Anima persa

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Un’idea folgorante, capace di rendere stupefacente il finale, che però da sola non basta a reggere il peso di un'intera sceneggiatura. Il film infatti, che poggia buona parte sulla grande interpretazione (molto teatrale, come sempre) di Vittorio Gassman, tende un po' troppo a ripetere la medesima situazione con poche varianti; l'arrivo a Venezia del giovane Tino (Danilo Mattei) a casa dello zio (Gassman) sposato alla bella e silenziosa Elisa (Catherine Deneuve) non è dei più felici: nella grande e tetra casa infatti c'è una stanza abitata da uno zio pazzo, che grida e si comporta come tale. Una presenza inquietante, che Timo spierà spesso di nascosto scoprendo dai racconti dello zio “sano” aneddoti a dir poco curiosi. Frattanto, alla...Leggi tutto scuola d'arte che frequenta, conoscerà una coetanea a cui confessa le proprie paure. E sono loro, la coppia giovane, l’anello debole del film: poco convincenti, lasciano giustamente spazio a chi la scena la domina, mentre Venezia, sullo sfondo, offre pochi scorci interessanti (le scene sono girate quasi sempre in interni agli studi De Paolis) nonostante si potesse contare sulla fotografia di Tonino Delli Colli. Se insomma ci si ricorda di questo thriller anomalo, giocato molto sulle atmosfere gotiche domestiche, è soprattutto per via di Gassman, a cui sono stati affidati buoni monologhi e un personaggio sfaccettato e interessante. La Deneuve, al contrario, appare presenza evanescente, di scarso peso.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/01/08 DAL BENEMERITO GALBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 8/06/09
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Galbo 5/01/08 19:40 - 11388 commenti

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Ancora frutto come Profumo di donna, della collaborazione tra Gassman e Risi da un romanzo di Arpino, è una sorta di thriller con implicazioni psicoanalitiche ed esistenziali dominato dal tema delle personalità multiple. Il film presenta tuttavia una sceneggiatura non priva di difetti; inoltre l'intepretazione di Gassman pure pregevole ha una caratura eccessivamente istrionica più teatrale che cinematografica.

Il Gobbo 30/04/08 18:56 - 3011 commenti

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Insolita variazione "nera" per il grande Risi, che ben sfrutta, seppure prendendosi notevoli licenze, il bel romanzo di Arpino (che non collaborò in quanto odiato da Gassman, che lo diffidò dal comparire sul set) e i languori, consueti ma per una volta non stucchevoli, della Venezia più decadente (ma il libro è ambientato a Torino). Non c'è bisogno di avere letto il romanzo per capire dove si andrà a parare, ma più che la soluzione del mistero contano le atmosfere, e l'interpretazione del Mattatore, che si supera in una prova di maestoso, necessitato istrionismo. Davvero niente male

Beffardo57 7/09/17 20:58 - 262 commenti

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Dramma di impianto quasi teatrale (gli esterni veneziani sono molto limitati), incentrato completamente sull'interpretazione di Gassman, in cui la duplicità del personaggio converge infine in una sintesi dolorosa, laddove il tempo si incarica, come al solito, di incenerire la (malata) passione amorosa, ma con modalità inedite e sorprendenti. Catherine Deneuve è un esangue fantasma, come richiesto dalla trama e gli altri attori semplici caratteristi o figuranti. Letterario ma intrigante nel lento e graduale disvelamento del nodo della vicenda.

Ghostship 7/06/08 12:47 - 394 commenti

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Ha tutti i caratteri di un gotico avatiano, questo film drammatico di Risi. L'impressione, i tempi e le atmosfere sono quelli fino quasi alla fine, che fa guadagnare al tutto qualche punto in originalità. Il cast è di ottimo livello ma a lasciare lievemente insoddisfatti è la fotografia in esterni che non è all'altezza, né della fama di Delli Colli, né della fotografia in interni. Resta imperdibile per ogni fan di Risi ed ogni cultore del genere.

