LE LOCATIONLE LOCATION

L'IMPRESSIONE DI MMJ

Un film che se ne frega di tutto e di tutti, che per un'ora riprende (quasi sempre da dietro, mentre camminano per gli ampi corridoi della scuola) ragazzi e ragazze che fanno poco o niente, mentre vagano quasi vegetando tra le classi e la biblioteca. Non c'è storia? Non c'è senso? Non c'è consequenzialità temporale? Chissenefrega, e se poi si incasinano i tempi meglio, fa trend. La vita di tutti i giorni è questa, ci dice Gus Van Sant (che scrive e dirige mantenendosi indipendente dalle major e producendo ELEPHANT per una tv via cavo) e voglio che vi sentiate partecipi. Così vi posso scioccare meglio con un finale che vi deve far pensare a perché esiste una strage come quella di Columbine. Ma senza dirvi perché; non è affar mio. Il...Leggi tutto mio sguardo è quello asettico del regista che osserva freddo e riporta una situazione pregressa. Van Sant utilizza gli schematismi di certo cinema giovanile (vedi i nomi dei ragazzi sovrimpressi sul fermo-immagine) e li sovverte allegramente con spocchia tutta autoriale (e strapremiata a Cannes, naturalmente). L'operazione sulla carta può essere interessante, ma sorbirsela in diretta è tremendo; perché davvero, per i tre quarti del film, ci sono solo sparuti dialoghi scialbi persi tra silenzi cui la colonna sonora tutta pianoforte cerca di dare più significato possibile. Poi la strage, algida come il resto del film e per questo coerente. Ma dietro tanta pretesa oggettività si nasconde un’opera facile-facile, troppo comoda non solo nella sua concezione ma anche nello sviluppo e nella messa in scena.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Caesars 19/02/07 13:38 - 3434 commenti

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Come può nascere una strage come quella compiuta da due studenti a Columbine? Il regista Van Sant non lo spiega ma si limita a mostrarci l'ambiente, in cui un delitto simile ha avuto luogo. Un film sicuramente non facile ma che risulta interessante anche per lo stile semi-documentaristico con cui è girato. Non accade praticamente nulla per tutto il film, ma forse è proprio in questo nulla che vanno ricercate le motivazioni di un gesto tanto drammatico e assurdo. Non male.

Herrkinski 19/06/08 19:20 - 6947 commenti

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Film girato con stile molto indipendente e quasi documentaristico sulla tristemente celebre strage della Columbine High School. In effetti succede poco nel corso del film, specialmente nella prima metà: pochi dialoghi tra studenti e tra i 2 killer, scene ripetute come se il regista volesse idealmente bloccare il tempo nelle ore precedenti al massacro, come a voler fotografare la quiete e la routine di quei giovani prima che le loro vite si spegnessero improvvisamente e in modo assurdo. La carneficina finale è realistica e impressionante. Cupo.

Brainiac 5/01/09 17:44 - 1083 commenti

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Capolavorissimo di Gus Van Sant. Come fece Pasolini per i ragazzi delle borgate romane, così il regista di Last days segue gli adoloscenti di Columbine. Il tocco è delicato, rispettoso, scevro da luoghi comuni. Lunghissime sequenze-pedinamento che mi ricordano in maniera impressionante il neorealismo italiano. Film difficile da digerire per la confezione formale (che può risultare indigesta nonstante il lirismo) e financo per il messaggio: nessuno ascolta i ragazzi. Affettuoso.

Galbo 28/01/09 15:18 - 11933 commenti

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Dopo Michael Moore anche Gus Van Sant si occupa della strage in un liceo americano. Elephant è una riflessione sulla quotidianità (ed anche banalità) del male, realizzata in stile assolutamente (e volontariamente) impersonale e documentaristico. E' proprio questo il pregio ma anche il limite principale dell'opera. L'impersonalità e la freddezza portano a zero il coinvolgimento emotivo dello spettatore producendo una sensazione di vuoto e di noia.

Giapo 27/01/09 14:44 - 242 commenti

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Ringrazio Van Sant per l'abbondante lezione di cinema, adesso ho capito BENE cos'è un piano sequenza, ma seguire nuche di studenti attraverso i locali di una scuola non fa per me, grazie mille lo stesso. Un film di una noia inenarrabile che non mi ha saputo svegliare nemmeno al momento del cosiddetto "sconvolgente" finale, probabilmente perché ormai ero esausto. Se lo becco giuro che mi vendico facendogli sorbire il filmato delle mie vacanze. In pieno stile documentaristico, naturalmente.

