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Villaggio dei dannati

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Village of the damned
Anno: 1995
Genere: fantascienza (colore)
Note: Aka "Il villaggio dei dannati". Remake del film omonimo del 1960
Papiro: cartaceo

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Undying 3/09/07 23:26 - 3813 commenti

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Incidente di percorso per Carpenter, che porta sullo schermo (come già aveva fatto con La Cosa, ottenendo ben altro risultato) un soggetto molto meglio sviluppato nel film originale del 1960. La scarsa riuscita è forse da attribuire all'impostazione di tipo televisivo; tanto che, seppur presenti nel cast attori di un certo spessore (Christopher Reeve ad esempio), la storia non decolla mai finendo per conformarsi alla piattezza di un patinato prodotto privo di carattere e spessore. Manca il gore e manca, soprattutto, il taglio del regista.

Caesars 5/09/07 14:27 - 3392 commenti

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Se pensiamo a tutti i capolavori che ci ha regalato John Carpenter sembra impossibile che ci sia davvero lui dietro la macchina da presa di questo inutile remake del cult-movie di Wolf Rilla. Sembra un prodotto destinato alla televisione tanta è la piattezza che caraterizza la pellicola, non aiutato neammeno dalla prova degli attori, tutti piuttosto sottotono. Il film dovrebbe generare un alto livello di tensione, mentre riesce soltanto ad annoiare e ad intristire nel vedere malamente sprecato il talento di un grande autore.

Galbo 6/09/07 15:43 - 11904 commenti

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Probabilmente questo film Carpenter lo ha diretto perché aveva problemi economici (o doveva cambiare macchina); non è pensabile altrimenti che il grande regista americano fosse convinto di un film che non mostra in nessun momento alcun tocco personale e che potrebbe tranquillamente passare per un prodotto televisivo, di quelli che mandano durante l'estate per riempire il palinsesto. Il film è noioso, diretto senza convinzione ed interpretato da attori mediocri o svogliati.

Puppigallo 18/10/08 10:20 - 4911 commenti

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Inutile e ignobile remake di un classico già di per sè intoccabile. Gli attori adulti sono una pena (il povero Reeve è l'unico a barcamenarsi come può) e i bambini, che dovrebbero essere il pezzo forte (un gruppetto di teste bianche, che sembrano tutti figli di Marcello Lippi) non inquietano neanche un po', anzi, con sti occhi luminosi che variano dal rosso, al giallo, al verde danno più l'impressione di mini semafori ambulanti. L'aggravante poi è di aver voluto dare anche una spiegazione, con inserimento del bimbo semibuono (ma per piacere!). Carpenter che hai combinato.
MEMORABILE: La dottoressa, sotto l'influsso dei bambini, si opera con un bisturi aprendosi a partire dall'ombelico (non si vede nulla, ma almeno l'idea è buona).

Daniela 17/04/09 09:12 - 11655 commenti

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Probabilmente il peggior film di Carpenter (regista che pure adoro), certo quello più impersonale. Da un piccolo gioiello in bianco e nero, un remake inutile che fallisce pure sul piano strettamente spettacolare, dominato da un'estetica para-televisiva. Gli effetti speciali, quasi inesistenti nel film di Rilla, qui ci sono ma improntati alla mediocrità che segna tutta la pellicola, mentre è meglio sorvolare sul cast: il confronto fra il povero Reeve e il superbo Sanders rischia di essere troppo impietoso per il primo.

Tomslick 8/09/09 12:14 - 205 commenti

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Inutile spreco di (pochi) mezzi. Dal confronto con l'originale inglese questo brutto remake esce con le ossa rotte: già dopo il primo tempo sta sotto dieci a zero e più si va avanti più la débacle è completa: l'ideona (sì, come no...) di "umanizzare" uno dei bambini non fa che peggiorare le cose. Stanco, impersonale, sciatto, amorfo. La stima (motivo del mezzo pallino in più) che si ha verso Carpenter impone di far finta di non aver visto nulla...

