Il lungo addio

Media utenti
MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The long goodbye
Anno: 1973
Genere: gangster/noir (colore)
Numero commenti presenti: 31
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Chi ha ucciso Sylvia Lennox? E suo marito Terry si è veramente suicidato? Attorno a questi due interrogativi parte l’indagine di Philip Marlowe, uno degli investigatori più sfruttati dal grande schermo. La versione che ne dà Elliott Gould sotto la sapiente mano di Robert Altman è più scalcinata, dimessa, intimista rispetto a quelle offerteci ad esempio da Humphrey Bogart e Robert Mitchum, ma non per questo meno efficace. Anzi, l’innata simpatia di Gould è un'arma in più che lo caratterizza ancor meglio dei predecessori, lo mantiene al passo coi tempi riuscendo a inserirlo in un contesto da perfetto noir revisionato. Cosicché, anche senza il tipicizzante bianco e nero, THE LONG GOODBYE appartiene di diritto ai grandi noir “classici”,...Leggi tutto recuperandone in pieno le atmosfere, le musiche, il fumo della sigaretta che pende costantemente dalle labbra del protagonista, i dialoghi pronti e moderatamente spiritosi, la trama complessa fitta di colpi di scena. Certo, Robert Altman non rinuncia al suo incedere piuttosto lento, spezzetta spesso il ritmo, ma il suo cinema è questo e non lo snaturerà mai, visto che gli ammiratori non gli difettano. Pur con qualche punto debole, THE LONG GOODBYE resta una delle migliori trasposizioni dai romanzi di Raymond Chandler, in cui ancora una volta la componente centrale è la figura di Marlowe, assolutamente dominante rispetto all'intreccio e la messa in scena. Confezioni di lusso con la fotografia (quasi sempre notturna, è ovvio) di Vilmos Zsigmond e le musiche di John Williams. Finale inatteso. Mini-comparsata per Arnold Schwarzenegger (alle prese con gli inseparabili pesi, sullo sfondo).
Marcel M.J. Davinotti jr.
Chiudi
TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Cotola 13/12/07 00:15 - 7532 commenti

I gusti di Cotola

Splendido e raffinato "canto del cigno" del noir ad opera di un grande regista che riesce, con grande maestria, a ripercorrere un genere, ormai desueto per quei tempi, riproducendone alcuni stilemi con grande efficacia. Ottima la sceneggiatura che segue fedelmente lo splendido romanzo omonimo di Chandler. Elliott Gould si produce in una interpretazione fantastica dando vita al miglior Marlowe di sempre dopo quello di Bogart. Straordinaria la figura dello scrittore suicida (ispirata ad Hemingway?), interpretata da Sterling Hayden.

Hackett 30/04/08 10:31 - 1725 commenti

I gusti di Hackett

Splendido dramma noir diretto dal grande Altman. Gould è un Marlowe senza precedenti, disincantato e ironico, che mette in gioco tutto se stesso per amicizia, non trascurando i lati grotteschi del mondo che gli ruota attorno. Ottima l'ambientazione e la colonna sonora, confusa con le onde di quel mare che porta via le illusioni.
MEMORABILE: La scena in cui lo scrittore sparisce in mare e la resa dei conti.

Ammiraglio 13/07/08 21:50 - 150 commenti

I gusti di Ammiraglio

Quando ho visto questo film la prima volta lo feci completamente all'oscuro del fatto che il regista fosse Robert Altman. Ma dopo una decina di minuti mi è subito parsa chiara la presenza della sua mano. "The long goodbye" è uno di quei film che possono piacere tantissimo o non piacere affatto. Sicuramente però, ciò che più risalta è il protagonista, con le sue manie, filosofie e modi di dire e fare. C'è anche chi dice che il film si sia allontanato troppo dal romanzo da cui è tratto. Sì, è vero, ma è un fatto positivo, in questo caso.

Matalo! 15/07/08 11:26 - 1368 commenti

I gusti di Matalo!

