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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Da uno spunto di chiara matrice fantascientifica, che parte dall'idea di poter “rinascere” grazie a un'organizzazione segreta in grado di mettere in scena la morte di chiunque falsificando i cadaveri e regalando una nuova identità ai propri clienti, John Frankenheimer ottiene un film molto ambizioso, che utilizza un attore solitamente impegnato in parti molto più leggere (Rock Hudson) in un ruolo psicologicamente drammatico. La prima mezz'ora è d’impronta quasi hitchcockiana (a partire dai titoli di testa di Saul Bass), praticamente senza parole, con un protagonista che finisce dritto in un incubo alla IO TI SALVERO'. Frankenheimer riesce a rendere bene l'atmosfera misteriosa,...Leggi tutto angosciante, anche attraverso l'uso anacronistico del bianco e nero, infila il suo uomo (sempre più sudato e preoccupato) in corridoi abbandonati facendolo venire in contatto con persone che dicono e non dicono. Poi finalmente la rivelazione e l'operazione, la “rinascita” e il risveglio col volto giovanile di Rock Hudson. Un nuovo passato ricostruito da zero, un nuovo futuro modellato sui desideri espressi durante una seduta ipnotica. Ma non saranno solo rose e fiori, come prevedibile. Da qui però il film perde mordente, palesa i limiti di un soggetto minimale (da un romanzo di David Ely) e non bastano le inquadrature sghembe, le sfocature durante una solenne - e pericolosa - ubriacatura a ridare ritmo a un'opera irrimediabilmente datata (nonostante una forma “moderna”), in definitiva noiosa e decisamente pretenziosa. Il mix tra dramma, critica sociale e fantascienza fallisce.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Cotola 4/12/07 01:10 - 7525 commenti

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Straordinario film di Frankheneimer che usa il genere fantascientifico per operare, con grande anticipo visti i tempi in cui il film fu realizzato, una profonda riflessione sull'identità e sulla fatuità del sogno americano e quindi sulla sua degenerazione e morte. Di grandissimo impatto visivo (grazie anche alla splendida e abbacinante fotografia di James Wong Howe) il film deve molto anche alla bellissima interpretazione di Rock Hudson. A mio parere: imperdibile!

Wonka 8/12/09 11:46 - 31 commenti

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Lo spunto di partenza è interessante ed infatti il film risulta molto bello, nella sua prima parte. Dopo la "trasformazione" subisce un calo che sfocia anche in noia per lo spettatore. Stupenda impennata finale e Rock Hudson molto in parte. Resta comunque un film da vedere, soprattutto per il tema affrontato.

Pigro 25/09/10 08:28 - 7789 commenti

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Ha qualcosa di metafisico l'organizzazione che cambia identità e connotati a chi vuole una nuova vita: quasi un limbo di smistamento di vite e desideri. È questo l'aspetto più riuscito di un film sbalorditivo nella parte iniziale e finale, ma che non mantiene il timbro giusto nella parte centrale, dove si sprecano sbavature di narrazione e di senso (terribile la festa campestre!). Ma l'opera è intensa e sa toccare nel vivo, anche grazie a inquadrature che indugiano sui volti in primissimi piani, alla ricerca di identità sfuggenti.

R.f.e. 28/09/10 20:40 - 817 commenti

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"Operazione" datatissima. Una storia simile poteva funzionare in un periodo in cui l'età avanzata pesava più di oggi e le ipocrite "responsabilità" borghesi impedivano di "cambiar vita" a meno di non fare come il protagonista. Ma oggi i tempi sono cambiati, ci sono uomini maturi molto giovanili, certe "responsabilità" ignorate, esistono siti internet che ti garantiscono di far perdere praticamente le tue tracce e ricominciare la vita altrove, beh, un film del genere, se non addirittura incomprensibile, appare quanto meno ridicolo.

Macguffin 21/01/11 10:57 - 124 commenti

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Notevole thriller fantascientifico di Frankenheimer, con un valido soggetto (per l'epoca), capace di fornire mille spunti di riflessione. L'enigmatico inizio è decisamente avvincente, peccato che lo sviluppo della parte centrale non sia all'altezza e il film perda colpi. Il riscatto avviene con un finale che, pur non essendo certo imprevedibile, è cattivo ed angosciante come pochi. Ottima la fotografia in bianco e nero e l'uso di inquadrature particolari, mai gratuite ma sempre funzionali alla narrazione. Grande Hudson.