Homesick 1/08/10 17:33 - 5737 commenti

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Remake dell'omonima pellicola del 1960, ne spegne il senso di terrore cosmico e l'atmosfera di angoscia perenne entro una confezione da fantascienza televisiva e ossequiosa al politically-correct (il capo branco è femmina e uno dei bambini possiede improbabili slanci d'umanità). Il tocco di Carpenter si intravede a stento nelle carrellate iniziali, nella paresi collettiva durante l'ingravidamento alieno e nelle musiche da lui stesso composte. Come telefilm sarebbe ok, ma come cinema è ben sotto la sufficienza.

Nando 26/08/12 14:54 - 3654 commenti

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Filmettino fantascientifico provvisto di firma autorevole ma che all'atto pratico mostra una narrazione da telefilm anni 70 con effetti speciali deprimenti e uno sviluppo narrativo scontato. L'inserimento del bimbo buono cerca il lato emozionale, ma purtroppo peggiora il tutto. Cast anonimo nonostante Reeve, che comunque non è mai stato un grande attore.

Von Leppe 29/04/14 13:32 - 1149 commenti

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Il punto debole sono proprio i bambini, che risultano troppo finti con i capelli bianchi dal taglio stereotipato (espediente che funzionava bene ai tempi del prototipo in bianco e nero). Sono anche poco inquietanti nel loro voler apparire gelidi, per via della scarsa recitazione. Remake che necessitava di trovate nuove e invece è una copia sbiadita dell'originale inglese. Non male comunque alcune scelte, tra le quali il finale.
MEMORABILE: L'embrione alieno.

Rebis 15/12/14 20:13 - 2193 commenti

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Con un gioiellino della fantascienza d'antan tra le mani di John Carpenter, era lecito far lievitare l'aspettativa. Ma se La cosa sfondava il fronte materico facendo dell'innovazione effettistica tutt'uno con quella concettuale, Il villaggio è un riadattamento meccanico e inoffensivo, privo d'ispirazione, fastidiosamente demodé - a partire dall'aspetto dei pargoli - le cui rare intuizioni (il bimbo che sviluppa affettività è quello che ha subìto una perdita, il fanatismo religioso) restano teoriche e irrisolte. Ridicolo e criptocattolico il visto di censura italiano (V.M.18). Cast da eutanasia.

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Almicione 19/11/15 01:50 - 765 commenti

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Il genere horror è oggi molto ripetitivo e sfrutta i soliti quattro esemplari di successo. Nel 1995, però, c'era ancora chi tirava fuori qualcosa di nuovo o ripescava qualcos'altro di buono dal passato. Carpenter è un maestro della tensione e sfrutta in modo sagace ed essenziale gli elementi giusti: un evento inspiegabile in una cittadina isolata; il fenomeno ancestrale del concepimento e della maternità; la ripercussioni bioetiche e le reazioni sociali. Ne esce fuori un film godibile, nonostante le numerose pecche, da Reeve agli FX.

Taxius 30/01/16 14:15 - 1652 commenti

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Film di stampo televisivo di un Carpenter poco ispirato e in declino artistico. Il limitato budget si vede tutto e nonostante il nutrito cast c'è veramente poco da salvare (giusto il povero Christopher Reeve si eleva almeno un po' dalla mediocrità generale). I bambini malefici, che dovevano essere il punto forte del film, si rivelano piatti e ridicoli. Visto il regista ci si aspettava un po' di violenza e/o azione, ma niente.

Jena 4/05/16 18:12 - 1390 commenti

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Sicuramente uno dei risultati più mediocri di un Carpenter avviato al declino (e purtroppo farà ben di peggio in seguito). Trama banalotta e scontata (tutto è talmente ovvio), bella sfilata di attori che però sembrano poco convinti (tra cui anche Mark "Skywalker" Hamill), effetti speciali così così, scarsa tensione (!) Forse a Carpenter interessava la critica politica all'omologazione cui deve ribellarsi il singolo, ma il film sembra fuori tempo massimo. Rimane solo un po' di atmosfera dovuta alla non ancora tramontata grandezza del Maestro...

