Questo e quello - Film (1983)

Questo e quello
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MMJ Davinotti jr
Anno: 1983
Genere: commedia (colore)
Regia: [2e] Sergio Corbucci
Note: Episodi "Questo amore impossibile" (Pozzetto) e "Quello del basco rosso" (Manfredi).
Papiro: elettronico

Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

LE LOCATIONCineprospettive

L'IMPRESSIONE DI MMJ

Dopo il successo di TESTA O CROCE Sergio Corbucci rileva Nanni Loy e richiama Renato Pozzetto e Nino Manfredi per un film a due episodi ricalcato sul modello del predecessore. In QUESTO... AMORE IMPOSSIBILE un Pozzetto insolitamente hippie, disegnatore di fumetti che convive con Michela Miti in un faro siciliano, si innamora improvvisamente della distinta Janet Agren (che coi fumettisti aveva già sguazzato in LA GATTA DA PELARE e SOGNI MOSTRUOSAMENTE PROIBITI) e decide di cambiar vita. Un soggetto vecchio ed...Leggi tutto esile anche per un episodio singolo. Fortunatamente la sceneggiatura (alla quale ha contribuito - e si sente! - Renato Pozzetto) si rifà con qualche dialogo stralunato e una buona dose di improvvisazioni divertenti. Abbondantissime le trivialità, ma il personaggio lo richiede e non di vera volgarità si tratta. Superfluo il cameo di Manfredi medico e poco sfruttata la simpatia di Gianni Agus. Molto peggio si va con QUELLO... DEL BASCO ROSSO, con un Nino Manfredi inizialmente in palla che però progressivamente finisce prigioniero di una storia priva di inventiva in cui anche la regia corbucciana latita in maniera preoccupante. L'idea della figlia (Desirée Becker, spesso nuda) d’una vecchia amante (Sylva Koscina) pronta a concedersi all'uomo (Manfredi) sognato da piccola è condotta pedestremente, senza guizzi e dopo dieci minuti già si fa insopportabile. Si salva solo Pozzetto nel piccolo ruolo del compagno della giovane, ancora estroso e brillante (per quanto possibile). Panelli fa un cameo non irresistibile per quella che resta una delle più infelici uscite di Manfredi (il quale per colmo di squallore mostra pure il sedere!). Il mediocre risultato di TESTA O CROCE è replicato tal quale, di nuovo con un Pozzetto simpatico e un Manfredi inadeguato, che copia il se stesso di QUELLE STRANE OCCASIONI.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Capannelle 14/08/08 10:47 - 4193 commenti

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Il primo episodio è buono. Pozzetto sfrutta le qualità del consueto personaggio mezzo sognatore mezzo bucolico che viene per così dire stimolato dalla bella Agren a riprendere in mano i suoi lavori. Nulla di originale, ma condotto con bravura e stile e con dialoghi divertenti. Deludente invece Maifredi, poco credibile e con poca brillantezza. La modernità che vorrebbero esprimere lui, la ragazza (la disinibilta Becker) e la rediviva Koscina rimane senza particolari sbocchi. Il voto finale media quindi tra 3 e 1.

Skinner 16/08/08 21:32 - 592 commenti

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Molto peggio di Testa o croce, con due idee stiracchiatissime e poca verve degli interpreti. La cosa migliore sono i duetti incrociati dei due protagonisti e qualche battuta azzeccata (come quella dell'anatra all'arancia nell'episodio di Manfredi). Ottimo Agus.

Ianrufus 6/10/08 12:32 - 139 commenti

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La storia racconta che nella seconda metà degli Anni Settanta a Manfredi fu offerto un film ad episodi con Pozzetto (uno degli episodi doveva essere La patata bollente), ma il Nino nazionale rifiutò per differenze di rango cinematografico. Dopo qualche anno le valutazioni di Manfredi su Pozzetto cambiarono evidentemente per calcoli di botteghino (i successi latitavano) e così eccoci con Testa o croce prima e poi a questo fim, esempi di commedia senza fiato. Attori diversi che hanno dato tanto alla commedia, calati inesorabilmente negli Anni Ottanta.