Gugly 8/06/08 19:09 - 1015 commenti

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Segreti di famiglia svelati da un giovane imberbe venuto dall'esterno... la trama è intuibile e soffre qualche difficoltà nei raccordi, ma Gassman è grandioso nella sua delineazione di maniaco ossessivo e tirannico eppure degno di stima nell'opinione comune, mentre il povero matto... la Deneuve è troppo bella per un ruolo così sofferto, ma offre un'interpretazione dignitosa. Peccato per la fotografia incerta sui colori soprattutto negli esterni.

Matalo! 10/08/08 12:38 - 1368 commenti

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Uno dei film "fantastici" di Risi, che abbandona la commedia per raccontare una storia di iniziazione nelle acque della mia città. Interessante la figura di Gassmann. Non così bello ma da vedere almeno una volta. La Deneuve rinuncia ad un poco di bellezza per il personaggio e risulta molto efficace.

Grada 10/08/08 17:35 - 26 commenti

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Gassmann mattatore come non mai. Le molteplici personalità che è chiamato a interpretare sollecitano ed esaltano le sue capacità recitative, ma aumentano anche la distanza dalla mediocre interpretazione di comprimari e comparse, il che conferisce discontinuità all'azione scenica (si salva la Deneuve, che passa bene dallo sguardo che affetta naturale riserbo a quello che cela un innominabile segreto). Fuori una Venezia piuttosto banale, dentro una casa esageratamente grande e semivuota che sa di museo (si direbbe Palazzo Fortuny). Finale un po' confuso.

Lele Emo 10/08/08 16:25 - 173 commenti

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Geniale, film di grandissimo spessore sia da un punto di vista attoriale (Gassman è semplicemente magistrale) che da un punto di vista di scrittura ed adattamento del testo. Tranquillamente annoverabile fra le schiere del gotico classico, è una pellicola che può contare anche su una grande dose di thriller di ottima fattura. Forte nei contenuti, traccia il costante parallellismo fra follia e realtà colta. Una meravigliosa Venezia quasi surreale è lo sfondo ideale per il claustrofobico svolgimento dello spettacolo della follia.
MEMORABILE: "Venezia è una vecchia e prestigiosa signora dall'alito cattivo".

B. Legnani 26/08/08 00:23 - 4724 commenti

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Gran festa, per chi ama Gassman. Sono tra questi: qui il grande attore rasenta sistematicamente la gigioneria, ma non ci cade mai. Bel film di Dino Risi, che affronta vittoriosamente il mistero, regalando immagini di notevole suggestione (l’obiettivo che esplora la camera chiusa è ispirato alla stanzina di Norman Bates). Un po’ forzoso il viaggio nel casinò e debolucci i due giovani. Confesso che avevo capito sùbito (il che mi preoccupa un po’) perché il pazzo urlasse il nome "Eufrasio".
MEMORABILE: Gassman che dà la definizione di "Marrubio".

Caesars 8/09/08 09:11 - 2698 commenti

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Rivisto a trent'anni di distanza non mi fa cambiare di molto l'opinione: non brutto, ma neanche molto convincente; da segnalare solo la grandissima interpretazione di Vittorio Gassman. Dino Risi ha fatto certamente di meglio ed anche il suo precedente incontro con lo scrittore Arpino (Profumo di donna) era più riuscito. Catherine Deneuve, sempre bellissima, non mi ha convinto pienamente, mentre gli attori più giovani mi sono parsi al di sotto della sufficienza. Merita comunque di essere visto, almeno per completezza della filmografia di Risi.