Magnetti 29/01/09 18:51 - 1103 commenti

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"Elephant", sebbene noioso, ha spunti interessanti: la noia che trasuda dalla pellicola (fatto indiscutibile) è quella che prova un ragazzo cresciuto pensando di avere tutto pur sapendo di non avere nulla e che quando lo capisce definitivamente cerca di uscire dal suo coma vitale facendo una strage. Van Sant non riprende dei fatti ma mette nei nostri occhi il punto di vista di giovani abulici, astenici e apatici: come se ci prestasse i loro occhi. E il risultato, da questo punto di vista, è devastante.

Renato 2/03/09 21:37 - 1648 commenti

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Un ottimo film, che affronta da un punto di vista inusuale un tremendo fatto di cronaca di cui si parlò molto all'epoca, che costò 15 morti e numerosi feriti. Tutto è funzionale, dalle lunghe carrellate che seguono gli studenti per i corridoi della high school alla musica classica in colonna sonora. Del resto, se quella tragedia fu originata dalla noia della vita quotidiana, perché non renderne partecipi gli spettatori, facendo finta che nulla di importante stia accadendo? A suo modo, un film geniale.

Rebis 1/03/09 14:01 - 2203 commenti

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Paralisi temporale che monta la tensione narrativa per accumulo ipertrofico - potenzialmente infinito - di brevi circuiti narrativi, precipita ineluttabilmente i personaggi coinvolti alle soglie di una violenza che si sprigiona con banale e terrifica lucidità. La dilatazione del tempo insignificante che precede il dispiegarsi insolubile dell'orrore - attraverso l'addizione di pedinamenti, dettagli, relazioni - catapulta lo spettatore in una spaesante attesa, dove l'incombenza pachidermia del male è rafforzata dall'annientamento di qualsiasi psicologismo. Implacabile.
MEMORABILE: In alto, il cielo che scorre...

Cotola 2/03/09 22:38 - 8448 commenti

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Film sperimentale e coragiosissimo, fuori dalle mode e privo, cosa meritevolissima, di spiegazioni di qualsiasi tipo. La macchina da presa riprende con occhio impassibile l'orrore che sgorga dal quotidiano e che si scatena improvviso e terribile. Van Sant vola alto e dà vita ad un film di grande valore. Difficile e per questo motivo non per tutti i gusti.

Ciavazzaro 25/04/09 12:14 - 4774 commenti

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Tratto da un sanguinoso fatto di cronaca diventato tristemente famoso. Gus Van Sant ricostruisce la storia dei due killer con dovizia di particolari, analizzando anche le storie dei personaggi secondari. Buoni guizzi registici in puro Van Sant style, azzeccata scelta delle musiche; attori non sempre ottimi, ma pazienza. Un buon film, senza dubbio.

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Giacomovie 30/06/09 14:12 - 1379 commenti

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Una freccia avvelenata che colpisce dritta l'obiettivo: la follia che cova dietro le più normali apparenze. Una prima parte ed oltre rarefatta, dove tutto scorre leggero ma è propedeutico ai 20 tragici minuti finali. Con qualche segnale di presagio (emblematica la scelta delle tetre tonalità della sonata "Al chiaro di luna" di Beethoven nei primi minuti). Gus Van Sant confeziona con bravura un gioiellino essenziale ed efficace, che è anche un invito alla riflessione sulle potenziali conseguenze del potere acquisito dalle nuove generazionii. ***

Homesick 26/09/09 09:46 - 5737 commenti

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Il vuoto esistenziale di una scolaresca americana è seguito da Gus von Saint con occhio pasoliniano per la scelta di impiegare non-attori e documentarne senza note eziologiche la quotidianità. I riferimenti ad eventi di cronaca sciaguratamente emulati (i fatti di Columbine nell’aprile 1999) si saldano con esempi cinematografici del passato, come la coppia omosessuale, nazistoide e assassina di Nodo alla gola e lo Slater stragista di Schegge di follia.

Tarabas 28/09/09 11:52 - 1857 commenti

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Un pomeriggio come tanti in una scuola che diventerà famosa, la Columbine High School. Camera fissa come certi sguardi, persi nel vuoto, senza soggettive perché non ci può essere identificazione con i personaggi del film, incrociando le prospettive per mostrare che il caso ha deciso il destino delle vittime e degli scampati, mostrando adulti assenti che non vengono quasi nemmeno inquadrati. Così Van Sant porta gli spettatori dentro una storia senza trama, senza motivi, esattamente come il fatto cui è ispirata, guardando dentro l'abisso.