Roger 12/01/12 21:44 - 143 commenti

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Col pretesto "fantascientifico", il film immagina una società consumistica che, nelle sue promesse, degenera fino alle estreme conseguenze (o forse svela solo il suo vero volto): oltre a oggetti, beni di consumo, essa promette una nuova vita, quando la vecchia risulta finita, consumata (appunto...). Sembra il trionfo del mito americano dell'eterna opportunita di ricominciare, in realtà è un infernale girone dantesco. Un bianco e nero freddo, inquadrature distorte per una storia allucinante, pessimista.
MEMORABILE: Da brivido il momento in cui il protagonista scopre che i compagni della nuova vita sono anche loro "rinati".

Modo 13/02/14 23:06 - 824 commenti

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Un uomo si fa cambiare faccia e identità per iniziare una nuova vita che sia meno grigia e monotona dell'attuale. Opprimente, con una fotografia in bianco e nero che funge da stecchetto di violino per i vostri nervi. Finale terribile. Uno dei migliori film di "paura" anni 60.

Daniela 20/05/14 12:52 - 9402 commenti

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Depresso uomo d'affari ottiene una seconda chance grazie ad una misteriosa organizzazione che gli cambia volto e vita, ma basterà davvero trasformarsi in un uomo aitante dedito ai propri interessi e piaceri? Affascinante apologo in cui John Frankenheimer riesce a comunicare un senso crescente di disagio ed infine di pericolo, attraverso set geometrici e/o claustrofobici, fotografia in bn alto contrasto, obiettivi deformanti, sonorità particolari. Adeguata la recitazione di Hudson, che ben restituisce l'impaccio di chi "abita" un corpo diverso dal suo. Assai bello l'angoscioso finale.

Myvincent 28/12/14 22:43 - 2553 commenti

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Parte della cosiddetta "trilogia della paranoia", il film è un po' stile Ai confini della realtà, con velleità socio-letterarie alla Orwell, raccontando di una fantomatica organizzazione che spinge le persone a "rinascere" in tutti i sensi, lontano da logiche capitalistiche. Sfugge il senso profondo dell'operazione (e della pellicola), vista nel racconto l'alta percentuale di insuccessi. La scelta di Rock Hudson avvenne, fra altri, unicamente per motivi di botteghino: curiosa ironia!

Rambo90 19/11/14 23:26 - 6347 commenti

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Fantascienza inquietante e drammaticissima, con alcuni momenti che ricordano la serie di Ai confini della realtà (soprattutto il finale). Grazie a inquadrature audaci (per i tempi) e a immagini distorte in una splendida fotografia in bianco e nero, Frankenheimer riesce a costruire un film onirico, che a tutti gli effetti sembra uscire da un incubo. Bravo Hudson, ma anche la sua controparte iniziale. Qualche lentezza di troppo, ma molto interessante.

Rufus68 6/11/16 21:55 - 3087 commenti

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Bellissimo apologo sulla vanità del desiderio e degli ideali in una società che tutto reifica. L'uomo è costituito dalle cose che il potere impone di desiderare; e ciò che egli crede un'aspirazione di purezza e felicità è solo un altro inganno. Ottima la prima parte con Randolph, densa di attesa e minaccia; raggelante la seconda: dapprima il colloquio con l'ex moglie, rivelatrice dell'impalpabilità degli affetti familiari (la moglie ha liquidato ogni ricordo del marito), poi il finale cupo e memorabile.

Anthonyvm 30/11/19 23:13 - 1938 commenti

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L'insoddisfazione dell'uomo medio, schiacciato dalle norme di una società che non bada ai suoi bisogni come individuo, la sua vana ricerca di un'illusoria felicità e la presa di coscienza che non tutto è oro ciò che luccica. Ottimi spunti di riflessione che aprono scorci esistenzialisti e forse pure socio-politici. Frankenheimer stupisce con le sue inquadrature studiate e i suoi primi piani altamente strategici. Qualche bizzarria di troppo nella parte centrale (la festa neopagana) è compensata da uno dei finali più cupi di sempre. Eccellente.
MEMORABILE: I titoli di testa di Saul Bass; La scenografia surreale e hitchcockiana nella scena dello stupro; Rock Hudson si toglie le bende; Il finale sioccante.

Alex1988 14/09/20 18:50 - 652 commenti

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Da un ottimo soggetto, tratto da un romanzo di David Ely, il regista John Frankenheimer trae un buon film, sul piano tecnico, con inquadrature abbondanti di grandangoli che ben fanno immedesimare il pubblico negli incubi a occhi aperti del protagonista. Per quanto riguarda la sceneggiatura non se ne trae, purtroppo, un'opera perfetta: alcuni buchi, qua e là, ci sono. Ma sono proprio storie come queste a farsi apprezzare per l'originalità con cui vengono trattati argomenti simili. Quindi una visione la merita di sicuro.
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