Hackett 4/01/09 15:26 - 1725 commenti

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Davvero affascinante e inedito questo Dino Risi che si lascia trasportare un po' dal mistery. Il film ci regala una storia (tratta da Arpino) intrigante, pur se prevedibile nella sua conclusione, ed una veduta di Venezia sempre meno turistica (Don't look now docet) e sempre più inquietante, stagnante e immobile, come la casa dei protagonisti, sospesa fra un passato glorioso ed un presente di decadenza. Ottimo Gassman ad un passo dall'essere sopra le righe, diligenti gli altri interpreti. Da vedere.

Cotola 22/02/09 23:16 - 7529 commenti

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Bel film di Dino Risi che, ispirandosi al romanzo di Giovanni Arpino (sceneggiato da Bernardino Zapponi e dallo stesso regista), scrive una storia interessante e coinvolgente, ma soprattutto disegna un personaggio che, grazie alla straordinaria interpretazione di Vittorio Gassman, resta nella memoria e non si dimentica facilmente. Molto belle anche le atmosfere e le ambientazioni.

Brainiac 1/03/09 22:41 - 1083 commenti

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Capolavoro. Il malinconico moog di Francis Lai che scandisce i titoli di testa preannuncia che questa non sarà una classica commedia alla Risi. Anche la brumosa location sembra confermarlo, così come l'espressione contratta del protagonista Dino, la mia stessa espressione, tale lo stato d'animo da "groppo in gola" che questo film genera (il personaggio del Duca è l'unica, grande, nota comica). Gassman si muove in un palazzo decadente, imbevuto di cultura e paure, dispensando aforismi e non dormendo più di tre ore. E non "gigioneggia", "GIGANTEGGIA", casomai.
MEMORABILE: "A volte penso che mi piacerebbe vivere in un rebus". "Perchè, non è così? Non viviamo tutti dentro un rebus?"

Straffuori 6/03/09 11:27 - 175 commenti

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Bellissimo film del Grande Risi con un Gassman I-M-M-E-N-S-O sul difficile, controverso, stridente, commovente e purtroppo REALE problema delle personalità multiple. Le ambientazioni sono fantastiche, meravigliosamente cupe e la città di Venezia è una location mai così azzeccata per questo film. Bella e brava la Deneuve, poco incisivi i ragazzi. Ma a che serve quando c'è il mattatore? Uno dei suoi film migliori e più sentiti. Capolavoro.

Homesick 21/03/09 18:16 - 5737 commenti

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Riuscita variazione nel cinema di Risi che, accantonata la commedia, tesse atmosfere fosche e sospese appoggiandosi al fascino della decadente Venezia (fotografata dall’inclito Delli Colli) con i suoi segreti e a musiche a tratti perfette per un horror. Gassman – altero, snob, cinico, arrogante e colto aristocratico d’altri tempi (e fuori dal tempo) – domina incontrastato la scena, ma anche tutti gli altri colleghi del set operano con correttezza e precisione, contribuendo ad un risultato più che buono.

Rebis 27/03/09 16:27 - 2088 commenti

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Risi non crede per un solo istante al potenziale narrativo del cinema di genere e rimanda tutto ad ascendenze allegoriche. Insoddisfacente come thriller psicologico, lascia da subito intuire l'inganno e finisce col reiterare un mistero che in verità non c'è. La rappresentazione dell'inquietudine resta oleografica, complice la bella impaginatura di luci e musiche. Il testo, irrimediabilmente letterario e didascalico, lega la messa in scena ad ampollosità e rigori teatrali; modeste anche le prestazioni del cast: legnosa la Deneuve, inverosimile Gassman, trascurabilissimi i giovani comprimari.

Renato 6/05/09 13:49 - 1560 commenti

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Splendido. Una specie di thriller psicologico con un inizio quasi da horror, e devo dire che non mi aspettavo un film del genere: ne sono rimasto piacevolmente sorpreso. Funziona tutto: storia, ambientazione, musiche. Gassman poi è quasi indescrivibile, a ben pensarci si potrebbe amare il film anche solo per la sua presenza, ma secondo me c'è anche molto altro. Ambiguo ed affascinante fino in fondo.
MEMORABILE: La prima apparizione del "professore" dallo spioncino.