Fabbiu 9/11/08 12:19 - 2088 commenti

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Secondo me qui Pozzetto è strepitoso: la sua è una favola alternativa non nuova ma ricca di freddure ben riuscite e anche se da Manfredi scienziato beve urina di rana come in un film del La pallottola spuntata, in fondo è un episodio più che funzionante, con buone musiche (rock quando è in scena solo lui e classica con la distinta Agren), un'apprezzabile cura per i dettagli (la sua artistica dimora) e bellissime trovate. Finale non scontato. Non sortisce lo stesso risultato Manfredi: molto bravo, ma il suo è un episodio zoppicante.
MEMORABILE: Agren: "Ma come si permette così conciato di baciare una signora di classe come me?" Pozzetto: "Ma... di solito son le più porcone!"

Markus 12/04/17 12:41 - 3578 commenti

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Film composto da due fiacchi episodi salvati solamente dalla vis comica dei due attori principali. "Questo amore impossibile" (**): Pozzetto, pur divertente, incarna un personaggio eccessivamente caricaturale che alla lunga avrebbe stancato. La formula dell'episodio viene in soccorso. "Quello del basco rosso" (**): il cinquantenne Manfredi si vede obbligato a dover andare a letto con una graziosa diciannovenne complessata. Replica con poche varianti de "Il cavalluccio svedese" e la cosa delude non poco. Lui però sul pezzo.
MEMORABILE: Manfredi con insetticidi: "Questo è pe' 'e mosche, questo pe' i bacherozzi, questo pe' 'e pulci... aò ma questa non è una casa, è una stalla!"

Puppigallo 26/02/09 09:29 - 5009 commenti

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Due episodi assolutamente mediocri. Ma almeno quello con Pozzetto qua e là fa sorridere grazie a un Renato piuttosto ispirato, che cambia totalmente modo di essere per una donna. Quello con Manfredi invece fa un po' cadere le braccia, con un protagonista non preparato alle nuove generazioni che, con libertà, intendono l'andare in giro a culo all'aria e non solo. Il povero Nino ce la mette tutta (anche se non so quanto fosse convinto), ma il copione è proprio poca cosa e la noia fa capolino, nonostante la relativa brevità. Evitabile, anche se a Pozzetto, un'occhiata...
MEMORABILE: Pozzetto alla capra: "La persona educata non sputa, non bestemmia e, soprattutto, non caga in macchina"; Pozzetto sfonda in volo una finestra.

Cangaceiro 2/08/09 12:42 - 982 commenti

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L'episodio forte è indiscutibilmente il primo, con un Pozzetto ispiratissimo (ha anche sceneggiato) ed esilarante sia nel travestimento, con capelloni e fascia "giapponese", che nelle sue tantissime battute, sciorinate a getto continuo. La storia con Manfredi è molto meno riuscita e Nino, parecchio appannato, non prova nemmeno a rivitalizzare i tanti momenti morti spezzati solo dai nudi della ragazza. Discreti i due incroci tra i protagonisti anche se quello al bar è troppo stiracchiato. Puntuali e simpatici Agus e Panelli. Altalenante.
MEMORABILE: Dopo l'incidente la Agren domanda: "Ma come sta?" e Pozzetto risponde: "Eh... boh... un po' confuso, è la prima volta che muoio!"

Galbo 26/08/09 06:54 - 12065 commenti

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Film ad episodi decisamente poco riuscito. Renato Pozzetto fa sempre lo stesso personaggio a metà tra lo svagato e il sognatore la cui vita viene in questo caso sconvolta dall'incontro con una donna. Strappa qualche risata ma non va oltre. Lìepisodio con Manfredi fa invece decisamente cadere le braccia: lìincontro tra un ultra-cinquantenne e le nuove generazioni viene raccontato facendo ricorso ad un ricco campionario di luoghi comuni, con un protagonista decisamente fuori forma.

Vstringer 4/11/09 14:17 - 349 commenti

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Pozzetto fa Pozzetto: ciò gli consente di condurre in porto un discreto episodio dove il suo personaggio stralunato infila battute gustose per amore della Agren. Manfredi torna sul cavalluccio svedese di Quelle strane occasioni per riciclarsi nella commedia Anni Ottanta con più convinzione dei Gassman/Tognazzi/Sordi della sua èra: ma si arriva in fondo al suo episodio non tanto grazie alla sua prova appena sufficiente, quanto grazie ai meriti dei comprimari, siano essi recitativi (Pozzetto stesso, Panelli) o meramente estetici (la Becker/Nosbusch).