Belfagor 16/01/10 10:40 - 2660 commenti

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Questo film è un'arma a doppio taglio: se da una parte riesce ad affrontare il problema della violenza in termini innovativi e sperimentali, dall'altro non riesce completamente a far breccia nello spettatore, che rischia di rimanere troppo distaccato dagli eventi portati sulla pellicola. Cos'è, dunque? Un ardito passo in avanti o una boiata d'autore? Metterò il voto medio e lascerò alle visioni future l'ardua sentenza. **!

Animalo 11/04/10 14:54 - 31 commenti

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Interessante la scelta di far improvvisare i giovani attori su un canovaccio, purtroppo fa annoiare in molti punti, forse è l'effetto che si vuole ottenere: una normale ruotine con relazioni per poi arrivare alla "sorpresa" finale. Il ritmo è inoltre cadenzato dal primo tempo del "chiaro di luna di Beethoven" che non aiuta nella "digestione" del film.

Pigro 9/05/10 08:59 - 8919 commenti

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Una giornata in un liceo, culminata in una strage ispirata a quella di Columbine. Il regista rinuncia al racconto drammatico e all'indagine sociale: non gli interessa l'emozione né le motivazioni. Il suo è lo sguardo ossessivo di chi assiste a un gelido rituale, inspiegabile dalla ragione, e quindi descrivibile solo attraverso l'ossessione della cinepresa che, alla Gerry, insegue i primissimi piani dei ragazzi che vanno e vengono per i corridoi: normali e misteriosi al tempo stesso. Idea affascinante, ma all'atto pratico inconsistente.

Luchi78 6/08/10 10:07 - 1521 commenti

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Film sconcertante che tramite una regia fatta di lunghi piani sequenza trasmette l'esperienza di una strage inspiegabile. Interessante la presentazione che viene fatta dei vari studenti, come se Van Sant richiamasse l'attenzione sui piccoli particolari della vita quotidiana che contraddistinguono i singoli studenti e poi ci sottolinea i tratti di follia dei due protagonisti con richiami altrettanto velati, quasi come se tutto fosse "normale". Parte finale del film sconvolgente.

Nando 16/09/10 20:59 - 3670 commenti

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Lucidamente documentaristico, il film racconta in maniera rarefatta una strage in una scuola americana compiuta da due allievi. L'intraspezione psicologica interessa molti interpreti della pellicola, ed al regista interessa più questo tipo di analisi che il provocare emozione o sdegno nello spettatore. Originale nella sua lentezza.

Mdmaster 25/10/10 09:47 - 802 commenti

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Van Sant ci mostra una giornata tipo di un qualsiasi studente americano. È per questo che succedono le stragi, vorrebbe dirci. In effetti la noia che trapela dalla pellicola è palpabile, lo spettatore pure avrebbe una discreta voglia d'imbracciare un'arma al termine di Elephant. Insomma Gus ci dice che "lui può", mentre altri non potrebbero, fare un'opera di questo tipo. La cosa ci riempie di gioia e ci ricorderemo senz'altro di non sprecare mai più tempo con roba del genere. Più inutile del remake di Psycho? Forse sì.

Buiomega71 18/12/10 13:13 - 2673 commenti

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Sicuramente sono ignorante io sul cosidetto "bel cinema", ma questa sonora bufala, perhchè di bufala si tratta, è tra le cose più noiose, fastidiose e arroganti che abbia mai visto. Zeppo di luoghi comuni: la ragazza carina ma bulimica, l'emarginata bruttarella e grassoccia, i media come fonte di "devianza", il tutto supportato da un fastidiosissimo piano sequenza per l'intero film e sembra dire, il sopravvalutatissimo Van Sant, "quanto sono bravo"; io direi snob, più che altro. Ridatemi le "porcherie" di Larry Clark.
MEMORABILE: La ragazza bulimica che vomita nei bagni della scuola.

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Tnex 17/12/10 10:27 - 62 commenti

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La normalità di una giornata qualunque in una qualunque scuola americana che il regista ci mostra con lentezza e fissità voyeuristica. E dietro la vernice, l'orrore di una strage degli innocenti. Opera quasi fotografica, una "natura morta" asfittica, gelida e apocalittica fatta di bei volti adolescenziali, prati verdi ed anonimi corridoi. Non c'è una trama, non ci sono quasi attori ma comparse che fanno tenerezza nella loro indecifrabilità. Dopo tutto un film originale.