Tutta l'antipatia di Altman per il tono di Chandler nel suo romanzo migliore salta agli occhi vedendo questo curioso e sottovalutato noir miracolato dalle luci di Vilmos Szgismond; ma salta agli occhi l'ennesima variante sulla disillusione di vedere gli Stati Uniti come paese in cui sia possibile qualunque diversità. Marlowe è un cialtrone e un emarginato, anche se per nulla stupido. È pulito dentro, questo sì e come nelle regole diventa un burattino in mano alle mille falsità e inganni che in mano al più corale dei registi diventa una girandola.
MEMORABILE: La cena che Marlowe prepara al gatto; i salti tra luce e penombra durante la visita di Marlowe alla casa dello scrittore.

Tarabas 24/11/08 20:25 - 1703 commenti

I gusti di Tarabas

Grande (e liberissima) trasposizione del capolavoro di Chandler. Elliot Gould perfetto Marlowe contemporaneo. Il tema del romanzo (elegia dell'amicizia virile e della lealtà che va oltre la ragione, la convenienza e il buon senso) un po' si perde, divenendo un attacco frontale ad una società decadente e senza scopo, mosso controvoglia da un perdente onesto e disincantato che a tutti, gorilla picchiatori o femmes fatales, risponde "È ok per me". Da vedere. Eccessivo lo scrittore "hemingwayiano".
MEMORABILE: La risposta di Marlowe a qualsiasi domanda ("È ok per me", "It's ok with me"), sintesi perfetta del disincanto del personaggio.

Silenzio 18/08/10 19:07 - 59 commenti

I gusti di Silenzio

Al Marlowe degli anni '70 è rimasta solo l'ironia; l'indolenza ha destituito la sfrontatezza, lo spirito attivo è risucchiato ed annichilito dalla spirale degli eventi, il fascino è sepolto sotto una barba perennemente da fare. Il "born loser" Elliott Gould, passo ballonzolante e sguardo disilluso, è magnifico; non gli ruba la scena neppure il vociare etilico di Hayden. Superba regia di Altman e confezione d'alta classe (gloria alla fotografia di Vilmos Zsigmond). Il finale non ha nulla di elegiaco: invita piuttosto ad intonare un lugubre thrénos.
MEMORABILE: "It's ok with me"; le drogatissime e disinibite vicine di casa di Marlowe.

Il Dandi 22/02/10 01:41 - 1783 commenti

I gusti di Il Dandi

Come già per La vita privata di Sherlock Holmes di Wilder, gli anni '70 ci donano una rilettura in chiave romantica e perdente anche del mito di Marlowe. Spicca per l'interpretazione di Gould, i simbolismi affascinanti (Marlowe, unico vestito di nero, gira su un'auto d'epoca in un mondo contemporaneo in cui tutto resta bianco) la fotografia perfetta, l'uso della musica, i brillanti accenni meta-letterari (lo scrittore modellato su Hemingway) e meta-cinematografici (il portiere che imita attori famosi).
MEMORABILE: Il riflesso di Marlowe che "conta le onde" sulla finestra di casa Wade.

Pau 13/07/10 11:06 - 125 commenti

I gusti di Pau

L'addio del titolo, nelle intenzioni del sardonico Altman, era probabilmente quello nei confronti di un genere ormai invecchiato. Per conservare lo spirito di un libro bisogna tradirne la lettera, ha detto qualcuno; Altman si adegua e nel riuscito finale mette in mano al suo "eroe" una pistola e cambia tutto, per presevare quella purezza di fondo che è la cifra del personaggio, nei romanzi di Chandler come nel film. Ci sono notti in cui perdi tutto, gatti, amici e le poche illusioni che ti erano rimaste.
MEMORABILE: La sequenza di apertura, apparentemente slegata dal resto del film, in cui Marlowe tenta goffamente di preparare un pasto al suo micio.

