Bersaglio di notte

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Night moves
Anno: 1975
Genere: poliziesco (colore)
Numero commenti presenti: 14
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ritratto di un perdente. Basterebbe questo a sottolineare l'originalità del film di Arthur Penn, la storia di un investigatore privato chiamato a indagare su di un caso di scomparsa che presto si trasforma in omicidio. Dellie, la ragazza a cui Harry Mosley deve dare la caccia, è la giovanissima e stupenda Melanie Griffith, sedici anni ma già un fisico da infarto su un viso dolcissimo. In un cast che vede anche la presenza di ottimi attori come James Woods, Gene Hackman svetta clamorosamente dimostrando quanto il ruolo gli si addica. Non ancora prigioniero dei ruoli generalmente banali che gli riserverà il cinema degli anni 80 e 90, Hackman caratterizza il suo personaggio con sfumature ironiche molto intelligenti, e se solo il film fosse...Leggi tutto riuscito a mantenersi sugli standard iniziali parleremmo di uno dei migliori polizieschi di sempre. Purtroppo invece, dalla comparsa della Griffith in poi, il ritmo cala vistosamente e Penn si lascia andare ad analisi psicologiche discutibili che deviano l’interesse della vicenda. Il finale in mare risolleva la qualità grazie a qualche buon effetto, ma è troppo tardi. Oltretutto, se inizialmente ogni cosa era spiegata con attenzione, da metà film in poi ci si perde in rivelazioni inattese mal chiarite e si fatica a seguire il filo. NIGHT MOVES (il titolo originale è un gioco di parole in quanto “Knight moves”, pronunciato allo stesso modo, è una tipica espressione degli scacchi) è un giallo piacevole, ottimamente interpretato ma meno fondamentale di quanto si senta dire.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Wonka 25/01/10 16:23 - 31 commenti

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Affascinante noir perdente e disilluso; sfrutta la detective story per esprimere insicurezze, inquietudini e smarrimento della personalità negli USA '70. Il "sogno americano" è lontano: fuori c'è una realtà ben più triste, dove è difficile fidarsi di qualcuno ed il mito del detective infallibile crolla miseramente. Hackman affronta una realtà che gli pare di controllare per poi venirne risucchiato consapevolmente alla ricerca di una verità che possa dare un senso al suo esistere. Magnifico Gene Hackman, conturbante la Griffith.
MEMORABILE: Gene Hackman: "I saw a Rohmer film once. It was kind of like watching paint dry".

Rebis 24/05/10 18:48 - 2088 commenti

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Noir dei seventies, più interessato a veicolare lo smarrimento e il disagio della società americana che a formulare un'accurata rilettura di genere: la programmaticità dell'operazione si esplica in una costruzione troppo episodica che intercala investigazione (sbozzata e insoddisfacente) e introspezione (la crisi coniugale, meglio delineata). La ieraticità tipica dei caratteri noir viene devitalizzata in favore di un'umanizzazione radicale. Hackman, interprete sempre affidabile, rende bene il senso di disorientamento esistenziale. Bella e inattesa l'impennata finale.

Tarabas 6/08/10 21:33 - 1703 commenti

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Harry Moseby ha avuto i suoi glory days come giocatore di football, ora sbarca il lunario come investigatore privato indipendente e ha qualche problema con la moglie. Ritrova una ricca ragazzina scappata da casa, ma invece di risolvere un caso dà il via a una serie di delitti. Notevole storia hardboiled aggiornata alla sensibilità degli anni '70, periodo in cui le certezze scarseggiavano e le ombre si insinuavano nella società USA. Hackman perfetto, come quasi tutto il cast.

Cotola 7/08/10 11:21 - 7530 commenti

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Più che agli sviluppi della trama thriller-noir (tutto sommato classica ma un pò debole), Penn è interessato a tratteggiare la figura, che non si dimentica, di un detective smarrito e perdente (specchio della società americana) che non riesce a capire se stesso, figuriamoci a risolvere il caso che gli è stato affidato e che si complicherà non poco nella parte finale della pellicola. Bella la sceneggiatura (per ciò che riguarda i dialoghi) che è molto amara e grande prova di Hackman. Da non perdere.

Giùan 17/06/11 15:13 - 2993 commenti

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Il noir è per antonomasia il genere cinematografico con cui gli americani han sempre analizzato meglio la loro realtà sociale e le sue più intime pulsioni. Harry Moseby (gigantesco Hackman) infatti non ha le certezze e l'etica puritana di Marlowe e gli States frammentari dei '70 non sono l'America a cavallo della guerra. Arthur Penn è stato l'interprete più moderno e fedele delle fragilità che scuotevano il granitico Mito americano, qui tratteggiato da un perdente che disperatamente (e inutilmente) cerca di mettere insieme un caso e la propria vita.

Qpossum 29/12/13 22:36 - 37 commenti

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Hackman e il suo Moseby gigenteggiano e accentrano attorno a loro tutto questo giallo non esaltante (ma nemmeno terribile) sul lato più propriamente investigativo, ma assai godibile nel tratteggiare una lettura amara e disillusa dei '70 statunitensi. Hackman da solo vale il prezzo del biglietto. Notevole anche Woods.

Daniela 11/05/16 13:10 - 9411 commenti

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Una ex attrice in disarmo incarica un detective privato di rintracciare la figlia fuggita di casa. La missione riesce ma i veri guai iniziano dopo... Gran personaggio quello di Harry Moseby, il detective disilluso dal proprio lavoro ma non cinico, però il film non è all'altezza del protagonista: la trama per buona parte ha un ritmo anche troppo tranquillo, quasi assonnato, salvo poi virare bruscamente verso l'action fino alla poco convincente rivelazione dell'inghippo e all'epilogo volutamente ambiguo. Apprezzabile comunque per l'interpretazione malinconica e grintosa di Hackman.