Ciavazzaro 6/11/09 12:00 - 4773 commenti

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Non molto divertente. Non sono riuscito a trovare convincenti né Manfredi né Pozzetto e nonostante il cast secondario sia interessante, anche questo non convince. La sceneggiatura (almeno a mio avviso) non è troppo curata né innovativa. Evitabile.

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Manowar79 13/06/10 14:16 - 309 commenti

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Corbucci non è Campanile e questo basterebbe per capire dove il film perde punti rispetto a Culo e Camicia, matrice da cui chiaramente deriva l'intenzione fiabesca del primo episodio. Molto meglio il secondo segmento, vicenda dolce-amara perfettamente congeniale allo stile di Manfredi. In entrambi i casi si rivela fondamentale il supporto dei caratteristi: Agus, bravissimo, nel ruolo del viscido editore, Panelli imbastisce una gag d'altri tempi insieme a Manfredi. Ruolo ambiguo per una splendida Janet Agren; la Becker ci mostra un po' di tutto.

B. Legnani 2/10/10 00:08 - 5368 commenti

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Davvero brutto. Pozzetto, nel suo episodio, disegna un personaggio sgadevole, per cui la riuscita delle sue trovate viene frenata dal contesto. Le cose migliori sono la verve della Miti e il grande Agus. L'episodio con Manfredi non parte male, ma regge solo per un quarto d'ora, perché poi infila snodi di rara pretestuosità, nell'ottica del previsto finale. Il suo personaggio riprende quello de Il cavalluccio svedese, mentre la fanciulla che vuol sentire, nell'attimo supremo, le sirene ricorda, pensate un po', una che voleva sentire le campane...

Herrkinski 5/10/10 19:20 - 7240 commenti

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Non proprio riuscito, questo film di Corbucci. Più che altro se ci si aspetta una commedia si rimarrà delusi, infatti qui di risate se ne fanno ben poche; quando capita, è grazie alla verve di Pozzetto, che a fronte di una sceneggiatura non proprio eccelsa riesce a metterci una pezza grazie all'innata simpatia. Il suo episodio comunque è tra le cose meno divertenti che abbia mai fatto, mentre quello di Manfredi ha persino un'atmosfera a tratti malinconica, esemplificata dalla canzone finale, cantata dallo stesso. Ci si annoia parecchio.

Mark70 2/11/10 21:40 - 118 commenti

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Film di cassetta per un pubblico di bocca buona, quello che aveva visto i Pierini e che anni dopo decreterà il successo dei Cinepanettoni. La prima parte è poco più di un pretesto per presentare un Pozzetto hippy-punk che infila qualche dialogo surreale dei suoi. La seconda parte avrebbe maggiori ambizioni, ma le situazioni sono molto forzate (la Koscina signora-bene dai facili costumi, la nonna amante di D'Annunzio ecc) e alla fine la trama è di una banalità disarmante. Manfredi non è che si sforzi più di tanto. Molto meglio Pozzetto.
MEMORABILE: I dialoghi di Pozzetto con la capra nella prima parte, i nudi della Becker nella seconda (e ho detto tutto...)

Homesick 1/01/11 18:31 - 5737 commenti

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Due episodi, appena sufficienti. Il primo, alquanto sboccato, si edulcora e si deodora (davvero, di quella comune di hippies drogati che non si lavano sembra di percepire il fetore…) nella stralunata comicità di Pozzetto e nell’inveterata classe di Agus. Nel secondo, quando appare la ninfetta Desirée Becker si sa subito dove si andrà a parare, a dispetto delle pretestuose divagazioni intellettuali e (anti)psicanalitiche intraprese da una sceneggiatura non di prima mano: meno male che c’è Manfredi, con il quale si possono godere momenti di spasso e arguzia.
MEMORABILE: I duetti tra Manfredi e Pozzetto in entrambi gli episodi.

Dusso 3/10/11 17:59 - 1548 commenti

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All'inizio l'episodio con Pozzetto non mi piaceva per nulla (lui troppo estraneo al personaggio), poi le cose migliorano (divertente l'incontro con Manfredi), anche se Agus purtroppo si vede pochissimo. Il secondo episodio (chiaro remake del segmento di Quelle strane occasioni) è molto piacevole, con un cast affiatato (anche qui la cosa migliore è l'incontro con Pozzetto). Belle le scenografie dei due episodi.