Trivex 19/09/10 12:30 - 1491 commenti

I gusti di Trivex

Non avvezzo al genere, sono rimasto sorpreso dal contenuto di questo film. La storia è strana, complicata e nutrita da eventi particolarissimi. Raffinato insieme di stereotipi (l'investigatore e le sue sigarette, la polizia dura) e originalità (tutto il resto), produce un'amalgama di ironie e serietà, diversivi ed impatti durissimi (la bottigliata in faccia, nel pieno del sentimento). Scorre evidentemente lento, ma incuriosisce e la noia resta lontana anni luce. Chissà se gli attori riusciranno ad evadere dai personaggi interpretati tanto bene!?
MEMORABILE: Il trucco della scatoletta del cibo per gatti; il finale sorprendente.

F. felloni 21/01/11 23:57 - 10 commenti

I gusti di F. felloni

Capolavoro assoluto. Ritmo dolce ma incantatore, empatia degli attori (soprattutto di Gould) che buca lo schermo. Lo spettatore viene trascinato sin dall'inizio nel mondo di Marlowe, viene accolto come un ospite e un amico perché anch'egli possa inneggiare con Marlowe ai perdenti e al fascino lirico di chi conserva una dignità morale. Magico, mitico, mistico e mitologico.
MEMORABILE: E' ok per me...

Mark 28/05/11 02:42 - 264 commenti

I gusti di Mark

Non ha la classe, lo stile e nemmeno l'immediatezza di Bogart; perciò quello di questo film è un Marlowe crepuscolare, squattrinato, con la sigaretta perennemente incollata alle labbra e alle prese con trame più grandi di lui. Tuttavia l'evoluzione della narrazione, apparentemente lenta in realtà sottile e minuziosa, evolve in favore dell'intuito dell'investigatore, rischiarando l'intepretazione di Gould nonchè lo spessore reale della storia.
MEMORABILE: Dopo aver rischiato di essere castrato dal boss, il boss stesso dice "Ehi Marlowe, torna quando vuoi".. e Marlowe risponde: "Farò un salto quando mi girano".

Giùan 11/10/11 16:22 - 2994 commenti

I gusti di Giùan

A livello emozionale, The long goodbye è il vertice assoluto del cinema di Altman, capace una volta tanto di far partorire alla sua cerebrale MDP un'opera satura di atmosfera rarefatta, colma di quel miracolo straordinario dello spirito che è la malinconia. Ha un midollo crepuscolare questo film, che rispetta la parola di Chandler, tradendone la lettera. Essenziali al raggiungimento del risultato: la fotografia opaca di Zsigmond, l'aplomb di Gould che toglie la maschera al cinismo eroico di Bogey e una California la cui libertà è effimero tromp l'oeil.
MEMORABILE: La canzone d'overture Hooray for Hollywood, che passa sulle colline hollywoodiane e poi lo stacco sul risveglio indolente di Marlowe.

Galbo 13/10/11 15:42 - 11392 commenti

I gusti di Galbo

Efficace trasposizione cinematografica del romanzo di Raymond Chandler. Come spesso accade nei film noir, la vicenda passa in secondo piano e quello che spicca maggiormente è la descrizione degli ambienti e delle atmosfere, oltre alla caratterizzazione dei personaggi, affidata ad una buona sceneggiatura. Elliot Gould, scelto dal regista come interprete del protagonista Marlowe, si rivela assolutamente idoneo per il ruolo e sostituisce al semplice fascino l'umanità del personaggio.

Rullo 27/11/11 17:54 - 388 commenti

I gusti di Rullo

Quanto fuma l'investigatore privato interpretato da Elliott Gould in questo film, diretto dal buon vecchio Altman che sceglie uno script attento e che caratterizza piuttosto bene i personaggi: dalle comparsate delle ragazze abitanti vicino al protagonista al protagonista stesso (che appunto ha tante abitudini particolari che in un certo senso lo estraniano dal resto). Buona la fotografia.

