chiara da cui il film è tratto.
MEMORABILE: L'apertura del baule con i ricordi; "Prevedevo"; "La donna d'altri non esiste"; "Pelo d'etiope"; "Appena sente che c'è la maionese ritorna".

Markus 12/04/18 10:19 - 3540 commenti

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Lago Maggiore. Per fortuite ragioni un navigatore solitario alloggia presso una villa abitata da un personaggio sui generis. Con garbo e sublime senso estetico, Risi riadatta l'omonimo romanzo a tinte gialle di Piero Chiara seguendo vizi e vezzi del cinema settantiano (la Muti "vedova-sexy" e non solo). Deus ex machina è però un Tognazzi in stato di grazia, che fornisce al ruolo-chiave del film estro e simpatia generando un ghigno anche laddove... c'è poco da ridere. Le suadenti musiche di Trovajoli sono un valore aggiunto.

Paulaster 1/08/18 10:23 - 3765 commenti

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Moglie megera muore annegata e le indagini si concentreranno sulla sua villa. Commedia colorita con un Tognazzi sporcaccione e nera per le bieche pieghe. La costruzione della trama delittuosa è ben tratteggiata, ma l'investigazione è frettolosa e l'ultimo colpo di scena ha poco effetto. Discreto nelle ambientazioni lacustri e negli interni barocchi della casa. Buone anche le musiche che si adattano alle scene.
MEMORABILE: Tognazzi che ipnotizza; La Muti che esce dall'acqua in costume bianco; I paramenti del vescovo nell'armadio.

Taxius 3/03/19 23:55 - 1654 commenti

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Buon giallo di Dino Risi ambientato sul lago Maggiore e tratto dall'omonimo libro di Piero Chiara. Non si tratta di un capolavoro, ma semplicemente di un un buon film che fa della propria forza la bellissima ambientazione e soprattutto la grandissima interpretazione di Ugo Tognazzi. Nella prima parte il film è più divertente mentre nella seconda tende a diventare più serio ma, ovviamente, questo non è un difetto. Piace, ma nel complesso difficilmente lo si rivedrebbe.

Ultimo 30/10/20 15:37 - 1558 commenti

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Un Ugo Tognazzi letteralmente scatenato è il protagonista di questo buon film, a metà tra commedia e giallo. L'ambientazione al Lago Maggiore rende molto bene, e se non ci fossero diversi momenti morti ci troveremmo di fronte a un ottimo prodotto. Meglio la seconda parte, quando si entra nel vivo della vicenda, rispetto alla prima, piuttosto statica. Bellissima (come sempre) Ornella Muti, che ha un ruolo centrale nella vicenda.
MEMORABILE: Il primo incontro tra Tognazzi e Dewaere; Lo sguardo della Muti.

Silvestro 31/01/21 23:43 - 278 commenti

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Il film riesce a mischiare bene la componente comica (preponderante nella prima parte) con quella drammatica della seconda, in cui non manca un certo clima di tensione. Il vero punto di forza del film è Tognazzi, bravissimo a passare da un registro all'altro senza tentennamenti. Suggestiva la location, azzeccate le musiche. Complessivamente una pellicola soddisfacente.

Gabrius79 16/02/21 23:42 - 1336 commenti

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Sullo sfondo del lago Maggiore si dipana questa pellicola diretta da Dino Risi che parte come commedia (talvolta piuttosto lenta e ripetitiva) per poi virare in un dramma a tinte gialle che rinvigorisce e prende quota grazie alla maiuscola interpretazione di un Tognazzi in stato di grazia. La Muti fa la bella che non balla mentre Dewaere, pur apparendo spaesato, riesce a cavarsela.

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Enzus79 29/03/22 22:41 - 2393 commenti

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Tratto dall'omonimo romanzo. Un giovane fa la conoscenza di un borghese del Lago Maggiore, ideatore di un losco piano. Sorta di commedia nera che strizza l'occhio a quella di serie B con lo scopo ben preciso di attrarre più pubblico. Pur risultando abbastanza banale, non infastidisce. Ugo Tognazzi oltre che simpatico è bravo, non lo si può negare. Discreta la colonna sonora.

Deepred89 26/05/22 21:06 - 3535 commenti

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Commedia dal sapore sempre più acre e necroforo col passare dei minuti, in cui la nomea di autore di Risi permette l'inserimento in ambito mainstream di turpiloquio e nudi gratuiti non sempre necessari, che appesantiscono il narrato anziché vivacizzarlo. Un narrato cerebrale, dagli esiti al di sotto delle aspettative, ma dotato di un intrigante spunto di base. La suggestione dell'ambientazione lacustre e un Tognazzi splendidamente soffocante tengono il film a galla. Lo sfortunato Dewaere, ancora fresco del successo de I santissimi, non possiede il carisma necessario per il ruolo.