Belfagor 1/11/16 22:01 - 2658 commenti

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Se La cosa era stato un remake geniale, questo rifacimento del film di Rilla spiazza per la sua inutilità. Ogni punto forte del cinema di Carpenter è tristemente rivoltato: effetti speciali mediocri sia nella qualità che nell'utilizzo, futili spiegazioni al posto di un ben più efficace ignoto, ritmi e fotografia televisivi, l'irritante aggiunta del bambino redento come appiglio emotivo. Mezzo pallino solo per l'interpretazione di Reeve, l'unica con un minimo di pathos. Il punto più basso della carriera di Carpenter. Da dimenticare.

Mutaforme 14/11/16 01:04 - 404 commenti

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In questo remake di un vecchio film di fantascienza, Carpenter non riesce a trasmettere come vorrebbe il profondo senso di inquietudine che dovrebbe accompagnare la discesa dei bizzarri bambini alieni discesi sulla terra. Ne esce un film guardabile ma incompiuto, un'opera che verrà tristemente ricordata per essere stato l'ultimo lavoro di Christopher Reeve prima dell'incidente che lo avrebbe paralizzato. Nel cast si segnala anche il redivivo Mark Hamill.

Vito 19/11/16 02:31 - 687 commenti

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Carpenter naturalmente aggiorna il classico del 1960 e trasporta l'azione dall'Inghilterra all'America. Rispetto all'originale c'è più violenza grafica e i bambini alieni sono più inquietanti e spaventosi; il benevolo governo del primo film inoltre qui viene sostituito da militari e scienziati senza scrupoli. Bravo il povero Christopher Reeve.
MEMORABILE: La Alley che si apre lo stomaco con un bisturi; Il feto alieno.

Rufus68 11/10/17 20:57 - 3589 commenti

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Carpenter mantiene gli occhioni fosforescenti e alcuni luoghi del modello; rinuncia al personaggio-chiave di Sanders deprivando il film dell'umanesimo illuminista che costituiva il fascino del predecessore; aggiunge particolari raccapriccianti o curiosi che a nulla servono (e nulla aggiungono, è il caso di dire). La Alley tabagista e cinica è insopportabile almeno quanto i mocciosetti biondo platino. Nadir: il bambolotto interstellare sotto formalina (o quel che è). Un fallimento totale.

Faggi 6/01/18 19:12 - 1529 commenti

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Il Maestro molesta un capolavoro della fantascienza insidioso, inciampa e cade rovinosamente. Non funziona nulla, in questa pellicola da relegare nel dimenticatoio. Personaggi piatti (e i bambini ibridi non riescono a suscitare inquietudine); vicenda che ne esce svilita e volgarizzata. Non ci sono tracce di ispirazione nel girare, nessuna bella immagine, nessun passaggio degno della firma. Il risultato è un cumulo di macerie. Unico punto a favore: potrebbe far apprezzare meglio la cristallina compiutezza dell'originale.

Rigoletto 24/01/18 19:55 - 1734 commenti

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Il reamke di un grande film parte sempre svantaggiato e questo non fa differenza; tuttavia, pur trattandosi di un Carpenter ogettivamente minore, non manca di far sentire sprazzi della mano del maestro che gioca molto sull'atmsofera e si circonda di bravi attori il cui ruolo, però, non sempre è azzeccato (vedi Hamill). Tutto sommato da non bocciare: un fondo di fascino lo conserva anche dopo più di vent'anni.

Anthonyvm 7/02/21 01:30 - 4018 commenti

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Dopo La cosa, Carpenter reinterpreta un altro vecchio classico della sci-fi orrorifica, ma i risultati sono molto diversi. Sebbene qualche aggiornamento si faccia apprezzare (la figura del reverendo, il bambino alieno capace di provare emozioni) e alcuni tocchi di malignità siano riusciti (il morto sul barbecue, la crudelissima scena dell'acqua bollente), la fotografia anonima, gli effetti visivi pacchiani e la regia piatta lo rendono indistinguibile da un prodotto televisivo dell'epoca. Se non si fanno paragoni coi precedenti di Carpenter o col film del '60, ci si può accontentare.
MEMORABILE: Il suicidio della moglie di Reeve; L'oculista confonde tragicamente le gocce (perché tenere i due flaconi così vicini?); Il massacro dei poliziotti.

