L'ultima ora

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Titolo originale: L'heure de la sortie
Anno: 2018
Genere: thriller (colore)
Note: Soggetto tratto dal romanzo omonimo scritto da Christophe Dufossé pubblicato nel 2002.
Numero commenti presenti: 10
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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/07/19 DAL BENEMERITO COTOLA
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Cotola 26/07/19 09:47 - 7811 commenti

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Un supplente finisce in una classe d'elité dopo che il precedente collega aveva tentato il suicidio: il rapporto coi ragazzi sarà molto difficile e riserverà non poche sorprese. Notevole opera prima, interessante e dalla regia semplice, sobria e senza fronzoli. Ma la riuscita del film è soprattutto merito di una bella sceneggiatura (dello stesso regista) che sa creare una tensione crescente che si mantiene alta fino alla fine, coinvolgendo lo spettatore. Riuscita anche la colonna sonora. Il film mette anche sul tavolo temi importanti ma è gustoso anche solo come film di genere.

Daniela 27/01/20 08:14 - 10140 commenti

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Chiamato a sostituire un collega dopo che questi ha tentato il suicidio, un supplente scopre che alcuni tra i più dotati allievi della sua classe si comportano in modo non conforme alla loro età e praticano segretamente rituali sado-masochistici... Originale thriller di ambientazione scolastica in cui, nascosta dietro riflessi fanta-horror alla Villaggio dei dannati, emerge una visione inquietante del futuro che trova nella raggelante sequenza conclusiva la sua rappresentazione plastica. Regia asciutta, tensione costante sostenuta da una magnetica colonna sonora, cast in parte.

Galbo 25/01/20 16:05 - 11577 commenti

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In apparenza un film su una classe di allievi più dotati della media, in realtà un efficace thriller psicologico (con una forte componente ecologista) su un gruppo di personalità disturbate (o apparentemente tali), e su un docente che attraversa un percorso di stress emotivo e di paranoia. Ben scritto, interpretato e diretto, un film dalla tensione crescente ben sottolineata da una colonna sonora ipnotica. Efficace finale all'insegna del pessimismo.

Kinodrop 3/02/20 20:01 - 1805 commenti

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Un supplente ancora laureando si ritrova a "combattere" con una classe di "studenti modello" concentrati sul proprio ego e sul disprezzo e sul rifiuto degli altri. Alcune inquietanti circostanze daranno l'avvio a un thriller dai connotati morbosi tra ecologismo intransigente e rituali crudeli. Inizia con una buona dose di suspense e un'atmosfera ambigua e coinvolgente che purtroppo alla lunga non regge per alcune inutili digressioni, compreso il finale "futuribile". Restano comunque una buona sceneggiatura, la prova attoriale di Lafitte e la OST.
MEMORABILE: Le indisponenti facce dei sei "genietti"; La collezione dei DVD ecologisti; Le insopportabili esibizioni del coro; I riti.

Capannelle 25/10/20 01:25 - 3842 commenti

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Il professore contro il gruppetto di ragazzi: qual è il confine tra realtà e paranoia, chi ha le armi giuste per prevalere? Lafitte nel ruolo del professore è molto bravo, la sceneggiatura lo assiste almeno per la prima parte del racconto ma al momento di tirare le somme si perde il capitale accumulato tra confronti esagerati e un finale che non soddisfa granché. La regia è volutamente senza fronzoli ma attenta ai caratteri e con la sua personalità; tuttavia qualcosa in più si poteva osare.

Cinecologo 23/11/20 15:20 - 49 commenti

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Greta Thunberg incontra i Sex Pistols di "No future". Di fronte all'imminenza della catastrofe, la folle consapevolezza delle nuove generazioni matura un nichilismo post-moderno: non urlato ma trattenuto, silenziosamente e arrendevolmente autolesionistico. Così questi giovani crescono in un ambiente in cui la morte si respira già dalla prima inquadratura (di animali impagliati), in cui l'adultità si dimostra peterpanesca quando non totalmente folle, in cui l'angoscia è la quotidiana sirena di esercitazioni antiterroristiche. Peccato per il finale: troppo didascalico e moralistico.

Giùan 23/12/20 07:32 - 3245 commenti

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Pur muovendosi fin troppo ostentatamente entro canoni e stilemi classici, per usar un eufemismo (il prof "straniero" immerso in una situazione incomprensibile, i suoi turbamenti di coscienza che ne caratterizzano la poca credibilità dei convincimenti...), il film di Marnier ha il merito di ciurlar nel manico, in maniera certo disordinata ma coinvolgente, di alcune contemporanee ossessioni (non solo) adolescenziali, tra l'inflessibile e l'intollerabile. Lo fa attraverso il punto di vista azzeccato di un 40enne incapace di far i conti con sé stesso e i suoi dubbi (convincente Lafitte).
MEMORABILE: L'altero sguardo di Luana Bajrami.

Anthonyvm 7/02/21 01:33 - 2558 commenti

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Inizia come un remake di Morte di un professore coi ragazzi de Il villaggio dei dannati in età puberale, poi, serpeggiando lungo vie filo-horror e angosciose (le infestazioni di scarafaggi, le telefonate misteriose con pianti muliebri, i video di catastrofi e suicidi), il film dipinge uno scenario sempre più nichilista (quando non apocalittico), trasformandosi in un grido di denuncia misantropico-ecologista che nega ogni speranza. Forse poteva durare dieci minuti di meno (si esagera coi canti di gruppo) e nella seconda parte il didascalismo eccede, ma il finale arriva ben centrato.
MEMORABILE: I filmati di mattatoi e dei jumper dell'11 settembre; Le prove di resistenza al dolore; La ragazza "cellofanata" nella piscina; La corsa in pullman.

Pigro 25/02/21 14:34 - 8325 commenti

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I sei studenti modello, impenetrabili al mondo e alle emozioni, sono al contempo testimoni e messaggeri (angeli) dell’apocalisse imminente. Dalle inquietanti atmosfere del Villaggio dei dannati, passando per gli incubi di un Kafka ricorrente, e scivolando sulla visionarietà apologante di Shyamalan, ecco il lato oscuro dell’adolescenza che si riflette sul lato demoniaco del progresso umano non più sostenibile. Film forzato in molti passaggi ma magnetico e disturbante: non fa riflettere, ma annichilisce e spaventa.

Bubobubo 22/03/21 15:13 - 1406 commenti

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Se le colpe dei padri ricadranno sui figli, immaginarsi quelle dei neo -anta intrappolati in un limbo intergenerazionale senza chiare prospettive familiari e lavorative. Prendendo a pretesto il macrotema ecologico (comunque centrale nel finale apocalittico), Marnier realizza un cupo thriller hauntologico di (de)formazione in cui l'accettazione di sé, l'ansia esistenziale per i fisheriani futuri cancellati e le autorappresentazioni proiettate all'esterno si fondono in un blob di grande potenza espressiva. Un po' volitive le sole, abbozzate sottotrame sentimentali. In parte Lafitte.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Daniela • 26/01/20 21:15
    Gran Burattinaio - 5467 interventi
    Film disponibile sulla piattaforma Amazon Prime.
    Ultima modifica: 27/01/20 08:12 da Zender
  • Musiche Cinecologo • 23/11/20 18:07
    Galoppino - 28 interventi
    Uscita l'OST by Zombie Zombie. Ascoltabile qua.
    i brani Free Money e Pissing in a River contenuti nella colonna sonora sono riprese di omonimi e bellissimi pezzi di Patty Smith
    Ultima modifica: 24/11/20 15:05 da Cinecologo