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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

L'ultimo film di Federico Fellini porta sullo schermo, a suo modo, “Il poema dei lunatici” di Ermanno Cavazzoni (qui co-sceneggiatore con Tonino Guerra e Fellini stesso). LA VOCE DELLA LUNA racconta di Ivo Salvini (Roberto Benigni), un eterno bambino dall'aria innocente e trasognata che vaga nelle campagne modenesi ossessionato da voci, visioni e ricordi che sotto l'influsso del nostro satellite si fanno via via più opprimenti. Nel suo peregrinare incontrerà l'ex prefetto Gonella (Paolo Villaggio), altro lunatico ma dal fare più autoritario e decisamente paranoico. Fellini dipinge come sempre, crea fondali notturni magici che la fotografia di Tonino Delli Colli rende indimenticabili, muove i suoi personaggi facendo loro pronunciare dialoghi...Leggi tutto surreali che ben si fondono nel pallido e sospeso contesto naturale. Quando la scena passa al giorno la magia si perde (anche se poi si ritrova nelle splendide sequenze sui tetti, ad esempio), ma il tocco del Maestro si sente. Benigni incarna alla perfezione il lunatico pacifico “doc”, ma Villaggio rende al film un servizio migliore (pur comparendo molto meno), perché più vivo e non così ostinatamente “innocente”. La tanto ammirata sagra dello gnocco, palese metafora dell’inutile spettacolarismo televisivo, toglie in realtà forza all'atmosfera silente fin lì creata riprecipitando tutto nel clima festaiolo alla AMARCORD qui un po' fuori luogo, mentre il finale con la luna catturata è tirato troppo per le lunghe e chiude male un film che prometteva di più. Angelo Orlando, altro lunatico in parte, si rivela interprete sottovalutato.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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B. Legnani 31/03/07 01:45 - 4777 commenti

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Film non facile, con esiti così palesemente firmati che basterebbe vederne trenta secondi per capire che è Fellini. Molte cose ricordano l'ottimo La città delle Donne. Di particolare riguardo la notevole prestazione di Paolo Villaggio e la capacità del Maestro di far parere attori da grande schermo i moltissimi che invece provengono dal piccolo. Potrebbe sembrare cosa non così importante, ma se andiamo a fare dei confronti...

Deepred89 30/11/08 10:43 - 3306 commenti

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L'ultimo film del regista riminese, non tra i suoi migliori, ma degno di nota. Piuttosto frammentario e confuso a livello di trama, ma molto interessante (come al solito) a livello di regia, con molte invenzioni e con un'ottima atmosfera, in bilico tra surreale e grottesco e con qualche tocco quasi gotico. Memorabile la coppia Paolo Villaggio/Roberto Benigni, nei panni di due personaggi assolutamente fuori dal mondo.

Metuant 15/01/10 13:21 - 455 commenti

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Una storia a tratti confusa, non sempre facile e per nulla lineare; eppure, come quasi sempre nel cinema di Fellini, il risultato finale non ne risente più di tanto, regalandoci un film surreale e poetico, con sequenze davvero notevoli. Soprattutto i primi venticinque minuti sono pura poesia notturna. Altro merito è stato quello di far recitare Benigni e Villaggio in parti, per una volta, diverse da quelle alle quali ci avevano abituato e riuscendo nell'impresa.
MEMORABILE: Il professore che dorme nel loculo; la scena a casa della nonna, con tutte le mele per terra.

Homesick 7/03/10 10:29 - 5737 commenti

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Sghembo, denso, disorganico e indignato nei confronti di una modernità sempre più vuota e frastornante, l’ultimo film di Fellini è compendio di un personale universo cinematografico - scenari allocroici e metastorici (Roma), fantasmagorie circensi e ingenue contemplazioni del femminino (La città delle donne), malinconici ricordi d’infanzia e macchiette paesane strampalate e iperboliche (8 ½, Amarcord) - che converge su un baricentro di lirismo delicato e onirico. Benigni si fa pierrottesco fanciullo, Villaggio si infoschisce: ambedue escono con successo dai loro abusati e fastidiosi cliché.
MEMORABILE: Benigni: «Come mi piace ricordare…più che vivere; e del resto, non è la stessa cosa?».

Galbo 3/12/11 17:27 - 11444 commenti

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L'ultimo film del maestro riminese è ispirato a "Il poema dei lunatici" di Ermanno Cavazzoni. L'opera mescola insieme diversi temi; l'assenza di un filo conduttore unico e di una sceneggiatura organica ne costitutisce il limite principale, anche se il genio registico affiora nella concezione delle immagini e nella direzione di un cast impeccabile. Belle le musiche di Piovani.

Ryo 15/03/14 14:04 - 2169 commenti

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Opera finale e testamento del maestro Fellini. Una sceneggiatura tratta per la prima volta per il regista da un libro e una regia che sono un ritorno allo stile onirico che ha reso famoso il maestro. Anche qui abbiamo parecchi rimandi a precedenti lavori e le immancabili simbologie-marchio di fabbrica. Confuso e casinista, si tramuta in malinconico nel finale.
MEMORABILE: Se tu facessero un po' più di silenzio, forse si potrebbe ascoltare meglio...