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Sir gawain 18/02/21 10:02 - 26 commenti

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Carpenter su commissione (e si vede) gira il remake dello splendido Villaggio dei dannati di Wolf Rilla. Ne esce un film poco ispirato, poco fantasioso nelle uccisioni e con poca suspense. Reeve nel ruolo del protagonista riesce a cavarsela, i bambini sono effettivamente inquietanti e nel film ci sono comunque guizzi carpenteriani; la lode va soprattutto alla colonna sonora, una delle migliori firmate da Carpenter, ma la sceneggiatura rimane fiacca e a tratti irritante.
MEMORABILE: La marcia dei bambini nel parco giochi.

Pumpkh75 3/03/22 16:33 - 1523 commenti

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Lungi da noi affermare che Carpenter l’abbia girato guardandosi le tasche vuote (qua e là la zampata del maestro si vede eccome), difficile però credere ne fosse entusiasta: se la prima parte saltella traccheggia e la svanga grazie all’attesa, la seconda, non appena cioè fan capolino i piccoli incanutiti, è una zoppicante serie di inutilità senza inquietudine né studio che fan capitolare anche quel fan sì riverente ma giunto sfinito allo sconsolante finale. La Kozlowsky è incolore, la Alley quasi molesta. Ne esce con le ossa rotte.

Magerehein 29/06/22 08:41 - 349 commenti

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Lasciando perdere confronti con l'originale, questo remake ha il grosso difetto, al netto di qualche lampo d'autore, di sembrare un qualsiasi film per la televisione (dove tra l'altro si è visto di meglio) e non un'opera dello stesso autore del grandioso La cosa. Si rivela perciò, dopo un incipit che aveva convinto, piuttosto noioso e impersonale. I bambini paiono bambolotti platinati dalle facce più indisponenti che inquietanti (quanto fastidio danno tra l'altro quegli occhi rossi così poveramente realizzati...) e gli attori adulti probabilmente non erano in giornata. Deludente.
MEMORABILE: L'uomo che, nella narcolessia collettiva iniziale, finisce addormentato sulla griglia accesa: che sfortuna!
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Poppo • 3/06/16 20:51
    Galoppino - 432 interventi
    Suvvia, se c'è una cosa che distingue il film di Carpenter dall'originale è proprio il trattamento dei bambini; nell'originale sono un espediente cinematografico per parlare di terrore sociopolitico, nel remake diventano coppie simbiotiche maschio/femmina provenienti dallo spazio (dichiaratamente), dunque, come in altri noti film sci-fi - prendiamo E.T ad es - diventano metafora dell'evoluzione umana, con rischi e pregi della medesima (anche in E.T. si crea una coppia simbiotica). Il bambino a cui la dottoressa sottrae la compagna si evolve in maniera differente, unico sopravvissuto della nidiata considerata malefica verrà portato in salvo dalla madre; inoltre tutte le interazioni adulti vs bambini sono in forma di aggressioni alle quali i bambini rispondono "occhio per occhio".

    Nel primo film non c'è nulla di tutto questo. Come remake non ha nulla da invidiare a La Cosa. Ossia c'è abbondante materiale nuovo su cui elaborare interpretazioni e letture psico-sociali.

    Ecco perché ho citato The Ward dove abbiamo una ragazza ribelle che tenta di salvare sé stessa e le sue identità lottando contro un sistema psichiatrico anni sessanta, cioè ancora travagliato da sistemi coercitivi e di tortura. Kristen intendo. Questa è la ragazza (cit).
    Ultima modifica: 3/06/16 20:55 da Poppo
  • Discussione Rebis • 4/06/16 11:08
    Compilatore d’emergenza - 4335 interventi
    Faccio fatica a non interpretare il cinema di Carpenter in chiave socio-politica: che abbia svecchiato il soggetto originale dalle paturnie da guerra fredda è fuori discussione, ma non credo che il film argomenti seriamente su una razza aliena: i bimbi esemplificano ben altro. Certo, l'idea che l'adulto eserciti una coercizione sul bambino plasmandolo o domandolo a propria misura c'è. Ma anche ridurre l'originale ad una mera metafora del conflitto USA-URSS mi sembra riduttivo, c'è molto di più dietro l'allegoria politica, che è solo la superficie, l'aspetto più evidente della pellicola che non richiede particolari sforzi interpretativi.