Rambo90 20/09/11 04:07 - 7293 commenti

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Meno divertente rispetto al precedente Testa o croce ma sicuramente più riflessivo e amaro: l'episodio con Pozzetto è gustoso e l'attore si lancia come al solito in battute surreali (o volgari ma mai pesanti) che fanno sbellicare, ben supportato da Gianni Agus e dalla bella Agren; ma è l'episodio con Manfredi a valere il biglietto: amaro, malinconico ma che comunque non rinuncia ad alcuni siparietti azzeccati (vedi quello con Panelli, o tutta la scena della cena). Bella la canzone finale cantata dallo stesso Manfredi.
MEMORABILE: Il duetto Manfredi/Pozzetto nel secondo episodio.

Dengus 3/10/11 08:36 - 361 commenti

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Se nel primo episodio si ride grazie alla verve di Renatone e alla bellezza della Agren, respirando anche un pizzico di romanticismo, il secondo sembra assai stanco e povero di contenuti. Il Nino nazionale ci prova, ma forse ormai ha già da tempo sparato le sue cartucce; sarà forse anche per l'uso del nudo e dei riferimenti sessuali esasperatissimi, ma l'episodio delude. L'unico momento in cui si ride è quando Pozzetto e Manfredi interagiscono nell'episodio di Renato, in cui Nino fa la parte dello scienziato pazzo e basta.

Pumpkh75 12/07/12 16:30 - 1588 commenti

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Siamo sotto il livello di Testa o croce. Un Pozzetto surreale più che mai strappa sicuramente più sorrisi di uno stanco e poco convinto Manfredi, sebbene la storiella sia quasi pretestuosa e, almeno sulla carta, il secondo episodio offra maggiori spunti. L'accoppiata Miti-Agren, poi, stravince contro la nudissima ma poco convincente Nosbusch. In generale film deboluccio, anche se almeno i duetti Pozzetto-Manfredi presenti in entrambi gli episodi sono in verità ottimi.

Samuel1979 24/11/12 19:37 - 529 commenti

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Un tempo ciascuno, ma in fin dei conti il duello è a favore del "vecchio" Manfredi, il quale dispone di una sceneggiatura migliore e di un cast di contorno che rende più piacevole il suo episodio; il resto lo fa lui con la sua gran classe. La parte con Pozzetto comunque è piacevole, girata nella mia Palermo e soprattutto in luoghi a me cari. Al suo episodio prendono parte i cabarettisti palermitani Gino Carista e Giacomo Civiletti.

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Motorship 20/03/13 18:15 - 585 commenti

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Il primo episodio, con Pozzetto, inizia male, ma poi le cose migliorano, soprattutto perché Pozzetto si reimpossessa di un suo personaggio (quello punk francamente non gli appartiene). L'episodio con Manfredi invece è migliore, anche se è un chiaro remake del "Cavalluccio svedese" di Quelle strane occasioni, anche se con una storia leggermente modificata. La sceneggiatura non è granché, ma il cast, in particolare Manfredi (belli i duetti con Panelli e Pozzetto) lo salva. Belle le location del primo episodio. **!
MEMORABILE: Il duetto Manfredi/Pozzetto del secondo episodio; I dialoghi di Pozzetto con la sua capra.

Ultimo 12/01/15 15:10 - 1584 commenti

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Veramente poca cosa questo film a episodi diretto da Sergio Corbucci, nonostante la presenza di due pezzi da novanta del cinema nostrano. Nel primo episodio Pozzetto assume le inconsuete vesti di un hippie e, nonostante la sua indiscussa bravura, non entra mai appieno nella parte; complice una sceneggiatura inadeguata l'episodio non decolla. Peggio il secondo con Manfredi, chiaramente grande attore ma qui altamente sprecato. In sostanza un filmaccio, in cui si salva solo la simpatia di Pozzetto.

Gabrius79 2/10/15 21:01 - 1358 commenti

I gusti di Gabrius79

Due episodi debolissimi e piuttosto mediocri diretti da Sergio Corbucci che non rendono giustizia a Pozzetto e Manfredi. Il primo, con Pozzetto, è surreale e a tratti un po' volgare ma qualche risata la strappa. Il secondo con Manfredi è invece noioso e qualunquista e spreca il talento dell'attore.

Alex75 8/09/17 13:42 - 810 commenti

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Riproposizione, con meno brio, di un abbinamento già visto in Testa o croce. Il primo episodio è una rilettura tardo-hippy del tema “la bella e la bestia” e si salva grazie all’estro di Pozzetto, che ci mette molto di suo come autore; il secondo sconta una sceneggiatura stantia che ingabbia la classe di Manfredi (qui davvero spento) e affonda rapidamente nella noia.