Homesick 27/11/11 18:05 - 5737 commenti

I gusti di Homesick

La sceneggiatura, intricata e piuttosto smorta, riesce a procedere senza grossi intoppi grazie alle buone soluzioni di Altman, che in Gould adotta un Philip Marlowe solitario, dinoccolato, scanzonato e umano, pervadendo di humour ogni suo incontro con Rydell e i suoi scagnozzi (uno di essi è un giovane Schwarzenegger); non tralascia neppure due improvvise scosse di violenza. Il nome di Marlowe chiede un contesto di ombrosità e decadenza: la fotografia notturna (anche le scene diurne si svolgono in una luce soffusa) e i languidi suoni di sax eseguono. Hitchcockiane le “trasgressive” dirimpettaie.
MEMORABILE: «Lei è Marlowe?».«No, sono Marlon Brando»; la bottigliata; la guardia che imita Walter Brennan; Hayden che scompare tra le onde; il finale a sorpresa.

Mickes2 28/05/12 11:06 - 1668 commenti

I gusti di Mickes2

Altman dice, tra le altre cose, che l'amicizia e i valori umani sono beni preziosissimi, sciuparli sarebbe davvero un peccato. Bellissimo noir sornione, beffardo, insidioso, enigmatico proprio come il suo protagonista, un Elliot Gould ciondolante e fulgido esternatore di humour nero, disilluso ma ricco di dignità, marginale ma sempre pronto a salire in cattedra per dimostrare che anche i perdenti ce la fanno. La fotografia cupa ammanta di pessimismo ogni spazio, mentre le incursioni thrilling donano un tocco alienante di pregevole spessore.
MEMORABILE: "È ok per me".

Daniela 27/03/13 17:41 - 9417 commenti

I gusti di Daniela

Marlowe dà una mano ad un vecchio amico nei guai e si ritrova invischiato in una faccenda dai contorni oscuri, nella quale sono implicati anche uno scrittore alcolizzato, la sua bella e giovane moglie, un boss in cerca di una valigia piena di soldi... Libera interpretazione di una figura classica, quella dell'investigatore privato disilluso ma non cinico, che Gould, sigaretta in bocca e battuta pronta, incarna perfettamente, mentre Altman si concentra più sui personaggi, fra cui spicca Hayden, che sulla storia. Finale secco, indimenticabile, per uno dei capolavori moderni del genere noir.
MEMORABILE: Dopo la bottiglia in faccia: "Lei la amo, mentre tu non mi stai neppure simpatico" - Sulla spiaggia - Il colloquio finale

Saintgifts 3/04/13 00:15 - 4098 commenti

I gusti di Saintgifts

Un gioco di scatole cinesi rovesciato, dove si parte dalla più piccola per arrivare alla più grande in un concatenarsi di "casualità" spiegate troppo velocemente. Marlowe è l'unico a non sapere (giustamente), ma tutti vogliono sapere qualcosa da lui e lui non si meraviglia di questo, altrimenti non sarebbe quel detective privato che è, disilluso, disincantato e strafottente. La sua "vera" stoffa viene fuori nel finale (che non condivido), che cancella il Marlowe precedente e tenta di dare un'emotività al personaggio creandone un altro.

Delpiero89 20/08/13 19:32 - 263 commenti

I gusti di Delpiero89

Noir anni '70 di Robert Altman con protagonista l'investigatore privato Marlowe interpretato da Elliott Gould. Qui il protagonista è dipinto in maniera più scanzonata e, a tratti, grottesca rispetto alle classiche interpretazioni di Bogart e Mitchum. Ritmi lenti e compassati. Bellissime le scenografie, dalla villa sul mare di Sterling Hayden (gran personaggio il suo) all'abitazione del protagonista. Buone atmosfere, un tantino sopravvalutato.
MEMORABILE: La villa sul mare di Sterling Hayden; Le vicine di casa di Marlowe.