Greymouser 14/06/11 17:44 - 1458 commenti

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Una scelta registica discutibile ma coraggiosa, quella di riprendere l'orrore del male senza senso come fosse un documentario del National Geographic. Ciò consente a Van Sant di mostrare in pieno la totale anaffettività di un certo tipo di adolescenza, che si nutre - a seconda dei casi - o di futili miti consumistici o, peggio ancora, di terribili e oscure idealità di morte. L'effetto è straniante, la visione gelida, la strage di vite è automatica conseguenza della strage di emozioni.

Rullo 7/08/11 00:38 - 388 commenti

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Van Sant dirige una comune, ombrosa, giornata americana, scegliendo un taglio quasi documentaristico. La camera a seguire dei personaggi, che grazie al montaggio con sbalzi temporali, intreccia tutti i protagonisti legandoci un po' alle loro vite, se vogliamo, noiose. Si interrompe tutto verso la fine quando avviene il clou della storia, con l'inizio degli spari e dello scorrere del sangue. Si prova empatia con gli studenti anche nel loro silenzio (il personaggio di Benny). Silenzio talvolta accompagnato da famose composizioni in piano.

Mickes2 3/08/11 21:11 - 1669 commenti

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La tragedia che prende forma in un giorno come tanti. Van Sant sceglie il silenzio, pedina con fare rispettoso ed accurato, attraverso lunghi piani sequenza i suoi studenti per i corridoi della Columbine. Scruta un'atmosfera, destruttura il piano temporale sovrapponendo gli istanti e facendoceli vivere da più prospettive; avanza come un elefante, lento e inesorabile, passo dopo passo, verso un ineluttabile destino, addosso all’orrore inspiegabile, quello più ambiguo e criptico che non si può capire e che forse fa ancora più paura.
MEMORABILE: L'incipit, inquadrando il cielo, le nuvole che scorrono.

Didda23 4/05/12 20:25 - 2360 commenti

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Van Sant, evitando qualsivoglia didascalia o spiegazione, racconta con accurata eleganza formale una delle pagine più tristi e inspiegabili della storia statunitense. L'abbandono della finzione per un più funzionale iper-realismo, evidenziato dalla recitazione improvvisata dei giovani attori, è una scelta meritevole di complimenti. Le diverse prospettive e i lunghi piano sequenza non si limitano a meri elementi tecnici. Notevole il contrasto fra la placidità del tema musicale e l'efferato omicidio di massa.

Saintgifts 4/07/13 00:36 - 4098 commenti

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L'elefante è lì, bello grande, tutti lo vedono ma nessuno ne parla. L'operatore e la MDP sono invisibili, riprendono la quotidianità di una scuola. Ci fanno conoscere alcuni studenti chiave per nome e, attorno a un nucleo temporale, anche diversi punti di vista dove cambia il protagonista ma non la scena. Nessuno recita, è solo vita, semplice e noiosa vita. Poi i veri protagonisti, amici e amanti che hanno deciso di "divertirsi". L'elefante comincia a muoversi, finalmente considerato, e la sua mole crea grossi danni, ma ormai è troppo tardi.

Daniela 22/07/13 09:11 - 11777 commenti

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Oggetto del contemporaneo bel documentario di Moore, il massacro della Columbine High School ispira questo film con chiare aspirazioni autoriale, il cui la banalità del male si traduce in banalità della rappresentazione: riprese da candid camera con personaggi ripresi di spalle mentre camminano negli ampi corridoi, dialoghi casuali, reply ripetuti di eventi insignificanti. Risultato: empatia zero, emozioni idem. Voluto? Certamente, non è la prima volta che una materia calda viene trattata in modo freddo, ma qui la freddezza dello sguardo registico produce indifferenza e noia nello spettatore.

Pinhead80 20/07/15 10:53 - 4338 commenti

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Strage di Columbine. Van Sant decide di rappresentarla riproducendo la vita dei ragazzi coinvolti nella strage e degli stessi killer. Per fare questo utilizza attori non professionisti liberi di dialogare a piacimento. I lunghi corridoi della scuola attraversati e alcuni dialoghi portano a provare un vero senso di vuoto difficile da spiegare. La scena in cui i killer ricevono a casa le armi ordinate via internet lascia basiti. Una scelta particolare quella fatta da Van Sant per raccontare un gesto folle.

Deepred89 29/09/15 02:39 - 3535 commenti

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Ben girato, ma il vuoto, seppur ricercato, rimane tale e tra una candid camera tra i corridoi e l'altra il vago senso di attesa che si riesce a creare nasce dal fatto che, bene o male, tutti sappiamo dove si andrà a parare e così mentre la sceneggiatura vaga nel nulla cosmico ci si arrovella sul come, il quando e il chi. L'ultima parte tutto sommato non delude e, pur senza eccedere dal punto di vista grafico, rende con credibilità certi momenti e certe situazioni. Tedioso ma - a patto di scegliere la via dello spoiler - curioso.