Almicione 10/01/15 20:03 - 765 commenti

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Ultima opera del grande regista italiano, il quale all'inclinazione meditativa caratteristica della sua intera filmografia affianca una mordace critica alla società moderna; una società sfrenata e frenetica, sempre con le cuffie sulle orecchie, in cui dominano l'incomprensione (gli onnipresenti cartelloni pubblicitari in lingue straniere), la volgarità (i bambini le prime vittime), la superficialità (le gare di bellezza) che portano al conformismo e al nulla, che eliminano ogni possibilità e tentazione pur di riflettere. Davanti a ciò, la paura.
MEMORABILE: Miss Farina.

Vitgar 25/03/15 13:40 - 586 commenti

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Sembra un testamento morale della poetica felliniana. In questa produzione il Maestro conferma incisivamente il suo raccontare la vita senza darle un filo conduttore, quanto attingendo dalla memoria momenti, situazioni vissute chissà quando e dove. Nonostante tutto il racconto fluisce regalandoci momenti di grande poesia. Bene Benigni e Villaggio a rendere i loro personaggi strampalati. Ottima la colonna sonora di Bacalov.

Paulaster 31/08/16 10:13 - 2859 commenti

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Fellini cerca di raccontare le voci dei matti e di chi cerca in fondo a un pozzo solo un po' di silenzio. Nelle fasi notturne si distingue il suo cinema in stile Amarcord dove l'estro di Benigni riporta a un clima da fiaba. Durante il giorno l'effetto si fa confuso anche per la poca presenza dei caratteristi e anche la sfilata ha poco appeal. Eccessiva la fase del rave e nel finale condanna tutti: la chiesa che non ha segreti, il popolo caciarone e il consumismo commerciale.

Rambo90 4/08/17 17:00 - 6423 commenti

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Fellini all'ultimo film rende una visionarietà che ancora colpisce per colori e per alcune intuizioni, ma che a volte zoppica (soprattutto nella parte finale) risultando noiosa. A tenere in piedi questo magico viaggio in cerca della luna sono soprattutto Benigni e Villaggio, davvero adeguati ai loro personaggi e al tocco di bizzarria che pervade la sceneggiatura. Messa in scena curatissima, con una splendida fotografia notturna (meno riuscita quella diurna) e una colonna sonora sussurrata ma riuscita. Non bellissimo ma intrigante.

Minitina80 9/08/17 10:53 - 2392 commenti

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È il resoconto di una società che ha iniziato a perdersi in cose futili. Quello su cui Fellini sembra focalizzarsi di più è la rottura col passato, con il piccolo focolare domestico in cui ha brillare è la luce del camino e ha rompere il silenzio è la voce di una nonna. Questo luogo rassicurante e protettivo viene messo in contrasto con le città ormai caotiche, dove la gente va di fretta senza un reale motivo. Fellini, come in passato, si esprime tramite concetti e stati d’animo restando lontano dall’idea di trama, almeno in senso tradizionale.
MEMORABILE: Il Milan di Sacchi e Berlusconi sulla parete del ristorante in cui si celebra la festa dello sposalizio.

Rocchiola 21/01/20 08:57 - 878 commenti

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Disorganico ma affascinante viaggio nella memoria del maestro riminese tra disprezzo per la volgarità odierna e nostalgici ricordi di un passato che non torna più. Fellini si congeda confermando la propria inadeguatezza ai tempi moderni e prosegue il discorso iniziato con Ginger e Fred criticando la chiassosa cafoneria dell’era berlusconiana. Il malinconico elogio del ricordare quale antidoto all’esagitata voglia di vivere contemporanea è il miglior lascito possibile da parte di un grande autore che alla fine non può che invocare il silenzio.
MEMORABILE: La moglie ritratta come una locomotiva del sesso; La luna che annuncia la pubblicità; La “gnoccata”; Il ballo; Il suonatore di oboe nel loculo.

Nando 20/03/20 15:24 - 3495 commenti

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Lontano dai fasti delle sue opere migliori, il regista riminese regala la sua ultima fatica che oscilla tra fantastico e grottesco e presenta uno sviluppo narrativo frammentario e non sempre convincente. Indubbiamente la presenza di Villaggio e Benigni sono un bonus notevolissimo e le loro interpretazioni, associate a quelle dei numerosi caratteristi, rendono la pellicola dignitosa, seppur lontana dai fasti precedenti.

Markus 20/03/20 16:29 - 3327 commenti

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L'ultimo lungometraggio di Fellini (in seguito diresse tre spot) è tratto da "Il poema dei lunatici" di Ermanno Cavazzoni. L'opera ha momenti disomogenei, forse non sempre riusciti; s'avverte, se non a tratti, il tocco che ha reso magico e talvolta spigoloso il suo cinema. Il cast è nutrito, ma si ha la sensazione che il duo Benigni/Villaggio (allora se ne parlò molto, forse più del film) sia lì per una specie d'esperimento di riconsiderazione alla Avati. Da professionisti fanno del loro meglio (Benigni ci riesce di più).