Daidae 20/06/10 21:09 - 2738 commenti

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Mi aspettavo la solita commedia semiseria alla Risi, mi trovo invece un superbo dramma dalle venature gialle. Sull'interpretazione di Gassman niente da ridire, ottimo come sempre; bene anche il resto del cast, in particolare la Denevue. Morboso, affascinante, scuro, folle... Bellissimo.

Stefania 28/06/10 15:56 - 1600 commenti

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Anima persa... occasione persa, se l'intenzione era quella di fare un thriller neo-gotico. Gli ingredienti c'erano: persino una soffitta con un "abitante" misterioso, persino una bambina forse morta, forse mai esistita... Si crea un buon clima di decadenza, di malinconia, di isolamento, ma si capisce che, in quella casa, se qualcosa di misterioso e spaventoso c'è, è soltanto il rapporto tra Fabio ed Elisa, il loro triste odio, il loro strano amore. Bel quadro drammatico, con deludente cornice "mistery".
MEMORABILE: Il grande "pezzo" di Gassman che rimprovera la moglie di avere appoggiato un libro di Joyce accanto ad uno di Goethe!

Gestarsh99 13/08/10 13:37 - 1323 commenti

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Insolito thriller di Dino Risi, cupo ed affascinante, ambientato in una Venezia stupenda e decadente. Il ragazzo protagonista avrebbe dovuto essere l'Alessandro Momo di Profumo di donna, che purtroppo perì in un grave incidente stradale. Gassman si conferma, come sempre, istrionico e grandissimo. Nell'oceano di thriller para-argentiani dell'epoca, questo si distingue alla grande (assieme a pochissimi altri come Reazione a catena, Non si sevizia un paperino e La casa dalle finestre che ridono).

Kanon 19/09/10 23:37 - 596 commenti

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È cupa e misteriosa la matassa che piano piano si dipana lungo il corso di un film dominato da un ottimo Gassman in tandem con una splendida Deneuve abilmente defilata. Inutile chiamarlo thriller o cercare timidi epigoni coi coetanei dell'epoca. Laddove i molti gareggiavano a chi riuscisse di più filmare morti ammazzati, pochi hanno reso concreta la tensione, il mistero, l'angoscia riuscendo a non farli volare via a metà pellicola. Qualche parte debole, soprattutto con la coppia di ragazzi, ma merita assolutamente di essere riscoperto.

Il Dandi 11/12/10 16:22 - 1779 commenti

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Curiosa incursione di Risi in un territorio semi-thriller. Con Gassman e Venezia era difficile fallire, ma al netto di ciò il film resta poco risolto: il mistero che aleggia è facilmente intuibile e alla tensione psicologica non corrisponde un adeguato senso del terrore (che emerge solo nel finale), forse per paura di scadere nell'artigianato di genere. Ne esce l’unico omaggio a Psycho privo di scena della doccia, in cui la mummificazione è metafora totale dell'artificioso conservatorismo mausoleizzante (e tutta Venezia ne diventa simbolo).
MEMORABILE: Gassman rimprovera la Deneuve: solo una donna così insensibile e stupida poteva accostare un volume di Joyce a uno di Goethe!

Lythops 5/04/11 10:43 - 972 commenti

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Un film da non guardare come gli altri, ma da analizzare in moviola: Gassman e la Deneuve che offrono un'interpretazione da antologia con movimenti assolutamente studiati, precisi, fedeli ai personaggi loro affidati ed una mimica facciale perfetta. All'ingegner Stolz il compito di lasciare segnali della sua pazzia svelandoli poco a poco, ad Elisa quello di lascir trasparire un'infanzia ancora dispoeratamente presente in età adulta. Film molto sottovalutato, da studiare.
MEMORABILE: Come sono vuote le chiese. Solo i cinematografi sono pieni. È lì che la gente va a confessarsi.