Metuant 1/10/15 08:37 - 455 commenti

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Difficile valutare con precisione questo film. Da una parte abbiamo una pellicola che, pur non essendo troppo lunga, ha un ritmo quasi inesistente per quasi tutta la sua durata, rendendola quindi pesante; dall'altra invece c'è l'attesa per quella che sarà la parte finale, dove la storia entrerà nel suo terribile epilogo peraltro ottimamente girato e interpretato senza spettacolarizzazioni o esagerazioni di sorta. Sembra quasi di vedere un documentario o un found footage, però convince.
MEMORABILE: La sequenza finale; La "conta".

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Lou 18/05/16 23:25 - 1087 commenti

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Per trasmettere allo spettatore il nichilismo e la vacuità alla radice di una folle azione come quella della strage di Columbine del 1999 Van Sant sceglie una struttura narrativa asciutta e documentaristica, che ritrae le normali (e noiose) attività svolte nella scuola in tempi sovrapposti e con soggettive diverse. Tutto è funzionale a creare un tempo sospeso di angosciosa attesa che porta al massacro finale. L'effetto è sicuramente spiazzante e destabilizzante, ma l'approccio rivela un ricercato intento di distinzione d'autore.

Paulaster 15/12/16 11:10 - 3767 commenti

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Descrizione asettica della mattina di un giorno da cani alla Columbine High School. Van Sant non giudica e si mette alle spalle dei ragazzi nella loro quotidianità mescolando le carte e le microstorie per dare coralità, anche se ogni tanto gira a vuoto. Quando l'attenzione si rivolge ai due assassini il film diventa invece claustrofobico e colmo di livore. Nella breve durata ci si aspettava più profondità o narrazione di maggiori particolari esistenziali.
MEMORABILE: Il dito medio rivolto allo spartito; In negativo: il padre ubriaco la mattina che centra un'altra auto.

Magi94 21/11/17 17:22 - 852 commenti

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Gus Van Sant sceglie di girare con stampo documentaristico, seguendo i personaggi con lunghi piani sequenza che ne inquadrano la schiena come se fosse in un videogioco in prima persona. Ritmo in tempo reale, stile asettico e coraggioso ma in ultima analisi non riuscito: la breve durata non salva dalla noia se non letteralmente in cinque momenti del risaputo finale (l'intera parte iniziale appare quasi superflua) e la caratterizzazione di ogni studente paga troppi stereotipi non analizzati. Interessante e disturbante, ma nulla più.

Capannelle 9/03/18 23:40 - 4105 commenti

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Volutamente girato con stile freddo e distaccato, quasi a simboleggiare il vuoto esistenziale di chi ha realizzato siffatta strage, vuole tentare una strada molto personale alla rappresentazione del male, ma giunti ai titoli di coda ti poni la domanda: cosa guardo adesso per dare un senso alla serata? Cioè alla fine lascia più senso di artefatto e limitato che di vera opera filmica. Qualche nota classica e sguardo indolente non bastano a nobilitarlo.

Bubobubo 1/01/19 15:33 - 1758 commenti

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Crudo, intenso e antiretorico. Lo sguardo vansantiano sulle adolescenze problematiche questa volta coinvolge la drammatica strage della Columbine: ne osserviamo la preparazione, lo svilupparsi di un'ambigua relazione fra le due menti, poi la messa in atto, da una prospettiva che si frantuma nei mille punti di vista (motori, sensoriali, psicologici) dei partecipanti (consapevoli o meno) alla scena del crimine. Ghiaccia il sangue nelle vene, anche per la mancanza di qualsiasi spiegazione che possa giustificare quanto successo.

Enzus79 13/10/21 22:01 - 2394 commenti

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Liberamente ispirato ai terribili fatti della Columbine High School. Il film si svolge sotto più punti di vista, e questo lo rende verosimilmente alienante. I ritmi bassi non appesantiscono l'evoluzione della storia. Intelligenti i continui riferimenti con la natura e i colori. Gus Van Sant risulta ancora una volta un ottimo cantore della gioventù disaffezionata dalla realtà. Eccellente la fotografia.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Franci90 • 30/05/10 23:24
    Disoccupato - 36 interventi
    Il film, quando vinse la Palma D'Oro al Festival di Cannes nel 2003, vinse anche il Premio per la miglior regia. La giuria del Festival dovette chiedere una deroga speciale per far sì che il film ricevesse entrambi i premi poichè il regolamento vieta che uno stesso film possa ricevere tutti e due i titoli.