Gerry

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Titolo originale: Gerry
Anno: 2002
Genere: drammatico (colore)
Note: Sceneggiatura e Soggetto: Gus Van Sant. Mai uscito in Italia.
Numero commenti presenti: 11

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/01/09 DAL BENEMERITO BRAINIAC
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Brainiac 15/01/09 18:58 - 1083 commenti

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Prima di Last Days ed Elephant Gerry apre la "trilogia della morte". Narra la vicenda di due amici, omonimi, che si perdono durante un'escursione in una zona desertica. Matt Damon, quello più aggressivo, da subito incolpa velatamente l'amico (e d'altronde il tutto può leggersi come la dolorosa cronaca del consumarsi di un'amicizia). Se avete apprezzato i lenti pedinamenti degli studenti di Columbine e di Cobain, sapete cosa aspettarvi: la mano è quella, ma questa volta gli scenari sono da brivido. Spesso si usa a spoposito, ma questa volta no, il termine giusto è: ipnotico. E cult. Ipnotico, e cult.
MEMORABILE: Gerry (Casey Affleck), deve decidere se lanciarsi da una roccia.

Lucius 11/11/10 02:46 - 2819 commenti

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Due amici in cerca di qualcosa si perdono in una zona desertica. Il regista mostra grande abilità nell'esprimere, attraverso dei paesaggi mozzafiato, gli stati d'animo dei due protagonisti (De Santis era uno dei pochi registi in grado di saperlo fare). Un viaggio fisico ma anche interiore, in sintesi un perdersi dentro, in grado di trasmettere agli spettatori un forte disagio che è anche legato alla fine della amicizia. Un film sussurrato, in stile Il fantasma, dove più che le parole contano le immagini. Silenzioso ma in grado di scuotere dentro.

Luchi78 10/05/11 17:15 - 1521 commenti

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Purtroppo per Van Sant anche la sperimentazione ha un limite. Rappresentare un sentimento (l'amicizia tra i due protagonisti) tramite lunghi silenzi, dilatando i tempi sulle inquadrature dei paesaggi, vivendo l'esperienza in real-time, può funzionare ma non ci può essere solo quello. A questo punto il film poteva essere sceneggiato durante un pasto frugale, o in una partita di calcetto, o in una passeggiata al mare. Secondo me è pesantemente incompleto.

Mickes2 5/06/11 14:09 - 1668 commenti

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La storia di un’amicizia che pian piano si affievolisce, un viaggio che analizza l’anima, le angosce, le paure, gli errori, i rimpianti. Straordinari ed interminabili piani-sequenza immersi nella natura selvaggia, magnifici scenari desertici che accompagnano, passo dopo passo, collina dopo collina, un senso indecifrabile di assoluta disillusione, scoraggiamento, voglia di piangere e disperarsi. Con stile asciutto ed essenziale Van Sant ci conduce in questo interminabile vagare scandagliando l’anima e affrontando temi importanti. Grandissimo.
MEMORABILE: La penultima e l'ultima scena.

Cotola 7/08/11 20:15 - 7634 commenti

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La gita di due amici nel deserto, rischia di trasformarsi in tragedia. I temi del viaggio e della ricerca, vengono affrontati in modo "estremo" che può facilmente sconcertare: lunghi piani sequenza e dialoghi scarni. Significati? Nessuna risposta certa e spazio aperto a diverse interpretazioni. C'è di che fare impazzire quelli che cercano a tutti i costi storie narrative e ciarliere in cui tutto ha una spiegazione ed ogni fatto è una logica conseguenza di quello precedente. Primo capitolo della trilogia della morte.

Pigro 9/07/13 09:17 - 7922 commenti

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Nel quasi-mezzo del cammin di nostra vita ci ritrovammo in un deserto oscuro ché la diritta via era smarrita. Ma non c’è salvezza nell’allegoria del Pollicino-Gerry diviso in due, che con spavalda innocenza aggredisce il mondo; e questo non è un poema edificante, ma un’elegia impressionistica per lo smarrito vagabondare della nostra adolescenza in cerca di sé. Un film ipnotico, dalle lunghe riprese alla Tarr (ringraziato nei credits) di camminate e vasti paesaggi bradi, fino a una citazione di Greed, ma dove l’atto estremo mima un amplesso.

Saintgifts 9/07/13 16:45 - 4098 commenti

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Prima ci si chiede perché mai due giovani sicuramente intelligenti debbano essere così sprovveduti, poi: ma come andrà a finire? Dopo non molto si scopre che tutt'altre cose si vogliono dire. Lo sperdersi, il contatto uomo natura selvaggia, è solo lo scenario per molteplici riflessioni. Riflessioni che Van Sant lascia tutto il tempo di elaborare, mostrandoci paesaggi tremendi e affascinanti, con suoni e musiche che amplificano i sentimenti dei protagonisti fino al punto di farli diventare nostri. Il finale lascia spazio a molteplici conclusioni.
MEMORABILE: I dialoghi; La fotografia.