G.enriquez 28/04/12 01:04 - 121 commenti

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Ho ricercato questo film perché uno dei meno proiettati di Risi in tv (un'unica volta dal 1977 ad oggi). Ora capisco che il motivo è da ricercare nella tematica trattata, la pedofilia, troppo scabrosa per il finto perbenismo italiano. In ogni caso il film è retto da un'interpretazione magistrale di Gassman, linfa vitale iniettata in una sceneggiatura altrimenti troppo schematica. Ottima l'ambientazione veneziana, tetra e misteriosa. Da vedere.

Franz 15/08/12 22:43 - 110 commenti

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Gassman e l'interno del fatiscente palazzo costituiscono il fascino e la sostanza di tutto il film. Una Venezia piuttosto tetra ma non così dominante nell'economia del racconto cede il passo al mistero che alberga negli anfratti e nelle buie stanze della dimora: lì si consumano i confronti psicologici tra l'autoritario zio, la di lui dimessa e malaticcia consorte e il curioso e timido nipote arrivato dalla provincia, lì segreti inconfessabili si nascondono agli occhi del mondo. La pazzia si circoscrive? È una colpa? Trascina con sé i "sani"?
MEMORABILE: Le algide cene nell'inquietante palazzo; Gassman che all'alba, dopo una notte di bagordi, gioca a dadi sul selciato della pescheria di Rialto.

Puppigallo 17/08/12 11:31 - 4510 commenti

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L'ambientazione è azzeccata e la grande casa fredda e poco accogliente, seppur signorile, contribuisce a creare quell'ambiente opprimente adatto alla storia. Ovviamente, Gassman domina, potendo sbizzarrirsi in discorsi filosofico-decadenti, opprimendo così il povero nipote, che non immagina neanche lontanamente con chi abbia a che fare, nonostante i comportamenti dei due comiugi non lascino presagire nulla di mentalmente buono. Purtroppo, stenta a decollare e si tende alla caricatura (quella del maestro d'arte è comunque spassosa), ma nel complesso non è male e ha un simpatico finale.
MEMORABILE: "La pazzia è un folletto che va e viene"; Gassman: "Sai perchè ho sposato quella donna? Perchè un giorno non sapevo cosa dirle e le ho detto ti amo".

Samuel1979 30/11/12 15:42 - 471 commenti

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Il connubio Risi-Gassman produce l'ennesimo (e forse ultimo) ottimo film, dominato da atmosfere lugubri e ambientato in una Venezia spettrale. Buona la prova della Deneuve e di Mattei. Da vedere assolutamente.
MEMORABILE: Ricordiamoci di Omero piuttosto: "Quietati cuore ben altro hai sopportato".

Tomastich 16/02/13 17:07 - 1216 commenti

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Quando i grandi maestri riuscivano a contaminare il loro cinema con spunti di mystery/horror sono sempre stati prodotti grandissimi esempi sottovalutati. Anima Persa è uno di questi: ambientato in una Venezia grigia (curioso che il figlio di Risi girerà Colpo di fulmine nella medesima città con pure il tema pseudo-pedofilo ricalcato, anche se declinato in altri stilemi) dove il manicomio, il cimitero e il relitto di una vecchia nave fanno da quinta scenografica a un "situazione" mentale.

John trent 2/06/13 09:38 - 326 commenti

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Disperato dramma familiare calato in un'ambientazione gotica e condito da elementi thriller, il film è anche una lucida indagine sulle zone d'ombra più recondite e imperscrutabili della mente umana (schizofrenia, alienazione mentale, doppelganger). Dopo il fortunatissimo esito di Profumo di donna Dino Risi concede un fantastico bis e porta sullo schermo un'altra trasposizione cinematografica tratta da un romanzo di Giovanni Arpino, affidandosi anche stavolta a un Gassman austero che regala un'altra prova attoriale semplicemente monumentale.
MEMORABILE: Gassman che spiega come i libri di Joyce e Goethe non debbano mai essere messi vicini in libreria; Le urla agghiaccianti che risuonano dalla soffitta.