Belfagor 27/11/13 10:03 - 2623 commenti

I gusti di Belfagor

Probabilmente il miglior noir degli anni '70. I personaggi non sino archetipi ingellati à la Chinatown ma creature vive e originali. In particolare Gould buca lo schermo con il suo Marlowe disilluso ma giusto, un eroe oscuro e solitario in un mondo tanto luminoso quanto corrotto. Cast in stato di grazia, musiche e scnografie eccellenti, un finale di rara effcacia: più che un omaggio al genere quello di Altman è un sardonico elogio funebre.
MEMORABILE: Il prologo con il gatto; La resa dei conti.

Bizzu 17/01/14 00:37 - 210 commenti

I gusti di Bizzu

Notevole e molto particolare, questo noir: alle spiagge e alle ville sfarzose losangelene si contrappone il vero "nero", quello delle anime dei personaggi, ognuno nella sua solitudine e miseria morale. Come nella migliore tradizione del genere l'investigazione manca totalmente di pathos. Pessimo all'ennesima potenza il doppiaggio italiano, che fra l'altro ha la grave colpa di travisare le parole finali del nostro (anti)eroe.
MEMORABILE: Il pedinatore poco professionale; La banda che suona il tema del film al funerale.

Vitgar 19/07/14 09:28 - 586 commenti

I gusti di Vitgar

Resa cinematografica di un classico di Chandler sul mitico Marlowe. C'è molto di aggiunto e/o sottratto dall'originale scritto, ma tutto sommato, grazie alla maestria di Altman, piace anche così. Ben resa l'idea di un detective che anche se sembra duro e cinico crede ancora in certi valori (soprattutto l'amicizia). I colori sono quelli tipici dei film degli anni '70, Elliot Gould, con la perenne sigaretta in bocca, dà le giuste sembianze al personaggio. La van Pallandt è una bella bambolina.

Rambo90 16/02/15 02:57 - 6351 commenti

I gusti di Rambo90

Una delle più belle trasposizioni da Chandler. Altman riesce a cogliere sia la giusta atmosfera che un il sottile intreccio tra ironia e noir che si trova alla base dei romanzi. Gould veste impeccabilmente i panni dimessi del detective regalando forse la sua interpretazione migliore. Non da meno anche il vecchio Hayden e Rydell (doppiato da Amendola). Finale inaspettatamente crudo e vendicativo. Buona anche la canzone che fa da leit motiv in colonna sonora. Da non perdere.

Rebis 23/03/16 11:20 - 2088 commenti

I gusti di Rebis

Noir diradante, anacronistico, continuamente distratto da ciò che gli accade intorno, segue la pista investigativa per rivelare il contesto, esondare nell'emotività repressa dei personaggi. Marlowe - un dinoccolato, ispiratissimo Gould - attraversa un mondo farraginoso senza mai comprenderlo realmente, ma senza mai smarrire il senso dell'orientamento: catalizza indizi come se ne subisse le conseguenze. Finale controverso in cui l'unico colpo di pistola suona come un brusco risveglio dal grande sonno della ragione. Luci crepuscolari e desaturate di Zsigmond. Hayden leviatano tragico e sconfitto.

Minitina80 13/05/18 11:07 - 2344 commenti

I gusti di Minitina80

Noir o giallo che sia, Altman si concentra maggiormente sull’aspetto estetico piuttosto che sui contenuti, dimenticandosi di creare un minimo di suspense. Il distacco emotivo e uno scarso interesse sono soltanto una logica conseguenza che pesano fortemente in negativo. Al contrario Marlowe è ben tratteggiato, con la sua perenne aria sfrontata e sempre dedito al vizio del fumo. Le altre interpretazioni sono altalenanti in quanto il gangster Augustine non convince proprio, mentre lo scrittore ubriaco rimanda alla mente Hemingway.

