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TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/05/07 DAL BENEMERITO IL GOBBO
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Il Gobbo 4/05/07 09:29 - 3013 commenti

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Il colonnello Thursday (ma è chiaramente Custer) persegue una guerra personale contro un capo indiano e trascina il suo battaglione alla rovina. Capolavoro fordiano, fra i cinque massimi. Nessuno come "Coach" (così lo chiamava Wayne) ha saputo al tempo stesso celebrare e mettere in discussione, nello stesso film, i valori militari. Qui il Duca è un po' in disparte, il film è dominato dal paranoico Fonda (notevole), cui però alla fine Ford non nega l'onore delle armi. Un personaggio è doppiato da Alberto Sordi in stile Ollio!

Lovejoy 10/12/07 22:00 - 1824 commenti

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Uno dei capolavori della coppia Ford/Wayne, anche se qui il secondo fa da spalla ad un brillante Henry Fonda. Ritratto di un generale ambizioso che andrà incontro alla rovina, anche se la sua fine sarà romanzata per non macchiarne la memoria. Ford dirige splendidamente una storia meravigliosa e un cast (tolti una Temple insopportabile e un Agar fuori parte) perfetto. Menzione particolare per i veterani McLaglen e Bond. Molte le scene memorabili.
MEMORABILE: Bond a McLaglen "Come sta andando?" chiede parlando del figlio. "Beh... è un ottimo soldato e un gran gentiluomo. Solo che il gentiluomo è di troppo."

Homesick 1/06/08 08:57 - 5737 commenti

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Alquanto datato nella sua insistente retorica e ritualità militaresca e nell’inutile parentesi mielosa aperta dalla coppia Temple-Agar, questo classico di Ford diventa sorprendentemente moderno quando rappresenta i pellerossa come un popolo fiero sì, ma anche disposto alla diplomazia e non certo guerrafondaio. Fonda, autoritario e astioso, è un militare che cerca il proprio riscatto morale nel massacro degli indiani, mentre Wayne gli si contrappone come figura più umana, coerente con l’etica sana del vecchio West.

Flazich 4/08/08 23:31 - 659 commenti

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Magnifico ritratto di una terra insanguinata dalla guerra. Il film nella prima parte si abbandona a tratteggiare in modo molto definito la caratterizzazione dei personaggi: gli indiani sono una sorta di presenza impalpabile, quasi eterea: sono lo strumento per il riscatto personale. La seconda parte del film è dedicata completamente allo scontro e al relativo massacro. Film veramente epico con Ford che osa mettere in discussione l'operato dell'esercito. Seppur didascalico, il finale dove vengono raffigurate le diverse generazioni è toccante.

Galbo 7/08/08 07:34 - 11876 commenti

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Grande e classico film fordiano, girato come altri suoi capolavori nella Monument Valley, vero e proprio archetipo geografico dei grandi western. La storia si rifà a quella del generale Custer e presenta una particolare attenzione alla caratterizzazione psicologica dei personaggi, specie il protagonista, militare paranoico splendidamente interpretato da Henry Fonda. Quasi secondario il ruolo di Wayne, impeccabile la presenza di grandi caratteristi del cinema western come Ward Bond.

Saintgifts 28/06/09 02:01 - 4098 commenti

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Ho visto la versione colorata del film. Devo dire non male, anche se il b/n è insuperabile. Se si accetta il modo, scelto dal regista, di mandare il reggimento al massacro (una incomprensibile carica contro nessuno) il film è molto buono con una eccezionale descrizione della vita militare e non, nel forte e la caratterizzazione di diversi personaggi umani e ambizioni. Del resto il cast è ad altissimo livello. La Monument Valley è l'imponente sfondo e tante sono le scene dove gli stuntmen fanno spettacolari cadute. Un po' di retorica Fordiana.
MEMORABILE: All'inizio del film il dialogo tra i conduttori della diligenza e il colonnello (Henry Fonda). La "distruzione" del whisky da parte dei sottufficiali.

Faggi 16/04/16 18:53 - 1528 commenti

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Nervoso e coinvolgente, tra scenari unici e reali (Monument Valley), con un che di epico ed esiti fatali. Fonda ruba la scena a tutti, Wayne compreso. Colpisce il realismo dell'insieme, condotto come libera lettura di eventi storici. Ford era da poco tornato dalla guerra (la Seconda) dove vi aveva preso parte con la macchina da presa; si può dire che ciò si nota, anche senza doverlo motivare.