Ellerre 16/07/13 10:50 - 89 commenti

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Anche se il thriller psicologico non è proprio una tematica tipica di Risi (gli avrebbe sicuramente giovato una full immersion nel cinema di genere in questo filone) il lavoro finale tutto sommato è notevole. La versatilità e l'istrionismo di Gassman sono cruciali, ma anche le ambientazioni e alcune situazioni ricorrenti come l'inquadratura con camera fissa nella stanza del matto attraverso lo spioncino (un grandangolo spinto) funzionano molto bene. Se avesse lavorato di più sugli attori comprimari ne sarebbe scaturito un piccolo gioiello.
MEMORABILE: Fabio Stolz (Gassman), in barca con il nipote, grida in maniera inquietante il nome di "Eufrasio"...

Rambo90 11/10/13 17:44 - 6347 commenti

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Dino Risi tenta la carta del giallo e gli riesce benissimo: l'atmosfera inquietante e la tensione psicologica sono riuscite, pur senza mai lasciarsi andare a sangue e baracconismi tipici del giallo italiano del periodo. Gassman è eccezionale, reggendo da solo molte scene, visto che il giovane protagonista non è granché e la Deneuve è una presenza etera quasi accessoria (ma necessaria alla trama). Bella colonna sonora, finale ottimo.

Saintgifts 21/07/14 09:22 - 4098 commenti

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Nel nobile palazzo veneziano ci sono stanze eleganti, ammobiliate in stile, che salvano l'apparenza e l'eleganza di una famiglia altolocata. Ma ci sono anche stanze in completo abbandono, spoglie e sporche, per l'altra faccia della famiglia, il rovescio della medaglia. Il tutto immerso nel dedalo dei canali di Venezia, come i labirinti del cervello umano, senza mete conosciute. Gassman è bravo, ma fa sempre Gassman. Meglio la più sommessa (ma più difficile) parte della brava Deneuve. Sceneggiato bene. Un buon Risi.

Lucius 14/08/14 11:16 - 2819 commenti

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La bellezza della città lagunare per eccellenza, dal sapore decadente, quasi in disfacimento, ma sempre in grado di generare un'atmosfera unica e una storia di matrice drammatico-grottesca, con risvolti thriller, che vede Gassmann alle prese con una delle interpretazioni più originali della sua carriera. Angosce, mistero, iinquietudini e una stanza segreta. Bastano questi motivi per non perderselo. Una pellicola enigmatica ed estremamente fascinosa, in cui le rivelazioni si susseguono in un crescendo di tensione.

Galeon77 14/07/16 14:01 - 14 commenti

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Storia coinvolgente che evita luoghi comuni per svelare un'anima persa, interpretata da un grande Gassman, che dà vita a più interpretazioni racchiuse in un unico caleidoscopico personaggio. La malattia psicologica non emerge né con retorica né con moralismo: è l'atmosfera in cui tutto è immerso, compresi la musica e il luogo, una Venezia ripresa nelle sue immagini, interne ed esterne, più fosche e decadenti. Notevole il dettaglio del teatrino domestico abbandonato, simbolo di una tragica commedia in cui ognuno ha recitato un copione malato.

Liv 20/02/16 08:48 - 237 commenti

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Dino Risi si avventura con il suo diletto Gassman in un thriller veneziano di origine letteraria. Troppa carne al fuoco, dunque, e tutta affidata al protagonista. La stupenda Deneuve fa quello che può per reprimere la sua bellezza ma non troppo. La coppia dei due ragazzini è velleitaria, ondivaga, un po' come tutto il film. Ogni tanto c'è un accenno di commedia, che non avrebbe guastato nel sollevare lo spirito oppresso di chi aspetta di vedere gli orrori, ma è solo sarcasmo, giocato per creare tensione. Non funziona. Risi è fuori parte.