Alex1988 22/01/19 18:48 - 653 commenti

I gusti di Alex1988

Ed ecco che Robert Altman mette mano al genere forse più popolare negli anni '40 e '50, il noir, riportandolo in una dimensione più moderna. E lo fa tramite il personaggio simbolo del genere, il detective Philippe Marlowe, interpretato qui da Elliott Gould. La confezione è più che buona; certo, può sembrare un po' soporifero, ma se lo si segue col giusto spirito si finirà per apprezzarlo. Come direbbe il protagonista, "E' ok per me!".

Jandileida 3/02/19 12:55 - 1253 commenti

I gusti di Jandileida

Anche chi non è un fan sfegatato del noir non potrà fare a meno di apprezzare questo film permeato da una fantastica vena malinconica impersonata alla perfezione dalla figura di Gould, che dà vita a un Marlowe perdente ma con una sua dignità. Altman ci mette la solita compostezza, Zsigmond la sua fotografia al sole della California e il film precede con il suo ritmo blando ma avvolgente. La solita pecca del genere - una storia confusa - emerge anche qui ma per una volta può essere declassata a venialità; inutile però il falso Ernest.

Pinhead80 5/02/19 21:02 - 3953 commenti

I gusti di Pinhead80

Un detective privato cerca di dare una mano a un suo vecchio amico ma finisce a sua volta in un mare di guai. Riassunto così il film sembra poca cosa, in realtà è un'opera geniale. Il protagonista è un instancabile fumatore apparentemente privo di risorse, ma che in realtà riesce ad arrivare prima di chiunque altro al sodo. Pure i cattivi sono memorabili, per quanto anche questi possano sembrare di primo acchito indolenti. Si respira un'atmosfera che è difficile raccontare a parole: molto più semplice gustarla davanti alla tv.

Rocchiola 13/03/19 12:15 - 866 commenti

I gusti di Rocchiola

Dopo il western ultra-crepuscolare de I compari, Altman rilegge anche il noir aggiornando l’omonimo romanzo di Chandler agli anni 70. Gould è un Marlowe scanzonato e malinconico che si alza in piena notte per comprare il mangime del gatto, frequenta belle donne senza possederne nessuna e crede ancora nell’amicizia virile. In modo non dissimile dal Bogart del Grande sonno è testimone del decadimento di una società sempre più viziosa e corrotta. Un capolavoro molto influente sul moderno cinema hard-boiled, da Chinatown a Bersaglio di notte.
MEMORABILE: La bottigliata in faccia; “Che me ne faccio del gatto? Ho la ragazza”; “Non cambi mai Marlowe, perdi sempre”; Le imitazioni del custode del residence.

Ultimo 1/04/19 09:40 - 1360 commenti

I gusti di Ultimo

Caposaldo della cinematografia di Altman, oggi un po' invecchiato ma comunque buono. La riuscita della pellicola è dovuta, al di là delle indubbie doti del regista, alla bravura del protagonista Elliot Gould, detective solitario che si trova in mezzo ai guai. Non tutto funziona, ma il film vive di buoni momenti parlati (si pensi ai dialoghi tra Marlowe e lo scrittore) che lasciano le indagini quasi in secondo piano. Il finale inaspettato eleva il prodotto fino ai tre pallini.
MEMORABILE: La fase iniziale, con Marlowe alla ricerca del cibo per il gatto.

Rufus68 6/10/19 23:31 - 3091 commenti

I gusti di Rufus68

Uno dei capolavori sull'amicizia e la disillusione. Altman può contare sul miglior romanzo di Chandler, gravido di malinconia e amarezza, ma ha il merito straordinario di dirigere un cast perfettamente centrato: grandioso Gould come detective spiegazzato e sarcastico, cicca in bocca e dirittura morale destinata alla sconfitta; ottimi Hayden come decadente Hemingway alla deriva e Rydell come boss psicopatico. Elegiaco, senza speranze, indimenticabile.
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Cotola • 13/12/07 00:19
    Consigliere avanzato - 3628 interventi
    Nel film compaiono in piccole particine Arnold Schwarzenegger (il body builder, e David Carradine (nella prigione)
  • Musiche Columbo • 12/07/10 09:16
    Magazziniere - 1102 interventi
    La canzone "The Long Goodbye", unico tema musicale, che riappare variato continuamente nella melodia e nell'orchestrazione durante il film, è stata scritta da John Williams e Johnny Mercer e cantata da Jack Sheldon.