Il Dandi 5/04/18 01:29 - 1917 commenti

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Solita joint-venture di cassetta che affianca pretestuosamente due big, dividendoli equamente per identità regionale e in questo caso anche generazionale: tanto l'episodio col Pozzetto hippy è pecoreccio (pardon: "capreccio") e noioso quanto quello con Manfredi è arguto e salace, per quanto il cavallo di battaglia della crisi dello scrittore maturo sedotto dalla freschezza di una giovane pupilla sia spudoratamente riciclato (Quelle strane occasioni). I due interagiscono (poco, ma curiosamente) anche l'uno nell'episodio dell'altro.
MEMORABILE: Koscina: "Mia figlia odia le parolacce, ma ogni tanto qualche 'cazzo' scappa". Manfredi: "Strano, tu sei sempre stata attenta a non farteli scappare."

Nando 6/04/18 23:03 - 3705 commenti

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Indubbiamente due episodi non propriamente riusciti. Nel primo Pozzetto mostra le sue classiche peculiarità ma dopo un inizio dignitoso si scade nelle ovvietà più comuni, nonostante la bellezza angelica della Agren. Nel secondo, molto forzato, Manfredi sciorina qualche battuta ma è tutto l'apparato a non convincere, primo fra tutti la giovane protagonista. Si poteva fare di più.

Modo 22/06/18 23:04 - 914 commenti

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Film a due episodi che non rimarrà nella storia della commedia italiana. Pozzetto sottotono come raramente gli è capitato. Non bastano le battute surreali ad alzare l'asticella. Fra i due forse meglio Manfredi, nonostante sia difficile tirar fuori l'"arte" in una così povera sceneggiatura. Da vedere giusto per non lasciare indietro nulla dell'immensa filmografia dei due attori.

Oblomoff 23/05/19 17:31 - 43 commenti

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Fumettista figlio dei fiori in crisi d’ispirazione (Pozzetto) ritrova la vena artistica grazie a una misteriosa, angelica dama. Scrittore di mezz’età (Manfredi) è alle prese con la conturbante figlia adolescente di un’ex fiamma di gioventù. Commediola di routine e di mestiere, con due stelle del genere di nuovo insieme dopo la precedente pellicola, dal titolo egualmente dilemmatico, Testa o croce. Un cameo l’uno nell’episodio dell’altro, nettamente superiore quello, surreale, di Pozzetto.
MEMORABILE: Pozzetto che canta a oltranza "Non restare a dormir sola" davanti a uno stranito Manfredi.

Maxx g 22/03/20 23:37 - 585 commenti

I gusti di Maxx g

Commedia in due episodi dai risultati diversi: deludente quello di Pozzetto, spesso proteso al surreale, un po' più di spessore quello con Manfredi, anche se il finale pare piuttosto tirato via. Divertenti i duetti tra i due, che di fatto si scambiano la cortesia nelle due storie. Da ricordare Janet Agren, ma anche Gianni Agus; un divertente cameo di Paolo Panelli. Peccato, perché con un cast simile si poteva fare meglio. Merita una visione, nulla più.
MEMORABILE: Pozzetto che beve per errore liquido per legno; Lo strip parziale della Agren; I nudi di Desiree Becker; I dialoghi surreali con il caprone.

Pessoa 22/04/22 09:57 - 2476 commenti

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Solita commedia a episodi come se ne facevano molte in quel periodo. Come spesso accadeva il punto debole restano le rispettive storie, inconcludenti e sceneggiate con troppa sufficienza. I due interpreti principali riescono a strappare qualche risata di puro mestiere, ma alla lunga le vicende perdono brio e si accartocciano su loro stesse rendendo la viosione a tratti noiosa e poco credibile. Cast femminile poco adeguato e comprimari sfruttati piuttosto male. Anche la confezione patisce l'approssimazione che caratterizza tutta l'operazione. Abbondantemente evitabile.