Daniela 7/06/14 10:02 - 9661 commenti

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In gita verso una meta imprecisata, due uomini smarriscono il sentiero e si perdono nel vuoto di un paesaggio alieno. Gus Van Sant prosciuga al massimo i dialoghi, affidando alla tecnica il compito di replicare nello spettatore il senso di smarrimento e di stanchezza dei protagonisti, alternando riprese in campo lungo con altre, di durata quasi insostenibile, attaccate ai volti in movimento, ai corpi che marciano a piccoli passi estenuati. Il risultato può anche irritare per l'inesplicabilità di certi passaggi, ma è notevole, originale, capace di trasmettere un disagio quasi fisico.
MEMORABILE: la lunghissima sequenza di marcia notturna nel deserto bianco

Kinodrop 12/12/14 17:20 - 1604 commenti

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Se si perde di vista il senso del reale dal quale ogni significato più avanzato deve scaturire, si rischia il non senso al limite dell'incomunicabilità. Sommare metafore a metafora equivale a svuotare i significati. E' il caso del primo capitolo della trilogia di Van Sant, che richiede uno sforzo immane quanto sterile per condividere il gioco, ben confezionato magari, (ma quante lungaggini e quante inutili "sentieri") degni del più altezzoso Antonioni. Tematiche già ampiamente affrontate dal cinema; non bastano fotografia e bei paesaggi.
MEMORABILE: Il terribile inizio con musica da clinica neurologica; Il delirante monologo intorno al fuoco.

Paulaster 2/05/18 11:11 - 2871 commenti

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Coppia di ragazzi si perde in un’escursione nel deserto. Ambientazione che diventa man mano sempre più ostile, non tanto nella durezza quanto nel perdere i punti di riferimento e le conseguenti energie. Spaesamento e alienazione per un senso dell’amicizia sospeso nelle ultime inquadrature. Si può spaziare nelle congetture, ma sembra più una gita andata a male. Affleck meglio di Damon. Interessante ma faticoso per la lentezza.
MEMORABILE: L’arrivo delle nubi notturne; Il miraggio; La distesa di sale.

Cinecologo 7/05/18 01:08 - 46 commenti

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Prima tappa del percorso di riflessione di Van Sant intorno al tema della morte: una trilogia (quadri- se consideriamo anche Paranoid Park) che, per levatura formale e contenutistica, ha pochi eguali nella storia del cinema. Se in Gerry due sono i protagonisti, il nome non può che essere unico, giacché l'opera è metafora archetipica: viaggio iniziatico verso l'adultità, nel cui spazio solo una scelta è possibile per poter crescere (o sopravvivere): sacrificare il puer che è in noi.
MEMORABILE: L'intro sulle note di Arvo Paart; L'ermetico dialogo intorno al fuoco, che pare di leggere Borges o Beckett; L'ultima, lunghissima, camminata.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Brainiac • 22/08/10 21:42
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    Per invogliare partnership economiche ed ottenere il copyright del film (che ha una struttura davvero sperimentale e dallo script davvero esiguo), Van Sant scrisse una sceneggiatura falsa.
    In realtà molte delle scene vennero improvvisate dagli attori durante le riprese.

    Fonte: SPLICEDwire.
    http://splicedwire.com/03features/gvansant.html
  • Curiosità Brainiac • 22/08/10 22:11
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    Il film sembra ispirato alla vicenda di David Coughlin, morto in circostanze ancora non del tutto chiare dopo essersi perso (insieme ad un amico) nel Rattlesnake Canyon in New Mexico.

    Ps: Se avete intenzione di vedere il film vi consiglierei, causa spoiler, di non approfondire la curiosità che vi ho appena sottoposto (Fonte: Wikipedia).
  • Curiosità Brainiac • 22/08/10 22:20
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    Sembra che il nome (Gerry) di entrambi i protagonisti nel film sia un'in-joke nato fra gli attori, i quali, dopo aver visto una vecchia foto di un cantante lounge lungo-crinito cominciarono a chiamrsi vicendevolmente così.

    Fonte: http://www.geraldpeary.com/interviews/stuv/van-sant.html
  • Discussione Mickes2 • 6/06/11 13:57
    Portaborse - 335 interventi
    film strepitoso!!! il cinema di Van Sant lo sento mio al 100%.

    capisco benissimo il voto massimo di Brainiac.
  • Discussione Galbo • 6/06/11 16:39
    Gran Burattinaio - 3777 interventi
    Si può trovare da qualche parte questo film ? mi risulta non sia mai uscito in italia.
  • Discussione Mickes2 • 6/06/11 17:03
    Portaborse - 335 interventi
    Galbo ebbe a dire:
    Si può trovare da qualche parte questo film ? mi risulta non sia mai uscito in italia.

    è così purtroppo. si trova ovviamente in home-video in UK o USA senza doppiaggio.

    diversamente, bisogna appellarsi ai "sistemi alternativi"
  • Discussione Brainiac • 6/06/11 22:13
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    Mickes2 ebbe a dire:
    film strepitoso!!! il cinema di Van Sant lo sento mio al 100%.

    capisco benissimo il voto massimo di Brainiac.


    grande mickes, per me è nella top ten degli anni '00!

    @galbo: è uno scandalo che non sia mai stato edito, ma confermo le solite vie traverse...
  • Discussione Mickes2 • 6/06/11 23:22
    Portaborse - 335 interventi
    Brainiac ebbe a dire:
    Mickes2 ebbe a dire:
    film strepitoso!!! il cinema di Van Sant lo sento mio al 100%.

    capisco benissimo il voto massimo di Brainiac.


    grande mickes, per me è nella top ten degli anni '00!

    @galbo: è uno scandalo che non sia mai stato edito, ma confermo le solite vie traverse...


    anche per me ci potrebbe seriamente rientrare!

    cmq leggo sempre con molto interesse i tuoi commenti! trovo davvero clamoroso quello di Enter the void! :D
  • Discussione Pigro • 9/07/13 09:20
    Consigliere avanzato - 1493 interventi
    C'è una inesattezza nel commento di Brainiac: questo film non "chiude la trilogia della morte", come scrive nel commento, ma semmai la apre, visto che è il primo e che "Last days" e "Elephant" sono venuti dopo.
  • Discussione Zender • 9/07/13 14:05
    Consigliere - 43744 interventi
    Corretto, grazie.