Nicola81 27/06/22 22:46 - 2483 commenti

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Dall'omonimo romanzo di Piero Chiara (che collaborò anche alla sceneggiatura), un film che per lunghi tratti rispecchia i canoni della commedia all'italiana, anche abbastanza scollacciata; l'ultima parte vira però nel giallo e culmina in un finale all'insegna della malinconia. Molto efficaci sia l'ambientazione sul lago Maggiore sia il ritratto dell'ambiente provinciale nell'immediato dopoguerra (ma vista la fonte letteraria non poteva essere altrimenti). Tognazzi mattatore, la Muti è bella ma qui uno stoccafisso, gli altri se la cavano. Non male le musiche di Trovajoli.

Noodles 11/08/22 08:46 - 1616 commenti

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Da qualsiasi prospettiva si guardi, Ugo Tognazzi è un grandissimo attore. Qui abbandona i suoi personaggi cinici e tratteggia splendidamente una figura patetica e perdente, di grande intensità. Ottimo anche il resto del cast, ma Tognazzi troneggia sulle rive del Lago Maggiore, che fa da bellissimo sfondo alla vicenda (tratta da un bel romanzo di Piero Chiara). Dosati perfettamente il grottesco, il dramma, il giallo e una spruzzata di humor tipica dello scrittore. Dino Risi ci mette poi il suo ottimo mestiere. Bellissime atmosfere per un film da vedere, che coinvolge sino alla fine.

Alex 64 15/08/22 15:51 - 47 commenti

I gusti di Alex 64

Secondo romanzo di Piero Chiara trasposto in cinema. Ancora una volta sullo sfondo del lago maggiore. Il gioco è tutto in famiglia con un Orimbelli cinico e più viscido del solito che pur di accaparrarsi la bella cognata arriverà ad ucciderla con un macchinoso piano sconfessato solo dal giovane Maffei/Dewaere. Senza infamia e senza lode Risi, ben lontano dai suoi capolavori firma una pellicola  che a suo tempo ebbe un meritato successo di pubblico.
MEMORABILE: La visita alla villa dei Puricelli: Tognazzi mette un dito in bocca ad una delle figlie col pretesto di insegnarle a sentire il vento, creando sdegno.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Poppo • 17/04/18 11:34
    Galoppino - 443 interventi
    La cosa paradossale è che Rai pubblica un dvd col formato televisivo in 4/3 e mette poi online qualcosa di meglio, cmq più simile all'originale (il difetto di schiacciamento credo sia minimo, anzi io proprio non riesco a percepirlo, dato che gli oblò della barca sono perfettamente tondi).
    Ultima modifica: 17/04/18 11:35 da Poppo
  • Homevideo Buiomega71 • 17/04/18 12:05
    Pianificazione e progetti - 24253 interventi
    Quello che mi interessa di più capire e come fai a dire delle due sequenze " incriminate", basandosi su fallaci, e soprattutto approssimative, durate sul retro cover del dvd
  • Homevideo Poppo • 17/04/18 21:31
    Galoppino - 443 interventi
    No, aspetta, ho solo ipotizzato quali scene potrebbero subire eventuali tagli; da quel che dite pare invece che il film non sia mai stato sottoposto a tagli (probabilmente neppure nei passaggi televisivi); i minutaggi da cover dvd e vhs so che sono aprox; il problema fondamentale infatti era il formato...

    Ho visto questo film in tv, probabilmente negli anni ottanta; e l'ho rivisto qualche anno fa scaricandolo da non so più dove; in tv probabilmente lo vidi in 4/3 (1.33), mentre la copia che avevo scaricato era in 1.85, però era compressa, qualità bassa.

    Non sapevo dei due dvd italiani, ma ora so che avrei preso una cantonata ordinandoli; dunque ho preso il dvd francese, su segnalazione di Rocchiola.

    Tornando al formato abbiamo tre dvd con tre formati differenti, sempre almeno questa info da cover sia affidabile:
    1.33 per il dvd rai
    1.66 per quello medusa
    1.85 per il dvd francese (che poi è il formato originale.

    la versione sul canale rai a me pare corretta ma Rocchiola dice di no... Effettivamente forse è un pelo schiacciata; quando arriva il dvd faccio sapere la mia impressione finale.

    ps
    l'ultima curiosità riguarda i formati alternativi "non corretti": si tratta degli originali tagliati o di altre versioni, come accadeva per alcuni film in epoca di tv 4/3, il più noto credo fosse 2001 di Kubrick...?
    Ultima modifica: 17/04/18 21:35 da Poppo
  • Homevideo Poppo • 20/04/18 01:21
    Galoppino - 443 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Suddette scene sono presenti anche nella VHS della CHV ( d' altronde il film ha il divieto ai 14)

    Se gentilmente mi si comunica il minutaggio a casa controllo meglio e do conferma




    il dvd francese dura 1.46.10 ma manca il segmento iniziale col marchio Titanus.
  • Homevideo Buiomega71 • 20/04/18 05:31
    Pianificazione e progetti - 24253 interventi
    Poppo ebbe a dire:
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Suddette scene sono presenti anche nella VHS della CHV ( d' altronde il film ha il divieto ai 14)

    Se gentilmente mi si comunica il minutaggio a casa controllo meglio e do conferma




    il dvd francese dura 1.46.10 ma manca il segmento iniziale col marchio Titanus.