    http://www.youtube.com/watch?v=OuXkmg4cKso
  • Discussione Daniela • 27/03/13 18:00
    Consigliere massimo - 5151 interventi
    Nella scheda, alla voce cast, si legge: "Arnold Schwarzenegger(sullo sfondo, coi pesi)".
    In realtà Schwarzy si esibisce in tutto il suo splendore muscolare. E' uno degli scagnozzi del boss. In una scena questi interroga Elliott Gould per farsi dire dove si trova la valigia piena di soldi, ordinando ai presenti di spogliarsi e facendolo lui stesso. Così tutti, ad eccezione dello stesso Gould, restano a torso nudo ed in mutande, oppure con i pantaloni calati. Schwarzy ha così modo di mettere in mostra i suoi poderosi pettorali, nonchè un grazioso slip di colore giallo.

    In un piccolo ruolo, appare anche David Carradine: è il detenuto con cui Gould condivide la cella quando viene arrestato dalla polizia che indaga sul suo amico.
    Ultima modifica: 27/03/13 18:12 da Daniela
  • Discussione Zender • 28/03/13 14:30
    Consigliere - 43521 interventi
    Grazie Daniela, tolgo la parentesi.
  • Curiosità Kanon • 30/03/15 11:35
    Fotocopista - 814 interventi
    Il doppiaggio italiano modifica leggermente il finale.

    SPOILER

    Nella lingua madre, Marlowe risponde sarcasticamente a Lennox dicendo "Yeah,I even lost my cat" Bang!

    Nella versione italiana si ha un più lapidario e giustiziero "Si, ma non questa volta" Bang!
  • Discussione Tarabas • 3/01/17 11:29
    Formatore stagisti - 2052 interventi
    Un bell'articolo sul film, con molti link a materiali vari, da Cinephilia&Beyond.

    https://cinephiliabeyond.org/long-goodbye-robert-altman-leigh-bracketts-unique-fascinating-take-chandler-film-noir/
  • Curiosità Zender • 11/02/18 17:37
    Consigliere - 43521 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film:



    E un secondo flano:

  • Curiosità Il Dandi • 27/10/18 18:58
    Contratto a progetto - 1437 interventi
    Nel doppiaggio italiano si perde un gioco di parole: quando lo scrittore Roger Wade (Hayden) si rivolge con sufficienza a Marlowe storpia ogni volta il suo nome in "Marlboro".

    Probabilmente gli adattatori hanno deciso di rinunciarvi a causa dell'errata pronuncia italiana con cui è nota la marca di sigarette.
  • Homevideo Rocchiola • 13/03/19 12:24
    Call center Davinotti - 1136 interventi
    Da noi solo in DVD marchiato MGM tuttora reperibile a prezzi modesti. Si tratta di un'edizione piuttosto datata ma con un video piuttosto buono presentato nel corretto formato panoramico 2.35. A parte qualche piccola puntinatura sparsa l'immagine si presenta pulita anche se un pò soft a livello di definizione (effetto forse voluto dal direttore della fotografia Vilmos Zsigmond che ha smorzato i colori prediligendo dei toni meno accessi anche nelle solari riprese diurne). L'audio originale monofonico è discretamente potente e chiaro. Certo all'estero è uscito un pò ovunque in bluray con esiti molto favorevoli, ma nessuna delle edizioni in HD presenta l'opzione audio italica !!!
    Ultima modifica: 13/03/19 19:20 da Rocchiola