Xabaras 6/09/16 10:06 - 189 commenti

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Come già successo l'anno precedente con Gregory Peck ne Il presagio, un altro grande attore del cinema classico si avvicina al tenebroso, all'oscuro. Dal canto suo Dino Risi si lascia incantare dal fascino decadente della città di Venezia come già successo a Roeg e Lado e tra rimandi letterari espliciti o impliciti (su tutto Kafka) dimostra di saper tenere bene in mano le briglie del racconto gotico denotando una cultura ragguardevole nel campo. Le citazioni si sprecano: Bava, Corman, Serrador.

Samdalmas 30/03/17 12:07 - 302 commenti

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Risi si cimenta a sorpresa con il cinema gotico e ottiene notevoli risultati portando la storia di Arpino in una Venezia affascinante che ricorda Roeg. Quasi tutto si svolge in un grande palazzo con un misterioso zio chiuso in soffitta. C'è qualcosa di polanskiano nell'atmosfera, non a caso la Deneneuve aveva fatto Repulsione. Gassman dà vita un personaggio austero e inquietante che è la forza del film. Da riscoprire.
MEMORABILE: La stanza segreta.

Didda23 2/04/17 12:49 - 2287 commenti

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Un film lontano anni luce dall'essere perfetto, con una componente giovanilistica inutile e passaggi che non convincono; eppure è dotato di un'atmosfera unica che riesce a trascenedere il genere sconfinando in lidi poco battutti dal regista e gli esiti sono più che curiosi. Il film, soprattutto nella prima parte, si regge esclusivamente sulla curiosità che si crea per gli scheletri nell'armadio tenuti nascosti dalla coppia borghese Gassman (eccezionale)/Deneuve, ma che nella seconda parte esplode grazie all'istrionismo del Mattatore.
MEMORABILE: La parte non ristrutturata della casa; I discorsi di Gassman; Eufrasio.

Daniela 21/10/17 14:59 - 9410 commenti

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Giovane aspirante pittore si trasferisce a Venezia, ospite degli zii che vivono in un grande palazzo fatiscente nel quale abita anche un ospite segreto... Una buona trasposizione del bel romanzo di Arpino, risolta in chiave di thriller psicologico con venature horror, legate soprattutto alla colonna sonora e all'ambientazione veneziana torbidamente decadente. Se Mattei è modesto e Deneuve presenza suggestiva ma tenuta in disparte, Gassman si mangia la scena da grande istrione con una prova mirabile per la gamma di toni ed espressioni, riscattando ampiamente i punti deboli della pellicola.

Rocchiola 10/04/18 12:02 - 865 commenti

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Psycho-thriller piuttosto inquietante antesignano della Doppia personalità di depalmiana memoria. Gassman nell'interessante parte di un pedofilo invecchiato e impazzito, catalizza l'attenzione con un istrionismo d'alta classe. Suggestiva anche l'ambientazione in una Venezia putrida e fatiscente giustamente definita come "una vecchia signora dall'alito cattivo", anche se il romanzo di Arpino era molto ben ambientato in una Torino altrettanto spettrale. Risi riesce a far paura con dei semplici e atavici rumori che vengono dalla soffitta.
MEMORABILE: "Anche nell'uomo migliore vive una bestia selvaggia che affiora durante il sonno"; "A volte penso che mi piacerebbe vivere dentro un rebus"; Il duca.

Fedeerra 13/01/20 05:24 - 422 commenti

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L’anima persa del film di Dino Risi è l’abisso che unisce e divide i personaggi, è il tormento che li divora, la paura che li attanaglia, il mistero che li accudisce. Un’opera splendida, mortifera tanto esteticamente quanto interiormente, pregna di tutti i mutamenti dell’animo umano: dagli gli occhi sgranati e fanciulleschi della Deneuve al volto granitico e grottesco di Gassman. Scenografie, fotografia e colonna sonora inghiottite dal fascino perpetuo della decadenza. Bellissimo.