Josephtura 9/08/16 10:53 - 187 commenti

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Per me il film perfetto sarebbe un'unione tra Il massacro di Fort Apache e I cavalieri del nord-ovest. Tanti aspetti delle trame confluiscono così come le gag della truppa. Film corale con la "famiglia Ford" allargata e dove le comparse brillano di luce propria. Fonda perfetto in una parte che sembra fatta per lui e forse Ford in questo aveva guardato perfettamente al suo carattere (almeno da come lo tratta Jane Fonda). Film epico con simpatia per i perdenti, indiani o sudisti.
MEMORABILE: I sergenti sono un film nel film.

Daniela 16/02/18 11:03 - 11528 commenti

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Luci ed ombre in questo film annoverato fra i grandi classici fordiani, ispirato al generale Custer nel tratteggio del personaggio impersonato da Fonda: un guerrafondaio ottuso fino alla stupidità, vero responsabile del massacro per non aver voluto trattare con gli indiani nonostante la loro offerta di pace. Figura tragica a cui si contrappone quella di Wayne, ligio ad un senso del dovere mitizzato dal regista ma in effetti anch'esso miope e dannoso. Nuocciono al film i troppi intermezzi di vita cameratesca e le parentesi sentimentali con la stucchevole Temple che flirta con Agar.
MEMORABILE: L'interprete presente all'incontro con i capi indiani è doppiato dall'inconfondibile voce di Alberto Sordi, con un effetto vagamente straniante

Pesten 10/02/18 20:25 - 706 commenti

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Altro binomio Ford/Wayne, dove però il Duke questa volta ricopre un ruolo quasi secondario, essendo la figura principale quella di Fonda. Lo sfondo è quello entusiasmante della Monument Valley, la storia è fatta di ego spropositato, nonnismo e spregiudicatezza, ma anche di lealtà e giustizia, tutti elementi che Ford cerca di unire grazie a un buon numero di personaggi diversi e ben caratterizzati. Ho trovato eccessivo l'uso delle musiche, presenti fin troppo durante il film e a volte in maniera quasi esagerata da farlo sembrare un musical.

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Puppigallo 31/10/18 19:43 - 4879 commenti

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Si tratta di puro, vecchio west su pellicola, con tanto di certificato di autenticità, dato dalla presenza di due capisaldi come Wayne e Fonda. Le scene in esterni, con gli apache e senza, sono tutte da gustare, come gli scambi verbali tra Fonda e Wayne, o quelli che coinvolgono i vari soldati, graduati e non. Purtroppo, però, bisogna anche sorbirsi la storia d'amore tra il figlio del graduato e la figlia di Fonda (ostacolata da quest'ultimo); più altri sipari ammazzaritmo e interesse, come la cena, con tanto di orchestrina esterna e cantante e il ballo. Resta comunque notevole e da vedere.
MEMORABILE: I punti di vista opposti di Fonda e Wayne sugli apache; L'Attenti! Detto a sorpresa, di schiena; La lezione a cavallo; Come provocare un massacro.

Magi94 9/01/21 10:45 - 823 commenti

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Non ha un decimo della freschezza di Ombre rosse e la prima parte è veramente atroce. Il problema fondamentale sono gli infiniti spezzoni sentimentali da latte alle ginocchia, tra una "reazionaria" Shirley Temple e un ingessato John Agar, in aggiunta a miriadi di siparietti "comici" sulla vita militaresca, con un umorismo che (fortunatamente) non funziona più da almeno 60 anni. La parte grande del film è invece la folle ambizione di Fonda, i fieri indiani e ovviamente la battaglia. Fino al finale Ford sembra sospeso tra una critica all'esercito guerrafondaio e una sua cieca apologia.
MEMORABILE: Il primo agguato (si gioisce quando finalmente gli indiani iniziano a massacrare qualche bianco); Il massacro in seguito alla cavalcata a vuoto.

Noodles 7/12/21 16:42 - 1477 commenti

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Un gran film di John Ford, ispirato alla figura del Generale Custer e tratto da un racconto ("Massacre"). Per quanto riguarda l'azione e le scenografie è un film che poco aggiunge al già ricco carniere di immagini fordiane. Ma è qui il modo i cui vengono perfettamente tratteggiati i protagonisti a rendere queste pellicola particolarmente degna. Henry Fonda è straordinario nel suo personaggio ambizioso, testardo ma alla fine coraggioso. Non gli sono da meno i colleghi, con un buon John Wayne. Musiche tipiche del folklore americano. Peccato per certe lungaggini evitabili. Ottimo.
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