    Quindi uguale uguale al DVD italico, alla VHS e alle copie televisive

    Temo che la Titanus distribuiva solo su territorio italico
  • Homevideo Poppo • 20/04/18 11:11
    Galoppino - 443 interventi
    Lucius ebbe a dire:


    stessa scena dal dvd italiano (durata del dvd 1.46:29):





    ma il dvd italiano quale, qui il formato è corretto!
  • Homevideo Poppo • 20/04/18 11:21
    Galoppino - 443 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Poppo ebbe a dire:
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Suddette scene sono presenti anche nella VHS della CHV ( d' altronde il film ha il divieto ai 14)

    Se gentilmente mi si comunica il minutaggio a casa controllo meglio e do conferma




    il dvd francese dura 1.46.10 ma manca il segmento iniziale col marchio Titanus.


    Quindi uguale uguale al DVD italico, alla VHS e alle copie televisive

    Temo che la Titanus distribuiva solo su territorio italico



    non so cosa intndi dire, a me pare che il dvd francese sia identico alla copia online sul canale rai, stesso audio frusciato, stesso formato, anzi leggermente ritagliato nei bordi, stessa qualità video compatibilmente con la compressione della copia online...

    poi per esserne certi bisognerebbe fare un confronto video a video, cosa che al momento non riesco a fare...
  • Discussione Poppo • 20/04/18 11:53
    Galoppino - 443 interventi
    Mauro ebbe a dire:
    Un piccolo particolare che non so se molti avranno notato:

    SPOILER

    quando, dopo che l'Orimbelli (Tognazzi) si è impiccato ad un'anta di un armadio della "stanza del vescovo", l'anta si apre e mostra i paramenti del prelato, proprio sopra il colletto dell'abito si nota sfumato un teschio, sorta di messaggio non troppo subliminale che sottolinea ancor più l'aurea di morte aleggiante su quella scena (anche il vescovo del titolo si era suicidato, come raccontato dallo stesso Tognazzi in una scena)



    FINE SPOILER



    CONTINUA LO SPOILER

    L'immagine velata in nero col teschio è già presente al minuto 17 quando l'Orimbelli "presenta" il vescovo al Maffei.

    E' sicuramente un presagio di morte ma anche una potente immagine simbolica; durante la nottata che il Maffei passa nella "stanza del vescovo" quell'anta dell'armadio si aprirà di nuovo come a mostrare la terribile maledizione che aleggia su quella casa.

    Il sottotesto del film è tutto incentrato sul sesso, inteso come libertà dell'individuo, amore e piacere per la vita, e sul concetto, in chiara opposizione ideologica, di depravazione che in realtà è liberato dalla regia da qualsivoglia velatura puritana conferendo così al mirabile personaggio intepretato da Tognazzi una sorta di purezza di vita e libertà.
    Ultima modifica: 20/04/18 11:57 da Poppo
  • Musiche Markus • 20/04/18 12:57
    Scrivano - 4809 interventi
    Segnalo l'uscita, dopo anni di per me estenuante attesa, del CD contenente gli storici brani (a suo tempo inseriti nell'album che uscì in seguito al film), con l'aggiunta di altri pezzi a oggi rimasti inediti.

    Per gli appassionati delle OST Anni '70 di Armando Trovajoli sarà senz'altro un acquisto obbligato.

    http://www.beatrecords.it/shop.asp?lingua=i&idprodotto=CDOSTPK036&uscita=prox

    Ultima modifica: 20/04/18 16:32 da Zender
  • Discussione Poppo • 4/11/18 20:25
    Galoppino - 443 interventi
    La TINCA pare sia affondata nel Lago Maggiore nei pressi di Ranco (Varese): c'è un filmato su Youtube intitolato "I Relitti di Ranco" dove al minuto 2:45 ca. credo appaia la nota imbarcazione sulla quale sono state girate parecchie scene del film.

    Qui il link:
    https://www.youtube.com/watch?v=cG5Pao9-Mi0
    si dice fosse di proprietà di Tognazzi. Risulta anche a voi che l'attore l'avesse poi acquistata?
    Ultima modifica: 4/11/18 20:28 da Poppo