Thedude94 9/07/20 16:25 - 567 commenti

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Risi esplora il campo del dramma un po' thriller/horror realizzando un film interessante, che fa della recitazione degli attori il suo punto di forza più grande, sfruttando un Gassman molto convincente. Se la trama aun certo punto risulta anche relativamente scontata, c'è da dire che che la bravura del regista nel dirigere il cast e i movimenti della macchina da presa riesce a far appassionare alla storia; in particolare è sempre alta l'attenzione per il mistero che si cela dietro una porta di una stanza della casa dei protagonisti, che rimane il fulcro del film. 
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Samuel1979 • 30/11/12 09:25
    Call center Davinotti - 2933 interventi
    Solo adesso vengo a conoscenza della prematura scomparsa dell'attrice [b]Anicée Alvina[/b] per un terribile male.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Anic%C3%A9e_Alvina
  • Discussione Zender • 30/11/12 17:38
    Consigliere - 43533 interventi
    Samuel, è scritto chiaro che non bisogna svelare il finale. Mi raccomando, ricordalo anche per il futuro. Ho dovuto tolgiere la frase incriminata.
  • Discussione Jax • 1/12/12 08:56
    Galoppino - 52 interventi
    A me questa vena cupa, malinconica di Dino Risi è sempre piaciuta molto.
    Nel periodo 77-81 infatti, uscirono questo "Anima persa" che però conosco meno, "La stanza del vescovo" e il bellissimo, intimista e malinconico "Fantasma d'amore".
  • Homevideo John trent • 29/05/13 12:38
    Servizio caffè - 511 interventi
    Il dvd 01 è nel corretto formato video 1,78:1 ed è anche (udite udite!) ANAMORFICO!
    Una vera rarità tra i titoli italiani anni '70 proposti da questa label, quasi tutti letterbox.
    Da avere assolutamente.
    Ultima modifica: 2/06/13 09:31 da John trent
  • Musiche John trent • 11/06/13 11:08
    Servizio caffè - 511 interventi
    Il tema principale di Francis Lai:

    http://www.youtube.com/watch?v=djop0jhP5wE
  • Curiosità Fauno • 3/09/16 16:45
    Compilatore d’emergenza - 2533 interventi
    Dalla collezione cartacea Fauno, il flanetto del film:

  • Homevideo Rocchiola • 10/04/18 12:24
    Call center Davinotti - 1135 interventi
    Anche per questo titolo, malgrado l'edizione italiana sia in formato anamorfico, ho preferito l'acquisto del DVD francese della SNC sopra citato che presenta un video rimasterizzato praticamente perfetto, pulito, ben definito e dalla colorazione viva ed equilibrata. Avendo posseduto anche l'edizione italiana della serie "Italiani da culto" della 01, posso dire che la medesima presenta comunque diverse imperfezioni e non è rimasterizzata. Per cui meglio l'edizione francese con audio italiano di ottimo livello visibile anche senza sottotitoli.
  • Discussione Lodger • 16/08/18 09:43
    Magazziniere - 1456 interventi
    Film visionabile su raiplay:
    https://www.raiplay.it/video/2016/12/Anima-persa-bfaa76ca-3263-4118-ab2b-97b3fdf8915d.html
  • Curiosità Lucius • 10/04/19 15:06
    Scrivano - 8325 interventi
    Direttamente dall'archivio cartaceo Lucius, un altro flano originale del film:

  • Curiosità Samuel1979 • 4/07/20 23:11
    Call center Davinotti - 2933 interventi
    Le due opere di Conrad lette da Tino (Mattei),  sono  Il Negro Del Narciso e Tifone, stampate nel 1975.

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images53/tifs1.jpg[/img]