Noodles 28/10/20 08:56 - 927 commenti

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L'ultima regia di Federico Fellini è un film il cui messaggio anti-modernità è apprezzabile ma non sempre efficace. Il risultato è infatti un film fastidiosamente disordinato, non riuscito completamente, a tratti noiosissimo. La strana coppia di protagonisti insieme non funziona bene. Delude un po' Paolo Villaggio mentre stupisce Roberto Benigni, in una delle sue interpretazioni migliori. C'è molto del cinema di Fellini in quest'ultimo lavoro, ma il tutto mostra una stanchezza di fondo. Nicola Piovani scimmiotta Nino Rota per tutta la durata del film. Noioso, col suo perché.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 8/08/11 09:05
    Consigliere - 43734 interventi
    Sarebbe stato incredibile vedere Jimmy al posto di Villaggio. E Fellini avrebbe fatto impallidire Avati come "recuperatore" d'attori. Peccato davvero (anche se insomma, bisognerebbe capire da dove hanno preso la notizia e se non era una semplice boutade del Maestro).
  • Discussione Uomomite • 8/08/11 20:08
    Galoppino - 89 interventi
    Anche se fosse vero, immagino che l'avrebbe dovuto doppiare :-) Potrebbe anche essere una storia che si è inventato il buon Jimmy dopo una bevuta di vino...
  • Discussione Zender • 9/08/11 08:33
    Consigliere - 43734 interventi
    In effetti continuo a nutrire i miei dubbi...
  • Discussione Dengus • 26/11/11 14:36
    Custode notturno - 178 interventi
    Tutto rispetto per Jimmy, questa è una Leggenda Metropolitana bella e buona, ma mettiamo per assurdo che fosse mai vero, credo che Jimmy dovrebbe mangiarsi i ''cosidetti''!!!Io stesso amo i Pierini e tutti i film trash anni '80, ma tra scegliere di apparire 2 minuti a fianco di Nadia Bengala ed Alvaro Vitali a dire quale è il pappaggallo femmina e quello maschio, rinunciando a lavorare con un grande maestro come Fellini....beh...ma non ci credo nemmeno se mi pagano!E poi non credo che Fellini avrebbe dato un ruolo del genere ad una ''comparsa'' (non è mai stato un attore vero e proprio)!
    A proposito di Leggende Metropolitane, parlando di Villaggio ne girò una verso il 1998/99...ma vi rimando allla pagina di Un medico in famiglia!
  • Discussione Mauro • 14/04/16 16:47
    Disoccupato - 9589 interventi
    Ovviamente non è lui, ma l'attore che interpreta il sacerdote in questo film assomoglia tantissimo a Fabio Insinna:

    Ultima modifica: 15/04/16 11:09 da Mauro
  • Curiosità Fedemelis • 21/04/16 14:49
    Fotocopista - 1791 interventi
    Dalla collezione "Curiosità calcistiche di Fedemelis". La figura non completata nel murales alle spalle degli sposi è Giovanni Galli, portiere del Milan nella stagione '88/'89. Le foto sono quelle dell'album Panini del campionato 1988/1989. Dietro alla sposa si vede in altre scene Tassotti e a destra sono Sacchi e Berlusconi. I giocatori sono:


  • Homevideo Pol • 20/05/17 17:19
    Fotocopista - 185 interventi
    Visionato il blu ray tedesco della Koch Media (serie "Masterpiece of cinema" n°21) con audio italiano e sottotitoli removibili, video pulito e definito. Zero extra a parte il libricino in tedesco.

    http://www.blu-ray.com/movies/Die-Stimme-des-Mondes-Blu-ray/134903/
  • Homevideo Zender • 21/05/17 08:40
    Consigliere - 43734 interventi
    Ah ottimo, visto che noi siamo ancora fermi al dvd. Costa sotto i dieci euro oltretutto...
    Ultima modifica: 21/05/17 08:51 da Zender
  • Homevideo Rocchiola • 25/04/19 08:29
    Call center Davinotti - 1152 interventi
    Personalmente ho preferito rivolgermi verso il bluray dell'inglese Arrow una sicurezza nel campo dell'alta definizione. Solita edizione combo BD+DVD con bel libretto fotografico e copertina reversibile. L'aspetto video è eccezionale con immagine restaurata in 2K dalla Cineteca di Bologna. L'audio italiano originale mono è pulito e potente. Sottotitoli escludibili. Edizione decisamente superiore a quella del vecchio DVD nostrano marchiato Cecchi Gori.
    Ultima modifica: 19/01/20 18:51 da Rocchiola
  • Curiosità Zender • 9/10/20 14:04
    Consigliere - 43734 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film:

    [img size=350]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images54/lavoce350.jpg[/img]