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Paulaster 30/11/22 18:10 - 3923 commenti

I gusti di Paulaster

Duplice episodio che ha come sottotraccia il confronto tra nuove e vecchie generazioni. Il primo con Pozzetto sopravvive grazie al gergo colorito e alla verve dell'attore; scadente invece la rappresentazione del movimento punk dei giovani (che era già terminato da qualche anno). Il secondo con Manfredi sembra la copia senza idee del film Quelle strane occasioni e, per variare, si cerca anche un minimo scavo psicologico e un filo di serietà. Agus e Panelli danno il loro contributo come seconde linee.
MEMORABILE: L'incidente con la jeep; La canzoncina della buonanotte; A tavola in topless.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 8/11/14 08:37
    Pianificazione e progetti - 46714 interventi
    Ok, come non detto :)
  • Discussione Graf • 4/10/15 20:40
    Call center Davinotti - 910 interventi
    Non credo che Pozzetto abbia inventato nel primo episodio del film la "Blaxploitation padana". Ho detto una corbelleria, ma neanche il "Camp" mi piace. Trovo i due generi - la Blaxploitation ce l'avevo persino nel programma universitario - "eccessivi" per i miei gusti.
    Ultima modifica: 4/10/15 23:13 da Graf
  • Discussione Zender • 5/10/15 07:44
    Pianificazione e progetti - 46714 interventi
    Beh, avevi giustamente posto un punto di domanda alla fine della frase sulla blaxpoitation padana e ti sei dato una risposta :) Ma te lo sei rivisto quindi?
    Ultima modifica: 5/10/15 07:45 da Zender
  • Discussione Alex75 • 14/12/17 16:19
    Call center Davinotti - 688 interventi
    Graf ebbe a dire:
    Questo e quello l'ho visto al cinema. Lo rammento come un film assolutamente mediocre...e dimenticabile.
    Infatti, non me lo ricordo affatto.


    Come altri film a episodi dell'epoca, mi ha dato l'impressione, un po' triste di essere una sorta di "saldo di fine stagione". Tra l'altro, il 1983 segna secondo me il tramonto definitivo della formula del film a episodi, che non mi ha mai convinto del tutto (per gli esiti spesso diseguali e la presenza di segmenti prescindibili).
    Ultima modifica: 14/12/17 17:46 da Zender
  • Musiche Alex75 • 14/12/17 16:24
    Call center Davinotti - 688 interventi
    Markus ebbe a dire:
    I titoli di coda sono cantati da Nino Manfredi e la canzone è "Che bello stà cò te". Il tema uscì su un 45 giri nel 1983:



    Penultima incisione di Nino Manfredi, che segnò la fine di un periodo in cui l'attore ciociaro era stato molto attivo dal punto di vista discografico. Infatti, Manfredi tornò in sala d'incisione solo nel 1990, per Viale del re/La ballata di Ciceruacchio (comparse, suppongo, nel film In nome del popolo sovrano)
  • Discussione Zender • 14/12/17 17:48
    Pianificazione e progetti - 46714 interventi
    Sì, sicuramente non uno dei migliori, anche se Pozzetto riesce comunque a far ridere col niente, una volta di più. Sì, la formula a episodi separati credo ormai sia scomparsa da un pezzo. Si rivede ogni tanto nell'horror, ma nella commedia alla fine li intreccian sempre per dare varietà.
  • Discussione Kanon • 14/12/17 21:02
    Fotocopista - 830 interventi
    Per me è un film altalenante nel risultato finale ma - per quel che mi riguarda - si lascia tranquillamente vedere proprio grazie agli attori coinvolti.

    È un discorso che esula dal film, però non potrei dire lo stesso della cinematografia attuale italiana.
  • Curiosità Buiomega71 • 3/10/19 19:16
    Pianificazione e progetti - 24637 interventi
    Direttamente dall'archivio privato di Buiomega71, il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni della Prima Visione Tv (giovedì 2 maggio 1985) di Questo e quello:

  • Discussione Holzipower • 4/01/20 07:52
    Disoccupato - 17 interventi
    Ho visto recentemente una versione lunga su Iris, la versione che ho io invece Taglia alcuni passaggi tra Manfredi e la Becker,. Effettivamente, conoscendo il film a memoria, nella versione lunga la scena è più fluida e si capisce meglio il turbamento del grande Nino.
  • Musiche Il Dandi • 11/01/21 14:04
    Segretario - 1491 interventi
    Nel secondo episodio la serenata cantata da Pozzetto che fa addormentare Manfredi è "Non ti stare a dormir sola",  una canzone composta da Dario Fo e Fiorenzo Carpi per lo spettacolo "La colpa è sempre del diavolo" (1965) che nella versione originale non ha alcun intento comico.
    Ultima modifica: 11/01/21 18:06 da Zender