Nicola81 13/05/16 11:01 - 1957 commenti

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Mi ha parzialmente deluso, questo noir che pure gode di ottima fama. Innegabile la bravura di Hackman nel tratteggiare un disilluso detective destinato alla sconfitta personale e professionale, buono il cast di contorno (la giovanissima Griffith era già bella pimpante), ma l'intreccio giallo non appassiona, il ritmo, fatta salva la violenta sterzata conclusiva, è abbastanza lento e anche il pessimismo tipico di certo cinema americano anni '70 è stato reso meglio da altre pellicole (penso a Perché un assassinio e I tre giorni del condor).

Homesick 15/05/16 16:55 - 5737 commenti

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Molto sopravvalutato dalla critica ufficiale. Se Hackman effigia con la consueta grinta un ritratto di loser in veste di detective privato, il film invece resta a lungo incerto, oscillando stanco tra le vicissitudini coniugali del suo protagonista e la confusa trama giallo-noir che è incaricato di dipanare. La regia di Penn si scuote all'improvviso negli ultimi minuti dirigendo con considerevole realismo drammatico la sanguinosa sequenza in mare. Vividi ruoli di contorno per James Woods e una giovanissima Melanie Griffith.
MEMORABILE: L'attacco dell'idrovolante e l'incidente in mare, con l'assenza del sonoro che ne potenzia l'impatto drammatico.

Rigoletto 6/01/17 10:50 - 1573 commenti

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Penn costruisce il film con una sagacia tale da magnificare i suoi meriti oltre il loro reale valore; e funziona, perché il ritmo è compatto, senza crepe e abbastanza incalzante da suscitare e mantenere l'interesse per tutta la durata della pellicola. Il cast, perfettissimo, ruota tutto intorno a un protagonista (Hackman) che in questi ruoli da duro non ha da temere confronti, giocandosela con chiunque. Di fatto non gli si può aggiungere nulla, visto che anche i colpi di scena non mancano.

Chappaqua 6/01/17 09:41 - 16 commenti

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Ho riscontrato tematiche interessanti in questo thriller noir americano di metà anni 70. Prevalgono la disillusione e lo smarrimento del dopo "sogno americano" dei sixties. Persino il solitamente duro e infallibile detective americano è qui allo sbando. Ma per fortuna, parafrasando Gaber, c'e Gene Hackman, superlativo attore dall'espressività incredibile. Non servirebbe neppure che recitasse. Da vedere!

Rocchiola 10/03/20 10:05 - 865 commenti

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Con Il lungo addio è la miglior detective-story dei 70. Nelle mani di Penn il noir diventa lo specchio del disagio esistenziale che attanagliava l’America post-Watergate. Un film molto introspettivo che all’azione preferisce l’analisi dei caratteri senza tuttavia rinunciare agli elementi classici dell’indagine poliziesca. Accentuando la natura di outsider individualista dell’investigatore privato, Hackman offre uno dei migliori ritratti di perdente della storia. Domina la presenza dell’acqua elemento deformante della realtà. Grandi dialoghi.
MEMORABILE: “Ho già visto un film di Rohmer, perché pagare per sbadigliare”; Paula falciata dall’idrovolante; Hackman ferito sulla barca che gira in tondo.

Caesars 20/04/20 10:16 - 2698 commenti

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Strepitoso Hackman nel ruolo dell'investigatore privato (ricorda assai quello da lui stesso interpretato ne La conversazione. Forse non a caso entrambi i personaggi si chiamano Harry). Film davvero riuscito, con i dubbi e le incertezze che assillano il protagonista, finito in un gioco che non riesce a capire fino in fondo. Ottimi anche gli attori di contorno a cominciare da Jennifer Warren e Susan Clark, ma anche un giovane James Woods e la "ninfetta" Melanie Griffith. Bravissimo Penn a creare l'atmosfera giusta.

Noodles 5/08/20 16:06 - 852 commenti

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Film pervaso da un'ottima atmosfera seventies, sia negli interni che negli esterni. Peccato che a questo non corrisponda una sceneggiatura coerente e un soggetto sufficientemente interessante. La storia infatti, dall'inizio alla fine, appare piuttosto scontata e priva di vere sorprese. Vi sono inoltre momenti troppo veloci che dovevano essere più curati e tempi morti che invece andavano accorciati. Questione di ritmo, insomma. Ma anche la suspense non è che si tagli a fette. Si può guardare, ma tutto il quadro generale è piuttosto insipido. Con la diciottenne Melanie Griffith.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Buiomega71 • 3/07/16 18:02
    Pianificazione e progetti - 21925 interventi
    In dvd per la Golem, disponibile dal 14/09/2016

    https://www.amazon.it/Bersaglio-Di-Notte-Susan-Clark/dp/B01HCCUI5A/ref=sr_1_209?s=dvd&ie=UTF8&qid=1467561485&sr=1-209
  • Homevideo Rocchiola • 10/03/20 10:09
    Call center Davinotti - 1135 interventi
    Il DVD Warner uscito in tutto il mondo non è mai stato pubblicato in Italia e per molti anni questo film lo si poteva vedere in lingua italiana solo in VHS. Poi finalmente nel 2016 la Golem lo ha recuperato in un ottimo DVD che pur non citando in copertina alcun restauro o rimasterizzazione, offre un video panoramico 1.78 molto pulito e brillante. Audio italiano monofonico di buona potenza e chiarezza. Nel frattempo negli Usa è uscito la Warner ha già fatto il passo successivo pubblicandolo in bluray ovviamente senza audio italiano. Mentre il DVD Golem già fuori produzione è divenuto raro e costoso.
    Ultima modifica: 10/03/20 14:06 da Zender