    Oltretutto il remake di Carpenter per me è inefficace anche stilisticamente: è piatto, televisivo, recitato malissimo, senza un vero crescendo. Il look dei bambini è inverosimile, ridicolo: quando camminano tutti in fila indiana per il paese è difficile non farsi prendere da un attacco di ilarità :D
    Ultima modifica: 4/06/16 11:17 da Rebis
  • Discussione Poppo • 4/06/16 20:32
    Galoppino - 432 interventi
    la discussione potrebbe continuare, piacevolmente, a lungo.

    inutile aggiungere che se qualcun altro ha da dire la sua, io sarei felice...

    sul fatto che i bambini in fila per due suscitino ilarità, sai, sono abbastanza perplesso: per giove e giunone, o sono vecchio per la vostra media oppure sono stato in scuole fasciste... accidenti a questa italia, ma alle elementari, nei mitici sessanta e settanta, tutti in fila per due... e qualche prof tentò pure alle medie...

    vale la pena rivedere i due film, fidatevi. Nel primo i bambini sono "cattivi" senza apparenti motivi... e questo la dice lunga su come Carpenter abbia rivisto e rilanciato problematiche molto più sottili sul piano psicologico e umano.

    probabilmente qui sta il rifiuto della critica: un Carpenter quasi sempre impegnato politicamente si sposta su un fronte diverso... (dove la politica va letta in chiave psicologica e sociologica). Infatti, The Ward, stessa sorte.
  • Homevideo Buiomega71 • 31/10/21 14:04
    Pianificazione e progetti - 24144 interventi
    In blu ray (e dvd) per Midnight Factory, disponibile dal 09/12/2021
  • Discussione Schramm • 9/05/22 17:03
    Scrivano - 7336 interventi
    nuova versione del romanzo del 1957 I figli dell'invasione di John Wyndham dopo quello omonimo di Rlla del 1960.
  • Discussione Zender • 9/05/22 18:02
    Pianificazione e progetti - 46023 interventi
    Scusa Schramm, ma se Imdb segna che è un remake perché dovrebbe essere una versione? O hai delle indicazioni precise in senso opposto (e le scrivi) o ci atteniamo a Imdb, te l'ho detto ieri...
  • Discussione Schramm • 9/05/22 18:33
    Scrivano - 7336 interventi
    scusa zender ma ci si attiene a imdb o al fatto che la fonte letteraria del remake è la stessa? perché in tal senso bisognerebbe tenere conto delle mancanze di imbd anche in questo ramo..
  • Discussione Zender • 10/05/22 08:22
    Pianificazione e progetti - 46023 interventi
    Ma te l'ho già scritto più volte Schramm...  La fonte letteraria identica non necessariamente significa che non sia un un remake. Ci si attiene a Imdb a meno di non essere certi che Imdb sbaglia (come ovviamente è sempre possibile). In quel caso spieghi perché imdb sbaglia e correggiamo.
    Per carità, non chiedo di non rispiegare anche mille volte se necessario, sia chiaro, ma non capisco cosa ci sia di difficile: si prende da Imdb e, se si hanno informazioni diverse, si corregge.
    Ultima modifica: 10/05/22 08:27 da Zender
  • Discussione Daniela • 10/05/22 21:25
    Gran Burattinaio - 5823 interventi
    Zender ebbe a dire:
    La fonte letteraria identica non necessariamente significa che non sia un un remake. 
    Purtroppo non sono riuscita a reperire la fonte ma ricordo chiaramente di aver letto tempo fa un'intervista a Carpenter in cui il regista raccontava di essere rimasto molto colpito quando, ancora ragazzino. vide per la prima volta il film di Rilla, anzi ha anche confessato di essersi preso allora una "cotta" per una delle bambine aliene. Questo avvalora la tesi del remake del film del 1960 ripetto ad una nuova versione del romanzo di John Wyndham

  • Discussione Zender • 11/05/22 08:20
    Pianificazione e progetti - 46023 interventi
    E' vero, anche se in teoria se uno fa un remake dovrebbe citare nei titoli di testa o coda o gli sceneggiatori dell'originale, o il titolo, o qualcosa che lo riagganci ufficialmente diciamo.
    Ultima modifica: 11/05/22 08:21 da Zender